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nell'intero testo di questo libro da |http : //books . google . com 



(VA^ 



^. ( -"■' 




;ostn 1906 



• tunlo CMrwH CVlU Pmlii 



Anno V N. A^ 



IL GAZ 



\ 
+ 



826 



4r, 



W1STA TECNICA MENSILE ILLUSTRATA DELL'INDUSTRIA DEL OAZ DELL' ELCTTWOTA, DEOLI 
>m E DELLA MUNICIPALIZZAZIONE IN ITALIA KRKKlli|K«mi(m«mil1lKm« 

EwTORF' Direttore Cap. VITTORIO CALZAVAPA 



:.. A-.-^' ■ 



_. Umonf PnsT\iF L. 2^^ — L s M wtut' ^K'\^Mi«^ L- 2 



K VITTORIO CALZAVAKA « 



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dei nOTORI A QAZ DI CAKBaNE FOSSILE • ACEHLLM. 
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HAnUALE TEORICO-PRATICO «e dcfll ilU forai • Oii Dowmm . Ou Simkc ■ Qji 
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conviene ed è rnlano .s[>ccJal mente i>cr oilurarc «m molta 
rapidità e .snlidiià i fori che possono prodursi nelle slorle a 
Saz allorché sono in funzione i- rifir:i!d;itc ijiiintii ad atti^^si- 
mn temperatura, ovviantln cosi all' inconveniente della spe- 
^lilura di'i forni per elTettuare le dovute riparazioni. In 
^ru/in poi olla plasticità e granfie resistenza de! mio Cemento 
speciale, naturale, le riparazioni escRiiiic col medesimo hanno 
una diiRita di circa 8 o 9 mesi, e perciò non è neccijsario 
rinnovarle frequentemente. 

Ecco (]irmdi i vantai della straordinaria proprietà 
|>i quesito mio 

Cenienfo Vulcanico Refrattario V)IOK£lMAIIN : 

■ T,* Non occorre ripetere frequen temente le riparazioni, 
queste essendo durahilissime, se perfettamente cscffuitc 
secondo le mie isirtixionì : 

2." Il gravissimo inconveniente che può derivare dal 
tenere storie in anione e quindi riscnl<latc a bianco csposic 
per un sjKtxio dì tempo assai lungo all' aria fredda o ad 
una lirusca varia/ione di lemperaliira, 0'>n pericolo che 
ntiovi fori si verilìcliino, e pienamente evitato. 

Ne risulta quindi di cnnseptitnza che tutù gli nriicolì 
BÌrailari che non resistono almeno una campagna, sono, 
nnche a jtre//i inferiori, mollo più enrì del 

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iliittrinli — Bricchettatrlcl ptjr coki- ecc. ~ Ftltrt — 

B-rrs trafilata lucide di Acctuio — ucc eo<-. 



INDICE DELLA V ANNATA 

UKIXA RIVISTA TKCNICA. INDUSTRIALE, COMMKRCIALK DKL VKNKTO 

"IL OAZ„ 

DAL r AGOSTO 1906 AL 31 LUGLIO 1907 

■ ■ ■ j -^KÌ 

! ■ I . . /■ 



Acera. IVr il tclofono . N- 57 P- 4^7 

Acctfleac. Lr rause dell' esplo- 

■»."incdeiraretilenc . » 58 » 433 

— I tari mantiimi e le lanterne 

ad acriilcno . * j53 " ^'^ 

— Siiir u*>o dcH'acctilono N. 58-59?. 432-449 

— Svi]up|Ki dell'acetilene per 

v:.i setoa . N. 50 P. 61 

— Carrara S. Giorgio. Lo scop- 
j-.o di un s*'i'^""ictro durante 

i:na festa . " 55 " 3^5 

— CastR>i;H>vanni. Il problema 
drirniuniinazHtne e della tra- 
zione a Castri ►jjiovanni . " 57 " 409 

— C"ijno. Scoppio d'acetilene » 57 » 411 

— C'»miiini. Piiohlica illuminz. •» 51 » 140 

— C-'nt.plian«.». Lo scoppio di un 
i;a/«»mi'tr(i di acetilene in una 

villa " 5^ " 193 

— Kmpoli. Scoppio di j(az aceti- 

irne in una casa colonica " 54 " 279 

— l'na causa importante per 

acetilene . " 55 " 34^ 

— Calali di Tarlatici. Illumina- 
zione a gaz acetilene • 56 » 375 

— Genova. L* acetilene pel faro 

di Genova » 52 » 193 

— Ci'tvone 'Albat. Scoppio di 

a«*etdene . * 55 • 3^ 

-- Monreale. Illuminazione a gaz 

acetilene . . ■ 55 * 3^7 

— Monreale. Gaz acetdene » 53 » 236 

— Montebelluna. Scoppio di ace- 
tilene . » 53 x 236 

— Ni'^cemi.Illuminazionead ace- 
tilene "55 • 3^ 

— Palermo. Scoppio di gaz ace- 
tdene in Piazza Itallaro . » 49 « 29 

— Parma. Sc<»ppio di acetilene » 52 » 194 

— Rimmi. Tei-ribile scoppio di 

gaz acetilene . » 55 » 329 

- Roma. Un capo ragioniere che 
scappa . . . » S» » 195 



Acetilene. Saliceto (Cimeol. Illu- 
minazione ad acetilene siste- 
ma Botto . . . N. 56 P. 378 

— Sancostanzo. Illuminazione ». 50 » 80 

— S. Pietro in Casale. Inaugu- 
razione dell' illuminazione a 
gaz acetilene . 

— Terni. Scoppio di un gazo- 
metro di acetilene . 

— Torre Menacapacr (Pavia|. 
Scoppio di un gazometro a 
acetilene .... 

— Verona. Un gazometro ad ace- 
tilene che scoppia . 

— Verrua Sicomario. Illumina- 
zione pubblica 

— Villalba. Illuminazione all'a- 
cetilene .... 

Acquaviva. Illuminazione pub- 
blica .... 

Acquedotti. Come amministra il 
governo francese . 

— Notevoli benefici ai Comuni 
clic costruiscono acquedotti 

— Agugliano 



53 
49 

57 
56 

57 
53 
49 
49 



240 
30 

414 

380 

414 
■240 

38 

22 



— Alassio 



— Albano Laziale 

— Albissola Marina 

— Aliminusa 



60 •» 499 

49 " 30 

52 » ig6 

54 • 288 

60 ■ 500 

'^. 49-so P. 30^84 

X. 49 P. V 

49 



N. 



30 

30 



— Ancona N. 50-56-57-58 P, 84-^-415-436 

— Andria N. 52 P. 196 

— Arma di Taggia . ■ 5° " ^5 



85 

»43 
86 



— Asolo .... ••50 

— Avola . . "5' 

— Kalme .... "50 

— Barletta . . . » 50 " 85 

— Bari N. 50-55-58 P. 85-330-436 

— Benevento . . . N. 51 P. 143 

— Bergamo N. 54-56-60 P. 288-381-500 

— Bologna . . . N. 51 P. 143 

— Borgetto . • 52 • iq6 

— Brescia . . . . " 57 " 4'5 

— Budoia . . . . « 56 " 381 

— Budrio . • 52 ■» 196 



-78- 



Acquedotti. Buggerru 


. ■ N. 57 P. 415 


Acquedotti. Naso . 




N. 50 P. 89 


— Bussana . 


» 52 1 196 


— Nepi 




. ■ » 49 " 31 


— Cagliari . 


. N. 56-57 P. 381-410 
■ • N. 57 P. 415 


— Nicosia . 




» 51 » 140 


— Caltanisetta 


— Nizza 




" 54 » 289 


— Camerata Nuova 


" 53 " 241 


— Novi Ligure . 




»» 49 » 31 


— Camogli . 


w 50 ti 86 


— Pagani . 




" 53 " 343 


— Cannerò . 


» 54 " 283 


— Padova . 




" 56 " 363 


— Caposelle 


" 53 " 241 


— Palermo . 




" 58 " 437 


— Caserta . 


"51 » 144 


— Parigi 




" 53 " 243 


— Castellamare . 


H 50 n 86 


— Parma 




" 56 " 383 


— Castel Gandolfo 


" 50 w 86 


— Pesaro . 




• 51 " 147 
N. 50-51 P. 89-147 

. >I. ^4 P. 289 

N. 55-50 P. 333 90 

. ^, 57 P. 416 


— Castel di Tusa 


■ N. 52-57 P. 196-415 
. . k 58 P. 437 


— Pieve di Cento 




— Cercola . 


— Pinerolo . 




— Chioggia N. 49-52-54 P. 25-196-2B8 


— Pisa 




— Cittaducale 


N. 49 P. 30 


— Pistoia . 




— Civitavecchia N. 49-50-51-52-56 P. 31-92 


-- Pofi 




» 55 " 333 




148- 144-196-381 
N. 56 P. 381 


— Poggio Fidoni 




- 54 » 289 


— Coassolo Torinese 


— Porticello 




" 53 " 333 

N. 49*53 P- 32-243 
N. 57 P. 416 

N. 51-58 P. 147-437 
N. 49 P. 32 


— Colli (Monte S. Giov 


Campano » ^ » 197 
N. 5o-=i2 P. 87-197 


— Portogruaro . 




— Conegiiano 


— Pulfero . 




— Castelbellino . 


5J. 50 P. 86 


— Rapallo . 




— Cotrone . 


■ N. 52-55 P. 197-331 


— Ravanusa 




— Cuneo 


. N. 49-56 P. 31-382 

N. 50 P. 87 

• N. 52-53 P. 197-241 

. 1S[. 54 P. 288 

M 60 W 500 


— Reggio Calabria 


" 55 " 333 


— Cupramontana 


— Rieti 




" 55 " 33 

N. 60-54 P- 500289 

N. 53 P. 243 


— Drenerò . 


— Rimini 




— Ferrara . 


— Ripatransone . 




— Ferriere . 


— Riposto . 




" 49 " 32 


— Feletto Umberto 


" 58 " 437 


— Roma 


N. 


50-51-59 P. 90-148-463 


— Forlì 


" 55 " 331 


— Salerno . 




N. 51 P. 148 


— Possano (Cuneo) 


" 54 » 288 


— Sale Marasino 




" 56 » 383 


- Galliera . 


» 49 " 31 


— Sanginesio 




" 55 " 333 
N. 51-60 P. 148-495 


— Gargnano 


" 56 » 381 

- N. 52-55 P. 197-331 

N. 53 P. 242 


— Sanremo 




— Genova . 


— S. Agostino . 




N. 50 P. 90 


— Girgenti . 


— S. Bartolomeo 




" 49 " 32 


— Gragnano 


» 60 " 500 


— S. Cristina di Aspromonte » %o » 91 


— Gravina . 


• N. 53-55 P. 242-332 
N. 53 P. 242 


— S. Dona di Piave N 


• 49 54-58 P. 32-289-438 


— Gubbio . 


— S. Filippo del 


Me 


a 


— Iesi . 


- N. 50-53 P. 87-242 
. . ^. 51 P. 145 


N. 


53-54-55 P- 244-290-334 


— Tntrodacqua . 


— S. Polo di Cavalier 


i . N. 53 P. 244 


— Ivrea 


. N. 49-52 P. 31-199 


— S. Zeno degli Ezze 


lini . " 50 " 91 


— Lari 


'N. 51 P. 146 


— Segni 


N. 


56-57-60 P. 384-416-500 


— Lecce . . N 


50-51 55 P- 87-146-332 


— Serravalle 




N. 53 P. 244 


— - Lentini . 


N. 54 P. 288 


— Siculiana 




w 50 » 91 


— Leonforte 


« 54 « 289 


— Siena 




" 56 - 383 


= Livorno N. 52-53-55-57 P- 199-242-332-416 


— Siracusa . 




» 60 w 500 


— Lucca 


" 55 56 P- 332-382 


— Sommatine 




« 57 .. 416 


- Marestica 


N. 56 P. 382 


— Spoleto . 




" 55 " 334 
N. 49-57 P- 32-416 


- Meldola . 


" 53 " 243 


-^ Terassini 




— Melili 


» 53 " 243 


— Thiene . 




" 5360 " 244.500 


— Mesanzana 


" 57 " 415 


— Torino . 




" 495^ " 32148 
. N.56P. 384 

N. 49-60 P. 32-500 


— Messina N. 50-55- 


56-60 P. 88-333-382-500 


— Trapani . 




— Mestre . 


. N. 50-52 P. 88 199 
. . 'N. 59 P. 463 


— Udine 




— Milazzo . 


— Val Polcevera 




N. 5^. P. 290 

N. 49-54 P- 32-273 
N. 50 P. 91 


— Modica . 


" 60 1 500 


— Venezia . 




— Moggio Reatino 


" 49 " 31 


— Venosa . 




— Molfetta . 


» 51 " 147 
. N. 50-60 r. 89.1^00 


— Ventimiglia 




» 50 « 91 


— Montebelluna . 


— Verona . 




N. 53-56 P. 244-368 
N. 50 P. 91 


— Montaione 


. . N. 57 P. 416 


— Vidiciatico 




— Montecatini 


» 57 » 416 


Acqui. Referendum 


pe 


r la mu- 


— Montefalco 


•' 54 » 282 


nicipalizzazione 
Adria. Per V illumii 


del 


gaz. » 59 » 456 


— Monsano . 


« 50 >f 88 


lazi 


one pub- 


— Motta d* Affermo 


» 50 » Qg 


blica elettrica . 




» 58 » 434 


= Murano . 


" 55 « 32.7 


— Il telefono Adria-Basso Po- 


— Murta 


" 53 " 243 


lesine 




" 55 " 335 


— Napoli . N. 5051 


-56-57-58 P- 89 147-383- 


Adro. Inaugurazione della luce 




416-437 


elettrica .. 




." 58 "^ 434 



- 79 - 



Acrouatica. La questione del 
c^/ illuminante e doli' idro- 
conti |nirn nello sviluppo at- 
Mair dell'aeronautica » 

AnslUao. Acquedotto » 

JUauio. Acqua potabile " 

— A proposito dell'acqua po- 
tahiif .... » 

— KniTpia elettrica » 

— rr.'i;«ttu di acquedotti) . >» 
JUba. Il riscatto e la municlpa- 

//a/ione del gaz . » 

~ I..1 municipalizzazione del 
il.i/. - Provvedimenti per l'c- 
"<■' nzione ... » 

Alkaio Laziale. L'acqua delle fae- 

■ atr di Nemi . • 

- Lure elettrica N. 49-50-51 P 
iVr l'acqua di Secciano N. 

Albisola. Acqua potabile e luce 
t -eitrira ....•» 

JUcssaadrìa. Ascensione aereo- 
^tatu-a . . . N. 54-55 

— C 'Hiunica/ittni telefonicne 

■ •:! Ki>ma ..." 

— L.i municipalizzazione delle 

; azze . . . . ■ 

— y -. grande profjjetto idro- 
rlfitricu .... » 

- I''-r le >cariclie elettriche » 
UiHÌfiasa. .\c(|ua potabile . » 
Aaerica. Le regie municipaliz- 

.'.ìir in America . . » 

AaMOHÌaca. La produzione del- 
'.iirniMniaca nella Gran Brct- 
•-.liina .... » 

&Mj(ai. Gh inconvenienti perla 
:• e ilettrica ...» 

Aulisì centesimale. Su una causa 
ir'-qufiite di errori nell'ana- 
!.^i lontesimale dei carboni 
• »s>ili .... » 

AacoM. L' acquedotto alle fra- 
z."ni . . . . " 

— L'.iCtiuedolto per le frazioni » 

— Pr r l'acqua alle frazioni » 
^ Lumi che scoppiano . » 

- Munuipalizzazione dell' ac- 
q.ic i<'tt»». - Il riscatto del- 
l' J-'qilfdottO ...» 

— Pt-r il riscatto dell' acque- 
■:'»tti> .... » 

— L.augurazione della linea te- 

■;■ ■'•luca Ancona-Bologna » 

— Nuove cumunicazioni telefo- 
'..■ ile .... » 

— L -^crviziii del gaz e dell'e- 
l't:ricita .... * 

Aarfria. Per 1* acquedotto * 

Aa^kicrì. illuniinaziitne elettrica » 
Arezzo. Scioprro di elettricisti * 
Aiwa di Taggia. I lavori del- 

'. .iCqUi'diitto . . . • 

ArroM. Telefono Arrone Terni » 
Ar^aaU. Pv>nte, sede municipale 
e luce .... » 



56 • 353 

49 » 30 

60 t 500 

52 n 196 

5' " 139 

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49 " 30 
P. 265-e24 

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47 • 


85 

417 


54 • 


277 



Arsiero. Il dazio municipale N. 
Asolo. L'acquedotto a Prada/zi » 
Asti. Municipalizzazione del ser- 
vizio telefonico . . n 

— Porza idraulica di 2000 ca- 
valli ....«• 

— Impianto di un' olVicina elet- 
trica ....•» 

Avesa. Luce elettrica . •• 

Aviano. Luce elettrica • 

Avignano. l'n vagone di carbone 

rapito . . . . ■• 

Avola. La questione dell'acqua 

potabile . . . . »• 

B 

Balme. Acquedotto e strada N. 

Barcellona (Messi na j. Appalto del- 
la luce elettrica . . n 

Bari. Municipalizzazione del ser- 
vizio dei trasporti funebri » 

— La municipalizzazi(me del 
servizio delle pomiie fun<'bri " 

— L' acquedotto Pugliese - I tre 
progetti esecutivi . » 

— Il telefono Bari-Taranto - L'i- 
naugurazione della linea " 

— Una visita all'opifìcio della 
Società elettrica Barese "• 

— L' acquedotto Pugliese - I la- 
vori iniziali ..." 

— Per r ac<|uedotto Pugliese ■» 

— Per l'illuminazione della città <» 
Bariletto. Condi^nsatorc razionale] » 
Barletta. La questioni' dell'acqua " 

— Per una causa vinta . » 
Bassano. Il gaz a Bassano . » 
Becchi (I) rovesciati » 
Belluno. Per t'impianto idroelet- 
trico di 20.000 cavalli suIBoite » 

— L' inaugurazione del telefono » 

— Gli impianti idro-elettrici sul- 
r Ardo .... I» 

— Nuovi lavori per l'illumina- 
zione elettrica . . «» 

— Un impianto idroelettrico per 
le miniere . . . •» 

— Concessione alla Ditta De 
Lago Giuseppe e Ferro Gia- 
como ....«• 

— II trionfo del Comune con- 
tro la Società elettrica . 

Benevento. Per l'acquedotto « 
Bergamo. Paese in preda a sca- 
riche elettriche - Una vitti- 
ma e parecchi contusi . • 

— Per r acoua potabile . •» 

— Municipalizzazione del tram 

e della funicolare . . » 

— Vittoria del Comune di Ber- 

famo nella questione del tram » 
"ifo e acqua potabile . » 

— Operaio fulminato dalla cor- 
rente elettrica . . . • 



56 P. 360 

50 " 85 

55 " 3»7 

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56 - 373 
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-8o - 



Bergamo. La transazione tran- 
viaria . . . . N. 

— Deficenza del gaz . . » 

— L' acqua potabile . . » 
Berlino. L'industria del gaz a Ber- 
lino » 

— Berlino al buio . . » 

— Distribuzione del gaz a alta 
pressione a Berlino . » 

— La telefonia, senza fili . « 
Bezieres. I pericoli dei fili tele- 
fonici .... » 

Bibliografia. Giuseppe Antonelli - 
Igiene della mente e dello 
studio .... » 

— G. Cazazza - I più grandi 
errori scientifici del secolo » 

— Conferenze amichevoli dei 
Gazisti d' Italia - Processo 
verbale della 35^ Conferenza 
- Congresso tntern azionale 
Milano 1906 ...» 

— Prof. Francesco Paolo Con- 
tuzzi - Diritto costituzionale » 

— Darymon - Les progrès de 
l'Eclairage à gaz - Les nou- 
veaux becs intensifs à incan- 
descence - Bonicelli ing. En- 
rico - Commemorazione del- 
l' ing. Berla ...» 

— H Diario 1907 » Guida tecnico 
legale industriale . . » 

— Paul Lévy - L' éclairage à 
l'incandescence par les gaz 
ses applications à l' éclairage 
des villes, des chemins de fer 
et des Còtes . . » 

— Richard Lorenzo - Trattato 

Eratico di elettro-chimica » 
'ott. G. Pietro Magrini - 
Elettromotori campioni e me- 
todi di misura delle forze 
elettromotrici ...» 

— G. Marchi - Manuale pratico 
per l'operaio elettrotecnico » 

— Claudio Marzocchi - Calen- 
dario tecnico romano . » 

— Dott. Hans Meyer - Guida 
quantitativa dei complessi ato- 
mici esistenti nelle molecole 
dei corpi organici . . » 

— Ministero di Agricoltura In- 
dustria e Commercio - Rivi- 
sta del servizio Minerario nel 
1905 .... » 

— Marchese Ippolito Nicohni - 
Annuario statistico delle città 
italiane .... » 

— Ingegner Gino Scanferla - 
Stampaggio a caldo e BoUo- 
neria .... » 

— Vacchelli - Costruzione in 
calcestruzzo e cemento ar- 
mato .... V 

— Vocabolario tecnico illustrato 
in sei lingue ...» 



56 p. 


360 


56 n 
56 n 


381 


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489 
462 


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94 


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93 



Biella. Il regolamento per la mu- 
nicipalizzazione delle affis- 
sioni respinto dall' autorità 
tutoria . . . . N. 

— Fulminato dalla corrente elet- 
trica . . , . ff 

Biografie. Argenti Achille, Ascoli 
Piceno .... » 

— Berla cav. rag. Giacomo, To- 
rino .... w 

— Bonn Giovanni, Verona » 

— Bosco Adamo, Gallarate » 

— Calzavara cap. Vittorio, Ve- 
nezia .... » 

— Camuzzi ing. Carlo, Milano » 

— Cane Emilio, Asti . . » 

— Cesari ing. Carlo, Genova » 

— Criscuolo Francesco, Aversa » 

— Chavannes in^. Luigi, NapoH » 

— Geyer ing. Guglielmo, Man- 
tova .... » 

— Kros ing. Enrico Carlo, Mi- 
lano . . . , » 

— Laeng Federico, Brescia » 

— Lacombe ing. Francesco, Mi- 
lano .... » 

— Lebreton cav. Leone, Ve- 
nezia .... » 

— Lebreton cav. Emilio, Ve- 
nezia .... » 

— Leban ing. Giuseppe, Pola » 

— Margary ing. Carlo, Livorno n 

— Morthon Filippo, Genova » 

— Pesce ing. Giuseppe, Ales- 
sandria . . . . w 

— Pernice G. M., Palermo » 

— Picchio ing. Annibale, Biella » 

— Pouchain comm. ing. Carlo, 
Roma . . . . ff 

— Phillips ing. Arturo, Prato » 

— Rebunel ing. Francesco, Bo- 
logna .... » 

— Renard Ernesto, Venezia » 

— Ruggeri cav. Francesco, Mes- 
sina .... 1» 

— Sospisio cavalier uff. Enrico, 
Trieste .... » 

— Spreafico comm. ing. Leonida 
Torino .... » 

— Tixi Erminio, Modena . » 

— Vianello ing. Eugenio, Pa- 
dova .... » 

— Zuccoli cav. Ercole, Cre- 
mona .... » 

— Zaramella Achille, Piove di 
Sacco .... » 

Bisaquino. Consiglio Comunale - 
Lagnanze suU' illuminazione 
elettrica .... » 

Bisceglie. Luce elettrica . » 
Bitonto. Per una tramvia elet- 
trica .... » 

— Impianti elettrici . . » 

— Furto di luce elettrica . » 
Bologna. Inaugurazione del tele- 
fono Bologna-Forlì- Ancona » 



59 


P. 


456 


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278 

325 
278 



55 " 336 



Bilafln. Bolognesi in Inf>;hilterra N. 
- AcQtu pocabilc in rapporto 
coli igiene della città . > 

— A prop4«ito del prezzo del 
g«z - Fulminato dalla cor- 
rente elettrica » 

— La di«cu»icine al Consiglio 
Comunale del regolamento 
detr ofbctfu del gtu » 

— L' illunùnuiofie a gu nella 

KUMMIC . . . . ■ 

— A proposilo delle frodi nei 
co<iCatort del gaz « 

— A propcMtto delle sottrazioni 
tiel EAZ . . . . > 

— n cuore del gaz H' acqua •• 

— Le sottrazioni e la qualitn del 

— u prezzo del gaz - Una pre- 
ccoenic proposta di diminu- 
ZMoe .... « 

— La disctissjonc al Consiglio 
Comunale del Regolamento 
dcD* officina a gaz •> 

— U boicotagffto per i lavori 
comunali -1 gazisti e mura- 
tori in agitazione . • 

ShmmIi. Illuminazione elettrica ■ 
WagétmBL Esplosioni in ufficina 
elettrica .... » 

— Disastrosa esplosione di gaz * 
BvAfUert. L'energia elettrica 

in nitta l.i Liguria occidentale * 
B«Xetto. .'\t-qu;i . . . > 
Borgo S. Lorcaio. Luce elettrica » 
lasloc Adozione dello Sliding- 

Scale a Boston • 

■mela. La mumcipalizzazione 

de» Tram . . . • 

— La Società idro-elettrica del 
flebifio a&sorbita dalla Società 
E. B 

— Il telefono con Sal&omag- 
porc . . . . - 

— Invcnuno ddlc forze idrau* 
liche .... « 

— - Trattative della Società Elet- 

ir '■ -ciana colla Brescia- 
W 

— L*n nuovo filo telefonico • 

— Domanda di concessione per 
dcnvaziunc d' acqua « 

— Progetto di una rete telefo- 
cuca sulla riviera del Garda ■ 

"— Operaio gravemente ustio- 
nato dall' elettricità » 

— Un'officina elettrica sfimnicr- 
>a dalle acque ■ 

trrrctf riguardanti l' industria 

del gaz N. 50-SI-54-59 P- 95'' 

— U Brevetto Lewes concer- 
nente la autocarburazione an- 
«dlato in Gcrm.-inia ■ 

m^imU iPinemlul. Impianto 
d no ... » 

lono Lccce-fìhndisi » 



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39 • 


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Brindisi. Nuova linea telefonica N. 

Brisegfaella. La luce elettrica • 

Brosao. L' inaugurazione della 
luce elettrica e le onoranze 
al comm. Sclopis . . » 

Budapest. Lo sciopero dei gazi^^ti • 

— bno scoppio di gaz in un 
ufficio . . . . ■ 

— Produzione di gaz e numero 
delle fiamme nell'anno d'e- 
serci/io 1905-06 nelle officine 
di Buda|K■^l-Neupcst . • 

Budoia. L'Acquedotto > 

Buggera. I lavori di un acque- 
dotto . . . . s 
Budrto. L' ar(]ucdotto a Budrio • 
Bussana. Mutuo per acqua po- 
tabile .... « 
Battrìo. A proposito d'illumina- 
zione .... » 

— Una nuova linea telefonica • 



Cagliari. Concorso N. 50 P. 96 

— Iji questione dell' illumina- 
zione .... 

— Lavori dell'acquedotto , 

— niumma/ioac e acquedotto 
Caltagironc. L'impianto della luce 

clcttrua a Caltagironc . 

— L'impianto della Un'c elettrica 
Caltaititetta. Manca l' acqua po- 
tabile .... 

— Nuove linee telefoniche 
Camerata Nuova. L'acqua pota- 
bile .... 

Ounogli. Lagnanze per la scarsa 
quantit.1 di acqua . 

Camposamnlero. Luce clettnca 

Canalizzazione. Scelta di una for- 
imiUi per Ir tubazioni di gaz 

Cannerò (Novara). Per l'acqua po- 
tabile .... 

Canneto Pavese. Inaugurazione 
della prima Cantina raunici- 
p:ilf Italiana . 

Caposelle. I lavori per l'acque- 
dotto Pugliese 

Carrara. Fulminato da un filo 
elettrico .... 

Carrara San Giorgio, t^i scoppio 
di un ga^< •metro durante una 
festa .... 

Carboni. Acquisto di carboni in- 
clesi .... 

— Nuovi giacimenti di carboni 
in Dalmazia 

— L.a produzione mondiale del 
carbon f^^ssile 

— Su una causa frequente di 
errori nell'analisi centesimale 
dei carboni fossili . 

— Concorrenza dei carboni fos- 
sili americani 



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52 
50 

57 



Carborund. II Carborund N. 55 

Canni. Per l'impianto della luce 

elettrica .... » 
Casale Monferrato. Aumento il- 
luminazione pubblica a gaz » 

— Nuova convenzione colla So- 
cietà del gaz ...» 

Cassano d* Adda. Impianto di una 

ofiìcina a gaz . . « 

Caserta. Le acque del Lete •» 

Castel lamare. Acqua potabile » 
Castelfranco. Il telefono . » 

— Municipalizzazione dello sta- 
zio piazza ...» 

— La municipalizzazione dello, 
stazio piazza approvato " 

— La Società elettrica . » 
Castel di Tura. Viva agitazione a 

Castel di Tura per 1* acqua 
)otabile .... » 
^ivo fermento per la que- 
stione dell'acqua potabile » 
Castel Gandolfo. Acqua potabile » 
Castelvetro Piacentino. Illumina- 
zione del ponte sul Po . » 
Castrogio vanni. Il problema della 
illuminazione e della trazione 
a Castrogiovanni . . » 

Castrovillari. Luce elettrica . » 
Catania. Società anonima delle 
acque del Casalotto . » 

— Il sequestro delle entrate nel 
comune di Catania . » 

— Il panificio di Catania in li- 
quidazione ...» 

— Per il pane a Catania - Cosa 
diverrà il forno municipale » 

— Il Comune di Catania e le 
sue condizioni finanziarie » 

Catanzaro. Telefono . » 

Catrame. Uso dei colori di ca- 
trame contro r umidità dei 
muri .... » 

— II giubileo dell'industria del 
catrame negli Stati Uniti » 

— Di un nuovo grande stabili- 
mento per la lavorazione dei 
sottoprodotti del gaz in Italia » 

— Il Benzene ...» 

— Il catrame e la sua lavora- 
zione .... » 

— Nuovo impiego del catrame » 

— Visita all' officina del catra- 
me della Compagnia Parigina 
del gaz .... » 

Cavazuccherìna. L'impianto idro- 
voro .... » 
Cecina. La luce Kitson . » 
Ceglie del Campo. Inaugurazione 

della luce elettrica . » 

Cerignola. Un referendum . » 
Cercola. L' acqua del Scrino » 
Cessione di Privativa " 

Cherbourg. Il telefono tra il mare 

e la terra ...» 
Chiarì. La questione del dazio » 



50 

57 
50 

57 
51 
58 
56 

57 
56 



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138 I 
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390 

363 



Chiarì. Officine a gaz e industrie 

affini . . . . N. 57 P. 418 

Chiavari. L'illuminazione pubbli- 
ca colle retine Auer 

— Illuminazione pubblica . 
Chicago. Un progetto di regia 

municipale 
Chieri (Torino). Consiglio Comu- 
nale sulla offi(;ina a gaz 

— Aumento di fanali pubblici 
a gaz .... 

Chieti. I creditori del Comune 
Chioggia. L' acquedotto in Con- 
siglio Comunale 

— Il consuntivo dell'acquedotto 
in Consiglio Comunale » 

— Per l'ampliamento dell'ac- 
quedotto .... 

— La luce elettrica . 
Chivasso (Tonno). Per il servi- 
zio di illuminazione elettrica » 56 

Cittaducale. L' acque del Poggio » 49 
Cìvidale. Telefono allungato 
Civitanova. L'inaugurazione del 

telefono Civitanova-Macerata » 59 » 464 

— Luce elettrica . . » ' 
Civitavecchia. — L'acqua d' O- 

riolo .... » 

— Il servizio della pubblica il- 
luminazione al Consiglio Co- 
munale .... » 

— La condottura dell' acqua al 
Consiglio Comunale . » 

— Sentenza arbitrale . . » 

— Per !' acqua d* Oriolo - In- 
tervista coir ing. Zannini » 

— Commissione di visita per i 
lavori dell' acquedotto . » 

— Commissione governativa per 
i lavori dell' acquedotto d O- 
riolo .... » 

Coassolo Torinese. Condottura di 
acqua potabile . . n ^ 

Codroipo. Illuminazione pubblica n 56 

Cogne. Scoppio di acetilene » 57 

Cogoletto. Un nuovo stabilimento 

meccanico . . . » 52 

Coke. Innovazioni nell' industria 

del coke N. 55-56 P. 313-349 

— L' utilizzazione dei derivati 

del coke agli Stati Uniti P. 60 N. 489 

— La vendita del coke in Ger- 
mania . . . . "52 

— Il riscaldamento col coke » 52 
Colle Val d' Elsa. Luce elettrica » 52 
Colli (Monte S. Giov. Campano). 

Una popolazione senza acqua 

potabile . . . . » 52 

Colico. Per l' energia elettrica 

neir Alta Valtellina . » 57 
Combustibili fossili. Combustibili 

fossili delle miniere italiane " 53 » 223 
Comitini. Pubblica illuminazione "51 » 140 
Como. La telefonia Comense "* 57 " 418 

— La municipalizzazione dei ser- 
vizi pubblici . . .. * 53 " 232 



53 
52 

49 

51 

54 
55 

52 

49 

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190 



178 
184 
191 



19; 



411 



-83- 



^ Le comunirazjoni 
telcfoaiciK notturne in Sviz- 
acni . . . . N. 

CamteaémL (VJcenxa) - Conces- 
sione alla Ditta Peloso e 
ZaiqM . . . . • 

— VkTCfua - DenvajEÌone d'ac- 
ai» ad U50 industriale alla 
aitu Zanuso ... * 

C««oano. Avviso di concorso del 
municipio di Vicenza * 

— Avviso di concorso del co- 
mune di Pì!»a <■ 

— Dei giornale 1* • Operaio mec- 
canico • . . . . • 

— M di Padova . • 

— C- de 1906-1907 So- 
aete rcrhniqucderinau.'»trie 
du nx cn Francc . » 

— Focfi 

CawgBaMi. Per l'acquedotto ■ 

— Lo «coDpio di un g.i2omccro 
di acetilene in una villa *• 

— Intorno air acquedotto . " 
f—^M III Associazione germa- 

nira degli ingegneri gasisti 
rd idraulici. Congresso di 
Berna 

— Società delle Conferenze fra 
Gaztsci d* Italia. 35* Con- 
rresso. Milano 1906 » 

— KcTioeonto del Congre<iso " 
• Presentì alla I' seduta > 

— Nuovi SOCI ammessi - 

— Soci dimj&sionari ■ 

— Soci defunu . » 

— Per il rqMiRo festivo . » 

— SoUa nvcrificazione perio- 
dica dei misuratori del ga^ » 

— Operai premiati nella 35* Con- 
Icrciixa ... « 

— Re-lajuone sulle memorie pre- 
sentate al Concordo , • 

— Memoria letta dal cav. Gia- 
como rag. Bena . > 

— Memoria del cav. Ercole Zuc- 
coli .... « 

~ Relazione della Commissione 
sulla proposta Zucoolt . ■ 

— L'indostna del gaz alI'Espo- 
•ixiiMìe di Milano nel 1906 ■ 

— Sulle macchine Oe Brouwer 
Bcmoria letta dal signor La- 



La visita dei congressisti al- 

l'oIBcina di S. Celso «51 • 1x4 

— T<Mst prononcé par mon- 

aieur Cnzc • 5' ■ *'4 

— Parte L^flìciale. Concorsi pel 

1907 ... .• 51 - 115 

— La oMinona premiata 
N. 5152-53-54 P. ti6-i7o-3ia-a6o 

Rettifica N. 52 P. 153 

SocieCA delle Conferenze fra 
Gaxisti d' lulia 36" Con- 
gresso. Bologna 1907 N. 5&60 P. 423-471 



56 


P. 


386 


50 


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51 


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107 



Coogress). SocieLI generale au- 
stro ungarica pel gaz in Trie- 
ste. Congresso generale ordi - 
nario, novembre jqo6 . N. 53 P. 220 

^ Società Svizzera ira Gazisu 
ed acqueduttisti, 23" Riunione 
annuale a Lugano, settem- 
bre 1906 . . . • 51 • 133 

— Società Tecnica dell' indu- 
stria del Gaz in Francia » 49 * 1 

Contclvc. Il telefono Padova-Con- 

srlvr " 58 • 336 

Cootalorì. Suir opportunità di un 
Istituto Nazionale per la pro- 
va dei contatori a acqua ' 55 * 31 1 

— Sviluppo della distribuzione 
del gaz COI contatori a paga- 
mento .inlecipato all' olhcimi 
municipale del gaz di Ber- 
lino nel 1905 ... "52 

Copparo. niclt'fono Bruni -Turchi - 56 
Corleonr Illumin.izione « 58 

Castclbcllino. K' .tctiiia . . * 50 
Costituzioni di Società. Lu^no. 
Società Neri Lizzo e C. «56 

— Milano. Società italiana per 
l'utilizzazione dei combustibili « 56 

— Hellimo Socu'U .'tminimu Bel- 
lunese per l'industria elettrica • 57 

— Brescia. La Società idroelet- 
trica del Scbino assorbita dal- 
la Società E. B. . , * 59 

— Catania. Società anonima del- 
le acque del Casalotto . » 59 

— Firenze. Società Italiana dei 
motori a gaz Crossley . • 53 

— Firenze. S<)cietà Ligniti • 57 

— Gallarate. Società del gaz di 
Galliiratr . . . "59 

— Livorno. &»cietà Livornese 
di trazione elettrica > 54 

— Milano. Unione telefonica lom- 
barda .... "5^ 

— Milano. Robinettene riunite > ou 

— Milano. Ing, Carlo Camuzzi 
e C •57 

— Mirano Veneto. La Società 
anonima elettrica . . «57 

— Novara- So*:icti per l' eser- 
cizio d' energia elettrica ing. 

Foà Cobianoii e C. ' 54 " ^5 

— Salerno. Società per il ser- 
vizio tranviario da Salerno 

a Valle di Pompei . • 54 

— Schio. Banca Scledensc. "50 

— Tivoli. Nuova Società ano- 
nima cooperativa per pro- 
duzione e consumo di ener- 
gia elettrica • 57 • 419 

— Torino. Assemblea generale 
della Società dei consumaton 

di gaz 51 

— 1d. Società risolta dott. C. 
Seronno e C- . •50 

— Id. Società misuratori e appli- 
cazioni gaz ed acqua a Tonno ■ 53 



-=84-^ 



Costituzioni dì Società. Rodellono 
Ainardi e Faceti, forniture 
complete per l'elettricità, gaz 
e igiene . . . . N. 51 P. 151 

— Id. Società italiana pel gaz » 59 » 466 

— Id. Società anonima frigori- 
geni e motori motofrigori » 51 » 151 

— Udine. Cemento del Friuli 

G. D'Odorico e C*' . " 57 " 4^9 

— V^enezia. Società di Naviga- 
zione Milano-Venezia . " 54 " 275 

— Id. Società Imprese di Pub- 
bliche e Private illuminazioni 

a gaz acetilene e affini . " 50 » 93 

Cottone. L' acquedotto di Co- 

trone . . . . » 52 » 197 

— L'inaugurazione dell'acque- 
dotto . . . . " 55 " 331 

Cronaca Giudiziaria. Una causa 
per il servizio municipale 
delle affissioni . . » 60 » 502 

— Dispositivo della sentenza ar- 
bitrale tra il municipio di 
Messina e la Società Conti- 
nental Union Gas Company 

Limited . . . . " 59 " 469 

— Una causa importante per 

r acetilene . . . " 55 " 340 
-^ La Società assuntrice dei ser- 
vizi pubblici - Possono essere 
dichiarate fallite . . » 56 " 389 

— Un ragazzo ucciso dalla cor- 
rente a Grottaferrata . " 54 " 290 

— Fontane pubbliche - Acqua 
di scarico - Se possa essere 
usucapita dai privati . " 53 '^ 245 

— Concessioni municipali - Ri- 
scatto . . . . " 53 » 245 

■ — In tema di forniture d'energia » 54 « 290 

— Municipalizzazione dei pub- 
blici servizi - Servizi da as- 
sumere in economia - Opere 

e lavori comunali . . "53 " 246 

— Montagnana - Lo scoppio di 

un gazometro . . " 59 » 47° 

— Il processo per lo scoppio 

nello Stabilimento Auer » 59 n 470 

— Durante una interruzione di 

luce . . . . " 57 " 419 

— Una lite fra il Comune e la 

Società del gaz a Verona » 53 » 246 

— Il processo di Verona . » 57 » 419 

— Una sentenza riformata - Gaz 

e acido solfidrico . . » 60 » 502 

Cuneo. La questione dell' acqua 
potabile in Consiglio Comu- 
nale . . . . w 49 ff 31 

— Un' adunanza del Comitato 

per la forza elettrica . ** 55 " 326 

— Verso la municipalizzazione 

del gaz . . . . " 55 " 317 

— La municipalizzazione del 

gaz . . . N. 55-60 P. 317 495 

— La municipalizzazione del gaz 
- L' impianto di un gazome- 
tro municipale . N. 52 P. 192 



Cuneo. L' acquedotto del Colle 

di Tenda . N. 56 P. 382 

Cupramontana. Acquedotto . » 50 » 87 



Disservizio Ferroviario . N. 

Distillazione. A proposito dei me- 
todi di distillazione . « 

Distribuzione. La distribuzione del 
gaz a grande distanza , » 

Dolo. Luce elettrica . . » 

Domodossola. \J impianto del gaz 
suir Ossola ...» 

Dronero. La grave epidemia a 
Dronero ...» 

— L' epidemia d' ileotifo a Dro- 
nero , . . . w 

Dublino. Esposizione di Dublino 
nel 1907 ...» 

— Lo scoppio di un gazometro " 
Dueville. Dazio municipalizzato » 



54 


P. 


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266 
374 



56 " 363 



Empoli. Un orribile scoppio dì 
gaz acetilene in una casa co- 
lonica . . . . N. 54 P. 279 

Erba. Società anonima del gaz 
ed elettricità di Erba-Luino 
e paesi limitrofi . . " 59 " 4^5 

Espulsione. Espulsione dell' aria 
dagli apparecchi a gaz, tu- 
bazioni e gazometri senza dan- 
neggiarli . . . » 49 » 18 

Este. Impressionante contatto 

elettrico . . . . " 54 » 279 

— Luce elettrica infame . » 49 » 28 



Falconara. La luce elettrica 
Farnese. Impianto elettrico . 
Feletto Umberto. Acqua potabile » 
Ferrara. Per la municipalizza- 
zione del gaz 

— Servizio d' acqua potabile so- 
speso .... 

— L'adunanza dei consumatori 
della luce elettrica 

Fermo. Impianto telefonico nel 
circondario di Fermo . 

— Il telefono nel circondario di 
Fermo .... 

Ferriere. L' acqua potabile . 

Filadelfia. La pipa di un operaio 
fa esplodere il gaz di un 
tunnel .... 

Firenze. Incendio di io tonnel- 
late di benzina 

— Lo scoppio di un tubo di 
acqua potabile 

— Società Ligniti 



N. 57 


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411 


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331 
418 



-85- 



SocicU italiana dei mo- 

!/3n a g^i Crosslcy N. 53 P. 190 

niBC. niimiinazinnc pubblica « 515 * 375 

— tiBptintoidro-U:rmi>-idraulico » 54 > 379 
Ffyia. Ltoca telefonica inaiigu- 

rau • 5® • 438 

— Per r impianto telefonico • 57 • 417 
Pattn». Impunto elettrico . * 5^ " 140 
r«fft L'aiqua " 65 " 33' 

— l'na vittima del telefono * 50 • 75 
far—. Forno a gai, memento 

per I calcoli di combustione 

N 49-5«>-52-53 P- ^53 '7a-2i5 
F«aia»« (Ciaeo^ Sempre alla ri- 

crnra dell* acqua p<^>l.ibi!e N. 54 P. 288 
fmtmmettìtL 1^ pen-eziunc visiva • 49 " 21 
fraacavOla a Mare. Luce elet- 
trica . . « 49 ■> 28 
f raaéaoM. W impianto elettrico » 53 •• 234 



-L. 



Società del gaz di Gal- 
Urate . , . . N. 

— Per U servizio del gaz . ■ 
Calali Tartatial Uluminazìonc 

M gaz acetilene " 

Gaflfcta. Per 1* acqua potabile ■ 

— Incatramatura delle vie ■ 
Oarìtiiaao. Per l'acqua potabile » 
<ìax. [*''>i;rt?^i nella fabbrica- 

t.-'r.r- .it-i ^Ai in Inghilterra 
« 'Tica . , » 

— 1. 'HI del personale del 
•ervino esterno di una Com- 
pwnia di ^az " 

— S«u gaz non giustificato e 
sallc fK-rdite di gaz ■ 

^ Gir eneìti e«^rcilali dall'alta 
sul ifaz illuminante ■ 
.J.■^..-.L.vo permanente di 
csCrarre la péce dai bariletti 
d' a storte . • 

— t fra I prezzi di ven- 
ci ' e dell' elettri- 
ci:-. , jmina/iùne . • 

— prezzo del gaz in Italia > 

— Pnjgrca&i nell' industria del 

— Niiovtr storte a scannellature • 

— Influenza della compressione 
sqI gaz dlumìnante . - 

— The Malta &i Gas Comp. 
Ud 

— U e^i a Zungo net 1905 • 

— lUuminaxionc a incande- 
scenza .... 

— Regia cointeressata del scr- 
roso del gaz a Parigi - Il 
nuovo contratto 

— S^'^I'iPD-t dfir industria del 
■ '■rmania • 

«IifTercnzialt del gaz 
per Arturo Valon . 



58 ■ 43» 



58 
58 


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50 ■ 


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50 • 


57 



Gai. Riparazione di una vasca di 
gazometro che aveva perduta 
la impermeabilità . . N. 50 P. 56 

— Il gaz a Ncwcastlc . • 5° " 55 

— Fabbricazione delle storte in 
Germania . . * y> ' 55 

— Forno a gaz - memento per 
i calcoli di combustione per 

A. Ikiuvier N. 49 50 5>53 P. 6-53-173-215 

— Sistema di trasporto e *ai di- 
stribuzione del gaz . * 50 * 53 

— Dell'influenza dei gazomctri 
sulla qualità del gaz che cs^i 
contengono N- 49-50-51 P. 2-48-133 

— Accenditore con pressione a 

distanza ■ liamag • * 5^ ' 45 

— Fabbncazione del cianogeno 
per via umida e fabbricazione 

dei cianuri • 50 * 41 

— Accenditore a spirale conica 

« Conus • • 51 . 132 

— Le storte verticali di Dcssau « 51 • laS 

— II gaz in America . " 53 • 183 

— L' asfissia da gaz illuminante 

^'- 52-53 P. i6o-ao7 

— L'Esposizione di Dublino nel 

iqon . . . . N. 54 P. a66 

— Siili' uso del gesso per rica- 
vare r ammoniaca dalle ncque 
ammoniacali del gaz-luce di 

li. Warl . . ■ 39 " 444 

— La fornitura del gaz misto a 
lliverpool . * 59 ■ 445 

— Apparecchi Nestler per la 
ricerca della fuga del gaz " 59 

— I torti delle retine Aucr • 59 

— Costituzione dell'unione com- 
merciale per la vendita dei 
sottoprodotti in Inghilterra * 59 " 447 

— L' illuminazione pubblica a 

Monaco . * 59 " 448 

— L'illuminazione privata e pub- 
blica in Roma e la 204* pro- 
posta al Consiglio Comunale 

N. 505^^55-57 58^59^ P- 39-167-305-421 

428-452-490 

— I progressi dell' incandescen- 
za a gaz e dell' elettricità N. 59 P. 439 

— Il preteso pericolo del gaz 
illuminante visto alla luce 

delU- statistiche . " 59 " 443 

— Il trasporto del gaz a di- 
stanza N. 5a-53-54-35 5^ P- '55-»>'-»54- 

395-345 

— 1^1 questione del gaz illu- 
minante e dell'idrogeno puro 
nello sviluppo attuale del- 
l'aeronautica . . N- 56 P. 353 
Un nuovo apparecchio per 
la preparazione della calce 
destinata alla depurazione del 

gaJ! • 5^ • 358 

Primi esperimenti di concor- 
renza ali illuminazione a gaz • 56 * 358 
Il centenario dell' invenzione 
del gaz . « 53 " 178 



448 



-.-86 — 



Gaz. L* influenza deirazoto atmo- 
sferico sulla resa del solfato 
d' ammoniaca . . , N. 

r— Nuovo metodo per costruire 
le storte da gaz . . » 

-^ Sistema di trasporto e distri- 
buzione del gaz , . » 

— I fattori che influiscono sui 
risultati della distillazione » 

— Metodi per impedire du- 
rante l'inverno le ostruzioni 
delle diramazioni, tubazioni e 
contatori causate dal freddo » 

— Alcuni prezzi di vendita del 
gaz e dell' elettricità . » 

— Un* ascensione aeronautica 
nelle officine a gaz di Ales- 
sandria (Piemonte) N. 54-55 

— Statistica delle officine a gaz 
americane . . . N. 

— Obbligo d'illuminazione delle 
strade pubbliche . . » 

— L'olio per i motori a gaz » 

— Si può avere il gaz a Venezia? w 

— Un' accenditore automatico 
del gaz a Venezia . » 

— Un incendio nel deposito del 
carbone della Società del gaz 

a Venezia . . . w 

— Illuminazione pubblica a Ve- 
nezia . . . , » 

— Un viaggiatore stritolato alla 
stazione di Vercelh . » 

— Una sentenza riformata a Ve- 
rona - Gaz e acido solfìdrico » 

— Una lite fra il Comune e la 
Società del gaz a Verona » 

— Per l'illuminazione cittadina 

a Verona ...» 
' — Il processo di Verona . » 
■ — Il processo contro la Società 
del gaz per l' acido solfidrico 
a Verona ...» 

— Boicotaggio del gaz a Ver- 
viers .... » 

— Nuova officina a gaz a Via- 
reggio .... » 

— Proposte di acquisto d'ener- 
gia elettrica per suppHre alla 
deficienza dell'officina del gaz 
a Vicenza ... » 

— Ritiro dell* Ing. Gaudenzi da 
Direttore dell'officina del gaz 

a Vicenza ...» 

— Risposta alle spiegazioni chie- 
ste all'officina comunale del 

raz di Vicenza- Nomina del 

>irettore dei servizi assunti 

dal Comune ...» 

— A proposito dì municipaliz- 
zazione - Vicenza . » 

— L' istruttoria per lo scoppio 
della fabbrica delle retine a 
Padova .... » 

— Allargamento dell'officina del 

- '. gaz a Padova - . . » 



E 



52 P- 175 

53 " 218 

49 a II 

54 " 259 

54 » 263 

53 " 263 

P. 265-324 

55 P. 265 

54 " 264 

54 » 266 

56 » 380 

55 " 330 

55 " 330 

59 " 463 

52 » 195 

60 » 502 

53 " 246 

54 " 288 

57 " 419 

57 " 414 

52 » 183 

60 » 499 

59 " 458 

50 » 82 



56 » 368 

54 " 270 

50 » 91 

53 » 237 



Gaz. Gli operai del gaz a Padova 

— Alla Direzione del gaz a Pa- 
dova . . . 

— Un incendio al gazometro di 
Padova - Ampliamenti all'of- 
ficina del gaz ■ . .- ; 

— Il nuovo Vice Direttore del 
gaz, e acquedotto di Padova 

— Il bilancio dell' azienda del 
gaz a! Consiglio Comunale 
di Palermo 

— La municipalizzazione del 
gaz a Palermo - Il regola- 
mento organico 

— Il dissidio fra la commis- 
sione del gaz e gli scaricatori 
di carbone. a Palermo . 

— La municipalizzazione del 
gaz a Palermo 

— Consigho Comunale di Pa- 
lermo - Per la municipaliz- 
zazione del gaz 

— La qualità del gaz a Palermo 

— La cessione del gaz a Palermo 

— La questione del gaz a Pa- 
lermo e r interrogazione del 
consigliere conte Trigana 

— La questione del gaz a Pa- 
lermo .... 

— La discussione al Consiglio 
Comunale di Palermo del re- 
golamento dell'officina a gaz 

— Infortunio di un gazista a 
Torino .... 

col gaz a Torino 
suicidio col gaz a 



del dazio del 



il gaz 



Suicidio 
Tentato 
Torino . 
La questione 
gaz a Torino . 
La ricostituzione della Lega 
gaz isti 

Società italiana per 
Torino . . . . : 
Furto di gaz a Torino . 1 
Una curiosa deliberazione del 
Consiglio Comunale di Ta- 
ranto .... 
Il Comune in causa a Taranto 
Memoriale presentato dagli 
impiegati dell'officina comu- 
nale del gaz di Trieste - Al- 
l' officina comunale del gaz 1 
Per municipalizzare il gaz a 
Treviso .... 
Per avere il gaz nelle fra- 
zioni di Udine 
Per la nomina del Direttore 
del gaz a Udine 
Società cooperativa gaz a Va- 
lenza (Alessandria) 
La vertenza con la Società 
del gaz a Varese . 
Furti di carbone dal gaz in 
Venezia .... 
Pagano i consumatori a Pa- 
lermo I 



56 » 390 

57 " 413 

58 » 436 
60 » 498 

55 " 318 



49 



51 
55 
52 



56 

57 



23 



54 " 183 
53 " 231 



138 
328 
189 



364 
397 



54 " 270 

54 » 286 

52 « 195 

51 » 142 

50 » 92 

57 » 413 

59 » 466 

60 » 502 



50 n 8t 

54 » 286 



60 » 495 

55 " 324 

55 " 330 

56 » 367 

56 » 380 

57 " 414 
57 " 414 
59 » 457 



- 87- 



L Relazione del Sindaco di 
Parma riguardo la municipa- 
luza/ionr del gaz . . N. 54 
Per riNumma/ionc munici- 
pjje a Piove di Sacco . • 60 
Scoppéo di gaz in una chiesa 
a Rocherdam ... « 56 
Uno scoppio di gaz a Roma •> 53 
L'ita fran disgrazia al gazo- 
mctntdi ViaFuiminia a Roma • 50 
SocicU AnsloRoniana, Roma • 56 
La diminu/iunc del prczjio 
€fel ga^ a Serra valle Seri via " 51 
A proposito del Selenio e le 
soe applicazioni nell'industria 
dcJ gaz . . « 56 

La causa del gaz a Sassari • 50 
L'na terribile esplosione di 

r a Trento . . • 56 

btlaocio dell' officina del 
nz a Tncste * 49 

Orario ininterrotto all'offì- 
cma del gaz a Trieste . » 49 

Oflìana del gaz a Trieste « 53 
Una signora xsfissiatn <lal gaz 
m Tolone ...» 55 
L'n nuovo otturatore per con- 
dutxure dì gaz '49 

Scoppio del contatore di fab- 
bricazione a Porto Maurizio ■• 60 
L' impiantu del gaz a Pistoia 

N. J9-53 P, 
n ^az al Consiglio Comunale 
(fa Pistoia N. 60 

Nomina del Direttore delle 
ofBcinc del gaz a Pisa . « 55 
L* esplosione del ^az ni Cre- 
dito Comunale a Pietroburgo • 56 
Perdite dì gaz * 49 

Per ti trasporti* del carbone 
occorrente all' officina comu- 
oale del gaz a Pavia « 51 

L'no »ciippìu di gaz alla Ca- 
aftcrv del Lavoro a Parma • 60 
Agitazioni dì gazisu a Pa- 
rigi - Soopero di operai elei- 
trxrtMi .... * 56 
Gb asfissiati in Via Cesii e 
Mana al Capo a Palermo - 51 
Nocnre agitazioni operaie a 
Palermo . * 50 

i.t MTopttHi di gaz al gazo- 
&iciro di Padova . . "56 
Furto continuato di gaz a 
Padova .... "53 
Lo Stabilimento Radaelli a 

Milaao * 57 

La mancanza di gaz > 57 

U iDtinopolio del ^«1/ « 57 

Inptanti meccanici Sistema 
deBrouwcr a Napoli e Ve* 
acza ... « 56 

Ing. Cario Camurn e C Mi- 
lano , ; ; . • 57 

Gaz cb« s'incendia - Operai 
MÒooati a Milaiui » 51 



Gaz. Fornitura di 8 casse dì dc- 



a Porta Nuova a 



N. sa P. 194 



purazione 

Lo scoppio 

Milano .... • 

— L' Union dcs Gaz • 

— Scoppio dì gaz in Corso Bue- 
nos- Ayres ...» 

— Acr)iia «• Iure a Murano * ^^ ^ , 

— Un importante lavoro aftìdatu 
alla Comp. Anonima Con- 
tinentale già j. Brunt & C. « 53 * 194 

— Abitazioni operaie - 1 gazi- 
sti vesuviani . ■ 5^ 

— Illuminazione nelle piazze a 
Napoli .... » 60 

— Tre operai scottati per Io 
scoppio di un motore a gaz » 60 

— Coniugi Italiani asfìAsiati dal 

g.u a Nizza . . . ■ 57 • 3'4 

— Dopo lo scoppio del gaz a 

Novi Ligure . . " 50 * 93 

— Per il ser\'ìzio del gaz a Gal- 
laratc .... 

— Società del gaz a Gallarate 

— Domande presentate e discus- 
se alla Union Gas Association 

— La nebbia gialla a Londra 

— La i-arestìa del carbone e gli 
aumenti sul prezzo del gaz 
in Inghilterra 

— La nuova tariffa del gaz in 
Consiglio a Livorno 

— Una grande invenzione navate 
- Il gaz invece del vaiutre 

— La trasformazione dell' illu- 
minazione pubblica a Marsala 

— Pubblica ilfuminaziunc a Mar- 
sala .... 

— La vittoria del gaz a Mede 
di Lomellina . 

— La p.igliacciata a Messina 

— La questione del gaz a Mes* 
Sina .... 

— Nuovo impianto di officine 
a g:i/ a Monralvo . 

— Lamentele sul gaz a Mondovi 

— 11 grax'e dìsasiru di Monta- 
gnana N. 55-56-59 P. 393-351-470 

— Socicti anonima per l' incan- 
descenza a gaz Auer in Ita- 
lia a Milano . . * 60 • 497 

— La di.Htnbuzione del gaz a 

grande distanza • 49 * ry 

— A proposito di metodi dì di- 
stillazione . . * 49 ' 9 

— L' impianto del gaz sull' Os- 
sola a Domodo;;5ola 

— Lo scoppio di un gazometro 
a pubbno ... ^ 

— Società anonima del gaz ed 
clcttnalA Krba-Luino e pacM 

limitrofi . . . ■ 59 » 465 

— • Espulsione dell'aria dagli 
apparecchi a gaz. tubazioni 
e gazumetri senza danneg- 
giarli . . • 49 « 18 



57 « 
59 ' 


411 
465 


49 • 
57 • 


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56 « 


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54 ■ 
53 ■ 


183 
335 



- 88 - 



Gaz. Per la municipalizzazione 
del gaz a Ferrara . . N. 

— Disservizio deirilluminazione 
pubblica a Girgenti ■ . » 

— La morte del dott. Goegg per 
una fuga di gaz a Ginevra » 

— Uno scoppio di gaz a Ge- 
nova .... » 

— Pel ribasso del prezzo del 
gaz a Genova . . » 

— Esperimenti della luce Sirio 
in Corso A. Podestà a Ge- 
nova .... » 

— L' ostruzionismo dei gazisti 
a Genova ...» 

— Lo scoppio dei gazometro a 
Montagnana ...» 

— Il processo per lo scoppio 
nello Stabilimento Auer « 

— Verso la municipalizzazione 
del gaz a Cuneo . . » 

— La municipalizzazione del gaz 
a Cuneo - L' impianto di un 
gazometro municipale N. 52-60 

— Illuminazione e acquedotto a 
Cagliari .... » 

— Scelta di una formula per la 
tubolazione del gaz . » 

— Impianto di un* officina a gaz 
a Cassano d* Adda . » 

— Aumento illuminazione pub- 
blica a gaz a Casale Monfer- 
rato .... » 

— Nuova convenzione con la 
Società del gaz a Casale Mon- 
ferrato .... n 

— Aumento di fanali pubblici 
a gaz a Chieri . . » 

— Illuminazione pubblica a Chia- 
vari .... » 

— L'illuminazione pubblica colle 
retine Auer a Chiavari » 

— Officine a gaz ed industrie 
affini a Chiari . . » 

— Il servizio della pubblica il- 
luminazione al Consiglio co- 
munale di Civitavecchia » 

— Il servizio del gaz e dell' e- 
lettricità in Ancona . » 

— La produzione dell' ammo- 
niaca nella Gran Brettagna » 

— Referendum per la munici- 

fializzazione del gaz ad Acqui » 
! riscatto e la municipaliz- 
zazione del gaz ad Alba » 

— Deficienza del gaz a Ber- 
gamo .... » 

— L' industria del gaz a Ber- 
lino » 

— Per rilluminazione della città 
di Bari coi becchi Auer » 

— Condensatore razionale- I.B. 
Zeffirino Autheman, Torino » 

— Il gaz a Bassano . . » 

— L' illuminazione a gaz nella 
stazione di Bologna . * 55 " 3^5 



55 


P. 


317 


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193 


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[92-495 


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60 


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489 


59 


» 


461 


52 

57 


» 
» 


178 
409 



Gaz. A proposito delle frodi ai 
contatori del gaz a Bologna N 

— Disastrosa esplosione di gaz 

a Bordeaux ...» 

— A proposito delle sottrazioni 
del gaz a Bologna . » 

— Adozione dello Sliding-Scale 
a Boston ...» 

— Uno scoppio di gaz in una 
officina a Budapest . » 

— Il calore del gaz d' acc[ua » 

— Le sottrazioni e la qualità del 
gaz a Bologna 

— Il prezzo del gaz a Bologna - 
Una precedente proposta di 
diminuzione . 

— La discussione al Consiglio 
Comunale del Regolamento 
dell'officina del gaz a Bo- 
logna .... » 

— 11 boicotaggio per i lavori 
comunali - I gazisti in agi- 
tazione a Bologna . . » 

— La questione della illumina- 
zione a Cagliari . . » 

— Innovazioni nell'industria del 
coke . . . N. 55-56 

— Sviluppo della distribuzione 
del gaz coi contatori a pa- 
gamento antecipato all' offi- 
cina municipale del gaz di 
Berlino nel 1905 . . N. 

— Dispositivo sulla sentenza ar- 
bitrale tra il municipio di 
Messina e la Società Conti- 
nental Union des Gas Com- 
pany Limited . . » 

— A proposito del prezzo del 
gaz a Bologna . . » 

— La importante funzione del 
chimico nelle officine a gaz » 

— Gaz luce prodotto nelle offi- 
cine a gaz d' Italia . » 

— - Discussione nella seduta del 
24 dicembre del Consiglio 
Comunale sulla municipaliz- 
zazione dell' illuminazione e 
acquedotto a Venezia . » 

— Il prezzo del gaz a Verona » 

— Per il prezzo del gaz a Ve- 
rona .... n 

— Distribuzione del gaz ad alta 
pressione a Berlino . » 

— Il gaz alla Giudecca . » 
Gaz povero. A proposito di un'e- 
sperimento di motori a gaz 
povero a Venezia- Per il per- 
sonale del gaz al Consiglio 
Comunale di Venezia . » 

— Molino a gaz povero a So- 
gliano al Rubicone . » 

— Asfissiati per una fuga di gaz 
povero a Roma . . » 

Gaz d'acqua. Della fabbricazione 
del gaz d' acqua carburato 
nelle piccole officine a gaz » 



52 P. 191 
56 • 374 



57 
56 

56 



409 

358 

234 
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P- 313-349 



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59 » 469 

58 « 434 

54 » 266 

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54 » 273 
56 » 380 



60 



499 



52 » 188 
49 " 30 



49 " 30 

50 » 81 

55 " 329 

60 » 479 



-B9- 



Ih € acqao. L' impianto del gaz 
I d'acqua ncirofhcina centrale 
^H. *^ Ctt dclU citu di Vienna 
B N. 5556 

^B €^ *^^ ^^^' ^"*" 

^K II calore del gax d'acqua, 

\ Bolofna 

I ^oàA # halia. ArgcnU AchiUe. 

Avoli r*iccnn . « 

' — Bcna cav. rag. Giacomo, To- 

nn» . . . . ■ 

— Boon Giovanni, Verona • 

— BoM» Adamo, Gallarate • 
•^ Caicavara cap. Vittorio, Ve- 

nejrta . . . . • 

— Carauui ing. Carlo, Milano « 
- C-*nc Kmilio, Asti . . » 

— Ccsan mg. Carlo, Genova » 

— Cnacuolo Francesco, Avcrsa • 

— Oiavannes mg. Luigi, Napoli ■ 

— Geycr mg. Guglielmo. Man- 
tova .... Il 

— Kra« mg. Enrico Carlo. Mi- 
lano . . . . <p 

— Lacng Federico. Brescia 

— LaL'ombe ing. Francesco, Mi- 

LUKI . . . . • 

— LcbmoD cav. Leone, Ve- 
oc2ia .... « 

— Le-bcxton cav. Emilio. Vc- 



Ljrban mg. Giuseppe, Fola 
Marrary mg. Carlo. Livorno 
Mtrrtlion Filij^ipo, Genova 
Pesce ing. Gmscppc, Ales- 
«andria .... 
Pernice G. M., Palermo 
Picc&io ing. Annibale, Biella 
TVKwrhain comm. mg. Carlo, 

■^ ing. Arturo, Prato 
'fri ing. Francesco, Bo- 

! rnc-sto. Venezia 
.,_^^^.. >av. Francesco, Mes- 

* ■ • • 

Sospuìo cavalier uff. Enrico. 
Tncs»^ .... 
SfMTafico comm. ing. Leo- 
Torino . 
Ermmto, Modena . 

ing. Eugenio, Pa- 
dova .... 
ZarajmeUa Achille, Piove di 
Sacro .... 
ZocroU cav. Ercole , Cre- 





p. 301 

49 • 


-346 
15 


56 • 


361 


56 • 


343 


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50 • 

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154 

38 



Budapest in M:iopcro ■ 
r>ell influenza dei ga- 
«i-Mnclri sulle i)u.iliCà del gaz 
cii€ r^ai contengono N. ^9-50-51 P. 2'48>i22 



50 - 75 
52 • »93 
54 • a8o 



Vn esperimento 
■Hiaziooc nella galleria di 
Ronco .... 
'— Per r illuminazione elettrica 
- U telefono Rapallo-Genova 



Genova. L'oKlruxionismu dei ga- 
zisti .... 

— Esperimenti della luce Sirio 
in Uirso A, PodestA 

— Pel ribasso aul prezxo del 



N. 



gaz 

Uno 



— Uno scoppio di gaz 

— La municipali/zazione delle 
pubbliche affissioni 

— Il nuovo acquedotto 

— Il discorso programma del 
nco Sindaco . 

— L'acculcne pel faro di Ge- 
nova .... 

— Un grave pericolo per 1* i- 
gienc ' Genova «>enza acqua 

Genzano. L' inaugurazione della 
luce elettrica a Genzano 

Geroci. Concessione d' a<rqua 

Giarrataoa. Illuminazione all' 0- 
scuro .... 

Ginevra. La morte del dottor 
C.tu'gg per una fuga di gaz 

Gioia del Colle. L'maugurazione 
tK*ll:i Iure elettrica 

Girgentl. Disservizio illuminazio- 
ne pubblica 

— Per r acquedotto del Vol- 
tano .... 

Giu^Hano. Pubblica illuminazione 

Giurisprudenza. Beni de^li enti 
lucali - muniri|MlizzazKine dei 
pubblici servizi 

Governo. Il Governo e i conces- 
sionari di telefoni . 

Govone ^Alba). Sn>ppin di aceti- 
I<ne 

Grafite. Grafite tenera artiHciale 

— Grafite artificiale . 
Gragaano. L' acquedotto comu- 
nale .... 

Gravina. Per l'acquedotto . 

— Sludi per l'acquedotto . 
Grossetto. Inaugurazione del tele- 

loiui . . . . I 

Gubbio. Una relazione tecnica 

dell' ing. De Andrcis 1 

— lavori per r acqua . 



I 



60 



500 



• 56 • 385 



57 ■ 417 



Idrolitc. L'idrolile . N. 

lesi. Sempre acquedotto . • 

— Inaugurazione di un acque- 
dotto . . . . ■ 

— Operaio fulminato - ■ 
Imola. Il risultato di un refe- 
rendum . . . . ■ 

— Un impianto elettrico muni- 
cipale a Imola . . ■ 

Immondizie. L' utilizzazione delle 
immondizie per la produzione 
della luce elettrica • 

— L'incenerimento delle immon- 
dizie nelle citu . . « 



54 f*. 
53 • 


364 

242 


50 • 
50 ■ 


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77 


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50 • 


69 


52 • 


178 


53 • 


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— 90 — 



impianti elettrici. 


Alassic 




N. 51 N. 139 


— Albano Laziale N. 


49-50-51' P. 28-72-139 


— Albissola Marina . 




N. 49 P. 30 


— Ancona . 




. « 56 » 372 


— Adria 




" 58 " 434 


— Adro 




" 58 » 434 


— Anghiari 




» 50 » 72 


— Asti 




" 54 " 278 


— Avesa 




" 56 " 373 


— Aviano . 




" 50 " 72 


— Barcellona (Messina) 




" 59 " 461 


— Belluno 

— Biscegiie 


N 


— Bitonto. 

— Bologna 


N 


— Bonassola 




n 51 n 139 


— Borgo S. Lorenzo 




" 52 » 191 


— Brisighella 




w 49 » 28 


— Brosso 




» 50 » 73 

54-60 P. 278-497 

N. 57 P. 409 


— Caltagirone 


N 


— Camposampiero 




— Carini 




» 51 » 140 


— Castel Piacentino . 




" 57 " 411 


— Castrovillari 




" 55 " 325 


— Ceglie del Campo 




» 57 » 411 


— Chioggia 




" 50 " 75 


— Chiasso 




" 56 " 374 


— Cividale 




V 56 » 374 


— Colle Va! d' Elsa . 




» 52 » 191 


— Dolo 




" 50 » 75 


— Este 




» 49 » 28 


— Falconara 




V 57 « 411 


— Farnese 




« 50 " 75 


— Foligno . 




w 51 » 140 


— Fraiicavilla a Mare 




» 49 » 28 


— Fresinone 




" 53 " 234 


• — Genova 




n 52 n 193 


— Genzano 




» 51 » 140 


— Gioia del Colle 




» 60 » 497 


— Gubbio 




» 50 w 76 


— Imola 




w 50 » 69 


— Issime 




" 50 " 77 


— Lentini 


^ 


L 50-58 P. 77-435 


— Livorno 




w 60 » 497 


— Lugagnano 




" 57 " 411 


— Lugo (Romagna) 






N. 49-5i-54-55-^ 


p. 


28-140-280-317-495 


— Magliano 




N. 53 P. 234 
51-53 P. 140-234 


— Marino 


N, 


— Marsala 




N. 50 P. 77 


— Massa Carrara 




» 55 " 326 


— Massa Marittima . 




" 52 " 194 


-* Mazzara 




"* 53 " 234 


— Messina N. 50-54-56-60 


P. 78-281-376-497 


— Mestre 

— Misilmeri 




> 


J- 50-53 P- 78-234 

N. 49 P. 29 


— Mistretta 






N. 55 P- 327 
54-56 P. 282-377 


— Monopoli 




n' 


— Monselice 






» 49 » 29 


— Montefalco 






ff 54 » 282 


— Nicosia 






» 51 » 140 


— Novi Ligure 






" 55 " 327 


— Osoppo 






" 56 « 377 


— Ostra 






" 58 " 436 


— Ostumi 






ff 52 » 194 


— Padova 






» 56 ' 377 



. N. 56 P. 365 
" 53 -» 237 

n ^2 ti 190 

, n 51 n 141 

» 50 « 80 

N. 55-56 P- 341-378 
" 55-57. " 328-413 



N. 49-54 



Impianti elettrici. Parma 

— Parti ni co 

— Pesaro 

— Piombino 

— Popoli 

— Pordenone 

— Posi 

— Prato 

— Putignano 

— Reco aro 

— Reggio Calabria 

— Rieti . N. 50-54-55 P. 80-285-328 

— Riolo . . . N. 50-51 P. 80-141 

— Roma . . . N. 53-55 P. 232-329 

— Salerno 

— Sanremo 

— S. Vito di Romagna 

— Santa Flora 

— S. Margherita Ligure 

— Scansano 

— Segni 

— Serramonacesca 

— Sogliano al Rubicone 

— Solofra 



56 P. 378 
54 P. 29-285 
N. 56 P. 365 

N. 49-58 P. 29-437 
L-qq P. 80-: 



'A'fio^F 



N. 50-51-57 P- 81-142-413 

■ 51-54-55 P- 142-272-323 

N. 49-52 P. 26-188 



— Sottomarina 

— Taormina 

— Terranova 

— Terni 

— Thiene 

— Tivoli 

— Todi . 

— Trani . 

— Trapani 

— Treppo Grande 

— Trevi 

— Trinitapoli . 

— Varese 

— Velletri 

— Venafro 

— Venezia 

— Verona 

— Vercelli 

— Vernante 

— Verona 
Vicenza . 

Incatramatura 

Roma . . . . n 

Inghilterra. Risultati delle 
aziende municipali in Inghil- 
terra .■.'..» 

Introdaqua. Il Cons. Comunale e 
r aquedotto . . . » 

Invenzione. Una nuova invenzio- 
ne dell' ing. Brune autore^ del 
telefono senza fili » 

Issime (Aosta). Inaugurazione della 
luce elettrica . . » 

Isola del Cantone. La luce Ki- 
ston n 

Iunior Gas Association. Domande 
presentate e discusse alla 
Iunior Gas Association » 

Ivrea. Inaugurazione dell'acqua 
potabile a CoUereto-Barella » 

— Acquisto della condotta del- 
l' acqua potabile . . » 



60 
60 

54 
52 
55 

Ì6 
53 
50 
57 
55 
49 



499 

495 
286 

195 
329 

141 

384 

244 

81 

413 

329 

29 



f> 50-59 r, 81-463 

N. 54 P. 286 

" 55 " 323 

" 56 " 379 

" 56 f^ 380 

» 51 » 142 

N. 50-57 P- 81-414 

. N. 50 P. 82 

N. 50-51 P. 82-143 

N. 51 P- 143 

" 49 " 30 

w 50 » 82 
n 54 n 287 
» 51 w 143 

N. 56-57-60 P. 380-414-499 
N. 50 P. 84 



delle strade a 



50 



61 



52 w 187 



51 



145 



55 " 334 



50 
50 



49 

52 
49 



77 
76 



IO 



199 



31 



— 91 — 



55 
50 

56 



Laapada Lacas. Il brevetto della 

!ar:p3(la Lucas annullato in 

* >frmania . . N. 4950 P. 15-54 

Lui. ( '••ncl«)ttiira dell'acqua pota- 
re: ir . N. 51 K 146 
t^tisaaa. Il telefono " 56 » 386 
Lecce. 1^ provincia di Lecce non 

v.i'.I pacare l'acquedotto » 

l.'.irquf<l(»tln lecccsf . » 

ì*'.-r r acquedotto leccese » 
Le^Q^C. Il diseijno di lejfjje per 

.1 .lenvazione d'acqua . » 

Leadiaara. Municipalizza/ione dei 

-- rv:/: pubblici a Lendinara •» 53 
Lcatiai. Luce elettrica N. 50-^8 P. 
— Ai-qua p«'labile . * 

Leoaforte. Acqua potabile 
liiomo. Servizio d* illuminazio- 

-:•• r-leltrica 

— i; ^-rvi/iu municipalizzato dcl- 

t- ..ttissioni pubbliche . 
I,.i nu-<va tariffa del gaz in 
* " •::-ii;liii 

— L' .n-quedotto industriale 

— I." a "^uoilniiii di Stiava . 

— I i.-muntdi Livorno assume 

~ rvi/iii di pubblicità. 
- \' ~ rart,uedotto della Pe- 
^■mz^:a .... 

— ■^- Oicta Livornese di trazione 

•■::r:.-a ... . • 

— V Ìi-'h: di meno por l'acque- 



» 332 
. 87 

" 146 
» 272 

» 232 

77-435 
N. 54 P. 288 

54 " 289 



60 

57 

56 
55 
57 



— " ra »-i<mmissi(»ne del comune 
L:v..rno aggredita nelluc- 
" '" t.--'t- .... 

tatfi. Filini inato dalla corrente 
!- ::r;ca .... 

Lastra. Ina grande invenzione 
-j.m!c - Il gaz invece del 
'. aj-" 'Fc .... 
!.^ municipalizzazione dei ser- 
■. / pubblici e r esercizio pri- 



50 
53 
54 
52 



51 
52 



— 1. . nt-bbia gialla 
\.jx care>lia del carbone e gli 
.i .-T-'-nti sul prezzo del gaz 

" l'iiihdterra 

— I . ■.-.t la municipalizzazione 
2 : 'iiranza 

— l *.- -vi/to municipalizzato del- 

:^■qua . 

— 1 .. Tiuninpalizzazione dell'e- 
--r^:j elettrica a Londra 

— Ì_i'. 'n-per 3 miliardi e mezzo 
"-'. -ud d'.\Trica pel trasporto 
:• '«-nergia elettrica 

— *^-;»-rta di una immensa mi- 
r -r.i di carbone 

Itatiroaf Derivazione di acque 

■ r^^Lche 
Latcre. Per un consorzio telefo- 

r.*:-. Scbino e Valle Camonica » 56 



497 

394 

375 
332 
416 



70 
242 

275 
199 



146 
194 



58 - 435 



Lucca. Per le acque del Serchio " 

— Manca l'acqua in campagna » 

— Un segnale d'allarme . • 
Luce elettrica. Il prezzo della luce 

elettrica . . . . • 

— llmpianti dii a Scansano » 

— (la) a San Vito Romano ■» 

— dimostrazioni per la luce elet- 
trica a S. Margherita Ligure • 

— (la) a Santa Flora . . * 

— (lai a Salerno . . «» 

— e aixjua a Segni . . » 

— e acqua a Serramonacesca •* 

— La municipalizzazione della 
luce a Trani . . . » 

— La mnniripalizzazione della 
luce elcttrira a Terni . " 

— Il referendum per la muni- 
ci|>alizzazione della luce elet- 
trica a Terni . . . » 

— Il referendum per rim[)ianto 
munìcipalìz/ato dell' illumina- 
zione elettrica a Thiene " 

— (la) a Tivoli ..." 

— Transazione per l'illumina- 
zione elettrica a Tivoli . • 

— llat a Thiene . . . » 

— Impiaiili elettrici a Terni •• 

— dal a Terranova . . " 

— Per l'illuminazione elettrica a 
Terranova (Sicilia). . " 

— ila) a Taormina . " 

— (la) a Todi ...» 

— Il problema della luce eli't- 
trira a Partinico . . n 

— Impìtmtii elettrico a Pesaro » 

— (la) a Piombino 

— Una condanna pei fili del Ce- 



56 

57 




363. 
411 


56 


n 


376 


50 


n 


69 


53 


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231 


53 


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226 


54 


n 


281 


52 


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194 


56 


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376 


56 


m 


386 



56 


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55 


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332 


51 


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60 


n 


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141 


54 


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55 


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52 


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53 


n 


244 


55 


» 


323 


54 


n 


273 



Ima a 



Pord 



encme 



N. 55-5 

rato r 

N. 49-54 



??. 



— Illuminazione sepolcrale della 
stazione di Napoli 

— (la) a Pordenone 

— (lai a Posi 

— Impianto di luce a 

— (la a Putignano 

— la) a Padova 

— L'ofVieina elettrica municipale 
di Imola ...» 

— Servizi municipalizzati a Par- 
ma - Azienda luce elettrica •• 

- ila) a Riolo N. 50-51 

— Lagni per la illuminazione 
elettrica a Rieti . N. 

— Ila) a Rieti . N. 50-55 

— Il Cons. Comunale in II con- 
vocazione, per una nuova pro- 
posta d'impianto di luce elet- 
trica a Reggio Calabria N. 

— (per la) a Reggio Calabria » 

— ila) e l'acquedotto a Sanremo » 

— (la) a Sottomarina . . - 

— (per la) a Solofra . . ■ 

— L'inaugurazione dell'illumi- 
nazione elettrica a Misilmeni •• 

— illuminazione elettrica a Mon- 
selice . . . . • 



:>.•> 



52 
59 

5f> 
49 
5» 

57 

5» 
49 
54 

53 
52 
5» 

55 

50 
56 



323 

1B8 
463 

81 

26 

142 

4»3 

142 

-^9 

286 

237 
190 

141 
341 

!k) 
378 



P. 328-413 

56 I^ 378 
f^. 29-28S 

56 i*. 377 
53 - 232 

56 - 365. 
V. 80-141 

54 I*. 285 
P. 80-3J8 



49 !*■ 2Q 
.S8 • 436 
60 - 495 

55 " 329. 
57 • 413. 



49 
49 



22. 
^9. 



_ ^ — 



5/ / 



— '.UiirrììTisf/.-.f.nf! iMhhIirA -* Me- 

AT;* 1''; v-'*»! 1! Messina N. =^/ 

- Ui * \f;f«ta '"^r-.r-i ■• 

l5»t f \f?f<-vs( .Vfsrttiina . ■• 

— 'i^i * \f?»r*.ri;# i* '^nra ■* 

';tt* -li \fsr'*la •• 

'l»i '< Mstrn/% . , , ■» 

tr" r;* HI Mar nr, . . * 

l&t * .Vfsf^:iano ■♦ 

-" *ronft ■j'^t^b'l'» ^ Wnriti*fsÌro * 

■* '<rrn;^.'1r,?r.-, ^ Nir.'.<;ia * 

— iai 4 Osnirrn . . . ■• 
■Ut ^ ''>s^-,i . . ■ ■» 

.' ncf, r^** A.-T^r-^-s 1 Gubbio ■• 

l,' c^^yicr-iT^'/.'f.r,!* -iella luce 
'"l'^'.'-r.'-^ s ^*"''.!:< f^.e! 0>!le ■♦ 
' 'i ,mr,!ann-. pìrttr!*---, muni- 
/*:p.4,<* ^ Im-'.ia . . ■» 

rr.f"» s rssirr-'=- lAc/Stai ■» 

— La miiri;<~.p!ìi.Zyrs/jonf; dftila 
hi*---'' '^i'^rtrr?» s Ijia^o . • 55 
fi '-ontrsì-tA 'I'arr|uisti'> d^l- 

/l^i a f-u^^» N. 51-54 P- r40-2éo 

Ill;inìiri^/:c.n^- pubblica a 



5* 



5<^ 

53 
53 
54 

5^ 
.55 
5^ 

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5» 



5^ 
60 

50 



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• 140 

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495 



Ì,nfC' 



N. 49 R 26 



57 
60 



4" 
497 



Swir impi?into disila lur*^ elet- 
tru-a a r,"Js;aj;nano 
S'TviZiO d'illuminazione: '-let- 
trica a Livorno 

- I,a liK<^ pif-ttrira a lyntini 

N. 50.58 P. 77-435 
(frip*ianto f^omiinale i^lcttnro a 
Monof^.h - . N. 54 P. 282 

- L' mau^nra/ionc flc-lla luce 

f\fttr\f'M n Mi=itr«^tta . " 55 • 327 

- W impiant'» f\f\Uf lucfi ^-let- 

trun n Lalfa^iron'- N. 54-60 P. ^fi-^grj 
lU) a Carnpo'^jimpiero N- 57 r. 409 

p'-r \'\tnt'ì'*Titf' f\r\Uì lurr elct- 
trua a (-;iririi . , » 

- ■ n^f a (^astrovillan , » 

- IfianKiira/ion'' M' li' illlimtna- 
/l'.ri' fl'l Ponf'- ^ul Po a Ca- 
tjt^'lvrtro Pi;i/f ntirio , » ^^ 
lna(»(^nr, a ' .r(rlir f|r| Crampo » 57 

- ì't-r il ^f■^v^/^o f]j illumìna- 
/lori'' fif'tri'a a Chivatiso » 56 

- (Irif a (" liC'KK'*' • • "50 
(la; a (jvi'laìr , , » 56 

- (la; a (.olir Val H'KIsa » 52 



5' 
55 



57 



140 
325 



411 
411 



49 ' 


28 


57 " 


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3° ' 


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30 


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434 


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434 


51 . 


139 


'. 2B-72-139 


56 P- 


373 



374 

75 

374 

191 



Loce elettrica a Doio , ^-50 P- 72 

— 'lai infame aà Este ■» 

— la) 5 Faironara . » 

— Impianto idrauiico a Farnese » 

— Impianto -^ertrrcn a Foligno » 

— dai a Francax'iUa a Mar^ * 

— L' impianto eiettnco a Fmsi- 
-tone . . . . f 

— P-^r ■'■moianto deila luce det- 
n"ca a T'^r-anova Sicilia » 

— P*r / lìlummazione eiettrica 
a Genova ...» 

— Fìrza irtrauiica'ii aooa cavalli 
ad A-sn ....■» 

— lai r^ acqua potabile a Alhis- 
ìoia Manna . . . t 

— Per l' lilummazione elettrica 
Duhniira ad Adra . t 

— tnau|ffuraz:rjne ad Adn •» 

— Energia eietmca ad Alassio ■» 

— tlai id Albano Laziale 

>*- 49-?>5i P 

— ilai ad Avtesa . N. 

— niummazuine eìetmca ad An- 
ffhian » 50 

— unpianciii 'li iin' otfic.na elet- 
trica ad A^c ...» 

— ilaj ad Av'.anij . . t 

— niuminaziorre elettrica a Bo— 
r.as.sii'ia .... » 

— lai a Borio 5. Li^renzo » 

— Inautruraziù-ne deila luce elet- 
tr.ca e le onoranze al coram. 
Sclopt:^ a Bnjsso . » 

— ilat a Bnsea-heila . . » 

— Impianti eleccnci a Bitonto ■» 

— ila) a Biàce^Iie . . • 

— Furto di Luce a Bitooto » 

— Appaku della luce elettrica 
2 Messina ...» 

— L'n impianto idn>elettnco per 
le miniere a Belluno . » 

— Nuovi lavori per l' illumina- 
zione elettrica a Belluno » 

— ila» a Tnnitapoli . N. 50-^7 

— ila» a Trevi . . • N. 

— Inaugurazione a Treppo 
Grande .... » 

— Per l'impianto dell'illumi- 
nazione a Trapani . » 

— Il conto consuntivo dell' of- 
ficina elettrica municipale a 
Vercelli .... » 

— Cn impianto elettrico a Vi- 
cenza .... » 

— Il ser\'izio del gaz e dell'elet- 
tricità ad Ancona . . • 

— Inaugurazione della luce elet- 
trica a Venafro . . » 

— fla) a Vernate (Cuneo) . • 

— (la) a Venosa ...» 

— (la) a Velletri ...» 

— Un bel caso a Velletri . » 

— Un fulmine in un trasforma- 
tore dell' energia elettrica a 
Varese .... » 50 



54 
50 


» 


27» 
72 


51 
52 


» 


139 
191 


50 
49 

33 
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143 

143 
82 

143 
82 



82 



- 93 — 



Lacc clctirìca fuori Porta Nuova 

i Wrona . . . N. 
Lbcc KhiMl. Ad l^la drl Cantone » 

— \ nnxvnUt d' illtimwia- 
2J — L ;...1j Caiicna di Ronco 
Cenava . . . . • 

— a Cecina ..." 
iBgifaao. Suir impianto della 

Uut- . • 

I ■£!! t' ..:<• d'acquisto del- 

I della luce elettrica « 

— L' li buio per mancanza 

*1 ni' . . . • 

— L. ti2zazione della 

— ntuminazione pubblica . > 

— La luce elettrica " 

— Luce elettrica " 



57 P- 4M 
50 » 76 



56 



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'*ta,/toni- ii>li t ' 



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KACcrata. 



Telefono 
Senza luce 
Barili— Luce elettrica « 

■uMkTMifh. Fulminato dalla cor- 
rente t'itttnca . . • 
IMla. The Malia & Med. Gas 

C'»mp. Lud . . . " 
AsBtova. La provincializzazione 

»itl rram . . . . • 
Aasuio. riiHO^ni estremi . » 
Karmo. Kunzinnamentodella luce 
elctinca . . . . » 



N. 59 P. 464 



58 " 436 



52 



18;; 



— la 



— L 



luce elettrica 

Acquedotto 
La nuova illuminazione 



idum per l' illumina- 
tone elettrica • 
-^ La trasformazione dell' illu- 

mma^ume pubblica » 

AarstglU. Come r finita l'espo- 
ni/, une di Marsi>;lia . » 
Hirlina Fraaca. Illuminazione 

ck'ttnca . . . ■ 

Mamm CarninL Luce elettrica » 
\'n rftVrt'ndum respinto • 
lUsM Marìnima. Luce elettrica <• 
Luce (^-lettrica » 

4i LoaelKiu. La vittoria del 
...» 
L' acc^u edotto . • 

Acqua iMttabile . * 

11 telefono fra Memmo 
Colh'o . . . . » 

Mercato carboni da gaz » 
■ rtrsiaia. Un'agitazione per 

r ;icqua fMitiibilf . • 

AcaiteA. Per il CIVICO acauedotto • 

— Per r illuminazione nel porto • 

-> Per il scr\*tzio dell'illumina- 

nooe elettrica « 



54 



56 . 376 



-C 



-K 



13 



36 



495 



Messina. L* inaugurazione del te- 
lefono Messina-Catanzaro N. 57 P. 417 
- Una commissione J" inchiesta 

r le frane dell'acquedotto • ^ 
pagliacciata . » 52 

— Illuminazione elettrica del 
irto * 50 > 78 
cr la illuminazione della ca- 
lala del porto . «5^ 

— La questione del gaz a Messina » 4^ 

— Lo sviluppo delle prese di 
acqua .... » 50 

— Per i serbatoi d' acqua di 
Taormina . . •• 5* 

Mestre. Prestito al Comune per la 

costruzione dell'acquedotto • 53 

— Manca l' acqua . . « 5C 

— Luce Luce . . "53 

— Uluminazionc pubblica . • 5C 
Milano. Cons. Ctnnun. L'acquisto 

di energia idraulica approvato 

all' unanimità ... * 49 

— La munìcìpalizza/iune delle 
affissioni .... V 6c 

— Società anonima per Tincan- 
desicnza a gaz Auer in Italia ■ 6c 

— Kobinctteric Riunite . «oc 

— Nuovo grande impianto idro- 
elettrico . * 59 * 465 

— ■ La municipaluzazione della 

energia elettrica a Milano ■ 59 " 457 

— La municipalizzazione della 
pubblicità . * 57 

— Lo Stabilimento Kadaelli » 57 

— La mancanza di gaz . » 57 

— Il monopoliu del gaz « 57 

— Impianti meccanici — Sistema 
di Brouwer — a Napoli e 
Venezia . "56 

— Telefono Milano- Domodos- 
sola- Sempionc . . • 57 

— Ing. Carlo Camuzzi e Co. • 57 

— Durante una interruzione di 
luce .... "57 

— L' inchiesta sul servizio tele- 
fonico .... "56 

— Società per l'ulilizzazione dei 
combustibili Italiani • 56 

— Llnionc Telefonica Lombarda • $ò 

— Gaz che s'mctndia - Operai 

ustionali . . «SI * 140 

— La Compagnia L'niondes Gas 

N. 5>*^ P* 194-324 

— Lo scoppio a Porta Nuov-a "N, 53 P, 335 

— Scoppio di gaz in Corso 
Buenos Ayres . "55 

— Per il riscatto nell'esercizio 
tranviario di Milano . • 53 

— Imprese elettriche Fiorentine » 54 

— Intorno al servizio telefonico • 54 

— Intervista del corrisiKtndcnIc 
del Corriere della Sera con 
il Ministro Schanzcr . • 53 

— Società Sirv. Lizars e C. •SS 

— Soc. anonima illuminazione» 

idraulica e allìni • 5» * 190 



— 94 — 



Milano. Ditta R. Radaelli e C" N. 

— Via Palermo invasa dal gaz 
ammoniacale . . . » 

- Cismon, Società Forze mo- 
trici, Brenta ...» 
Milazzo. Per l'acqua potabile » 

— 11 telefono ...» 
Miniere. L'esercizio delle miniere 

di Nafta .... " 
Mirano (Veneto). I^a Società Ano- 
nima Elettrica . . » 
Misilmeri. L'inaugurazione della 

illuminazione elettrica . » 

Mistretta. L' inaugurazione della 

luce elettrica ...» 
Modica, L' acqua potabile . " 

Moggio Reatino. Una popolazio- 
ne senza acqua . . n 
Molfetta. L' inaugurazione del- 
l' acqua di Scrino . . n 

— Impresa per l' illuminazione 
elettrica .... » 

Monaco. L'illuminazione pubblica » 
Moncalvo. Nuovo impianto di of- 
ficina a gaz ...» 
Mondovì. Lamentele sul gaz » 
Monopoli. Stazione telefonica » 

— Luce elettrica . . » 

— Impianto elettrico comunale » 
Monreale. Illuminazione a gaz 

acetilene ...» 

— Gaz acetilene ...» 
Monsano. Un acquedotto che si 

farà .... » 

Monselice. Illuminazione elettrica » 
Montagnana. Il grave disastro di 

Montagnana ...» 
Montaione. Acqua potabile . » 
Montebelluna. Acqua » 

— Scoppio di acetilene . » 

— Il completamento dell'acque- 
dotto .... » 

— Un'incidente in officina elet- 
trica .... » 

Montecatini. Agitazione per 

r acqua .... » 

Montefalco. Luce elettrica e acqua 

potabile .... » 
Montereale Ceilina. Diga sul tor- 
rente Cellina . ". . » 
Monza. Senza forza elettrica » 
Mosca. La città al buio » 

Motta. Acqua potabile . » 

Motori a gaz. Un giudizio sui 

motori a gaz ...» 
Movimento nel personale. Oreste 
Debernardi ...» 

— Ing. Carlo Cesari . . » 

— Rag. Giacomo Sala . » 
Municipalizzazione. L' insucesso 

della municipalizzazione in 
Inghilterra ...» 

— A proposito di municipaliz- 
zazione .... » 

— Gli impianti elettrici comunali 

e r industria privata . » 



51 


p. 


150 


50 


ff 


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23 



62 



64 
231 

138 



Municipalizzazione. Municipalizza- 
zione o proprietàprivata degli 
impianti dell' acqua potabile N. 52 P. 185 

— L' impianto del forno muni- 
cipale . . . . » 50 » 70 

— li forno municipalizzato ap- 
provato . . . . » 49 » 25 

— Gli operai del gaz a Padova » 56 » 390 

— Alla direzione del gaz di Pa- 
dova . . . " 57 " 4*^3 

— Il bilancio dell' azienda del 
gaz al Cons. Comunale di 

Palermo . . . . " 55 " 3^8 

— (la) del gaz - Il regolamento 
organico .... » 

— Una lettera del Principe di 
Camporeale, sulla situazione 
amministrativa di Palermo » 

— La risposta dell'Amministra- 
tore Tasca-Lanza alla lettera 
del Sen. Di Camporeale » 

— (la) del gaz a Palermo . » 
- (per la) del gaz di Palermo - 

Cons. Comunale . . » 

— (la) dei servizi pubbhci a 
Como, Lendinara e S. Dona 
di Piave ...» 

— Risultati delle aziende muni- 
cipali in Inghilterra . » 

— Un impianto elettrico muni- 
cipale a Imola . . » 

— II risultato di un referendum 
a Imola .... » 

— Gli impianti elettrici comu- 
nali e r industria privata » 

— (la) e il suo successo in In- 
ghilterra ...» 

— Per il riscatto dell' esercizio 
tranviario di Milano . » 

— (la) della pubbhcità in Milano » 

— (la) dell' energia elettrica in 
Milano .... » 

— (la) delle affissioni in Milano » 

— Impianto comunale elettrico 
a Monopoli ...» 

— Un referendum respinto a 
Mosca .... » 

— Il referendum per la illumi- 
nazione elettrica a Marsala » 

— (la) o proprietà privata de- 
gli impianti dell acqua po- 
tabile . . . . » 52 » 185 

— Il tram municipalizzato a Pa- 
dova - Gli utili negli ultimi 

sei mesi dell' anno scorso " 55 " 318 

— Illuminazione privata e pub- 
blica in Roma e la 204^ pro- 
posta al Consiglio Comunale 

N- 50-52-55-57-58-59-60 P- 39-167-305-421-428- 

452-490 

— (la) del servizio affissioni a 

Savona . . . N. 55 P. 323 

— Il risultato definitivo del refe- 
rendum per r abolizione delle 
barriere daziarie a Savigliano 

(Saluzzoj . . , » 52 » 188 



53 


n 


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55 


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333 


54 


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373 



■«■ÈdiMRuaùoac. V ncqui-doito 
r r illuminazione cleUrica a 
San Remo . N. 60 P. 

— Il r-*"' — ntlum per l'impianto 
j m zaCodciritlumina- 

xiont- L:Li-'llhai :i Thicnc 

SipcT U| del servizio farma- 
cruucu a Temi 
(per lai della luce elettrica 
Terni, il referendum 

la) della luce elettrica n 

rni , . . . 

delle ca^-c popolari rc^ 

a dal Consiglio comu- 

di Torino- per la mu- 

icalixzazionc dei tmmway 

A. t » 59 « 4^ 

Una variante dell* impianto 

idro>«leltncodi Salbertrund - 

La cty^ruzione di una grande 

Ìnllena 
— Impunto idro-elettrico - Rc- 
goiuncmto dell' azienda a To- 
rino .... Il 

— Inaugurazione della prima 
^M cantina municipale italiana a 
^^ Canneto Pavese 
^^~ «Ut dello stazio piazza a Ca- 
^^ «rifrancti . . , • 
^^fr 4la> dello stazio piazzn appro- 
^^ vaso a Castelfranco • 

— I! pane a Catania - Che cosa 
I diverrà ti fnrno comunale ■» 
I — Il panifìciu di Catania in li- 

rida/tonc ... « 
^^ ««questro delle entrate nel 
^^ coaiune di Catania 
^^^ Un rcfrri-ndum a Ccrignfila • 
^^ Un progetto di Ke^ia munì- 
^H Op4ile a Chii*ago .. 
^Br La questione del dazio a 
^H Chiari 

^^^ 0at del %AZ 3 Cuneo - L'im- 
^V ptanto di un gazomctro mu- 
f aicipale . . . . - 
I — (verso la) del gaz a Cuneo ■ 

— dei pubblici servizi - Servizio 
da assumere in ei'tiiinmia - 
Opere e Uvon comuiuli « 

— Una caufta per il st-rvizio 
^^ »iuni. ii,:ile delle affissioni • 
^^^ r ine all'oscuro a 
^^^ Giairauna ...» 

U diMiirso-prngramina del 
neo Sindaco a Genova . ■ 

— ftar delle pubbliche affìasioni » 
Re|pa cointeressau del ser- 
vizio del gaz a Parigi - Il 
owivo contratto . ■ 56 • 368 
Per U ftcrvuio del gaz a Gal- 
larate . . . . • 

Ib) della luce elettrica a Lugo » 
1 contratto d'acquisto del- 
l' officina elettrica a Lugo • 
|li| dell'energia elettrica a 
Londra . . . . > 



50 



363 
1^8 



Mnnldpaliaazioae del servìzio 

dell* acoua al.undra N. 

— Contro la municipali/za/ione 
ad oltranza a Londra 

— (lat dei servizi pubblici e Te- 
serrizio privato a Londra •• 

— Il Comune di Livurno ussu- 
TTiK' il srrvizii» di puhhlirjt.1 ■ 

— (la) del servizio delle affis- 
sioni pubbliche a Livorno « 

— La transazione tramviarìa a 
Kcrgamo . . . •• 

— Le sottrazioni e la qualità 
del gaz a Bologna . 

— Il prezzo del gaz - Una pre- 
cedente proposta di diminu- 
zione . . . . ■ 

— I^ discussione al Consiglio 
comunale del regolamento 
dcirofficina a gaz in Bologna 

>^ 5354 

— Il boicotaggio per i lavori co- 
munali - fgazisti e muratori 
in agitazione - Bologna N, 

— Oa) del servizio delle pompe 
funebri a Bari . N. 52-53 

— Vittoria del Comune di Ber- 
gamo nella questione dei 
tramway . . . . N, 

— P<T l'ampliamento dell'acque* 
dotto in Chioggia . « 

— {\a) del dazio a I>uevillc • 

— (lai del gaz a Ferrara . • 

— (la) pei pubblici servizi - Beni 
degli enti locali -Ciurispru- 
denza amministrativa ■ 

— Come amministra il governo 
francese . . . . • 

— Per il riscatto dell'acquedotto 
ad Ancona . . . ■ 

— Referendum per la munici- 
palizzazione del gaz ad Acqui • 

— ilat e il riscatto del gaz ad 
Alba . . . . . 

— <la| del gaz ad Alba e prov- 
vedimenti por l'esecuzione ■ 

— (la) delle piazze ad Ales- 
sandria . . . . • 

— Le regie municipali in Ame- 
rica » 

— (la) dell'acquedotto ad An- 
cona - Sul riscatto doll'acque- 
dotio . . . . • 

— Il dazio municipale ad Ar- 
siero . . . . • 

— ila) del scr\*izto telefonico ad 
Amì . . . . • 

— Il regolamento per la muni- 
cipali//a/ione ueiraflissionc 
respinto dall'autorìtA tutoria 
a Biella . . . . • 

— (la) dei tram a Brescia . ■ 

— A proposito del prezzo del 
eaz a Bologna . • 

— Il calore del gaz d'acqua a 
Bologna . . . . » 



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3" 7 



1?:^ 



-96- 



Municipalizzazione del tram e del- 
la funicolare a Bergamo N. 50 

— Le aflìssioni municipalizzate 
a Roma ....>■ 

— Gli impianti elettrici comu- 
nali e l'industria privata in 
Roma . . . . n 

— (per la) a Imola e a Gua- 
stalla ....') 

— (la) delle pompe funebri a 
Roma . . . . w 

— (la) dei servizi a Recoaro - 
Azienda luce elettrica . " 

— Il servizio municipale delle 
acque .... » 

— L'ofììcina elettrica municipale 
di Imola a Roma . . » 

— Il forno municipale a Ro- 
vigo . . . . " 

— Il referendum per la muni- 
cipalizzazione del pane a San 
Dona di Piave . . » 

— La cessione del gaz a Pa- 
lermo ....»» 

— La questione del gaz e l'in- 
terrogazione del consigliere 
conte Trigona a Palermo » 

— La questione del gaz a Pa- 
lermo .... » 

— Pagano i consumatori a Pa- 
lermo . . . . » 

— (la) del servizio pubblico delle 
atìissioni a Palermo . » 

— A proposito della liquidazio- 
ne della Compagnia Parigina 
del gaz di Parigi . . w 

— (la) della luce elettrica re- 
spinta a Parigi . . » 

— (la) dell' azienda elettrica a 
Parma .... » 

— Relazione del sindaco di Par- 
ma riguardo la municipaliz- 
zazione .... » 

— (per la) dell'illuminazione a 
Piove di Sacco . . » 

— Prestiti ai Comuni . . n 

— (la) delle tramvie a Mantova w 

— Azienda dell'acquedotto e del 
gaz a Padova . . " 

— Farmacia municipale a Roc- 
calbagna .... » 

— (la) degli asili infantili a Roma » 

— Servizio municipale delle af- 
fissioni a Torino . N. 50-51 P. 

— Il riscatto delle tramvie di 
Torino da parte dell'ammini- 
strazione municipale . N. 51 

— (la) del servizio tranviario a 
Torino . . . "54 

— (la) del dazio municipale a 
Torrebelvicino . . "56 

— Un progetto di municipaliz- 
zazione fallito a Tokio . » 54 

— Memoriale presentato dagli 
impiegati deirofficina del gaz 

di Trieste . . . » 60 



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Municipalizzazione del gaz a Tre- 
viso . . . . N, 

— (la) della luce a Trani . » 

— La condotta dell' acqua pota- 
bile municipale a Torino » 

— Per la nomina del direttore 
del gaz a Udine . . » 

— (la) del gaz e dell' elettricità 
a Udine .... » 

— Risposta alle spiegazioni chie- 
ste all'officina comunale del 
gaz di Vicenza- Nomina del 
direttore dei servizi assunti 
dal Comune . . . » 

- A proposito di municipaliz- 
zare a Vicenza . . » 

— L'organico dell' officina elet- 
trica comunale a Verona » 

— II conto consuntivo dell' of- 
ficina elettrica comunale a 
Vercelli .... » 

— (la) di una cantina sociale a 
Velletri .... » 

— (la) dei servizi delle affissioni 
e dei trasporti funebri a Va- 
lenza (Alessandria) . . » 

— (la) del dazio consumo - L'u- 
tile della prima annata a Val- 
dagno . . . . n 

~ Discussione nella seduta del 
Consiglio comunale del 24 di- 
cembre sulla municipalizza- 
zione dell'illuminazione e ac- 
quedotto in Venezia . » 

— Il consulto legale per la que- 
stione dell'acquedotto a Ve- 
rona - La municipalizzazione 
delle affissioni . . » 

— (la) dell'acqua potabile a Zaf- 
ferano Etnea . . . » 

Murano. Acqua e luce . » 

Murta. La questione dell'acqua 

potabile .... » 
Museo. Museo commerciale di 

Venezia .... » 

N 

Naftalina. Una gomma assorbente 
la naftalina . . . N. 

Napoli. Fulminato dalla corrente 
elettrica mentre prendeva il 
bagno ...."» 

— Uno spazzino mutilato e scot- 
tato dalla corrente elettrica » 

— L' acqua dei Comuni Vesu- 
viani . . . . " 

— La questione delle acque » 

— Un importante lavoro affidato 
alla Compagnia Continentale 
già J. Brunt & C. . . » 

— Comune e Società delle acque » 

— Le esasperanti interruzioni 
telefoniche ...» 

— L' acqua potabile nella zona 
industriale di Napoli . » 



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56 


» 


383 



- 97 - 



K«^li. i-irire tclffniiichc N. 57 P. 417 

— :*'T r ai-qiia al Vomero * 57 " 410 
Atf.u/ioni )»|>craic. — I ga- 

/ *ti V(»suviani . » 56 

~ 1/ .irri-*io (li un falso elct- 

::i. -ta .... » 57 

— I.'arqii.t [totabìlc nei comuni 
W -.iviani. — IVr l' acqua 
-;'-;;. i /t'iia franca . "58 
S-- ;■ :a. injf. Albornio e C. » 60 

— -V. .tta Italiana per il con- 
: •]. dvi ml^urat^^^l rk'ltrici • 60 

— .: :TTi,na/i<>nc nrllc piazze » 60 
l"r< "perai scottati per Io 
- <«jip:>« di un motore a gaz " 60 

K«so. !'- r l'arqua potabile a Capo 

■ ' t *rI.inilo . . "50 

Kavii^azionc fluviale. Il disegno 
i'-g^f- ^ulia navigazione 
rl.v:.i!i- .... « 

Necrologie. Hartol>>mrisrag. Luigi » 

— » .:r.:n Fontana ing. Augusto 

I> .xii.irL- Ofl". Gaz di L'dine 

N. 53-54 

— !>• min l'ietrt) . . . N 

— 1,1 l»«n lùigéne . . • 
N .:»:>-<i Memcli . . » 

— i'.i*:<<reili Vittorio . . » 
Kepi. l'iT r.ic(iua i)Otabilo . » 
Ke«-York. Il disastroso incendio 

i Illa staziono elettrica » 

^icosia. I.ncc elettrica e acque- 



S'is- emi. lilumma/ionc a acetilene » 
SìziM Coniugi italiani astìssiati 
■l.ii gaz .... » 

— ■^:<, riii/zazione dell'acqua po- 

: ; i;le a Nizza mediante l'ozoto » 
Novara. Linea telefonica Novara 

i ..iMi.ite . . . . n 

— >.».:eta per l'esercizio di ener- 
^ .: elettrica. Ing. Vok Co- 
S;ant-hi . . . . » 

— \";i:ime della corrente elct- 
!ri-'a . . . . » 

Kovi Ligare. Per 1' allacciamento 
t'-!vto;i'Co di Novi . . " 

— I.jce f lettrica . . " 

— I». ip. t lo scoppio del gaz » 
Grandi derivazioni di acqua 

; -er la Liguria e pel Piemonte » 

— 1." scoppio del gaz di Novi 
Ligure . . . . » 



377 
413 

437 
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31 


52 


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190 



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Ouiiazioac. L' ossidazione del 
'-.irlHjne .... 

OhMo di carbonio. L' ossido di 
• .trbonio del gaz illuminante 
r causa dell'anemia dei Pa- 
r g;ni ? . . . . N. 

— Nuovo ossido di carbonio 

Oioppo. Luce elettrica . 

Ottra. Luce elettrica 



N. 49 P. 20 



49-50 P. 
N. 49 P. 



4-5 

21 



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58 



Ostami. La luce elettrici N. 52 I*. 194 

Otturatore, l'n nuovo otturatore " 49 " 20 



Padova. Setifìcio . . . N. 50 P. H3 

— .Società anonima Nazionale 
|)elia Concimina Suguano - 50 « H3 
[| tranvai munii-ipali/zalo - 

(ili utili negli ultimi sei mesi 

dell'anno scorso " 55 " 3^8 

— L'impianto del forno muni- 
cipale . . . . " 

— Il forno municipale approvato • 

— l'na cooperativa telefoniea ' 
Allargamento deirolìin.ia del 

g:iz 

Furto continuato di gaz " 

— Avvisi) di C'oiii'orso ft 
L' istruttoria j)er lo si-uijpio 
alla fabhriea delle retine " 

— (ili operai del gaz . . " 
La linea teKfoiiiea dei colli » 

:— La luee elettrica a P.-dova — 
Uno scoppio di gaz al gazo 
metro .... » 

— Alla Direzione del gaz . " 

— Azienda dell' acquedotto e 
<ie! gaz "56 

— Un incendio al gazoiiietro ^ 
Ampliamento all'otìinna del 
Gaz .....'• 

— Fulminatr) dall'elettricità " 

— Il nuovo Viie-I)irettoi-e del 
Gaz e ac(|uedotto . . " 

Pagani. Ac(|ua [jotahile " 

Paflanza. II telefono per il Lago 

Maggiore e .Milano . " 

Palermo. Il bilancio dell'azienda 

del gaz al Cons. Comunale • 

— La municipalizzazione del gaz 
- Il regolamento organico » 

Scoppio di gaz acetilene 
in Piazza Ballarò . . " 

— Una lettera del Principe di 
Camporcale sulla situazione 
amministrativa di Palermo •» 

— La risposta deJl'Amm. Tasca 
Lanza alla lettera del Sena- 
tore Di Camporealc . » 

— II dissidio per le commissioni 
del gaz e gli scaricatori di 
carbone .... » 

— La municipalizzazione del gaz » 

— Nuove agitazioni operaie a 
Palermo . . . . ■ 

— Cons. Comunale. — Per la 
municipalizzazione del gaz > 

— Gli asfissiati in Via Gesù e 
Maria al Capo 

— 1-a questione del gaz N. 55-; 

— La cessione del gaz 

— Il disservizio telefonico . 

— La questione del gaz e 1* in- 
terrogazione del Cons. Conte 
Trigona . . . ■ 5^ » 3^4 



%. 



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59 


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51 


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52 
55 


. 141 
- 337 



-98- 



Palermo. L' acqua di Scìllato in 
Cons. Comunale . . N. 

— Pagano i consumatori . >» 

— La municipalizzazione del ser- 
vizio pubblico delle aOìssioni » 

Palmanova. Il telefono . » 

Paluzza. Proposta di impianto di 

una linea telefonica . » 

Parigi. Il Rodano a Parigi . » 

— visita all'otricina del catrame 
della Compagnia Parigina 
del gaz . . . . w 

— Il problema delT acqua po- 
tabile . . . . » 

— A proposito delia liquidazione 
della Comp. Parigina del gaz » 

— La municipalizzazione della 
luce elettrica respinta . » 

— Agitazioni di gazisti. ^-= Scio- 
pero di operai elettricisti » 

Parignano. (Biella) Illuminazione » 
Parma. Uno scoppio di gaz alla 
Camera del Lavoro . " 

— Azienda elettrica municipa- 
lizzata .... » 

— La questione dell'acquedotto » 

— Relazione del Sindaco di 
Parma riguardante la muni- 
cipalizzazione . . . »j 

— Lo scoppio di Acetilene » 
Partinico. Il problema della luce 

elettrica a Partinico . w 
Pavia. = La fonderia Necchi in 
fiamme .... » 

— Per il trasporto del carbone 
occorrente all' officina comu- 
nale del gaz . . . n 

Perdite. Perdite di gaz » 

Perugia. Il telefono Perugia- 
Roma .... » 

— Inaugurazione della linea te- 
lefonica .... » 

Pesaro. Inaugurazione della linea 
telefonica interprovinciale » 

— Impianto elettrico . . »» 

— La questione dell'acqua po- 
tabile . . . . w 

Piacenza. Due persone fulminate 
dal telefono ...» 

Pietroburgo. L'esplosione del gaz 
al Credito Comunale . " 

Pieve di Cento. La questione del- 
l' acqua potabile . . » 

— L'acqua potabile . . » 
Pieve di Cadore. Un grande pro- 
getto di trazione elettrica » 

Pinerolo. Per 1' acqua potabile » 

— Consiglio Comunale e acqua 
potabile ....»» 

Piombino. Illuminazione elettrica » 
Piove di Sacco. Per l' illumina- 
zione municipalizzata . » 
Pisa. Acqua potabile . . » 

— Pozzi Artesiani . . n 

— Nomina del Direttore della 
officina del gaz . . " 55 " 328 



58 

59 


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495 

333 

90 



Pistoia. Il gaz al Consiglio Co- 
munale . . . . N. 60 P. 498 

— Inaugurazione di nuove sor- 
genti per il miglioramento 

dell' acqua potabile . * 57 " 4^^^ 

— L* impianto del gaz N. 49-53 P. 29-237 
Pittsburg. Esplosione di un'alto 

forno . . N. 56 P. 378 

Pofi. Acqua . . . . » 55 » 333 
Poggio ridoni. Una notizia incre- 
dibile. =^ Una popolazione 
senza acqua da ottre 20 mesi » 54 w 289 
Ponte di Serra. Impianto elettrico 

Per gli opifici industriali di 
adova-Schio e per le boni- 
fiche del Polesine . . » 52 » 190 
Popoli. L' illuminazione sepol- 
crale della stazione 
Pordenone. Nuove industrie 

— Una condanna pei fili del 
Collina 

— Luce elettrica . 
Portici. L' acqua del Serino 
Porticello. Mancanza d' acqua 
Porto Empedocle. Telefono P. Em- 

pedocle-Girgenti 
Portogruaro. Acquedotto 

— Acquedotto 

— Telefono .... 
Porto Maurizio. Scoppio del con- 
tatore di fabbricazione . » 60 " 498 

Posi. La luce elettrica N. 55-57 P. 328-413 

Prato. Impianto di luce elettrica N. 56 P. 378 

Prestiti. Prestiti ai Comuni . " 53 " 233 

Processo Besemfelder. Il Processo 
Besemfelder per la gazeifica- 
zione diretta dei carboni fossili » 

Provincializzazione. La provincia- 
lizzazione delle tranvie a 
Mantova . . . . " 

Pnlfero. Per l' acquedotto » 

Pntignano. Luce elettrica " 

— La luce elettrica . » 



50 
50 


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80 
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13 



226 

416 

29 
285 



Rapallo. II progetto d' acque- 
dotto a Cuneo approvato N. 

— Per il nuovo acquedotto » 
Ravanusa. Arrivo dell'acqua po- 
tabile . . . . ff 

Recco. Linea elettrica Genova- 
Chiari . ... ti 

Recoaro. Servizi municipalizzati 
e azienda luce elettrica . » 

Regello. Il telefono Regello-Val- 
lombrosa ...» 

Reggio Calabria. Per 1' illumina- 
zione di tutti i villaggi circon- 
vicini .... » 

— La luce e l'energia elettrica » 

— L' inaugurazione dell' acque- 
dotto Colacchio . . » 

— Inaugurazione della linea te- 
lefonica . . - . . » 



58 

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P. 


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• 339 

• 333 

80328 



Brucio Calabria. I) Consip^lìo co- 

" inali- in seconda convoca- 

-' nv por una nuova propo- 

-:.i !':ni|>iantod] hict* elettrica 

■ i^i.tnlino Umberto I N. 49 P. 

— ì' r iMìiiminazione elettrica •» 58 » 
ftr^CKÌo Caiilìa. La condanna di 

■ • ■-atl'»re 

— N"TTTna . . , . 
Vesana. Ti Icr<ino . 
Rcftciatta. Miniera di Kesciutta 

— > i< :a Veneta (ielle Miniere 
\ ' Ti'/Ki Hnjjhead-Resciutta 

Rrticclle. Analisi delle reticelle 
::i-Mn(lesei'nza 

— I,.t r-tir.'lla vetrificata . 
Ifctine. A proposito della nuova 

•.i'»hri':i a Milano di retine 

All' r .... 
Reti Telefoniche. Le reti telefo- 

:i..hf vt-netc . 
Eicti. A:;ita/ione per l'acqua pò- 

:..:» ir a Labio Reatina . » 5^ 

I.,: ■ tlrttnra . N. 50-55 P. 

l..i;^:T p -r la illuminazione 

.:- f. :. a . . . . N S4 P- 285 
Kairnv 1 . .uqua potabile N. 54-60 P. 289-500 

— Irh.Ie -'0'|)pi(i (li gaz acc- 

N. « P. 329 
Molo. Li Ime tltttrica N. 50-51 N. 80-141 
Kpatronse. Per 1* acquedotto N, 53 P. 243 
Riposto, (.'oiiilottura 
Rbcatlo dei Telefoni 

— I. riti .-oniprese nel progetto 
Hrvin/jano 

Rivarolo. La pubblica illiimina- 

. .'-nv .... 
Roccalbaj;na. F'armacia munici- 

;..ii- .... 

RoMa. Ilìumina/ione privata e 

;-ubhl:ca in Roma e la 204* 

|.r.>i-..-.ta al Consijflio comu- 

■ '1 ■ ^'- .So-52-55-57-5^.S9-6o P. 39-167- 
305.421-428-452-490 

- Lr at ì--ioni municipalizzate N. 59 P. 458 

— P<r l'acquedotto Pujfliese - 
Per I lavori di t'i>gnatura •• 

— r tr't t-mo Venezia-Trcvi.so 
' V.ne/ia l'dine . . • 

— Ni.nr'jpalizzazione degli asili 

■a'i'.'li .... * 

1 l- 1 !o:ii allo Stato . » 

— < ■:: impianti elettrici comu- 
r::il « l'industria privata •» 

— I prohlt-ma idraulico - I-a 
! -T/A motrice ricavabile dai 

■r^ d' acqua. 

— >>> i't.i Anglo-Romana - Gaz ■ 

- li !'-!rt"ono Niz/a-Parigi . » 

— P'-r il telctono tra San Ge- 
•i.i;nano e ("olio . » 

— K>[ erienze di telefonia .senza 

ri-; 

— I n nuovo circuito telefonico 

— ivr le continue interruzioni 
l#-lcgrafichc e telefoniche » 



49 
53 


n 


32 
224 


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456 

43» 



56 • 365 



-fi 



Roma. Il progetto del ministro 
Schanzer per i telefoni N. 

— Una grave di.sgrazia al ga- 
Zitmotro di Via Flaminia " 

-' Uno scoppio di gaz • 

— Per due municipali/za/ioni a 
Imola e Guastalla . . » 
Asfissiati per una fuga di gaz 
povero .... » 

'n'inrhieUa sulle acque po- 
tabili ....<• 

— Un tele fono nei paesi vicini 

a Roma ....>» 

— La municipalizzazione delle 
pompe funebri . . " 

— Il servizio municipale delle 
acque a Roma . » 
L'officina elettriea municipale 
di Imola ....•* 

— L* ac(|ua Traiana . . •• 
■- Un capo-ragioniere che scom- 
pare . . . . w 

— I a trazione elettrica sulle fer- 
rovie dello Stato . n 

" Incatramatura delle strade • 
Rotherdam. Soppio di gaz in una 

chiesa . . . . " 

Rovigo. La linea t-^lefonica Adria- 
Rovigo . . . . " 

— Il forno municipale . • 



56 

57 


• 378 

• 4»7 


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• 4»7 


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m 418 


55 


• 339 



Sacile. Una nuova forza m()trice N. 
SaleMarasino. Per l'aeciita potabile " 
Salerno. Luce elettrica " 

— Società per il servizio tran- 
viario da Salerno a Valle <li 
Pompei .... » 

— L'acqua potabile a Salerno 

e [»aesi circonvicini . • 

— Un ingegnere morto ruiminato - 
Saliceto (Cuneo). Illumina/inne ad 

acetilene, sistema Botto. >» 
Sampierdarena. Storace Rolla e 
C. di Sampierdarena in me- 
talli - Nomina del sig. Krnesto 
Traverso a Procuratiire ge- 
nerale della ditta . • 
San Costanzo. Illuminaziime . 
Sanffinesio. Per 1* acquedotto » 
San Remo. U'n grande ae<|uedotto 
d'irrigazione nella Provincia 
di Porto Maurizio - I)a San 
Remo a Oneglia - Un milione 
di -Spese . . . . • 
- L'acquedotto e l'illuminazione 

elettrica .... » 
Sassari. La causa del gaz . " 
Saviffliano (Saluzzo). Il risultato 
tiefinitivo per 1' abt.)lizione 
delle barriere daziarie . • 
Savona. La municipalizzazione del 
servizio atlìsiiioni . . • 



55 »'• 338 

50 ■ 77 

53 ■ 240 

50 - 71 

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52 " 195 

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50 » 71 



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55 


- 323 



-■■-1 



— lOO — 



Savona. La sentenza arbitrale fra 
il municìpio e la Società di la- 
vorazione dei carboni fossili N. 

Santa Flora. Luce elettrica . » 

Santa Cristina di Aspramonte. Ac- 
qua potabile ...» 

Santa Margherita Ligure. Dimo- 
strazioni per la luce elettrica » 

San Agostino Ferrarese. L' acqua 
potabile . . . . » 

San Bartolomeo in Caldo. Mancava 
l'acqua . . . , » 

San Dona di Piave. I progetti del 
Comune .... » 

— Acqua .... » 

— Il referendum per la muni- 
cipalizzazione del pane . » 

— Linea telefonica urbana " 

— Per l'acquedotto comunale » 
San Filippo dei Mela. Accana po- 
tabile . . .N. 53-54 

— Lagni suir acqua potabile N. 
San Giovanni di Manzano. Tele- 
fono .... » 

San Pietro in Casale. Inaugura- 
zione della illuminazione a 
gaz acetilene ...» 

San Polo de* Cavalieri. L' acqua 
potabile . . . . n 

San Stefano (Cadore). Industria 
elettrica - Comelico . " 

San Vito Romano. La luce elettrica » 

San Vito al Tagliamento. Il telefono w 

San Zeno degli Ezzelinl. L' ìnau - 
gurazione dell'acquedotto » 

Scansano. Impianti di luce elet- 
trica . . . . " 

Schio. Banca Scledense . » 

Segni. Per l'acqua potabile N, 57-60 
Acqua e luce . . . N. 

Selenio. Le proprietà del Selenio 
e le sue applicazioni nell'in- 
dustria del gaz . . n 

Senola. Il telefono in Terra di 
Lavoro .... » 

Serramonacesca. Acqua e luce » 

Serravalle Scrivia. La diminuzione 
del prezzo del gaz . » 

Servizio Telefonico. Il servizio te- 
lefonico .... » 

— Per il servizio telefonico e il 
governo .... » 

Sefio Fiorentino. Un topo nemico 

della luce elettrica. . » 

Sìculiana. Acqua potabile . a 
Siena. Il telefono fra Roma e Siena » 

— L'acquedotto del Vivo a Siena » 
Siracusa. Inaugurazione dell' ac- 
quedotto .... » 

— Per il telefono . . » 

— La rete telefonica e gli inte- 
ressi di Siracusa . . » 

— Derivazione d' acqua ad uso 
industriale ...» 

Sogliano al Rubicone. Molino a 
gaz povero ...» 



50 


p. 


92 


52 


V 


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» 


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50 


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Solfato. Emanazioni nocive nella 
fabbricazione del solfato N. 

— 11 monopolio di Stato pel 
solfato di rame . . » 

Solofera. Per la luce elettrica » 
Soninatino. Condottura d'acqua » 
Sottomarina. La luce elettrica » 
Spalato. Un impianto idroelettrico 

presso Spalato . . » 
Spese. Le spese straordinarie te- 
legrafiche e telefoniche . ■» 
Spoleto. L'acqua potabile a Cam- 
pello sul Clitunno . » 

— Telefono .... » 
Fulminati dalla corrente elet- 
trica . . N. 50-51-55 P. 

Sulmona. Fulminato dallacorrente 
elettrica . . . . N. 

Susa. Fulminato dalla corrente 
elettrica .... » 

— La perforazione della 1' gal- 
leria dell' impianto idroelet- 
trico .... » 



Taormina. Luce elettrica . N. 

Taranto. Il comune in causa » 

- Una curiosa deliberazione del 

Cons. Comunale . . » 
Telefoni. Sul funzionamento dei 

telefoni in Italia . . » 

— Nei telefoni ...» 

— Il telefono nei paesi vicino 
a Roma .... » 

— Il telefono automatico . » 

— Il governo e i concessionari 
dei telefoni ...» 

— Acerra. Per il telefono . » 

— Adria. Il telefono Adria-Basso 
Polesine .... » 

— Alessandria. Comunicazioni 
telefoniche con Roma . » 

— Ancona. Inaugurazione della 
linea telefonica Ancona-Bo- 
logna .... » 

— Ancona. Nuove comunicazioni 
telefoniche ...» 

— Arrone. Telefono Arrone- 
Terni . . . , » 

— Asti. Municipalizzazione del 
servizio telefonico . . » 

— Bari. Il telefono Bari-Taranto. 
L' inaugurazione della linea » 

— Belluno. L'inaugurazione del 
telefono .... » 

— Berlino. La telefonia senza fih » 

— Bezieres. I pericoli dei fili te- 
lefonici. — Incendio, scosse 

e danni .... » 

— Bologna. Inaugurazione del 
telefono Bologna-Forlì- 
Ancona .... » 

= Brescia. Il telefono con Sal- 
somaggiore ...» 



49 P. 8 



53 
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55 " 336 
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— lOI — 



Te efoai. Brescia. Un nuovo filo 

!« ict'-nico . . . N. 

— Hr«>cia. Projjctto di una rete 
:* ..'l*i»ntca sulla riviera del 
C».ir<i;i .... » 

— H.-i.-ht-rasid. (Pincrolo). Im- 

p :.ini«i dt'i tcicf^mo , » 

— Brindisi. Telefono Lecce- 
Mr ridisi .... » 

— Hr:ndi''i. Nuuva linea tcle- 

t ■■:•:. Ci . . » 

— Ci : ini-ciUi. Nuove linee te- 
'.».'' >n:rhf .... » 

— Ci-:eirr;ino>. Il telefono <» 

— L\i:.tn/art'. "rciefono . » 

— Cht-rboiirg. 11 telefono tra il 
"".ire e la terra . » 

— l.' \ :tlalr. Telefono , . » 

— L".-. it.inuva. L'inaugurazione 
-i'.-i iele1«im> Civitanova-Ma 
•■'-T.ita .... » 

— C -mr». Lii telefonia Comense » 

— C ■H'^elve. il telefono Padova- 
C-'i^elve .... » 

— C"ii>.in>. Il telefono Brunè- 
T'jrihi ....'» 

— K- r:ni>. Impianto telefonico 
"■; '. . '.roondario di Fermo » 

— d. Il telefono nel cir- 

- ni. ino di Fermo . . » 

— y •^ìz.ii.i. Lmea inaugurata » 

— .1. IVr l'impianto telc- 
•■■:]je«' . . . . w 

— Cir rito. Inaugurazione del 

'.'-.vi- >»"» ....»» 

— Ir: v«.n/htnedeiring. Brune au- 
:• -re del telefono senza fili » 

— L.it-^.ina. Il telefono » 

— L-nola. 11 Telefono in Terra 
d- Lavoro ...» 

— L- V'-re. Per un consorzio te- 
!■-:■■ -j.eti prò Sebino e Valle 

i. jnoiiica ...» 

— M.«'"erata. Il telefono » 

— M «- m ni o . Il telefono fra 
M».r-im«» e O'ilio . n 

— Mv^-^ina. L'inaugurazione del 
tf e'-'Hii Messina Catanzaro » 

— M .ili»». Intervista del corri- 
*;- ndente del Corriere della 
>--"". •■■'0 il Ministro Sehanzer» 

— !. Ini<>rno al servizio 
te.f-i' •niO'i ...» 

— d. L' inchiesta sul ser- 

V / ■■ telefonico . . » 

— A. Telefono Milano-Do- 
^. -iij^-...|a-Senipi»)ne ■ 

— M liz/". Il telefono . » 

— M .-"!..p«>li. Stazione telefonica " 
- Sj:--;:. Lim-e telefoniche » 

— Na:-di. Le esasperanti inter- 
r—'-'m telefoniche . . » 

— N-var.i. Linea telefonica No- 

• j-^ Cìalliate ...» 

— N'v: Ligure. Per 1' allaccia- 
sic-nt*:* telefonico di Novi » 



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417 . 



Telefoni. Palermo. Il disservizio 
telefonico . . . N. 

— Padova. Una cooperativa te- 
lefimica .... » 

— id. Una cooperativa te- 
lefonica dei Colli • 

— Pallan/a. Il telifono fra il 
lago Maggiore e Milano ■ 

— Palmanttva. Il telefono . n 

— Paluzza. Proposta d'impianto 
d'una linea telefonica . » 

— Perugia. Il telefono Perugia- 
Roma .... » 

— id. Inaugurazione della 
linea telefonica Perugia-Roma » 

— Pesaro. Inaiigurazitme della 
linea telefonica interprovin- 
ciale . . . . w 

— Porto Empedocle. Telefono 
P. Kmpedocle-Girgcnti . » 

— Portogniaro. Telef(»n(» . » 

— Reggio Calabria. Inaugura- 
zione della linea telefonica •» 

— Regello. Il telefono Regello- 
Vallombrosa ...» 

— Resana. Telefono . « 

— Reti telefoniche Venete . » 

— Riscatto dei telefoni italiani •> 

— Riscatto delle linee telefoniche 
Le reti comprese nel progetto 
finanziario ...» 

— Roma. Il telefono Venezia- 
TrevisoVenezia-l.'dine . » 

— id. I telefimi allo Stato » 

— id. Il telefono Nizza-Parigi " 

— Per il telefono S. Gimignano 
e Colle d'Llsa . » 

— id. Un nuovo eirriiito te- 
lefonico .... » 

337 — id. Per le continue inter- 
ruzioni teIefonÌ4"he . » 

— i<l. 11 progetto del Mini- 
stro Sehanzer per 1 trlcfoni " 

— id. Esperienze di telefonia 
senza tìli . . . . • 

— Rovigo. La linea telefonica 
Adria-Rovigo ...» 

— S. Dona di Piave. Linea te- 
lefonica urbana . » 

— San Giorgio di Monzano. Li- 
nea telefonica urbana . " 

— San \'ito al l\»gliamento. Te- 
lefono . . . . " 

— Servizio telefonico e Governo » 

— Servizio telefonico. . » 

— Siena. Il telefono fra Rt»ma 
e Siena .... » 

— Siracusa. La rete telefonica e 
gli interessi di Siracusa " 

— id. IVr il telefono . » 



- L 



traordinarie teie- 



re spose >traoi 
grafiche e teleloniciie 

— Spoleto. Telefono . 

— Svizzera. Comunicazioni te- 
lefoniche notturne . 

— Terni. Il telefono . 



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— I02 -=- 



Telefoni. Treviso. Il servizio te- 
lefonico . . . N. 

— Treviso. Telefono Treviso- 
Casteifranco-Padova . « 

— Udine. Servizio telefonico » 

— Venezia. Il Commissario dei 
telefoni .... » 

— Vernio. Il telefono a Marcatale » 

— Vicenza. Servizi telefonici » 
Telefonia. Per la telefonia nei pic- 
coli centri ...» 

Telegrafi. Telegrafi e Telefoni » 
Terranova. (Sicilia) Per T illumina- 
zione elettrica . . N. 50-51 

— Luce elettrica . . . N. 
Terrassini. Acqua potabile n 

— 11 mutuo per la condottura 
d' acqua .... » 

Termini Imerese. Gravissimo in- 
fortunio a due elettricisti » 
Terni. Scoppio di un gazometro 
, di acetilene ...» 

— Per la municipalizzazione 
della luce elettrica . . » 

^ Impianti elettrici . . » 

— Il telefono ...» 

— Il referendum per la municipa- 
lizzazione della luce elettrica » 

— Il referendum per la munici- 
palizzazione del servizio far- 
maceutico ...» 

Thiene. Mancanza d' acqua . » 

— Vandalismi elettrici . » 

— Il referendum per l'impianto 
municipalizzato dell'illumina- 
zione elettrica . . » 

— Illuminazione elettrica . » 

— Manca l' acqua . . » 
Tirano. Le grandi forze idrauliche 

Valtellinesi e la città di Milano » 
Tivoli. Transazione per l'illumi- 
nazione elettrica . . » 

— Luce elettrica ...» 

— Nuova Società anonima coope- 

rativa per la produzione e 
consumo di energia elettrica » 

Todi. Luce elettrica » 

Tolone. Una signora asfissiata 
dal gaz .... » 

Tokio. Un progetto di municipa- 
lizzazione fallito . . » 

Torrebelvicino. La municipaliz- 
zazione del dazio consumo » 

Torre Menacapace. (Pa\ia) Scop- 
pio di un gazometro ad ace- 
tilene .... » 

Torino. Rodellono - Ainardi - Fa- 
cetti, forniture complete per 
r elettricità, gaz e igiene » 

— Società misuratori e appli- 
cazioni Gaz ed acqua . » 

— Società risolta Dott. E. Se- 
rono e C. . . . » 

— Compagnie pour l'éclairage 
de ville de Paris - Jean PIo- 
que et C. . . . » 



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53 " 233 

50 " 03 

50 " 93 



Tonno. Costituzione di Società 
anonima per frigorigeni e mo- 
tori motofrigori . . N. 

— Assemblea generale della So- 
cietà dei consumatori di gaz- 
luce » 

— Movimento nel personale, 
L' ing. Giovanni Boella . » 

— Società impianti illumina- 
zione e forza « Pietro Gio- 
vanetti ». . . . » 

— Società anonima per la fab- 
bricazione di fili e cavi elet- 
trici isolati Ing. V. Tedeschi » 

— La municipalizzazione del ser- 
vizio tranviario . . » 

— II Consiglio di Sanità e la 

?uestione dell'acqua potabile » 
1 riscatto delle Tranvie di 
Torino da parte dell'Ammi- 
nistrazione Municipale . » 

— Il servizio delle aihssioni mu- 
nicipalizzato ...» 

— Servizio municipale delle af- 
fissioni . ... ti 

— Infortunio ad un gazista » 

— Suicidio col gaz . . » 

— Tentato suicidio coi gaz » 

— La questione de! dazio sul 
gaz N, 

— Un fattorino tranviario scot- 
tato dalla corrente elettrica. - 
Società anonima. - Energia- » 

— I contatori d'acqua e la tassa 
di verifica ...» 

— La ricostituzione della Lega- 
Gazisti .... » 

— Impianto idro-elettrico. Rego- 
lamento dell'azienda . » 

— Una variante dell' impianto 
termo-idro-elettrico di Salber- 
trand. - La costruzione di una 
grande galleria . . » 

— La municipalizzazione delle 
case popolari respinta dal 
Cons. tom. di Torino - Per la 
municipalizzazione dei tram- 
vays A. I. . . . » 

— Società italiana per il gaz » 

— Furto di gaz ...» 

— Società commerciale Italiana. 
- Ducato Legnazzi & C. » 

— La condotta dell' acqua po- 
tabile municipale . . n 

Tranì. La municipalizzazione della 
luce » 

Trapani. Per l'acquedotto di Dam- 
musi » 

-- Per rimpianto della illumi- 
nazione elettrica . . » 

Trasporto del gaz a distanza. Cal- 
colo di un' impianto per tra- 
sporto di gaz 

N. 52-53-54-55-56 P- 155-201- 
Trento. Una terribile esplosione 
di gaz . . , . N 



51 P- 151 

51 " 150 

51 " 133 

54 " 275 

54 " 275 

54 " 273 

49 " 32 

51 " 134 
5^ " 138 

50 » 71 

54 » 286 

52 « 195 

51 » 142 

50 P. 92 

55 " 341 
57 " 416 

57 " 413 

56 » 366 

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254-295-344 


56 


P. 


380 



— 103 — 



Trrppo Grande. L' inatiguraitione 

•-.i.i luor elettrica. . N. 
Tmì. I-*i luci" elettrica " 

Treviso. IVr munìi-ipalìzzareilgn/ » 

— * ••ni:t-»-.it»nc alla ditta rc- 
r.ùf GiiiM'ppc . • 

- r -•■rvi/Hi tflefonico . » 

— I icf.'ii'» Treviso Castel- 
t-.iTi'o-Padnva . . » 

Trtccsimo. Kaf;;tzzi elio intcrrom- 
: ••ri" la liire l'k'ltrioa . » 

Triaitapoli. Luce elettrica « 

l,.i.-f »iritri-a ...» 

Trieste. Il hilannn dell' otVicina 
;■ i y.i/ . . . . " 

— « ►r^iri" minterntto all'utììoina 
'Iti i;a/ . . . . • 

— * »lii Jiii del gaz . . »» 

— '*!• ii-'r,th' [iivM'ntato dagli 
Impiccati dell' filicina comu- 
:;.! «■ del i;az ..." 

— l'n.i tor()ediniera che spezza 

! t-avo della luce elettrica " 



U 



tdinc. Mnnicipali/za/ione N. 

- i iS dature dell'acqua po- 

-- h\:Ìni;iiat(i dalla corrente elet- 
*.: '".i . . . . n 

— i't r .ivere il j^az nelle frazioni n 
i in»nt.» del Friuli Giov. 

I »■ i >d'>nco e C. . . " 

— Per ia nomina del Direttore 

':■■ 1 ijaz .... » 

- Serv /111 telefonico . " 

.\.i,iied<itto eomunale . • 



VaMa^no. Municipalizzazione del 
■ i.s/ ooin^unio - L'utile della 
tr.m.i annata . N. 

Valeaza ^Alessandria). Società eoo 
i-TA'. va del icaz . » 

>«i . !/!•■ municipalizzato delle 
.l'i N^it-ni e dei trasporti fu- 
::- t.r: . . . . • 

Val Polccvera. l'n accpiedotto sul 
"1 ■■■.«■ Kigogna . n 

Varesr. La vertenza colla St>cietà 

ilfl ^A/ . . . . • 

— I :■ tulmine in un trasforma- 

: -.-■ dell'energia elettrica » 

— L' nierru/ione della linea elct- 
:r ■ .1 Varese al buio . » 

Varese Lombardo. Fulminato dalla 
. ■■•rr«nle elettrica . . » 

Vellctrì. Fulminato dalla corrente 
*!'-t:rica . . . . • 

— i :i Im-1 ca-^o ...» 

— Lj'.«- flettnca . • 
Municipalizzazione dì una can- 
tina sociale . . . j* 



56 

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56 • 368 



Venezia. La Società del Collina 
contri> una signora veneziana 
e suo marito . . . N. 

— Lo sviltippti commerciale nel 
Veneto secondo u 1 rap)>orto 
inglese .... » 

— Venezia al buio . » 

— Abdl'/tone della tas-^a fi-isa 

fer gli im[)iaiili eleltriri •» 

hr.i Società di .Navigazione 
Milano-Venezia . " 

— Furti di earbone al gaz • 

— Si può avere il gaz ? . « 

— Il Coniniis.->:irio dr'i telefoni • 

— l'n accenditore automatico del 

k';>z • 

— - Le (piestione doH'acfjuedotto • 

— Vn inrondio n«;l deposito del 
carbone della .Socii-la dei gaz » 

— A proposito di un esperi- 
mento di motori a gaz pit- 
vero » 

— 11 gaz alla Giudor<'a » 

— Por il personale del gaz al 
Consiglio comunale . •» 

— Discussione nella seduta del 
24 dicembre del Consiglio 
comunale sulla municipaliz- 
zazione dell' illuminazione e 
accpiodotto , n 

— Societii Impreso di pubbliche 
e privale illuminazioni a gaz 
acetilene e alVmi . . " 

— Un uomo fulminato dalla oor- 
rente elettrica mentre tenta di 
rubare 1 tili eondullon . ■> 

— L' illuminazione pubblica •• 
Venosa. Illuminazione elettrica » 

— I lavtiri per l'acquedotto Pu- 
gliese . . . . * 

Ventimiglia. L' acqua potabile • 
Vercelli. Il conto consuntivo del- 
rolìicina elettrica municipale ■ 

— l'n viaggiatore strit<»lato alla 
stazione . . . . ■ 

Vernate {Cuneo). Luce elettrica •• 
Vernìo. 11 teleft>no a Mercatale " 
Verona. L' organico ilell'tirticina 
elettrica comunale . . n 

— l'na sentenza riformata - Gaz 

e acido solfidrico . . » 

- Per il prezzo del gaz- Nuo- 
vi» impianto elettrico •» 

- L*na lite fra il Comune e la 
Sooieta tlol gaz • 

— Per l'illuminazione oittadina » 

— 11 processo di \'erona . ■• 
Per la riserva a vapore per 
l'officina olettrira comunale - 
li prezzo tU'l gaz - l'n gazo- 
metro acetilene che scoppia » 

— Laviìri pubblio! <» 

— La luce elettnoa fuori l\»rta 
Nuova - Il processo Contn) 
la Società dei Gaz per l'acido 
solfìdrico ... * 



52 I'. 



53 
53 

54 



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57 



414 



— 2 — 



Vennero distribuiti sei premi da L. 250 ca- 
dauno alle migliori comunicazioni presentate 
nel Congresso del 1905, e cioè ai Sigg. Le- 
comte, Parsy, Naudé, Causaubon, Verdier e 
Feulon. 

A tredici impiegati di officine a gaz, per 
il lungo loro servizio prestato, venne distri- 
buita, a ciasQbfidtmo, una medaglia d'argento. 
,. ^. A irfe.rttcC CHpi -officine, pure per il lungo 
\4tìrYÌzyo pjrcsfàtò nelle officine, vennero di- 
•sìrjbuitt^j'fitr^.tàdauno, lire duecento di premio. 

?4lla:'xurta* K'rjimers ed Aarts rappresentata 
in"r.caftci«::^aìla- firma J. & O. G. Pierson 
vtìhi^c/d<?cr.iHàta*ùna medaglia d'onore pel suo 
gàzògèno per gaz d'acqua; e ciò in seguito 
agli esperimenti fatti da apposita Commis- 
sione, nella officina di Zevenbergen, i di cui 
risultati qui riassumiamo. 

L' apparecchio, di una potenza indicata di 
50 me. di gaz all'ora, produsse in io ore, a 
15° ed alla pressione barometrica di 761 mm. 
463 me, di gaz d' acqua, di un potere calori- 
fico medio di 2772 calorie, con 373 grammi 
d'acqua condensata per me. di gaz. Portato a 
■O" e 760 mm. questo potere calorifico cor- 
risponde a 2920 calorie. 

Le analisi di questo gaz dimostrarono che 
esso in media conteneva 3,5 "',, di acido car- 
bonico ; 42.9 ** „ di ossido di carbonio ; e circa 
il 47.2 ' „ di idrogeno. Si consumarono per 
la sua produzione Cg. 186,5 ^^ carbone coke, 
preso in officina, cosi come veniva prodotto. 

Il che corrisponde ad una produzione di 
2,485 me. per chilogrammo di coke usato, 
scorie non dedotte, o di 402 grammi di coke 
per me. di gaz. 

La quantità di vapore fornito dalla caldaia 
per r insoffiamento, durante 1' esperienza, fu 
di Cg. 300,6 per Cg. di coke, scorie non de- 
dotte, o 64,92 per metro cubo di gaz. 

Il coke adoperato per la produzione del 
gaz d'acqua conteneva, in media: 2.23 "/o di 
umidità e 6.78 " „ solamente di cenere. 

La pulizìa dell'apparecchio è delle più 
facili e non dura che dieci minuti per un 
generatore, e meno di 15 per l'altro: com- 
prendendo iu questo tempo quello occupato 
per l'apertura della porta del forno e quello 
della relativa chiusura, a pulizia finita. 

Oltremodo facile è la conduzione di tutto 
l'apparecchio, semplice e sicura, munito come 
è di un ingegnoso dispositivo di sicurezza, che 
permette di evitare qualsiasi falsa manovra. 
Un solo operaio è sufficiente. 

Ai Sigg. C. Blanc ed E. Potron venne 
data a ciascuno una medaglia d'argento ed 
un diploma di merito per gli apparecchi di 
illuminazione presentati al Congresso. 

Per gli apparecchi di riscaldamento col 
gaz, vari furono i concorrenti. 

Quello che richiamò in ispecie l'attenzione 
della Commissione fu il radiatore V. D. D. 
della Ditta Van Den Driessche. 

Sgraziatamente nello stato che venne pre- 
sentato, era troppo incompleto; in ogni modo 
la Commissione lo ritenne degno di encomio. 



La stufa a gaz « Vulcano " della di/fa Mo- 
reno ed Antony dì Torino, si riduce ad un 
semplice beccuccio speciale applicato ad un 
termo-radiatore. Gli inventori attribuiscono 
al suo funzionamento un principio non esatto, 
iti completa contraddizione colle più elementari 
nozioni di chimica, e secondo il quale 1' aria 
atmosferica sarebbe considerata, non come 
una miscela, ma come una combinazione su- 
scettibile di dissociazione, sotto l' azione del 
calore. Abbandonando pel momento questo 
errore fondamentale, il beccuccio ideato dai 
signori Moreno ed Antony, se verrà perfe- 
zionato, potrà riescire pratico per un riscal- 
damento continuo. Non sembra pratico per 
un riscaldamento intermittente pel gran tempo 
che eli abbisogna per riscaldare la massa 
metallica, relativamente enorme, di cui è co- 
struita la stufa. Ha inoltre due altri gravi in- 
convenienti : il primo di avere un irradia- 
mento troppo limitato ; secondo di sviluppare 
in quantità dell'ossido di carbonio nell'am- 
biente dove funziona. 

Al radiatore « Le Merveilleux » quantun- 
que non soddisfi alle condizioni volute dal 
programma di concorso, pure venne ricom- 
pensato, come premio di incoraggiamento, 
con 400 lire. 

Venne quindi data lettura delle varie co- 
municazioni presentate al Congresso, e da 
noi già accennate nel nostro numero prece- 
dente ; di alcune di queste anzi ne comincia- 
mo la traduzione, data la loro importanza. 

E per prima incominciamo da quella del- 
l' ingegnere C. Payet sulla « Influenza dei 
gazometri sulla qualità del gaz che conten- 
gono ». 

« L'ossido di carbonio del gaz illuminante 
è causa dell' anemia dei parigini ? « del De- 
lakaye. 

a Forno a gaz, memento per i calcoli di 
combustione », del Bouvier. 



Dell' influenza dei gazometri 

sulla qualità del Gaz che essi contengono 



Del Sig. J. Payet 

Alcuni anni or sono, ebbi occasione di 
I effettuare, in un caso che non è utile qui ri- 
j cordare, tutta una serie di esperimenti foto- 
I metrici sul gaz fabbricato in una delle offi- 
, cine di una grande Società. Siccome i loro 
; risultati sembrò interessassero alcuni dei 
I nostri colleghi ai quali ebbi il piacere, qual- 
che volta, di parlarne, e siccome mi è stato 
consigliato di farli conoscere, ho creduto op- 
I portuno pubblicarli. 

La loro anzianità relativa non influisce 
punto in nulla sulla natura o l' importanza 
delle deduzioni che essi permettono. Del re- 
sto, gli esperimenti in questione potrebbero 
portare la data dell' anno corrente senza per- 



- 3 " 



:•■-■ .n nulla drl hip» valurt*. ^uada^namlo, 
1-.'.. :1 ^«ilii carattiTi* (l'attualità che loru farà 

;. i'a/ K- rui caratlcristirhf stu per darvi 
--U ..-: ya/ da r>|u*nmcnti v nun un gaz di 
rT "■- "'nf. Pnivt-niva dalla distillazione, ttpf- 
-jU — ■m[)rr in modn unifornif, di uno stesso 

— --.i^liii ili carhuni. Fu arrirchitocrrti giorni, 

— i ..ì i-nnuM'L-n/a dfl carburaturt: t- dfllt; 
;r ;-r/i"'ni Nftjmtc nnn lU'Cessita ci»nosct*rlc 

— - :itf rt'-'Kaiulu [K-r nulla le runsidcrazumi 
:■• 'anno sc^uiKi. 

I. jijinan-oolini cui quale furono csrfi^uiti 
•z :• <■ (■'.[■tTimfnti V il fotometro di Dumas 
• A ' ^uauit. 

\'t\ tubo di Vftro nel quale era immerso 

j- :«rni-»metro rra slato interposto sul per- 

■ r- ■ drl jjaz fra il contatore e il becco 

ìir -.ili. Si aveva cosi la temperatura della 

■ "■ nti- i;a/zosa sulla quale si operava. 

* ir-i/it a numerose precauzioni operatorie, 

'.•'. :' n/a dell'errore personale sulla diffe- 

-• .'.1 lì: dui- esperimenti f(»tometrici può cs- 

T-T' .■iir>idrrata rome sicuramente inferiore 

A C.JI. 

1 !•< verificato questa approssimazione tutte 
; V- ,:i- che l'occasione si è presentata, 

M: I- accaduto più di una volta, in effetto, 
: : v» T fan- immediatamente parecchi espc- 
-r-.'. :^t•. Ciin>i'cutivi >u uno stesso strato di 
i.ij . :u- tutto faceva supporre omogeneo. Ho 
- -:; n trovati", in quei casi: o dei risultati 
.' r.i.Ki ti dei risultati non differenti che 
-.■ o. I 1. 

il" .icquistatit in tal modo la convinzione 
.-• T l'apparecchio di Dumas e Regnault, 
; .i- — ,»'mi al metodo preconizzato da questi 
■:::.. vennero qualche volta criticati, ò, pro- 
•j'-!ntntt. perche tutte le precauzioni iin- 
:• -t'- r'<n furono sempre messe in pratica. 
■j :' -:■■ fiitometro e delicato a maneggiare, in 
••^- '.'■'. ma f di un impiego sicuro, purché 
.- "^.iTi" mantenute tutte le garanzie e si se- 
.- . -■ tutte le istruzioni pubblicate, per assi- 



i. hilla buona qualità dell' olio e degli 
l :n: impiegati ; 
2. I >t ir esattezza delle dimensioni e delle 

■ ili vetro della lampada Carcel ; 
3- I Iella sensibilità della bilancia: 

■ "f-nert* : 

I l'na Hamma corretta della lampada; 

2. Il suo regolamento perfetto, non con 

.:.':■ iv. nvH'altfZza dello ;>toppino che deve 

-ir»- ^i-mprt- eguale a I cm., macon sposta- 

:; .1— 'ai leggeri nel senso verticale dei 
'■• della lampada. 

[.'•i i-ratore deve, inoltre, imporsi di non 
"ilare di ^ua persona che il minimo dei 
-'..imenti neces-,ari e di evitare tutt(» ciò 

:-.»rebbe concorrere a turbare Io statt) 

■ .i:m<tsftra d<ive bruciano il becco a gaz 
.1 l.tmpaila campione. 

li ija/'inutn» che servi per gli esperimenti 
't*-t.i contenere 8.000 me. circa di gaz. 



,j..' 



L'entrata e ]'uM-:t.i veniva fatta con t ihi 
sospesi a congiun/ii'ne. 

(Jui'sto i|ettagl:n ha la "«uà importanza; 
(juesti tubi, in elfett". cnntengono mia massa 
(li gaz assai grande, rhe e più susrettihile di 
quella rinchiusa m! ga/'»metro stesso, d; su- 
bire l'azione degli aneliti esteriori : il rhe e 
impi»rtante, come ]■• veilreiuu.iiiii avanti. 

La diramazimit lìt i ga/'*]}^*) tiihi.'ii'.lro tu. 
presa sul tubo d: iisciia del giizonil-tró", • ."-■ 

Tutte le sere, a i:na io i>rv.-:- ^Jer.^Jiliinto." 
almeno, le esigenze «lilla labhncà/'jfiùtf lójjMT- 
mettevano il jia/uineirn i-r.v.pci^o^o 4ii\r il 
ricevimento del gaz. veiieiid:» ficrm-i' pvla*", 
ed av(*ndo rura di tener chiuso il rubii)t*tto 
di Uscita dei gaz. 

'lutle le mattini verso 8 ore, usando le 
stesse cure, si sospenileva l'entrata del g;t/. 

Rimaneva in riposo i-osi tino all'ora degli 
esperimenti. 

<Juest' ultimi ebbi ro hittgo il più sovente 
in due serie : 

l'na alle ore 9 del mattino 
L'altra •■ » 2 dop(t nie/zogiorno 
una terza sene s: tece tjualche volta, e cioè: 
alla sera alle i>re 8. 

Ihirante ciascuna serie di es[»erimenti, il 
gazimietro man<Iava il gaz in un -«ei'ondo jfn- 
zimietro più leggero e della stessa capacita. 

La velocità <li passaggio dipendeva, del 
resto, dalle variazioni della produzione e dal 
quantitativo <leli' uscita. 

Fra due sene <li esperimenti, il gazonietro 
veniva completamente vuotato. 

Ciò posto, e evidente che oj^ni giorno, 
nelle differenti sene di esperimenti, il gaz 
sottoposto a questi ultimi, era un gaz Im'II 
determinatti. corrispondente ad una resa pi-r 
fettamente defìnit.t : era il gaz prodotto nella 
notte i)recedente entro 1 limiti di ore ben c«»- 
nosciuti. 

Ora. avvenne <|Uesio fatto degno di at- 
tenzione: che raramente cioè il potere tro- 
vato dopo mezzodì e ipiello trovato alla sera 
fossero paragonabili al potere del mattino. 
Esistevano delli- differenze superiori alcune 
volte ai I. : e )iui : queste ditVeren/e si n 
scontravano anclu fra l'ultimo esperimento 
di una sene e il jirimo della seguente. 

Non era forse io stesso ^az ? 

l'na simile anomalia non potrebbe essere 
attribuita al metodo sperimentale, del <|uale 
conoscevamo il grado ili approssima/ione. 

Kssa non era. già. il risultato del caso, 
tanto che a bene considerare, delle- variazioni 
analoghi* nello staio dell'atmosfera apf)orta- 
vano sempre, nella ipialita tlel gaz. (piando 
erano nettamente detìniti-, delle perturha/ioni 
analoghe. Kra dunque più probabile ammet- 
tere che la VI *Ta una manifestazione sensi- 
bile delle proprietà risuhe del gaz immagaz- 
zinato e che queste sub:vani> l' intluen/a dejili 
agenti esterni. 

La ima atten/ioiu -^i porlo allora su quoti 
ultimi. Ilo potuto, regi-trare un certo numero 
(Il osservazioni die qui enumero: 



— 4 — 



I. Ogni qual volta che, durante il riem- 
pimento del gazometro, il vento soffiava a 
tempesta, e che il tempo si manteneva fosco 
durante questo il gaz risultava meno buono 
che nei giorni di calma. Che se nell' inter- 
vallo delle due serie di esperimenti, del mat- 
tino e del dopo mezzodì, il sole veniva a ri- 
splendere e a fjsjcaldare sensibilmente il ga- 
zoijieiryj/.il^gàìit&ventava sensibilmente mi- 

\;*.jg^to'tè'.;nel;<foptJ 'mezzodì ; 

;'.• • ''\2..Cias(3Cpia volta che il riempimento 
eb6<!;luO^V". durante un tempo di gelo, gli 
ste^i^fènoiii^^ dì cui sopra si riproducevano; 
\; '•^gÀ'Ogìn.'V'oèta che d sole, dopo la prima 
seiiie tfi esperimenti, riscaldava il gazometro, 
il potere illuminante si manteneva sensibil- 
mente costante durante gli esperimenti del 
dopo mezzodì, sebbene al mattino, fosse assai 
variabile da un esperimento all'altro ; 

4. Ciascuna volta che il sole splendeva 
dal mattino, il gaz, fino dalla prima serie di 
esperimenti, migliorava in modo continuo fino 
a che il gazometro si riscaldava ; 

5. In ciascun periodo di gelo, il gaz, è 
più cattivo il primo giorno che nei seguenti. 

Bisogna consultare il quadro riassuntivo 
degli esperimenti riportato alla fine di questa 
memoria, per giudicare del valore compro- 
vante queste osservazioni. 

Avviene quindi, come se, al momento del 
riempimento, sotto l' influenza di una causa 
refrigerante, vento o bassa temperatura ester- 
na, si produca all'interno del gazometro una 
nube di condensazione acquea che trascina 
per dissoluzione un elemento che serve ad 
arricchire il gaz illuminante, e che di questo 
faccia parte integrale. 

(Continua) 



L' ossido di carbonio dei gaz illuminante 

è causa dell'anemia dei parigini? 



Comunicazione del Sig. Ph. Delahaye 

In una comunicazione presentata, lo scorso 
anno, al Congresso dell' Havre, abbiamo di- 
mostrato, con r esempio delle fabbricazioni 
di gaz americane ed inglesi, quanto siano 
eccessivi ed ingiustificati i timori di certi 
igienisti, medici, ingegneri, che provano di 
tempo in tempo il bisogno di manifestarli, a 
proposito della presenza dell' ossido di carbo- 
nio nel gaz illuminante. 

Ci eravamo allora proposto sopratutto di 
furnire degli clementi di risposta alle obbie- 
zioni vaghe che servendosi di alcuni principi 
della scienza, venivano riprodotte nei giornali 
quotidiani, in modo da svisare lo spirito pub- 
blico e di generare una leggenda contro la 
quale non potrebbero prevalere né le buone 
ragioni, ni' i fatti meglio stabiliti. Noi ave- 
vamo preso in esame particolarmente la di- 
chiarazione formulata, contro il tenore in os- 



sido di carbonio del gaz illuminante dal sig. 
Vieille, allora vice-presidente del Consiglio 
d' igiene e di salute della Senna, in una let- 
tera da lui diretta il 24 dicembre 1901 al 
Prefetto della Senna : « Gli igienisti sono 
d' accordo ad accusare V ossido di carbonio 
non solamente degli accidenti caratteristici 
consecutivi a fughe leggere (di gaz), ma anche, 
per una grande parte, dell' anemia indiscuti- 
bile che esercita sugli esseri dei grandi 
centri ». 

Una accusa così generale, firmata da un 
nome cosi autorevole nel mondo scientifico, 
presenta il doppio danno di essere accettata 
senza discussione da tutti e di sottrarsi a qua- 
lunque controllo con la sua imprecisione ; 
quando si vuole verificarla, non si sa da qual 
parte incominciare a combatterla e per farne 
apprezzare la inesattezza, bisogna entrare in 
così lunghi dettagli, che nessuno ha la pa- 
zienza di leggere. Essa entra nella categoria 
di quelle cose che si finisce per credere a 
forza di ripèterle e che passano allo stato di 
assioma igienico consacrato dal consenso uni- 
versale dei popoli. 

Crediamo dunque utile di ritornare su 
questo soggetto e di non lasciare senza rispo- 
sta un articolo di un giornale parigino che, 
nello scorso marzo, pretese incolpare il gaz 
illuminante, chiamanoolo responsaoile dell'a- 
nemia di Parigi e di dimostrar ciò con le ri- 
cerche del signor Armando Gautier, membro 
dell'Accademia di Scienze. 

Ecco il punto dell' articolo che interessa 
tutte le industrie di gaz, perchè a questo ri- 
guardo esse si trovano tutte nello stesso caso 
di quella di Parigi : 

A questi diversi elementi di contaminazione ven- 
gono ad aggiungersi gli inconvenienti gravi prodotti 
dalle emanazioni del gaz illuminante, che, con le 
« fughe », altera 1' aria respirabile, caricandola di 
ossido di carbonio, nello stesso modo che le fiamme 
di gaz degli apparecchi di illuminazione o di riscal- 
mento contribuiscono, in certe condizioni sfavorevoli, 
a determinare dei danni alla salute ed a sviluppare 
la tubercolosi polmonare. 

Si può, in effetti, dire nell' atmosfera vi è una 
fuga di gaz incompletamente bruciato. Per quanto 
minima sia questa fuga, alla lunga diventa dannosa. 

La moltiplicità dei becchi da gaz in certi uffici 
o laboratori è egualmente dannosa ; la maggior parte 
dell' aria necessaria alla respirazione essendo consu- 
mata dalla combustione dei becchi, e in poco tempo, 
l'aria respirabile si trasforma in aria a\^'elenata. 

Non è solamente negli appartamenti che l'ossido 
di carbonio, provveniente dal gaz illuminante, porta 
il suo contingente spiacevole agli elementi di alte- 
razione dell' aria ; nella strada stessa, noi siamo con- 
tinuamente avi'elcììati — il termine non è troppo 
forte — dalle fughe di gaz illuminante, cioè d'ossido 
di carbonio. 

\'i sono a Parigi più di 1000 chilometri di tuba- 
zione di gaz, e nelle migliori canalizzazioni vi sono 
IO e qualche volta il 20 V^ di gaz perduto. Questo 
gaz filtra attraverso il suolo della via, e viene a me- 
scolarsi all' aria che respiriamo. 

Il sig. Armando Gautier ha calcolato che in ven- 
tiquattro ore. per ciascun metro quadrato del suolo 



• r.iT' l'iii^'|[iin«» otto atri M ossido di carhoHÌo. I^i 
.- r- .in<- t notevole: ! 

■ ■ i itTi h^ i |>ari(fini .m»iio molti» più ant- 

. -■ . j-fi .vinci. ili. rd fcni inTrh(- le ni*»vani ili-llc 

.- i.-'*- ■..iiiiii. il loliirito fri'M-o 1- lidrc'iitt.*. metilri: 

'*.'• «.triorrìlf (It ll.i i:.i|iiLil<:. <l,il visiiKi ^ra/iioso 

--. f .;;n» . -orio |>.il1iili- e ni-vrostcnÌi*lu-. I-M «v« 

;-• - , .ir:.i ili l'anni, t'.itt.i tli fk-int'iitl vi/iulì t- iin- 

• ■ ■■;:iin«-mrimTitf iiiats^ina tanto all' interne» rhf 

■ -Ttrn'. ■ • 

l.'.iiit"ri.' anonimn dfH'artirnld non sembra 
i. ■ r- lina a*.sai grande idea deirimpermea 
-' \ :.i i)( III- migliori ranali/zazìonì dì ^az: at- 
:- r» :.^tt- l'tro un i-octìiricntc di perdita va- 
'.r-u'- 'i.i IO a ao ' ,, dal semplice al doppio 
^ ■l-imcnti'. Ni-n/a s[)ingere più lungi l'appros- 
- :T.a/;'ni'. allora fileni' sarebbe stato Tacile 
..'. -rr r-^altamt-nU' il niimeni dei metri cubi 
:; ;;.i/ rtMii ijiu>tifirati dalla Compagnia Pari- 
i;:n.i. lili -arebbe stato sufliciente prendere il 
-.i;:-'rt-> ilell'eserci/.in 1904 per sapere che il 
: :.ilc ilt-l gaz non giustificato ammontava a 
T- . 1b.062.071, per m. 2.575.136 di canali/za- 
.• ••ri* principale, diramazioni non comprese, 
■ -Yv rappresenta per metro corrente, 24 
~- l'er anno o 17 I. per giorno. La supcr- 
*:■:•■ totale di questa canalizzazione è di 
"w;. i.i68.2fìq, '•e si vu(»le riferire il gaz non 
»: .>:.Iuain al metro quadrato. 

Ouf»!'» numero di 17 1. per metro cor - 
-••:•. "il canalizzazione e per giorno è un 
-a-*im<'. perche il totale del gaz non giusti- 

* .fi' 4 -niprende li gaz consumato dalla Com- 
lac'-ii per su*» uso personale, le eccedenze 

-r.-i:mii di gaz dei becchi dell'illumina- 
.-. •.■ pubblica, ecc. 

N' mnit-n»! >arebbe stato possibile calcolare 
». ;.'-r recessi I la quantità di gaz che po- 
rr, .t ruggire nell'atmosfera uscendo dal suolo 
:■ ì' nostre vie; ma vi sarebbero state al- 

■ r..-enhe da fare per arrivare ad un ri- 
■':Ì:.ì:.' j-reciM». e le esigenze del giornalismo 
..j- t d;ano, nun permettono sempre di veri- 
•^-ar»- la bnzza prima dì darla al compositore. 
Far' intervenire il sig. Armando Gautìer era 
r- !i-- p:u semplice mettendo a suo conto le 
rughi- di 8 1. d'ossido di carbonio per metro 
'.-i'irato <■ per giorno; chi dunque trove- 
-' br»*.- d; dubbitare dell'esattezza della cifra 
: i:n mt-mbro dell'Istituto e sopratutto di 
- rtr-'llarne l'esattezza? 

N'-: n>in intendiamo guari di citare il 
-ir.T Armando Gautìer in questo affare; 
-.*'. -aptvamo che egli aveva fatto lunghe e 
— -':/:i.si- analisi dell'aria per stabilirne la 
e Tr;.-si7H(ne ; raccogliendola, sìa sopra il 
— .ar.-. sia nelle alte regioni delle montagne, 
"•.A .n virmanza dei boschi, sia a Parigi, ma 
-••- avrvam»» trovato il minimo ricordo di 
.^•<A rsalazn»ne di carbonio dal .suolo di 

Prima di cercare nelle comunicazioni prc- 
-«-."-Zàtf all'Accademia di Scienze ciò che ave- 

• a :r..vat(' realmente per la proporzit>ne d'os- 
•>.::• di carlHinio contenuto nell'aria parigina, 
'■ . abbiamo voluto renderci conto del volume 



che rappresentava questa esalazione quoti- 
diana di 8 1. per metro (piadrato di ossido di 
carbnnii» ed ecco un prinnt risultati» che basta 
a dimostrarne l" inesistrnza. 

Dopo le annotazioni pubblicati- ogni anno 
dal servizio della vita pubblica a Parigi, la 
suprrricie oflVrta alla nriula/ione dn [jedoni 
e tlelle vetture si comp<iiirva al 31 diri-inbrt' 
1904, di : 

\'ic Li-irìcat'* in pìrtr.i ;.^^;.S',>i nn]. 

Strali'- inclii.iì.ilf- 1.20.; :>••> 
\'ir in tt-rra is '170 

Stra»If in asfallo 4ii.j',ii 

• pavimi-niali- li'uiK» t.fnr ~y*\ 

Mari-i.i|iir<li in .islaho 4..VjJ.'>'.o iin]. 
Mari-ia|>ii-<lì in Kr*i>iitii ^sm.si»'. 
l'arti pili alle lU-lìt- sii . ii^n.fiSM 
Mariia)iiciliinsal»Iii.i 1.17'. 7'io 

7.1 ?i>.S7'» ini]. 7. 1 in.H7ii ini| 

'i"iii,il(* nit'iri niLiiIrati "'ì.^T-^r" 

Se noi applichiamo il vnllicìente di 8 I. 
per nutro quadrato, otn-niamo 130.860.560 1. 
ossido di carbonio per l'rsalazione quiitidiana 
del nostro suolo. sup[)ostM egualmente per- 
meabile cjualun<[ue siano i suoi rivestimenti. 

(Jiiest ossido dì carbonio non ha alcuna 
ragione particolare di sfuggire dalla supi-rfi- 
cie. perché ha una densità di 0.968 in rap- 
porto all'aria. Deve dunque, se esiste, riscon- 
trarsi piuttosto nella regione bassa, all'altezza 
del livello del suolo, che nella regume supe- 
riore dei tetti. Kvidentemente bisogna tener 
conto della mescolanza dell'aria col vento, 
per il via vai degli abitanti e delle vetture ; 
ma si può limitare a 5 m.. n. es., l'altezza 
fino alla quale si operano il miscuglio e la 
diffusione degli elementi ilell'atmosfera infe- 
riore. Ne seguirebbe che il tenore in ossidi» 
di carbonio sarebbe di 16 decimillesimi, quan- 
tità più che sufficiente, non per produrre l'a 
nemia, ma bensì per incominciare ad uccidere 
una quantità di noi, [lerche 1' ossido di car- 
bonio e mi»rtale alla di»sr di 50 decimillesimi, 
secondo la tesi presentata nel 1887 dal dott. 
Bruneau sul gaz illuminante. 

Questi 130,850.560 me. quotidiani di osmiIo 
di carbonio corrispondono ad una perdita 
annua di 800 o dì 600 milioni dì metri cubi 
di gaz illuminante, secondo che gli si attri- 
buisca un teni»re di 6 ' .. «» di 8" ,. dt os^hU» 
di carb(»nio. Il gaz illuminante, il di cui totale, 
non giustificali », non st»rpassava a Parigi 
16.06a.071 me. nel 1904 non avrebbe dunque 
potuto essere accusati» di fornire all' atmo- 
sfera della capitale una quantità di ossido dt 
carbonio del quale l'autore dell* articolo non 
sembra essersi reso conto. 

Rimaneva a verificare se le analisi d<l 
l'aria di Parigi fatte da Armandi» Ciauiier 
avevani» potuto condurre ad una interfinta 
zione COSI manifestamente erronea dell' m - 
lluenza di-1 gaz illuminante sul tenore in 
ossido di carbonio ilell' aria di Parigi. 

Riportandoci alle relazioni dell'Accademia 



_ 6 — 



195 

121 

2 



delle Scienze, anno 1898 e seguenti, noi ab- 
biamo notato particolarmente due note, Tuna 
del 9 maggio 1898, l' altra del 24 settembre 
1900: la prima dà i risultati d'analisi del- 
l' aria presa nella via dell' École-de-Médecine 
e boulevard Saint-Germain, la seconda for- 
nisce delle conclusioni sulla composizione 
media di quest' aria, per la parte combusti- 
bile. " Quanto all'ossido di carbonio, dice A. 
Gautier, noi abbiamo stabilito direttamente 
che r anidride iodica non permette mai, nel- 
V aria di Parigi e nelle condizioni le più fa- 
vorevoli, di iscoprire anche 1 cmc. di gaz in 
100.000 d'aria : la media dei nostri esperimenti 
ci ha dato 0,2 cmc. di gaz per 100 I. d'aria », 
e pone le cifre seguenti per gli elementi com- 
bustibili contenuti in loo litri d'aria: 

in cmc. in milionesimi 
Idrogeno libero 19.5 

Gaz tormene 12. i 

Gaz molto carburati 1.7 
Ossido di carbonio 0.2 

Diamo neir annessa tabella i passaggi com- 
pleti delle due note per non lasciare sussi- 
stere alcuna incertezza sulle conclusioni del 
sig. Armando Gautier. 

Le affermazioni prodotte nell' articolo del 
giornale parigino non si basano dunque su 
alcun dato serio, esse sono opera d'immagi- 
nazione, dettate senza la minima cura di esat- 
tezza, di verità, nemmeno di verosimiglianza. 

Può essere, che si trovi che noi diamo 
loro, criticandoli, un valore al quale essi non 
pretendevano : noi pensiamo che, senza esa- 
gerarne la portata, bisogna essere preparati 
per poter rispondere a coloro che sarebbero 
tentati di utilizzarli. 

Preparando la presente memoria, noi non 
abbiamo avuto altro scopo che di tenere i 
nostri colleghi pronti alla risposta il giorno 
in cui r ossido di carbonio sarebbe nuova- 
mente il pretesto di qualche attacco diretto 
contro il gaz illuminante. 

(Coiitinuaj 



FORNO A GAZ 

memento per i calcoli di combustione 

Comunicazione del Sig. Ad. Rouvier. 

Richiamiamo, nella presente nota, alcune 
cifre conosciute, utili per i calcoli per la com- 
bustione del ^az in generale, gaz di carbon 
fossile, gaz di gazogeno, gaz d' alti forni, gaz 
d'acqua, ecc. 

Noi ci riferiamo, specialmente al lavoro, 
documento prezioso per l' industria del gaz, 
presentato dal sig. Euchène, ingegnere della 
Compagnia parigina del gaz, al Congresso 
internazionale del gaz, tenuto nel 1900 a Pa- 
rigi, sotto il titolo : « Reazioni termiche nella 
distillazione del carbon fossile. — Determi- 
nazione delle temperature elevate ». 

Noi indicheremo le nostre referenze con 
le abbreviazioni seguenti : 
Professore, Bunte, Carisruhe (B.) 



Sig. Euchène, Parigi (E.) 

Sig. Sainte-Claire Deville, Parigi (S.-CÌ.-D) 

Annuaire di E. Shilling (Schaar), 

1903, Monaco (Sch.) 

Dellwick (D.) 

Caloria (CI.) 

Alcnae proprleti dei principali (iz 

/. — Peso 

Si può stabilire il quadro seguente : 

Pa = peso atomico, prendendo H = i g. 
come unità, l'atomo-grammo d'idrogeno. 

Pm ^ peso molecolare, o peso di '22,32 I. 
di gaz o vapore. 

È il volume occupato a O" e i As per 2 
g. o I molecola-grammo d* .idrogeno Hj =;= 
2 g, volume 22,32 1. 

P = Pm -^^ = P» 44»8o2 : o peso di x me. 









Pm 


P 








Peso di 


Peso di 


me. 






33.33 1. 








Pa 


m Krammi 


in chilagrammi 


H . . . . 


(Sch) I 


3 g- 


o,o395« Cg. 


CH4 Metano, gaz delle paludi (Sch) » 


16 » 


0.719 


■ 


— — _ 


(B) - 


16 » 


0.-15 


I. 


Ci H4 Etilene 


(Sch) » 


3S » 


1.35» 


■> 


C6 H6 Benzolo 




^ I* 


7S <. 


3-5SO 


■> 


Hi (vapore a loo 


t 


■^.- » 


1% . 


0.S04 


" 


c . . . 




— 13 


13 ■> 


0.536 


* 


CO 




— » 


33 » 


1.351 


-j* 


C Oi . . 




— » 


44 » 


1-977 


» 


— . , . 




(B) » 


44 ■ 


1.965 


" 


. . . 




16 


31 " 


1.439 


B 


Az . . . 




— M 


aS * 


1.256 


* 


Aria . 




^d » 


2«> - 


1.294 


» 



2. Calore totale di riscaldamento per i prin- 
cipali gaz, formula Le Chafelier, — Il volume 
della molecola di gaz essendo di 22,32 1. ; il 
peso della molecola del gaz essendo di Pm 
grammi ; Q è il numero di calorie disponi- 
bili per molecola ; cioè per 22,32 l. di gaz ; 
si ha 



Q. ^^ -= Q. 44,802 CI, disponibili per me. di gaz 
Q.^^ calorie disponibili per Kg. di gaz 

3. Calore molecolare di riscaldamento fra 
i limiti to e t. — Le formule del sig. Le Cha- 
telier sono le seguenti : 

Sieno to , t le temperature assolute, limiti 
del riscaldamento: 

Az. O, CO. H Q ;„ = ,^- (t-t,) + ^^ 0.50 (t'-t^) 
CO, . 



CH, 



Q'o-=Tl^(t-to)+fr~T6(tH^ 



Gaz delle paludi metano : CH< a 2^0° pos- 



èi. 



per 



siede 99,46 CI; e a i.ooo" , 707 
metro cubo. 

Hj O vapore d'acqua : i. Il calore di va- 
porizzazione a 100" è di 537 CI : Kg ; e il 
calore totale a 100" è dì 637 CI : — 2. al di- 
sotto di 100° , si applicherà la formula se- 
guente (E. 1900) : 






6.5 

l.OOD 



(t-ioo) + 



li.oool 3 



3 (t'-ioo') 



Da queste formule si deducono i quadri 
seguenti : 

Per kg. di gaz si ha: Q. i.ooo: Pm calorie 
Per me. di gaz si ha : Q. 44,802 CI : 



- 7 - 



3 Calori moUcolari tii riscaldamento Hti 
jC-zz fE.. i^oj : 

( I . fra O" e le temperature indicate, in calorie 



„ Iti volume 

f'iT mo ecola ^^ .^ 
( peso 



- 22,32 litri 
■ Pm grammi 






\/ o. co, 

7 079 

v7:.« 

4-'iM 
4 244 

2.4.U 
2.077 

1-725 
1-.175 
1.2 
0.674 



I.I.52H 

12.6S4 

13.269 
10.H64 

9- 507 

S.7fi, 

«.0.19 

7-2.VS 

6.65 

5-.U2 

4H4 

2.965 
2.421 

i.«97 
1.642 
0.90S 



4- 

fru f 



— Calori totali di riscaldatnento dei gaz 
> e diverse temperature in calorie : 



H'O 

vaiMtre iV acqua 
\/. O.C. OH COj fra 100 e lo 

[<cr me i>cr me |KT kg. |H*r me per Ick- 



Ci'»' 


.■Ì4.^ 


ho6 


307 


1.005 


1.249 


■"■ mr' 


.;26 


569 


388 


973 


1.209 


.~z-- 


.->': 


5. so 


279 


9.'i6 


1.187 


*;.- 


274 


4K6 


247 


881 


1.094 


^ ■ • 


-57 


426 


216 


«52 


1 .058 


r- ' 


240 


.193 


199 


824 


1.024 


■" • ' 


224 


360 


>«3 


796 


999 


' ;</ 


2.» 7 


529 


164 


768 


954 


':in ' 


K/O 


298 


15' 


741 


92r 


' •' 


'57 


2.Ì9 


121 


690 


H58 


ir^*- 


■25 


1S4 


93.7 


641 


798 


'Z.i 


109 


158 


80.2 


632 


7H5 


: -. 


1.Ì 


>.^4 


67.4 


595 


741 


2 =" 


f / 


loK 


55 


574 


713.5 


:— ■ ■ 


Ó2 


«5 


43.1 


552 


687 


" t ^ 


5.Ì.8 


73 


37.3 


542 


674 


: < ."-r" 








5' 2 


637 








ac 


qua liquidi! 


100 



H; \J va|>>iTr irat-<|ua j 
al ilÌMi|l(i ili UHI- ri>- I 
*>iariil(la jg[Kiui>icrrr 
^;j l'I : me. 6.i;C1:ki(. 

11.009 

10.294 

9.902 

8.231 

7.5«7 

6.972 

6-35 

5.7 '3 

5- "9 

3-975 

2.891 

2.672 

1.868 

1.37» 
0.904 
0,672 



La capacità calorifica dell' aria varia poco 
con la temperatura verso 800^' . è, in media, 
d: 0.325 (E.» 

5. — Diversi gradi di calore di riscalda- 
munto : 

C, H4 Ct, Ht, cjitranic coke rosso ■ 

me kK nic kg k^ o ealdo: kg 



457 3^>4 1.287 .Ì45 423 



350 
312 

■-y 92.5 

I kg di scorie toglie circa 400 CI. 

(Continua) 



Su una causa frequente di errori 

neir analisi centesimale dei carboni fottili 

Per i Si^g. ]y^\ Ai.ix e Niiioho Hav. 

I carboni fussili cnntt-ngnnn, chi più chi 
meno, insieme dm lamine di piriti (li frrro 
del carbonato di calrit», chi* si trova nelle 
ceneri sia .sott<» forma di carbonato, sia .sotto 
forma di calce viva, secondo la temperatura 
alla quale è ridotto in cenere il combu- 
stibile. 

l.a proporzione del carbonato è general- 
mente debole; però m certi casi (antracite di 
Tonchino) abbiamo trovato dei veri filoni di 
carbonato dello spessore di i cm. 

Abbiamo fatto i nostri primi saggi su un 
carbone del bacino di Saint-Etienne (miniere 
di Montrambert, Carboni per gaz) e abbiamo 
cercato di determinare il valore dello sbaglio 
dovuto alla pre.scnza della CO* nella dose 
centesimale ael carbonio. Noi abbiamo INmore 
di presentare all'Accademia questo lavoro. 

II carbon fossile di Montrambert ha i .suoi 
frammenti ricoperti da lamine .sottili, translu 
cidc, che si fendono facilmente e costituite, 
come ha dimostrato I' analisi, da carbonato di 
calce. Queste lamine penetrano anche nella 
massa del carbon fossile i cui frammenti sono 
allora formati da strati sovrapposti di carbo- 
nato e di combustibile. la stratifìcazitme del 
quale è nettamente visibile a occhio nudo. 

Un esame microscopico sommario di queste 
lamine, assottigliate con procedimenti ordi- 
nari, ce le mostra .sotto un aspetto cellulare 
nitidissimo, come se il carbonato di calce 
avesse improntato o persino pietrificato il tes- 
suto vegetale carbonifero. 

Noi abbiamo do.sato l'acido carbonico nel 
carbone porfirizzato, co! metodo di perdita 
di peso, ncir apparecchio di Geissler. 

Sei operazioni ci hanno dato i seguenti 
risultati : 

2,1 per 100 di CO' in peso 

I,gi» t* n n • w 

2,0 <• - » » n n 

2.3 

2,2 - n n n . « 

I.Q* " " " ^ * 

ossia una media di 2.6 di CO" corrisiwndente 
a un contenuto di 4.99 di CO* Ca per 100 
ed a 0,56 di carbonio per 100. 

K si tratta di un carbon fossile normale. 
Queste cifre sono suscettibili ad un forte aii 
mento nel caso di abbondanza di calcare. 

Come si vede che facendo una combustio- 
ne per di>sare il carbtmico nel carbon fossile, 
il carbonato di calce si dissocia pel calore e 
r anidride carbonica, che ne risulta, è rac- 
colta nel tubo d'assorbimento a ixjtassa e 
pesato come quello che risulta dalia combu- 
stitmc del carbonio, lasciando credere anche 



— 8 — 



ad una proporzione maggiore della realtà, di 
carbonio combustibile. 

Si dovrà pure tener conto di questo fat- 
tore nella determinazione del valore calorifico 
di un carbon fossile. 



Emanazioni nocive nella fabbricazione del solfato 



Questo soggetto è stato trattato dal dot- 
tor |. Grossmann, innanzi la sezione del York- 
shire della Society of Chemical Industry in 
un rapporto intitolato « Modo di evitare le 
emanazioni nocive nella fabbricazione del sol- 
fato d' ammoniaca ". 

Ti dott. Grossmann constata che nella fab- 
bricazione del gaz illuminante e con i processi 
moderni impiegati per la produzione del coke, 
delle grandi quantità d'ammoniaca fuggono 
con i gaz. Con il metodo impiegato per 
cstrarre 1' ammoniaca da questi gaz, all' ef- 
fetto di convertirla in solfato d'ammoniaca, 
si producono dei liquidi perduti che si la- 
sciano colare nelle fogne o nei fiumi. Questi 
liquidi sono di qualità eccessivamente nociva, 
tanto alla vegetazione che circonda i corsi 
d* acqua come ai pesci che vi son dentro. 

Neil' Yorkshire, vi sono una ventina di 
ofllcine che usano i forni a coke e che pro- 
ducono delle grandi quantità di liquidi perduti 
che vengono immessi nei fiumi ; e le cose 
sono divenute assai serie. Siccome i forni a 
coke sono alcune volte situati nei distretti 
rurali, accade che un piccolo villaggio, di 
qualche centinaio di abitanti, è esposto a tanto 
cattivo odore come una città di loo a 200.000 
abitanti che abbia una officina a gaz, di modo 
che, proporzionalmente al numero degli abi- 
tanti, gli effetti dannosi prodotti dall'odore 
dei forni a coke, sono migliaia di volte più 
dannosi dì quelli di una officina a gaz ordi- 
naria situata in una grande città. 

Per rimediare a questi inconvenienti, si 
può procedere in due modi: i. Purificando i 
liquidi perduti — 2. Evitando la loro for- 
mazione. 

Dopo aver diligentemente esaminata la 
questione, il dott. Grossmann giunge alla con- 
clusione che per ora, la purificazione delle 
-emanazioni non sarebbe cosa pratica, ed il 
metodo che egli propone è dunque basato 
sul principio consistente nell' evitare la for- 
mazione di queste emanazioni nocive nel pro- 
cesso di fabbricazione de! solfato d' ammo- 
niaca. 

Dà una descrizione del suo processo, che 
ha fatto brevettare. Ciò che caratterizza prin- 
cipalmente il suo sistema, si è che il liquido 
ammoniacale è distillato nel modo ordinario, 
ma senza calce. 

Una parte del liquido uscendo dall'alambico 
è evaporata in un piccolo volume, il cloruro 
d'ammonio ed i composti di cianogeno sono 
ricuperati con metodo semplicissimo, ed il 
liquido concentrato può essere impiegato nel 



saturatore. L' altra parte del liquido dell' a- 
lambico, può, ancora una volta, essere im- 
piegata ne^li scrubbers, dopo esser stata raf- 
freddata. Si può valutare l'utile risultante da 
questo nuovo processo e proveniente dal ri- 
cupero del cloruro d'ammonio e dei compo- 
sti di cianogeno, dall'economia realizzata sulla 
calce e dalla miglior resa in solfato d'ammo- 
niaca, a una media di 30 franchi per tonnel- 
lata di solfato d' ammoniaca. 

Quanto alle specie supplementari che que- 
sto nuovo processo cagiona, esse sono insi- 
gnificanti. 

Inoltre, questo processo non è stato im- 
maginato in vista di realizzare un utile, ma 
col solo fine di sopprimere un inconveniente. 



Chi procura tre nuovi abbonati 
alla nostra Rivista * Il Gaz*, 
avrà questa per un anno a metà 
costo : chi ne procura cinque di 
nuovi la avrà per un anno gra- 
tuitamente. 



I BECCHI ROVESCIATI 



Le opinioni sembrano assai divise relati- 
vamente alla bontà dei becchi rovesciati. Di 
ciò troviamo una nuova prova in una comu- 
nicazione letta il 9 marzo scorso da V. Ret- 
tich dinnanzi la « lUuminating Engineering 
Society » a New York. 

Rettich fece notare che allorché il gaz 
bruciato nella posizione rovesciata, in seguita 
al riscaldamento che si produce rapidamente. 
r aria attorniante cessa bentosto d'essere cal- 
ma ed ha una tendenza a salire. Bisogna 
dunque che il gaz vinca questa tendenza 
grazie ad una pressione propria assai elevata. 

Di più, la retina, per la sua stessa forma, 
è una causa di contropressione, e per con- 
seguenza ritarda l' arrivo rapido del gaz e 
dell'aria mescolati all' estremità del becco. Il 
tessuto delle retine destinate ai becchi rove- 
sciati deve essere oggetto di uno studio 
speciale. 

Una reticella di cotone grosso, ma con 
interstizi più larghi, e che presentasse la 
stessa solidità delle retine attuali, ridurrebbe 
la contropressione nel becco, ammettendo 
maggior quantità di ossigeno all' interno. 

Benché il becco rovesciato sia stato messo 
in vendita da 4 o 5 anni, la maggioranza 
della clientela è rimasta fedele al becco di- 
ritto, la luce essendo diretta verso il luogo 
desiderato col mezzo di riflettori. 

E' certo che la varietà dei modelli è molto 
maggiore con il becco rovesciato, ma fino ad 
ora il pubblico non si è mostrato entusia- 
smato per i modelli nei quali la retina ed il 
globo sono di tale forma da avere 1' appa- 



9 - 



'•"./a (il una lampada elettrica ad incandc- 
*■■• -/a. 

>. tii»vrebbtr tr^iialmcntr occuparsi dì mi- 
fc! ■--.in- il TTiotndo di con^iun/iune della retina 
.! '^.r<.; r t'spcnrn/a dimnstra che qurste 
-•: :m- hanno tL-nflcn/a a cadere. Quando la 
r*: r-a r destinata ad un becco diritto, la testa 

- — :^\\<u■ rinforzata, ma per i becchi rove- 

- . : :i..ii VI «* nulla per sopportare tutto il 
.f.--' Se r intt-rno del tessut<i fosse doppio 

-: .::-rhf triplo e se un filo d'amianto fosse 
■•.-.;;■• :nt.<rno di (jucsto doppio o tripli» spes- 

- •'. ;I punto debole sarebbe di molto con- 

- ' ■..:',■ ■. (io ridurrebbe forse lejrjrt'rmentc il 
; :■ '< ll.iminantc. ma proteggerebbe di molto 

.t rri.n.i. 

Il becco rovesciato e stato condannato re- 

-:- int-nif a New-York in sej^uito ad in- 

• r-i: iJa t-.'.i» causali, e per danni a hij^liardi 

; - ■: t:: ria particelle di carbone incande- 

- : '.:•■ c.idutc dalla [Kirte inferiore del ^lobo. 

N.iiuralmenle la relina stessa è fredda nel 

—.'■rrtiUi' m CUI si rompe, ma il carbone in- 

a-:'if.,-(ntr che |)Uo esservi attaccato, con- 

- '.a .1 suo calore assai lunatamente ed e 
.::•■ .1 produrre dei danni. I difetti del becco 

■ ■■. ' ^.Mi.. ^1 classificano dunque come segue: 

I. I>.in:i<> cagionato dalla caduta del car- 

■ ' i.Mndi-srentr — 2. Carbonizzazione della 

■ : -.1. in ci-rli casi — 3. Brutto splendore 

■ ii.i - 4. PVagiliUi nel punto di so- 

• .-r ;i-.--iu- tiella relina - 5. Alterazione degli 
.ì: : .;r>crh; in seguito del calore sviluppato — 
^ In aìcuni. ditlicoltà di fissare i becchi — 
V M- :■".!.• <li regolamento del gaz attualmente 
: ■■:;■■• gr"'>M.Iiiiio 8. Facilità di rottura 
■■'.[■ rt ::ne spti^iando i globi 9. Varietà 

■':'. ::.. lini tri» dei globi, in modo tale che non 

— -ri.i impiegare con becchi differenti - 

: \\tr:i-la nei mezzi di fissare le retine. Sa- 

- ' -v .i.i desiderare che i fabbricanti si mct- 
: .,,-.. d'uccoriln per adottare un solo tipo 
:;- Tr-'ppo grande produzione di calore pro- 
;• -/.••n.Uamente alla quantità di gaz consu- 

N.iminisi reclami vengono fatti riguardo 
j'I r-rr.iacia del becco rovesciato. 

N'-n VI e alcun dubbio che la luce otte- 
-.-;:.i e moli., più forte di quella fornitadalla 
XT.] .iiiina eleiirica di un potere di 16 a 32 
ir:. irle, ma questa luce è cosi intensa e così 
•T.il.ip.ti: che si deve temperarla col mezzo 
: veir. ■•pachi, in modo tale che il potere 
!/irT::rante utilizzato non e paragonabile a 
.'1' il ■ che si potrebbe ottenere. 

K un fallo conosciuto che le sorgenti 
:* :-ix> i"rti di luce devt>nu essere evitate il 
:.j :«is..dide per l' illuminazione. 

H ^"una dunque decìderai a porre i bec- 
r r-'Vesnati al disotto della linea di visione 

• T •Tìjia/zart* di preferenza, un becco rove- 
» .li- as'^ai forte crm tre o quattro meno 
: r;. L'autore ricorda che altra volta si aveva 
-jri -i; porre molto in allo le lampade a rt- 
..:;•-. in m«Klo di non offendere il raggio 



L* aut<ire stima che il pntblrma dei bec- 
chi rovesciati nim sia comj»letamente risulti.. 
ma egli spera che si arriverà a produrre nn 
becco semplice. t)en costruito, capace di dare 
un potere illuminante di 60 candele con un 
consumo non oltrepassante 3 piedi. 

K' certo che il pubblico accoglierà allora 
favorevolmente un proresso che gli permet- 
terà di ottenere l' elTello della luce elellrica 
ad un prezzo assai ridotto. 



A proposito dei metodi di distillazione 



Nella riunione del le^o^ della Soutern 
Dislriit Association of Cias Kngineers ami 
Manageis, il presidente ("arpenler, pronunzio 
un disriirso d' apertura .del tpiale riassuTnia- 
ino la parte che tratta dei metodi di distil- 
lazione. 

Malgrado il riscaldamento dei forni per 
mezzo del gazogern lacconipagnati qualche 
Volta da ricuperatoril bisogna ricnnosccre che 
il mod<i nel quale si prixliice il gaz attual- 
mente non dà i risultati migliori. 

L' inlroduzioiM- di uno strato ben livellato 
di carhon fossile in una storta chiusa, ad una 
temperatura detìnila, per un periodo tìss>>, 
diivn Iihe dare un risultato perfetto; ma, lutti 
1 calcoli teorici sono rovesciati da un certo 
numero ili fattori o[)posti i riscaldamento ine- 
guale, caricamento non livellato, grossezza 
dei carbonii creanti delle forze attrattive e ri- 
pulsive più o meno vive. 

Per esem[)io un carbone di densità eguale, 
posto nella storta in strato ben livellato, eser- 
citerà una forza d'attrazione eguale su tutta 
la sua lunghe/za, e. se il calore immagazzi- 
nato nel forno riunito alla forza fornita dal 
gaz<)geno. può mantenere una forza contraria 
eguale, il risultato sarà perfetto ; ma disgra- 
ziatamente, questa massa di carbon fossile di 
una densità costante e regolarmente spiegata, 
e le t'orzi- gazose opixtste eguali, non esistiip.i 
nella pratica; è questione di sapere come oli. 
nere questo equilibrio che m posa per il ga- 
zista. I prodotti ottenuti dalla distilla/ione 
nelle condizioni normali saranno egualmente 
normali; ma con le temperature valide e con 
le variazioni nella densità e nello spessore 
della carica del carbon fossile, e evidente die 
la carica è disagregata in un certo numero 
d'unità svihi[)pando dei gaz di compijsiziopf 
variabile, e ctmtenendo. a partire dal [jrinci- 
pio ilella distillazione, più o menu impunta 
anormali : l'esperienza ha dimostrato che il 
C S, (bisolfuro di carbonio e il C,,. II, (naf- 
talinal sono presenti in grandi quantità nella 
seconda o nella terza ora del periodo di sei 
ore: sono certamente sviluppati da unita (ju.i- 
lun<|ue della carica totale che é arrivata al- 
rultimo gradii di distillazione. 

Il prolilema complessa da risolvere e dun 
qut: chiaramente espo>to. Hisogna fare in 



— IO — 



modo di creare una « forza gazosa costante » 
le condizioni essenziali essendo che il gaz 
scappa dalla camera di combustione ad una 
grande velocità ed in prossimità delle storte. 
Siccome la velocità delle onde calorifiche di- 
minuisce proporzionalmente al quadrato della 
distanza, così la disposizione delia camera di 
combustione al basso del forno a storte non 
sembra essere esente di critica. La pratica 
consistente nel regolare la ammissione d'aria 
per raccorciare o allungare la fiamma è equi- 
valente ad un aumento o a una riduzione di 
forza, che converrebbe evitare ; ma aumen- 
tando l'altezza o adottando una serie di ca- 
mere di combustione, avendo delle prese d'a- 
ria separate, {disposte per esempio ad altezza 
di ciascuna fila di' storte), si avvicinerebbe 
probabilmente alla costanza ideale. 

Si esaminò, (abbandonandolo poi per causa 
della difìicoltà di scaricare meccanicamente il 
coke), la resistenza ideale, quella d'una storta 
circolare completamente riempita di carbone 
di eguale grossezza il più possibile ; e non 
lasciando che il posto giusto necessario per 
r espansione della carica. Ma il ricalcatore 
sembrava aver soppresso la difìTicoltà di sfor- 
namento. Non vi è un gazista che non cono- 
sca i molteplici vantaggi di una storta com- 
pletamente riempita, fra i quali la soppres- 
sione della crosta di grafite non è che uno 
dei minori. 

Questa si forma generalmente in un posto 
dove la curva della massa di carbon tossile 
abbandona la curva della storta, ed è dovuta 
alla riduzione degli idrocarburi impuri in 
C Hj (gaz di paludi) e H, (idrogeno); ma con 
un carico pieno, questo deposito si produrrà 
nelle cellule del coke, o negli interstizi di 
questo. D'altronde, la storta in forma di JH, 
caricata a metà solamente non presenta il 
miglior mezzo d'attrazione, ma necessita una 
forza di una velocità variabile, della quale il 
focolaio non si trova che al centro della ca- 
rica, e che domanda un lungo periodo di di- 
stillazione con una forte spesa di combustibile. 

Ci si domanda, disse Carpenter (al quale 
il « Gas World » rimprovera di aver usato 
per farsi comprendere un linguaggio piutto- 
sto abbellito invece dei termini realmente 
tecnici) se aumentando la temperatura di la 
voro delle storte, ad esempio a 2000" Fhr. 
(1428" C), una maggiore parte della naftalina 
non potrebbe essere ridotta in CH^ e in C^. 
C„, H, -2 CH, + 4 C, 

Una tale riduzione, se potesse essere otte- 
nuta correntemente, costituirebbe un grande 
passo nella produzione del gaz ideale. 

Secondo l'oratore, una temperatura di forno 
di 2500" Fhr., non presenta alcuna difficoltà 
nella pratica. Non si avrebbe che da impie- 
gare che materiali di natura più refrattaria. 
Si confonde spesso 1' applicazione di un* alta 
temperatura del gaz, ciò che è una cosa af- 
fatto differente. Bisogna comunicare il calore 
alla massa con un mezzo moventesi rapida- 
mente. II vero involucro dei gaz sviluppati 



s* avvicina probabilmente alla temperatura 
della massa circondante (materiali refrattari 
o carbone), ma il nucleo rimane certamente 
ad una temperatura più bassa; obbligando il 
gaz ad attraversare il coke in ^etti minuti la 
sua temperatura potrebbe venire elevata al 
punto desiderato, e non si avrebbero che i 
gaz i più stabili e i più permanenti che usci- 
rebbero indenni dalla prova. 

Il catrame seguirebbe naturalmente la 
stessa legge e, trattato in questo modo, da- 
rebbe dei gaz permanenti. 



DonaDdc presentate e disdisse 

alla JiBlor Gas As^oOatioi 

Qua/' è il miglior metodo per aggiungere 
una quantità misurata d' aria per il ravviva- 
mento dell' ossido di ferro sul posto ? 

Numerosi metodi furono indicati e che 
assicurano tutti il successo ma a gradi varia- 
bih. Questi metodi comprendono: l'aggiunta 
d' aria per mezzo di un rubinetto posto nel 
bariletto (quantità non misurata 1 ; l'ammissione 
di una quantità misurata nel bariletto ; nel- 
l'entrata del condensatore, o nell'entrata del- 
l' estrattore ; la principale difficoltà sta nel 
registrare esattamente la quantità introdotta. 
Un altro metodo è quello di iniettare un leg- 
gero getto di vapore all' entrata dei depu- 
ratori. 

La quantità immessa è generalmente di 
1 '/2 per cento. Per mostrare che vi è peri- 
colo neir aggiungere una quantità eccessiva, 
uno degh oratori cita il caso nel quale per 
causa di condensatori difettosi, una grande 
quantità di aria fu immessa, e l' ossido di 
ferro prese fuoco nelle vasche di depurazione. 

Qual' è la migliore posizione da porre l'è- 
strattore relativamente agli altri apparecchi ? 

L' opinione generale è che il mighor posto 
dell'estrattore sia fra i condensatori e gli 
scrubbers, perchè se è posto prima dei con- 
densatori, si prova molta difìicoltà a metterlo 
in marcia dopo ad una ostruzione prodotta 
dal catrame. D' altro canto se è collocato dopo 
i condensatori allora gli scrubbers non fun- 
zionano più con tanta efiicacia, e, di conse- 
guenza, i depuratori sono più carichi. 

Inoltre, se 1' estrattore è posto dopo gli 
scrubbers, bisogna spendere molto di più per 
la lubrificazione di quando è posto fra i con- 
densatori e gli scrubbers, dove i gaz conten- 
gono abbastanza catrami leggeri per lubrifi- 
carlo senza spesa. 

E' politica saggia da parte di un' impresa 
gazista adottare, per il gaz venduto per forza 
motrice, una tariffa speciale assai bassa per 
fare concorrenza al gaz d'aspirazione ? 

Nel caso affermativo, come questa tariffa 
dev'essere stabilita ? 

Esiste, dopo la discussione che ha avuto 



Il 



^j.-tf». Mj questa questione, una grande Hiver- 
iT'-nzj d'opinione sul punto di sapere se è 
^:.ir fare delle condizioni speciali ai consu- 
rutitr! di gaz per forza molrioe, ma tutti ^li 

'ji'tri Simo ti' aiv-rdii per dichiarare, che 
j::jaimentr i proprietari d'impianti di ^az 

■1' .i*;':r:i/ione noiki piichissimo istruiti sul 
:'■//•■ re:ile dei ){az prodotto, perché essi 
"-.a- ■ .iriM d' intorm;izioni esatte sull'aumento 
■1»;.r ■*(,(•-.»■ di fahbnca/ione d<»po il primo 
Ar.r." di tiin/tonamento dcH'impianto. Di più, 
t:'. m[nanti di jjaz d'aspirazione non conven- 
«:•-•;■ .1 tutti I bisogni industriali, sopratutto 
•..:.i-)<* alihisdgna una grande velocità come 

-: ■•'TU- orra-^ioni. 

In ."erti casi, i ci»nsumati>ri si mostrano 
Min' ntL' entusiasti dfl gaz d' aspirazione che 

• s* r.tìiilam» di servirsi del gaz di città, an- 

■— e «iiiando e venduto ad un prezzo parlici>- 

..tnvT.tr hasso. l*no degli oratori dice che 

.'.-..f («'ndizioni di vendita speciali s' impon- 

c-n" p«r mantenere le cariche di giorno e 
hr !t- spese tìsse m»n dovrebbero entrare in 
•nii' quando tniltasj di fissare il prezzo di 
■.vr,.i;ia di gaz per forza motrice; ma questa 
■ : ":"nr venne combattuta dalla replica che 
.- . -ir.rhr di giorno non sono cosi importanti, 
:■-. hf I- po>silii]f iiTimagaz/inarc nei gazo- 

— •:- ;! C'iz pritdotto durante il giorno. 

n-.if tiratori esaminano la (piestione sotto 
.- .tìir-' [lunio (Il vista. Kssi fanno risaltare 
't *r >i .(dottasse una tariffa speciale per la 

* r/.: nv'lrice. i possessori di piccoli motori 
À 4:.!/. i"he non consumano per anno che 
j-z- c»y-> .1 30.000 piedi cubi otterrebbero il gaz 
.1 : \->r. nu-rcato. mentre i bottegai, che ne 

•H'-unianii molto più, pagherebbero un . 
; r-. // ■ più elevato, bisognerebbe dunque, con 
! j::.ì iciu^tizia. fare egualmente delle condi- 
.- ■ y.n vantaggiose ai commercianti. 

S»-. stabilendo 1] prezzo di vendita in vista 
; 'Ilare contro il gaz d'aspirazione si esclu- , 
*! — t-r.» le cariche risse, si imporrebbe un 
o:jI i-iemtnto di carico ai consumatt>ri per l'i i- , 
..ir:. razione. Ciò >arebbe fare una ingiustizia ; 
-jrrbln- meglio f;ire un prezzo ragionevolmente 
r:'NÌ.rati» om una scala variabile di sconti 
^''g<:'-ndii la quantità consumata e indifferen- 
:■ nt-nie dal bisogno per il quale il gaz è stato 
-t.l.z/at'i. I forti ct»nsumatori avrebbero allora 
'. r.x'iifrì/iM dovuto all'innalzamento del loro 
"'lini" m luogo di essere caricati di una 
: r (.f .r/nme inesatta delle spese fisse. 

'_*,-('i/ ' il niif^/ior ronfdfon; il amtntari' 

V: '■ una grande divergenza d' opinione .su 
•i .'—la questione. 

I partigiani <lel contatore secco vogliono 

-."• -. tenga conto, per paragonare le capa- 

•_i ì; registraznmi rispettive, dell'alta pres- 

— -• alla quale 1 contatori funzionano al pre- 
•^■r.:- , e fanno ni>tare come la camera di 

— ,-.r.i del contatore secco non è cosi scnsi- 
^..*- .illi alle pressioni comi' (juella del con- 
ui' f' umido, nel quale la capacità di misura 



e determinata dal livello d'acqua, e dove qua- 
lunque alta pressione sposta l' acrpia, sforza 
il contatore e registra in meno. 

ha un altro lato, il contatore secco costa 
meno caro ed e piii facile a conservarsi, per- 
ché non è soggetto alla congelazione. l'uó 
durare molto a lungo, quando e bene costruito 
e convenientemente installato. 

I .lifenson del contatore umido pretendono, 
al cnnirari't. che esso registri con maggior 
esattezza che non il contatore si-cco, il quale, 
SI guasta pili facilmeiiti-, e nel quale la fles- 
sibilità delia membrana che <-ostituisre Rica- 
merà (Il misura "diafranim;i( porta degi' errori. 

II contatore iimtdit, benché costi più caro, 
a loro sembra dun(|ue preferibile. D'altronde, 
aggiungono, 1 contatori secchi non s(mo mai 
impiegati per gli esami fotometrici, ne perle 
ricerche. 

In CIÒ che concerne la durata dei conta- 
tori secchi, si fece osservare che essa varia 
enormemente, bisogna duncpie verificarli di 
sovente per non lasciarli arrestarsi per un 
troppo lungo servizio. Le valvole dei conta- 
tori secchi sono egualmente slate criticate; 
esse si guastano sovente, e sembra, che la- 
sciano passare il gaz senza rtrgistrarlo. 



Si5tciia di trasporto e di dlstrlbszioie del |az 



AiV. /'. ì'fìi/tfr. r f>ìihhlii\ìt>f ti I ft tiiiitnhn- /'/"i- 

La presente invenzione ha per oggetto un 
sistema di trasporto e di distribuzione dei gaz 
e principalmente del gaz illuminante, permet- 
tente di condurli ad una grande distanza dal 
loro centro di produzione, una officina a gaz 
per esempio, senza dare luogo all'installazione 
costosa di canalizzazione ili grande sezione. 

Kino ad oggi, in l'ffelto, l'estensione della 
clientela delle otiicine a gaz era Hmitata dalla 
spesa d'impianto delie canalizzazioni che, a 
partire da una certa vendita e da una certa 
distanza, era soroporzionata con le tjiiantita 
di gaz da ventlere, perche il consumo ilei gaz 
essentlo specialmente di sera, bisognava dare 
a queste canalizzazioni un diametro sufficiente 
per vendere, sott<t pressione conveniente e 
durante una media ai sei ore, il gaz prodotto 
ed immagazzinalo nei gazometn durante le 
24 ore. 

Con il sistema tacente oggett»» della pre- 
sente invenzione, al contrario, non esiste, pn»- 
priamente partamlo, limile alle distanze alle 

3uali il gaz può essere invialo, ed il raggio 
'azione delie olìicine e cosi ciinsiderevol 
mente esteso; inoltre, il prezzo di colloca- 
mento in opera del materiale e delle canaliz- 
zazioni necessarie essendo mollo minore. ;I 
detto sistema permeile d' alimentare delle pic- 
cole citta lontane dalle ollicine e che era as 
solutamente imptissibile fino ad oggi di servire. 
Il principio sul quale si basa il sistema in 



— 12 — 



questione consiste nella applicazione di cana- 
lizzazione di piccolissime sezioni, nelle quali 
si fa circolare il gaz ad una pressione rela- 
tivamente alta, in rapporto alle pressioni ge- 
neralmente adottate nelle officine. Le pres- 
sioni alle quali si dovrà sottomettere il gaz 
che si vorrà inviare da una officina produt- 
trice ai centri di distribuzione, saranno pro- 
porzionali alle vendite, tenendo conto natural- 
mente, nel calcolo di impianto, delle resistenze 
dovute agli attriti, ai gomiti, alle riduzioni ecc. 

E' cognito, teoricamente, come una condut- 
tura da 40 millimetri (cioè 12, 56 cmq. di se- 
zione, lascia passare tanto gaz quanto una 
conduttura di 40 centimetri di diametro (cioè 
1.256 cmq. di sezione), se la pressione è 100 
volte maggiore di quella della distribuzione 
ordinaria ; ora, questa pressione 100 volte 
maggiore non rappresenta che una pressione 
di 0,5 kg, per centimetro quadrato per una 
distribuzione ordinaria a 5 centimetri di 
acqua. 

Si conclude dunque facilmente che si po- 
trà così inviare a grandissime distanze, dei 





volumi di gaz considerevoli, impiegando pres- 
sioni di 2, 3, 4. 5 kg. per fare circolare il 
gaz. Queste pressioni non hanno del resto 
nulla d'anormale a condizione che le condut- 
ture siano a tenuta ; ora, si hanno pure le 
condutture ad unione di caoutchouc, tipo Petit 
o Lavril, sperimentate a pressione di io kg. 
per cmq. 

La realizzazione pratica ed industriale del 
sistema in questione è effettuata nel modo 
seguente; che, riportandosi al disegno sche- 
matico qui annesso, riescirà più facile inten- 
derla. 

Il gaz, preso all'officina generatrice, in un 



gazometro / sotto una pressione di 50 a 100 
millimetri, è aspirato per mezzo di pompe 
speciali 2 poste in azione da un motore qua- 
lunque, e compresso in un primo serbatoio 
accumulatore j munito di un manometro 4 
ed avente una capacità proporzionale all'im- 
portanza della distribuzione. 

Le pompe 2 devono esser munite di un 
dispositivo dì sicurezza automatico destinato 
a lasciare ritornare il gaz nel gazometro, nel 
caso che quest' ultimo non avesse una suffi- 
ciente pressione. 

Uscendo dal serbatoio, j il gaz passa nelle 
condutture /, destinate alla circolazione, e al 
trasporto del gaz nei centri 6, 7, S nei quali 
deve essere impiegato. In ciascuno di questi 
centri si trova un serbatoio secondario 9, di 
dimensioni sufficienti per accumulare in 24 
ore il gaz necessario al consumo massimo di 
una durata di circa 6 ore, il detto gaz essend:> 
immagazzinato ad una pressione da 2 a 5 kg. 

Air uscita di ciascun serbatoio, il gaz at- 
traversa un detentore che lo riporta alla pres- 
sione conveniente per il consumo, cioè da 40 
a 70 millimetri. 

In fine, dopo ciascun detentore, si dispone 
una rete secondaria di distribuzione //, ana- 
loga a quelle che si adoperano nelle officine 
a gaz. 

I serbatoi accumulatori j e g, dell'officina 
generatrice e del centro di distribuzione ri- 
spettivamente, fanno così ufficio di gazometri, 
con questo però che il loro prezzo di costo 
è di molto più ridotto, poiché, ad esempio, 
alla pressione di 0,5 kg., un serbatoio cilin- 
drico di me. 3 rappresenta un cubo di me. 300 
di gaz distribuito alla pressione usuale di 5 
centimetri d*acqua, e costa al più 1000 franchi 
con i suoi accessori, in luogo di 12.000 fr., 
prezzo di un gazometro di me. 300. 

Non solamente questo sistema permette 
di distribuire il gaz a grande distanza, con 
una spesa minima, in confronto degli antichi 
mezzi usuali di distribuzione, ma si potrà an- 
cora, nelle officine attuali, rinforzare le cana- 
lizzazioni esistenti in punti da determinarsi, 
inviando sotto pressione il gaz necessario 
nelle canalizzazioni a minima sezione, e di 
conseguenza di basso prezzo, ottenendo così 
una specie di « feder » come negli impianti 
elettrici. 

Dal punto di vista del materiale, i ser- 
batoi, quali il 7 e il 9, sono dei semplici ci- 
lindri di lamiera di acciaio, a doppio fondo 
concavo-convesso, ed a doppia chiodatura o 
saldatura. Le loro dimensioni sono, ben in- 
teso, appropriate al volume di gaz ch'essi 
devono contenere e alla pressione alla quale 
essi devono funzionare. Saranno muniti di un 
robinetto di entrata 12, di un robinetto di 
uscita ij, e di un robinetto di spurgo 14, 

La canalizzazione è di un sistema tale da 
garantire una impermeabilità assoluta, sotto 
pressione, per ciò è preferibile impiegare 
delle condutture del sistema Lavril o Petit, 
esperimentate a io 12 Cg. per cmq. 



13 



Nr: punti bassi fiflla canali//a/i(inr, cU-i 
^' n: r;rrv«»nii \v r<in<|rnsa/i(nii che |>tissoti(> 
.-■':.ir->i :n (lue miMli : qui-ilc pruvriiicnti dal 
>--.;- r .ii'i]vu-«i l'imlfmitii ni*l ifa/. f (jiiL'Ili: |)ri)- 
.•-■'Ttj i);iI1j lM|ni-ki/ìoiir drj^li Uirocarniiri 
*;.i/ *.. ì:<{iii-la/h>nt* dovuta alla rnnipivssionr 
:• ' ì: i/. •piaiuitt <|U(.-Nta cninpnshinnr rajf- 
i.' • ;;'■ H ("i;. di prt'^siiinr. (Jiii-sti sifoni sniK) 
> . : j "< ■.mprrrrn-abilr. nm robim-tto a rolli) 
:. -.iin". i-hf ■*alr solamcnlr al rcmpo dflU" 

I -il trni'tn. IO ■MTvnno per rioondiirro il 
fc.:. 'iMila (tn-s^iont- di I, -2, 3, 4, ^ Ci^. a 
■ ,.;!!.! di ^o. bo. 100 milliiiii'tri, i-ornsnniitU'ntr 
.. ■. 1' ii.i rhf ronvu-iif aj^li apparocciii da ^^z 

.:-•■. • p«i><Niino t:->yvrr del tipo secco o del 
: . .: 1 '.imid>>. ti])i tutti dui* brìi rono.sciiiti. 



IL PROCCSSO DCSCMrCLOCR 

pi[ Il Eiu'fioziBit diretti del cirioa tossili 



> V'.rrt'bbf arrivarv. ludla produ/ioiu" drl 
^...- :'.ii(jiia. a >opprinu'ri- la spc^a di com- 

■ .-: r. ;, . hf [jorta la convtTstont' drl carbon 
• -- '.■ ,:\ »."ki' i-d a ritcìnTf il più complo- 
:."■■ :< ji'is-:bilc l'i-ni-r^ia che svoltji- il ^v- 

r..: ri -iiiio fiirnia di calore sensibile. A 

■ .- -'. . . rì'rtto ^1 prova di gazeitìcare dirutta- 
■' : .1 ' .irbon t'ossilo nel jfcneratore ; ma 
..•-•. iTT'do di opiT.ire presenta grandi dif 

.•-.1. il- principali delle «piali provengjono 
-itr.tnie die si fornia, essendo il carbtìn 

■ --.if ii!i c;aiivo conduttore del calore, e le 

- ./'■:•;! <-hr s: producono nel corso dcli'ope- 
■...-. r.i- "..jii. di natura endotermica. 

I':.i . ditVi l'enti processi che s(nio atlu stu- 

: . 'ji:ill-' del lìesemfeldei-, di Charlotten- 
■• .'*:. si-mbra essere uno dei più economici. 
« : -.-tt neiralimentare di carbone in piccoli 
■.■//:. una storta piatta di un modello spe- 
j!» . che è unita ad una batteria di gcnera- 
: : -:. ^'.1/ d'acqua in (piesto modo: i. il coke 
r.<.../..inCt dalla carbonizzazione passa diret- 
:^r:» nte in uno dei j;cneratori senza perdita 

: -.ii-Tf 2. che la storta è parzialmente 
: ^ .lidata esternamente da una combustione 

: ^;i/ d: j^eneraiore convenientemente mc- 
*■ ìj:-> con aria -- 3. ossa è parzialmente 
--..i^-iaM internamente dal passaggio del g^az 

:j i^,;:i laldo attraverso il ctmibustibile che 

■ • : • r«-. Le iliinensioni della storta in raj)- 

;■ r: ■ .1 quelle del j^eneraturi sono calctilate 

• rv-d" rhe e>sa possa essere alimentata m 

- !.. ...nlinu..; ha una lunghezza sutìiciente 
;*r. he .1 carbone si trovi completamente car- 
:- "-//.II. • tpiando raijuiun^e i jjeneratori. Lo 
<-j: ■ >ii carbiMie nella storta ha uno spessore 
■: j». ci-nt:metri circa. Vn bariletto è posto 

: : r'*'>'.iniit.i della bocca della storta, in mt>do 
..'.' . '-airanie viene cosi levato assai rapida- 
r- : :. . Il .oMtatlo intum» fra 1 pezzetti di car- 
:• ■■'<■ .iJtraversante in un senso il carboni/- 
i^l •:■>■ '■ storta e il ^a/. d'acqua caldo pas- 



sante in senso inverso favorisce la hbera/ione 
ra[)ida del calore che possiedi* il cartwine fos- 
sile. l)e)fli elementi l'oHocati nella sti»rta con 
tribuiscoiio ;i mantenere (piesto contatto, men- 
tre che la corrente del jjaz inijieilisce che vi 
si formi all' intorno cpiella specie di intonaco 
o di crosta nociva al trasporto del calore. 

Tutto il vapore acqueo o tutto 1* acido rar- 
bonìco Contenuti nel ì^h/. d' ac<pia sono de- 
composti dal carlione caldo che essi attra- 
versano, e sono (piasi loinpletanieiite ridotti 
in idrrì^eno e in ossido di carbonio. 

Siccome la storta i- nscaldala dal ^jaz di 
^eneratoi-r, mescolato alla quanliia d' aria 
necessaria, tutto il calore ih' rssa l'acchiude, 
come (juello, latente, dovuto all'ossnlo di car- 
bc»ni"p, sono rii'iiperati. 

In <piesio [irocessii il successo non dipende, 
che da mia mo<litìca/ione di valvole, operanti 
al momento vip|ut<>. Hisoi;na mantenen- l'uni- 
ftiniiila nella carica del jienr-ratore. eil il car- 
boni* carl)oni//ato ad una temperatura co- 
stante; CIÒ che permette, lavorando con del 
carbone della stessa cpialità. di avere delle 
valvole manovrate autotnalii'ameiite in modo 
molto più esatto die non sia possifnle ili farlo 
a mano. In cm che concerne 1' econiniiia rea- 
lizzai.! <tair introduzione del coke allo stato 
incandisceiite nel j^eiieratore. Hlass di Kssen, 
ha dimostrato che la (juantità di calore |ier- 
duto <piando il coke e spento è portato in 
seguito alla temperatura del generatore di 
gaz d'acipia, e notevolmente più elevata che 
la <piantita di calore neci-ssario per carboniz- 
zare un peso e(piivalente di carbone. 

iVr carbonizzare un chiiogramma di car- 
line fossile bisiigna spendere 400 calorie in 
tutto. 

Con il processo Besemfelder si può fab- 
bricare con una ton. di fossile, in media, 320 
me. di gaz di carbon fossile, e 2500 me. dt 
gaz d' acqua. 



PARTE INDUSTRIALE 



ACQUISTO DI CARBONI INGLESI 

In i.'v;ret;io nustrn Ahh'Hi.itii. itiri'ttorc ilì iiiiìì ira 
le |>rìiicip.ili oflicJiK- yi,ì/ il' U.iliji. rii-hì.un.i la nnsir.i 
:ittL-ii/ioii(', ir ci )irij;.i ricliiaiiiare .inclu- 'JupU.i ii<-i 
si;:, «liri-ttori lii iiihriiu- a ^a/i ili iiii.i iiunx.i il.iii- 
snla thr \i(in- inlr>»»l<itU. (la CtTIO t'.isi- Inpicsi. m-i 
citmr.mi ili (.'.irl'inu- lo.>.sik* iht i:;ì/. 

Ili c.th'i- >il i'i-iiir.iit<i, )>riin.i ililla lirin.i. •)iiis;r> 
Case rilVrisiiiii.i l.i i-l.iii-..ila si-^uviilf : 

« Penali) fur non c\ecuiioo o( Hhipnieni, pnned da> 
mscit aoi excedioK howedcr I *. a tua < ' 1 • . 

Con «iiK-st.! el.iiiMij.i i iiR-ik-siini si |>tTiiU'ttt»i)n. .1 
seciiiiil.i che il i.iiIm»ii- sj.i in ri.i]/ii <iil in oli. issi', 
ili n><n tare .iliun.i s|>i ili/imii'. )M^anil>i ii»i> i<i7/j>/'' 
IHT liniiull.ii.i vcniliil-i m.i n"ii sj>fiiiu : ni .im '■,• 
«lopo avt,-i ilin)i>s'.r.it-- ilic si i-tthi- ,1 siiliiro un il.iiiiii- 
|KT la imn i-lìV- tlii.it a -iHili/j.tiif ' 



'. iiidt 1 1 



}-rl !■ 



— 14 — 



Se un acquirenic non ft prevenuto sul valore Ji 
questa rlaiisol;\, e die in buona fe<ìe egli l'accetti, 
gli poircltlu- accadere quello che successe al no- 
stro Amico, elle ritcncrnlti di avere acquistato del 
fossile, corse l'alea di non averne da distillare, e 
divelle pro\'vetler8ene, ci»n non |»ic<'olc) danno, sulla 
piazza, 

Approfiiitamn dì questo atto di gentilezza del 
nustrt» CKrcKio Amico, pt-r rinnuvare la preghiera a 
lutti indistintamente i nostri abbonati, di farci te- 
nere lutte qneMc cniiumicazioni, notizie ed altro, che 
pubblicate anche su giornali polìtici, possano inte- 
ressare la nostra Rivista. Anxi a chi ci rimetterà 
durante quest' annata il maggior numero di comu- 
niciuioni manderemo in regalo una pubblicazione 
sul t^ax. 



L'incatramatura delle strade 

Abbiamo, nel corso dell'annata, ripetuta- 
mente riportati i risultati, davvero sorpren- 
denti, ottenuti ovunciiie si ab!»ia fatto u.so 
del catrame, dato nelle strade provinciali o 
comunali. Si avvicina ora l'epoca propizia 
per dare maggior impulso a questa nuova 
applicazione di un sottoprodotto della nostra 



brevettato dall' («jf. J. Grìi/ot, è il più pra- 
tico, il più economico, il più conveniente. 
Sarebbe cosa davvero pratica che ogni pic- 
cola officina se ne procurasse. poichÈ" e l'of- 
ficina del gaz stessa che deve, nel proprio 
interesse, procurare di fare il lavoro dell' in- 
catramatura. In effetti gli appaltatori delle ma- 
nutenzioni stradali, considerato che coli* inca 
tramatura, le spese di manutenzione delle 
strade, diventano quasi nulle per le provincìe, 
procureranno mettere tutti gii inciampi pos- 
sibili, perchè il lavoro non riesca, per lo 
meno pi^rfetto. 

D'altro canto l'officina che ha del perso- 
nale che ormai è immedesimato anche del 
catrame, le riesce molto più facUe, istruirlo _ 
e sorvegliarlo. E poi non è un personale av- H 
ventizio, e quindi sempre più si perfeziona " 
sul lavoro. E si badi che questo lavoro per 
la sua efficacia necessita sia fatto solo che 
in limitatissime epoche dell'anno, e cioè quan- 
do il caldo si fa più sentire, e che le strade 
sono perfettamente asciutte. 

Né si creda che noi facciamo un fervo- 
rino air iiig. Grillot. Noi siamo convinti, sino 



QB 



m 



w 



industria. E' ovvio che, dato il momento di 
lotta attuale, noi dobbiamo cercare tutti i 
mezzi per viemmeglio dimostrare la necessità 
del gaz, sotto tutti i suoi aspetti. 

Le Provincie, i comuni, i privati stessi, 
hanno tutto l' interesse, dati i risultati, di 
adottare l'uso delle mcatramature stradali. 

Era i tanti apparecchi, presentati nel mer- 
cato, è fuor di dubbio che quello costruito e 



a prova contraria, che apparecchio più con- 
veniente di questo non si possa trovare : 
dette ottimi risultati a Parigi l'estate scorso 
e lo vedemmo elogiato in più Riviste. Noi 
ne diamo qui una descrizione, col relativo 
disegno, perchè siamo convinti di fare cosa 
grata ai nostri amici. 

Inutile dire che ci mettiamo a completa 
disposizione di chiunque, per tutte quelle ul- 



•ni che loro potessero ne 
1 1' 1 direttori, m ispcrir riclle 
pÉccT' 1. ir, ^onte ai comuni, alle pro- 

WCi« • r rrnnomia elio sì 

ha O'. maluni. r vetiranno 

I. apparecchio del Grìllot *tì compone di : 
carro, un sosterò di caldaia, un focolaio 
' ile con cincrano, una caldaia con termo- 
protetto, un bugliuolo, un innalllatoio 
a doccua con .^>eciale congiunzione vitata e 
scnpp. 
D carro metallico, montato su ruote, per- 
le ' ■ ' fé jili apparecchi di riscal- 
nti al [Misto dei lisciatori, in 
nodo da ndutTt- al minimo d tempo neccs- 
aJ ira&purtu del catrame. 
sostegno della caldaia t di ferro e serve 
stesso tempo d' involucro al focolaio. 

t'ultimo ^ stato fabbricato per bruciare 

csiMne '' ; è munito d' un cinerario 

regoL i, _. rifugio ed é collocato su ro- 
lle per essere ritirato istantanenmente, se 
a prodursi la spuma del catrame. 
_ La caldaia, in ferro ^Ivanizzato, ha una 
desiata di loo litri, può contenere 8o litri 
di catrame la^tciando io centimetri di vuoto 
per prvcauiione. 

Al centro della caldaia si alza un camino 
con regolatore a ventaglio. Questo camino 
ha sopratutto per funzione di produrre una 
correiMe verticale nella massa, ciò che serve 
prr disidratare il catrame ed impedire di 
«pumee^tare. 1,'orln superiore è provvisto di 
un collanno destinato a gettare il catrame a 
4hKmìum •' I.ìio, in caso che sjMimeg- 

game : >> im semi-coperchio fisso lu- 

cafiiza lo spumeggiare dal lato opposto al- 
l' apertura del focolaio. 

N'ella parte inferiore, un robinetto spe- 
ciale a (grande consumo sopprime i danni 
del Cravasamcnto diretto o fatto coli' aiuto di 
un cucchiaio. 

Le disposizioni di qtiesta caldaia permet- 
tono di ribaldare il catrame tino a too cen- 
tigradi senza spumeg^inre. 

U termometro u mercurio * a grossi ca- 
raltcn, la sua montatura metallica lo mette 
il riparo delle scosse e permette di far va- 
ia sua posizione secondo la riempitura 
<jciia caldaia. 

L* innafRatoio in lamiera galvanizzata, di 
ima ovale, ha una capacità di 12 litri. E' 
aBntfeo di doccia su becco d^oca ed i fori 
«otto dì 4 mm. 

Per il trasporto del catrame freddo, la 
«eechia e preferibile all' innalliatoio, e ser\'c 
per la r" 1 della caldaia. 

Le *<' , ;"li per fare una buona liscia- 

tara, hanno le loro settnle montate dai lati. 
I— L le scope di piazzava, e sono le prefe- 
rìbdi per ogni riguardo. 



IL fiiieveno ocuti lampada lucas 

aflnullito io 6criiinii 

L'n proce>v> rcLitivo ad un brevetto che 
è stato in so'*pesit dinante parecchi anni in 
Germania, e terminai'* -ira. La casa Julius 
Pintsch, con le • L'nited Metal \Var**N \V<irks •, 
di Berlino, intervenendo sussidianamente 
hanno attaccalo la validitJk del brevetto ger- 
manico N. 138.210, chiamato il Kn-vetto Lu* 
cas, e appari^nenle alla Compagnie Generale 
de Chaleur et Lumière di Berlino. 

Questo processo lemitno. dinnanzi la se 
zinne di nullità dei brevetti dell' Ullicio Im^ 
periale dei brevetti, il 19 Aprile 1906. Il Pre- 
sidente delia Corte. <lopn una seduta di cin* 
que ore, pronuncio un giudizio dichiarante 
che il brevetto in questione era annullato in- 
teramente, e le spese devoni> essere soppor* 
tate dalla Coakpa((RÌe gén^fale. 



IL GAZ D'ACQUA 

NEGLI STATI UNITI 

Rapporto tifi prof. A. Rì%-ajoli, deUgatu rom- 
ìiirrciah presso la R. .Ambasciata iii IVa 
shitigtott. 

La fabbricazione del gaz d' aequa essendo 
sviluppatissima negli Stati Uniti, non vi è, 
si può dire cjuasi nevsuna grande cittA dove 
questa qualità di gaz non sia prtMlotta. Le 
città, che fanno uso ancora esclusivamente 
di gaz estratto dal • sono quelle 

aventi una limitata p*-]' -, e ciò ^ do- 

vuto o alle condizioni favorevoli alla produ- 
zione di questa specie di gaz (vicinanza dì 
depositi di carbone) o al fatto che le Com- 
pagnie minori produttrici di gaz no 
che I loro impianti non Steno più i M 
prima di camotarc gh apparecchi di prcKlu- 
zione. Quando questi impianti richiedono o 
di essere allargati o di essere rinnovati %\ 
adattano generalmente apparecchi per la pnv 
duzionc del gaz d' acqua. 

Il grande sviluppo della produzione del 
gaz d'acqua agli Stati Uniti si nuò desumere 
anche dal fatto che la • Unitea gas Impro- 
vement Company - di Filadelfia, la quale, dal 
18B3. costruisce gh apparecchi Lowe, * Stan- 
dard Lowe apparalus -. aveva 3] 1 gennaio 
dell' anno corrente, fabbricato e messo ■ po> 
sto 593 di tali apparecchi. Conviene notare 
che g;li appareccni «Lowe» sono, si può dire, 
quasi esclusivamente osati nell* industria de! 
gaz povero. 

Non vi hanno statistiche che indichino la 
produzione del gaz d' acqua puro, che è la 
materia prima per la produzione de! gaz car- 
burato, n gaz d'acqua puro si ottiene, rome 

è noto, daSa dissociazione del vap<^ "o 

per mezzo di carbone (coke n antt in- 

candescente a 1000 gradi centigradi» e venne 
scoperto nel 1780 dal Fontana. Si tratta dì 



— i6 — 



un gaz che brucia con fiamma bleu e perciò 
lo SI chiama anche gaz d' acqua bleu ma non 
ha alcun potere illuminante e la sua potenza 
calorifera è appena la metà di quella del gaz 
d'acqua carburato, il quale si ottiene mesco- 
lando al primo degli idrocarburi ottenuti dal 
petrolio. Il termine gaz d'acqua s'intende ri- 
ferirsi a questa specie di gaz. Vi è qualche 
stabihmento che adopera il gaz d' acqua puro 
come combustibile (tra gli altri ricordo la 
Bethlemen Steel Company di South Bethlemen, 
Pa), ma, ripeto, il suo uso, per questo scopo, 
è limitato. 

E' difficile potere stabilire a priori quale 
sìa il costo di produzione del gaz d' acqua, 
dipendendo esso dalla estensione dell' im- 
pianto dal costo della materia prima, della 
mano d' opera e degli altri elementi, costo 
che varia a seconda delie località. Ne si può 
aifermare in via assoluta che il gaz d'acqua 
sia sempre più a buon mercato del gaz di 
carbone. In una locaUtà, ad esempio, dove 
si potessero vendere a buone condizioni il 
coke e gli altri prodotti secondari della fab- 
bricazione del gaz di carbone, potrebbe an- 
che darsi che questa specie di gaz si potesse 
Èrodurre con maggior convenienza dell' altra, 
'ato il risparmio nel costo della mano d' o- 
péra che si ottiene colla fabbricazione del 
gaz di acqua, è naturale che questa industria 
si sia sviluppata nei paesi, come questo, dove 
i salari sono molto alti. Alcuni dati relativi 
al costo di produzione, da interpretarsi in un 
senso molto generale, per stabilimenti dove 
sieno in uso gli apparecchi Loive^ sono i se- 
guenti : 

a) Consumo di combustibile : 
Per grandi impianti : 

Per i generatori: 30 a 35 libbre per 1000 
piedi cubi — I libbra è pari a gr. 453 — 
I piede cubo, metri cubi 0,283. 

Per le caldaie : 8 a 15 libbre per 1000 
piedi cubi (il combustibile per le caldaie può 
essere di qualità inferiore all' altroi. 
Per piccoli impianti : 

Per i generatori : 35 a 65 libbre, per 1000 
piedi cubi. 

Per le caldaie : 15 a 30 libbre per 1000 
piedi cubi. 

b) Consumo di olio minerale: galloni 4 a 
4 314 per 1000 piedi cubi e per gaz del po- 
tere illuminante di 25 candele (un gallone, 
litri 0.785). La quantità di olio minerale ri- 
chiesta sarà di poco a seconda della esten- 
sione degli impianti. 

e) Mano d' opera : 
Per grandi impianti : cenfs 1 1[2 a 4 (i cents 
eguale a lire 0.0518). 

Per piccoli impianti : cents. 3 a 8. 
Questi dati relativi alla mano d' opera si 
riferiscono naturalmente agli Stati Uniti. 

(i) Ratìinazione ; Il costo della rafiìna- 
zione (mediante ossido di ferro) e trascura- 
bile, essendo piccolissimo. 

e) Spese generali, sorveglianza, acqua, 
assicurazione, ecc. L' ammontare di queste 



spese è uguale a quello richiesto per gli im- 
pianti dove si fabbrica il gaz di carbone. 

/) Riparazioni : Il costo delle riparazioni 
è inferiore a quello necessario per gli im- 
pianti per gaz di carbone. 

Una via indiretta per calcolare il costo di 
produzione è fornita dai dati dell* ultimo cen- 
simento. Secondo questi dati, il capitale in- 
vestito nella produzione dei gaz negli Stati 
Uniti, nei 1900, era di dollari 567 milioni (un 
dollaro eguale lire 5.18) ; 1' ammontare degli 
stipendi e salari era dollari 17.710.000, quello 
delle spese varie, dollari 14.769.000 e quello 
delle materie impiegate : dollari 20.605.000. 
Si fabbricarono circa 6? miliardi di piedi 
cubi e 6.283.000 dollari ai prodotti varii. Se 
condo il censimento, il valore dei detti 67 
miliardi di piedi cubi fu di dollari 69.432.582, 
il valore medio di dollari 1.035 P^*" mille 
piedi cubi e gii estremi da 0.832 in Pennsyl- 
vania a 4.50 in Nevada. Parrebbe però, che 
questi ultimi valori si riferissero ai prezzi di 
vendita e non già al costo di produzione. 

I prezzi di vendita variano, naturalmente 
a seconda delle località ; si verifica, in gene- 
rale, una tendenza al ribasso. Una legge re- 
cente approvata nello Stato di Nuova York 
stabilisce che il prezzo di vendita del gaz 
non deve superare, in quello Stato, gli 80 
cents per 1000 piedi cubi. In questa capitale 
il prezzo del gaz è di dollari uno per 1000 
piedi, collo sconto del 25 per cento per chi 
paga i conti, che vengono presentati men- 
silmente, entro dieci giorni dalla presenta- 
zione. 

Statistiche interessanti sulla produzione 
del gaz e sui prezzi di vendita si trovano 
in una pubblicazione di questo Ufficio fede- 
rale del lavoro; essa porta per titolo : 14 t'.i. 
Annua/ report of the Commisstoner 0/ labor 
i8^g (Water ^as and electric Light plants). 

Secondo la United pos Improvement Com- 
pany, il gaz d'acqua offre sul gaz di carbone 
i seguenti vantaggi : miglior qualità, rispar- 
mio nelle spese d* impianto, risparmio nella 
mano d' opera, minor costo delle riparazioni, 
si può dare al gaz il potere illuminante che 
si desidera, gli inconvenienti prodotti dal 
fumo e dall' odore che si sviluppano dagli 
stabilimenti sono minori. 

Gli apparecchi Loii^e fabbricati da detta 
Compagnia hanno una capacità, che varia da 
125.000 a 1.600.000 piedi cubi per 24 ore; 
essa ne fabbrica però dei minori aventi una 
capacità da 80.000 a 100.000 piedi per uso di 
piccole comunità. 

L'industria del gaz agli Stati Uniti è in 
mano di Società potentissime, le quali, spesse 
volte, impongono ai consumatori dei prezzi 
assai alti, che non di rado, sollevano grande 
indignazione, come è avvenuto l'anno scorso, 
a Filadelfia, e, quest'anno, a Nuova York. 

Non risulta che si pubblichino statistiche 
che dieno la produzione del gaz d' ogni spe- 
cie nel 1900, data dal censimento ; si può però 
desumere che in quell'anno la produzione del 



- 17 - 



or d' arqua era dt 50 miliardi di piedi rubi. 
SwTuhiroa qumqueaniu qucstii prcxiiiziune è 
gra»dcmenir aumentata e la i'niteti (ias Int- 
prmi'tmtettf 0>mfia»v la rìiirnc in 80 miliardi 
4ì medi culli. Si tratta nnturalmentr di Mall- 
4xJ»r non m<ilti< attt-ndibih.... 

Lji Lmtffi f'tt* hupimetntnt LttmpiMny non 
«ende «lirrnamcnlo in Kuropa i Mini appa- 
recchi per la fablirìcazume del j^az d'acqua, 
an lo fa a mrxzu di una ditta inglese. 



tfistriNzìMc del ili a grande distanza 

• la tua importanza economica 

D «K. Mrnzcl, ini^ri^nere capt> del Munì- 
apM» di Berlino, nella ultima riunione della 
SooclA dcfli in^irgncri ^3zi>ti della provin- 
cia «fella Marehr. rsnosic lo stato attuair della 
ottrstione della distrimiztonc del gaz a grande 
dìManza. 

Inc»»minri6 col rieordare le diflicolia che 
s incf>ntrano generalirente a mantenere la 
cmabzzazionc in rapporto al consumo scm- 
p«c crescenle e la necessita di dovere ricor- 
rere ali* alta pressione. 

Questa viene impiegata da lungo tempo in 
A ieri ca. dove non è raro il caso, che si di- 
soibuHca d gaz a 6 e 7 atmosfere ; ma, in 
Germania, non si volle seguire questo esem- 

rehe pre<u;nUi quatrhr danno, dal punto 
vùta della rottura delle tubazioni e che 
porta abbastanza spese ingenti per la com- 
pressone. 

Sì fa più modesti e si preferì adottare 
«o «isteina più appropriato alle condizioni 
4d paese : perche, in seguilo della moltipli- 
canone delle piccole otVicine a gaz, bisognò 
cvrare di estendere il raggio d' azione delle 
grandi centrali di una uiobricazìone molto 
meth >.t e potente, e fornire il gaz ai 

piocoi. .. ..;;] vicini. 

Tre prinripah sistemi sono impiegati fìno 
ad opji: 

1. Le installazioni che uldizzano il de- 
1 naturale del terreno per aumentare la 

)jic^«alOOe. 

3. Le installazioni che aumentano la 
preaaionc caricando di pesi le campane dei 
fasometri. 

3. Le in!»lallazioni nelle quali la prc&sione 
è elevata da un ventilatore alt'offìcina o al- 
Tentrata della tubazione di trasmissione a 
grande disianza. 

1 due primi di questi metodi non sono 
a|ifiJicabib naluralmenle che su terreni pcKO 
cttesi. mentre che il terzo costituisce il si- 
propnamente detto della trasmissione 
grande distanza* e l' autore nt»n si occupa 
- di <iu«^t' ultimo, che venne impiegato per 
inatatia/ioni seguenti : 
Le pncne installa/ioni di questo genere 
quelle di S. Galles, nella valle del Reno, 



roslruile dalla casa Rothenbarh e C.ia. di Berna, 
e quella di Lubecca. TravemUnde e Schwar- 
tau, costruita dalla Berlin-Anhallischen Ma- 
schinenbau-Aktien-Gcsellschaft sui dati del 
direttore llase. 

L' uiririna a gaz della piccola citta di 
Thonon (Svizzera! manda 1) gaz con una tih 
bazione in ghisa ad alta |]re&^<«ionc aironicina 
dì Kvian. che e stata chiusa, e che f situata 
ad una distanza di 9 chilometri dalla prima. 
In nrossiinila eli Rerlino si st^inno erigendo 
parecchi impianti di questo genere, rrima di 
tutte nuella di Lichtenbeiv mandante il gaz 
a Mahisdorf, Bieadort e Marzahn ; e*sa sari 
identica a quella di l.uberca-Traverniiinde e 
ciascuna delle località servite avr.i un gazo- 
metro con meccanismo di arresto automatico 
del sistema Rnthenh.ich. (Jui egualmente il 
gaz sarà liberato dalla nuitalma prima di ab- 
bandon;ire l' officina allo scorni ai e\*itare le 
ostruzioni nelle tubazioni ad alt» ne 

dove esse si pritduL'ono ancora più ; ite 

che nelle altre. 

Si trova Sovente l'occasione di imT>i'-i':ire 
l'alta pressione nelle città che p' io 

una vecchia officina a gaz che sì rimiue ta- 
cendone riempire i gazometri da un'altra of 
fìcina per mezzo di una tubazione speciale 
ad alta pressione. 

Un grande numero di questa specie d'im- 
pianti sono in corso di esecuzione. 

Citiamo dapprima la tubazione ad alla pres- 
sione che conduce il gaz dell' nflinna di Ma- 
riendorf, appartenente allii C<»mpagnia Impe- 
riale Continentale, a Steglitz e a Wdmesdorf. 
L' nflicina miMlello di Mariendorf può pro- 
durre ad assai buon mercato il gai; che due 
ventilatori di K(K)t romi)rimi»n(t a rireaóoo mm. 
nell.i tubazione di un diametro interna di iioo 
e di 600 mm. ITn regolatore assicura l'azione 

I dei ventilatori che sono ciascuno direttamente 
accoppiati ad una macchina a vapore. Il gaz è 

I preso sulla tubazione di entrata al gazometro 
di Mariendorf. .A Steglitz e a Wilmersdorf 
non vi sono gazometri di compensazione spe* 
ciali, ma, ìn ciascuna di queste località, latu- 

I bazione ad alta pressione, versa, con un re- 

, golHtore automatico di pressione, il gaz di- 
rettamente nella canalizzazione della cittA. Sic- 

' come i ventilatori del sistema Root compri- 
mono il gaz senza colpi sensibili, questo ge- 
nere d* impianto dà tutta la st>d di stazione. 

L' oHìcina a gaz di Budapest manda il ga2 
ad alta pressione all' oHicina di Ofen, lontana 
più di 3 chilometri. l.a tubazione passa su 
di un ponte del Danubio, ha un diametro di 
135 mm. e la pressione t di laoo mm. d'ac- 
qua. La sua resa t di circa 1000 me. all'ora. 
Il gaz 6 compresso airt>t1icina di Budapest 
da due ventilatori del sistema Root aspiranti 
ciascuno aooo me. all'ora e facenti circa ago 
rouziont al minuto. Un lavatore rotativo del 
sistema Bueb. libera il gaz dalla nafulina. 

Un apparecchio per la vaporizzazione del* 
l'alcool e tenuto pronto in caso di congela- 
zione della tubazione altratcrsantc il ponte. 



— 20 — 



Sta nelle loro proprietà conservatrici del 
legno. 

Ultimo prodotto residuo è la pece il cui 
impiego per verità è limitato, mentre dovrebbe 
trovar enorme sfogo come materiale agglo- 
merante delle polveri di carbon fossile e di 
coke. Serve poi per combinare cementi asfal- 
tici, preparare cartoni difensivi dalle pioggie, 
industria questa di certo avvenire. 

Ma questi non sono che i capolinea di una 
serie di altri prodotti che ne possono derivare 
e che devono formare una branca distinta di 
industria, come ne fioriscono in Germania ed 
in Inghilterra e che da noi non sono neanche 
pensate. 

Non è qui il caso di descrivere un im- 
pianto di distilleria di catrame ; quello che 
importava è di dare un'idea di questa lavo- 
razione e riflettere di conseguenza sulla sua 
importanza come fattore di ricchezza. 

Cerro 

(Continua) 



UN NUOVO OTTURATORE PER CONDUTTURE DI GAZ 



E' sempre un lavoro difìlcoltoso quando 
si deve chiudere provvisoriamente delle grandi 
condotte di gaz, perchè le vesciche o i pal- 
loni in gomma che s' impiegano per questa 
operazione diventano facilmente difettosi e 
facili a scoppiare e alcune volte anche con 
grave pericolo per gli operai occupati ai tubi. 

Gli stessi palloni doppi non offrono ga- 
ranzia sufficente, e le statistiche provano che 
una notevole proporzione degli accidenti do- 
vuti agli avvelenamenti del gaz deve esser 
loro attribuita. 

Neil' ultima riunione, a Berlino, dei ga- 
zisti della provincia delle Marche, Heidenreich 
richiamò l'attenzione su questo soggetto, rac- 
comandando di far sorvegliare, durante tutto 
il tempo che dura l'operazione, da un secondo 
operaio, le vesciche o palloni dei quali biso- 
gna sempre avere un certo numero di riserva 
per i rimpiazzamenti immediati in caso di 
accidente. Le borse di gomma sono assai fra- 
gili e si consumano presto causa gli attriti 
per il loro rapido maneggiamento, in modo 
che le spese sono assai elevate con questo 
sistema dì otturazione. 

Ora, la Kolnischen Maschinenbau-Aktien- 
gesellschaft di Colonia-Bayenthal sta per in- 
trodurre nella pratica un nuovo otturatore, 
che, sopprimendo i danni menzionati più 
sopra, offre un mezzo semplice e pratico per 
chmdere rapidamente e completamente una 
tubazione. Questo dispositivo si compone prin- 
cipalmente di due potenti semi-cerchi in ferro 
che possono essere ripiegati l'uno sull'altro 
per essere introdotti nella tubazione per il 
foro antecedentemente praticato in questa, e 
di una borsa di cuoio in forma di semisfera 
che vi è adattata ; il tutto rassomiglia a una 



lucerna di carta in forma di globo. La peri- 
feria in forma di anello è munita di una fascia 
di gomma che, quando la borsa è gonfiata, 
si spinge ermeticamente contro la parete della 
tubazione. 

L' ossidazione del carbone 

Nel suo rapporto letto dinnanzi alla So- 
cietà Baltica degli Ingegneri gazisti, Haber- 
mann di Greifswald, ha descritto alcune espe- 
rienze che egli fece relativamente all'ossida- 
zione spontanea del carbon fossile. 

Dopo aver menzionate le differenti condi- 
zioni nelle quali si trova il carbon fossile 
?[uando raggiunge una elevazione di calore, 
ra le quali quella che si ottiene un innalza- 
mento di temperatura se il carbon fossile è 
in pezzetti minuti, Habermann ha dato i ri- 
sultati delle sue proprie ricerche. 

Ha caricato con polvere di carbone una 
storta vuota posta in un forno fuori uso, e 
che era uniformemente e continuamente ri- 
scaldato dal calore delle installazioni vicine i 
vi aggiunse un tubo d'alimentazione per l'aria 
ed un apparecchio misuratore chiudente la 
bocca di caricamento ; aperse quindi la val- 
vola della colonna montante e trovò che la 
temperatura originale di 140" C, si elevava 
graauatamente a circa 350" C ; tale aumento 
di temperatura, fu il massimo raggiunto e solo- 
anche con una data qualità di carbon fossile. 

La causa di questa ossidazione spontanea 
dipende dal potere assorbente del carbon fos- 
sile per r ossigeno. I carboni si conducono 
di fronte ai bromuri nello stesso modo che 
coir ossìgeno, così che sembra che la loro 
reazione con i bromuri può essere impiegata 
come un mezzo per giudicare il loro modo 
di agire quando sono esposti all'aria atmo- 
sferica. 

Si dice sovente che il carbon fossile re- 
centemente estratto si ossida spontaneamente 
e con più energia che il carbon fossile estratto 
da vario tempo, ma le esperienze di Haber- 
mann non confermerebbero questa ipotesi. 

La reticsNa vetrificata 

Avevamo già avuta la reticella pietrificata, 
che però non mantenne le promesse che la 
sua apparizione faceva presagire: ora. Courfot 
sembra si serva dello stesso modo di proce- 
dere per fabbricare la sua reticella, con questa 
differenza però che il bagno chimico da lui 
usato per fortificare la resistenza della reti- 
cella non reca alcun danno alle proprietà delle 
terre refrattarie né al loro potere emissivo 
di radiazione. 

L' alta temperatura delle materie incande- 
scenti avrebbe pure per effetto di far subire 
alle sostanze impiegate una vera cottura e di 
vetrificarle, in modo da favorire la fluore- 
scenza delle superfici radianti. I vantaggi del 
processo sarebbero di diminuire la friabilità 
delle reticelle, di aumentare la durata del- 



— 31 



-■-anrii-srenza o l'intonsìtà Iiiniìnnsa. I.asrin- 
— ■l'iinri: al « Monìtriir dr l' InduRtrit» du 
£?.: - :ii:ta la rrsponsabìlìU siili' rsit<» splcn- 
■■ ■; ■ '■ <-i atiijnnnin'» c'v* si ronfiTini perche, 

■ :-• -ì; l'an* l'interesse dei jia/isli, il L'oiirtnt 

• ■::■ 'TU rapidamente un immenso e lojjjfilinn» 
•. :- . >^o tinanziario. 

Nuovo ossido di carbonio 

l 'ri nii<tv<> tpssid<t di carbonio e stato sco- 
:-':.. di Ott.. Deils e Bertram Wolf. di Ber- 
'. - K* «itienuto dalla decomposizione del 
r-.i..n.i:i» dt etile, del quale si fa passare i 
\ a:- V SII del pentossido di fosforo a 300". 

fi pentossidci di fosforo t'' assai avido di 
.*-'::;a r*>n la quale forma dell acido fosforico. 
N- ;.* decmposi/ione del nialonato di etile, 
i'Pt"'-.id> di fosforo si impadronisce di 
«:... rn.'lr.-..lc d'acqua, lasciando un miscuglio 
•: 'r.i'j'i f del nuovo ossido di carbonio se- 
f ■■ ì" r r(^ua/ione : 
: i , M - l .H: i>. - 2 H. <> = 2 C. H, -f- C, (), 

li v.it'vn ossido, e. (), , è alla tempcra- 
: r.i ■•rimana, nn gaz elio brucia con una 
ri-iTTiri.t fumosa. Ila un odore penetrante, co- 
r-,'- -j icllo liei i^rassu bruciato e dell'olio di 
-. .-..t;if; irrita le mucose del naso, gli occhi 
i ìt \ IV respiratorie. 

.\i diritto di 7" C. è un liquido chiaro, 
.- iji;rrmente refrigerante, e che, unito all'ac- 
..:a T'irma dell'acido maionico. I*er conse- 
i.-.'T./A, non pilo esistere nel gaz di carbon 
: '- !f. K. Blokhins di Leerdam crede che 
fr n-'Ti VI >ia mai acido maionico nel catrame 

■ :■■ ili .Mjue ammoniacali, perciò il nuovo 

• •—.*. ' di carbonio non sembra dover formarsi 
-'■!!• -storti' da gaz. 

Ir-! un tubo chiuso, il liquido si trasforma 
E-.ì! ;.'.tamente in una massa solida, cupa, so- 
; .'■ '.: nrll'acqna e formantevi una soluzione 
•■ i -.ita. come una soluzione di eosina. La 
r.ì;:"r.i di questo cambiamento non à. ancora 
f.-'t .-.("iuta. 

A^'^ai probabilmente questo ossido ci con- 
d- rifila regione dei composti del carbonio 
f -ì^.mil) agli idrocarburi. Altri ossidi di car- 
^-,- ,. p.wsono probabilmente essere ancora 
*■ i.-'-rti con metodi simili a quello che ha 
:r"--i -Ito questo nuove» composto. 

PERDITE DI GAZ 

|] -ig. Keser, di SchafiThausen, aveva lo 
•«-'■r-'» anno fermala la sua attenzione, su al- 
l'- differenze, che non poteva spiegarsi 
jf perdite di gaz ; Io stesso soggetto fu 
1 j.-;:'. mento principale della discussione del- 
l' jlt. ma riunione della Società dei Gazisti 
iuv;irt"»i. 

II *ig. Hermann, di Gablons, rese conto 
rirll'* ricerche da egli fatte relativamente alle 
r ■■ .•.ni»»ate. nei contatori a secco, dall'introdu 
.* T" mi tubi, di xilolo e di anti-naftalina, 
:-rr :m[>edire 1' accumulazione della naftalina. 
ili'- che ha ossservato è afìfatto inatteso. In 
aJ'-ìini contatori a secco il grado di precisione 
<irli' indice dipende grandemente dalla quan- 



Ci: 



tità di gaz che passa nei contatori. A<1 cM-m 
piri, in un contatore da io becchi, in uso da 
4 anni, ^c si ,-icriMnlono io becchi, il conta- 
tore segnava il 3 ' , ni più di'! reale consumo, 
se si accendevano 5 becchi, segnava il 2 " „ 
in pili ; se un solo Im-cco il 20 ' , in [Jiii ; 
mentre in taluni cast, l'indice non segnava il 
gaz consumato ila un solo becco. 

11 sig. Koss. di Kger. ha osservato la stessa 
cosa. II sig. Wahlert di l*filit/-Schonau, fa 
notare che le p<Tdile di gaz <h»* riscontra 
nella sua ollirma sono m estate dt 12 a 13 
per cento ed in inverilo <li i ' „ solamente, 
i-'gli SI serve srdamente di contatori a secr»». 
Kgli domanda ad Hermann se le sue osser- 
vazioni pitssnno spiegare cpiesto fatto. Her- 
mann spiega tale variazione con questo fatto 
che, in estate, il contatore di fabbricazione è 
relativamente caldo, vi e dunque maggior va- 
por acqueo nel gaz. Di più, bisogna tener 
conto della porosità del terreno che permette 
alle faglie delle condutture di manifestarsi 
più fortemente. 

Il Jourmi! fiir fiiisfìr/i'ttt/i/iotj^, pubblica, 
sullo stesso soggetto, una comunicazione del 
I)irett<^ire di una Otlìcina a gaz che rimase 
grandemente sorpreso di trovare che le per- 
dite di gaz nella sua olVicina sono considere- 
volmente maggiori in estate che in inverno, 
e che, dopo aver esaminato le tubazioni, non 
potè trovare alcuna spiegazione. l'em egli 
fini per trovare una indicazione che Io mise 
sulla traccia. 

l)ue pozzi si riempivano rapidamente di 
acqua in primavera, e sembrava che l'acciua 
s' introducesse sia dai pozzi stessi, sia dalla 
conduttura posta fra i due pozzi. Hsaminando 
questi, furono trovali in nut>na condizione. 
Ksaminata accuratamente la tubazione si con- 
statò che l'acqua vi penetrava in seguito alla 
grande umidità del suolo. Si si occupo della 
conduttura e si fini per scoprire un foro di 
0,4 pollici di diametro. 

In inverno, l'acqua s" intPHÌuceva nella 
conduttura per questo foro; mentre che nel- 
r estate 1' acqua ritirandosi, permetteva al gaz 
di fuggire. I-a vicinanza dei pozzi, conser- 
vando il suolo umido, aveva impedito di sen- 
tire l'odore del gaz. Il foro fu chiuso e le per- 
dite di gaz diminuirono subito enormemente. 

La percezione visiva 

Il grado di estimazione col quale l'occhio 
può, in fotometria, distinguere la ditìVrenza 
fra due supertìci aventi quasi lo stesso splen- 
dore, non è mtWto grande. 

Bouguer ritiene che l'occhio può perce- 
pire una differenza di 1 a 64 ; Volkemann. 
una differenza di i a 100. 

.\ubert ha tnu'ato che il grado di sensi- 
sibilita dipende dallo splendore assoluto, e 
Masson in questa via, ritiene che l'estima- 
zione massima visiva è di i a 186, ma sol- 
tanto quando 1* illuminazione da determinare 
sia ad un dipresso corrispondente a quella 
della luce diffusa del giorno. 



— 22 — 



nUNICIPALIZZAZIONE 



Le Rc|ic WHiicifali ii Aacrica 

La questióne della gestione in regia mu- 
nicipale di alcuni ser\'izi d'interesse pubblico 
— gaz, acqua, tramways, ecc.... — è stata 
recentemente l' oggetto dell' attenzione del 
mondo dirigente degli Stati Uniti. In parec- 
chie grandi città, la cosa è stata esaminata, 
al tempo delle ultime elezioni locali. 

Ma le opinioni sugli utili o sulle perdite 
del sistema della gestione in regia munici- 
pale sono lontane di essere determinate, per 
mancanza di studio preliminare della que- 
stione. 

Allo scopo di studiare il soggetto come 
si fa in Europa, negli Stati Uniti è stata ul- 
timamente nominata una Commissione dalla 
Federazione nazionale civica della città di 
New-York, Società costituita di uomini emi- 
nenti degli Stati Uniti, rappresentante le opi- 
nioni le più diverse, e comprendente perso- 
nalità quali : Augusto Belmont, Andrea Car- 
negie, on. Seth Low (già sindaco di New- 
York e presidente del Collegio di Columbia), 
monsignore il vescovo Potter, l'ex-presidente 
Cleveland, il presidente Eliot, monsignore 
r arcivescovo Ireland, Ch- Bonaparte (segre- 
tario della Marina), Samuel W. Gompers, ecc. 

Scopo di questa commissione è di studiare 
le imprese e le aziende municipali pubbliche 
di verificare i risultati attuali con tutti i mezzi 
di controllo, di determinare in quali condi- 
zioni ciascuna azienda funziona m^lio, e di 
indicare quale metodo sia il più efficace. 

E' composta di rappresentanti di tutte le 
opinioni e di diversi interessi. 

Essa comprende dei presidenti e direttori 
di Compagnie, degli ingegneri, dei funzionari 
municipali, dei banchieri, dei fabbricanti, dei 
professori di Università, dei pubblicisti e dei 
direttori di imprese agricole. La relazione 
verrà consegnata coi relativi allegati degli 
studi fatti. 

Nessuna città ha obbligo di accettare il 
parere di questa Commissione però degli in- 
gegneri esperti, degli statistici e degli econo- 
misti sono stati scelti per esaminare le que- 
stioni ; i risultati saranno pubblicati in parti- 
colarità. 

E', in.^^omma, lo studio scientifico ed im- 
parziale, del sistema della regia municipale. 

E' probabile che un esame così approfon- 
dito eci un tale rapporto forniranno documenti 
tali da servire da base seria: ed interesse- 
ranno molto ai municipi non solo per le loro 
aziende pubbliche ma anche i privati. 

Alcune municipaUtà americane e alcune 
Compagnie hanno off"erto di dare a questa 
Commissione tutti gli schiarimenti necessari 
riguardanti le loro imprese. 

Il governo degli Stati Uniti per facilitare 



le ricerche, ha invialo dei rappresentanti aeUe 
città europee affine assumano dati che pos- 
sano servire di confronto alla Commissione. 

Le ricerche sono già incominciate in In- 
ghilterra, i signori J. W. SuIIivan ed il dot- 
tore Milo R. Maltbie, rappresentanti la Com- 
missione in Inghilterra, sono arrivati a Londra 
per organizzare ed incominciare il loro studio 
in questa città, ed a loro disposizione furono 
messi degli ingegneri inglesi. 

Il rapporto finale quantunque a prima vi- 
sta sembrerebbe che dovesse interessare solo 
i lettori americani, non mancherà invece di 
essere consultato da tutti coloro ai quali in- 
teressa questa questione cosi importante della 
gestione in regia dei servizi pubbUci. 

Il frijctti i\ rejia Miiciralc a CUaf i 

E' stato proposto, il 3 aprile scorso, agh' 
elettori di Chicago, di municipalizzare il ser- 
vizio dei tramways della città. Questa pro- 
posta è stata respinta. 

E^a ebbe 120.91 1 voti affermativi contro 
110.260 negativi, ma siccome erano necessari 
i tre quinti dei voti per Tesecuzione del pro- 
getto, questo venne respinto. Sembrava che 
il sindaco si fosse offeso del rifiuto dato degli 
elettori, di autorizzare la città di municipaliz- 
zare le linee del tram, perchè non è ammesso, 
che il sistema democratico americano di go- 
verno, come è compreso ora, renda poco pos- 
sibile la direzione alla città delle imprese im- 
pieganti un gran numero di operai. 

GiM av«iii>tra il Givem fraiccst 

Esaminiamo come lo Stato francese am— 
I ministri un importante servizio di acqua posto 
I non lontano da Parigi. 

\ La città di Versailles è approvvigionata di 
acqua da un servizio che dipende dallo Stato 
; e si chiama il servizio delle acque di Ver- 
! sailles e di Marly. Ma, se si crede ai deputati 
della Seine et Oise, che intervennero a questo 
; soggetto nella discussione del bilancio, lo 
: Stato non applica nella sua gestione i prin- 
cipi che dovrebbero regolare una buona azien- 
da commerciale. 

u E' troppo spiacevole, ha dichiarato uno 
I di questi aeputati, che per delle economie 
male intese, si arrivi a fermare la progres- 
sione costante dei benefizi che il bilancio ri- 
trae da questa azienda, nello stesso tempo 
[ che si priva il pubblico delle soddisfazioni 
j che ha diritto di aspettare. 
; Sarebbe ben facile perciò accontentare 
i una clientela che aumenta senza interruzione 
e di realizzare perciò degli utili immensi. Ad 
ogni nuova spesa per il servizio delle acque 
di Versailles corrisponde, in effetto, un au- 
mento più considerevole di entrate. E' per 
ciò per lo Stato una eccellente operazione il 
consacrare alle spese di questo servizio una 
parte degli utili che esso procura attualmente 
al bilancio delle entrate... " 



- a3 - 



Chi SI fsprimo cosi ? Il sig. Bertcaux, ex 
-»—-^tr«t ilflia guerra, radicale-socialista puro 
-ir^iì'-. parti^iamt tifila municipalizzazione 
Cr -^t rv:/i pubblici e della soppressione dei 
— -n '•«•li.... salvo tuttavia nuetìo della Com- 
piA^nia dr^li adenti di cammo, del quale ha 
'. '.r'i.cv pnvilejjio di formar parte. 

LA MUNICIPUIZZUIONE DEL GAZ k PALERMO 
IL REGOLAMENTO ORGANICO 

: .1 (..' •■•niiiv.innf (-nnsìirltari' ha i-ompilatn il nuovit 
•rj unii-nt" "»rt;.inu-«i drll'iizicnilii rumiinale del t("*z. 

N> >!i.i'iir> iiW .irtintli principali r lii disi'itssinnc 
. .:Vi .»! t'i>n-i;'lio l'iimiin.ili-. 

\'.: — l.'.iniministriiziimc tk'irntìirin:! <"i>niii- 

• .. : 1(1 '^.1/ ili r.iliTnin V citsitutitn in azienda h\ìc- 
• j- .i: :• riTiiiii tlett.i \vy^\i\: sull'assunzioni- diretta 
.'•" ; liti'.i ■; siTvizi e del relativo rc(folamfntii. 

V :f.i ti iMiisinlifi L-i>miinak- .inifrcRarf a detta 
j- f " '..( .i'.'Ti -i rvi/.j piibMiri a(ìini. 

\-: ; — I .1 t'nmmissinn'.- animinisirativa è roni- 
;• -:.i !" ; niriiih-i litolari. ei>nipres«t il |)rt"»idfnte, 
r '. : -ivj'Irnti 

\". ;. I.e Hfiliite (ir.tiiiarie di'lla Cnniinisstune 
j: - ■ ■•^'Di I? ^liurnì. 

\—. i — L" funzioni ilella Cnnimissione sono 
v-,t: . ••■ ^..^tiin-ntf s|K'tter.i per («uni setlnia un jrct- 

■ -.. *.: pr'v(-n/.i. ili lire 25 al l'refìidcnte e di lire i<; 
T»: .i''.ri t.vMti» til'tlari rhe supplenti. 

\-T ; — I reipiisiti ne(.-es.s;iri [>er ctincorrere ;il- 
.r- ■■ .!i ilireUiire. son«> ; 
i.':t'.i>iiii.iii/.) italiana. 
: S.U1.1 rostituzione tìsica, 
: r!:t .iti pri'iedpnti. 
; K:i n<*n inferiore ai .v* anni, n^ supcriore 

•^ : ;.r..p.i^M ilella Commissione amminlstratrice 
I .■•,i^';i. (-nniiinale all' a|«"riura «lei concorso sta- 

-.1 ■ -Ti.Hialit.i relative, e nominerà iht l'esame 
,r ' y T-iriusMonc ili almeno 5 membri, 

\rT f- ~ l.aziemla avrà impiegati propri, it'"- 
»U iM,;'.i^s,i pianta orpanica lettera .\. Ciascun ìm- 
: '„-■: ■ i—nitcr.i le m.insinni desinnatepli. salva la 
*; M «liMa Ci>nìmtssione amministrairice. nell'inte- 
-. r- iJf! servi/io. di mutarne la tle.stinazionc. 

1 • r- tnliuzi'tni sono quelle che corri simmle va la 
>-■■.?;. I prini.i ilt-l 15 settembre i«)o,l. 

;; T'-iT' «lamento interno dell'azienda, che sarà re- 
.'..■• -:.i!'.i Commissione amministratrice ed appro- 
•.y. *.»'!.! (."'■M'.ijrlio eomunale. stabilirà per ciascuna 

■ .r— j. r:.i «Il inipteKati le norme ed i requisiti che 
.' j-.- i'T.-> ■■•l'.i-rvarsi nei relativi cftnc()n*i. n nelle 
::o-"t7:oni iht an/ianilà. 

\r: - - Il lesfpriere. i coniponenii I" urticio del 
■r.:t n/i<M«i. e il sanitario, sitrannu mmiinati a liltera 
*.-.".i . !.•;■..! C"mmissionc amministrativa, 

\-: :j, — l.e c.iuzioni saranno di lire 25,00*» 

:- :-tt!'<re di lire 15.000 |>el tesoriere, di lire 3000 

_i*iir.i jHi ris<-uotttorì. e saranno prestate in oh- 

h ■/■i""i'. t|il Comune «lì Paicrnio, o titoli trnranliti 

.'j' . *«Mt.. 

I i .iurii>n(- prestata dai riscuotitori cede .1 ma^- 
■C-T ijar.iiizi.i della responsabilità del tesoriere. 

Art 1;. ~ (ìli impiegati dell'azienda saranno 
- r ::: a*! una cassa dì x-wicurazittne. 

I: pr« mio «li tale assicura/ione siirii costituito: 
j dtl Contributo dell'a/ienda nella misuni tìssii 
*>" - •.•rr lento in r.iKÌt)ne de^Ii siiiH'ndi : 

• ili una ritenuta, non minore ilei 7.5 jkt cento 
«ia Vir»! -ui detti stii»endi. 



l'ei rÌM-uotitori il contributo nim ralcolati» "iitla 
bxsr di un at;t;to di Un* iXiki. 

l.e niod.dil.i di t.tle a»»i«-ur.i/ionf I- In scelta della 
Coiiip.i^iiia assiiur.itrit •■ |h-i otTiniTe le mÌKli"ri 
condi/ioni. M>no devolint- alla Comniis.*>ìone ainmini> 
strairi-'f 

.'\rt. l'i. ' Il pn-nijit ila p.iu.irsi alla Cas-<a Na- 
zion.ili- di I'm videTi/a per la verrinala ed invalidità 
in favore ile^Mi op<Tai. verrà lornialo nii-rct- un ron- 
trilnito t'isso di lire j al nu-x<- per ci.isciino. che sarà 
vcrwito tl.iir.izientt.i s|H-i i.ile. e con una ritenuta non 
inferiore a lire i al nn-s«- da Lir>.i sulle ilelle mer- 
cedi per oyrn operaio. 

1.' a/iemla cotitriluiira ncll.i misura di tire t al 
mese [ler ciascun «ipcr.tio, alla c.is-.a di niiilUo sik-- 
t'or.so Ira essi esistente, la «piale a\r.t 1' obliti^o «li 
provvedere .ti «Msi «li ni.ilattì.i 

S-, previa visita nviMra. si ronslalerà clic la ma- 
lattia impeiliM'a il LiMim per olire tri- mesi, 1' «i|m-- 
raio pfilrà essere Iic«-n/.i.ito. 

Art. 2S. Il pre/./.o «li vcnitil,! del rnelm cuIm» 

(li t^az, le t.'iriffe per la |(»ca/.ione e manutenzione 
dei contatori, saranno proposti dalla C«>nimissione 
amininistratri«-e del bilancio preventivo di cserci/io. 
ila approvarsi «lai C'onsi^lio comtin.ite. 

l'na speci.ile tarili.', «'onipilaia dall.i Commissione 
amriiinislralri>-e entro il termine di tlue mesi ilal- 
r assunzione diretta «lei servìzio «li illumina/ione e«l 
approvata «lai Consiglio comunale, stabilirà ì prezzi 
per tutti i la\'iri 1- le forniture «-|ie jHiirannu <ici-«ir- 
rere nell' interesse sia «lei C«<mune che dei privati. 

Le successive a^^ìunte o variazioni alle predette 
t;iritTe, tlovranno anche ripori.ire l'approvazione del 
Consiglio Comunale. 

Tutti i lavori «li pres.i sino al contat«ire sdiranno 
eseguiti a cura e soUo la respons^ibiliti'i dell'a/ienda 
speciale. 

I.a fornitura «lei coniatori s;\rà fatta ili redola 
dall' azieiula appresi. indoli in liH.M/iune e«»n la la ri ria 
dì cui Sopra. 

(ili utenti ptttranno pnivveitersi a l«iro spese «lei 
c«>nt.itore, )uirclié si.i del tÌ|Ht adoil.ilo d,il Comune 

Art. 3t; .Mia line «li op"' esercizio .innuate 

dell'aziend.! da^li utili netti e reali/./ati s.(rà «ledotlo 
il 5 per cento per la coMitu/ioiie ili nn fondo di 
ris<Tva tino a ra^'^iun^ere un quinto del capitale del- 
l' a/ienda. (Juesto l'ondo potrà t*ss**re impiegalo nel- 
r in«lu>tri.i ste>s;l. 

Dlspodiiofll tnasltoric 

.\rt. lo. — l.e funzioni ili direttore restano nifi- 
date al si):nor (Jaetano M. IVrnice, il (piale le ha 
avute con la Società cedente. kiIvo il disposti) defili 
articoli 4 delta vinente U-pvic '^'dr a.ssunzione tiei pub- 
blici servizi, e .^5 dei relativo regolamento. 

Art. 51. — tili altri impietrati, «Munpreso il lesi >- 
riere ed i risciuititori. di cui nell" annessii taln-lla A 
e frli (•(>erai ordinari i «pi.itì si trovavano in M'rvizio 
pres.so la Sicìelà Italiana per il ka/. alla data di sti- 
pula del romproiiiesKo di cessione, restano ilispeii- 
snti dalle formalità di n<iniin.i preceilenteinente sta- 
bilite, e coniinueranntt .1 prest.ire servi/io presso l'a- 
zienda .ipeciale, purché* «lichiariiio d'accettare le nor- 
me del presente re),:olan lento 

Art ?,2. — Ter ^li attuali im)iieKati, cimtinuc- 
mnno ì sess* nni in cors<i. 

Ter yli <i|HT.ii ordinari .ittualinenle in servizio. 
la dei'omn/.i del sessennio roiiiincia d.illa d.ita d'im- 
missione in iMis-sesso ilell' a/ienda. 

Jìiio f*iii Ir tarifii' f'fr I'ohho /woft. — l'rezzo di 
vendita del me. di ^,1/ : 

Ter uso d'illuminazione I. o 30 al mC-, idem di 
riscaldamento e forza motrice L. o. iH al me. 



— 24 — 



Tasse a carico degli utenti. 

Il gaz per l'illuminazione pubblica e per i servizi 
municipali sarà fornito al prezzo di costo. 

Tariffa di locazione dei contatori : Contatori di 3 
a 8 becchi lire 5.40 annue, idem di 10 becchi lire 9 
annue, idem di 20 becchi lire 12 annue, idem di 30 
becchi lire 15 annue, idem di 40 becchi lire 21 an- 
nue, idem di 60 becchi lire 27 annue, idem di 80 
becchi lire 36, idem di 100 becchi lire 42 annue, 
idem di 150 becchi lire 63 annue. 

Le riparazioni occorrenti ai contatori in locazione 
sono a carico dell' azienda. 



Collotti, a nome della Commi.ssione consigliare, 
riferisce .sul regolamento organico dell' azienda co- 
munale del gaz. 

I criteri fondamentali che la Commissione ha te- 
nuto in conto per le sue conclusioni sono due : 

1 . Semplificare quanto più era possibile questo 
regolamento speciale esistendo già quello generale 
per la municipalizzazione dei pubblici servizii. 

2. Mantenere lo stata quo tanto per il servizio, 
che per il numero e stipendio degli impiegati, at- 
tualmente assunti dalla Società Italiana. 

Poiché r azienda privata del gaz ha dato buoni 
risultati la Commissione ha creduto per ora accettare 
r organamento di esso e gli attuali impiegati, salvo 
a provvedere alle riforme che 1' esperienza potrà cre- 
dere neces.saria. 

Si è deliberato soltanto una modifica alle dispo- 
sizioni per la nomina del direttore, per rendere pos- 
sibile che rimanga al suo posto 1' attuale direttore, 
che ha dato splendida prova della sua opera. 

Altra innovazione fu deliberata a vantaggio degli- 
operai. 

Quanto alla tariffa la Commissione ha mantenuto 
quelle passate per questo primo anno per misura di 
prudenza e perchè dall' esercizio si possa ben deter- 
minare quale potrà essere la riduzione. 

Del resto un beneficio già i contribuenti hanno 
avuto con 1' abolizione della tassa sul valore locativo 
— che fu soppressa in vista dei proventi che si spe- 
rano dalla municipalizzazione del gaz. 

Quindi si passa alla discussione degli articoli del 
regolamento. 

Si approvanf) senza discussione gli art. i, 2 63. 

All' art. 4 sull' indennità ai componenti della 
Commissione, il cons. Siragusa vuole che si dica 
nettamente che i supplenti avranno il gettone di pre- 
senza quando sostituiranno i membri titolari nelle 
riunioni. 

Somma osserva clie l'art. 26 del regolamento ge- 
nerale in casi eccezionali ammette un emolumento 
per gli ammnistratnri ; ma da liquidare ogni anno. 
La C<jmmÌssione ha studiato se sia possibile conci- 
liare la disposizione di questo arlicoUj col gettone 
di presenza ? 

Collotti risponde che la Commissione ha creduto 
necessario che i membri su[>plenti della Commissione, 
intervengano a tutte le sedute, trattandosi di un' a- 
zienda importante e di grave responsabilità, e tutti 
debbono conoscere gli atti dell' Amministrazi(me. 

Napoli espone le ragioni per le quali la Cr>m- 
missione ha creduto opportuno determinale fin d'ora 
l'emolumento concesso dall' art. 26 cun i gettoni di 
presenza. 

L' articolo è quindi approvato. 

Air art. 5 sui requisiti per la nomina del diret- 
tore dell' azienda i cons. Cappellani, Fiorentino, Da- 
miani credono indispensabile che si determini il titolo 
sjieciale d'ingegnere. 



Collotto, Sangiorgi, a nome della Commissione 
consigliare rispondono che è meglio lasciare libertà 
alta Commissione di vedere quali titoli di studio siano 
più utili per dirigere 1' azienda. 

Somma fa altre osservazioni di forma. 
I Napoli propone che si dica che occorrono titoli 
i i quali provino la speciale competenza per dirigere 
r azienda. 

Diliberto si associa a questa proposta. 

Ruggeri propone che tra i requisiti si aggiunga 
« capacità industriale ed amministrativa ». 

Pagano ing. Beniamino invece apppggia la modi- 
fica del cons. Napoli. 

Barba vuole che si richieda la « capacità tecnica 
oltre quella amministrativa » 

Il relatore accetta 1' emendamento Ruggeri ed il 
Consiglio approva. 

* 
* * 

Dopo osservazioni del cons. Somma al quale ri- 
spondono i cons. Tesauro e Collotti si approva Tar- 
ticoto 8. 

L' art. 9 è approvato con un emendamento del 
cons. Rosano. 

All'art. 12 si aggiunge che la cauzione del ma- 
gazziniere e dell'agente per le vendite sarà di L. 500. 

Dopo osservazioni dei cons. Fiorentino, Pitrè^ 
Roggeri, Diliberto, Siomma, Salvo Saitta, Cappellani 
si approvano gli articoli 13, 14. 15, 16, 17. 

L'art. 18 è approvato con l'emendamento del 
cons. Cappellani per dare tre e non due soli ses- 
senni agli operai. 

Si approvano quindi, dopo breve discussione, g!» 
altri articoli. 

Sangiorgi riferisce sulla emissione delle obbliga- 
zioni con la « Società italiana del Gaz » per saldo 
prezzo di acquisto dell' officina e degli altri crediti 
residuali. 

L' oratore rileva che per il compromesso del 16 
settembre 1905 con la « Società italiana del gaz » ii 
prezzo della cessione è convenuto in lire 4,750,000. 
delle quali saranno pagate lire 4,300,000 in contami 
alla Società del gaz, all' atto della stipulazione defi- 
nitiva, mediante delegazione della Cassa Depositi e 
Prestiti per il mutuo già concesso. 

Oltre alle tire 450,000 che restano a pagarsi alta 
Società de! gaz, per la cessione dell'azienda, v'è il 
prezzo di acquisto delle materie prime che esistono 
nell'ofiicina. v'è ancora la liquidazione di tutto quanto 
il Comune deve alla Società, il compenso degli im- 
piegati nuovi ed altre spese minori. 

Inoltre si dovrà anticipare alla Società l'importo 
del con.sumo che si avrà nel mese che precederà 
1' assunzione da parte del Comune, il quale però 
si esigerà dopo dai consumatori pel gaz consumato. 

Restano pertanto a i>agarsi, mediante obbligazioni,, 
all' atto stesso ; 



La restante somma di L. 

I I.' imjìorto della valutazione appros- 
i simativa delle materie, scorte in ge- 
, nere, ecc. » 

Nuovi impianti » 

I Anticipo alta Società per il gaz che 
sarà consumato nell'ultimo mese » 

Salilo debito del Comune » 

Fondo per le contestazioni s 

Spese diverse » 

Interesse sulle L. 500.000 date in 
obbligazioni » 



450,000 



250,000 

200,000 

150,000 
300,000 

100,000 

25,000 
25,000 



Totale L. 1,500,000 



- 35 - 



•e -. 






* ' irV'i niitidiip e nie/zo «Icvf |ia)(.irsi in ulibli- 
: 'l.i' muntripii», silv<i li<|i]u]aziunc (k'Hnitivii 

■ ..-.!: -1 |ir'i|iiitu- la cniissiorif ili n. ftoint oblili- 
.i' [•■irt.itorr, iLi lire 2511 fiiist-iina. coH'inlc- 

.-"i.. .li-l 4.H1 "/„ nfiti» cuti tf<>*l>nit'n(ti ilnl 
•"..: ■ ì'i"~ ili )M>i. amniortizznbili in m anni. 

■ :• Kinu.ili cstra/loni a «»»rtc della \xnU-sima 
-:•■'.'.<■ tihliliua/ititii emesse, rurrispittulcnti alla 
i:n.i ;'.irU' tiel rapìtaU', ossia di 300 oli1ili>fa- 
.ritii;r 

■V- -. -M.' ilei 4. io"',, s'intendi- liliero di o^ni 

- - .:-i|- ista e sarà |>a)rat>ik' a scmcslre maturati) 

^- ■^:).i:>> <■ ,il 10 lu;;lio di cìasciin anno. 
•-::,./!. .ne annii.iU- delle eariellc siirà fatta il 
;■ -..)j"' ' 'li l'iaM'un anno. 

.''■.-.■■•• f!i l.i pan-rrhir osservazioni, principale 
*; • .. •.•*T .Irpliirare rhe f«i sia trascurato nel com- 
- — • -^ < 1:11,1 t'laii>ola |i(T la s|>esa <Ii registrazione 
*: "■■ <\\ rt>sione. 

\.-.\'; i,,'j thm'isirn esiiiirientemenle che il milione 

■ U''i"ni. fhr si deve jia^nre alla S<M"Ìetii del 
.' . ' :mì. prudente d.illa ressiune. si tratta ili de- 

>i .l.ne\,ino siKldisf.irc, di li«iuidazii»ni, 
'■^L- .::! (li a!tr<< neffssarjo per assumere tutta 
1 <•■ - -1 ■a 

■■■■-■. i .iiKiir.i rhe parte di ^piesta sonuua non 
r.- ; -e— -:■.:. 1 che anliripa/ione per arqulsto di matc- 
' .1 '. ' ' • «sira adiiperato e |>cr introito di consumo. 
. r- -,i-.i '...i rcir> ilarmente es;Uto. 

■ i.nr-.:.. pili alle s)>ese di registrazione dice che 
I ' .■ t.irt- dirluarazioni complete perche sono in 
' r-~ :-.(;M:ive. Tuo .is.siciirare perù il C'onsi^dio 
. ■ -•- -if-vi ili registrazione mm rajTffiunKf assolu- 
1 --«-■• :.i • iiVa l'.ivolos.! di centinaia di migliaia di 

■ •m- -i e dello V- che si farà il possiliile, \>qt 
r - "■,. vV.r ess.1 sia, perchè ncm vada tutta a carico 
.-. t — nt 

■ t:» ■ replica energicamente che nel compilare 

■ ^-.^r tiifSMi C-m l'impresa del ^az non si ira- 

- .' ' .i"ti'.-' la ipiestione «Ielle spese ilell' atto, la 
•; .A ' .ii'.'i ;u luuh'anicnte discussii. 

'«-' '-.'-n :u pri>|K>sta una clausola speciale i per* 

:: *i -ItAeva nt si |Hiteva proporla. 
C "jt'riii.i «pianto Ila ^ià detto l'assessore S;in- 
'. 'j. -il-' Ut <[>esa sani di molto minore dt quella 
' ;ì' .■-■; .tfiri t- piaciuto arVemiare per ra^i<ini facili 
■- : r* iiiliTvi ',iftpro:'ii:ionit. 

s;«;*:..' dice al ronsijflierc Diliherto che ha la 
. — ■■• n/,i li: aver comjìiiito lutto il suo tiuvere di 
>>;-> !•!:' Amministrazìtmc e inviti il Ornsi^lio di 
^. '&.-' !.i deidtcra/ìone. 

C"n>ii^'lio .ip|irova ad unanimiUi. 

Alsssandrìa. — Im mnuidf^alhztìzìont' delle 
*Mr:. La Giunta cnmiinale. in via d' 0- 

^;f. ririi-rito. ha deciso di municipalizzare il 
"-■-. /.-. tli risctjssinnc del diritto di platca- 
:.. hi- tìn qui era slatn appaltato. 

CAtanÙ. - Il i onnatt' di Caftwia e le sue 
f tiiizvm fiìitinzitirie — A provare le floridis- 
•^ Ti* '-i-ndi/nini finanziarie del Comune di 
<J.i:a a. la Cìiunta provinciale amministrativa, 
Vi •■Tn»--'M ordinanza con mandato coattivo 
V -:.-.. -.1 C iimune per lire 150 mila dovute 
il j I r-'Vincia per il mantenimento degli espo- 
s: Il ratto pnidtice enorme impressione nella 
r::tjl:n.inza. 

- 'intve im- utente nel pam/te io mmiiri/xìie. 

- l'i ijravissimo incidente si e verìhcato 
nei jianiticio municipale, ciò che prova con 



({iialu rritiTin venne l'atta dall' AmmuiKtra- 
/ione comunale la scelta de^Ii operai ivi 
adihiti. 

L'mijj- Krant-o, )irf<«idrnti- (Idia ('ammis- 
sione del panitìcHt, nel fare la ronsiirta visita 
nel nH'drsiniii. si accorse rln- l'operain Sal- 
vatore Anastasi nasonndeva sotto Ir mutande 
una tiuniia quantità di farina. 

1.' in^. Krancii espose il fatto al sorve- 
gliante capo, ma questi, frati'llo dell' Ana- 
stasi, rispose energicamente garantendo l'o- 
nestà di tutti gli operai. 

l-'nig. Franco, ritornato il giorno seguente 
al panificio, venne avvicinato dall' Anastasi, 
il quale lo apostrofò direndo: « Dunque io 
sono il ladro di farina ."*... • 

Kd in cosi dire gli assesto parecchi pugni 
e schiatlì. 

Chìoggift. - Il ( inisuntii'o dt'll' Artfuedotto 
in ( onsiiflio Conninii'r. Argomenti» saliente, 
di cui doveva occuparsi ti C"i»nsiglto Comu- 
nale, era l'approvazione del Consuntivo del- 
l'azienda dell' Acquedotto. Consuntivo che 
prende le mosse dal i. aprili' 1904, epoca 
del riscatto, va fino al 30 sellemhre 1905 e 
dal I. (ittohre 1905 fino al 31 dicembre dello 
stesso. 

Durante il primo periodo la gestione fu 
tenuta in via provvisoria dalla (ìiunta. poi si 
ebbe la gestione definitiva in via economica. 

Il Sindaco nell' esporre 1 risultati si dire 
lieto di poter dichiarare rhe contrariamente 
a quello che avviene in tanti comuni, il co- 
mune di Chioggia ha aHVancato dal monopolio 
privato tale pubblico servizio senza alcun ag- 
gravio delle finanze comunali. 

Nel periodo di gestioni si verifico un fondo 
di cassa di L. 3633.20, clu* é l'utile vero e 
reale nmseguittt dal Comune. 

Nel secondo periodo si sono fatti lavori 
straordinari, il più importante dei quali fu la 
trasformazione della tubatura per costruire 
altre 15 bocche di distribuzione d'acqua, e 

f)cr eliminare <|ualche inconveniente. (Juesti 
avori importarono una spesa di lire tredici 
mtla circa. 

Tuttavia il Consuntivo nell'azienda del- 
l'Acquedotto si chiude con un'entrata di lire 
26664.68 e con un'uscita di lire 13833.88. 

FftdOYft. — Consii^lio contuntìlf - Il formi 
tnuniri/'iili- nf^f>fovftto. ■ l*resi*nti 33 consi- 
glieri, si raduno il Ci)nsiglit. comunale. Pre- 
siedeva il sindaco comm. Levi-Civita. 

lK>po di aver approvate alcune proposte 
d' indido amministrativa, riguardanti lavori 
pubblici, le acque, i fanali ere, il Consiglio 
passò alla transazione della vertenza cogli 
credi di Giulio Orefice, ex-direttore dell'a- 
zienda del gaz e dell'Acquedotto. Il rons. 
Luzzatto-Dina ii^cv alcune vivaci osservazioni 
contro alcune costruzioni dell' Cilicio tecnico 
giustificate dall'assessore cu. Giusti. 

Si venne quindi alla discussione per l'im- 
pianto di un forno municipale. l'arlarono i 
cons. Sarcinelli. Norsa ed il sindaco, tutti il- 



— 26 — 



lustrando la proposta della Giunta, che fu ap- 
pro\'^ta ad unanimità. 

— Tram municipalizzato - Bagno pubblico 
— U 1. luglio Tassessore co. Giusti prese in 
consegna le aziende del tram cittadino. Tutto 
il personale fu mantenuto. Ai berretti dei 
tramvieri furono applicati gli stemmi della 
città in metallo nicnelato. 

La diminuita tassa a io centesimi fece as- 
saltare i tram da gran folla che, profittando 
della giornata di festa, si riversava alle Bar- 
riere. 



Il bagno pubblico fu aperto e fu subito 
visitato da autorità e da giornalisti. 

Facevano gli onori di casa l'assessore Um- 
berto Fantinati e il medico capo dott. Randi, 
all'attività dei quali si deve l'ordinamento 
dell' edificio. 

Veramente riuscito 1' elegante edificio di 
stile russo-svizzero, ben disposte le 40 cabine 
le tettoie a pagamento e 1' edificio pei non 
paganti. Ben forniti i buffets. Il servizio di- 
retto e sorvegliato dalla 7?ar(«a«/«, procede 
egregiamente. 

Molti cittadini profittarono subito della 
istituzione per darsi convegno sotto la tettoia 
e nei giardinetti che fiancheggiano il piccolo 
stabilimento. 

Bìolo. — // dazio municipalizzato. — Il 
Consiglio Comunale ha deliberato la conti- 
nuazione, per un altro quinquennio del dazio 
municipalizzato, visto gli ottimi risultati del- 
l' esperimento. 

Thiene. — ■ Consiglio Comunale. — Presie- 
duto dal sindaco avv. Velo, si riunì in seduta 
il Consiglio Comunale. 

Tra le più importanti deliberazioni notia- 
mo quella di municipalizzare il servizio di 
illuminazione elettrica pubblica e privata col 
riscatto dell' impianto attuale : quella di isti- 
tuire un servizio di trasporti funebri. 

Milano. — Consiglio Comunale - L'acquisto 
di energia idraulica approvato all' unanimità, — 
Dopo approvazione in seconda lettura di varie 
deliberazioni, si viene all' argomento più im- 

fiortante : I' acquisto di energia idraulica del- 
' Alta Adda. 

L' ass. Ponzio premette una dichiarazione. 
« Avendo — dice — il Consigho provinciale 
di Sondrio deliberato la sospensiva sulla con- 
venzione fra quella Deputazione provinciale 
e la Giunta di Milano, questa deve proporre 
di sospendere ogni deliberazione su quella 
parte delle sue proposte che si riferiscono ad 
accordi colla provincia di Sondrio ». 

Il cons. Besana della minoranza è lieto 
della proposta presentata dalla Giunta e del 
modo in cui è st^ta presentata. I calcoli la- 
sciano perfettamente tranquilli, cosicché egh 
darà il suo voto convinto che nell'attuazione 
r ass. Ponzio saprà dare prova di quella sa- 



gacia che ha dimostrato nel concretare il pro- 
getto (approvazioni). 

Il cons. Gavazzi della maggioranza tesse 
pure l'elogio del progetto di massima che è 
tale da ispirare la maggiore tranquillità, e 
da lasciar sperare che raccoglierà l'unani- 
mità del Consiglio. Egli rileva i meriti di pru- 
denza in cui i preventivi furono contenuti. 

Il cons. Manfredini della minoranza dice 
che si associa anch' egli assai volentieri al 
plauso per la proposta della Giunta, perchè 
essa è tale da tranquillare. Anche di fronte 
a una proposta meno concreta e persuasiva 
sarebbe dovere del Consiglio di appoggiare 
la Giunta nella conauista di una forza idrau- 
lica, sottraendola alla speculazione. In pos- 
sesso del Comune questa forza idraulica rom- 
perà i monopoli e darà campo ad utili prov- 
vedimenti di natura sociale, a favore delle 
classi lavoratrici. Rivolge quindi alla Giunta 
un vivo plauso per 1' opera sua e propone il 
seguente ordine del giorno: 

« Il Consiglio Comunale, riaffermando la 
volontà già espressa nel voto del 23 dicem- 
bre 1903 di acquisire al Comune un' ingente 
forza idraulica la quale valga a dotare la città 
della voluta energia per servizi pubblici ed 
eventualmente per la distribuzione ai privati^ 
approva la deliberazione proposta al voto del 
(Consiglio dalla Giunta municipale, sospesa 
ogni deliberazione in merito allo schema di 
preliminare di convenzione colla Deputazione 
provinciale di Sondrio in vista della sospen- 
siva della corrispondente deliberazione votata 
dal Consiglio provinciale di Sondrio ». 

L' assessore Ponzio dice che a lui non 
resta che di ringraziare i consiglieri d* ogni 
parte del Consiglio per le parole che ebbero- 
per la proposta della Giunta. 

Il cons. De Marchi propone e il Consiglio 
approva un plauso ai tecnici, che con vero ci- 
vismo hanno prestato T opera loro a favore 
del Comune. 

La discussione è così chiusa : ed il Sin- 
daco dichiara di esser lieto dell' unanimità 
del Consiglio in una questione di così vitale 
importanza per la città. Esso accoglie l'ordine 
del giorno Manfredini, heto che su esso si 
raccolga 1' unanimità del Consiglio. 

E r ordine del giorno Manfredini è appro- 
vato a voti unanimi, con un'aggiunta, in cui 
si afferma che le deliberazioni sono prese in 
seguito alla relazione della Giunta. 

Trieste. — // bilancio dell' Officina del gaz, 
— Il Consiglio d'amministrazione dell'Officina 
del gaz ha pubblicato il bilancio prò 1905. 11 
conto utili e danni e gli allegati d' uso sono 
preceduti dalla seguente relazione al Consi- 
glio municipale : 

« L'esercizio della Officina comunale dei 
gaz illuminante dal i. gennaio al 31 dicembre 
1905 chiude il suo XLI bilancio con un utile 
di corone 920.759.14 per la sezione del gaz 
illuminante e corone 244.692.70 per la sezione 
dell'energia elettrica, assieme cor. 1.165.451.84^ 



— «7 - 



ale quali vanno a^K'^f^it^' ^<>r. 33.509.36 per 
pifiooe drlU fabbnca do) gai; e corone 5000 
per pMEionedcIb Centrale elettrica, risultando 
an ntì ' *Ii cor. 1.203.961.30, che, 

in co: ' conscguitd nfll'cscrci- 

xao ai fu di cor. 1.169.725.45 

ék on ,..^^. . .^-UiKt di cor. 33.235.75 per 
b gestione 1905. 

• Malgrado che nel presente esercìzio si 
«a fornita la energia elettrica per illumina- 
zione pubblica e per servui del Comune al 
prerto di cu^lo, il nsiiltato economico dcll'e- 
aercixìoe «oddus facente, ed il sempre maggior 
arìluppo che prende la nostra a/icnda (a ben 
pnasosticare per 1* avvenire. 

• Neil' esercizio 1905 \v nostre oflìcine 
pn>da>sero gaz m' 14.795.300 tn confronto di 
a* 13.226.600 prodotti nel 1904, ep(>crcià un 
wiQieotii di m' 1.568.700. Energia elettrica 
cfav, o. 3.400.000 in ct>nfronto dì chw. o. 
y$9Q,age\ prodotti ne! 1904, cpperciò un au- 
nenCo (li chw. o. 276.707. 

• Queste cifre indicano meglio di ogni 
«Miimmto la necessita di provvedere in breve 
ad iiMiii iiliin gli impianti di produzione. An 
che m queste' ";' si conservò il «olito 
e prudente r: ;i deprezz.'ire al saggio 
uguale il rapitale investito nelle installa/ioni, 
— ^"Mtori a nolo, mobili, utensili e tra'itfcirma- 

■.*r*.»gando a questo scopo complessiva- 
mcnie corone t5T.211.45. Le note esplicative 
«i diversi conti fatte in chiusa del oilancio. 
lodicano in modo evidente tutta l'attività della 
■oatra industria e ci dispensano di entrare in 
altre maggion spiegazioni. 

• Ci onoriamo perciò di proporre che 
fnaccia all'Inclito Consiglio municipale di de- 
Lbrrare: 

• 1. E* approvato il bilancio della Oflicina 
cmninale del gaz illuminante dal 1. gennaio 
al 31 dicembre 1905 per le due sezioni gaz 
ed energia elettrica, con un utile netto di 
cor. 1.300.961.30, di cui: 1. 165.451.84 di utile 
tm1u«tnalc e corone 37509.36 per (itto d» 

'ica. 

2. E' approvalo che il reddito indù- 
.»- venga ripartito nel mtKÌo seguente: 
(,8o ipialo somma riservata al 
■-. 24.870.47 quale seconda rata 
lamento della spesa incontrata per 
/...ne della fabbrica mattonelle, come da 
-crato delegatizio N. mag. 47in>-\'H: 
vof. 17-V81.78 al conto Cassa di previdenza 
d^li impiegati in ragione del 1 V « " .. sull'u 
Cile netto indicali>. Inoltre, in base al progetto 
A r^oUzione delle Casse di previdenza degli 
aDpèccati e degli operai, approvato nella se- 
lcia deirinclito Consiglio della città, in data 
libilo 1903, ed in conformità del decreto 
■^istratuale d.d. ai luglio 1903 N. 31051-Vtl, 
gi m ' oi ' i o devoluti ai rispettivi fondi 1 seguenti 
uuMHti: mr. 31 '649.39 per il contributo del 
3 •", Milla complessiva paga annua percepita 
4Ìtf li operai ; cor. 20^307.44 per la terza rata 
^olr 35 annualità da versarsi dal Comune 
per il tondo pensioni degli operai anziani ; 



cor. 7.587.96 per la tenn ratt delle 25 an- 
nualità da versarsi dal Comune per la Cas- 
sa di previdenza degli impiegati. Totale co- 
ronc X. 165.451.84. 

« E' fissato il capitale di esercizio anche 
per l'anno 1906 nella v>mma di cor. a.30oxx>o 
per le due oflicine. gazed energia elettrica *. 



La questione del gaz a Messina 



A Messina il servizio di illuminazione pub- 
blica e privata è fatto dalla società iuglci^c 
Coufinniffi/ i'nùm ('*ax ( omfinny, ccssionaria 
d'un Contratto che rimonta al 1868. 

In questo contralto era stabilito un prezzo 
per il gaz che. essendo stato ridotto succes- 
sivamente con contralto del 1887, resta fistiato 
a 20 centesimi il metro cubo per l'illumina- 
zione pubblica e a cent. 25 per quella privata; 
prezzo che non su|>era quello medio. 

L'autoritÀ comunale si é preoccupala di que- 
sta condizione di cose ed ha curato di valersi di 
aualchc facoltà contenuta nel primo contratto 
I concessione per richiedere la diminuzione 
del prezzo del gaz per l'illuminazione pub- 
blica e privata. 

Gli amministratori tìn dal 1862 intuirono 
che i progressi della scienza avrebbero po- 
tuto portare una economia nella spesa di 
fabbricazione del gaz e per ctmtratto stabi- 
lirono che quando la Società per sua inizia- 
tiva o dietro richiesta del comune ave^jic in- 
trodotto roetodif sistemi e processi più eco* 
nomici, r economia che se ne sarebbe con- 
seguita avrebbe dovuto in parte andare a 
vantaggio dei consumatori e del Comune. 

La Societi da qualche tempo ha intro- 
dotto, a quanto si diceva, economie nelle 
spese di fabbricazione del gaz, ma, alta ri- 
cniesta del Comune di ridurre i prezzi ha 
giustamente dimostralo come nulla u quasi 
nulla si era economizzato. 

L* amministrazione non volle conlentarn 
di una tale risposta, ed ha inizialo regolare 
giudizio per ottenere il pagamento della parte 
• secondo i si dice • di guadagno che, del 
contratto, va attribuita al Comune, a partire 
dal giorno In cui le economie si sarebbero ot- 
tenute. 

Le constatazioni tecniche nell' interesse 
del Comune sono >late fatte dal Sospi/io, 
fptr ÒHona forìuna titiia .Società tlel liaz, prt^ 
rhè ormai è <Hmo.itrnta la grandir... ca^rità 
gaenmttrira Hi ^ìttsio illnstrt perita, cht am 
Oimnirahile tndifffrrnza tiapprima puhékiiva eh* 
iì gaz arsta tfHattro crn/r.^titii #1/ «ir. ^ ^»i... 
(itrciotto centtstmt : rh* Mihblica neUe Htlatimti 
pei mitniciòi tia/i... cfrvfìlohri e vis via tiirrmin/ ; 
Io studio uella questione legale è stato fatto dal 
presidente del collegio della difesa del Co- 
mune, prof. Buscemi. e dati' ' Orioles, 
il quale ultimo sosterrà l.< e della 
causa avanti al c«>Uegto arbitrale, che sarà 
fatta a Roma. 



— 28 — 



Il R. Commissario cav. Cardin Fontana 
appena venuto a reggere questo comune si 
è preoccupato di questa questione, che riguar- 
da l'interesse pubblico e anche quello privato 
dei consumatori del gaz i quali sperano di 
vedere ridotto il prezzo del gaz. 

Egli perciò ha avuto varie conferenze 
con gli avvocati del Comune, e segue da vi- 
cino con vivo interesse tutte le fasi della ver- 
tenza. 

Trieste. — All'Ofiìcina del Gaz si sta oc- 
cupandosi per l'introduzione dell'orario inin- 
terrotto. Gr impiegati di questo Stabilimento 
avanzarono reiteratamente delle domande al 
Consiglio d' Amministrazione per ottenere 
r orario continuato ed oltre a motivi di ca- 
rattere generale addussero anche quello del 
vantaggio di un orario comune per tutte le 
sezioni {ufiici di fabbrica, uffici di ammini- 
strazione, e magazzino). Giorni or sono si 
portarono dal neo-eletto presidente del Con- 
siglio d' Amministrazione, onor. Richetti, al- 
cuni impiegati fra i più anziana a nome di 
tutto il corpo, rinnovandogli la domanda e 
pregandolo caldamente di voler influire col 
suo valido appoggio presso il Consiglio, di 
cui si sa che la maggioranza è favorevole. 

Con affabili parole ì'onor. Richetti accolse 
la deputazione e promise di trattare la que- 
stione dell'orario ininterrotto nella prima se- 
duta che avrà luogo tanto che si nutrono fon- 
datissime speranze che questo andrà in vigore 
ancora entro il corrente mese. 



GRONAGA DELL'INDUSTRIA DEL GAZ 

ED ELETTRICITÀ 

Acquaviva. — lUuminasioiìe pubblica. — Final- 
mente ;lopo ili essere stato lasciato il paese per circa 
quattro mesi ne! buìm, abbiamo vislo con piacere 
riacceiulere t fanali. I." illuminazione è a gaz aceti- 
lene, ma prodotto con altro sistema tli quelto prece- 
dente, però si giudica gncora troppt» mediocre per 
cui si prevede che non potrà funzionare a lungo. Ad 
ogni modo mand;i una discreia luce e, se contr.iria- 
menle alle previsioni si mantenesse costante e dura- 
tura, non ci sarebbe tanto male. 

Albano Laziale, — i^ucs clttMca. — Lii questione 
che più si a^ita in questo momento è quella della 
luce elettrica, che la cittadinanza vuole subito e che 
\' AmniinÌslrai:Lone confinale Kuimbra cerchi di ritar- 
dare Il piti possibile. 

I^T fiocj;! luce Jti lumi a petrolio discredita ormai 
la nostra Albano, posta fr,i Ariccia e Castel^andolfo, 
che sia ^fodono da tcmi|ioil ìitneficio della luce elet- 
trica. Al sindaco, alla tsiunta ì' ascoltare i lamenti 
del paese e il provvcdfrt? sybito per eliminare so- 
pialuttQ le continue disgrazie che accadono ai viag- 
giatori nel recarsi alla stazione ferroviaria per gli 
ultimi treni, scendendo la scalinata insuflicienieraente 
rischiarat;t da tre dt-lioli iampioni a petrolio. 

Barletta, — Per una causa vinta. — Siamo in 
grado di far conthSL'ure che 1' annejsa causa del Co- 
mune contro la Società del ^&/. — Societé d' Eclai- 
*nge — fc stata vinta in "1 ribimale dal Municipio. 

Ci viene assicurato che 1' Aouninistrazione co- 
munale, in via di transazione, sLt gitLiuido le basì 



perchè 1' illuminazione dei corsi e delle piazze prin- 
cipali sia trasformata in elettrica. 

Belluno. — // trionfo del Comune contro la Società 
elettrica. — E' stata pubblicata la sentenza nella 
causa civile, promossa dalla Società elettrica gfìne- 
vrina contro il Comune di Belluno, per far dichia- 
rare nullo e di nessun effetto il contratto, per il quale 
il Comune dì Belluno concedeva 1' appalto della illu- 
minazione pubblica e privata, e si assoggettava ad 
un canone annuo, a condizione che, dopo venti anni, 
il Comune stesso entrasse nel possesso e nell'eser- 
cizio dell'impianto elettrico. 

La Società ginevrina vantava la sua sicurezza dì 
vincere la causa, facendosi forte di recenti sentenze 
dì Cassazione. Già essa credeva e sperava di aver 
spogliato di ogni suo diritto il Comune, e di poter 
continuare il servizio della illuminazione pubblica. 

Ma l'amministrazione seppe prontamente e vali- 
damente affrontare la nuovissima questione e cosi 
bene istruire la causa, efiìcacemente aiutata dal sua 
procuratore avv. Luigi Sante e da altri eminenti av- 
vocati e giureconsulti, di guisa che un retto criterio- 
di equità e di giustizia guidò il giudice, in modo che 
il diritto e 1' interesse del Comune furono chiara- 
mente e fortemente affermati e dimostrati, in odio 
della Società. 

La sentenza del Tribunale di Belluno respinse 
r azione di nullità e condannò la Società Ginevrina 
nelle spese. 

Brisighella. — La luce elettrica. — Dopo un anna 
di lavoro e di lotte ebbe luogo l'inaugurazione del- 
l' illuminazione elettrica dovuta all' iniziativa del con- 
cittadino signor Claro Lega. 

Budapest. — Lo sciopero dei gasisti. — Gli operai 
delle officine del gaz abbandonarono il lavoro. Gli 
accenditori di fanali si misero pure in iscìopero. 

I^ maggior parte della città rimase al buio. 

Distaccamenti di fanteria e del genio furono in- 
viati a sorvegliare 1' officina del gaz. 

Estc. — Luce elettrica infame. — In... famedi..^ 
energia ; infame come quantità ; pare d' essere tor- 
nati ai lumicini ad olio ! Nella via maggiore V. E» 
con una quindicina di fanali si è quasi all' oscuro. 
Che siano questi i perfezionamenti apportatici dal- 
l' Adriatica. E si che il signor ingegnere g^ra tutto 
il giorno su e giù ! 

Francavilla a Mare. — Luce elettrica. — Fu inau- 
gurata ia luce elettrica, tra molte feste, molti suonr 
e molti applausi. 

Lugo (Romagna). — /lluminasione pubblica. — E* 
l'argomento d' attualità e d'interesse generale per la 
città che sempre più fa sentire il bisogno di essere 
riformato una buona volta e l' Amministrazione pre- 
murosa dei servizi pubblici, dopo più che un anno 
dal suo insediamento, il tutto fin d' ora si è risolto 
in un manifesto al pubblico esortandolo alla calma, 
e cioè star al buio, fino a che avesse studiato e ben 
ponderato le proposte fattele da diverse Ditte. — 
Intanto in paese vi è non poco malcontento per tale 
stato di co.se che da troppo perdura ; senza che an- 
cora nulla di concreto si sia risolto. — Abbiamo in 
paese la Ditta Mezoli e Clerici che a molti privati 
ed esercenti fornisce la luce elettrica e prima che il 
patrio Consiglio decida in proposito, pur tenendo 
conto dell' interesse del Municipio, bisognerà che 
si tenga calcolo del suo progetto perchè l'inizio di 
una soluzione pratica di questa vertenza nella città 



- 29 - 



■.-*i A.'.u Milla •suaccennata. Ora txii, M-ni|»r(.- ;il]<i 
":- -ti m.i )(((>("' mente svìlupp:ire il laviiro, a tht- 
*.*i :. uiuf^n'i ha ilecisii «li ridurre Kenfiitiil- 
-Tr .j laritfa. l'ali innovazioni si (k-t>bono all'at- 
ea • !<: M»;n'tri iti:^'. Koskì i* ragioniere Achille SiT- 
*.r a'iujimt-nu- prr|Nisti alla DirczJune della Dittii. 



— /, ■ inaufiurazion^ dell' illnminazioue 
^ --^ (-/:.>«/ — Ci>n niolt;! Holcnnità .si i- inauKurata 
_( ;■ t* '< i> .1 lilumina/ione ad acetilene. 

I'. 'mitii Mirprendente i la piazza del Comitato 
«•: I 't'.jt- --i-rsi Vittorio Kmanuele e 4 Aprile; nelle 
••■•«-<■ nd-irie U hirv t a.'v'ini sulficienie. 

ì.i •-•t-'ia/ione l'estanle si è riverKata tutta nelle 
*- : rn.ip.ili. jkt ammirare il imese .sfarzosamente 
.r-..r..il.. 

:►.?(•::• 'rr lUi lavori è stato il tfiovane intfegnere 

• ■; -ici.in-i C'-rradino. 

n— rfliff - IlluminazUme elettrica. — Restia un 
. V —:r'i • nuli onu-rilo fra i cittadini e si»criai menti- 
-.1 ;.tr*«-rii i-^nenii. (Wrclii- la luce elettrica viene 

■ j- 1 • -ti pTiiii.i delle 20..ÌO e tulta non più Cardi 

>-- ^».- vile kIì esercenti devono sc-rvirsii tlei lumi 

• ;-::.. l'I i- |K-r le vie della citta <]u:i.si quasi non ci 

Pilerao. — .Wn/^fiin di sa: acetilene in Piazza Hai- 

.-r / ■« ferito, " Per r inipri>vvisii e accidentale 

..; -■ .:•. .lì tin.i lampada a ;ra'. neeljlene. nel cine- 

-1-. tirai' ili piazza Itlitlaró, restava ferito l' impìe- 

f : Mt.'iii.i l-rancfsc«» ili Francesco, di anni ly. 

•■ r:.i: > all'o-pitale fu ilichiaralo guaribile in otto 

Pi»loia. - l.'jmfianto del naz. Togliamo dal 

.■■ ••■ . / Avvenire, «truano wH'ialista del rirconda- 

.!; l'i-'-iiia. il M-'Huente articolo : 

■ >: i li.i tutti i- sempre lamentata la assoluta 
-ir ..Mz.i. m-lla nostra città, ili un indirizzo indu- 
-T- .. • f ■ .inuiKTciale. apportatore di benessere e pro- 

- ■■ T T.i 

1 • iti-i:iiini>ira/ionì comunali che da parectrhi anni 
» -. :- . «.ii.ioluie nel trovcrno della ciwa pubblica. 
-.!■ . !.i haiuio fallo ]>er favorire un'industria qual- 
•..-.- . 'i- ■ i>mini-iassc a dare ai capitalisti pistoiesi ■ 
.-- ;.!.t'.i ri"n ilifrttiamo — quello spirito di inira- 
j^'. r.-ieii'a industriale che si verifica in molte citili 

; .itlitaie amministrazione capitanata dall' onore- 
t -;r<lac>> tianucci. |kt non smentire la tradizio- 
-..1 • -n-ij-ii-nza. ha (Kituto affermare le pili colossali 
--:...: t.i |nr ■•si.K-nlare 1' impianto del k^z. 

\ 1 . Sciamo francamente che quando il capo di 

.-.j :r:.. in una questione di utilità generale quale 

.- ;.. Ir: 'iAt -- si pronuncia nei termini come ha 

■ •: ■ t>«.;v l'inon-vnlf nostro simlaco — sarebl>e tanto 

j.: idii;n.Élo |K.-r tulli se quell ' flflflr-rtWr desse |m>- 
j<! A.XT'i amministratore. 

I- r ; ■ìomandiamo inTchè l'attuale amministra- 

i: -if :.:••: rnnlìnuare nelle via tortuos;i trai*ciata da 

.à:-,:::ini-tra\a allorclit si conceB.s(f 1' esercizio 

■' .1 m^riiia rleitrica alla • ll;inli e 'rorri(fii>ni » : 

.^.<..ne fatta ila chi non si curò di tutelare ffli 

-:• -■.■»-: riuni<-ìi>ali ? 

:-::»ndf toTM.- il sijjnor sindaco di jwtere /rjr(i/<ip- 
riar-f >.ir. c'intrìbuenti i>er mezzo dell' elettricità. 
■: i^r,.'.-- >jii<->tii Siirà esercita dal Comune? 
N.'-r.tf- ili più assurdo, 
■w- ù tfaz farà j/^i>AiJ!a i'4>ncorrenza alla luce e forza 

• -»::r'.. .1. sarà un Iwneficio ceno i>er i consumatori, 

■;ia'i <saranno numcrofi stante ìl ba.sso prezzo della 

^ r • drlla forza : rosa che non avranno mai dalla 

r>!TVj Hanti. la quale deve pn>durre 1' energìa a mezzo 



di-l vapoif non rs.sfndo l'isti>ia \ icìn.i .1 '•ot^'* mi ili 

< energia idraulica che poss;i dare l'elcttrìcit.! a pr)-/z<i 

' COSI basso ila Mippiani.in- d ì!a/. 

Kiman^'iiiio |H-ri-io sortii ipiil'i- s]HTan7<' di red- 
ilili che cerili il nostro sindai'o nutre |Hilere iilrvare 

, <lalla futura .izit-nda cletirii-a municipale K' )>ene 
notarlo, da 10 anni eh*- i: in fiui/ione e in mano di 
privali li.i p<K'i> sviliip|»iito : dandiK-i una M'ars.i illu- 
minazione delle aree pubbliche, una |>eKKÌore e co- 
stosa illuminazioni- ai privati che in enorme tna^'- 

, );ioranz.i sono costretti ad adittlarr tuttora l'illumina- 
zitme a petrolio o 1' acetilene. 

In queste condizioni un' amntinistra/ione com|M)- 
)M>.sta di criteri evoltiti e minlerni ha piNo da |K*n- 
sare al da farsi avendo la via tracciata: ciot- appro- 

! vazìtme dell' impianto dell' officina a Kaz : medi.iiitc 
oneri e contratti bene stu<Ìi.iti, tali che tutelino l'in- 
teresse' cittadino. 

Oppure esercizio diretto inimii-Ìp.ile del ( ìa/ome- 
tro (piando k* rondi/ioni del bil.ineio romunale lo 
|>crmettaiio: contrariiimente accollato conie abbiamo 
detto sopra all' impresa privata, cosa sempre più v.m- 
tat;f;ios-a |>er i ronlribueiili di quanto Siira l'esen i/io 

I della otlicina elettrica municipale. 

.Avremo cosi nell.i nostra citt.i lavoro da dare ai 
nostri o|H:rai ; introdurremo in tutte le famiglie una 
forte economia nelle spese di illuminazione e riscal- 
damento, favoriremo alle piccole industrie lo sviluppo 

; mediante tina forza motrice iti poco costo quale e it 
motore a ffaz. 

, .\ sostegno di quanto abbiamo detto trascriviamr» 

j dall'autorevole Rivista tecnica // (iaz. che si pub- 

' hlica a \'enezia, dei confronti sul costo dei vari si- 
stemi d' illuminazione. 

Pntltnaao. — Awrc r/ettn'ca. - \'eiinc costituita 
una .Società anonima per l.i illumina/ione elettrica. 
Fra le generali acclamazioni fu approvato lo statuto 
' e venne eletto il primo Consit;lio d'amministrazione 
• nelle persone di Matteo iloit. Lombardi, presidente; 
doti. Domenico Riccardi, siu-. Vito I.ippolis. cap. 
Giovanni (ìenco, Pietro Cbiarolla, consi^dieri ; lìolt. 
(ìiovanni l'ricci, itoti. (ìiovanni l.aterlta. siic. tiio- 
vanni Mi^nozzi, sindaci : (ìiovanni Literza fu (ìiu- 
seppe. Kic. (ìiovanni (ìuarniert. sindaci siqtplenti : 
cassiere Filippo de Niccolis. l.e persone chiamate a 
costituire il primo Consiglio di amniinislrazìoiif attì- 
danii che le operazioni preliminari di impianio sa- 
ranno completate con la inaK^iore .sollecitudine. 

Refflo CalaMa. — // CohsìxHo comuMitlc in .*. ctm- 
vocazione riapre la discussione sull,i nuova proposta 
I d' impianto di luce elettrica nel giardino l 'mfH'rto /. 
' fatta ilalla ititta Raimondi tìulli. 

Vi iirenduno parici c<uisìv:1ìitì De M,ircf>, (Jual* 
trone, Reitani, Lo l'resli e i'aviclianiti. 

Risponile a tutti esaurientemente 1' assi-s-sore De 
Navn, e doiKi es.scrsi concretato un emeiidamenlo al 
contratto con la Ditta, il Consiglio ad un.uiimit.i .ip- 
prova la projtosta. 

Salerno. ( n ini:i\i;nctt- worto iuimi»ati> — 

L'ing. Krrii-o hrusdein, rec.iinsi neirorticina del 
gazoinelro per verificare il contatore eli-ttnco. e morto 
fulminato. 

Taormlu. — I.u.e elettrica L.i luce I leitrica 

é un fatto ix>nipiuto e la ilbiininazione pubblica e 
privala riscuote le approva/ioni ili tulli, l-i sleKs.i 
StK:ieta assunse 1' im|H'Kno ikt l.i coslruzione di una 
funicolare, la qii.ile niellerebbe in coniunicazione 
immediata la città con l,i stazione ferroviaria sotto- 

■ stante. 

Ma dojMi due anni d.il cojl.uido ancor.i non si d.i 
principio ai lavori |>erchv si as|>etta che il Ctoxerni» 

; approvi il pn»j,'etto. 



_ 30 — 



Temi. — Scoppio di un gazotnetro di acetilene. — 
Nello stabilimento del Carburo di calcio a CoUestatte, 
con grande fragore scoppiò improvvisamente, per 
cause non bene accertate, un gazometro attiguo alla 
sezione imballaggio, dove lavorano molte donne. 

Fu grande fortuna che non si verificasse qualche 
grave disgrazia ; ad ogni modo lo spavento tra le 
operaie fu molto. 

Un fumo denso e soflTocanle penetrò nel capan- 
none degli imballaggi ostruendo le uscite ; si udirono 
delle grida altissime, alcune donne svennero. 

Accorsero subito il signor Londei, capo officina, 
il capo sala Camillo Bonifazi, gli operai Angelo Silvi, 
Angelo Faustini e Vespero Stecca e porsero il loro 
soccorso all'operaia Domenica Dellì e al sorvegliante 
Giuseppe Montanari che più degli altri erano minac- 
ciati da pericolo. 

Il signor Londei fece distribuire a tutti, per rin- 
cuorarli, vino e cognac. 

E mise la sua vettura a disposizione di un ope- 
raio, rimasto non gravemente ferito al capo, affin- 
chè potesse recarsi in città per le opportune medi- 
cature. 

Venezia. — A proposito di un esperimenU> di mo- 
tori a gaz poi'ero. — I giornali cittadini, con gran 
lusso di particolari, danno relazione di un esperi- 
mento fatto a bordo di un barcone, con un motore 
a gaz povero. Non e' è che dire ; il bacone filò tanto 
bene che... gli intervenuti si rallegrarono per l'esito 
dell' esperimento. 

E' certo però che dato l'esito dell' esperimento 
non è permesso per la serietà stessa dell' industria 
creare illusioni nocive, tanto più quando, come è a 
lutti noto, vi sono collegate a tale industria altre im- 
prese fluviali che non badano a spese, per convin- 
cere, colla positività dei fatti, il pubblico che vi è 
interessato. 

— il gaz alla Giudecca. — Sappiamo che fu co- 
stituita a Venezia una Società che si propone di 
esercitare l' industria del gaz e che fu già inoltrata 
al Municipio di Venezia la domanda di concessione 
per gli impianti nell'isola della Giudecca e Lido. 

Per il personale della Società del gaz al Consiglio 
comunale. — MUSATTI segnala un grave inconve- 
niente che avviene mentre pendono le trattative per 
la stipulazione del nuovo contratto fra il Municipio 
e la Società del gaz. Questa ha fatto ora nel suo 
personale dei licenziamenti maggiori del consueto, e 
cioè ben 14 più del solito e proprio adesso, mentre 
per il diminuito prezzo del gaz si prevede un maggior 
consumo ed è anche prossima la costruzione di un 
altro gazbmetro. Raccomanda quindi alla Giunta che 
nello stipulare il nuovo contratto si garantisca al per- 
sonale un organico. Raccomanda pure d' ottenere 
dalla Società che dovendo assumere nuovi operai pre- 
ferisca i licenziati. Infine raccomanda che i tre operai 
addetti alle lampade ad incandescenza, ed ora dipen- 
denti dal Municipio, non rimangano sul lastrico col 
nuovo contratto. 

Il SINDACO terrà conto di tutte queste racco- 
mandazioni nel contratto del quale si sta ora facendo 
la minuta. 



ACQUCDOCCI 

Agagliano. — Acquedotto, — I lavori per la co- 
struzione del pubblico acquedotto procedono con 
alacrità, in modo da dare affidamento che per il 
mese di settembre p. v. possa farsene la inaugura- 
zione. 



Albano Laziale. — Per l'acqtta di Secciano. — 
Sembra che la maggioranza dei consiglieri di Albano, 
abbia riconosciuta la transazione svantaggiosa per la 
nostra città, per ti rimborso che si approssimerebbe 
alle ottomila e perchè è provato che il cunicolo del- 
l' acqua e il suo sbocco trovansi in territorio di Al- 
bano. Intanto il nostro Consiglio non ha potuto con- 
vocarsi per mancanza di numero legale ed essendo- 
scaduto il termine del compromesso, ogni trattativa 
rimase annullata. 

Alblssola Marina. — Acqua potabile e luce elet- 
trica. — L' acqua potabile è ormai un fatto com- 
piuto e presto rallegrerà la popolazione albisolese, 
non pesando di essa sulle finanze comunali che il 
solo consumo. 

L' illuminazione elettrica diverrà essa pure tra 
non molto una realtà, attendendosi 1' approvazione 
del progetto da parte della Giunta Provinciale Am- 
ministrativa per stipulare il contratto con l' impresa 
Gavotti -Tenui -Guidotti. E 1' illuminazione elettrica 
costerà appena L. 500 annue in più dell'attuale illu- 
minazione petrolio, affatto inefficace. 

Aliminnsa. = Acqua pot(U>ile. — È da circa tre 
mesi che 1' acqua delle sorgive Sicli, in seguito ad 
analisi chimica e batteriologica dei relativi campioni^ 
fu dichiarata potabile e intanto non si sa compren- 
dere perchè da parte dell'ufficio sanitario provinciale 
ancora non se ne sia data comunicazione a questo- 
municipio. Non potendosi, a cagione di tale indugio, 
espletare sollecitamente le opportune pratiche per 
ottenere il decreto d' espropria per pubblica utilità, 
onde procedere alla ultimazione dei lavori per la 
conduttura di detta acqua, regna in paese vivo mal- 
contento, specialmente perchè si prevede una grande 
siccità. 

È sperabile quindi che 1' autorità tutoria voglia 
interessarsi del lamentato inconveniente, che va a de- 
trimento dell' igiene pubblica, rimuovendone la causa 
con cortese sollecitudine e ciò per evitare anche 
possibili disordini. 

Qttadttcale. - Le acque del Poggio. — Togliamo- 
dal Messaggero : (G.) Un lieto avvenimento è stato 
quello che si è compiuto in questa città, col ritorno 
delle acque del Poggio, leggiere, salutari, con nuova 
condottura allacciata in breve tempo. Dico ritorno, 
perchè da più secoli erano state abbandonate, men- 
tre ora con soddisfazione generale se ne arricchisce 
questo ameno luogo. 

Intanto si dà opera all' escavazione del fosso per 
l'altra condotta, proveniente dalla montagna Paterno 
« chiare, fresche e dolci acque » come direbbe il 
poeta. 

A questo proposito non posso lasciare di farmi 
eco di tardive lagnanze che si fanno sul cambia- 
mento del sistema di tubature. Mentre il progetto 
Bezzi, recava quelli uniti a piombo, ora invece si 
mettono in uso quelli detti a manicotto, colle estre- 
mità avvitate e tra esse un anello o collare di gomma,, 
non preferite dalla igiene. 

Io non voglio sapere che valore abbia la critica, 
rimarco solo con meraviglia la facilità con cui si è 
passati da un sistema ad un altro, con tutte le belle 
ragioni dell' ing. Blasì. Noto soltanto, come le fa- 
mose autorità tutorie, il Consiglio sanitario provin- 
ciale, abbiano messo il polverino con tanta facilità 
a deliberazioni che cambiano radicalmente il con- 
tratto di asta esponendo 1' amministrazione a liti, mi 
meraviglia l'autore del progetto che con altrettanta 
facilità dette il consenso alla radicale modificazione. 

L' impresa Silvetti affida, sotto ogni punto di vi- 
sta, ma non voglio credere che essa voglia rifiutare^ 



- 3» - 





li 



loo mila Un, m ti tn/vame chi 
dono! 
fkd t«Mo con blu ai|to ha. 
M taA péuitoMo. con fiinvrìià e rìcoiT, Al p«(l 
CBpiiotuo. Ma Dell' cvcov-oxionc ilei (ama, da 
Ir r>^-<-- •>■ ptmauaioa «Iti tutù, nella booU dd 
•licocio nano di fusione gmiaalana. 
■nto l'iuvcnimU da Gln.«co*i'. alla quantità di 
da altacctarc. ai lavufì ili iraraitzia «Ile «or- 
ai pctwifuUc ili Mfr\r|illanra durame 1 lavori, 
ta qtu)c. miiir è ora. dirouo nua ma 
4 livcna KvSdlifuìofkc. 

Si «a, biaocm aver pazicnca in qucau biangTU 
.^ ifc acqoF ptihhtiohr. Si 6 pur tanto fuifisttci, per- 
ha un quarto di wcoto ti fece aliru tulwi- 
da molti anni rma ìnaorvìbilc per 
«Jirmo coei. ^iicnuniir chevi mite air<«e- 
(iè lavori. Non k> rìpria anrhr questa volta 
£ic>>>ni • aJtrimrnti m Kiu^tificlietcbbc il 
di V' riprtuto »}icM(i |>cr ì tallì di 

tor^;... .....wto: «il comune Ai ha l'arami- 

che ai merita ! ». 

— /^ amdhttura delt acqtut at C<m- 
— ti c*tn»iÌKlicrc Mnrani h:i viva- 
: ra^oomaDdalo 1 lavori tlclln ct>nduiiura dcl- 
M d'Oriolo ed ebbe n dim>i«tmrr come 1' at- 
iittprcsi lavora col suo rnm'idn scn^a mcui 
e mateiiali <lifnncj[KÌ.)tt<1ii ri^^l ^l' intcrewl 
drl Cuainne e ÉBicen(V> pfrd» rr tcmp«i. I ainsigHeri 
fnacn. Fetrari e Jacoporci |>nrlnnr> pure contro quc- 
a «naaakme anormale di cnr 

CaMSk — Ln ^ttéstiime dfU'at-^tia poteÒiU im Con- 
agii» C««MiM/r- — A nome dello tìiunia rìrcrì l'ns- 
^■Bf* S-4eri. il quale partecipi^ ni Con^iicliu come 
mm finalrvetiir poiuio addivenire nll.i costìiuxione 
4'w» Coavjnù) coi a^muni di Brà e Koiwana per 
dell* acqua dalle Hor)centÌ del «jlle di 
Per ara sì tratta di (ut allc«tire il prvtrelto 
dì tale derivazione i per II che venne ilal 
ilrann prescelto 1* ìn^;. Michetangclo Ca- 
di Cuneo, cui « currinpoiiilcru il cumpcmio 
(*■ '»oo. \ji »pe«a fro i Comuni Interea- 

t: ripartita : per ta captjiziune dell' ac- 

ia pnjporzione della quuntilA di cui ugni Co- 
njrra v-aleni : |ier là cundtinuni, in ragione 
e della quantità e della distania dalla gal- 
dd Tenda al kinipjli Comuni. Queita riparti- 
aaMT wwrrà lanlo («er la %\t*r^i del poriteito quanto 
yar qwcBa dell' «aecuxione del medesimo. 

#iflDra. — A^ r M^ma ftofoM/t. — Ornud da 
^i^Ma pttpnbuiont. tt f» aeniira imperioao il biao- 
Ipw ddr acqua potabile. 

Cbm t ora oostretu a pruvvcdcrsi dell' acqua di 
^ pàemliy tcolu. c)>e fra pfico diventerti ita^Miinte; 
«4 «ai evi presto verranno immesse le acque della 
1^ ruaia e quella dei maceri Si mi che da 
e «alo prcaeniato air Amnii -nu- 

» paxigetiD per tentare Ut u- iilda 

trovata ncD' cscax'axronc f.ttt.i I'.inii<> M.'(>nK>. 
^ sa ptcsa twMéirt a» fmu ud uni non m t curata 
A 111 hi eseguire. F. fino a quando? Si vuol fonw 
cJw atano già imputridite le acque di cui 
S* CvxSa e pre»u> pcrcht il bÌiK>piu 
ed urvcnie ' Lt salute prima di tutto. 
-- .-fr^KifA» éttia condotta d' ai ^ma potahik. 
<Hrca r acquim^i della cpn- 
, Bliettanaa della Ntoile Cams 
Il in aiciiio n tale o^l: lierii 

oaCM^MI»' In mnai b MrM(H«ta iletla ' . ine 

\.* daua cuudutiura al 

' mandato alla (ìiunta 

-larr le norme ildl" .u'<)uÌiao 





-Ut" 



«afaiBre le 



di un piano finanziano per 



l'eftinrliine di un ul dettilo e |Ntr 1' UBlBcaiJone d<rt 
vari prvkliil comunali. 

IHociio Reallao. l'ma ftofvimxi^mf trmz' arfma. 

— yu*.-»U tra/i'Hir eh' ^ unn delle [>it| ìmporuntl 
del comune tji Rieti per le ri»«x>r rhe i>ffrr it il auo 
eiiteao territorio g cam| q(ia d'acqua nella rnantnr 
porte dell' anno e Dcf me«l di liijtlin e di ascoatn ne 

Iti di anno In anno rinnovann ivtnnre 
alle auiuriM tutorie ma queate pur ri<'(>i > 

loro rajriom e 1' impcltmie ncceuità di )i t. 

dnom nulla han fatto e laachmo che a qucuu |m>- 
IMjtazi'ini- pnivvrila. quando jfli axflprnda. Ginve Plti- 
vw. e quella (mi di Piedi muittno coiitrinite a dia- 
aelanii alle uciue del Velino ntin i»emprr llmpiile. 
non aempre priv-e di microbi e di icrriecio. tani/i 
da caKT «oventi* rifiuuic dateli atewii Imiti!... 
<>icni commento KuaAerel*be 

N^. — Ptr t' tittfUit potiìhiU. — 1 Iav'>ri [ler ì» 
nuova conduttura priM-tHluno in mo«lo da farci re* 
«tare, chi aa per quanto trmpo ancora, pri\*i <li ac* 
qua potabile. F. ciò grarie alla Kanccziut dei ni*!ftri 
amminLtiruiori rhe, col loro prutcramma economico 
aociale. t'iniranmi per lasciarci -seax' acqua e Kcnzn 
denaro, perche immeiiKo t il danno che ne riaen- 
tono i non f>ochÌ i^ltivatori di ortafilie. 

Le proteste della poptilazione *nno generali. 

Novi Uiw*. — Grandi érrhmsmà d' atfna ptr 
ia Ligutia e ptt (HrmonU. — • Nel giorni *i. 21 e 
>3 KitifCno e cominciata l' iatruttoria della domanda 
di derivazione di acqua dai Itacìni imbriferi del 
Lemme, dell' Albcdoaa del G^ircente, |»rc«tAtaui al 
Governo dall' ing. Bruno Stdvaiore, per una coati- 
tucnda Kocieta col cupiule di trenta milioni di lire 

Ix visite nelle località ai Violini dt N'oltaifjrio e 
Itella regione San (iiorgio. a Paroili l.ìv'ure ile) (jor- 
zente. furono diretie dal cav. i re 

capo del ){enÌo civile di Alewcn. . .\\- 

r ini». N<^, eil I relativi verlwli danuu alU> dvt- 
r IniervcniO dell'avvocato Marco GriHt-ro '1<-Ma no- 
atra citta. prcHidenlc. e dell' injt- Knric«> mi. 

membro della iJeputazione del Commrii" ^\\ 

e privati del versante «e tien (rionale, auusitti dall' in- 
gegner Biitolfi. dai cunaitflieri prv>vinciali di Novi e 
di Gavi come Carleito KattK'o e marchese Paolo 
Pipinola per la provincia di Alewandruv. In uni<Mie 
agli ingegneri provinciali Romì e b<nyatla del- 
l' avv, cav. Aquarone. dell' avv. Puccio, dell'avvo- 
cato Praaca. dell' avv Ami. dell' ini; l'avene per 11 
conte Murteo. dell' avv. 'l'avallino luirko e del 
gcom. Ralioglino pei nuirchcai Riaio. e di moW diri 
intercaliti. 

I tre laghi anificiali che l' ing- Bruno domaad^ 
di poter (omMre nei bacini del Lemme e del Gor 
sente mmio deatlnati a raccfigliere le acque dì iHctia 
ed a ctmvogltarlc tiel grande lago di Paroili Licore, 
il quale avrVt la capaiitn di aettauiuire milioni di 
metri cubi e aarà furmatn mediante lo aharTamcnio 
di una valle profonda e della Miperficie di tre mi- 
lioni e 500 mila mq., che m chiude a valle eoo uru 
ittretta rocciosa in cui ileduiiice e posa 1' .\ÌI»nl«MBi. 

Da qtieMo grande latn*. metlianle omdotte for- 
tate in cemento armato r canali iiro[»enì. viene di* 
retta per Francavilla Bivio. Basaluuo. LitCa, al cen* 
tro della Krutchfla. uve giun^ di^>o aver, eoo tm- 
portanti «alti, prodotto una nlcvame quantità di ener- 
gia cleHrica. 

II pnijjetto. che non manca d'awlacia, conM spe- 
culazione, {«are molto arrÌM-ltÌaio : i-erto presenta del 
gravi |>ericoli jiel refcime delle acipie ile) mudo ver- 
sante . epitcrcio nelle viftite «uildctie. mi iuania del- 
l' avv. Griderò, i verluili d' irtruttt>rta hanno dato 




— 32 — 



atto che sono concessi 40 giorni agli interessati per 
far pervenire i loro memoriali. 

I Comuni ed i privali che hanno diritti sul corso 
del Lemme e dell' Albedosa faranno opera saggia 
aderendo al Consorzio formatosi a seguito della con- 
cessione ottenuta dell' acquedotto Galliera sul Gor- 
zente ; al Consorzio pot spetta il non facile compito 
d'impedire che l'avvenire del nostro versante sìa 
ipotecato da ulteriori concessioni a scopo di specu- 
lazione. 

Speriamo che questo colossale lavoro — che ha 
un grande interesse piemontese — abbia il suo fe- 
lice compimento ». 

Portogruaro. — Acquedotto. — Finalmente il Ge- 
nio Civile ha approvato il progetto pel nostro Ac- 
quedotto, che è passato alla Prefettura per 1' appro- 
vazione del Consiglio Sanitario Provinciale prima e 
della Giunta amministrativa poi. Il nostro Sindaco 
appena avuta notizia di ciò scriveva al medico pro- 
vinciale dott. Wolner pregandolo di una sollecita 
evasione della pratica. 

Ravaausa. — Arrivo dell'acqua potabile. — Dopo 
due anni di ansiosa aspettativa è finalmente arrivata 
r acqua potabile in Ravanusa. 

La popolazione ne è entusiasta. Fatto segno ad 
entusiastiche acclamazioni di stima e simpatia da parte 
della intera popolazione è stato il direttore dei la- 
vori, ing. cav. Aurelio Ferrari, che alla costruzione 
della magnifica opera dedicò con adamantina lealtà 
tutte le energie del suo poderoso ingegno e della 
sua non comune perizia. 

Riposto. — Conduttura. — Si dice che l'Ammi- 
nistrazione comunale, in seguito a) rapporto della 
Commissione all' uopo incaricata, col quale si pro- 
poneva il rigetto dei tubi in cemento eseguiti già 
dall' Impresa della conduttura dell' acqua potabile, 
sia disposta proporre al Consiglio la sostituzione di 
essi con tubi in ghisa, ciò al solo obbietto di evi- 
tare un litigio. 

Malgrado ciò apporti una maggiore spesa al Co- 
mune, a noi non dispiacerebbe una tale sostituzione, 
se non pensas.sÌmo in quale condizione si metterà 
r Amministrazione comunale, la quale ben presto, con 
la minaccia di altre liti, sarà costretta accettare nuove 
e più gravi variazioni. Ad ogni modo noi crediamo 
opportuno mettere in guardia l'Amministrazione co- 
munale, la quale, siamo sicuri, non mancherà di tu- 
telare gli interessi di questa città. 

S. Bartolomeo la Gaìdo. — Mancanza di acqua. — 
Questo paese, mentre è circondato da ottime sor- 
genti di acque potabili, ne difetta nell' unica fontana 
pubblica. ,L' acqua comincia a mancare, con grande 
rammarico del popolo. Durante la siccità, la fon- 
tana si dissecca interamente, e la povera gente è 
costretta andare ad attìngere acqua inquinata molto 
lontano dall' abitato. Da diversi anni il Comune ha 
fatto canalizzare le acque delle adiacenze e trovatele 
ottime ha iniziato pratiche con diverse società per la 
costruzione di un acquedotto. Mentre le pratiche erano 
a buon punto con la «Società italiana» residente a 
Roma, si è saputo die essa, forse seccata del lungo 
carteggio, senza mai vedere nella capitale alcun rap- 
presentante del Comune, ha finito col rinunciare al- 
l' impegno preso ! 

S. Dona di Piave. — Acqua. — 11 piii semplice 
ma indispensabile degli elementi naturali rappresenta 
qui uno dei più complessi problemi di pubblica sol- 
lecitudine. Il municipio ha rinnovato l'esperimento 
per una derivazione a getto continuo in Piazza Mag- 
giore e dopo 70 metri di profondità sì credeva di 
aver ottenuto lo scopo ; ma il getto non fu che in- 
termittente e quindi si è ripreso lo scavo col propo- 
•sito di andar oltre i cento metri. Vedremo. 



Terraisial. — Acqua potabile. — II medico pro- 
vinciale prof. cav. Fortunato eseguì il prelevamento 
dell'acqua che dalla sorgente di Piano del Re, terri- 
torio di Partinìco, verrà incanalata fin nelP abitato 
di Terrassini. Le cinque fialette dell' acqua prele- 
vata sono state spedite al Laboratorio batteriologico 
del Ministero dell* Interno per esaminarne la bontà 
o meno. 

Torino. — // Consiglio di sanità e la questione 
dell' acqua potabile. — Sono giunti a Torino Ì sena- 
tori Paterno e Moriggia, membri del Consiglio su- 
periore di sanità e da questo delegati per una visita 
agli impianti della Società di acqua potabile di 
Torino. 

L' ispezione deve servire ad illuminare il parere 
del Consiglio di sanità circa il regolamento delibe- 
rato dal municipio di Torino e contro il quale la 
Società dell'acqua potabile ha fatto opposizione. 

I senatori Paterno e Moriggia hanno visitato gli 
impianti di Millefonti e la presa dell'acqua del San- 
gone. 

Udioe. — La Giunta comunale ha deliberato di 
proporre al Consiglio comunale 1' approvazione dei 
progetti sulle tubature per condotte d' acqua potabile 
alla parte esterna non ancora fornita di acqua e per 
la sostituzione dì tubature in ghisa di maggior dia- 
metro nelle vie Bersaglio, D'Arcano, Seminario, Ron- 
chi e Bergoglia. 

Venezia, — La questione dell' acquedotto. — Sap» 
piamo che la importante questione è oggetto di stu- 
dio da parte dell'Amministrazione comunale e cre- 
diamo anzi che si stia ancora procedendo a quella 
stima dell' impianto, che è prescritto dalla legge per 
portare la proposta di municipalizzazione all' esame 
del Consiglio. Sappiamo inoltre che la Compagnia 
francese che esercisce l'acquedotto, ha fatto compren- 
dere alla Giunta che è preparata a lottare con tutti 
i mezzi per conseguire dal riscatto le somme che 
pretende per legge. 



NOTA TRISTE 



Coll'animo addolorato annunciamo la grave 
perdita dell' amico carissimo 

Rag. LUIGI DE BARTDLDMEIS 

proprietario delle Officine Gaz di Alba e Rac- 
conigi, avvenuta a Bologna il 24 Luglio. 

Ai figli ing. Remo e Romolo, al fratello 
ragioniere Vittorio, alla famiglia e parenti 
tutti, le nostre più vive e sincere condo- 
glianze. 



Ricercasi fabbrica che costruisca 

Saturatori per la fabbricazione 
del Solfato d' Ammoniaca k «i k 

Offerte a: RUDOLF MOSSE ii STETTIN 



Demin Piktr<i, gerente responsabile 



Istituto V'eneto di Arti Grafiche - Venezia 



Venezia t' Settembre IQ06 



Anno V - N. 50 



TtLCfONO 826 



IL GAZ 



Trlefono 826 



WPnSTA TECNICA MENSILE ILLUSTRATA DELL'INDUSTRIA DEL QA2. DELL* ELETTRICITÀ. DEOU 

uKXTnom e della municipaliz/azione in italia mitKiiitKKittiKitKitv«v«ft 
^==' eoi TORE -Direttore Gap. VITTORIO CAL2AVARA ■ 



AlBONAMENTo Annui» L. 20 = Unione Postale L. 25 = Un numero» sri'AKAro L. 2 



IL XXXV CONGRESSO 
della Società delle Conferenze 

fra Gazisti d' Italia 

MILANO - 8ETTEMB'?E I90C 

n XXX\*" Congresso di questa Società 
anr^ luo^ a Milano dal io al 12 Settembre. 

Il gwrm. to, nel locale della Pith'inarf 
m^/ Arrmt^ vi sarà una seduta preliminare, 
sai trattamento dc^li afì'an interni della St>- 
octà; mnrlftfi ti Settembre, alle ore 9, nel 
alone della PrrvidtHZtì.iiU Espo^tztom, avrà 
fc*^^" I-, seduta utiictale, soliti la Presidenza 
e .. signor Sindaco di Milano: quindi 

«rr»; e» le comunieaj^ioni di vari soci: 

■MKt . <■ memorie presentate al Con- 

COCI0 «traordmano internazionale mdetto 
^JV% «i.«ri..ta delle Conferenze fra Gazisti 
t toltiiì ta, gita sul Lago di Como. 

—icuralo un larj^o concorso dì 
t 1. e siamo certi, che a questo 

C«<igm*rfi. vt a&si-ftterannu anche moltissimi 
fri gli italiani. 

I gajtisti che dcs^idcraftscro intervenire al 
C<a g r c»8 o »ono pregati di rivolgersi suhi/o 
li m^. mjf, F. hìtomhf, direttore generale 
4>fla ~ '- del Ga/ di Mìlmio, od a] si- 

^mmr _ . __ ng segretario della Società delle 
C m i feiTiu e fra t ^ajcisti d' Italia, direttore 
4efla Officina del Gaz di /ìrrsria. i quali si 
faranoo premura di mandar loro la tessera 
«d il programma del Congresso. 



Sèi quale omaggio ai Culleghi gazisti 
interveffgono a questo Congicssci, sia 
perei ■ co*a bella ed utile, inizio con 

qpesr - :..To la pubblicazione delle foto- 
pi^ dei GazLsti italiani. Comincio con quelle 
|ncbe che ho. domandando venia ai singoh 
Mdl>n della libertà che mi prendo nel pul>- 
ftficarc i loro ntracii — se gli altri colleghi 
■i (awnninno le loro folugrafìe mi farò pre- 
sura di pubblicarle nei prossimi numeri : 
cosa grata a me, ed anche ai lettori. 



I*nmu.\ ante omiiui il ne*»tore '" --ti 

italiani: il Presidente perpetuo deJi ut 

delle Conferenze Amichevoli fra gazigli d'I- 
talia: Giovanni Bonn, tne^tino» entrato in scr- 



(■•••«■tini U<>un 



vÌ2Ìo il I. Maggio tBu nella OHicina Gaz di 
Trieste: ove prestò P opera sua per 18 anni 
sia fra il personale dell' officina, come fra 
quello della Direzione. 

Nel 1871 passò all'Oflicina del Gaz di 
Firenze, dove per 15 anni copri il posto di 
cassiere. 

Dal 1885 t Direttore dell'Oflicina Gaz di 
Verona. 

Dal 1904 t^ Presitiniif PrrpfhM della Sio- 
cietà delle Conferenze fra 1 ga/isti di Italia. 

L' ingtenerr Frane fsfo Lofomòe, già al- 
lievo del Politecnico di Parigi, quindi per 
due anni della Scuola di applicazione di Fon- 
taineblau. da dme «oruva coi galloni di s<A~ 
totcnente d' artiglieria, e per 1 Mini mentì 
chiamato alla Scuola di Scalo Maggiore. 

Appassionato della chimica, abbandonava 
la carriera mditare, e nel 1904 venne a Mi- 



•^ 34 — 



lano quale Sotto Direttore Gntfrah della più 
importante otlicina a gaz d' Italia. 



\ 



N ' 



Ing. Fnni:«'»co Lncoatbe 

Ritiratosi da questa il cav. Solanges, alla 
fine del 1905, gli successe l' ing. 1-acombe 
cttnif Direttore Generale, ed in questo breve 
lasso di tempo seppe subito accaparrarsi la 
stima e la fiducia degli impiegati e degli 
operai. 

A lui spetta, quest'anno, T onore di pre- 
siedere il Congresso Gazistico. 

Di Feàtrico Laeng, trovo superflua la 
presentazione, conosciuto come è da tutti noi 
per il posto che occupa di Segretario della 
Società delle Conferenze fra i Gazisti ita- 



liani. Da ventidue anni è addetto all'Officina 
del Gaz di Brescia, prima come Amministra- 
tore, quindi come Direttore. La fotografia ce 
lo presenta come un burbero, ed invece è 
la più buona pasta d' uomo del mondo, come 
lo attesta la smccra affezione de' suoi dipen- 
denti. 



Il fotntuendatore Carlo ing. Pouchahì, ge- 
rente della Società Anglo-Romana per l' illu- 
minazione di Roma col gaz ed altri sistemi ; 
laureatosi ingegnere, cominciò la sua carriera 
modestamente, nella Ofìicina a gaz della «Bar- 
rière d'Italie » a Parigi, quindi passò a Lione,, 
neir officina Perrache. ' 



Conim. Carlo ing. rouclinin 

Nominato ». contre-maìtre » nuli' ofiicina 
di Napoli, dove era direttore suo padre, 
venne poi promosso in questa V'ico-Dìrettore. 

Nel 1864 fu incaricato della costruzione 
dell' oHìcina a gaz di Salerno; nei 1865 en- 
trava come ingegnere della Società Anglo- 
Romana, nella OMicina a gaz di Roma. Morto 
nel 1869 il gerente, si^. Shepherd, da allora 
fu nominato gerente di quella Società. 

Come tecnìctì quindi ha un servizio invi- 
diabile ; e non è di meno come ammimstra- 
iure, giacché tiene da 37 anni la gerenza di 
una Società, così potente, quale la Anglo-Ro- 
mana. 

[| conunemiaiore Leonida ing. Spreafico,\ 
non è nato gazi.sta. Nel '66 Io troviamo, coli 
grado di Tenente di arliglieria, in quelle 
campagne. Quindi da semplice ingegnere alle 
costruzioni ferroviarie raggiunse il grado di 
R. Ispettore Capo delle ferrovie. 

Nel 1884, venne a formar parte della 
nostra grande famiglia : poiché assunse l' in- 
terim per due anni della X^wczU^xm: della So- 
cietà Italiana per il gaz in Torino, sino a che 
r ing. Mariani potè assumerne la direzione : 
ritornando Egli alle ferrovie. Morto il Ma- 
riani il Consiglio d'Amministrazione di que- 
sta Società, che aveva avuto campo dì apprez- 
zare 1* alto valore del comm. Spreafico, Io 
volle a capo dell'azienda, nommandolo nel 
igo2 Direttore Generale. 



35 



n Commendatore Spreafiro *iuol dire 
prc, (kf il sMi sfato ai srrviow, ctmu ga- 
R. t motto p*n*tro\ ciò vi dice tutta U stia 



Eia. perche si sa bene quanta tattica e 
intrllif^enza necessitino, per coprire 
lente un similt- pi»sto, con sodaisfa- 

del pubblico, degli impiegati e degli 

BMOlStl. 

Il fov. rag, fiiacttirio Urna, Direttore 
Generale della Società Anonima Consuma- 



0»* ra« Clarnma BrrU 

•v) nx ài Torino, coadmvalore. in ispecte 
per U parte animinc^trativa. del compianto 
IBD fratrll". inf l.urgi, che aveva saputo 
pmtMtv .1 I attuate la Consumatori 

gM, v'-- luiiato. all'unanimità dagli a2Ìo- 

■rib. i ■ di questa Società. 



Se non ha un passato da n^ozinta. ha 
perù un programma per l'avvenire : inte* 
grarc l'opera Usciata r :a dal «uo fra* 

tello e seguire sempi- > che Egli ha 

cos) luminasamente tracciata, e che ha dato 
e dà tuttora cosi splendidi risultati. 

Il cai'. Emtiio l^brftoH, direttore della 
Società Civile per la illuminazione a gai 
della città di Venezia. 

Figlio di gasista, mosse i suoi primi 
pa.s*tì nella OtVicina gaz di Venezia. Appena 
compiuti gli studi tecnici, entrò nella Otlicma 
di 'Treviso» dove raggiunse il posto di £>i- 



C*v, MMàVkt UlmiMi 

rettore, che mantenne sino a che rolTicina 
venne gestita dalla Lionese. Passalo quindi 
come Vice-Direttore della Officina di Vene- 
zia, venne, alla morte del compianto inge- 
gnere R. Hartmann, nominato I)irellore in 
momenti piuttosto dillicili, e seppe coprire 
questo posto con non comune abilità. 

11 cftv. uff. E»trico Sossio, Di retto rendei la 



Officina Comunale del gajc di Trieste, uscito 



-36- 



dal Museo Industriate di Torino, entrò nella 
Olììcina gaz dell' Italiana pure di Torino — 
e da qui alla Oniciiia Comunale di Trieste 
— venne chiamato anche per peritn gazista, 
benché sìa un momiculus in terra caeconim, 
quantunque, alle volte usi andu- speciali lenti 
dj ingrandnuento. 

Il cnv. Franrr.sco /^uj^j^'tn, Direttore della 
OHirina del gaz di Messina. 

Eccoci davanti ad uno di quei tipi, che 
Io Smiles potrebbe includere nel suo aureo 
volume « Volere è potere ". Egli percorse 
tutta la carriera yazista. solo che per mento 
della sua ferrea volontà. Infatti da semplice 
commesso deirofììcina, che era nel 1869, nel 
'71 fu nominato conlabile, nell'Bó capo-con- 
tabile, nel '97 capo-ufiicio. nel 1903 Diret- 
tore. 



della Scuola di Applicazione degli ingegneri 
di Padova : per due anni fu poi assistente 
tecnico dell Officina Comunale di Trieste, 



Convinto che per essere gazista, ne- 
eesiiita dapprima essere chimico, nel '98 volle 
approfondire i suoi studi nella chimica, e 
coadiuvato dalla sua Signora, dedicandosi spe- 
cialmente allo studio dei fcrrocianuri, esco- 
gitava nuove analisi e nuovi metodi di estra- 
zioni' del cianogeno, allo stato di ferrocia- 
nuro di calcio, dalle esauste masse di depu- 
razione. 

Ricordo, che quando ebbi il j)iacere di 
visitarlo, la prima volta, nel suo uflicio, il suo 
più grande orgoglio, la sua più bella soddi- 
sfazione, fu quando ammirai il suo laborato- 
rio chimico. Quanti sacrifici, quante pene 
non gli costava quel laboratorio, ricco di ap- 
parecchi per analisi di gaz, dei quali alcuni 
non si trovano in alcuna delle nostre Uni- 
versità ! 

/J in^rfi^Hnf fiiiKsf/t/>f Lehfttu, direttore 
degli stabilimenti comunali otTicine : gaz, elet- 
tricità ed acquedotto di Pola. 

Triestino di nascita, si laureò a Monaco 
dì Baviera: assistente quindi del prof. Ciotto 



^\ 




dove ebbe occasione di elaborare cogli inge- 
gneri Oanniani e Z.villing nei progetti di am- 
pliamento di quella Officina. Nel 1904, era 
già Direttore della Officina ga? di Caserta: 
quindi degli stabilimenti comunali di Pota, 
dove ebbe campo di dimostrare la sua non 
comune capacita. In effetti mentre la Officina 
gaz di Pota produceva (quando ne assunse 
n Lebam la direzionei s^hi rhe ^00.000 m. e. 
annui, oggi sorpassò nella vendita i 2 mi- 
lioni, ed ora sta elaborando un nuovo pro- 
getto per r ampliamento della officina, por- 
tandone la produzione a 30.000 m. e. gior- 
nalieri. 

Fece il nuovo progetto dell' acquedotto 
per Pola, che ì* già in corso di esecuzione. 
Ideò e diresse la costruzione dell' officina 
elettrica comunale, la cui energia vien data 
da motori a gaz d'aspirazione, alimentati dal 
coke dell' officina gaz. 

^7. AL Peniìcf, nel 1861 entrava nella 
Amministrazione dell' Officina a gaz di Pa- 
lermo, quando questa era di proprietà del 
Favier. 

Nel 1896 copriva già il posto di ragio- 
niere-capo e con questo titolo venne assunto 
il I. gennaio 1899 dalla Società Italiana per 
il gaz, quando questa rilevava V otìicina di 
Palermo. 

Nel I. agosto 1902 chiamato alla Dire- 
zione Centrale della Società, a Torino, gli 
venne affidato 1' ufficio di controllo tecnico- 
amministrativo delle Officine dipendenti da 
questa Società. 

Col primo agosto 1904 venne delegato 
a rappresentare la Società per la consegna 
della Officina al Municipio di Palermo, con- 
segna tuttora in corso. 

Il 15 giugno di quest' anno il Consiglii 




" 37 - 



di Palermo, apprezzando ì suoi 



«cnli, la Dominava aii untmhmtà Direttore 
4cBft Azienda Comunale del gaz. 

— <»r, Ltotu Lthrrton, già Oiretlore della 

del gaz di Palermo — fratello del 

lente. 

Anch' egli ebbe agio di impratichirsi bene 

nostra industri, sia netl' Officina di 

che in quella di Treviso. Chiamato 

frc, in momenti piuttosto critici, la Of- 



^r. XjmOmt LcbfctMl 



di Palermo, dove aveva portata la sim- 
della proverbiale oonanetà ve- 
VMHB. oon potè resistere alla nostalgia 
éi suo paese, aggravatasi per lutto dome- 
#aL N^— ■— --^ìate però che egli voglia, come 
di' >are !»ugli allori: attivo ed in- 

^.i^nié. rmdolcn/a.... sciroccale non 
di certo a lungo fra noi. 



L'tMf*. Cario Cttmussi v ti più intrapren- 
dente ga/ista italiano. Nel «iuo attivo conta 
la costruzione di ben i3 iilficinr a gaz, in 
alcune delle quali e pure fortemente comte- 
rcssato. Nel novembre \<^^ costituì la So- 
cietà ing. C. Cattmazi f (\ con sede a Mi- 



Ing- Carlo C»wi n i l 

lano, capitale di L. 715.030 elevabile ad un 
milione. S(-o|K) della Società si è ra*i'«un/ione 
e costruzione di Ofl'k'ine a gaz. Gerente ed 
unico socio accomandatario h il Camuzzi, tutti 
gli altri soci sono accomandanti. Il Camuzzi 
è pure CoHSidtntf fatico della • Union des 
gaz " sino dal 1894, titolo che tiene «»// Ar>w>^ 
rrm e di cui va giUNt^incnte superbo. 

L' ing. Cario Cfsari, entrato nell'indu- 
stria del gaz nel 1899 a Modena : nel 1901 
a Milano, quale Capo fabbrica dell' Officina 
di S. Celso: nel 1903 eletto per ronourso a 



i 



taf. Cute Cmh« 

costruzione 



Forh per U costruzione e direzione delle 
OHìcinc ^ajc ed ac(|uedt>t(ii; dal 190^ inivasì 
quale Otrttiort litìia ComfHt^ma l ^suvuina 



Meridiotìaìf tifi gas e deir elettricità. È uno 
fra ì pochissimi gazisti italiani che abbia dato 
qualche sun stiiclio alle stampe. 

Ricordo di lui le «Ricerche di fotometria 
folo^ratìca ; l'Analisi termo-chimica del gaz 
illuminante : la Tavola grafica sul calcolo delle 
condotture ; l'Acquedcitto per la Città di Forlì; 
il Progetto di acquedotto per la città di Ca- 
strocaro e Terra del Sole ; le Relazioni fra 
la scarica dei condensatori e lo smorzamento 
dei galvanomelri ". 

L' ingegni ere Henry Carlo Kros, Direttore 
della Società Italiana "già Siry Lizars e C. dì 
Siry Cliattion & C. 

V. giusto che in questa serie di cenni 
biografici vi siano compresi anche quelli di 



luijcKttcìc Kcuiy Cittì» Ktit<- 

quegli industriali che ci coadiuvano in lutti 
i riiodi. atVme il gaz abbia a corrispondere 
allo scopo pel quale viene fabbricatu, 

L' ing. Kros, figlio del Direttore dell'Of- 
ficina gaz dell' Aja. olandese di nascita, dopo 
essersi laureato nel 1893 al Politecnico di 
Delft, entrò al servizio della Thomson Hou- 
ston a Parigi, che gli aflidava vari impianti 
di trazione elettrica in Italia, fra i quali quello 
di Roma e di Firenze. 

Nel 1900 passò alla Siry Lizars e C. dove 
trovò campo di impratichirsi bene dei vari 
apparecchi da gaz, sia di quelli per officine, 
sia di quelli per i privati, al punto che in 
seguito al decesso del cav. Guasco, la Società 
Siry Chamon gli alTidava la Direzione gene- 
rale per l' Italia. 

L' ittgegnere Eugenio ViatuUo, Direttore 
dei servizi comunali Acquedotto e Gaz di 
Padova. 

Appena laureato, nel settembre '97 venne 
assunto come assistente presso la direzione 
dell'Acquedotto : e nel giugno '900 la Giunta 
Comunale gli allìdava pure V incarico di 
ispettore tecnico dell' azienda del gaz. 

Abbinati i ser\'izi acquedotto e gaz nel 



giugno 1901, il Consiglio Comunale lo nomi- _ 
nava — senza concorso — Vice -Direttore, ■ 

u in merito, come si espresse il Relatore nel 
Consiglio, alle qualità ed attitudini speciali 
che l'ingegnere Vianello ha dimostrate nel- 



Tesercizio di incarichi delicati, nei quali l'in 
gegno, la coltura, l' operosità, la diligenza^ 
mise a profitto dell' interesse Comunale »■. 

Quando nel giugno 1903 venne cosi in- 
tempestivamente licenziato il compianto Di- 
rettore di quella azienda, l'ing. Giulio Oref- 
fice. la Giunta Comunale incaricò l' ing. Via-, 
nello ad assumere la direzione delle due 
aziende. 

Il 19 luglio p. p. il Consiglio Comunale^ 
lo nominava — senza concorso — Direttore^ 
dei servizi comunali gaz ed acquedotto. 

E per ultimo di questa prima serie mi 
permetto presentarvi anche la mia fotografia. 



_^ 



rRirilano VUlorlu Calnvua 



Cosi i pochi che non mi conoscono ancoi 
di persona, potranno formarsi un'idea di que- 
sto indipendente della nostra industria, ch( 
abbandonato l' Oceano, si dette allo studi( 



- 39 - 



dd gat, Milo {HTrbc*.... lutti lo C(M)SlgliaVkl(lU 

b»pe relrttnriia. 

|nilil»lira/ìt>ni m I,' iiuiustna dfl 
.•ìiite ; I »n>/on a f;m tifila pni- 
: i motori a j^az e ta monof^afia liet ntri 
*T sono lavori che voi tropm) brnifjna- 
ite accoglieste ; gli impianti delle Onicint* 
a gmx di 7ifu/ia /\t/estnr, di l.rniiinara, di 
Mtrmitdn/a. di itn^tlif Emiiio, di (rtt/o, sono 
Ift a testimoniare come volendo, si pffssn riu- 
scirv ; questa Rtfticta. poi, che so da voi cosi 
favore volm ente accolta, mi è sommamente 
ora '"■ mt tiene in continua corrispon- 

den/. tuttj vui, benigni lettori. 



PARTE CECniCA 

Un £iudizio sui Motori a gaz 

di V. CAL2AVARA 

Uorloo-pratìco dei motsri a gaz di corbosa 
feHD*-M«UI«n«-p«troU3-aIoool 
con 
dti guoganl per gaz. d* acqua, gaz 
povero, gaz Riche, gaz degli Alti forni, gaz 
Dowson, gaz Stracne. gaz Delwich-Flei- 
scher, gaz Slrong, gaz Jonkers. gaz d'aria, 
(mz Siemens, gaz Otto ecc. 
«poi ad afpixiuiono Bi^nier. Taylor, Len- 
caucbez. Picrs.m, Wintcrthur ecc. 

a oombaitìon» roT9soiata. 

■atoriduUori - Carburatori. 



Tonno il 19 agosto 1906. 

Egregio Signor 

Capit. Vrrroiuo Cauavara 

Venezia 

J/» frrm€tta anzitutto che Le prtstnti 1 miei 
feri e fivi contftiimntti f>fr iì suo Mannaie 
a gas che ha teste ptthblieato, e che 
affrettata lef»gerr nm vivo interesse. 
P^ Ln sarit vira ia ^^ratitttdine di quanti si 
di gaa in italia, § di quanti dei'ono 
trv^fVt constatare con Lei, eonte /a rottura 
maceria, sia />imo genera/e, e conte 
acctssiòi/e so/tanfo ai fé persone cotte, 
■ '.HO mezzi per p</terseia forntarf su 
a/rmMtrri, Oitre a riempire una lactma, 
km M^ttio rtndere ancora un grantie ser- 
nsÉ» ^gii sfmdiosi. fornendo ii sito succinto 
M^mÈ^t di tata ricchissima l>Ìlt{iografia : td 
M ptw a primo, e come gactsta e conte i/aiiano, 
ggprùmrh ia mia riconosctH*a, 
y^iia grmdire i sensi deila mia piit pro- 

aìuma. 

Suo obài."^ 

Ing. Giovanni Boelu^ 

■ - r^-i-rn 4iiU Socittk JlAlUut per U Gai la TocIm. 



lilluiìiinazione privata e pubblica In Roma 

t II 204* preposti II CoBSlKlIo Ctiiiill 



Lo spinto modern<i. che alrggin in m.»do 
speciale, ^ulla nostra Itali», che, per mento 
dei suoi figli, progredisce, imponendosi, in 
tutti i campi delle scienze, si <> Termato pure 
anche «ìu una nuova forma giuridica ed eco- 
nomica di alta giustizia ideale. 

Io non so se si debba )iiu all'ingegno acuto 
del Giolitti, od allH calda, appassionata pan.)ta 
del Maioran», se la legge sulla municipaliz- 
zaxtone dei pubblici servizi, sia in of;gi, qui 
da noi. un fatto compiul'i: frir>e la d' abbiamo 
e all' uno e all' altro. Ma a me sembra che la 
vittoria spetti piuttosto al Majorana che seppi-, 
ricco del suo entusiasmo meridionale, colla 
affascinante parola, vincere la nordica fred- 

I dezza del Giitlilti, e far volare una legge, che 

; quantunque « rappresenti una vittoria delia 
concessione storira detta St*» ietti, ron/m ia con- 

. cessione individuai ts fa r nteccantca, rappresen- 

I tata dai diritto romant*. e dati' ecotujmut clas- 
sica », pure, come è formulata, non raggiunge 

j il suo scopo. 

i E di CIÒ, come vedremo nel seguito di 
questi appunti, che detto per uno studio mo* 

t tivato, che intendo fare sulla nota Legge 29 
mar/o 1903. potr6 citare più dì qualche caso, 
che ct>nterma il mio asserto. 

Ma in soffermo ora il mio pensiero sur un 
fatto, che per ì gazisti, in special modo, ha 
una grave importanza : intendo cio^ parlare 
sulla questione della iHuminazione puohÌÌca e 
privata dt Roma, questione che da più mesi 
dette campo a forti intelllgon/e di creare una 
agitazione sentita, e che minaccia di trasci- 
nare lo spirito pubblico sur una pista che 
necessita studiare se sia falsa od errata. 

Quando in una cittA come Roma, che da 
tulli gli Italiani viene, e gaistamenii", guar- 
data come il faro della nostra civiltà, in uuella 
Roma dove convengono tutte le più belle m- 
telligenze italiane, si promuove una simile 
agitazione, è ovvio che pure i modesti stu- 
diosi della nostra industria, al' -1 esser 
allarmati e rivolgano la loro .. no ed i 
loro studi su quanto in proposito viene coli 
pubblicato. 

Imperocché Roma detta e drve dettetre U 
legge, perchè 1* Italia abbia a surgere anche 
su tal punto al posto che le si compete. E' 
dovere quindi di ogni italiano di portare il 
contributo, per quanto modesto, de* suoi studi, 
aflinc tale principio non abbia mai a venir 
meno. 

Ed è con tali sensi che 10 intendo debbano 
essere lette queste mie considerazioni, dettale 
con l'animo sgombro di ogni preoccupazione, 
che va ricercando solo quelle soluzioni che 
meglio corrispondano all'uiilitì generale, senza 
preoccuparmi cioè, se con ciò possa recare 
un danno od un utile, a quegli industriali, 
che r umorismo del Lucchini, nulle sue • Que- 



— 40 — 



stioni di Diritto " defini il « carbonarismo in- 
dustriale delle Società Anonime n. 

Per formarsi quindi un giusto, esatto, im- 

f)arziale criterio del come si sia sviluppata 
'industria della illuminazione pubblica a Roma, 
necessita riassumere, nei principali punti, i 
Contratti che il Municipio di Roma stipulò 
colla Società Auirla-Roninna per l'Illuminazione 
di Roma col i^a: ed altri sistemi : e dallo stu- 
dio di questi contratti e probabile che emer- 
gano quelle cause, che forse si avrebbero po- 
tuto eliminare. Il riassunto dei contratti Io 
tolgo dalla pubblicazione: S. P. O. R. Con- 
tratti per r illuminazione con la Società Anglo- 
Romana — Roma, Tipografia ditta Ludovico 
Cecchini ignó favoritomi, colla usuale cortesia, 
dall' Illustrissimo sig. Sindaco di Roma. 



Non mi è dato conoscere il primo Con- 
tratto stipulato fra la città di Roma e la Com- 
pagnia Inglese, costituitasi a Londra il 12 feb- 
braio 1849, concessionaria dell' anteriore Con- 
tratto 3 Dicembre 1847, e che ratificò il con- 
tratto il 30 Luglio 1852, fondendosi poi nella 
Società Anglo-Romana per illuminazione a gaz, 
come da atto privato 23 Agosto 1852. 

La pubblicazione, di cui feci cenno più 
sopra, parte dal Capitolato 1867. Ma, a quanto 
risulta dalla " Monografia sulla Illuminazione 
di Roma 1854-1904 dell' ing. L. Cei » — la 
prima illuminazione a gaz a Roma la si ebbe 
nel 1854 ; quantuneue da un articolo pubbli- 
cato nel " Messaggero » di Roma di quest'anno 
si dica che « alle 7 di sera del primo gen- 
naio 18^5, strada papale, le piazze di S. Marco 
e del Gesù e il Corso per la prima volta ven- 
nero rischiarate dalle fiammelle tremolanti e 
giallognole che Parigi e Londra, tanto tempo 
. prima, avevano salutate come foriere del pro- 
gresso e della civiltà ". 

I contratti 1867-1870-1881-1898 che riflet- 
, tono r illuminazione a gaz hanno i seguenti 
capisaldi : 

I." La Società Anglo-Romana ha il diritto 
privativo di stabilire e conservare le condut- 
ture ed i tubi di circolazione, diramazione e 
somministrazione Aq\ solo gaz idrogeno carbu- 
rato per r illuminazione e riscaldamento sotto 
il suolo pubblico delle strade e piazze comu- 
nali di Roma sino al 30 giugno 1928. 

2." Facoltà nel Comune di Roma di espe- 
rimentare, a sue spese, qualunque altro siste- 
ma atto a produrre illuminazione e riscalda- 
mento, congiuntamente o separatamente, ma 
però sopra un tratto non superiore ai 500 
metri. 

3." Il Comune potrà esigere che la Società 
porti nella fabbricazione, purificazione e di- 
stribuzione del gaz, quelle modificazioni che 
^venissero dalla pratica riscontrate convenienti 
ed utili : compensando la Società, nel caso, il 
prodotto costasse più dell'attuale : od inver- 
samente. 

4." II Comune avrà il diritto di adottare 
-in ogni tempo, tanto per uso pubblico che 



privato, quel qualunque altro sistema di illu- 
minazione e riscaldamento che non sia il gaz; 
salvo alla Società il diritto di preferenza a 
parità di condizioni. Se la Società non si varrà 
del diritto di prelazione, il Comune sarà libero 
di abbandonare precariamente o definitiva- 
mente la illuminazione a gaz in vigore, e attuare 
o far attuare il nuovo sistema da chi e come 
meglio crederà più opportuno. 

5." Facoltà nel Comune di adottare o far 
adottare per i fanali pubblici qualsiasi tipo di 
becco : compensando la Società, o viceversa, 
a seconda del maggior o minor consumo di 
gaz, in confronto dell'attuale. 

6." Il Comune per concorrere nelle spese 
di manutenzione dei fanali pubblici corrispon- 
de alla Società lire quattro per fanale annuo. 

7." Facoltà alla Società di afìittare o ven- 
dere il contatore in base ad una tariffa appro- 
vata dal Municipio, con esclusione alla So- 
cietà della sola presa stradale fino al contatore. 
La fornitura degli apparecchi, ed installazioni 
private e pubbliche, libere a chiunque. An- 
nuale revisione della tariffa concordata fra 
Comune e Società per i lavori che questa 
facesse pei privati a tariffa. 

8.'^ Prezzo di vendita del gaz a datare dal 
I. luglio 1903 sino al 30 giugno 1908: pel 
Comune a centesimi diciasette per illumina- 
zione pubblica, per gli altri usi al prezzo dei 
privati. Per le opere pie ed istituzioni pub- 
bliche di beneficenza a cent. 17. 

Pei privati sino al 30 giugno 1908 per 
illuminazione a cent. 21, per gli altri usi a 
cent. 16. 

Pel Comune per illuminazione pubblica 
dal I. luglio 1908 sino al 30 giugno 1913 a 
cent. 16. 

Pei privati per illuminazione dal i. luglio 
1908 sino al 30 giugno 1918 a cent. 20, per 
gli altri usi a cent. 15. 

Pel Comune per illuminazione pubblica 
dal I. luglio 1913 sino al 30 giugno 1928 a 
cent. 15. 

Pei privati per illuminazione dal 1. luglio 
1918 al 30 giugno 1928 a cent. 19, per gli 
altri usi a cent. 14. 

Tutti questi prezzi sono suscettibili di 
aumento e di diminuzione, qualora il costo 
del fossile, in oflìcina a Roma, non sia supe- 
riore alle L. 32 o inferiore alle L. 27 per tonn. 
per una durata non inferiore di 6 mesi. Per 
ogni tre lire di variazione in più o meno si 
aumenterà o diminuirà il prezzo del me. del 
gaz di un centesimo. 

9." Facoltà nel Comune di far estendere 
la tubazione extra perimetro, garantendo un. 
fanale pubblico, od una fiamma privata, ogni 
otto metri. 

IO." Se per tre volte la Società siasi fatta 
costringere con liti alia piena osservanza di 
uno degli articoli : jg (facoltà nel Comune di 
estendere la tubazione extra perimetro) yj 
obbligo della Società di somministrare il gaz 
ai privati che abbiano anticipato il consumo di 
almeno due mesi) art. 61 (prezzo del gaz), il 



.■fer 



'■n^mrtf c'fi vrmplicr diffida, avrà dintlo dì 
ntra»to. 
... net Comune, allo spirare delta 
di rilevare tutto l' impianto, a 
pagabile in 5 anni, 
-ali.» !8<>8 la" S«»ricta ha fa- 
s,ua ollicìna lì r*iz 
_ .!; huratcd-Walcr-Cìas) 
al sax di carbone fossile sino 
i drl y) V»' Se con tale sistema 
iiiimta snt costo drl gaz, in 
' a diminuire i prezzi 
lime rhr ai privati. 

f( anttnuaj 



snffi riente. UTaodo bene 11 precipitato eh^ «I 
forma con svolKtmcnio d'arido larhonno r mcl- 
Icndo il precipitato In sospcnst«»nr nt'Il.i roluu 
quaniìtA di soluzione dì potaMui. 

Conscr^-ato luorì del contatto dell' nriii, U 

' precipitalo consiste in carbonato ferroso basico 

Fé CO.' Fé {OM«t. In questa cnmbinaiinne l'arido 



^YJ»»' 



vrnd 



MMcazJone del cianogeno per via umida 

e fabbricazione dei cianuri 

1. indiutria dei composti del ciaooucno paò 
iMcrrteare vcrumcnie quella del gaz, che in jia- 
bi non sempre ha raggiunto quei pcrlVrlona- 
■mti de<(ìiJf r.-ibili !tpi.-ct:Uinrntc dal puntu di 
lina dell ' 'loiK' dei prodotti ^«'cond^irì. 

K*rrni ii conoscere ai nosin lettori: 

• La prcfMiraitone del ctano)fL>no per vìa umida 
j pcoado KnuMnurh • notn di Jorissen e Kutten(l), 
e - la fabbri^a/ione dei cianuri • dì L. GrOfr- 

Cooitaciamo dalla prima : 
t. tarpar asiotte del cÌauo/(efio per vìa utnùJtt 
t^mtlt» K'HHbittucM. In questo articolo ci pro- 
mo di descrivere le prove che abbiamo 
fini! tiicnto del cianoK^cno. come tu 

< fHr» t« v: ' noi nel novembre 1^i)l netl'of- 

iìclaa del tiAi dì La Maye 'i|. 

U proa<*^so itrguilo non (• insomma che una 
^mSiftcaxione del processo Knublauch. Nella 
^lIa d'ui processo industriale. bisoRniivn te- 
Ci*au. del fatto che 1" ammoniaca doveva 
liberata allo stato d'acqua ammoniacale 
itrata. I)i pib era desiderabile di avere la 
iitoae dH cianogeno sotto forma di fcr- 
di potassio 
G » m i p ò sÌM Ìt<me éei ga^. U gAZ non depu- 
ne in medta lCf> grammi di ammoniaca 
. v-^,.immi di acido cianidrico per KD mclh 
e di pia, 2-3*. in volume d'acido rarbo- 
"iftiro e pJb di 1 ' . in volume di idrogeno solfo- 
rato, o^via 40QO-tiOOD grammi d'acido cjirbunico 
iinnif d'idrogeno sollorato per 100 me- 

u, 

dopo r cllminulooe del catrame il gaa i 
mKmo in ' in un lavatoio a naftalina ed 

s eraaogi.. ma Kirkham col liquidi.! d' a»- 

rnctim. 
Lomp^siaioHé 4tt iiquido d'assorbimento. - 
& prepara questo liquido precipitando una so- 
di «olfaio ferròco con U soda in eccesso 

«i lai CMbdnctaHC mmi Vlmmtnnnanmt. voL XLVl. 
"«MI I fcMIIiii Ha*, pie Ha 
-.*«tf W *• «MOttr «f ^ÉMtnl iMtaMry XXII. inik ut : 
bfw t^^ r««. •■»- 
«V h» Il 4matimm ihUKlUli M MtiJo »«lfn I a«ll«i, 
Ma Cm rma. ti» • J — ■! «f pMmMfc». t» 



carbonico si trova nel rapporto di 



!• 



-03^ 



L'analisi del precipitato leggermente ossi- 
dato ha dato, 0.174 ur. CO» e 0^» gr. Fé» O', 
ossia *,',|^' = 0.42; in prc**ipitato più profonda- 
mente ossidato si è trovato OJf^ gr CO* e 0J33t 
gr Fc O', ossia ^^' — tì^\ Nel primo precipi- 
tato L'i % cirai sono ^tali ossidati, nel M-condo 
33 */m circa L' ossidazione comincia dalla por- 
«lone Ke fOH),. 

Il carbonaio Ic^rroM) basico ù slato preparato 
partendo da **^ chili circa i » ferroio, e 

qucKia quanlit.'i basta con :i>' ItdipolaMO 

a produrre da 3 a o metri cubi di liquido d'as- 
sorbimento Solo piccole quantità d'acido carbo- 
nico e d'idrogeno solforato sono ritenute nell'e- 
puratore, in modo durevoli-, come lo prova l'a- 
nalisi del gaz prima e dopo il suo paesaggio at- 
traverso l'epuratore. 

I gaz solubili danno origine nel liquido a pili 
corpi o ni loro ioni; tradì essi il ferrocianuro di 
potassio è il più impurunte. 

II pnn-ipltato ritiene anche del solfuro di 
ferro, del bleu di l*rus*ia (AiH-) FcFe(CAx)» 
e K' le. Fc -CAi) . 

Vtiiiseaaione det ÌU/hMo é' aMorbimeuto 
esaurito, aita prefiaraciour tiri ferroiitttturo di 
potassio e d' ammonio Liquido e precipitato 

vengono sottome*»»! all'azione del ga» tinche pov 
sono essere considerati come saturi. Il liquido ò 
sottomesso allora ad un filtro a pressione e la 
soluzione chiara viene versala in un apparecchio 
distillaiure di Feldmann modificato, da dove esce 
esente d'ammoni.ic.». 

Nella diKtillaziom' dell'ammoniaca, che si 
condensa sotto forma d'acqua ammoniacale eoo- 
centrata, si torma nel liquido una piccola quan- 
tità d'un precipitato composto in maggior p.irtc 
da ferrofcrricianuro di ammonio e di (crrofer- 
ricianuro di potassio. 

Si rtcttpera questo precipitato e il liquido 
ancor caldo è immediatamente concentrato net 
vuoto tinche ha la forza voluui. 

Per cristaliizazione e rìcristalltzzazitme si 
ottiene Analmente d<-l fiTrorìanun) di potassio 
purissimo. 

t,>uantii alle combinazioni cì:ì- ront»*- 

nute nel panello compresso.;»! ti ' loquasi 

quantitativamente in ferrocianuro di potaitsio per 
mezzo d' una soluzione conceDlratn di idrato di 
potassio, mentre si ottiene come prodotto secon- 
dario >' ' I ammoniacale. 

L' ■ , -m: \\ fa in una caldaia provrlsta 

d*nn apparecchio agitatore e d' ona doppia co- 
pertura. 

Il liquido ottenuto e riunito alle altre aoln- 
ziotil di ferrocianuro di potassio, r (I lutto ò con- 
centrato, mentre tutte le liscive rimaste sono 
aaoramente adoperate nell'epuratore Noa vi 



n 



i 



— 42 — 



sono detrìti ; una volta all' anno le liscive sono 
interamente sbarazzate dalle materie estranee 
lasciate dai prodotti chimici adoperati, e di più 
si eliminano ogni tanto per cristallizzazione fra- 
zionata le piccole quantità di solfato in presenza. 

Benché questo metodo pel trattamento del 
panello compresso sia assai costoso, si deve però 
per la sua semplicità, preferirlo all' estrazione 
della calce, molto più difficile per la presenza di 
K ' Fé Fé (CAz)'' nel panello compresso 

Reazione tra il carbonato ferroso basico e 
l' idrogeno solforato. — Si capisce che il liquido 
d'assorbimento riterrà degli ioni di cianogeno. 

L' acido carbonico in gran quantità infatti 
decompone i cianuri. Ora vi sarà una reazione 
ira gli ioni di cianogeno e il solfuro di ferro con 
formazione di ioni di ferrocianogeno e, di più, 
se la concentrazione è sufficentemente grande, 
di K^ Fé Fé {C^zY e di {A z-H')' Fé Fé (CAz)" 
insolubile. 

Non appena gli ioni di cianogeno sono con- 
sumati se ne formano dei nuovi a spese dell' a- 
cido cianidrico. 

Gli ioni di zolfo formati possono riformare 
del solfuro di ferro, oppure scomparire sotto 
forma di idrogeno solforato. 

Già dal 1884 Liebig (1) aveva trovato che il 
solfuro di ferro dà luogo, con una soluzione di 
cianuro di potassio a del ferrocianuro di potas- 
sio anche in presenza d' idrato o di carbonato di 
potassio Haidien e Fresenins avevano fatta la 
stessa constatazione. 

Ecco ciò che essi dicono su questo soggetto : 
« Il solfuro ferroso precipitato di fresco si scio- 
glie difficilmente a caldo, in una gran quantità 
di cianuro di potassio, ma si scioglie facilmente 
e rapidamente aggiungendo della potassa cau- 
stica. Il liquido colorato in giallo bruno, ritiene 
allora del ferrocianuro di potassio e del solfuro 
di potassio ». 

Solo un più profondo studio potrà dimostrare 
se partendo dagli ioni di cianogeno e di solfuro 
ferroso vi è formazione diretta di ioni di ferro- 
cianogeno oppure se vi è dapprima formazione 
di cianuro ferroso (2). 

Combinasioni insolubili del ferrocianogeno. 
— Williamson ha descritto un sale la di cui com- 
posizione sarebbe K* Fé Fé (CAz)'' e che si for- 
merebbe partendo dal ferrocianuro dì potassio e 
acido solforico diluito. 

Secondo Wyroubofif (3) la composizione di 
questo sale bianco allo stato di purezza è K^Fe** 
Fé (CAz')^ Questa formula esige il rapporto 
K: Fé: Fe= 1: 1,077: 0,897, quella di "Williamson 
1: 0,718: 0,718, mentre che Wiroubolf ha trovato 
1 : 1 : 0,823. 

Partendo dal ferrocianuro di potassio e di 
solfato ferroso egli ha ottenuto lo stesso sale, 
che é difficile da preparare intieramente esente 
da solfato di potassio e pel quale ha trovato 
K: Fé: Fe = l: 1,047; 0,88. 

(i) Lieb, Ann, 38, 37, 

(a) Il D.r Smits d' Amsterdam ci ha. comunicato che è occupato 
a determinare la velocità di reazione tra il solfuro ferroso e il cianuro 
di potassio. 

(3) Ann. Chim. Phys. 



Egli ha egualmente preparato il sale (Az H*)* 
Fé Fé (CAz)'s col mezzo di K* [Fé (CAz)'^]* e 
di Az H' CI e ciò nelle condizioni che era dif- 
fìcile precisare con esattezza. 

Questo corpo è bleu chiaro. L'analisi ha dato: 



CALCOLATO 



TROVATO 



CAz 0,5165 I - 

^^ «'1^ 0,^1 ^'^^^ ; 0,370 

0,1855 ' . 0,1775 * ' 

Az H» 0,1125 . 0,0980 

Questo sale è stabile, e secondo Wyrouboff 
non può essere decomposto che per la fusione 
colla potassa caustica. 

Secondo Buch, questo sale può egualmente 
formarsi nel suo processo col mezzo di (Az H*)* 
Fé (CAz)'' e Fé S, seguendo l'equazione (A z H*)* 
Fé (CAz)" -(- Fé S - (Az H)* Fé Fé (CAz)« + 
H* S + ,Az H-'. Secondo Nauss (1) vi è forma- 
zione nel processo Knublauch di Na* Fé Fé 
(CAz)" a spese di Na' Fé (CAz)'', per poco che 
vi sia Fé in eccesso. 

Bisogna ricordare ancora che Etard e Bé- 
mont rappresentano nel modo seguente l' azione 
del ferrocianuro di potassio sul cloruro d'ammo- 
nio alla temperatura d'ebollizione : 2K' Fé (CAz)^ 
+ 6Az H' CL = K Fé Fé (CAz)'' + 6Az H» 
CAz 4- 6 K C L- 

Una reazione analoga ha forse luogo nel li- 
quido di assorbimento, per l' azione del solfuro 
d'ammonio, che riscaldato col ferrocianuro di 
potassio dà luogo a un precipitato contenente del 
cianogeno. 

Cacciando col calore l'ammoniaca dal liquido 
d' assorbimento si manifesta probabilmente lo 
stesso fenomeno. 

Dal punto di vista pratico la quantità della 
combinazione potassica insolubile così ottenuta 
può essere trascurata. 

Finalmente bisogna ricordare qui ancora una 
combinazione insolubile che si trova, secondo 
Bunte nella limonile che sì adopera per ritenere 
il cianogeno. 

Dopo il trattamento col solfuro di carbone 
e coir acqua la massa conteneva ancora una com- 
binazione ammoniacale. 

Riscaldando con della soda caustica, sì era 
messa in libertà dell' ammoniaca con formazione 
di ferrocianuro di sodio solubile. 

Bunte ha trovato il rapporto Az H': CAz = 
approssimativamente a 17: 156, ed ha assegnato 
alla combinazione insolubile la formula (Az H')* 
Fé (CAz)'' che si può scrivere più semplicemente 
Az H' Fé Fé (CAz)". Intanto egli trovava fre- 
quentemente così meno ammoniaca. 

* 
* « 

Parte sperimentale - Ferrocianuro d'ammo- 
nio insolubile. — a) Il gaz non depurato la di cui 
combinazione è stata descritta più sopra dava 
per l'azione del carbonato ferroso basico in so- 
spensione nell'acqua una combinazione insolubile. 

(i) Jour. Gasbel. n. Wasservers 190J, 955. 



/-.' 



tm comlniuxionc conteneva piti o meno del 

di PnuslA io coOMTjicuonz:! dcll:i prrsrnz:i 

K CKTtt qiuntttik di carbonato ferroso basico 

ftce ossidato- L'imnlìai d'an prodotto 

ff«co OMàdato ha dato: 8, ri "'. A z H * e 37, h? " „ 

CAs cjoè OH nppono di A3 H3: CAz ^1:4^. 

La taranU Az H*)' Fé Fé iCAz)' esige un rap- 

•^ DpI »olfaro fcrroM) contcnrntc del carbo- 

■■o fciTOftO, preparalo per razione, fuori del 

dcirjui.1, dell'idrogeno KoMorito sul 

ifA terroso basico, l' ^taio ^calUnto con un 

d* BBS lolojcionc di ferro rtanaro d' am- 

n corpo insolubile perfetlamente lavato 

EteTx del cianogeno. 
C II precipiuio ottenuto per l'azione a caldo 
< aotttfiuoe di ferrocianuro d'ammonio sul 
_ Baio ferroso basico conteneva dopoperfeiui 

^frwtKrm del cianogeno. 

é) Del >oliaro ferroso t st:ito scaldalo con 
AB ecccaao di una soluzione di ferrocianuro U'am- 
■•■iOb Nel precipitato, sunicteniemente lavato in 
■flfaa, si è do&ata rammontuca v ti cianoguno e 
• » trovato un rapporto dì Az H':CAz = 1:5,21, 
artttre- la formula (Ai H')' Fc Fc (CAzi* esige 
fl rapf>ortn di 1 : 4. 56. Vi era dunque un eccesso 
4i oaaofpcoo. 

Qocsto bttlo non deve sorprendere, perche 
Ecard e Bemontil; hanno mostrato che in solu- 
aone il (crrociannro d'ammonio .si decompone, 
«■« formazione inoltre di cianuro d'ammonio. 
Xoè aMriamo potalo assicurarci laciimrntc di 
^■esca dcrompoAtzionc Riscaldando una solu- 
namc di fcrrocianuro d'ammonio, vi era forma- 
ìimtt dì un precipitato bleii insolubile, mentre 
cftK del cianuro d'ammonio scappando con del 
Wpon d'acqua proJuccva, in una soluzione di 
flteaco d'argenlo. un precipitato di cianuro d'ar- 

Xoi abbiamo fatto due prove quantitative con 
«a prodotto contenente 72, 5"*i* (Az H*)* Fé 
CA>> ; 1 graflinao ne è sL-ito scaldato con 100 
craitiBictri cabici di acqua finche In soluzione si 
cTaporara quasi ecmpletameote 

Dopo l'agginnu di acqua, questa operazione 
Ila ripetuta ancora due volte. Non si produ- 
IÌ9a]inei>te chr un le^gi-ro intorbidamento 
aolnaione di nitrato d'argento. Il cianuro 
Ito è >tUto lavato e trasformato allora in 
metallico. 
Xoé abbiamo ottenuto 0^39 e 0,M9 gr d' ar- 
dire che permettono di calcolare che 
|>,157 ifr. CAz sono fuggiti ^otto forma di 
d' ammonio 
Secoendo l'equazioue ;l>Az H') Fé (CAz)* *= 
ìAxH*)' Fc Fé (CAz)* -t- hAz H' CAz avreb- 
btro dovalo sfngcire 0,1^ gr. CAz 

Vi era dunque nel precipitato pìb dan^^no 
Doa lo esigesse la formula (Az H*)* Fé Fé i 

** I 

colorazione Weo carico, dovuto all' ossi- 
indica ei^ualmcntr la presenza d'un altro 
ancora. t.hjr*to risultato corrabora l'ana- 
del corpo insolubile che si forma per l'azione 



a caldo del Mlfaro ferroso »opra una soluzione 
di ferro cianuro d'ammonio. 

!£' chiaro che vista la pre»enzn «imuliaflea 
di ioni d'ammonto e di frrrocianuro e di Aolfuro 
j ferroso vi pu6 essere formazione di ferroferrtcia» 
I nuro d'ammonio nel liquido d'aaftorbJxlooe. 
I I.e soluzioni di carbonato di potassio lo de* 

< compongono a«»at poco o nulla, okeotre caso non 
^ decomposto dalle soluzioni concentrate di 
j idrato di potassio. 

(l perciò che queat'allimo reattivo sbarazza 
il panello compresso della combinazione ciano- 
gena t:i insolubile. 

Ferrofrrrh't'aituro rf/ potassio iusoluhiif. — 
a) Del .solfuro ferroso frescamente privipiiato e 
perfettamente lavato in acqua carica d'idrogeno 
solforato i- stnto scaldato (uori contar- ri» 

con una soluzione di fcrrncianuro di ; fi 

stato possibile constatare la preNFnxa del ciano- 
geno nel precipitato ln>olubi1e. 

Un grande eccesso di potassa non è favore- 
vole ; si dica Io Kie.sM> pel solfuro di potassa in 
quantiiA !>ufliciente 

Riscaldando la soluzione di ferrocianuro dì 
pola<ssÌo con del solfuro ferroso, la Miluzionc di- 
viene alc:tlina e si ha sviluppo d' idrogeno solfo* 
rato scfntcndo, sembra, l'equazione. 
K'1-ciCAz)"^ FcS- K'Kc KciCAz)'-f-.K«S. 

Quest'ultimo si decompone per l'acqua. 
b) Il precipitato ottenuto Si'aldando del car- 
bonato Icrroso basico con una soluzione dì fer- 
rocianuro di potassio, conlirnp d- " '-no 

r) Non cV- del ctanogt-nn nel ; 'r. otte- 

nuto scaldando del solfuro ferroso ci> lo- 

zione di ferrocianuro di potajisio in (iv- lu.. di 
un eccesso dì potassa caustica. 

ti, Rimpiazzando la potassji caustica coll'am- 
monìaca, il precipitato contiene delle tracce dì 
cianogeno. 

e) Popò un trattamento con poixssa cau- 
stica e lavaggio con una gran quantìiA d'acqua 
calda del panello compresso, proveniente dall'ol- 
fìcina di I.a llayc, v staio scaldato con dell'a- 
cido solforico fumante 

Nel cullo del pallone di decomposizione si 
formava un sublimato di zolfo. Dopo qualche ora 
si i- diluito eon acqua r filtralo. Non rr^tava sul 
filtro che un leggero residuo. Nel tìltraio il ferro 
<^ stato precipitato nel solito modo r dopo elimi- 
nazione del solfato d'ammonio <per calcinazione) 
e degli altri solfati (col cloruro di bario) si 6 de- 
terminato ti tenore tn potassio II cloniro piali- 
nico t* stato ridotto allo stato di platino metal- 
lico col tormiato di sodio: iji^ gr. di panello 
(umidoj hanno dato 1,'*H gr. Fé' O'c0.|40gr. Pt 
ciò che corrisponde a 1,3687 gr. Fé e 0^78 gr. K » O 
oppure, O.O» mol-, K' Fé Fé (C-M)" per 1 mole- 
cola Fé CO" Fc lOHì'. 

n panello compresso, senza essere trattato 
con potassa caustica, m» complcumente lavato 
con aoa grandissima qnantitA di acqua bollente, 
ha dnto i risultati seguenti : 
4.210 gr. hanno dato gr. 1313 di Fé* O' cOt3l3gr. 
di Pi, ciò che corrisponde a gr. 0.7244 di Fc e 
0.151A di Kj 0, ossia Ù^Mi mol. K. Fé Fé «C Az)* 
per l molecola Fé CO* Fé (OH)', 



— 44 



Questa combinazione insolubile è difficilmente 
decomposta da una soluzione di carbonato di po- 
tassio, ma molto facilmente da una soluzione di 
idrato potassico. 

Formasione del Bleu di Prussia. — Si sa che 
si forma il bleu di Prussia quando il liquido di 
assorbimento ò il più elevato possibile. In pra- 
tica, però, non si può evitare 1' ossidazione. Una 
parte di idrato ferrico è di nuovo ridotta dall'i- 
drogeno solforato e ciò è provato dalla presenza 
dello zollo. Un eccesso di potassa riduce al mì- 
nimo la formazione del bleu di Prussia e degli 
altri composti cianogenati insolubili. Quando si 
ha il 20 ■'/„ di idrato di potassio in presenza si 
può ottenere un panello praticamente esente da 
cianogeno. Per ottenere questo risultato, non 
bisogna lasciar passare troppo gaz, ma bisogna 
arrestarsi, ad es., quando si sono formati 100 gr. 
di K' Fé (CN)^ per litro. Ma questo processo non 
può essere impiegato con successo, in seguito 
alla presenza nel gaz di circa il 2"/„ di COi. che 
trasforma KOH in K. CO»:. 

La potassa caustica, che ha un prezzo elevato, 
sarebbe, dunque, impiegata per trattenere l'acido 
carbonico, e le liscivie destinate alla prepara- 
zione del ferrocianuro potassico conterrebbero di 
più in più carbonato e meno idrato di potassio. 
Inoltre è onerosissimo espellere l'acido carbo- 
nico delle liscivie 

Formasione del solfocianogeno. — Secondo 
Feld (1) r assorbimento dell' ammoniaca dovrebbe 
precedere la preparazione del cianogeno, per im- 
pedire le perdite in cianogeno per formazione 
di solfocianogeno. Intanto, è stato constatato al- 
l' officina di La Haye che non vi ha formazione 
di combinazioni soliocianogenate, benché si sia 
lavorato durante l' anno con le stesse liscivie. 
La perdita in cianogeno è il 2 "/„ in media. Le 
analisi del gaz cianogenato, fatte giornalmente 
durante 1 mese, indicano una quantità di ciano- 
geno corrispondente a gr. 4,M0 di terrocianuro di 
potassio per m ', mentre si ottengono durante un : 
anno, 4.87 gr. per m.;. Risulta che non si hanno 
perdite sensibili in cianogeno lavorando secondo 
il processo Knublauch, almeno col modo col 
quale si è operato a La Haye. 



FabbricaBione dei cianuri. - Si troverà una 
bibliografia completa, fino al 1902, della fabbrica- 
zione dei cianuri in uu' eccellente opera, compo- 
sta nel 1903 (Robine e Lenglen): « L'industria dei 
cianuri ». Generalmente, i metodi impiegati ed i 
metodi proposti per la fabbricazione dei cianuri 
sono basati sopra i principi seguenti: l. Trasfor- 
mazione dì ferrocianuro in cianuro per fusione 
con sodio metallico e altre sostanze; 2. Azione 
dell' ammoniaca sopra una miscela di carbone e 
carbonato di potassio o di un altro sale potas- 
sico; 3. azione dell'ammoniaca sul sodio metal- 
lico ; 4. Azione dell' azoto sopra una miscela di 
carbone e carbonato di potassio o di un altro 
sale potassico ; 5. Fusione di solfocianuri ; 6. Ossi- 
dazione di solfocianuri in soluzione ; 7. Tratta- 

(i) Journ. Gasb«l. u. Wasservers., 1902, 13 dicembre, p. 934. 



mento della < Schlempe >. Alcuni di questi pro- 
cessi sono più o meno conosciuti- 
In un gran numero di casi, le difficoltà dal 
punto di vista della preparazione dei cianuri, 
sono state e sono più grandi di quanto si possa 
credere a prima vista ; perchè non si tratta sola- 
mente dì preparare un prodotto più o meno cia- 
nogenato ; bisogna che il prodotto finito conten- 
ga almeno 98",, di cianuro di potassio e che sia 
esente da certe impurezze, specialmente da sol- 
furi. 

Siccome è eccessivamente difficile avere delle 
materie prime esenti da solfato, siccome questi 
alla temperatura di fusione vengono dal cianuro 
ridotti in solfuri, ne consegue che queste impu- 
rezze si riscontrano in quasi tutti i cianuri pre- 
parati col procedimento dì fusione. 

Attualmente, la questione più importante dal 
punto di vista della preparazione dei cianuri, con- 
siste nel cercare il processo meno costoso Converrà 
prendere per punto dì partenza il cianogeno ri- 
cuperato dal gaz di carbon fossile ovvero sarà 
più vantaggioso ricorrere a procedimenti sinte- 
tici. Nella sua comunicazione al Congresso Inter- 
nazionale di chimica applicata dì Berlino, Beilby 
aveva concluso che l'avvenire della prepara- 
zione dei cianuri si trovava nei procedimenti 
sintetici. Ma io — dice il Grossmann — non 
posso accettare queste conclusioni E' certo che 
attualmente le fabbriche dì cianuri producono- 
troppo e che non v'è equilibrio fra le offerte e 
le domande. Il Transwaal, che prima della guerra 
consumava circa 3000 tonn. di cianuro all'anno» 
durante tre anni è stato fuori del mercato. 

Anche attualmente non impiega che la metà 
della quantità che consumava prima della guerra, 
e una gran parte di questa quantità è comprata 
a prezzi favorevoli. 

Bisogna che la consumazione del Transvaal 
torni normale ed anche più che normale, prima 
che sia possìbile pronunziarsi in favore di uno o 
di un altro procedimento. 

Il cianogeno che proviene dalle officine a gaz 
è allo stato dì ferrocianuro o di solfocìanuro ; 
ciascuno dì questi contiene una quantità di cia- 
nogeno corrispondente al 2i "/o di ammoniaca. 
Tutti i fabbricanti di cianuri sanno benissimo 
che la purificazione dei cianuri costituisce uno 
dei problemi più difficili, non risolto finora in 
modo soddisfacente. 

Uno dei lati più interessanti della chimica 
industriale è, che un gran numero di procedi- 
menti più semplici, conosciuti da tanto tempo e 
impiegati nei laboratori, non ha ricevuto un'ap- 
plicazione pratica su vasta scala. Fra questi con- 
viene di cambiare il procedimento dì prepara- 
zione dell' acido prussico, per dìslillazìone del 
ferrocianuro con l'acido solforico. Questa rea- 
zione, scoperta da Schede nel 1782, è stata in se- 
guito studiata da molti, senza che alcuno ne ab- 
bia potuto fare un prodotto industriale. 

Studiando le proprietà del residuo prove- 
niente dalla distillazione del ferrocianuro con un 
acido, Erlenmeyer aveva constatato che il resi- 
duo insolubile di ferroferricianuro di potassio 
poteva essere quantitativamente trasformato in 



45 



«raldaodnln con 1a poi.ii^ oaiuiica. 
La vkmmìooc %i fiu'etibe Mfcondo l' equazione : 
K*r«.Cy + 2K0H KTcCy^ + 2Fc(0H)'. 

Ma oarnhittiKlo pid da vicino il lato qaanti- 
aahptt dì qncftta rrazìont:, io hn trovato idìcc 
Qnmmtmmù\ ctar in realtA essa non avvirne in 
^■Mi» lodo il rrnilintenio era sempre inferiore 
■1 m^rico, no* rappresentando che il 70-Hfi '"„ 
4à fcrfodaiuiro che m dovevA ottenere Allora h^- 
pBBnto se Doo ri era mezzo di ricuperare il fcr- 
fecaklAndo il sale di Kvcnit in vasi 
waL eoo «oda caustica in modo da produrre 

ierrocùiiiaro di Aodio e dell'idrato lerroso. 

Ora, io ho trovalo (continua Gros>mann'i che 
l'aria nella ni:i-4.*>a in ebollizione, in modo 
4s ■Miilirn r idrato (errojto, il fcrrocianuro pu6 
mwf f ricuperato quantitativamente. 

Qlie»to latto provii. dunqur, che l'ossido fer- 
rie* e a icrrfxrianuro non d.tnno orÌEÌne a una 
cw ììlnarinnr insolubile, mentre l'idrato Terroso 
• a Cerrocianuro producono una combinazione 
■Miatnline- 

Ho constatalo pure che, anche operando nelle 
■i^Hr condizioni, il reDdiincnio in ferroei.muro 
mom è astoluiamenie costante, ma oscilla scoiìi- 
WlBCStc intorno alla metA. 

Ed ecco, in modo generale, in che consiste 
■ prò» '" di Crossmann ili: 

Si ' una soluzione di ferrocianuro di 

^artìo la quantità necessaria di arido sollorìco i 
érO» voluta concentrazione,* e si raccoglie l'a- 
cro cianidrico. me<^o in libertA, nella potassa o 
^n^ sod^ I o in una miscela delle due ! 

S «pera 1 yione nel vuoto parziale e gli 

af^mrccchi sono disp<ìsti in modo tale che gli i 
tyiiiì fticno riparati da ogni accidente Lii solu- 
mme di cianuro ottenuta 6 evaporata nel vuoto | 
B app«recchi speciali. Si ottiene del cianuro 
^■in rlir si scioulie nell'acqua piti facilmente 
qmcOo toso l*er otunere il cianuro fuso, si fa 
più prolondainente il cianuro e si hot- 
Hnettc alla (u!i.ione la polvere ottenuta. 

Mm l'autore ritiene che è preferìbile non fon- 
^fr il cianuro, perchè il prodotto che sì ottiene 
immOi ni «cmpre almt-no Jetle tracce di solfuro. 
Mnatrc quello preparato per via umida non ne 



Oof^ anre e»po&to nella massima parte le 
■ove precedenti, ricordiamo che. in sciniito 
«rilvppo preM> neir e*iiraiione dell'uro co) 
•loiJo della cianurazione, l' industria dei da- 
n iibcfiui di essere presa in .scrìa consìdera- 

K C. 



Accenditore con pressione a distanza 

" BAMAG., 



Chi procura tre nuovi abbonati 
alla nostra Rivista 'Il Gaz*, 
avrà questa per un anno a metà 
costo: chi ne procura cinque di 
nuovi la avtà per un anno gra- 
tuitumente. 



L' accensione e !o spegnimento dei fanali 
sono quasi «rmpre cfiTettuati da operai «itipen- 
Hiati espressamente a tal in»no dalle officine 
a gaz : a questa spesa poi si ucvc aggiunj^cre 
quella della manittcnzione e pulitura. Ma nel 
calcolare il prezzo del gaz per rillumìnazinne 
pubblica le ollìcìnpsi basitnn sulla media delle 
ore di illuminazione, e sul consumo per fanale, 
Questo modo di valutazione, come univa l'e- 
sperienza, non è mai conforme alla realtà, 
perchè si devono accendere i fanali prima, 
affine siano tutti accesi all'ora prescritta. /VÌ- 
cunì fanali poi rimangono accesi anche dopo 
l'ora fissata, j>erché gli operai n<m pi>s9ono 
spegnerli tutti contemporaneamente. 

Astrazione fatta da queste perdite inevi- 
tabili neirillumina;cionc pubblica, altre ve ne 
sono: per esempio i fanali non vengono spenti 
all'ora fissata, ma una o due ore più tardi, o 
anche al mattino, per incuria del personale. 
Questa negligenza deriva unicamente dalla 
poca sor\'eglianza esercitata sugli operai, e ne 
risultano delle [Krrdite considerevoli e nitilto 
costose per le olTicinr a gaz. Benché l'uso 
di vfii/tnsfs. e di rubinetti sapientemente co- 
struiti permettano d'accendere assai rapida- 
mente 1 fanali, pur tuttavia si giudicò spesso, 
come un difetto dell' illumina/ione a gaz, il 
non potere accendere simult.uieamente tutti i 
fanali di uno stesso lungn. 

E' fuor di dubbio che una disposizione 
centrale di accensione farebbe una favorevoli*- 
sima impressione sul pubblico; e siccome que- 
sta eviterebbe le imperfezioni attuali del ser- 
vizio, così e naturale che le officine a gaz 
abbiano tentato di creare degli apparecchi 
che, in un qualunque momento, avessero per- 
messo di accenderò o di spegnere, dalla stessa 
officina a gaz, tutti i fanali. 

Ma ncssunu di tjuesli tentativi sorti esito 
felice: qualcuno diede raramente risultati sod- 
disfacenti, ciò che spiega perche qurttì ten- 
tativi non abbiano trovato di poter esser 
applicati in vasta scala. 

Tutti i giornali ga/isti ci fecero cono- 
scere i tentativi di accensione e spegnimento 
a distanza con la corrente elettrica, con l'aria 
compressa, con la pressione del gaz od anche 
con un movimento d'onilogcria. sistemi che 
non ebbero a* corrispondere completamente 
allo scopo. La Berlm-Anhaltische M. A. G. 
ci favorisce ora alcune notizie, sur un suo 
sistema di accensione a distanza, che sembra 
rispondere a tutte le esigenze, e che gii ^ ben 
accolto dalle iitlìcine a gaz. 

Già da qualche tempo, venne esperimen- 
tato un nuovoapp;irecchiod'accensione • /,',7rv 
cftttiiiore con jtrrssùmf tt tiistnnztt Hnmag ■, 
Esso diede sempre nsultaii pratici, anche 
quando era cgllorato in condizioni .sfavore- 
voli ; r industria del gaz e certo che (rarrA 



-46- 



un profitto inimenso introducendolo nel suo 

dominio. 

L' accenditore con pressione a distanza 
Bamag, è mosso da un'onda di pressione di gaz 
per meizo del regolatore centrale deiroiTicina 
o con un' apparecchio ausiliario. Risulta da 
misure fatte nella conduttura, che quest'onda 
di gaz si trasmette, con grandissima forza, 
nella reticella e raggiunge dappertutto presso 



città nelle quali differenti livelli richiedono 
una difTcrentc pressione. 

L' Accenditore con pressione a distanza 
rt Bamag >i, è costruito in modo che variazioni 
arbitrarie di pressione, comprese in certi limiti, 
siano senza influenza sull'apparecchio, in modo 
che in nessun caso, sia messo in movimento 
da un'onda, il gaz che non sia quella emessa 
per tale scopo dall' ollicìna a gaz. Le altre 



a poco la stessa altezza, anche nelle tubazioni 
le più lontane dal centro. È evidente che 
questa non è la pressione totale che si tra- 
mette, ma solamente l'aumento voluto. Se la 
fjressione nell* oiìicìna a gaz è di 50 mm. e 
a pressione necessaria per fare funzionare 
r accenditore per pressione a distanza sia dì 
IO mm. la pressione nell' officina si eleverà 
a 60 mm. C<jsì pure la pressione in una con- 
duttura lontana e secondaria che prima rag- 
giungeva i 20 mm. sarà portata con l' onda 
di pressione a 30 mm. Il buon funzionamento 
delr Accenditore per pressione a distanza 
« Bamag n è pure raccomandabile per quelle 



variazioni di pressione restano senza influenzi 
Il periodo necessario per far salire o discen- 
dere l'onda è da 60 a 80 secondi. Gli espe- 
rimenti hanno provato che quest'onda dif 
pressione non porta seco alcun inconve- 
niente, nò per i consumatori, né per i motori 
a gaz, né alcun s' accorge quand' anche esa- 
minasse attentamente una lampada che bruci. 
1-' applicazione di quest'onda, permettere 
in movimento l'accenditore a pressione a di- 
stanza, è dunque perfettamente ammissìbile e 
sicura. Essa permette a tutte le officine a gaz 
di accendere, quando vogliano, i fanali, e di 
spegnere separatamente quelli della sera e 



- 47 - 



della nottr. «irmcndo il loro orario di accen- 
mmc e -! mmto. Qualora circostanze 

narocobui ••i>i.>i>gassero accendere piìi presto 
i Cniaii. r accensione si pu**! effettuare istan- 
TiiWMficnte : cosi pure lo spegnimento, ne) 



y 



S impianti regolati col chiaro di luna. 
L'ttuminaztone delle strade s'adatta cosi per- 
fcnamenCe ai cambiamenti di tempo e può 



pr<^ssionc favorevole sul pubblico, che au> 
menterl la sua Mima per l'illuminazione a 

gikZ. 

L'accensione con preMionc a distanza offre 
anche vantai^gi cnnsinerrviili dnl niint<> di vista 
cconomico.Secondu le «ttìitistiche delle dttfcrcntt 



V., 



oflicinc a gaz, l'accensione e lo spegnimento 
di ugni fanale costa in media 6 tire all'anno, 
somma che sarà risparmiata adottando questo 





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0i>^tirt rac'k'iiingere il suo scopo, se i fanali 
> accenditori - Bamag «. 

*_»iirc furiti vantaggi generali V accen- 
•iDOc e lo ftpe^nimnito di lutti Ì fanali, facen- 
dosi da un «^< ' iI'oHìcina a gazi, come 

■d ca&o per . . diiure per pres&ione a 

• Bamag », si farà sempre una ira- 



accenditore. Questa somma non comprende 
le spese di pulitura dei fanali. E buona abi- 
tudine inoltre prendere sempre un ct>ntroUore 
che sorvoli se tutti i fanali sieno accesi : la 
spesa di detto controllore, che potrà servire 
anche usando questo accenditore non si può 
imputare dunque all'apparecchio. 



^ 



r 



La costruzione di questo accenditore pre- 
vede anche il caso, in cui si volessero mettere 
in disuso i fanali alla mano, in modo che cia- 
scuna lanterna possa essere accesa o 
spenta in modo conosciuto, col mezzo 
di una rotazione impressa ad una 
leva, senza che il meccanismo mosso 
con l'onda di pressione si guasti. 

L'accenditore con pressione adi- 
stanza, consiste in un forte cassone 
in ghisa che si trova nel fanale, sot- 
to U becco, e che contiene una mem- 
brana perfettamente insensibile alle 
influenze del gaz e dell'aria. Questa 
membrana è mossa dall' onda di pres- 
sione inviata dall' olVicina del gaz. 

La forza risultante dal diametro 
della membrana e dalla pressione 
dell' onda, agisce su una valvola che è riu- 
nita ad un apparecchio d' avanzamento per- 
pendicolare. Questo appa- 
recchio ^ su.sccttihile di ef- 
fettuare r apertura e la 
chiusura della valvola in 
qualunque i>rdine, in modo 
che questo accenditore può 
anche essere usato in casi 
speciali, come per esempio 
per accendere o spegnere 
più volte fanali isolali. La 
fìamma si regola con un si- 
stema conosciuto : si fa va- 
riare l'apertura con la vite 
regolatrice e regolando una 
piccola veilleuse. Cii'> per i 
fanali Isolati. 

L'aria non può entrare 
nel « Bamag •• essendo esso 
provvisto di coperchio di 
ghisa che ha un piccolo fo- 
ro, e cosi si conipreude 
facilmente come i colpi di 
vento non riescano dannosi 
per la perfetta accensione. 
Questo coperchio è poi for- 
nito di un ago che permette 
regolare la pressione del 
gaz. Una rotazione di que- 
sto ago è sulViciente per ac* 
cendere i fanali ad una 
pressione più o meno gran- 
de, e regolata questa, l'ago 
resta fissato per sempre al- 
la pressione che fu messa. 
La modificazione di questa 
può essere fatta facilmente 
dal sorvegliante. Sul coper- 
chietto posteriore si trova 
una leva che permette l'ac- 
censione coi soliti sistemi. Le 
viti sono fermate con piombo 
in modo che solo persone 
incaricate possano regolare 
l'apparecchio. Il piombo poi 
non deve più essere toccato ,_ 
dai funzionari dell'officina. 



L' uso di Questo apparecchio è sempre 

Possibile quando la pressione possa essere in- 
uenzata dall' uflìcina. Si possono poi ado- 




perare regolatori centrali a peso, a carico 
d'acqua, o ancora ad affluenza automatica. 
d' acqua di caricamento. 



Dell' infuenza dei gazometrl 

sulta qualità d«l gaz cha essi contengono 



(Cùtitin. Vedi iV. 49) 

Analisi (tei fenomeni tisici probabllt 

che si producono nell' interno del gazometro 

Ammettendo la possibilità di questa nube, sì 
comprende che possa essere form.Tta fin dall'e- 
sordio del riempimento. Da allora in poi, cresce 
dalla sua parte superiore a ciascun nuovo arrivo 
di gaz. La sua parte inferiore trovasi in conlatto 
con la superficie dell' arqua interna de! gazome- 
tro, la cui temperatura, sensibilmente costante, ò 
il più delle volte ditTercnte da quella alla quale 
la nube si è t'ormata. Se questa i-_ sufficientemente 
inlt-riore a quella, la nube considerata, tende a 
dissiparsi dalla sua base, a misura che si sviluppa 
atta sommità. Sembrava dunque elevai'si nello 
stesso tempo che il gazometro, dicuì occupa, de- 
finitivamente, la parte media. 

\el momento della sua chiusura, il gazometro 
dovrà contenere perciò ; 

1. Nella sua parte superiore, un gaz impove- 
rito dalle condensazioni; 

2. Nella sua parte media, un gaz arricchito 
dalla presenza della nube, che tiene in dissolu- 
zione 1' arricchiiore supposto; 

3. Nella sua parte inferiore, un gaz al quale 
1* influenza della temperatura della campana ha 
restituito r arricchì toro perduto primitivamente 
per condensazione. 

Questo gai deve essere meno ricco di quello 
del secondo strato, ma migliore di quello del 
prJmo. 




- 49 - 



il t bene manifestmxo ciascuna volu che 

ruotare completamente II i;;iuomctro 

iflopo U uio ri"—: — -nio o almeno prima 

r BOB «ia «uto ■■■ tto all'uziont di una 

■MB tafloen- 

SH cecnpren.. ^sto, in cfTctlo, che sotto 

desìi «C^tt atmosferici, ai quali e soito- 
Q casometro dopo li rtcmpimeuio, la nube 
pottu: 

O aciKplkeaiente npostarsl ; 
O ridoni in pioggUt, ciò che |>ortJi rimpovc- 
si^Kttlo di tutto il contenuto drl gazomctro; 

^i in une^ IT»» formarsi in vapori e rcsiiiuirc 
ce- rtì il |;u il vuo veto vulofr dal punto 

dk nmfta dcJ potere illuminante. 

A^SiwiCijimo .1 Mittc queste catmc df varia- 
tmmi ragione dello Maio più o mono 

cavplcto di ~.. „;.;>. Line dove si trova l'acqua 
della Tuaca j paragone del carburatore che ci 
t cf a r>eni volta, in effetto, che la nube coniti- 
ioc>^ la parte supcriore dell'acqua può 
da questa a quella per trasporto oscm- 
(l^Mulozione, un trasporto delle molecole di 
f= 'Miratorc. Questo fenomeno contribuisce 

a BicKiiiic^re, ìn ogni caso, la co<itltu7.ione dello 
•naSD ioferiere del ca/ su di una altezza piti o 
^na (rande, Kccoodo la durata della durata di 
^rst'oltiroo nel gaxometro. 

Coacrariamente olla teorìa che suppone la dc- 
del (piz, nel ^zomctro, in strati dì 
diflereati, le ipotesi che precedono sono 
•Ito acrordo con lotte li- Ii'cci fisiche co- 
le «olle mis4:ele di gaz e di vapori, tati 
rrlalirc ai fenomeni sej^ucnti : diffusione, 
■ -ic, condcnsojcione, ecc. 

:£i. irncndo l'onto di tutte queste leggi 

-, noi passiamo in rivista le 

alle quali b souoposto un ga- 

Soi Stmno ogni rolta uno studio a priori del 
ftftico provocato dall' influcnz;i conside- 
i; fioi noi menzioncn-'mo, se vi è luogo, gli 
tan^o ta durata dei quali questii influenza 
m * mani restata : dedurremo inttnc dalle conside- 
co*l fomite dalla teoria e l'esperienza la 
delle alterazioni risultami per il potere 
Ile 



L Ld tiBptntvt tstsma dorante 11 riempimento 

l. l^ temperatura estcrtm m ^ superiore a 
T *Ut gOM che entra nel gaaometro. 

fatto si produce specialmente quando 

ipin" . ■ ': • luogo durante una gior- 

s di N . iipana gazomctrica è staui 

MU Uai raggi «ulari. 
. J-- , Kr .'• a T' tende a dllat.irHt per rag- 
WK- inprratum <>; il suo volume Vau- 

a difc'cnlrc V* dato da 

X'^ =r V [I ì- « (e -T)l 

pacato gax arriva ni gazomelro iuituro di 

e ftkitoca a T ' poiché esce appena dai con- 

ewcr»:' .incf-ir:; a ♦* cifi che t^ ne- 

di liquido bisogna 

^.1 sapore fornito, del re- 

(upaiu. 



D'altra parte, .«e que&t' ultimo è a una tempe- 
ratura T' minore di **, i\ produrre dt tempo m 
tempo, a partire dalla parte inferiore del gaao- 
melro e luitcndo. delle condizioni capaci di aflftc^ 
volire il fenomeno qui sopri considi-rato. 

(,>ucsto è. ni contrario, accentuato se T> **. 

Il riempimento del gazomctro da esperimento 
avendo avuto luogo alla notte, ncMun rspcrimenio 
risponde a queste condizioni. 

Le considerazioni teoriche precedenti permcc- 
tono tuttavia di prevedere Ae l'acqua del gaz<^ 
metro t, a **, s.ilum di carburi ricchi, il gaz ha 
potuto, «irazie all' aggiunto di vapore che h:i rice- 
vuto dall'azione della dilatiizione. aumentare il 
suo potere illuminante. 

Notiamo, inolirc, che la dilatazione per ftò 
stesMinon ha intluenza da questo punto di vista: 
esiui sarebbe dintruita, almeno, ncult esami loto- 
metrici, quest' ultimi dovendo e^^ere ricondotti, 
per esseri- paragonati, ad una temperatura tipo. 
Incident.'iimcnte, noi vediamo la nciessU-'i che ttj 
avrebbe a portare alhi temperatura tipo non sola- 
mente per il calcolo ma di un modo eÀTctllvo maa> 
lenendo, con un processo qu.'ilsiasj, il coalatore 
del fotometro ad una Icmp'-rutura i-osiante supe- 
riore a quella che si tenta di ottenere, nelle ofiìcine. 
nei contatori di fabbricazione. 

'1. La temperatura esterna i* inferiùre a queNa 
dei gas che passa nei gasornetro. 

Il gaz saturo di vapori ncqui-i, entrando nel 
Kazometro, ni ratlredda e tende rauuiunuere ìm. 
temperatura. Si stabilisce dunque nrllo »te*uio 
tempo che una coudcnsazionc di vapore acqueo 
si produce. 

Questo i' attiv:ito o diminuito secondo che la 
superficie dell'acqua nella vasca ^ ad una tempe- 
ratura inferiore o superiore a h. 

// l*'i tioietnfire. vi fu gelo durante il riempi- 
mento. Il gaz poss^iva alla temperatura di ft' . 

Gli esperimenti del mattino diedero: 'S/,7; '17^ 
27;>; -jnjt; 'Ufi: 27.0; 'J7.0; e come media; 27 J. 
Questo 0- il numero che t- stato trovato due giorni 
prima su gaz della domenica. 

GII esperimenti del pomeriggio diedero risul- 
tali un po' meno cattivi. 

In ogni caso, se sì confronta la media gene- 
rale di questi) giorno con quella ottenuta nei 
giorni precedenti, si ò obbligati ad ammettere 
che il gaz ò stato impoverito. 

// :^V dicembre: la temperatura minima estenui, 
dopo rincominciare del riempimento e prima de- 
gli espcrimenit (u di —4". 

Il g:iz entrava nel cozomeiro a 5*!^ 

Il gazomctro è >tato vuouio nella mattinata, 
li primo esperimento diede Jb,7; il gaz migliorava 
a misura che il Kazomeiro sì vuotava e l'ulcimo 
esperimento diede 'J5A cioC' più di un litro di 
sbalzo con il primo - quello, almeno, che abbia- 
mo convenuto di considerare come tale. 

Il gaz, il migliore k nella parte media del ga- 
zometnx 

// 56 gennaio: la temperatura minima fu dì 
- r. il ffaz entrava nel Kazometro a 7'. 

(>ti esperimenti del mattino diedero dei risol- 
lati poco ditTerenti da 2bC3: quelli del pomeri^ 
gio 24,7; cio^ una diflerenza di 1^ I. 



— 50 



77 27 gennaio: la temperatura minima estema 
tu di -hi**: il gaz entrava nel gazometro a 8'. 

li gazometro è sfcito vuotato nel mailmo. 

A partire dal secondo esperimento, che diede 
25,5, il {laz migliorava e raggiungeva 24,8 e 24,7 
per finire a 'ÌfS,l. 

' // 28 gentuiio: la temperatura minima fu di 
— I-'S. 

TI gaz entrava net gazometro a 8'. 

Nel mattino, il primo espt.'rtmento diede 26,1; 
il gaz migliorava e liniva a 25,6 dando per me- 
dia 25,9. 

La mtidia del pomeriggio fu 24,7 

Tatti questi esempi provano che alla condensa- 
zione prodotta durante il riempimt?nto e attetstala 
dalla teoria corrisponde, in pratica, un impoveri- 
mento del gaz. Questo Tatto è in completo ac- 
cordo con le ipotesi ammesse più sopra. 

3". La temperatura esterna è la stessa dì quella 
del gaz che entra tiet gazometro. — Se l' acqua 
del gazometro t anche alla ste.ssa temperatura, 
il gaz non è sottoposto che al tenomeno della 
diffusione, senza di che, vi è condensazione o pro- 
duzione di vapor acqueo e si rientra io uno dei 
casi precedentemente studiati. 
■ Queste circostanze, evidentemente assai rare, 
non si sono prcscnlalc nel corso degli esperimenti 

(Continua) 



L'ossido di carbonio del gaz illuminante 

è causa dell'anemia dei panginì ? 



fContifiuazìone l 'fdi X. 41}} 

DOCUMENTI GIUSTIFICATIVI 
Estratto del verbali delle sedute dell' Accademia di Sclenzi 

Seduta del 9 maggio 1S9^ 
Metodo per riconoscere e dosare /' ossido di car- 
bonio in presenta delle traccie di gas carburati 
dell'aria, relazione del sif:; Arm.^sdo Gaupier. 

Per una determinazione di ossido di carbonio, 
Varia, precedentemente filtrata in un tubo stretto 
guernito ili cotone di vetro, è lavato in alquanta 
lisciva di potassa, poi passa su di una corta 
colonna di idrato di barite, e si secca su acido 
fosforico anidro. Cosi privato delle sue pol- 
veri, dei suoi gaz acidi e della sua acqua, circola 
successivamente, nei due rami di vetro ad U, 
po.sto in una stufa ad aria calda a 100-105" II 
primo ramo di questi tubi, di una lunghezza di me- 
tri O^ÌS e del diametro di un grosso tubo da gaz» 
è riempito d' anidride iodica ; il .secondo contiene 
una colonna di m. 0,17 di rame polverulente ri- 
dotto dal suo ossido- 

È facile dimostrare che questa piccola quantit.^ 
di rame it sulTiciente ad estrarre all'aria che cir- 
cola la totalità dell' iodio che puf> esistervi e 
quella che sia, per così dire, la diluizione del va- 
pore di iodio. 

Ne segue da ciò: l."* che ti rame ridotto assorbe 
ih totalità, a 100", i vapori di iodio mescolati al- 
l'aria, almeno tanto che questo contiene al dì 



la di 0,01 mg. di iodio in 10 1. 1 mg. per metro 
cubo di aria; 2." che un volume di 0,0044 cmc. di 
ossido di carbonio in 10 I. di aria, quantit.'i che 
passando su T' O' mette questo peso di 0,01 mg. 
di iodio in libertA, pu^ essere stimalo dalla pe- 
sata del tubo a rame, purchò si agisca su una 
massa d' aria suitìciente, ora questo volume di 
0,X44 cmc. d'ossido di carbonio in 101. risponde 
circa al mezzomilionesimo volume di aria totale. 
Le pesate del tubo con rame m'hanno dato i 
risultati seguenti, cHl- calcolo in ossido di carbo- 
nio nelle ultime colonne. 



T«>i|io raccoHo 

«111 «-SIUIK 

e rapporto a 
too 1. d'nria 



Ouiifo di nrtxmi^ 
ci>iTÌ<t>nn()cnli! in 

nillioriFtlliil dt 
vtflomif 'Icir «ti 
fi (.rollatile 



AiinlÌKi i-lcll'iiriii 

Aria del laboratorio, mar- 
zo 1894, tempo corrente 2,8 mg. 123 

Aria della via dell' Ecole- 
de-MC'decine a Parigi 
{stesso mese e stesso 
tempo) 0,2 0,9 

Aria del boulevard Saint 
Germain, marzo 1S*ÌS, 
H = 758mra, tempo dub- 
bioso 0.11 0,48 

Stesso mese, Alternative 
di bello e cattivo tempo, 0,46 2,0 

23 e 31 marzo 1S98, H = 
752 mm Bufera Assai 
cattivo tempo .... 2,1 9,3 

26 e 'JW marzo, bel tempo. 
Pa.s.sato 80 1. d'aria sol- 
tanto 0,0 0,0 

4 e 6 aprile. Bel tempo. 
Il = 75^ mm a 764 mm. 
Passato no I. diaria . 0,0 0,0 

Io non db questi numeri che per prende 
visione e per tornire delle indicazioni preliminari 
ancora con, senza dubbio, errori sensibili. 

Uno di questi che bisogna guardarsi dal com- 
mettere consiste nel riguardare l' iodio messo 
in liberta con l'aria che circola sull'acido iodico 
come interamente dovuto all' ossido di carbonio- 
Io ho gi<^ stabilito che i dilTerenti gaz, in parti- 
oolare gli idrocarburi in C" H-" e C» H'"-= che 
possano trovarsi nell'aria atmosferica riducono, 
più meno, a 65' 100', l'anidride iodica, mentre 
che r idrogeno e gli idrocarburi saturi non agi- 
scono. Bisogna dunque tener conto, se si vuole 
dosare solamente l'ossido di carbonio, delU riditi 
zione dell'acido iodico dovuto ai diversi gaz e 
possono accompagnarlo, ed ecco, oltre le p 
cauzioni minuziose di dettaglio, sulle quAlt rit 
nero prossimamente, il principio del luelndo. 

Seduta del 24 settembre 1900 

Natura dei gaz combustibili accessori trovati cteirarli di Pir 

Relazione del Sig. A. Galtibr 

Le mie ricerche sui gaz combustìbili delVatm 
sfera hanno stabilito che l'aria la più piirn, ra 
colta lontano da tutte le emanarioni, tcUarirhe o 
vegetali, contiene, allo stato normali;, '*"' 0- 

miilesimi del suo volume d'idrogeno 1' j<^ 

circa 2iX) cmc. per metro cubo. Questo gai non è 
accompagnato nell'aria delle al IK: regioni che 



/ 



5» 



inlniori al milionesimo, di ultrì Idrocar- 
la. Odl'aria drllc ciitA eJ anche dc-ll:i cam- 
^tteat* idrogeno (■ mescoìHto ad .lUri vnpori 
li. io qtuntiiù sullldcnti prr essere 
u o vapori che avevano fino ad ora ma- 
lA prcAcnu drir idrogeno libero, NU 
che questi gax acccniiort. olire che l'idro- 
i*^ coati mlseooo per cotti dire, delle combinA- 
■■ locali DitTcreotì di composizione nella città 
■Ha campagna, casi »oompart«cono, come si 
viato, in gmndc parte dall' ahn delle regioni 
ì, e totalmente o quo-sj totalmente dall' aria 
fltf wmm r dalle alte atmo^lcre- 

L'c^Mne della natura e delle pruporxioni di 
qjgt^i -.? "MH pdft dunque avere un interesse 
lentT h^ T.irtano con i luoghi, i KÌorni, le 

9vr%c UcU aana Ma, bench<!- .iss.'ii secondaria io 
eft Cke f^uarda la costitu/tone dell'aria stessa, 
te detcnnlnazione della loro natura, e per lo 
■eao delta luto composizione media, presenta, 
Atf fontodi vista irenico ed industriale, tin vero 
imereame, se si tratta dell'aria delle vie di una 
Csaadc cittik mme Parìfri 

Si amatAlf* che l'aria la piii pura, quella del- 
f ab»BUir« e delle alte religioni, è circa totalmente 
BtMte d* idrocarburi, ma che d^ in media 15,6 me. 
tf'an|oa per lUO 1. pA&sAndosu una colonna suflì- 
ocBte di oMido di rame riscaldato al rosiio. 

■ d'acqua corrisponde a 1,73 mg, 
*• i rogeno libero. 

irte coAtituenle dell'atmosfera, que- 
la» «ii.-».^uv, JovrA trovarsi nell'aria della cam- 
pÈ^am o delle cittA, qualunque sìa la polluzione 
di qae»i'ar>a per gli idrocarburi, 1' os- 
di carimnio e tutti srii altri gaz o vapori 
ili, polendo provenire dalle emanazioni 
« ftvmratazinni del suolo, dei vegetali, dalle com- 
i—tiooi ed iikitt>tric urNuie. 

&e dao«^e dall' idrogeno totale trovato ncl- 
T ariM di Tari;;!. qti.inJo U* sì brucia su una co- 
taK» tndetiniu di ossido di rame, cioì- in media 
O n^^ per le .nosire esperienze, si sottraesse 
12) aie* ritornando all' idrogeno lìbero preesi- 
MBBfee aeiraria pura, rimami, come media, 2/18 mg 
# idracctM avendo per origine le emanazioni, 

fey^KMJUdoni e combu'^tioni locali. 

D'altra parte, noi abbiamo trovato a Parigi, 

per il peso del carbonio combustibile contenuto 
m 100 L d' aria bruciata nelle stesse condizioni, 
t29l me Se- %i ammetteva che tutto l' idrogeno, 
(^ rtaaanr dopn pitsin a parte quello ritor- 
amtr air aria pura, (osse unito a questo carbonio 
«ao Ibnaa di idrocarburo, si avrebbe per 100 I. 
#aria calcotata a O e Itfì mm. : idrogeno degli 
MrocartiaH, 2,5K mg.: carbonio, 12.'J4 mg. 

Da qni il rapporto medio ~ del cArbonio all'i- 
di qoeMi idrocarburi ^'; = 4,7'l 
[OocOo rapporto è mollo supcriore a ^, « 2;4 
ci ha dato Ì1 gaz delle paludi, quando, distil- 
per mezzo dì gaz inerti, nelle proporzioni 
cyù «cmbrara trovarsi nell'aria dopo le dosa- 
re' di carbonio, lo ni bruciC» suir ossido di rame. 
BJttOCpw dtuiqiie che esisin nell'aria di Parigi 
■oé raciot>cri:<DO qui sul caso medio rappre- 
■MM dairtasietne delle nostre esperienze su 
Nevi* aria) dei vapori piti ricchi in carbonio che 



di gaz delle paludi, vapori che elevano Tino a 5.74 
il rappono ^, =- 2,4 caraltcrizzaodo la combustione 
del formene poro diluito al -^^ e al ]^. Di 
latto, le nostre esperienze, anche senza fare su- 
bire a questo rapporto la correzione dell' idrogeno 
Ubero, ci hanno dato per questo valore ^, dei nu> 
meri sempre auperiort a 2^1 e che ai elevano certi 
giorni a 4>* ed anche a \ 

Inoltre il g;iz delle paludi, al quale il valore me- 
dio del rapporto *, «= 3 ottenuto nelle nostre espe- 
rienze sutt' aria di Parigi ci rironducc neccAnriv 
mente, cosi bene alla considerazione che questo 
gaz fr un prodotto cosuinte di t'crmeniazìnnimeV' 
mose del .suolo e che la parte del turno dei nostri 
focolai, bisogna dunque che vi sia nell'aria delle 
cittik altri vapori combustibili più ricchi di questo io 
carbonio, tali quelli che si incontrano abìnialmenic 
nei prodotti di combu'itione del c.trbone lossilc e 
del legno : idrocarburi aromatici, fenolo, acido 
acetico, cianogeno, ossido di carbonio, ecc. 

Il cianogeno, l'acido cianidrico, l'acido acetico 
ed i fenoli stessi non s:iprebbcro, nei nostri espe- 
rimenti, elevare il tasso del carbonio combusti- 
bile dell' aria. I loro vapori vi sono in troppo mì- 
nima proporzione ed essi sarebbero siali traile-- 
nuti d'altronde dalla lisciva di potassa, seguita 
da idrato di b;irite e di calce precedente l'ossido 
di rame. Quanto all'ossido dì carbonio, abbiamo 
stabilito direttamente che l'anidride iodica non 
permette mai, nell'aria di Parigi e nelle condi- 
zioni le pìb lavorevoll, di scoprin* anche 1 cmc 
di questo gaz in lOO.nnOcmc. di aria; la media del 
nostri esperimenti ci ha dato 0,2» cmc. di qtiesto 
gaz per l'iti i. ji aria 

\on 6 dunque l'o^HÌdo di carbonio che ha 
potuto elevare di una frazione apprezzabile fi 
rapporto \^ ■= 4,74 qui sopra c-Ucolato. 

Voi diremo, a /art/or/, altrettanto degli idro- 
cjtrburi in C" H'" e C' H" che non si »ono mai 
rivelali nelle nostre dns;iturc in presenza di ani- 
dride iodica che allo sLiio di traccie dubbiose, 
imponderabili 

L'aria di Parigi (e son/a dubbio ne i- quasi lo 
stesso per quella delle altre graodi cittA mdu- 
sirinli e popolose) ci conduce dunque, per U 
parie combustibile dell' atmosfera delle sue vie, 
alla composizione medLi seguente rapportata a 
100 t: 

M nM. cvW in MIlMAT^mi 

Idrogeno libero nell'aria 105 \^ 

Caz (ormone 12.1 l'il 

Gaz ass:il carburati ihenzene 

e analoghi) 1.7 17 

Ossido di carbonio medio (con 

traccie di idrocarburi in 

C' H- e C« II' \ • 0.2 2 

l'na lille miscela dà la spiegairione la più ra- 
zionate dell' insieme dei nostri risultati, ma deve 
essere considerala come una media suscettibile 
di vari;i ■ II notevoli con i luoghi ed ì giorni, 

e per •-- i/a rimanendo in parte indeter- 

minata. 

Xoi potremmo tentare di spiegare anche 1 ri- 
sullati che abbiamo ottenuti per l'aria dei boschi. „ 

A- Gavtikk 



52 



Sistema di trasporto 

e di distribuzione dei gaz 



In seguito alla pubblicazione della descri- 
zione del Brevetto del Sig. P. Verdier, fatta 
nel numero precedente, ricevo dall' ing. Wal- 
ter RoTHFNBACH la presente, che pubblico 
integralmente. 

Se il sig. Verdier vorrà rispondergli, metto 
a sua disposizione la Rivista : 1' argomento è 
di tale importanza, che ben lo merita. 



Prfgiii/issimo Si'g. Calzatura 



Venezia 



Leggendo nel numero di agosto della sua i 
Rivista r articolo : Sistema di trasporto e di \ 
distribuzione dei gaz mi permetto di fare al- | 
cune osservazioni in proposito, osservazioni \ 
che la prego di pubblicare sul « Il Gaz ». i 

Come ingegnere della ditta Rothenbach 
e C." che ebbe la direzione dei lavori per i 
primi impianti di pressione a distanza, ditta 
che divenne specialista in questo genere di 
distribuzione del gaz, mi sento in dovere di 
rettificare alcuni grossi errori contenuti nel- 
l'articolo del Verdier. 

Fu infatti la nostra ditta' di Berna cheas- 
sunse la direzione dei lavori del primo im- 
pianto ad alta pressione in Europa, quello di 
Lu becca-C ravemQnde, eseguito sotto la sor- ; 
veglianza del nostro ing. O. Schoch. 

La ditta di Berna divenne poi più o meno 
iniziatrice in questo campo di lavori e grandi 
impianti ne eseguì e fra i piìi importanti cito 
quelli di Thonon-Eviano (distanza km. 10.9) 
e St. Margareten nella valle del Reno (Sviz- | 
zera) che furono eseguiti secondo i progetti ' 
del sig. ing. Alfredo Rothenbach della ditta 
Rothenbach e C. di Berna. ; 

Sulla base di queste esperienze la nostra ' 
consocia « Bamag » di Berlino ha poi con 
buon successo eseguiti ìn Germania numerosi 
impianti di distribuzione a distanza. E in base 
a tali considerazioni che mi sento in grado 
poter fare alcune osservazioni all' argomento 
trattato dall' articolo in questione. 

Il primo grande errore che commette il 
signor P. Verdier è quello di supporre che 
il potere conduttore di una tubazione aumenti 
in proporzione della pressione adoperata. Però 
è stato dimostrato teoricamente e d' accordo 
coi risultati della pratica, che il rapporto tra 
la perdita di pressione ed il quantitativo di 
passaggio in una tubazione è tutto diverso di 
quello presunto dal signor Verdier. Egli dice: 
con una pressione aumentata al centuplo anche 
il quantitativo di gaz passato sarà cento volte 
quello del quantitativo primitivo. 

Ora, una tubazione per es. di 600 ■" „, di 
diametro, con una perdita di- pressione di 
IO "' n, per chilometro, può fornire 3000 me. 



per ora; una tubazione di 60 ""''„, invece con 
loco mm. = I m. di perdita di pressione per 
chilometro, fornisce per ora soltarito 88 me. ; 
con IO '"/m di perdita di pressione per chi- 
lometro, la stessa tubazione di 60 ""m non 
fornisce più di 8.9 me. per ora. 

La produzione di una tubazione con un au- 
mento di pressione centuplo, non è dunque 
cresciuta cento volte ma solo dieci volte. 

La produzione di una tubazione aumenta 
dunque in proporzione lineare mentre la pres- 
sione deve essere aumentata ael quadrato in 
base alla proporzione lineare. 

Le seguenti cifre dimostrano ancora me- 
glio queste proporzioni. 

Con una tubazione da 200 ■"'„, alla produ- 
zione di 200 me. per ora la perdita di pres- 
sione per chilometro è 10,5 "'/„. 

Cnijsiimo Pcnlita [iress. p. km. Coe:Iic. Hi pres-;. Ciieflic. coiis. 

200 me. p. ora 10,5 i i 

400 42 4(2X2) 2 

600 95 9(3X3) 3 

800 170 16(4X4) 4 

Un secondo errore, che a chiunque 
può facilmente passare ma, che però non 
posso comprendere come ad un ingegnere 
sfugga è il seguente; 

II signor Verdier calcola che con una pres- 
sione di 0.5 atm. egli possa immagazzinare 
300 me. di gaz in un serbatoio della capacità 
di 3 me. Questa sarebbe una bella cosa e 
porterebbe vantaggio enorme all' industria 
del gaz. 

Il signor Verdier calcola così : il gaz nelle 
tubazioni si trova generalmente sotto una 
pressione di 50 '"/m- Comprimendo quindi il 
gaz fino a 0,5 atm. cioè 5000 "'/m allora le 
pressioni si trovano m rapporto 50:5000 op- 
pure 1:100. 

Secondo la legge di Mariotte si dovrebbe 
quindi poter con 0,5 atm. di pressione pres- 
sare in un cilindro di i me. di capacità, 100 
me. di gaz, misurato alla pressione del ga- 
zometro. 

Il grande errore consiste nel non aver te- 
nuto conto del fatto che il gaz nelle tubazioni 
non si trova alla pressione di 50 ""'m ma bensì 
di 10050 ""/m. Comprimendo quindi il gaz a 
Cg. 0,5 egli si trova sotto una pressione non 
di 5000 ""m ma di 15000 "",„. 

Così il rapporto delle pressioni non è 1:100 
ma invece 10050 : 15000 oppure approssima- 
tivamente 1:1,5; o più precisamente : Compri- 
mendo il volume del gaz da o a 0,5 atmosfere 
di sopra pressione un serbatoio della capacità 
di i me. non può contenere 100 me. ma solo 
1,5 me. di gaz. 

Facendo questi calcoli non si può tener 
conto della soprapressione — o pressione vol- 
garmente detta — bisogna invece sempre ba- 
sarsi sulla pressione assoluta. 

Intanto con tutta stima la saluto 



Milano 20 agosto 1^06. 



W. Rothenbach, ing. 



- 53 — 



FORNO A GAZ 

memento par i calcoli di combuatione 

par A. BOUVIER 



CoMtimuazione zrdì .W" 4^} 

6. — Composizione di alcuni gaz in volumi : 

C H OssÌK. 

i-i *. H4 rìMiliii ili... 0.5 voi. -! 2 voi. 
LV \U — 

Cu -- 

C n, ^ 

— H. - 



Volumi 
O 

l'csi 




3 — 


■1- 


3 


— 


0.5 — 






— + 0.5 voi. 


0-5 — 






- + I. - 


— 






- + 0.5 - 



7. — Composizione dell' aria : 
Aria OKHijtcnn O Azoto A/ 

i.(HK>l 210I 790I 

4.771I I.OCMil .1.7*>'I 

I.OiKijf 2.12K Jhi^ii 

4.ÌU>H i.(XK)K 3 3'o»f 

8. — Quadro delle combustioni (ralctilo 
industriale). Supponendo per appros.sima- 
zione 20",, di ossigeno in volume noli' aria, 
e 80 " „ d' azoto in volume nell' aria, Schil- 
ling (Annuario 1903, pag. 33) stabilisce il 
quadro seguente : 



reazione della cumbustione 



: me. C. Va[x>rc 

C'> 

H . . 

Brn7<'l<> . . . 
F riirne . . . . 
CtjLt d' ac(|ua . 

Gaz «nlioari . 



la (omlMMillone ncU' «ria iit». 

esi^e in m.c «we in m.. 

co» + Hj (> 4- Ai ^ hrtil* 
()t x.-if hrut-tari in me. 



< > aria 



C 

CO 
H, 
CH^ 
Qf, H6 

CO 



+ O, 

+ o 
+ o 

'r O, 

+ o,. 



CH4 + H, 



4- -^ = 



CO, I 5 

CO, 0.5 2.5 

Hj O o.s 2.5 

CO, 4- 2H, O 2 10 

6CO, + jH. O 7.5 .ì7 5 

2CO, + 2II, O 3 15 

CO, + H, O 0.5 2.5 



+ 



4=5 

2=3 

2=3 

8=11 

3" = 3'> 
12 = t6 
2 = 3 



CO, + 3H, 1.2!; 6.25 



Car "nlinario 'II) CH4 + H, 



Iw Dellwrk } 



8.70 



0.5 + 0.5 4- 
0.5 + I.S+ 5 = 7 
(vedi parafar. 31 1 



9. — Combustione e calorie sviluppate (Sch.): 

Ofsi freno 



me. va|»«»re C ^ 
i-^ 0.536 Hk- C t 
me. vajMire C \ 
o.55fi Kr. C ' 
me. CO . . . 
me. CH.. . . 



4- 0.5 me. 



i.o me. 



CO 



+ 
4- 



Caloric 

1.327 
"-295 



CI 



(B> 



I mr. 



H, 



4' 

+ 
+ 



I.O — 

0.5 - 

"■5 — 



1.0 — CO, 



+ 4.334 



1.0 
1.0 



1.0 — 



CO, . . . . 
H, o o 0.8 Kf,'. 



+ 



d'acijua ciin(lcn.t«ia 

CO, + 0.16 Kr. -f- 
d' acqua condensata 



3 o<)7 
3.087 

9.548 più 

(ConttHua) 



PARTe IMDUSTRIALe 



H Iniitlo Lewes 

concernente I* airtocarbvrazione 

ANNULLATO IN GERMANIA 



I! 9 dicembre scorso, la Corte imperiale 
m anica emanò una sentenza colla quale 
hr'vrtto Lewes, relativo all' autocarbura- 
■rr del gaz d* acqua durante il suo passag- 
" attraverso alle storte, mentre avviene la 
-t;Ila/ii>nc, veniva annullato e dichiarato 
•n v,ilidi> in Germania. 

\,f obirzioni contro la validità del brevetto 
r.-n-- l'atte dalla Ditta Julius Pintsch di Ber- 
!•■. I -ignori Pintsch dichiaravano che il 



brevetto non contiene che X enunciato di un 
problema, senza darne la soluzione. cio<* il 
metodo di ammissione del gaz d'acqua nelle 
I storte, in modo tale che durante la produzione 
dei componenti illuminanti del gaz di carbon 
fossile, assai facilmente distrutti dal calore, 
I quest' ultimi erano sufiicientemente diluiti e 
cacciati fuori della storta ; che non vi era al- 
I cuna invenzione materiale, ma solamente l'i- 
! dea del problema ; che il testo non menzio- 
nava che il gaz d' acqua doveva passare nelle 
storte solamente durante la produzione dei 
; composti illuminanti : che l'inventore, nel suo 
\ certificato d' addizione del 23 aprile 1901, limi- 
, tava r ammissione del gaz a acqna ad uij 
perimlo solamente di tutta la durata della di- 
stillazione, ciò che era una estensione della 
sua specificazione originale del 28 aprile 1900, 
la prima indicazione del limite del periodo 
; essondo stata data nell' ottobre 1900, quando 



5f — 



•rra \rAi'Z3itj-j chft il ^■stz d'acqiaa doveva e^àere 

-.rr.r'jfifjWj. non all' Lncjimir.ciarr:, ma ver=iO la 
f:-.'=: '^f^lU i-ii-^t-I^azi-jne, e p*f:r quantica aumen- 
u-u. m-tn^r-; -zh-^ -ell'apr.lr: igot, era detto 
.-.Ir: ;: i-;^ ■■'acqua -ioveva -r^^'tr.-; i.'zrodotto 
n--: ai:': '':-.'r..-.''.:are, -r: alla lìn-r, ma alla meta 

In ::"", ':. >. r:iul:ava -the il brevetto era 
«stat-, .-.;•..■, ,à:.j -: ^i: in 'iaro -!r,o.Te:to. r>u- 
rsr.:e / -.--■.■:.".. zìi "i; liie brevetto, ;[ ^^z "i'ac- 
«■ii;2 v:e-.^: --.-r.m-r.^.'--'- r.e ne tanto all'incominciare 
che s.l:5 ^r-.': '-ìe;!.! .'ì:.-ì::Uazione. A GQsthow. 
<i jve -." ..T;r..-:i-a - jesto ->iitema, il ;^az rì'acqua 
e am-.-"; --.., dir^'.Zr: le quattro prime ore del 
pero^iO -■:. lii-.tiilaj^ione 1: sei ore. 

[n'-.i:,-e. ,1 modo d; iavonv. nella pratica, e 
lo ste*^'* d. q lello esposto dal brevetto Young^ 
e A:tAe- dei :ft75. e se ne trova il principio 
neiia T -:--.■■ Jif:a cinimica di fCirapp 3-' edi- 
Zi/ne, i^v li profe-!-;ore I^e'A-es stes-iO ha 
trovato 'ieile "race-: del processo d' aut*"Kar- 
b razi'^n'; -.el \Vfì:te del r850. ed anche an- 
U: -torTien:e, Il sisf- Voan^ identifica :! ppice-iso 
Ij-rv/e-, '.0- qijello di Voun^ ed Aitken nel 
ifcj^, r>. pu. non v; e alcun profitto in potere 
ra.onri'"., relativamerte a! met<'XÌo ordinario 
d; autor^jrburazione. 

Il po-.-ie-iSore del brevetto ri.-5p07;e che i 
primi esperimenti per rendere la fiamma del 
ji^az d' à-qua Inminosa v>no vec'rhi quanto il 
gaz d' acq la ste-,so. ma tutti questi esperi- 
m'rnti furono troppo costo:si e non poterono 
t--»ere posti in pratica; l' autocarburazione 
non fhv\f:n*: praticabile che con il suo prcKresso. 

Il brevetto originale indicava distintamente 
che .1 gaz d'acqua doveva essere introdotto 
vaiamente quando gli elementi comp^jnenti gli 
iliummant, dei gaz illuminante erano in for- 
mazione. 

Il testo dimostra come in ciò sia la differenza 
fra il proceTS*^* Leu'es ed il prf^fcesso Aitken 
e Young, Ciò e un'errore dire come nel bre- 
vettr, che vi e passaggio del gaz d'acqua du- 
rante tutta la durata della distillazione- 

Il passaggio del gaz d'acqua è limitato al 
periodo di produzione dei componenti parti- 
colari al gaz illuminante, può esser\-i un 
errore quanto alla delimitazione della durata 
di qucst<^i periodo, errore soggetto alla cor- 
rezione. 

Con il Cannel, questo periodo incomincia 
subito, con il carbone fossile di Westfalia e 
di Boemia, impiega un quarto d'ora ad inco- 
minciare. Parecchie correzioni possono essere ■ 
fatte a questr> processo, ma non vi è là alcun 
casfj d' invalidità. 

I signori Pintsch hanno risposto che: Non 
vi era alcuna indicazione relativamente al 
tempo durante il quale il gaz d* acqua doveva 
essere ammesso nelle storte ; non si sapeva i 
a qual momento la formazione dei componenti ' 
illuminanti del gaz aveva luogo e ciò che è 
detto nel brevetto è per conseguenza ìnsuffi- 
cicnte. Se 1' operazione fatta a GOstrow era 
fatta correttamente, la naftalina doveva for- 
marsi al principio, ma si sa poi dalle ricerche | 



che sono state fatte che la naftalina si pro- 
duce ^oIamente verso la fine della d"stillazione. 
Ammettendo che vi s-a stata realmente una 
invenzione. ; certificati d'addizio.-^.e erano stati 
troppo al!an:^ati e sostituivanj in tal modo 
U.12 invenzione nuova ad una vecchia. 

L' L'tficio dei Brevetti ha deciso che : il 
brevetto essendo attaccato per questo fatto 
che pone un problema da risolvere e non 
presenta la soluzione, il soLj mezzo d'uscita 
da r_i--, era di presentare la questione come 
relativa all' ammissione del gaz d' acqua du- 
rante un periodo particolare. 

Ma se si fa ciò. due cose incerte si pre- 
sentano : la prima relativa alla durata dell'am- 
missione, nel testo ; la seconda relativa alla 
quantità di gaz d'acqua, durante i differenti 
periodi. La specificazione parla della regola- 
rità della fornitura del gaz d' acqua durante 
la distillazione : vi e detto che 1" ammissione 
del gaz d'acqua è più utile se ha luogo die- 
tro la storta, che i tubi devono avere tali 
diametri ; ecc. ; che il gaz ammesso deve 
sempre essere 50 io 20 a 30' , della pro- 
duzione totale, ma non è dato alcuna indica- 
zione relativamente al modo di modificare la 
quantità di gaz d' acqua ammesso. 

Relativamente al periodo d'ammissione, 
la descrizione e le applicazioni non sarebbero 
d'accordo, poiché non è detto nella descri- 
zione del tempo di ammissione del gaz d'acqua, 
benché si sia parlato della sua temperatura 
anche nelle addizioni, le indicazioni della du- 
rata di ammissione, se ve ne sono, sono assai 
indeterminate. La delimitazione del tempo di 
ammissione apparisce per la prima volta nel 
certificato d' addizione ottobre 1900, di- 
cendo che r ammissione del gaz d' acqua non 
é necessario al principio della distillazione, 
sia una mezz' ora. e che deve aumentare pro- 
gressivamente durante gli ultimi periodi della 
distillazione ; nel certificato d' addizione 
aprile 1901, il processo apparisce per la prima 
volta sotto la forma presente. In più, vi furo- 
no diverse addizioni all'originale. Per tutte 
queste ragioni, il brevetto deve essere dichia- 
rato non valido. 

Dopo appello, la Corte Imperiale ha con- 
fermato la decisione dell' Ufficio dei Brevetti, 
basandosi su questo fatto che il brevetto non 
concerneva alcuna invenzione materiale, ma 
solamente l' enunciato di un problema da risol- 
vere la di cui interpretazione era stata troppo 
poco sviluppata. 



Il breietto della Unpida Lncas aRaallato Ir Cenatila 

A proposito della notizia da noi pubblicata 
nel N. 49 su questo brevetto, la Aiigemeùie 
Beleuchtungs und Heim- Industrie A. G. cì 
scrive, pregandoci di rendere noto, come alla 
sentenza del Presidente dell'Ufficio Imperiale 
dei Brevetti, del 19 aprile 1906, abbia essa 
avanzato ricorso alla Corte Suprema d' Ap- 
pello. 



— 55- 



FIMUaZtONE DELLE STORTE IN GERMANIA 



'jpb una ntiovn iiubblirazir.nr tcHosci dì rhì- 
n. '''• = ' ' 'Mair II no)itro coiifrattllo « Jnurnnl 
Orhtune » ha pubblicato fìv^h 
• ' ]<: liiite seguenti rela- 
B»r II* (Irllr stnr1<- drl gaz. 

L da gaz devono essere non sola- 

menu . . ;. ..:urir, ma devono presentare anclie 
■B3 eninde forza meccanica e n^nisterc alle 
VW ' * -^<* devono e-isrre 

<Bcfe- ' 1 j - . all'interno, allo 

«eof- ^ f^mi'Uf non aderisca troppo for- 

I- il dimensioni delle storte cngio- 

■anr. ifficoltà nella fabbrira/ìone, tanto 

yrr ' r uinfnrniita della materia prnna 

cjle per ojn'^ervare una l'orma regolnrf. I^ 
^^f r-ri.i pnma è quasi sempre di .ir^cilla ; 
r .1 a cemento refrattario nella prò- 

porjj'.-nc di I 3303, secondo la natura del- 
nn^nii : r nr^dla e sovenlr un miscuglio di 
émtr ^nilc, alcune volte con caolino e 

fKKitx^ -- ...:ia. 

n cemenco refrattario è composto di ar- 
•■ ^r ' . ancora di frammenti di 

■. o<l anche frammenti di 
minienti devono rssere ad 
ao^t 'li schrjiK'C -ilio scopo di 

t- >i ull' argitla. I^ sabbia di quarzo t 

i.- ■ '':»nda v troppo liscia. I frammenti 

'i ta al forno devono avere da ' ^^ 

A * «^ di |>"llirf di tlianu'tro. 

Le fabbriche Kermaniche di Stcttmo im- 
■M-nno una miscela di argilla di Boemia e 
? "■ -> .1. —ra con caolino ed argilla di 
\' Un'altra, fabbrica impiega 4 

^ . . - ; . ,|^ <rivr|l;ita, 2 (li argilla 

fri'-- '■!. 8 di crmcnlo pestalo 

e » ■ no pt'ivenzzalo. LMa fabbrica di 

K* - iM.picjiia 46 parti di frammenti di ar- 

t. A.'j-j di argdla grassa di VV'esterwald. 

XX «li argilla di Ebernham. e 5 di argilla di 
Chifka. 

L* argilla é ben macinata e mescolata in 
wmnUi al cemento refrattario, poi apparce- 
t3hmtM in forma di |>alle, le ()uali, dopo un 
dmw I min Hill pamale. sono assai diliicili a 
■wdclUr» con la mano. (Jueste palle suno 
abbmdonatc a so stesse durante uno o due 
gMmt al fine che 1' umiditi» vi si diffondi in 
wmIo uniforme. 

La storta ^ fabbricala con queste palle. 
ertn ÌJi mano, in modelli di legno, c<»n o senza 
') una ossatura. Il modello è formato 
«1- ^ . . ni. Se non si usa ossatura, il termine 
4cU* sti>rta è prime di ogni altro fatto e i 
liti -^ -tniiti pressando l'argilla contro 

Ir !►■' ' m< ►dello, ciascuna delle sezioni 

^i*r- '.riiita serve allo scopo. 

t" ..SI fa uso di un modello che si 

r rra fino alla lungliexza necessaria. 

1 ■ -^ -re della storta è an7Ìtutto 

( ala per mezzo di due pestelli 



dei quali il primo è dentellato ed il «eeondo 
liscio. La materia è m seguito ammucchi. ii^i 
nello spazio ci>mprrso fra ilmixiello e lo sche- 
letro, m piccoli.' quanlitu. le sezioni del mt*- 
dello essendo sovrapposte a misura che il 
lavoro avanza. L'ultima sezione drl mfxlello 
ò cosi fiitta che p<-rmcttt- <li modellare la testa 
della storta. 

1 pe/jti che compongono l'ossatura sono 
in seguito ritirati. 

Con r aiuto di un trasportatore il tutto t 
condotto nella ixwixionc orizzontale, e l'ope- 
raio entra nell interno per pulire le pareti : 
il tutto è in seguito traspK>rtato nella camera 
di disseccamento. 

I^ sezione supcriore del modello ù poi 
levigata ; le aperture necessarie sono prati- 
cate, e le diflerenti parti del modello sono 
successi vamonlt levigate, mentre che la su- 
perficie esterna della storta * nello stesso 
tempo pulita. 

Ùltimamente, in alcune fabbriche, si la- 
vora in un lu«»go il cui pavimento è risral- 
dato a vapore; lo scheletro è munito di un 
pezzo die rientra nel m'Klello. ciò che per- 
mette di ottenere un lavoro esattissimo, ma 
nello stesso tempo, fa nella pane inferiore 
della storta, un foro che deve venire t;:rato 
prima di procedere all'operazione della puli- 
tura interna. Il lavoro in tin luogo riscaldato 
con vapore rimedia all' operazione delicata 
del trasporto della stt>na al disseccatolo. L'e- 
sterno della storta à disseccato dall' aria della 
camera di disseccamento e rinierno col mezzo 
di un ventilatore. 

In Ciermania, il getto è fatto a mano. Il 
getto a macchina, come 6 praticato in Inghil- 
terra ed in America, e stato cspenmeniato, 
ma poi abbandonato. 

A IvrVt in Francia, le storte sono fatte 
meccanicamente e hanno solamente 1 pollice 
di spessore di parete, ma queste pareti sono 
ondulate in modo da aumentare la superficie 
di riscaldamento. Degh apparecchi meccanici 
per la fabbricazione dei tubi di argilla di 
grandi dimcn>ii>ni. sono stati anche applicati 
per la fabbricazione delle storte. 



IL GAZ A NEWCASTLE 

Il gaz riporta a Newcastle una vittoria sul- 
r olcttricitA per rilluminazionc delle vie. L'am- 
ministrazione nuinicipale voleva c<mcludere 
un prestito di 4500 sterline per l'illuminazione 
delle vie con l'elettricità. Ma l' autorità, che 
noi chiamiamo prefettizia, rifiutò di autorii- 
zarc un prestito per questo modo di illumi- 
nazione e dichiarò che nessuna stazione elet- 
trica sarebbe stata capace di fornire a prezzo 
egrualc una luce paragonabile a quella del gWL 
ad incandescenza. 



-56- 



Rjparazione di una vasca di gazometro 

che aven peritato la Iniieniieablltti 

Conmmcazione del Sig. G. Hartmann, archi- 
tetto municipale e direttore dell' officina 
a gaz della città di Kreuznach. 

Al tempo del riscatto dell'officina a gaz, 
nel 1890, i due gazometri esistenti, ciascuno 
di 800 me. di capacità, erano in cattivissimo 
stato. La muratura delle vasche aveva perduta 
la impermeabilità e quindi perdeva 1* acqua. 
Non è che aggiungendo costantemente del- 
l' acqua che si potè mantenere i gazometri 
in servizio con i *'- della loro capacità utile. 
Il gazometro n. r era stato costruito nel 1858, 
e il n. 2 nel 1872. La muratura delle vasche 
è costruita in pietra molle e calce di trass. 

I terreni ed i muri di chiusura hanno un 
rivestimento di 40 centimetri di spessore, in 
muratura di mattoni, con calce di trass e ce- 
mento e sono intonacati con malta di ce- 
mento. Ai dire del vecchio proprietario, mai 
questa muratura era stata completamente 
impermeabile. Erano state fatte delle ri- 
parazioni in parecchie riprese, ma senza 
riuscire a togliere completamente le perdite. 

Divenuta proprietà della città, i' officina 
a gaz fu ingrandita ; un nuovo gazometro 
più grande, con vasca metallica, fu costruito 
e i due vecchi furono riparati a fondo. Le 
campane furono montate lungo le colonne 
di guida per mezzo di passo di vite, le vasche 
furono avvitate e pulite e la muratura sbar- 
razzata di tutto. 

Le spaccature messe a giorno furono 
scavate profondamente col scalpello appun- 
tito e accuratamente chiuse con malta di 
cemento. 

Air esordio questo lavoro d' impermea- 
bilizzazione eseguito con le più grandi pre- 
cauzioni prometteva molto ; ma, alcune set- 
timane appena erano trascorse dalla rimessa 
in lavoro dei due gazometri, che il livello 
d' acqua nelle vasche ricominciò ad abbas- 
sarsi lentamente, ma regolarmente, fino ai ^/, 
circa della loro capacità utile. 

Fortunatamente che avevamo, acqua in 
abbondanza per poter rimediare senza troppa 
spesa a questo inconveniente. 

Ma, gli anni seguenti, il consumo di gaz es- 
sendo fortemente aumentato bisognava procu- 
rare di rendere queste vasche completamente 
impermeabili o a costruirne delle nuove in 
calcestruzzo armato. 

Mi decidevo finalmente a tentare ancora 
una volta la riparazione della muratura. 

Leggendo il Zentralblatt der Bouwerwal- 
tung del mese di ottobre 1903 la mia atten- 
zione fu attrata su di un apparecchio iniet- 
tore di cemento, che il Sig. Wolfsholz, in- 
gegnere a Barmen, aveva fatto brevettare e 
che permetteva di iniettare sotto una pres- 
sione di I '/g a 2 atmosfere della malta di 
cemento nelle spaccature di una muratura 
rovinata. 



Questo apparecchio era raccomandato spe- 
cialmente per il ristauro della muratura sotto 
le volte e le gallerie. 

Acquistai uno di questi apparecchi, dopo 
averlo esaminato, ed ecco come ho proceduto 
per i lavori di ristauro. 

Una volta che le campane dei gazometri 
furono alzate lungo le colonne di guida per 
mezzo di passo di vite, che 1' acqua fu levata 
dalle vasche, che la muratura fu pulita, si 
levò qualnnque intonaco di cimento lungo 
le spaccature assai numerose. Nel muro di 
chiusura, le spaccature andavano general- 
mente in senso verticale, mentre che nel 
piano, esse andavano a zig zag, conver- 
gendo dalla periferia verso il centro. Furono 
scavate fino ad una profondità da 8 a io 
centimetri. Col mezzo d' un trapano a tubo, 
si praticò longitudinalmente ad intervalli di 
40 a 60 centimetri in ciascuna spaccatura, 
dei buchi di 30 mm. di diametro, forati at- 
traverso il rivestimento di mattoni del muro. 
Questi fori furono accuratamente puliti e 
lavati con acqua sotto pressione. 

In questi fori così preparati, vi si iniettò 
con l'aiuto dell'apparecchio, sotto una pres- 
sione di I ' , atmosfera, della poltiglia di 
cemento. Perchè l'imboccatura conica in me- 
tallo dell' iniettore s' adattasse meglio alle 
pareti dei fori, la si ricopri di un tubo di 
gomma. Quando la poltiglia di cemento era, 
come accadeva sovente, assorbita rapida- 
mente e facilmente senza che si rimarcasse 
uno zampillamento nei fori vicini, si iniet- 
tava nel foro, con l' apparecchio sotto una 
pressione di i '/^ a 2 atmosfere, della malta 
di cemento mescolata nella proporzione di 
I a 2 {con sabbia del Reno avente dei 
grani di eguale grossezza). Alcuni di questi 
fori potevano assorbire più di 250 1. di malta 
di cemento senza che questa uscisse per i 
buchi vicini. 

Ciò era una prova evidente che dietro il 
muro di rivestimento in mattoni e nella mu- 
rature in pietre molli che si trova dietro, 
esistevano enormi cavità e delle larghe spac- 
cature per 1! riempimento delle quali abbi- 
sognava una si grande quantità di malta. 

Grazie alla facilità con la quale l' ap- 
parecchio iniettore si lasciava maneggiare, 
queste iniezioni furono fatte in alcuni giorni 
in un modo sicuro e senza troppo consumo 
di cemento. 

Una volta che il cemento iniettato fu in- 
durito, si rinnovò accuratamente l' intonaco 
in cemento dei posti scavati. Per maggior 
sicurezza, tutto l' intonaco fu ancora una 
volta fregato con strofinacci di feltro, lavato 
con strato di cemento puro e, dopo che il 
tutto fu completamente secco, si diede final- 
mente due strati di intonaco (siderolite). 

Dopo 14 mesi che questi gazometri sono 
stati rimessi in servizio, non si constatò al- 
cuna perdita d'acqua. L'operazione è dunque 
perfettamente riuscita. 



t 



Prezzi differenziali del Gaz 

par ARTURO VALON 



Ì*ita drllc questioni che richiama scm- 
fr ne dei gazìstì inglesi è qudla 

4cu« >'-ii<jii.i del gaz a prezzi differenti. Sic- 
cwe è una cfuestioni* rhe non si ^ l>asata 
striar ■ enlemerne. n<>n e* è da slu- 

yim - MI ?*) trovami divise. 

Gli uni vophono un prezzo uniforme per 
I eon<>unmti>n, mentre altri vogliono pur 

fare degh affari, vendere il gaz anche a 
>nbta. 

Però, fra questi due estremi vi è la mag- 
^toranza che cerca un mezzo termine e che, 
CBOn ric*>iderando. per sostenere la concor- 
ncfua. vendere il gaz al prezzo più basso pos- 
&' ' rebbe pertanto a non fare ingiustizia 

a^. ^n?t ordinari. 

6' «• il Pjirlamrnto inglese non per- 
sene ^ .l una differenza di prezzo troppo 

aocrntuata apjx>|j;giandosi per sostenere questa 
mi su gli ^Itfi recenti nei quali gli sconti 
Accordati sui forti ctmsumi sono stati limitati 

15 ' ,. Ma bisogna ricordarsi che in quel 
Ilo nulla provava che quel 15 " „ non 
cn ♦ufficiente per lasciare un cerio mar- 
psr alle industrie del gaz che queste leggi 
oOBCernrvann. e che il principio dei prezzi 
diflierenziaii à stato sanzionato dal Variamento 
pd caso dei cunsumalun aventi it contatore 
a pa^aincnto anticipato. 

Le re-- ■ «itatutaric imposte dal legi- 

ifatore a , :<> della variazione dei prezzi 

del gxt 7>eiiibi.tihi essere mspirate dal desi- 
derio (\\ trattare tutti i consumatori nella me- 
d aisa, cioè di non danneggiare alcuna 

CMLtr^i'i la per beneficare delle altre ; ma non 
c** alcuna ragione di supporre che abbia vo- 
fttfft impedire alle imprese del gaz di fare 
4dBe condizioni speciali, dato che sia dimo- 
Mmo che queste circostanze legittimino il 
firrore accordat»» e che i consumatori ordinari 
•00 Mano trattati in modo ingiusto. 

Di c*msegucnza, la questione si basa di 
apcrc quali siano le circostanze speciali che 

Stti6cano delle condizioni speciali. 1 fattori 
■ jgovcmanu il prezzo del gaz fornito ad 
,BD abbonato possono riassumersi come segue : 

t." Volume del gaz coiiMimato per anno; 

a.* Rapporto fra il consumo massimo gior- 
■abero e il consumo totale annuo; 

5.' Rapporto fra il consumo massimo ad 
ora e U consumo massimo giornaliero. 

4.* Pcnodo del giorno o deiranno durante 
3 quale la fornitura f necessaria. 

Vediamo ora a qual punto ciascuno di 
pacati fattori influisca sul costo. 

1.* *Ju-u$tiià co/tsuttiftfa per anno. Sembra 
endcflte che t -wh elementi del costo che 
•ODO ostctilati dall'importanza del consumo 
•itao quelli che sono totalmente o parzialmente 
« w mrna ti dal numero dei consumatori e non 
«li quantità di gaz consumato. Prendiamo, 



ad esempio, l' introito. Costa egualmente caro 
incas^sare una uiccola somma che una grande. 
Se il prezzo del gaz è uniforme ti forte con- 
sumatore pagherà più del suo conto. 

2, Haf Porto fra 1/ cunstmio nuissima gùt- 
nalitro t ti fvnsuMo annuo tutoli-, fili elementi 
di costo Ofttenlati da questo fattore sono quelli 
che non sono ridotti dalla riduzione di con- 
sumo in estale, come le spese del capitale. 
W capitale necessario per un cert*» consumo 
non di(jende dal volume totale di gaz consu- 
malo neir anno, ma dal ma.s«>inio di consumo 
di un giorno qualunque nell'anno. Di conse- 
guenza, più il consumo annuo è forte in pro- 
porzione del massimo di consumo giornaliero, 
meno la spesa del rapitale p<T i.ooo me. pro- 
dotti e elevato. 

tVr esempio, ^v un abbonato prende an- 
nualmente una quantità di gaz eguale a 300 
volte d suo consumo massimo giornaliero, 
mentre che il consumo totale annuo dell' im- 
presa non i'. che di 200 giorni al massimo, al- 
lora l'installazutnc mvupata a produrre questo 
consumo particolare produrre, nel corso del- 
l'anno, sp"* ^ più di gaz che il resto dell'offi- 
cina, e 1e spese di capitale per questo abbo- 
nato p4itrebbero e&sere ridotte nella propor- 
zione di 3 a 3. 

3." ì'iitppurto fra il massimo ronsitnio ora 
e fi eottsunw massimo f^iomatiero. Questo fat- 
tore ostenterà la parte del costo che t coperto 
dalla massima spesa, tali che le spese ni ca* 
pitale stille condotte, la np;irazione e la ma- 
nutenzione delle condotte, ed anche, in una 
certa misura, le spese di capitale gravanti 
sui gazometri. Per conseguenza, queste spese 
possono essere trattale come t detto sotto il 
titolo 3. 

4." Periotio ilei giorno o dell' amut durante 
il anale la fornitura r MecessarÌ49. Date le con- 
dizioni nelle quali si trovano la maggior parte 
delle imprese, si potrebbe fare niaggn'n ridu- 
zioni su questo capitolo se il consumo fosse 
necessario fra mezzogiorno e 6 ore dì .sera« 
ma dalla manieni in cui le cose passano non 
sarebbe prudente accordare vantagg^i che sotto 
il titolo 3. In oltre, se tutta la fornitura fosse 
falla in estate un' altra riduzione potrebbe 
ancora esser fatta per le ragioni esposte sotto 
il titolo 2. Si obiettò che se l'impianto fe 
interamente utilizzato durante tutto l'anno, 
sì ha un margine considerrvole per coprire 
le riparaz'oni. ma questa affermazione non 
concorda guari con 1 fatti. La parte dell' in- 
stallazione che esigerebbe il maggior margine, 
è quella delle storte. Si può con ragione am- 
mettere che un forno duri a anni e che ab- 
bisogni un mese per ric«>struirlo. Per conse- 
guenza, se ciascun forno deve essere hco' 
struito una volta ogni due anni, e che neces* 
sili un mese per eseguire questo lavoro, ciascun 
forno se troverà fuori di scr\'izio ]»er una 
ventiquattresima parte della sua durata. Dun- 
que un margine di 5 „ sarebbe suflicienle. 

Le differenti nduzioni che s'agitanti nel 
paragrafo qui sopra sembrano essere giusti- 



-58- 



ficate e concordi con i! principio consistente 
di trattare nella stessa maniera tutti i consu- 
matori. Ma, per risolvere il problema della 
fornitura del gaz per forza motrice in con- 
correnza al gaz di generatore, si sono pro- 
poste altre riduzioni ancora. Fra queste figura 
in testa una riduzione di spese del capitale 
sotto pretesto che in un nuovo affare il costo 
di estensione per i.ooo me. di gaz venduto 
è minore che la spesa di capitale esistente. 
Ma accordando delle riduzioni di questo ge- 
nere non sarebbe piìi possibile di pretendere 
che tutti i consumatori fossero trattati sullo 
stesso piede, benché si possa ancora dimo- 
strare che essi non sono trattati in una misura 
ingiusta. Ciò che è certo è che se non si ac- 
corda una riduzione considerevole sul prezzo 
del gaz per la forza motrice questa fornitura 
passerà ad altri, in modo che le spese fìsse 
continueranno ad essere sopportate dai con- 
sumatori ordinari. Perciò se questa conces- 
sione può esser fatta, il costo della fabbrica- 
zione sarà eventualmente ridotto, grazie al- 
l' allargamento della base delle operazioni, e 
il consumatore ordinario godrà un utile di 
questa riduzione nel costo. 

Questo argomento non può perciò essere 
impiegato in favore di qualsiasi accordo per 
il quale le spese che sono state aumentate 
dall' estensione dell' affare sarebbero soppor- 
tate interamente dai consumatori ordinari. A 
meno che il prezzo pagato da un consumatore 
qualunque non copra totalmente le spese fatte 
per l'approvvigionare — compreso 1 interesse 
dell'impianto — è evidente che sarà stato ap- 
provviu;ionato a detrimento degli altri abbo- 
nati. Non è dunque probabile che un Parla- 
mento sanzioni mai un tale accordo. 



Grafite artificiale 



Si sa da Umgo tempo che il carbonio 
sciolto nel ferro fuso si cristallizza in gra- 
fite, che la grafite si forma nelle storte da 
gaz, e che l' arco elettrico converte il car- 
bonio in grafite. Durante gli ultimi vent'anni, 
il processo di Girard e Street, che consiste 
nel far passare lentamente del carbonio arti- 
ficiale nell'arco elettrico è stato usato dalla 
Compagnia francese «Le Carbone". Que- 
sto processo è assai lento e solamente appli- 
cabile a piccole quantità. Archeson, nel corso 
della fabbricazione del carborundum, ha sco- 
perto che nella parte, la più calda del forno 
elettrico, si formava della grafite che pren- 
deva la forma del carborundum, ed era for- 
mata dalla volatilizzazione del silicio prove- 
niente (lai carborundum. Egli scoperse anche 
che il carbonio che contiene alquanto silicato 
si converte più rapidamente in grafite nel- 
r arco elettrico che non il carbonio puro. Di 
più, tutte le impurità, quali l'ossido di ferro, 
l'allumina, producono lo stesso effetto che 
il silicato. 11 carbonio contenente queste ma- 
terie, esposto alla più alta temperatura del- 
l' arco elettrico, è liberato da queste impu- 



rità che volatilizzano e lasciano il carbonio 
sotto forma di grafite pura. 

Questo metodo è ora impiegato su gran- 
de scala, dalla Compagnia Internazionale della 
Grafite Archeson, alle cascate del Niagara. 
Dei cilindri di circa 28 piedi di lunghezza, 
di terra refrattaria, sono riempiti con cariche 
di 3 a 3 ip tonnellate di carbone o di pezzi 
di antracite, ricoperte di carbone in piccoli 
pezzi ; una forte corrente è inviata in questi 
cilindri aumentandola in modo che la tem- 
peratura sia portata al suo più alto punto e 
così mantenuta per ventiquattro ore. Così 
tutta la carica è convertita in grafite, che 
contiene soltanto i[2 per cento di impurità. 
Delle quantità di grafite vengono convertite 
in elettrodi, di una grande resistenza e fa- 
cili a lavorarsi con istrumenti, mentre che 
le masse informi di grafite possono essere 
ridotte in polvere ed impiegate nelle fabbri- 
che di matite, per lampade elettriche ecc. 

Il Gas World, dal quale riportiamo que- 
sti appunti, annunzia che la produzione di 
questa qualità di grafite è aumentata da 
161.920 libbre inglesi, che era nel 1897, a 
3 milioni 196.600 libbre, nel 1904. 



La gomma assorbe la naftalina 

Si sa che nelle analisi che si fanno per 
scoprire la presenza della naftalina nel gaz 
di carbon fossile, non si fa uso di tubi di 
gomma, che hanno una tendenza ad assor- 
bire la naftalina. Questa circostanza ha obbli- 
gato il sig. Irminger, di Copenaghen, a de- 
terminare con esperienze la quantità di naf- 
talina assorbita dalla gomma. A questo effetto, 
ha preso tre piccoli tubi di vetro in forma 
di U che ha riempito di gomma di buona 
qualità (2 p. 100 di cenere) tagliata in pic- 
coli pezzi. Il gaz conteneva 5 grani di nafta- 
lina per 100 piedi cubi. 

Il peso della gomma contenuta nei tubi 
di vetro era di 14 grammi (200 grani). Per 
rendersi conto della presenza della naftalina, 
ha fatto gorgogliare il gaz uscente da questi 
tubi in una soluzione d' acido picrico. Un 
volume di 186 piedi cubi di gaz aveva attra- 
versato questi tubi prima che l'acido picrico 
accusasse la presenza di naftalina. I 14 gram- 
mi di gomma avevano assorbito 9,3 grani di 
naftalina o 5 o[o del suo peso. Irminger fece 
in seguito passare in questi tubi 50 piedi 
cubi d'aria, poi vi lasciò penetrare di nuovo 
il gaz, e la gomma assorbì ancora la nafta- 
lina contenuta in 139 piedi cubi di gaz. 

In un' altro esperimento, un cilindro di 
vetro era riempito di pezzetti di gomma or- 
dinaria contenente 28 o]o di cenere. La quan- 
tità di gaz liberato dalla naftalina era allora 
di 900 piedi cubi, la gomma avendone assor- 
bito il 2 o[o. La gomma era in seguito riti- 
rata dal cilindro ed esposta ali* aria durante 
due giorni ; poi era rimessa a posto e libe- 
rava ancora 750 piedi cubi di, gaz dalla naf- 
talina. Durante queste esperienze, il gaz era 



Auoioaxo a parecchie riprcMr e non aveva 
pmhHu «en&ibilmcnu* del suo potere ìUumi- 

La gomma puA dunque assorbire da a a 
5 0|0 di naft-:' oiidtj la ^ua purL'jeza); e 

pm^ *^%.Mi^ II,, . ^. . ; nuovamente dopo esser 
matM all' aria. 

1 ' Lpienza. se non si possiede altri 

Mcft>. i!i. he meno costosi» per cstrar- 

3V la iuUUMn.i •!.!] f^iz, si polirebbe» al biso- 
gpo^ servirai dcllu j^omma. 

A proposito della liquidazione 

della Compagnia Parigina del Gaz 

Lo spirare della concessione accordata 
4U comune di Parigi alla Compagnia del 
Oftc ha avuto per conseguenza la liquida- 
aooe di questa Società dopi» il x. Gennaio 
1906^ ' di'lt* esercizio 1905 sono chiusi 

e I il' '1 hanno presentato all' assem- 

blea ij del 37 marxo ultimo un rap- 

portu : rnisce degli schiarimenti inte- 
ressanti sul funzionamento di questa Com- 

Gli effetti del ribasso del prezzo del jcaz 
a ceni. 30 hanno continuato a trasfr>rmarsi 
«el 1904 in un aumento di consumo che ò 
tubo di tn.c. 394.918.250. contro 379.740.23H 
•el 1904. cioè una differenza m più di 
tyt-^^aat (4 ojo). 

L» Comp. ha incassato fr. 105.874.775.92 
karndo conto di crnt. 10 jier metro ctibu 
ebe il Comune di Panici ha dovuto rimhor- 
per risarcirla della diminuzione degli 
che il ribass'i del prezzo del gaz da 
ctnt. 30 a crnE. 20 te ha cagionato. 

D numero totale <legli ;»hb<ìnati 
cn, al 31 dicembre 1904, di . . . 553.979 
«. al 31 dicembre 1905, di ... . 579.388 

ctac un aumentai di ...... 35.409 

n numero dei becchi per l' illu- 
mamxiottc pubblica in servizio al 31 
Aeenbre 1905, era. nell* interno di 

P»rip. di . . . , 54.215 

% Bci sobborffhi, di 13.470 

aùt un locale di becchi . . . . 66^691 

^ WBDCOto dì 357 unità sul 1904. 

Sui 54-315 becchi m servizio in Parigi. 
TI rrmno 52.202 becchi a inrandesccn/.a e 
aoIan>ente 2.013 ^^h> ^ farfalla. Il numero 
A questi ultimi va costantemente in diminu- 
tioac d'anno in anno. 

Net 1905. la Compagnia del Gaz ha sta- 
bd:^<t i^mtuitamenle 1,376 condutture salenti 
D- no delle case, ciò che portò il loro 

Muat '"'" a 54-676^ 

L i qui contro dà il rilevato delle 

di ffaz vendute annualmente, dal 
'CeaiMÌo 1^6 al 31 dicembre 1905, faccn- 
ào oeDo ftcsvi tempti conoscere le varia- 
mai annuali accadute in questo consumo e 
i 4nridc»di distribuiti agli azionisti. 



Airi 



CMtant 
imit 

m.c. 

40,774400 «IjWlllMtf 

47335-475 
56.042.640 

62.159.300 

67.^. 1 16 

75.5 18.922 

84^0.676 

93.076.330 
100.833.a58 
109.610.003 
i 16.171.737 
122.334-005 



iMtitMal 
m.c. 

6L561.075 
8.707. 165 
6.116.660 
5.^8^16 

8.711.754 
8.845-544 

8-776.745 
6.561. j 34 

6.162.878 



ftllMMtfl 

Miri 
L C. 



» 36-569.762 (Ej^hééh» 14-^35» 57 

3.33&049 

6.401.613 

+ 30.733.5ao 

4- 26.995.558 

60.186.985 

6.738.787 

6.255.084 

1 5.280.043 



138.797 .8 II 

M>»99-4^ 
ii4.476.9<M 

87.4B1.346 
I47.66a33i 
i54-397->i8 
1 60.652.202 

»75-93fl'244 
189.309.789 
191. 197 .338 



i3-^»545 
J -987 439 



211.949.517 ffipwi j i-y 30.7,^.389 



2 18.8 13.375 

344-345-32+ 
260.926.769 

275-36B.705 
283.864400 
287.443.562 
286463.999 
386.851.360 

290-774-540 
297.697.830 



16. 



6.864.358 
2,S-53»-449 

'>ó8i445 
14441-936 

8495-695 
3.579.163 

979-.'ì63 

387.361 

3.923.180 

6.933.380 



312.258.070 (ElVNltbM) 14.560.350 

307.861.800 + 4.396.190 



311.929.550 
308.900.930 

303.4g6.850 

300^3.710 

3 II. 003.400 
318.020.060 
31.5-308.270 
320.03 1.350 
335.874.001 



4.067.670 
3.03B.630 
5404.080 
3.673.140 
10.199.690 
6.996.660 

3.711.790 
4.733.980 

5-84a.75' 



384303 65 — 

25-568.732 75 .50 

18.752.718 80 — 

15.176.02t 73 50 

proposito di questa 



y> 349.913.618 (C#muìm«i 24.039.617 

» 335-803.091 ^ 14.110.527 

» 33.V4 '8.788 

33 360.987.520 

H 379-740.238 

>5 394-9'6.259 

Vi è da osservare, a 
tabella : 

t.* Che la Compagnia ha mrominciato, 
nel 1869, a pacare una tassa ai Comune sugli 
utili della produzione ; 

2." Che le azioni sono state sdoppiate 
nel 1870; 

3." Che a partire dal 1.' Gennaio 1903 i 
privati hanno pagato il gaz a cent, 30 invece 
di cent. 30, ciò che portò un aumento nel 
consumo e, per cooscguenza. negli utili della 
Compagnia, poich* per quest'ultima il prezzo 



— 6o — 



non è stato diminuito, rimborsando il Co- 
mune la differenza. 



La lunghezza totale della rete di ca- 
nalizzazione era, al 31 dicembre 1905, di 
m. 2.609.662,65 dei quali m. 1.701.921,12 nel- 
r interno di Parigi. Le condotture poste nel 
1905, sia in Parigi, sia nei sobborghi, rap- 
presentano uno svolgimento di m. 34.525,87. 

Si dovette inoltre aumentare il diametro 
delle condutture antiche su una lunghezza 
di m. 1.773,10. 

L' insieme di questi lavori rappresenta 
una spesa totale di fr. 321.208,02. 

Quanto alle spese di primo impianto, 
fatte dal i gennaio 1856 al 31 dicembre 
1905, si elevano alta somma totale di fran- 
chi 339-593-2i5'38- 

È stato provveduto con l' emissione di 
azioni e di obbligazioni attualmente ammor- 
tizzate o rimborsabili dopo il i gennaio 1906. 



Terminiamo con qualche annotazione sulla 
convenzione intervenuta il 12 gennaio 1906 
fra la città di Parigi e la Compagnia del Gaz, 

Si sa che la Camera dei Deputati e il 
Senato non avendo potuto mettersi d' ac- 
cordo sul progetto di legge di stabihre la 
municipalizzazione del gaz a Parigi, il con- 
siglio municipale ha dovuto intavolare delle 
trattative con la Compagnia del Gaz in li- 
quidazione, per assicurare provvisoriamente 
il servizio della città e degli abbonati fino a 
che un regime definitivo abbia potuto essere 
stabilito. 

La convenzione firmata in seguito delle 
trattative ha due oggetti distinti: i." il re- 
golamento delle condizioni nelle quah la 
città di Parigi diverrà proprietaria dell'attivo 
della Compagnia, e 2.^ l'organizzazione prov- 
visoria dell' industria del gaz nel 1906. 

In ciò che concerne il primo punto, le 
parti riconoscono che la Città e la Compa- 
gnia sono attualmente comproprietarie dell'at- 
tivo dell' antica Società. La parte spettante a 
questa è attribuita alla Città, mediante un 
prezzo di forfait di 90 milioni pagabili il primo 
gennaio 1907 e che sarà di piena proprietà 
alla liquidazione della Società. 

Quanto alla gestione provvisoria delle offi- 
cine a gaz, si farà nelle condizioni previste 
dal vecchio contratto. Ma il prezzo di gaz è 
ribassato a cent. 20 il metro cubo per i pri- 
vati, rimanendo fìsso a cent. 15 per l' illumi- 
nazione pubblica. 

Sul totale degli utili realizzati dall'azienda, 
la città di Parigi preleverà cent, i '/j per 
metro cubo di gaz venduto. La metà del- 
l'eccedenza sarà data alla liquidazione della 
Compagnia fino a concorrenza di un massimo 
di dieci milioni. 

La convenzione del 12 gennaio 1906 di- 
verrà allora caduca e sarà considerata come 
nulla e non avvenuta, e non sarà conside- 



rata come nulla e non avvenuta, se non sarà 
approvata dal Parlamento prima del i lu- 
glio 1906. 



NUOVO IMPIEGO DEL CATRAME 



In un rapporto letto davanti TAssociazione 
germanica dei fabbricanti di cartoni pietrificati, 
Mullmann, di Niederlahustein, ha fatto notare 
che i catrami differiscono nella loro compo- 
sizione quando sono distillati, ma che que- 
sta differenza non dipende quasi dalla media 
di acqua che essi contengono, contrariamente 
a ciò che si credeva. Alcuni catrami che con- 
tengono soltanto da 2 a 3 per cento d'acqua, 
si distillano peggio che degli altri contenenti 
da 8 a IO per cento di acqua. 

La differenza proviene dalla media di car- 
bonio nel catrame. Se vi sono 25 o 30 per 
cento di. carbonio invece di io o 15. la pece 
ne contiene 45 invece di 33 per cento ; la 
spezzatura è appannata, invece di essere bril- 
lante ; la dissoluzione è difficile nel benzolo 
e il prodotto che ne risulta presenta una su- 
perfice opaca ; la fusione si fa difficilmente e 
quando è fusa, la materia è densa, non si 
unisce facilmente con il catrame, ed è molle 
in luogo di essere dura. Al tempo della di- 
stillazione, il catrame di qualità inferiore scap- 
pa assai rapidamente dalle storte. 

Il dottore Ernesto Burschell, di Landau- 
Plalz, ha inviato all' Associazione del Gaz del 
Reno, il riassunto di un lavoro sull' impiego 
del catrame sulle strade e relativo a delle 
esperienze fatte da lui stesso. Da questo la- 
voro, risulta che 1' aumento di durata delle 
strade farebbe più compensare la spesa cau- 
sata dall' applicazione del catrame su queste 
strade. Quando il catrame è disteso affonda 
ad una profondità di 0,4 a 1,2 pollici sotto la 
superfìcie e forma uno strato elastico e resi- 
stente, impermeabile all'acqua. Questa pro- 
prietà del catrame, di coprire le pietre costi- 
tuendo il macadam, ha attirato T attenzione di 
parecchi inventori. 

Una di queste invenzioni, quella di Dorr, 
è stata condotta ad una utilità pratica, ed un 
nuovo materiale di costruzione « Dorrite » è 
fabbricato per suo impiego alle officine Dorr, 
a Germershein. Il catrame impiegato è ca- 
trame di carbon fossile, riscaldato a 140 o 160 
gradi centigradi per fare scappare l'acqua e 
gli olii volatili leggeri. La pietra impiegata 
è della ghiaia del Reno, sminuzzata assai fine- 
mente e ben secca, li catrame e la ghiaia 
sminuzzata sono riscaldati nello stesso tempo, 
mescolati assai intimamente in un tamburo 
rotativo. La materia è allora sottoposta, per 
piccole quantità, all'azione di un torchio idrau- 
lico, che le fa subire una compressione di due 
tonnellate e mezza, per pollice quadrato. Que- 
sta azione le comunica una grande forza di 
resistenza ed una coesione notevole. 

Il prodotto, che è in pezzi o in piastre, 
contiene da 19 a 20 per cento di catrame e 



- 6i — ' 



8d A fH Tv^r rcmn di pietra; 6 a^sai duro, 
fr«ts4 ico. llliimamentc si si fr oc- 

CT^ae <iM «ile della fabbncajiiunfi delle 

■iaol/ . rr il loro carattere di ìmpcrmca- 

MM. u r.»<:>-<tm;indano per il pavimento delle 
^aMt e scudene. 

Rriattvamrntr olle sulle, esse sfino supc- 
non ai cemenlo, in que-Hto senso che nman- 
gnno secche, sono calde ai piedi e presenlano 
«M «upcriicie Milla quale gli animali non 
• ém c o olano. 

Questa ^leva casa fece delle pi.xstre di 
«so spessore di 4 pollici, che costavano circa 
4 «ednint (eirca 5 lire| per metro quadrato. 
Mie <li catrame e di basalto schiacrtato. che 
m maatroao nelle vie di Stuttgart. Queste pia- 
«rr oon vengono intaccate dagli acidi, o al- 
cali e di eon^egucnza, si raccomandano per 
M pavmcnto delle camere di accumulatori ecc. 

N«Hi » priKlure alcun sdrucciolamento alla 
Imo supcrtice ed il loro costo ó a>iHai mode- 
nto ; n ramp'>n'> ilttlicilmente. 



BH ìa^iiaU liitUici coammIì i I' liÉustrU priviti 

n Ministero dcH'Intcrno, con circolare ai 
PrrfeltJ. ha comunicato che il Ministero di 
agnc- ' fiduKtria e comnicrcio ha fatto 

rueT.i [.iK'olta noi rt-gulanicnti speciali 

di aztcnde. per gestione diretta di impianti 
elettrici, i comuni inseriscono di&posizioni li- 
aaacivc dell' industria privata e che centra- 
itMlo alle dìsprisìzlimi della legge 7 giugno 
tgoi e rr*l;i!ivn regolamento. 

* vverle che i regolamenti ape- 

cab t. ...;ende municipalizzate non hanno 
akro fìne che quello di regolare l' ordina- 
■CM» interno dell* azienda e i rapporti di 
^■mai col comune e con gli utenti : non 
poaiooo perciò contenere dis[x>.sJ2Ìoni pre- 
acrìtljve di altro genere, le quali, anche se 
n fossero inscnle» non avrebbero alcuna 
cflkaaa di fronte ai terzi. Ad evitare per- 
taAo qualsiasi pretesto di contestazioni, sarà 
bene che nei regolamenti speciali delle 
antndc, ed in ispecial modo di quelle per 
esercizio d' impianti elettrici, non siano con- 
triKìT^ disposizioni che per la materia rego- 
lata devono avere pnipria sede nei regoìa- 
■KSb locali di polizia o di edilìzia, o che 
il fìne a cui quei regolamenti sono 



IDROaRBURI E OLII MINERALI 

SfllB^M éell'icetllefie per vii secci 



la alcuni casi torna utile di provocare 
ano svolgimento uniforme di coaesto gaz 
«efua ncorrcre all'acqua e per questo scopo 
Atkin ricorre ad una sostnn/a solida che 
^0^ Ù vantaggio di fornire un gaz assai 
^oro e non venefico e che è costituito da 
aodi cristallizzata. 



!^ reazione a cui questa di luogo col 
carburo di calcio è la seguente : 

9CaC, r aNa.CO,. io II . O - 9 C. H^ 
-t 4NaIIO t CaCo,-7Ca(OII), ^H,0. 
Secondo J. ilarrj- Stangcr, nel gaz ace- 
tilene ottenuto m siffatte condizioni le impu- 
ritÀ sono ridotte alle seguenti proporzioni 
per ogni litro : 

Zolfo , mg. o.oio 

Fosforo • o.o8a 

Ammoniaca .... ■ o.-^. 
I^ miscela della soda col carerò av- 
viene entro tamburi d' acciaio orizzontali di- 
visi in tre compartimenti. Lino di questi ier\'e 
a contenere il carburo, un altro è destinato 
alla miscela dei due pnMJotli ed il terzo serve 
da depuratore del gaz e j>er ouesto scopo è 
riempito di coke. Lo >vihippo ael gaz avviene 
attraverso all' albero chi- e vut>to. 

Lo sfruttamento di questo trovato è stato 
assunto dalla Sud-Gas Company a West- 
mi nster. 



SVILUPPO DELL' INDUSTRIA DEL GAZ 

IN GERMANIA 

Da una statistica pubblicata dall' Asso- 
ciazione dei gajtistl germanici. ttigli.imo le 
indicazioni seguenti : 

PRODUZIONE DEL ÙKl 



CITTÀ 

Berlino - . . 

Breia . . . 

Eib<rt«ld . . 

DlSMlion . . 
Nsrinlitrga 

Slettlfts . . 

Carisrulie . . 

Magonii . . 

KieJ . . . 
Chirlotteikoarg 



Nel IS7«-I8M 

61.871.000 m.c. 
4.664.360 

4 457 '33 

4-181.731 

4.073.860 

3-925-345 
2.804.750 

2.441. uo 

I.a7a.a43 

1.162 .817 



Nel I4U-KM 

191.70Q.000 m.c. 
30.066.3*^0 
16.816. t IO 
33.05:c.7oo 
17.984.050 
1 1.2^^.941 
11.383.330 

9.961.370 

8^96.110 
31.149.200 



A Hcrlmo, il rapporto annuale i>cr Tc- 
sercizio 1903-1904, segnala un aumento di con* 
sumo sull anno precedente di 14^11.100 m.c. 



Incatramatura delle strade di Roma 

Togliamo dal .^/c.v.m^^'/Tfi : Nelle grandi 
città SI e sempre ricorso all' inalT);imento per 
togliere la polvere nelle strade, ma ^ provato 
che r inatViamento stradale ha effetti dannosi 
in rapporto ai micn>rganismi. 

In questi ultimi anni si sono escogitali» 
prima in America poi in Kuni[>a, diversi si- 
stemi onde evitare l' inconveniente <lella pol- 
vere e cons^ucnte fango per le strade delle 
cittA e dei sobborghi applicandovi la spalma- 
tura di catrame con gli olii minerali o di an* 
tracene, ed anche aKoma, per cura del mu- 
nicipio, viene fatta, a titolo di espc-rimento, 
una incatramatura in diverse parti della cilti. 
L' abbiamo visto al piazzale nella stazione dU 



Trastevere, a vìa Lagnano ai Prati, ed ora 
si sta applicando a piazEa Indipendenza e vie 
adiacenti ai Macao. 

Nelle principali città d'Italia tali esperi- 
menti sono riusciti di piena soddisfazione ed 
hanno incontrato il favore dfl pubblico ; ed 
anche a Roma è da aspettarsi che dopo le 
prove escj^^uite se ne rileveranno i vantaggi 
indiscuttihili e se ne continuerà 1' applicazione 
a tutte le strade mantenute a breccia. 



Incatramatura stradale 

Leggiamo nel Resto del Carlino: Il 9 scorso 
ebbero terniinc It* o]>f razi<tni per la incatrama- 
tura del tratto (Iella strada provinciale di 
Galliera compresa entro la borgata di Corti- 
cella. Ci consta che il lavoro è riuscito in 
modo soddisfacente e che varrà a diminuire 
di molto, se non a sopprimere, rmconvcniente 
della polvere. La superficie incatramata è di 
mq. 4312, e per essa impiegaronsi q.li 50 di 
catrame e q.li a circa di petrolio grezzo. L'o- 
perazione venne eseguita a freddo, alTmc di 
evitare infortuni, imjìiegando personale pra- 
tico di tali lavori. 

Mercè T esperimento fatto eseguire dalla 
provincia, gli abitanti di Corticella, anche nella 
corrente estate, sentiranno in assai minor gra- 
do il disturbo della polvere sollevata dagli 
automobili. Il che è importantissimo anche 
nei riguardi dell' igiene. 



VISITA ALL'OFFICIMA DEL CATRAME 
delta Compagnia del Gaz 

Ebbi occasione di visitare l'ofiìcina dei 
catrami della Compagnia Parigina del Gaz, 
ofTicina attinente alla sua olficina di La Vil- 
lette. Questa otVicina, che occupa una super- 
(icie di 63.000 metri quadrati, tratta annual- 
mente 66.000 tonnellate di catrame. 

La Compagnia parigina produce olii leg- 

§ieri ed olii pesanti, antracene e pece: alcuni 
i questi prodotti sono poi rivenduti a privati 
che si incaricano di trattarli a loro volta per 
trarne i diversi costituenti. 

I catrami sono ricevuti all' officina per 
mezzo di carri a cavalli o di vagoni-cisterne: 
sono immagazzinati nei serbatoi elevati ove 
subiscono una parziale disidrazione fino a 3 o 
4Vb di acqua. 

Questi catrami sono poscia distillati in 24 
ore in caldaie dì forma speciale, riscaldate a 
nudo fuoco. L' ac({ua e gli olii leggieri sono 
raccolti durante le prime 13 ore, l' olio pe- 
sante durante le 6 ore seguenti. 

Questa distillazione permette di ottenere 
i seguenti prodotti : 



L' acqua ammoniacale raccolta, riunita a 
quella proveniente dai serbatoi, è trattata nei 
laboratoi speciali per produrre solfato d' am- 
moniaca ea alcali. 

Gii olii leggieri, distillati a vapore e ret- 
tificati, forniscono del benzolo 90 ^'o e della 
benzina, e sono utilizzali per la carburazione 
del gaz, per lo sgrassamento, per la dissolu- 
zione del caoutchouc ecc. 

Gli ulii lordi sono venduti greggi a diffe- 
renti industriali, che li utilizzano per impre- 
gnare i legni, per riscaldamento, ecc. 

Gli olii d' antracene fornisrono, raffreddali 
e compressi, l' antracene greggio, venduto al- 
l'industria delle materie coloranti. 

Infine, il residuo della distillazione^ la pece^ 
è colata calda in grandi vasche ove raffredda 
lentamente. Raffreddata, dopo pochi mesi, è 
venduta sopratutto come agglomerante. 

Questa officina dei catrami ha in fine 
un locale nel quale si fanno degli agglome- 
rati sotto forma di mattonelle di polvere di 
carbon coke, utilizzate dalle stesse officine 
della Compagnia Parigina. 



Acqua 


• 3V« 


Olii leggieri 


aV. 


Olii pesanti 


. 17 % 


Olii d' antracene 


8 V, 


Pece . , 


. 707, 



MUNICIPALIZZAZIONE 

Dna lettera del principe di Gamporeale 

sulla situazione amministrativa di Palermo 

11 principe di Camporcalc comunica alla stampa 
la seguente lettera : 

Palermo, jo giugHo 1906. 

Egregio signor Direttore dell' ORA. 

Con mia sorpresa rilevo rhc, con una certa insi- 
stenzn rircnta la vere die io intenda portarmi can* 
diilato o che iiuenda iiremlerc pane attiva nelle-] 
non lontane elezioni amniìnislrative. 

Come Im avuto ijiornalìere occasioni di ripetere^ 
sarebbe per me iis-iai disagevole accettare un man- 
dato che non puirci diiiimpetjnarc con la necessaria, 
diligenza, senza ^avc sa^irizio dei miei pcrMmali 
interessi. Ma sopratiitto ha presa su di me la £x>n- 
sidcraziiine che. massime nelle anuali circosianze^ 
la politica amministrativa iinn h. a Palermo per nulla 
seducente. 

Ne ho fatto La prova. Merce T aiuto di ottimi coU 
lef^hi nei pochi mesi che tenni la carica di Sindaco^ 
cercai di avviare la caotica e viziata azienila comu- 
nale ad un indirizzo diverso. Molte riforme furono- 
attuate, molle altre lasciai bene iniziate. A (X>chi 
anni « mesi di distanza, le une furono distrutte, le 
alire abbandonate e poco per volta si è ritornato sa: 
per giti all'amico. Anche recentemente solo ]* oppo- 
sizione della G. P. A. potè impedire che fosse abo- 
lito il concorsti per la nomina degli Impiegati, ed h 
sintomaticu che appena fu disponibile uà posto dii 
libera scelta, vi fu nominato il signor Salvator» 
Licata. 



-63- 



imJBodn r tlovmdo aMeaermi dall' ajsu- 
■mumIjUo rhe importi una i|iialiitjMÌ rr- 
i. credo però di o>m(>icrre 11 mio dovere 
ciiiailìno nell" invitare il mrp^j clciinnlc 
«rlmMM dtlb «iuiatlone fravfaiìiifM 
f^ tvrmi l'ulcada comiinalc e dei perìcoli cdI kI vi 
IBM* OH iB> IctEvrciu, cbe a me la paura 
rt uu giio ette {H-l riianl'i ct>\ qtiaU- ila unni ai 
I bilanci C(it)*iiiitivi. (1* ullimn iippruvnlo è drl 
■e rknc di c(m»q{urnr^ non «oln rhe fa di- 
tmm bMF alcuni per fiu-e quelli presuntivi, ma 
noa ai poò cadodare che, a conti fatti ai ab- 
liiBD «Srile aorpraw apiacrvoli. 

Ad utcni nod*!. fin od Majodo 1901 io avvertivo 
i Cn— 1111110 che cnn mr^ta a[ipn:»»Uma>ìnne la ai- 
dei Cnomne era la seguente : 
I>Ha%-aiun a tultu it 1896 — 4 milioni. 
tdrm it») 07 n lutto il loco - 3 milìnni. 

Qaiadl debito nnlloaalc scoperto - 7 milioni. 
Ptr ta IcKite Codronchi |>4ttcva il Oimnnc con- 
on debito di soli due milumt per coprire il 
del 96 — reatava dunque il <lclJÌto sco- 
A 5 inltioni. al quale aono da aggiuiiifcrsi il 
dal 1901 al 1906 che non ao a quanto 
ma che non può eaeMrre piccolo, basti dire 
che ti bilancio di quest'anno fu fntin jNircggìare 
<xaa MB atilc premalo di 500 mlLi lire «ul (jaa di 
«rt mam ai è mene» iniiiaio 1' cktcÌcÌo diretto. Col- 
MMffv tale Ingente del>tio fluiluantv con un nuovo 
4>MlD, non M può <tc min interviene unn tcincc apc- 
oaAr, e d'altra pane sovrimiKwta disponibile da 
^Km fan K»rvBtte non ite abbììimo, malgrado ai sia 
ASHMiInMme olirepas»lo il limile ledale. 

Ohoc sì fii ad amminiKtrare con un debito flut- 
MBMa di milìom, e con un dÌBa\'anio organico che 
h CuaunbaioDc d' Inchiesta Im ilol 1901 valuu'i n 
mtmao mfliooe, e che ora t ccrtnmcnic mAj^^inre, io 
mam m> Oc<^irre una nhiliiA Xutui s|ieciate Citta di 
■MraL di partite dì |firi> di r«|ictltt:nti e ili iwMicci, 
mmiAmKUe 1 qoali !«l putì andurv nvnnti i>cr qualche 
tc^ipo ma die non im|>e<ltrunno ai nodi di venire 

al pVCDIK-. 

Alcuni dicono che non c'è da prcoccu|Mirat più 
«te tantn : quando non oi p«>trà andare piu avanti 
^mnt imerrenirT lo Sialo come rÌA a\*\'enne per 
Macoli ed altre ciitA. 

lo credo «ia un errore Care troppo n.vseKnamento 
«qpa miCTta eventualità, e nimmcnto poi rhe l'aìutn 
Adh» Stato mai rkiIio rilevante, fu f<enipre ^ubordi- 
«MB a nuovi icravt aumenti di imposta cui 1 Co- 
sa^ dovettero a—o Kgc t tarid. 

Altri bkvoce, « Ira questi pare che sia\*i l' antrol- 
atmnaàcmt actinie, la aMejrnamento »i>pm nuove e 
viman riaone cbe si do\'rebbcro ricavare ilallc pro- 
fOHir wwwidpaliiaa ri tMii . e tale fiducia è eoa) 
yidr the é t. fin d' oru, creduto di poter £are a 
mmmtt detta tanu «ut valorr liK-.-itivn. 

li ana alfanta •celtico Mll'aiato che le naikl- 
«0 apportare il bilancio del Conaac 
|ÌÉ I Caaaai the «i mmio ruminali cbe tinelli ar- 
IL L'aamapio di Calaaia ialorml. .Vi o^m motlo 



credo che U mc);1[o sta di csunlnar» ogal ite(olB 
proposta taify t>cr coso, «enta prcconceltl dottrinarti, 

sempre pcrioilii*i. 

lo, Ȏ esemplo, approvo pltaastente cbe 11 Coonae 
*l adoperi perche la poputailooc abbia pane baaao ed 
a (ia»ta preito, e 1' iiii<-rventit del Munii-ip»<> (■ p,v 
nanii_-ntc K>u^tihcuto. non |[ià con l' Idea di reali«iare 
fCiudagno sul pane del povero, ma |ief ìl fiitlo che 
realmente a fnlrrmn il |uine era BCandaloaailMiKa 
cnrii in i-onfriinio con U- altre citlA. 

Mi era aeccssarhi per raniaaterc lo m:dpo di 
Un U Moliao Mualcipilc^ <J non m potr^-hU- cy^uul- 
niciiic provviilcrc (.'on im paniiH'io v [uMificio mu- 
nicipale ì 11 prruo delle farine t quotalo In bocaa 
come qitellt» del Consolidato, e aart-bbe suio Carile 
cosa per il Comune il prucurumi la farina a {[iuMu 
presso. Col Rrait numero di subilimcati in Sicilia « 
fuori e con le moderne fadlitii di trasporto, non A 
aerìo il prcrK-cupanti tirila poK^ihilìta di una acron* 
ffiura a danno tiella ctltj\ 

D'altro pane l'cacrcizjo di un molino importa 
un* alea ttKluairiate che tutto consiidia di eviure. 
t)hre al dover provvedere ali» mmpm dì tmmcnae 
quantità di frnino, eh' t cosa dillicJlc e rischiosa 
quanto mai, v* è pure la vendila ìM prodotti non 
utilizznblti per tu fabbrìcazìunr del pane, .Se ben 
ricordo fr stato deito che «opra un totale prodotto 
di 34 milioni, 14 milioni mpi^rcsentano il valore 
della larìna che il Comune utitir/triì e 10 milioni 
quello degli altri prodotti che w tlc\ono rivcntlrrr. 
Come si vcd^ ci troviamo di fronle ad una ){rt>Ma 
aziemla di indole prettamente cnnmiert-iale e nece»- 
soriAmente piena di ricchi. E ntm di w>li rÌK-hi m>t- 
lerìali. |>er quanto questi fwMMUio tradursi in tniccnti 
perdite che la malandata fiiiunui comunale mal po- 
ireblfc loppTfrtart*. Oltre Ì riachi maierìatt vi sono 
anche i riachi morati. In un ambiente a>me U ti» 
atro «aturo di dilbdenze ceno ouKcniir, ma forse 
non del lutto infnndair. le malevole critiche, i so- 
s)>ctil, le insinua'iont runtro una niicnda. cbe ap- 
punto per Iti Hua natura industriale prcsupiMinc la 
maj^ìore libertà di azione in chi la dirige, e che 
non può c!Mcre disciptinau e cuatroUata con norme 
prccìjic e minute, attecchirebbero assai facilmente, 
e finirebbero di Inquinare il tc^ià tanto inquinato 
ambiente cittadino ; numcncamlo x-mprc ptu la ri- 
trosia nei niit;liori e piti rispettati cittadini ad inge* 
rirsi nelle cose municipali. 

E vcaco alla aulclpaniuiloac M tat. 

CJuniKl" In c-itt.«lni;in/.i lii e<>iiMill,ita. le fu detto 
che occorrevano 4 nllloal e meno, r in l4*c a tak 
fabbiMitcno. lu L-hirstu il ntuui't alln C.i^n) l>epoalti 
e l'reMiitl. Ora si viene a saliere che ti'Ui pm 4 ija 
mu (wr K|>cfte di alto ed altre occom-nxe, • mllloal 
accarraaa : ed inoltre che per puim- riravnrr dnlU 
launkripalizziuione l' utile sfieroio, occorrcrA dM H 
Comnac taccia qeclla che aoa ha mal ac caasuHi lo 
alla Sodcti di (are (c, •Um. le Litcu»tan7e. op|H>rtu- 
nanirnie) cioè ingrandire le officine niddoiipiarc I* 
cTindutture ed cutenderle là dove non ci sono an- 
cora. In altri termini pei primi tempi lo sperato 



utile sarii assorhitn da spe^c inevitabili ed è quindi 
vano sjierarc che la finanza comunalt, per om al- 
meno, ricavi dall' esercizio del ^ar. quel notevole 
ristoro di cui ha urgente btsojjno. 

Ora io domando a quanti di fronte al miraggio 
che sembra eserciti su molli la magica parola Afa- 
uìHfkiih^nzion/'. non hiiiino rmunzialu iilla facoltà di 
ragioHHre, n costoro domando: O non sarebbe sialo 
più semplice e soprstutto piìi utile, date le condi- 
zioni della finanza, intendersi con ta Società, prov- 
vedendo ad un miglior sen-'izio e hssìcu rande» iìn da 
ora un utile cerio. ÌnimedÌaio, palpabile, clic pro- 
babilniciite nnii sarebbe stato inferiore a 4 o 5 cento 
mila lire all'unno: eiù .stnza riìselii e senza dovere 
impiegare un capitale dì 6 o 7 milioni che dob- 
biamo prendere a prt-stiin? 

E si noti che, prima ancora che il Comune ab- 
bia preso possesuio dell' azienda giA sì cliieilono e si 
prnmettonn riduzioni di tarifia, inconciliabili col pro- 
posito di sanare le piaghe del bilancio con gli utili 
del gaz. 

E sempre a proposito di tali utili vale la pena di 
osservare che il primo idrogetto di organico, fortu- 
natamente stato ora modificalo, tanto per cominciare 
bene, stabiliva un aumento di .stipendio agli operai 
ed agli impiegati mentre non è nemmeno prestimi- 
bìle che, col vento che tira, la Società <ìel gaz abbia 
fìnora juigato stijK'ndi u salari inferiori a quelli nor- 
mali della piazza. 

Ad oi^ni modo auguriamoci che la ninnicii»atiz- 
zazione del gaz riesca bene ma finora, la sola cosa 
verainenle certa è che avremo sulle spalle un nuovo 
debito di altri 6 milioni, debita che la più elemen- 
tare prudenza consiglia di ammortizzare sollecita- 
mente, prima cioè che la luce e l* energia elettrica 
non faccia apparire t' uso del gaz cosa antiquata e 
primitiva. 

Un' ultima parola. 

Certo h sempre desiderabile che una cilti\ come 
la nostra abbia le sue finanze in buono stpto, nm 
per Palermo, poi la cosa ha un' importanza acche 
maggiore in vista di quello die le è assolutamente 
ìndispensatiilc di fare se vuoi vivere civilmente e 
prò: perare. 

Una buona pnric della città e la più bella è tut- 
tavia alTaito sprovvista di fognatura, col continuo 
pericolo di epidemia, le strade fra fango e polvere 
sono quali non sarebbero tollerate nemmeno a Cian- 
ciana : non abbiamo nmeellu e tante e tante altre 
cose cui anche le città di terz' ordine non rinun- 
ziano. 

Air infuori del concorsa dato al Cantiere, nes- 
suna iniziativa ha preso la città per promuovere la 
navigazioue ed il commercio dimenticando che la 
sua prosj>erità e ricchezza non può venirle che dal 
mare. .Stilo ora e perchè il ceto commerciale final- 
mente accenna a farsi vivo si |>arla di un progetto 
di quartiere industriate e ne va data lode all' am- 
ministrazione attuale che fu sollecita a raCLUglierc 
l'idea. Io spero ed auguro che questa ed altre si- 



mili feconde iniziative siano portate a sollecito com-; 
pimento! Ma, osservo, se invece di i m ma bili zza re- 
7 od 8 milioni fra moliiio e gaz avesse il Comune 
preso r iniziativa della formazione di »m Consorziai 
allo scopo di anticipare i lavori per la sistemazione', 
del porto, banchine e slmili che lo Stato va troppo^ 
lentamente eseguendo, si sarebbe fatto cosa più utilcij 
e produttiva di buoni risultali. 

E lo slesso si dica del progeiio, vagheggiato da.j 
Michele Mieti quando era in Giunta con nit- e che' 
mancò il tempo di concreiare. di trasformare cioft'j 
il Castellani are, ora inutile e che per la sua ubica- 
zione e conformazione vi si presterebbe mirabilmente, 
in un ciuariierc commerciale con comode banchine 
e magazzini generati sul mare. 

Il mondo cammina e guai ai tardi ed ai priori. 
Il commercio clic può far Paienuo prospera e ric<:a, 
$.e non eì pensiamo in tempo, si svìerà a favore dt| 
altri porti ove troverà le rornoditA che qui fannt>| 
difetto e noi decadremo stunpre più. 

Io vorrei che la cittadinanza si decides.sc una' 
buona volta ;i mostrarsi meno apaticjv ed indiffe-] 
rente ai suoi steft.»ii più vitali interessi : che non con-; 
cedesse il niontjiiulio delle eledoni a jxichi mestatori 
di professione, poco siimabili e pimto stimali. 

Allora soltanto il livello intellettuale e morale-! 
tiel nostro civico «)nses.»to si rifilzerehbe, ed il Con- 
sìglio, anziché esaurire la sua aitivit.i ed o|H;rosìtà.' 
nel preoccuparsi di persone e di clientele, si prec- 
cupert-blie magjiionnente dei veri interessi del paesi. 

Ma verrà mai questo giorno? Il fatto che il cetaj 
commerciale accenna a farsi \*alcre e il sollecito ef- 
fetto elle i suoi primi vagiti hanno prodotto, ò certo 
un buon segno, e speriamo sia 1' inizio di tempi 
migliori. 

E con questo aupiirin i.a riverisco. 

Suo de v.iuo LAMPORUALE 

La risposta dell' Amm.Tasca-Lanza 

alla lettera del senatore Di Camporeale 

L'amministrazione comunale pubblica la se- 
guente risposta alla lettera del senatore princiiie XA 
Camporeale. 

1 due programmi 

L' amministrazione deve essere grata all' autore- 
vole capo del partito consen'atore di Palermo di 
avere con la sua lettera, mandata ai giornali citta- 
dini, trasportata la imminente lotta elettorale dal 
ristretto terreno delle misere competizioni ]ierM>nali 
sul vasto e civile campo delle idee e ilei 
grammi. 

l'crchè la sua lettera racchiude un vero e pro- 
prio programma amministrativo in opposizione a 
quello svolto dair attuale amministrazione, la quale 
non può non esser lieta che il corpo elettorale sia 
chiamato a giudicare quale dei due programmi 
debba avere la preferenza. 

Ma prima di dire una parola sulle critiche mosse 



-65- 



_ ;rin. i{*<- IH Cam|Mirculu affli alti dcH' animini- 
*"à.zìfTiK {•rrsit'tluta (lai senatore 'l'asca, 6 ncH:<.-KSiiri<i 
'.t.jrf jU-iini t-rrori in cui i-};li (■ involontariamente 
r^j~* « <>ui <|iiali Nono fonilati i suoi K>udixi pessi- 
r..*: «u*U MttMzioiie finanziaria del Comune. 

I Uliad coamtivl 

' .;:t) ';iH-*.ti errori |hiì riposano sopra un errore 
-" — i^--. .n.*nte di fatto, KÌacrhò 1' on. principe ignora 
àZ: •,::.i meramente lodevole spief^ata tlall' utiìcio <li 
rr.^^.x.^ in •juchIì ultimi anni, in viriti <lella (piale il 
L •-.*:^'.:'> rfimiinale ha (xttuto approvare i bilanci 
■-««•■-jnliM lino al ì<ì02. e si trova presso il relalorc 
O' ^ «.'••mmiv^iono di revisione dei conti il bilancio 
.•■ *i-;. mentre è K'=* completato anche il bilancio 
:«■ : ^*i, in v!»>>^> (-'he anche tpiesti due ultimi, con- 
tar.::.', diranno presto sotto|M>sli all' aiiprova/Jonu 
■.'^ ^' -nM^li'i comunale. 

■ T ■•*■ il princijK' di C'am|K>reale Invece di rite- 
ser • --nit- approvato il solo bilancio iKgS fosse slato 
>u- ■>:!■ •! amici intorniato del lavoro successivo coni - 
;(j: • ii.ill ' ulttcto di finanza non avrcblK' con cifre 
rcr-j^Tnaric. mess;i la cittadinanza in allarme sulle 
*-.*.-./«- >"■ >miinali. 

Il vero deficit del Conaae 

A-jÌTutto il di'firit del Comune al .li dicembre 

»^. »r.i «li quattro milioni, come |K;r eccessiva RC- 

-r r.1 •!} ani ni inibirà (ore il sindaco Camporeale ebbe 

s\ .i-n.iH/iart- al Consiglio nel ma;;ji'0 1901. nientrc 

ir.' ':-uIta dall.i lela/.ione della Commissione inca- 

-. ^-.i .;<.■;■ ac'xrtanicnlo dei residui attivi e passivi 

. : .:;«-• mbre !>*'/). presentata al Consiglio nel 1901 

.^^ :ì> i •mprcso il debito di cassa verst> il risa- 

■.^~ -:-.;•• :l difìiit ammontava a lire 2.000.847.10, 

. f - f tu ciimines.Mi perchè non si tenne conto <lei 

-■ -.'txw di buoni ilei tesoro che furono comprati 

1- •> .'' i-tr rendere fruttifero il denaro esistente in 

^-1^ » ilc^tinatit alle s)H'se del rìs;uiamenlo. 

r.(':en<i>> d.i questo punto e ragionando in base 

i. -T-unlivi. scimosciuti dal princì|K- di Camporeale, 

» '.^ • he ui:ualniente ernmeo era il fosco annunzio 

:.» ^. 'Ukio al Consiglio nella primavera del 1901 

• !ì*sj\an70 dal 97 al 1900fos.se di altri tre nii- 

1 -z.. •-•nimando col precedente un disavanzo toi;ile 

- *t •■-(: rnili-tni. 

>» -/.i l'I >nt.ire che all'epcKTa delta sua sindacatimi 

: «i-unuvi non arrivavano al i StjS ma si fermavano 

^ : - .•■ di »:uis.i che nel determinare la cifra dei 

\-* — .l'ini riferibili ai detti esercizi, d'allora il Sin- 

j. • ■_*ci\a dell.i rattristante i>ocsÌa, invece di tiare 

<' 'X [M-r 1.1 redazione dei consuntivi, che lasciò 

- l'-^nti- ere<tit.i alla successiva amministrazione 
' --■■.5 l-ir/a. 

ir : .i'-tiitt di i-om|x:tenza, );iusta i consuntivi 
i.a ,;.;-fo\.»ii. furono i seguenti: 

di t lSy7 L. 15K.9Q0.60 

dtl 1H9H . «40-.Ì34.77 

d'-i i>*9<* • 27^.299.I8 

del 1900 » 654. 408. 5-; 

lutale L. 1.K30.033.10 



K' da avvertire subito che al f/(^(// del ijuadrii-n- 
nio iHf;7-i9(K> non devono a^KÌ^n^^Tsi tutte le li- 
re 2.090.^47.10, liffn il fino al lH>/fi, iK-rché lo sin- 
dio sili residui attivi e lassivi, continuato dall.i r.i- 
fftoneria del Comune, e le iransa/ioni con ^li en-ili 
l'avier e con la S<K-Ìetà Italiana del Gaz. ridussero 
il (/f;A<'r'/ linanziario, cunpreso il debito dì CasKi verso 
il ris;inamento. sino a tutto il looo a sole 3.7>4'5t 2.3 l 
lire come appare dal conio cttusuntivo dello slcs»o 
anno 1900. 

Ma tale di-ficit si è andato assotti;flÌand(> |»er la 
riscossione del mutuo di due milioni accordato con 
la leiine Codroiichi per coprire il di.savan/o tino al 
1K96 : e |HT altre eci»nomÌe sui residui |ia>sìvi. tanio 
delle j,'c*stioni pretx'denti, <|uanto di quelle decli eser- 
cizi successivi sino al 1904. sicché dal consuntivo di 
quest'ultimo anno iv'^M- •' */<//«■// complessivo, com- 
preso il (k-bito vers«» il lisanamento si e rt.-siduatoin 
L. i..iH5.755.o6. 

Siamo ben lontani [kt fortuna del Comune di 
l'alermo, dai sette milioni ili dìsiivanzo annun/i.iti 
dal principe di Cani]>orcale. tino al l'yuo, sen/.a tr.i- 
scurare i disiistrosì risultati dallo stes.s(> priiici|H- im- 
maginati nei successivi esercizi. 

Dopo queste spiegazioni necessiirie [kt confortare 
la cittadinanza a bene s|K-rare nell'avvenire del no<.ir(i 
paese, è pressiKTcliè inutile rilevare che a riprova 
della buona situa/ione della finanza comunale la Cassa 
del Comune ha fatto e continua a far fronte ai suoi 
Ìm|M-}<:ni senza alcuna ditlicollà. 

La maalcipalituziMc del pi 

Occorre pure s|K'ntlerr |»oche iKirole per t«»nliere 
la non buona impressione che nel pubblico |»oierono 
creare le cifre relative alta municìpali/zazionc del 
gaz. scritte dal princi)M' di Camporeale in kuìsìì ila 
far nascere il dubbio, che sì fosse in>;annata la buo- 
na fede della citt.idin.niza, facendole credere che si 
s;irc!)l>e speS(t di mentt, per strapinirle il voto favo- 
revole nel refcreminm. 

Anche )>er la (piestìone del ^az, che il prìncijK' 
non veile di buon occhio j>er ratfitmi di appre/z.dtili 
prìncipi, euli è cailuto in errore c^m l'atf^ravanttr 
di averlo voluto comunicare al pubblic(», e cit> sem- 
jtre per non avere ricevuto es;itte informa:KÌoni sul- 
r andamento di tutte le tnittative tlel Comune con 
la .Società italiana <lcl ^^\t.. 

I.e cose stanno infatti cosi : 

In forza del compromesso approvato dal Consiglio 
Comunale, e (piindi come consi-Kuenza diretta tlel- 
r actpiisto dell' l'sìna e ilell' .Azienda, il Connine si 
oblilì^jo a pajrare. 

l'er pre/./«i della cessione L. 4,7.s0.ik'w» 

e mm ipiattro e mezzo ctmie asserisce 
il princii>e di CamiHjreale. 

Ter s*-orte • 2.i;o.tMH> 

IVr antici|hi dell' ultima mesiita dì 
cimsunio di ^az, dovuto dajfli utenti 
alla SM'ietà. che l'Azienda dopo la rì- 
sco.ssione farà sua, contcìrgiamlo con la 
Società la ditTerenz.1 » I5o,»kk» 



— 66 — 



Nuove prese e contatori impiantati 
posteriormente alla data del Compro- 
messo L. 200,000 

Arretri di consumo di gaz per illu- 
minazione pubblica » 300,000 

Capitale circolante per 1' Azienda » 200,000 

Transazione delle controversie pen- 
denti (Rimborso eccedenza di dazio sul 
coke dal passato al 31 dicembre 1904 ; 
rimborso su tutti i materiali dì primo 
impianto ai sensi della vertenza arbi- 
trate del 30 marzo 1903 ; rimborso dei 
dazio sulla materia prima del carbone 
fossile pagandosi il dazio sui derivati 
gaz e coke ; interessi sulle somme do- 
vute dal Municipio ; rimborso delle li- 
re 5000 di multa inflitta alla Società e 
da questa ritenuta non dovuta. L' am- 
montare delle pretese della Società era 
di lire 232,000. Tale cifra fu stralciata, 
comprendendosi 1' obbligo della Società 
a pagare una parte delle spese del con- 
tratto, in » 100.000 



L. 5.950.000 
Dal dettaglio suesposto si scorge che il prezzo 
della concessione non è stato alterato, e che le altre 
cifre rappresentano i valori che il Comune riceve 
{scorte, nuove prese e contatori) un debito del Co- 
mune (arretri per consumo, che sarà cancellato dalla 
parte passiva del bilancio comunale, ed una partita 
di giro (anticipo di una mesata degli utenti da con- 
leggiarsi dopo l'incasso) — ed una cifra a stralcio 
per evitare le conseguenze di liti che in tal modo 
riescono transattate. 

Si è aggiunto la cifra di L. 200.000 che rappre- 
senta il capitale circolante destinato a far fronte allo 
sviluppo dell' Azienda ed alle maggiori spese che 
r aumentalo consumo del gaz imporrà per la costru- 
zione di nuove canalizzazioni e di nuovi impianti, 
come lo stesso principe di Camporeale prevede nel 
suo articolo sebbene con una forte tinta di esagera- 
zione. 

Del resto è da augurarsi che il consumo del 
gaz si diff"onda maggiormente nell' interesse dell' i- 
giene — della civiltà del nostro popolo, e se sì 
dovrà andare incontro all'investimento di nuovi ca- 
pitali nell'avvenire, ciò sarà un bene, perchè forti- 
ficherà r azienda assicurandole maggiori utili. 

Il mulino municipale 

Quanto al Mulino, non e' è da osservare altro che 
]' esperimento di Catania, invocato dal principe di 
Camporeale, è contrario alla sua tesi di limitare ai 
soli forni la municipalizzazione. 

L' esempio di Catania, dato che siano vere le 
brutte notizie che si vogliono far circolare sul pa- 
nificio di quella città, non può che incoraggiare 
l'Amministrazione a perseverare nella idea, che del 
resto, al punto in cui ci troviamo non potrebbe da 
chicchessia essere abbandonata, di sussidiare V isti- 



tuzione dei forni con quella del Molino. Tanto più 
non potrebbero far mutare tale idea, la erronea per- 
suasione che esista un mercato mondiale per le fa- 
rine, come per il grano, quando è risaputo che i 
listini dei prezzi della farina variano da città a città, 
a seconda delle condizioni create dai grandi produt- 
tori, e la falsa supposizione che sìa diflìcile gestione 
r esito degli sfarinati dei quali gran parte è consu- 
mato dai forni e dal pastificio. 

Per la nomina degl' impiegali 

Un'ultima erronea considerazione, questa volta 
d' indofe morale, fa l'illustre contradittore all'am- 
ministrazione ed è quella di aver tentato di abolire 
i concorsi per la nomina degli impiegati. 

Invece la modifica dell' art. 109 dell' organico, 
che non fu approvata della G. P. A., tendeva ad 
un fine ben diverso. 

Con essa s' intendeva provvedere alle vacanze 
verificatesi nell'amministrazione durante l'anno dalla 
data del concorso, chiamandosi ad occuparle i me- 
glio graduati nell' ultimo concorso e non piazzati, 
come del resto si fa oggidì per le cattedre univer- 
sitarie. 

Tale concetto può non essere condiviso, ma cer- 
tamente non può essere censurato, e tanto meno 
con la forma adottata dall' on. Di Camporeale. 

Il programma dell' Amministrazione Tasca-Laou 

Dopo questa inevitabile parentesi si può bene 
ritornare alla piattaforma elettorale posata dal prin- 
cipe di Camporeale e che l'amministrazione di buon 
grado accetta, come terreno di lotta. 

E cosi come l'on. principe ha coraggiosamente 
affermato le sue teorie avverse alla municipalizza- 
zione, con pari fermezza l' amministrazione conti- 
nuerà a sostenere il suo programma già in parte 
attuato, dichiarando di non voler\'isi arrestare, con 
la fede viva che la riforma tributaria potrà diven- 
tare un fatto compiuto, quando tutti i pubblici ser- 
vizi, non esclusa la distribuzione dell' acqua potabile, 
e la trazione elettrica e a cavalli, concorreranno a 
fortificare il bilancio ed a rendere possibile la tanto 
desiderata trasformazione dei tributi. 

Né r amministrazione sarà sorda ai reclami delle 
borgate che vogliono migliorate le loro condizioni 
igieniche ed ha già preso impegno di portare all'e- 
same del Consiglio gli opportuni provvedimenti già 
preparati da una Commissione speciale, come non 
mancherà di condurre in porto i progetti del quar- 
tiere industriale, del punto franco, di terminare nel 
più breve tempo i lavori pubblici iniziati, per po- 
tersi subito mettere mano alia sistemazione della 
fognatura. 

Sia dunque lotta proficua e bella di programmi 
quella che sarà combattuta il 29 luglio a Palermo. 

L' amministrazione comunale da parte sua si im- 
pegna a dare tutta V opera sua, perchè dalle auto- 
rità politiche sia impedito il menomo atto di corru- 
zione e dì sopraffazione, intendendo che il corpo 
elettorale sia lasciato libero, di scegliere i suoi rap- 



al ComiKlia cumuDAlc, col pia auoluto 
4el «itrltlo dcn« mlnuranze. in mudo che 
puyn I'' ' rr* Ini 11 



drnj 



<lcl)' ti. 



^*ri5M. - Municipalizcn£Ìon«. — Questo 
conuinalc ha apprtivato ad tuianì- 
■ tre ttstcrnuci. il riscatto e la tnu- 
nc della funicolare e dei tram. 

Z: - i ii hiHcatiìgf^io òrr i favori romu- 

. !^h t i tnnrtt/i7t$ tu ofritozùmr, — 

comunalf drl gaz si sta co- 

d<> un nuwvu l'ditioio e gli c»perai fino 

_ .i urcupati appartenevano alla Lc^ Mu- 

ntorv ma. dopo la conferma del buicotaggin. 

b La» «te«f>a dclibenS di ritirare lutti i suoi 

HO «I lavori municipali. 

fai£fttti li 6 ag<»st(> i muratori abbandona- 
raw» it l;i\'.ri. dell' uOìcina del gaz e si reca- 
ne» a lavorare. I^ Direzione del 
Cac ibjiMio alcuni muratori Mabilì in quel 
kfvoro. Sembra che taluno vi sta andato a 
Miliiicnorc 

La sera m adunarono i gasisti muratori 
ipparleoenli alla Le^a per trattare a propo- 
atti di qurMo lavoro, e dopo lunga discus- 
approvaruno all' unanimità |M;r appello 
le un ordine del giorno col quale i 
muraton dichiarano di rendersi com- 
rntc solidali con la Lega muratori ; e 
ino di espellere dalla propria Lega 
«*«ci che fovsero andati od avessero 
[o a lavorare nel posto abbandonato 
gnma dai muratori. 

NVlla mattina nessuno si presentò in quel 
— '". (Ko»crrvan/a al deliberato preso la 

•r :ia; e di ciò venne informato il sin- 

4K:mi« marchcM Tanari, dall'ingegnere di ser- 
rino. 

ti fece chiamare la Commissione 

«^era.- -. .^::^u le ore li si recò in ufiicina. 
4k^r pnroa fece una paternale alla Commis- 
momt ste^ • on piii energia dichiarò che 

jwnebbc i :. tutti i componenti la Com* 

te -ie lune<li mattina i muraton non fos- 
o andati a lavorare nel Uivon> suddetto. 
La ct'municajEione della Camera del Lavoro, 
iiamt» questa narrativa, ag- 
io della Commiisionc avrcb- 
tnterloquirc, ma il Sindaco conti- 
li 9ua diM'ur^io. Non sappiamo poi perché 
wam «I stano chieste le spiegazioni dopo. 

Si aKlunarono d'urgenza i gazisti eo udita 
h t«i*#i«v>*' appmvarono e sottoscrissero lutti 
«I or in cui si dice : 

• \ :>indaco stesso, ritenendo 

TOfKiRsabile la Commissione di un atto com- 
yaMo da alcuni operai spontaneamente e senza 
mtimidazione, abbia minacciato di 
tutti I r<imponenti la Commissione 

f: > che dopo approvalo alla 

lijM.^ ..'ìm.m^ del giorno della sera pre- 
di solidarietà con la Lega muratori. 



non e* era bisogno di usare prcaaìoni vcrto 
chicchessia. 

« Protestano contro l'atteggiamento rea- 
zionario del sindaco, e dichiarano di fasore 
completamente solidali con la Commissione, 
e quindi degni della medesima punizione che 
eventualmente potesse ingiustamente inflig- 
gere il sindaco stesso. 

M Riconfermano il dchherato preso; quello 
cioè : di lasciare ad ogni g.i/ista piena libertA 
di azione, espellendo pero dalle proprie Le* 
ghe coloro che anda<^sero a rimpiazzare il 
posto abbandonato dagli operai muratori 
esterni ■. 

Poi si adunarono i rarprntieri per deci- 
dere in merito a questa vertenza essendo oc- 
cupati in quel lavoro dell' ofiìcina anche qual- 
cuno di loro. 



Il panificio dì Catania in liquidazione 



La Commissione reale avendo negato ti 
mutuo per il panifìcio municipale, i ragionieri 
delb» prefettura si recarono nel gabinetto del 
sindaco per stabilire le mtKlalit^ della liqui- 
dazione dell' azienda, quindi presero possesso 
del panificio. 

• ■ 

La storia della municipalizz:tzione del pane 
a Catania d certamente uno dei fatti più 
Straordinari della nostra vita politica di que- 
sti ultimi anni. Hoiclic appunto, quello che 
doveva essere un problema emnoinico da 
risolversi con ponderazione venne precipitalo 
nella bella città etnea per immediati interessi 
di |>artito, senza nessuna sena considerazione 
di modi e di mez/i. Ciò fu rilevato a suo 
tempo e fu anche preveduta, con deduzioni 
logiche, la miserevole fede odierna del ten- 
tativo cosi mal condotto. Informano a questo 
riguardo le inchieste del Barzini e dì 
Luigi Buffoli, il quale si era recato a Catania 
per studiare le possibili applicazioni del 'Si- 
stema catancse alla Cooperativa del panificio 
milanese. 

Da tempo regnava vivissima in Catania 
un' agitazione di lavoranti fornai, allorquando 
nel i9oa, in seguito allo scioglimento del Con- 
siglio comunale, emanazione del partito mo- 
narchico, sali al potere il partito democratico, 
capitanato dall'on. Giuseppe De Felice. Contro 
questi avevano combattuto in massa i padroni 
prestinai, ed a favore i lavoranti. Questi ul- 
timi, forti dell' appoggu» morale e politico 
della rappresentanza municipale e dell'uomo 
che la dirigeva, aumentarono di audacia con- 
tro i loro padroni che inviano combattevano, 
ora apertamente, ora sordamente, da più anni. 

L^ nuova amministrazione si era infatti 
appena insediata nel palazzo municipale che 
i lavoranti fornai indirizzavano al prosindaco 
De Felice un memoriale in cui, esponendo le 
condizioni della loro classe e roinacciandu uno 



— 68 — 



sciopero, lo pregavano di ottenere per loro 
dai padroni miglioramenti notevoli e di vario 
genere. Invitati dal prosindaco a rispondere 
al memoriale dei lavoranti, i padroni fornai 
dichiararono esplicitamente che non erano in 
grado di acconsentire a domande quali erano 
quelle che si erano a loro esposte. 

Questa risposta spiacque all'on. De Felice 
che, avendo assunto le difese dei suoi amici 
lavoranti fornai sperava di accontentarne le 
pretese, e cambiò in lotta 1' ostilità che nu- 
triva contro la classe dei prestinai suoi ne- 
mici politici. E' superfluo riassumere ora le 
fasi di questa lotta che concluse, dopo aver 
costretto i padroni fornai a minacciare ed a 
mettere in opera la chiusura dei forni come 
mezzo per ottenere ragione, alla requisizione 
dei forni stessi da parte delle autorità muni- 
cipali ed a termini dell'art. 151 della legge 
comunale e provinciale, ciò che predisponeva 
l'assunzione diretta da parte del Comune del- 
l' industria della panificazione « provvida isti- 
tuzione e funzione essenziale del Comune mo- 
derno » che, secondo il De Felice, avrebbe 
realizzato il desiderio di tanti padri di fami- 
glia, e cioè: la diminuzione del prezzo del 
pane insieme col migHoramento della sua 
qualità, mentre avrebbe al tempo stesso assi- 
curato, avvantaggiandola la situazione dei la- 
voranti fornai. 

La grave misura venne allora esaltata da- 
gli organi del De Felice, che vi scorgevano 
la fonte di utili immensi per il Comune; né 
si tardò a proclamare che la scienza chimica 
aveva trovato di gran lunga migliore il pane 
municipale di fronte a quello dell'industria 
privata. Un assessore comunale, di professione 
medico, non esitò a dichiarare che dal giorno 
dell' avvento della municipalizzazione del pane 
si notava in Catania una rilevante diminuzione 
delle malattie- dello stomaco. Viceversa, la 
produzione municipale diede luogo subito ad 
innumeri e seri inconvenienti: scarsità, cattiva 
qualità, pessima cottura, mancanza di giusto 
peso nelle forme, ecc., tutte cose le quali di- 
mostravano la completa disorganizzazione del- 
l' impresa. 

L'amministrazione entrò allora nel propo- 
sito di impiantare un'apposita panetteria mu- 
nicipale ed invitò in proposito la cittadinanza 
ad un referendum. Questo seguì il 26 novem- 
bre 1902 : su 9785 elettori iscritti nelle liste, 
5209 votarono a favore, 145 contro. Il risultato 
non lasciò persuasi molti; comunque, benché 
frattanto i padroni fornai notificassero al pro- 
sindaco che avrebbero riaperto le loro fab- 
briche, si cominciò a provvedere all' accen- 
tramento della produzione in un locale. Ma, 
compiuto questo passo, si dovette constatare 
che la mano d' opera assunta dal municipio 
era eccessiva, anzi, ingombrante, e si pensò 
di ridurla alle strette esigenze dell' impresa. 
II provvedimento che mise in esecuzione que- 
sta giustissima idea provocò, per altro, gra- 
vissimo malcontento nella classe dei lavoranti 
fornai, tanto più che nel procedere al licen- 



ziamento degli operai si vollero seguire cri- 
teri politici. Ne seguirono lotte aspre, acerbe, 
sanguinose, tra operai licenziati e operai ri- 
masti ; ciò che turbò profondamente il fun- 
zionamento regolare del panificio. Mancò poco, 
una sera, che lo stesso prosindaco cadesse 
vittima del coltello disperato di un lavoratore 
messo sul lastrico. 

Né dal lato finanziario I' impresa promet- 
teva meglio, tanto che nel luglio 1904 la Com- 
missione d'inchiesta, nominata per esaminare 
r andamento del panificio municipale e veri- 
ficare i calcoli fatti al riguardo dall'on. De 
Felice, rilevò che il panificio stesso si tro- 
vava in deficit per la somma complessiva di 
lire 146,989.27, perduta nell' esercizio dell' a- 
zienda dal 18 ottobre 1902 al luglio 1904, e 
dovuta per L. 33.741,96 ad ammanchi riscon- 
trati a magazzino. 

Da queir epoca, le vicende della munici- 
palizzazione del pane a Catania rimasero con- 
segnate nelle astiose, terribili polemiche com- 
battute fra i giornali locali. Occorrerebbe un 
lungo studio per desumerne un giudizio spas- 
sionato. Certo è però che tutto concorreva a 
determinare la catastrofe che giunge ora già 
sin troppo tardi a provare come la passione 
di parte e 1* insano proposito di affrettare con 
improvvisazioni tumultuarie la soluzione di 
problemi che solo una lunga evoluzione può 
consentire^ siano i peggiori elementi su cui 
possa riposare la gestione degli interessi di 
una comunità. 

Genova. — // discorso-programma del neo- 
sindaco. — Dal discorso del nuovo Sindaco 
marchese Da Passano riportiamo : 

I servìzi pubblici 

Dai pubblici servìzi, che furono per lun- 
ghi contratti ed in tempi da noi lontani con- 
cessi alla iniziativa privata, e di cui gravi 
ragioni finanziarie non consentono per ora la 
municipalizzazione, noi dovremo richiedere 
tutto quanto può giovare, affinchè essi meglio 
corrispondano alle cresciute esigenze della 
città nostra. Così siamo potuti riuscire ad ot- 
tenere sulla illuminazione elettrica a vantaggio 
dei privati concessioni rilevanti, e un bene- 
fizio di circa 60.000 lire annuali per il nostro 
Comune, benefizio che ci consente di conse- 
guire nuovo sviluppo e nuove migliorie in 
questo servizio. 

Quello poi della pubblica nettezza, passata 
colle vostre deliberazioni in eBSroizìO diretto 
dal Comtme richiederà nuove spese, se in 
modo soddisfacente deve essere attuato. 

Nei rapporti tra il personale che presta 
r opera sua con grande oenemerenza del pub- 
blico bene e gli imprenditori, sarà cura del 
Comune di opportunamente intervenire per- 
chè questi rapporti non vengano turbati mai; 
mentre con tutte le forze seconderemo la 
grande azione per il riposo festivo, di cui 
siamo convinti fautori. 



-69- 



SUmUm. — fNiottittaei'me alTosfuro. — 
C*- " ^- ji-'H r." Uwlevol^, qualche anno fa, qur- 
M* 11111111111 Ili III ri>mttn;i)c p^nNt'i di Kcsiirr 
m i^v>nr«tiU la pubblica illiimina/ìunr, una 
r- a larva di municipalizzazione, 

j»*-r<. Clava il scgucntr pratico effetto: 
*rr un vrn> mrrrrmonio. 
La pnmji pr^va dfll' illuminnzinnc muni- 
fu brìi tantissima, con un risparmio di 
600 circa. Il secondo anno i ^"•'"^•'1?") 
imno ma la luce n(»tlurna rominciò 
ilarr; cosi il terzo, finché ai giorni d'ojjgi 
■ai 9*p}i r t' illumina/Kuie esisir in 

«ipncilat' Lincio ma tiovf sìa inttn io sa. 

adunque r narcmo tutti con- 
•-«> iteMuno sarebbe ciurlato per il 

-r^rcialiti dell' illuminazione è rimasta 
»c Mi^: i lampioni che attorniano la casa 

dei sindaco, a«!^eH>ori e molti consiglieri ah- 
taadano di luce uuast sino a giorno chiaro. 
Cbc inlellii^enxa di lampioni ! 

'na dei RK. CC. potrebbe reclamare 
ag :: della P. S. e per la garanzia dei 

ooaci iiUunque questo paesello, non 

«Bftxa '-^(^sincato fuori. 



Ui laiiiilo lUMrice luilcipale a Inola 

Ci ftcrivono da IMOLA : 
In questi loomi la competente Commìs- 
■ ' in esame ed ha appro- 
1 e finanziario per un im- 
pMOlo irr7n«releiinco presso la nostra officina 
■oaicspale dei gaz. 

C nolo che l'amministrazione comunale, 
dai suoi inizi, predis{K>se il riscatto del- 
r»na ctlz. nell' intendimento di sviluppare 
«ber- •' cittadini questo im|H)rtantissimo 

... ,.,.; blico. 
Sorse allora il quesito se dovesse prefe- 
un impianto elettrico per T illuminazione 
e (orza motrice, o se non fosse più conve- 
«ente ampliare e mantenere 1* ofiìcina gaz. 
P^rralse. come più sicura e meno dispendiosa* 
^nest' ultima proposta; ma fin d'allora l'am- 
■■bK' • comunale, valutando alcuni bene- 

fici d- . -1 elettrica, non n-ascusc la nro- 

hltiilil É di tvilupparla. ove i nsultati dell r>ni- 
òna Kaz m fossero rivelati tali da consentire 
■1 kfoaeo impianto. 

Ora. dal 1903 ad oggi, il consumo det gaz 
p«n ci)c tnpiicato : chÌ il suo prezzo, non 
«■ante il mi^Ii'irato servizio e le ma^^giori 
f^r^fiT^'- 't.ìbjhle per il personale impiegato, 
r \\ 8 centesimi il metro cubo. Né 

ftn~>c- \Ji iiuuzionc resterà limii.iln a questa 
cifra, ch^ le continue richieste d' impianti, 
fVBilend- ■■ meno costosa la prodiizione 

àti ffi^' '.iranno fra breve altre mi- 

Incorag^ata da tali risultati e tenuto conto 

particolari esigenze della R. Scuola 

iria, dei ''' ■ui, delia Scuola ,Mber- 

della ' i operaia e di qualche 



altro stabilimento industriale, cui e 1 n- 
sabile r energia rlctlrica. la C'nnini; , m- 

nistratrice dell' azienda nr /laia del 

gaz. propose al Consiglio i :.-ìi'. che l'ap- 

provò unanime, la costruzione di un'officina 
elettrica con motore a gaz povero, la quale 
sì troverà in condizioni di potere fri^mteggiarc 
non soltanto i bisogni pre^rnli ma anche, in 
gran parte, i futuri, dato che, l'ome pare, il 
nostro paese possa salutare ancora con gioia 
i\ stirgcre di nuove rimuneratrin industrie. 

l.a mancanza di forza motrice tra noi t 
sempre stata un ftme ostacolo allo sviluppo 
delle poche industrie esistenti ed all'impianto 
di nuove. t)rtt que*»to ostacolo verrà rimosso 
e la forza vivificatrice sarà a portata di Cia- 
scuno, in condizioni favorevolissime, I >nl piano 
tecnico e finanziario risulta infatti che 1 ener- 
gia elcttnca p<ilrà essere cednt.i. specialmente 
per le industrie, a prezzi che raramente » 
verificano in impianti idraulici di media im- 
portanza. 

Il Comune non intende, com'è naturale, 
di fare una speculazione, ma vuifle. col suo 
impianto, favorire Ir industrie, ciò che fa spe- 
rare in un risveglio di energie anche mag- 
fiore di quello che si è venuto determinandc» 
no ad oggi. 

Intanto non è male conoscere qualche ci- 
fra. L* impianto, tutto compreso, mm supererà 
di molto le Ito mila lire e le spese di eser- 
cizio, per un anno. le 53 mila, essendosi cal- 
colato di vendere 67.500 kw. ora per illumi- 
nazione a lire 0.500 140.000 per for/a motrice 
a lire 0.18, il prodotto deirescrciziu sarebbe 
cosi di 59.000 lire, con un utile nello prcvì&io 
di lire 6000. 

Quanto prima — anche se sarà indispen- 
sabile ricorrere al rtffreHtUi$u — si metterà 
mano ai lavori e per la fine d'anno ruHìcma 
sarà pronta. 

Contro la ■unlclpallmtioio iil oitnin 

Londra — Togliaim» dal ■ Resto del Car- 
lino " : Come sapete il municipio di Londra 
(cioè il London Coun/v CounciO à estrema- 
mente progressivo nef senso della municipa- 
lizzazione dei servi/1 pubblici. Le c<ise sono 
anzi arrivate a tal punto che indubbiamente 
l'amministrazione pubblica si e imbarcata in 
alcuni cattivi affari, quale ad esempio il ser- 
vizio dei battelli a vap^ire sul Tamigi. 

Ora una parte della cittadinanza londinese 
ha deciso di protestare contrti tale eccessiva 
tendenza che ha s<.nTacrancato il bilancio di 
Londra di debiti enormi, ed una fortissima 
organizz.izione di elettori si è formata allo 
scopo di preparare una lotta formidabile sulla 
questMtne delle municipalizzazioni, per Ir pro*»- 
sime elezioni amministrative, le quali avranno 
luogo nel gennaio venturo. 

Questo comitato vuole, secondo il pro- 
gramma ora pubblicato, aprire gli occhi ai 
londinesi sulla pazzia dei muiv e pro- 

vare che le indurne in gerì' sono 



70 — 



state danneggiate largamente senza che il 
contribuente siasene avvantaggiato. 

L'organizzazione si ripromette di tenere 
non menti di 1400 meetittjrs di protesta con- 
tro le stravaganze del ì^ondon (oimfy Connril 
nei sei mesi avvenire. 

Una vera falange di oratori è stata arruo- 
lata e tre delle principali tipografie della città 
sono impegnate per tre mesi esclusivamente 
perla stampa di innumerevoli pamphlets, fogli 
volanti, brotìmres antimunicipalistì, 

1 municipalizzatori non se ne staranno 
certo colle mani alla cintola di fronte ad un 
movimentt) cosi imponente, e possiamo quindi 
prepararci allo spettacolo di una lotta colos- 
sale ed interessante, fra gli opposti interessi, 
una di quelle lotte come qui soltanto sanno 
ingaggiare e combattere fino all'estremo. 

Livorno — // Conume di Livorno assume 
ti sen'izio di pubblicità. Il C'onsiglio co- 
munale, nella sessione straordinaria, ha ap- 
provato r assunzione dell'esercizio ad econo- 
nomia con diritto di privativa, del servizio 
delle pubbliche affissioni. Si tratta di una 
municipalizzazione perfezionata, la cui azienda 
non autonoma si amministrerà dal Municipio. 
Si stabilirà un accordo con i Comuni eser- 
centi la pubblicità per garantirsi dal boicot- 
taggio delle imprese esistenti. 

Massa — Un referendum respinto. — In 
seduta dì Consiglio e(*munale doveva delibe- 
rarsi sulla esazione del dazio consumo per il 
novennio 1907-1915. Per deliberazione del 15 
novembre 1905 dovevasi sottoporre la que- 
stione del Comune aperto o chmso ad un 
referendum popolare. Il referendum fu respinto 
dall'autorità tutoria la quale non Io conside- 
rava necessario né utile per tema di assumere 
vincolo con la popolazione. La Giunta pre- 
sentava proposta di esercizio ad economia 
sulla base dell'esperimento fatto nel primo 
semestre 1906, riuscito, veramente soadisfa- 
cente. Una parte del Consiglio si dimostrò 
invece favorevole all'apertura della cinta di- 
mostrando che di fronte al vantaggio incon- 
testabile di un tale progetto non avrebbe 
subito danno il bilancio del Comune, che tro- 
vava il compenso nell'economia delle spese 
di esazione, e nel sussidio governativo accor- 
dato dalla legge 23 gennaio 1902. 

Invano la parte di Consiglio che propo- 
neva l'abolizione della cinta propose per mi- 
gliori studi la sospensiva, ma la Giunta in- 
sistendo sul suo ordine del giorno avvenne 
la sospensiva forzata per lo squugltamento 
della opposizione. 

Padova. — L' impianto del forno munici- 
pale. — U Consiglio Comunale ha votato la 
istituzione di un forno normale, che. come 
scopo primo, dovrà rappresentare il calmiere 
del orezzo del pane. 

Tempo fa era stata eletta una Commissio- 
ne estranea al Consiglio, la quale ebbe l'in- 
carico di studiare il problema. E la Commis- 



sione studiò; poi espose il proprio parere in 
una relazione, che fu stampata: Sul/a pani- 
ficaziofie municipale. 

La Giunta, accettando le conclusioni dell* 
Commissione, formulò due domande 

I. Devesi addivenire ad una completa mu- 
nicipalizzazione del pane, ovvero all'apertura 
di un forno normale ? 

3. Olire ai forni od al forno dei municipio,] 
deve questo impiantare un molino? 

Alla prima domanda fu risposto propc 
nendo il panificio normale, poiché la istituzii 
ne di un grande panifìcio per provvedere di 
pane tutto il Comune (circa 85.000 abitanti} 
presenterebbe anzitutto una incognita troppo 
pericolosa rispetto al successo, poi darebbe 
il risultato cognito e certo dì una pericolosa 
crisi fra gli esercenti attuali. i 

Quanto alla seconda domanda — impianto 
di molini — la risposta fu unanimamente con- 
traria, aia per la non grande quantità di fa- 
rina necessaria (trenta quintali al giorno) al 
forno normale, sia perchè l'impianto espor- 
rebbe r amministrazitmc ad un' alea piena di, 
pericoli, sia infine perchè la fornitura delli 
farina sarà facilissima per ragioni di prezzo, 
di qualità e di semplicità amministrativa, dato 
il fatto che Padova ha nei dintorni parecchi 
grandi mulini. 

Secondo il progetto tecnico-finanziario, 
forno, l'impastatrice e gli accessori sono tipil 
della Ditta Werner e Pfleider di Cannstattì 
nel WUrtemberg. 

Las|)esa d'Impianto importa cinquantamila 
lire, divise come segue: 



1. 



2. 



Adattamento di un vecchio fab- 
bricato 

Fondazioni dei forni, camino 
ecc. 

3. Opere e materiali per l'impa- 
statrice 

4. Posa in opera del serbatoio- 
misuratore .... 

5. Tubature del gaz per luce e 
motore 

6. Posa in opera del motore a 
gaz (8 MP) .... 

7. Motiire a gaz-luce (8 HP; 

8. Due forni a piattaforma dop- 
pia, tipo / ''iennarn. sistema Wer- 
ner e Pfleiderer 

9. Impastatrice gramolatrice mec- 
canica, tipo Universale, e. s. 

IO. Serbatoio misuratore 

li. Due vagonetti per la pasta . 

12. Un vagonetto per la fermen- 
tazione 

13. Divisore di pasta a 20 divisioni 

14. Idem a 30 divisioni 

15. Due etagéres per fermentazione 
tó. idem per trasporto di pane . 

17. Furgoncini a triciclo per tra- 
sporto di pane 

18. Mobili, utensili, ecc. 

19. Impreviste .... 

Totale 



L. 



10.000 



17.940J 



n 

V 


3-250 
240 

55«>i 


n 
n 
n 
n 
» 


385 
700 

600 

800 

doo 

À 


n 


3.000" 


» 


I.OOO 


n 


2.175 



L. 



50.000 



— 7t - 



ABa quale somma devrsi agjjrttmg'cre una 

n <U quindici o ventimila lire per rapitale 

le, del quale ima purti* senirA agli 

settimaniili delle farine e 1' altra sarà 

^,_^ per acquisto di farine come worta 

«mirrixa. lhmndf»cht si ha una s|x?vi corn- 
ili 70 mila lire, le quali si avranno 
ta^g;>i' del 4.50 ' , e si pacheranno per 

*V jnnnurtàinento m venti anni. 
U d'esercizio ^ fatto considerando 

tacqui^- • aitile farine a L. 32 il q.le, il car- 
^^ Cardilf a !.. a.g-oil q.le. Si avranno : un 
vrc, un contabile, un banninicre e vcn- 

operai l*a spesa totale annua ^ calco- 

hta in circa 400 mila lire, il che permette di 
wndcne il pane a treniasci centesimi il chì- 
locTunma. 

yif^gf. — La municipftiizznzùmf dell' illtt- 

eUitrira rtspuita. — Il Consiglio 

le di Parigi, dnpc» l'energico inter\'cnto 

prefetto, ha respinto il progetto di regia 

parte della citiA di Parigi, del servizio 

illuminazione elettrica. 

_^_ — Ptr iliif $M9UìicipalÌ£zaswnì a 
im^a f a fiutvitaila. — La commissione reale 
per U credilo ai Comuni e alle Provincie si 
e radunata a paUuxo fìraschi sotto la presi- 
éB^a. del consigliere di Stato comm. Cesare 
S rf m rc^a ed esaminando varie domande di 
credito per municipalizzazione si è occupata 
— -hr di domande di due Comuni emiliani. 

La commissione ha dato parere favore- 
roAr per rimpianto dell' esercizio diretto del- 
rofidna lermo-cleltrica di Imola, e ha or- 
AwtfD nn complemento di istruttoria per la 
di esercizio diretto del servizio far- 
a Guastalla. l 

— ti forno municipalt. — Ij Giunta , 

im. ha deliberalo il mutuo di lire | 

da contrarsi dal Comune di Rovigo \ 

rimpianto di un forno municipale del 

la Giunu ha approvato anche il rcgo- 

Ito relativo. ' 

Tlsias — S*r\'izio inttnicifkile tiflU n^s- , 
n — Il sindaco di Tonno, in esecuzione j 
le deliberazioni del Consiglio cumunale, 
pubblicato in un manifesto le norme rela- 
all' assunzione dell'esercizio diretto del 
delle affissioni a senso dell'art. 16 
legi^ 29 marzo 1903. con esplicita di- 
dei diritto di privativa. 
Ecco le disn<>sizioni più importanti : 
Tutte le alYtssioni .teatrali, commerciali 
abrr quaUiasi per conto dei privati sono 
esclusivamente dal Municipio. Scttlo la 
inazione di afTissionl si comprendono 
«>|o i manifesti stampali, litografali u 
"itti che vengono comiincmcnlc ap- 
wi quadri di pubblicità, ma anche ogni 
permanente o provvisorio sui quali 
unprcasc pubblicazioni a titolo di pub- 
u nonché le targhette o quadri sui pali 



metallici delle socicU tramviarìe, dell* illumi- 
nazione pubblica, le « réclames ■ luminose, 
le proiezioni, od altre qualsiansi; escluse 
quindi le S4ilc inM-gne. 

Sono eccettuati da questa disposizione, 
a termini di legge : 

I. Gli avvisi ed altri manifesti in materia 
clettonile nel periodo di elezioni pniibche» 
amministrative e commerciali ; 

3. ! manifesti delle autorità pubbliche. 
Sono pure eccettuati ; 

3. Gli avvisi per affitto esposti dai pro- 
prietari alle porte, balconi, ecc. delle case 
nell'interesse dei loro stabili: 

4. I manifesti per spettacoli r riunioni af- 
fìssi alle porte dei locali in cui gli spettacoli 
e riunioni avranno luogo ; 

5. Qualunque avviso, tabella, cartello, ecc. 
esposto all'esterno di un locale od in una 
vetrina ed indicante la merce che si vende, 
i prezzi, ecc. ; 

6. Gli avvisi di riunioni, conferenze e si- 
mili, tranne che si tratti dt riunioni e confe- 
renze a pagamento ; come pure gli avvisi 
sacri alle porte delle chiese. 

Il Municipio ha l'esclusiva facoltà di fis- 
sare i luoghi dove debbono essere fatte le 
affissioni e cosi pure di determinare le di- 
mensioni ed ogni altra modalità dei quadri e 
tabelle per le affissioni. 

Il Municipio può concedere speciali ta- 
belle, quadri, ecc.. per uso esclusivo di un 
individuo o di una Ditta. 

Gli affissi, sotto qualunque forma, che ve- 
nissero applicati da privati in infrazione alle 
disposizioni di cui ai precedenti articoli, sa- 
ranno tolti dagli agenti incaricati ed i con- 
I travvrnlnri saranno denunciali all'autorità 
I competente per la relativa procedura. 

I^ tariffa per le affissioni sarà compilata 
dalla Giunta municipale ed approvata a ter- 
mini di legge dalle autorit;^ superiori ; essa 
sarà esposta al pubblico ncH'ufiicio dove m 
ricevono le atìissioni stesse. 

Rimanendo ferme le disposizioni dei \'ì- 
genti regolamenti municipali per collivamento 
delle insegne, è vietata qualunque altra spe- 
cie di scritta o di figura impressa, dipinta o 
stampata direttamente sui lastricati delle vie 
e piazze pubbliche, sui muri, sulle porte, sulle 
balconate e qualsiasi parte esterna dei fab- 
bricati, nonchò sugli «itcccati. ripari e simili, 
a meno che non sia ottenuta speciale licenza 
dal Municipio. 

11 ser\'izio delle affissioni è posto alla di- 
pendenza diretta del civico ufficio di polizia. 
La Giunta municipale regolerà con oppor- 
tune istruzioni il disimpegno del servizio di 
cui sì tratta e fisserà la data entro cui andrà 
in vigore l'assunzione diretta del scr>'izio, 
provvedendo in conseguenza all'esecuzione 
delle deliberazioni prese e ad ogni conse- 
guenza relativa. 




p 



CRONACA DELL'INDUSTRIA DEL GAZ 

EO ELETTRICITÀ 

Albano Laiiale. — Era giunta ai>i>eiiii V approva- 
zione prefctiizla per V impianu» della Iure elctlricii 
nella nostra triuA che il CansigHo stabiliva di porre 
subito man-j ai lavori, ed autorizzava la Società as- 
siiniricc (ti erigere, nei luoghi di già prescelti, le 
tre cabine per la trasforma zi one elettrica. 

Se nonché cominciate appena le fontiazi<ini nella 
vìa S. Martino, il pniprietario della rasa posta di 
fronte al \ur*go destinato alla cabina, ha avanziitn 
formale reclamu di opposizione, in seguito al quale 
si t dovuto «ospcnderc il lavoro. 

Alessandria. — Per fé scariche elettriche. — To- 
gliamo dalla -Gazzetta del Popolo» di Torino: 
(iionii sono trovandomi in Casale Monferrato. |>er 
saK'arml da un furtissinin temporale, entrai in una 
chiesa. AI ili ruori tuoni e lampi frci]ucnti e simi- 
ventcvoli intimidivano la folla radunala sntto i por- 
tici del Mercato, mentre delle scariche alnmsferiche, 
della mas-sima intensità, incontrando i fili cnudtiitori 
della luce elettrica, producevano scintille di grande 
forxa ; queste, penetrando nel tempio per le vicine 
finestre, mettevano il panico fra i de\oii colà rac- 
colti. 

Più tardi, all' albergo dove pranzavo, .successe lo 
stesso incidente. sc<>ppiando scinillle per due o tre 
volte sui fdi. che mettevano capo alle lam|>adine 
elettriche ad incandescenza dell'albergo. 

Memore ancora dell' incendio, che distrusse co- 
testa ricchissima biblioteca, mi pare che si debbano 
appunto attribuire a scariche elettriche le scintille 
che dieden» esca al maledetto incendio, e che dette 
acariche si producano specialmente dove soavi riu- 
nioni di [Kirsonc. 

L'elettricità che cniana dai corpi nostri facilita 
r attrazione delle scariche atmosferiche o per via 
di conduttori, o. mediante 1' altezza dei cam))aniti, 
per via di parafulmini. 

lo sarei d' avviso che. dove i fili conduttori en- 
trano neffli edilizi, sì dovrebbero includere delle 
valvole, come si pratica attualmente nesU ufiici te- 
lefonici e telegrafici. 

Avvenuta la scarica nella valvola, il filo di minor 
diametro e resistenza si fonde. ìsola il filo princi- 
pale, ponendo in salvo le lampade e lutio 1' am- 
bienic. 

Una buona regola è quella di lener lontani da- 
gli abitali, quanto ai può. ì fili caridii d' energia 
elettrica, e di sciogliere le riunioni in momenti di 
forte uragano. MAtccHKSii Luioi. telegrafista 

— Acqua potahik ed energia elettrica. — La 
Giunta comunale mandò a proporre al Con.siglto 
che voglia in massima pronunciarsi favorevolmente 
al progetto <lcir ing. Bruno per la costruzione di 
un vasto bacino in valle Albedosa, dichiarandosi 
disposta s'ìnza nessun impegno per ora a conttedere 
r uso del .sotto suolo per la conduttura dell' acqua 



potabile e ddl' energìa elettrica e 1' acquisto di tale 
acqua in quantità da determinarsi per uso pubblico 
negli stabilimenti municipali. 

Ancona. — Lume che scoppia. — Il commesso 
Rossi Tommaso di anni 59. abitante in via S:it)i stava 
accendendo un lume ad acetilene quando questo gli 
scoppiava tra le mani investendolo al viso. 

Il Rossi ha riportato usiiont e lievi contusioni 
guaribili in T5 giorni. 

Anghiarì. — li/ifuiinazìone pubblica. — Uà \'ario 

tenii)o si parla che la ditta Buitoni di Sanseiwlcro 
abbia intenzione di illuminare a luce elettrica que- 
sto paese. f)ra si assicura invece che la forza dì cui 
dispone quella Ditta f stilo sufficiente al proprio sta- 
bilimento e per 1' illuminazione di Sansrpolcro. 

Aviano. — Luce elettrica. — Sì dice che final- 
menti: r iniziativa per l' illuminazione pubblica e 
privata a luce elettrica in Avianq sia per entrare 
nel periodo esecutivo. 

I^ Società de) Cellina domiuuto all' uopo l' au- 
torizzazione pel passaggio delta conduttura da (ììaJs 
a Castello, distribuendo 1* energia dalla centrale dì 
.Malnisio. 

Bergamo. — Operaio Julmifìato dalla corrente elet- 
trica. — Nel cantiere della dilla ingegnere S. (ihi- 
lardì e C. era stato incaricato della .sorveglianza 
notturna alle matrchine, 1' operaio meccanico Pietro 
Eurini di anni ventuno. Mentre il disgraziato P^urìin 
accudiva a certe faccende gli si ruppe ìl vetro della 
lanijwtlina elettrica che teneva in mano e la cor- 
rente, che si era aumentata per aver 1' Eurini m 
un piede in un secchio d'acqua che teneva vicia 
lo fulminava. 

Bologna. — lìotognesi in Inghilierra. — « 1/ in 
stituiinn of Electrical lìnginner » ha promosso 
organizzato una escursione degli ingegneri agli Ì 
pianti elettrici ed alle officine più importami di lut 
r Inghilterra e la Scozia. Per l' Italia si è fatto capo 
alla Associazione elettrotecnica italiana residente in 
Milano, e la comitiva degli ingegneri italiani è fra 
le più numerose. Kssa ha portato con sé e regalato 
alta Institution un gran busto in bronzo di Alessan- 
dro Volta e regolerà a lord Kelvin (il celebre Tom; 
son) un esemplare del Leottardo. 

DofHJ sci giorni pas.sa.ti a Londra la comitiva di 
300 ingegneri si recò a Birmingham e a Manchester, 
ovunque accolta con feste e banchetti. Il treno che 
la trasporta consta di sole vetture salon comuni* 
canti. ^m 

Direttore della schiera italiana è l' ingegnere 5e^| 

mcnza, segretario dell' Associazione cletlrolecnica 
italiana che egli rappresenta degnamente. Egli è 
nato in Inghilterra e parla benissimo l'inglese, tal- 
ché pu«] stare egregiamente in cimtatlo colle auto- 
rità locali e rispondere assai hene ai brindisi 
numerosi taasts che si seguono nei frequenti 
eliciti. 

Il Semenza b un tecnico di valore e simpatici 
simo (Ximpagno. 



cor- 
less^H 
::in<^H 

'in- 

jtt^l 

apo" 



-73- 



I» Bolnpia pmedfMino «Ib icita t' Ing. RinoH 
AirnliJhA o rinic. Guido llruncUi. 

•. — Offrma grmrmtm/t attìamato daJt*- 

K — A Oxi:a}tl[o 1' tipcniii> (ìiuncppr Mtt* 

4Ì Jtoai 44, alle dipCDitctur della ScM-icLk rlct- 

I bsvariuu. «IK» ku un (lalo alio parecchi me- 

■nnò .> 'niente ì fili clic critnti a iea«v>nc 

e cadU;. — ^ ^o privo di »cnai, buuciidu unche 

U capa cuntro no raurìcx'iolu. Il diissm- 

tal rocTcnlc prnduAM: ^nviMÌine utrtioni. si 

air fiHpnlnlc. 

Ina* livrea). — L' mtmgarasiome 4eih but eUt' 
aifta # it wwnmjtf aì (omtm, Scìopts, — Domcnlcn 
ta AaoMo. V «mcn» e Ubonoso ctimunc di Rriwwt 
ma m fierta per ntprìmcrc scntitncntì <lt Krntittidìne 
ttC taaìBBe e muuifìco ìndustrì.ile cumm. Vittoria 
Sditeti. pTOfirì^ ' l<- ntinirrr di [•{riti che da 

ihw» prcfMlon ... r inaugurare 1* impinntn 

Adte luce Hctlrici che il |ircfatu cumm. Sdupift hn 
n|MaK> al pocae. 

E fa festa della sciciua e del cuore : festa so* 
kaar «I imlimenilciibilc : fetta siirnificnti^'n. perchè 
quanta »tinu e quanto afTcìio ^rodc In Srln- 
i cuoi' minatori e fra i maifftiorcntl della 
in fcruia di (luellu sptrìin elevato e 
die eieli )U prnfnnilcre nell' industria delle 
ticrv, affinchè 1' unione fra capitale e Lnvorn 
pca mnryanatica, ma indissolubile, e ccmcn- 
q«d (tubili ftCTitinicnli del cuore che costi- 
I afsictl ì) BCfcrcto onde ottenere In mafn^iore 
dei comuni interessi. 
La Cesia «* injxiù cn| rice\'imcnio alle {torte drl 
BK «Sci comm. Sdopi» e dei suoi due fi^li Alcs- 
iJro e Giit><:p)ic. 

D siiKlaco di bruMo xi(;nur Gerra. e 1' on. conte 
adua- dcpotato del Cnllrgio, erano alla testa del 
l«D. Mollili d;il Coniglio mmimalc e dalle pìu 
iocafl» pcnoiulita ilei lu<:ifEo. K mentre l'ottima 
■BOI éi Broèao rallegrava la fesu. le ^da entu- 
tli • Viva Sctnpiii e viva Broaso » ecchcg- 
> per i monti. 

Tcmoulh d' onore fu servito nelle sole co- 

r ttclla piazza ^>ttostante (che il comune di 

ha intitoUta al ciìmin. ScloptK) fu iiiauKuratu 

4fi broeficena a prò dell' erigendo Asilo 

blka particolare di (jui-ir inNÌKnc ed entu- 

aaii iitmi che t dna Honafide, rettore di llrosao. 

gtaliluiJìne e te bcDcficeiua, sorelle Indivìslbilt. 

sia per l'entusiastica r!uM-Ìta della festa. 

r iaipcralo successo (inanziimo di-I banco ; 

ni piomba d* oro che rcKc rnf;(;iante don 

I 

E vcBOe l'ora del pranso, 9er\'ito dall' AUtrrgo 
CW«aa é" timha. sotto un ampio padifclione ricca- 
a^Mr a ddobbato. 

I cs wa w t ns ali erano trecento circa, avendo voluto, 

«M: e- «iero. amiciarsl alle onoranrr tutta 

T«i*tt«t t..w.w..4A di viikiqpaoti di Brosso e dintorni. 

Uà inainii5co. tecomparabUe h<ni^a*t di bellis- 



sime, eteffftntl slptnre ornava le mense, t-naie non 
iirnù mai vashrxxa di fiori freschi e pro/uraati. 

Alla tiivnlrt d'onore il Cfimm. Sclot»l« «edcvn fr» 
r on. Pinchia etl il sindaco, r seuuìvano Ìl conai< 
glicrc provinciale avv. .Saudlno, il rcv. don Bona- 
fHle, la biomla «it^nnra Sihoni, Ìl |>rcture sig. avv. 
Olh-ecti, la bruna sit^nura Bassi, il dott. Saudtnu, 
Il cav, Raruxa, Ìs|>cttore scula«ticu. il rejna notaio 
Lar|[hi con la gentile cuniMjrte. i siintori Alcanndro 
e Giuseppe Sclopis. l' inic. Bnn.imicn ddla SodriA 
elettrotecnica, esecutore appreitutÌMiimo dell' im- 
pianto, il «Knor Sìbonì. procuratore della Ditta 
Sclopis e C. il rav. kalniKliotti, il sifcnor Marchi, 
e sparai per altre ta\f>le coosifrlieri comunali, dttt- 
lUnì d'offnl da.<Lsc e diioinir nìicnore. fra le quali d 
è caro nominare ancora le «tenore Kal>of(liatti, Sa* 
frlione col marito capitano, Leone. Chiailò. Saria, 
chicilcmlo sema per te certo non t-olontarìe om- 
iiiissìoni. 

ÌA lettura ilelte ndenttmi fu fatta dall' infaiicibtle 
segretario comuitaJe signor Bovio, il quale d ap* 
prese ette fra 1 tanti aderenti vi erano altresì t' e* 
ttre^in sitrnora contessa Pinchìa e 1* etcreieio ff. di 
sltidiico d' Ivrea. 

H, finalmente, venne la volta dei disooral. che 
furono numerosi etl lmpn>ntnti tutti all'ammirazione 
dell'operosità del comm. Sclopis e dei liaUIi miiu- 
tori di Brown, npcrosità meravigliosa e feo*nda di 
bene r di rii-clifern per il jwrse. 

l'rtriw a parlare fu il «indaco aìiroor Gerra. it 
quale sep(>e elcttrìunre I' uditorio, prooinuidosi un 
uragano d' applaudi : ma... rdellrìcitA rra tK-tr.nr»a, 
e w r .ivcvano Hprijfiimata gli altcriiutiin di Sciupi*, 
afTithindoU al fdi dell* [ng. Bonamia.1. aftinché pre- 
sidcsaae al lianchetut di Bro«»o. e fu ama rena- 
mente causa del «uccesao che nitenncni gli altri 
eloquenti oraHm. fra I quali citeremo il dottore e 
r avv. Suudiiio. il re\-. don Bonafide, la cui cntu- 
siastiua foga txatorla irruppe per l»en tre \-olte. il 
signor pretore avv. OliveUi, il cav, doli. Rtwnne, 
r on. i^nchia. dalla parola aiau semim. vibrante e 
densa di |>en»Ìero. ed il »tinior Trono. ))oeta getda* 
lìsAìnio in vernacolo bruasesc. 

A tutti rtS|K>se, commosso fino alle Infrime. Ì| 
coroni. Sclripis. e fu applauditisKimo s|KCÌe qtumdo 
rassicurò che nf egli né l suoi Agii ti «uebbcro 
mai dipartili da (pictla che era stata «1 era meta 
costante dd suoi studi e del suo lavoro, il henca- 
sere doè ed 11 mÌ|(IÌoramento sempre crescrntr ito 
V'albnjsBCsi, 

A sera il paese venne illuminato per la prima 
volu a luce detutca. fra gli applausi del pn|Nilo 
che anunirara l'abbagliante luce delle Limpade ad 
arco. 

Ma il comm. Sclopis ave\'a dÌst>a$to affinché l'e- 
leltridtA si manifestasse in fitnne svariate, e perciò, 
duce il signor Chiad(>, apiurve in piaata un cflsan- 
lesco cinematoKTafo. le cui rìusdtlaisiizic proiezioni 
entuaUamarono il popolo, che applaudiva al signor 
Ghindò. - 

La festa si chiuse con 1' accensione d' un riOet- 



-1:1.- 1 ; i-Tii!.-,M. iil .-.mn.Tni li- 

.•i.". :tl11i1(.-t1 I V.ìT/iit :\ 

• ■— -r" nitrii r-r niint; 



[jir KN!sifo9ie àetV ììhamnviimK 

JtfKmrt. -.tr, -iu, Min 



"•» -■ir. !,i 



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- ■■•- •■ . - ■' .»;'i-r ■ ii:.i imr;,il«* 

- ■.-.•>--., .- -. , ■ .noff- li 

:- -,c.^-,.',- r-.; r-iT.- i ■l'i,- -s^M -^ -irft- 

■ ■-- ir.- - ,r. .,^*« -;it=- I 

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..-■ .--^ r-- .:■ . r. ■ -r.-'r-r..^.. ■..mp "tit;;- 

-.''I- '. '. .' -i-iT --■:■ ,r.--,«i, ;i 1, I - 'tri-~'iii 

,1. '■:.- .,..- 

•■■■ ,'•'--■ ■-*-- ■-•■: .r ; ^r.ot •:!-> I Munir: oin 

• ' ■ ■ - - ■' ' - n-.n-. -et, r.,. ,^r ^Tll*tiari- ;l 
,'■ •■ ■ ■ ■< '. '■- ■ .,-.. "/. n ,r,>T isir.nf- |f!la OH 1*«- 
->■"'• ■■ -■'•■ ' ■ '-- -. '•■■--^t. n .,r-.f, . ji^^ni ailtli- 

''■//.'■/•■• '■'■ '*■ ■ *•■-'/!'■ '" * mmini-tr.fVjcinf ;TarTf*r;- 

>'' /'.r.. :-,. . ^<-^.».r.^ ..r, 1i>ii)0<it;< i T.ìt- 

■.-.^ ,^1- li., .' ,r ,-, .r.\\ e- vv^ (t: "riripr-' ir( -icaiIPTIza 

^iififfiti.i \ mniii.'trr i/-,i.nf '' . .niim^f !»• fcrr'» 'TUCtn 

..in*.-., , f j'/\'^ir' n ^\■,<•^-•■^^y•,r'^ ■ [ j'fTii-.r; st(fnor; 
\ir.! - Ti.."»!*. L-irt*-,- 111»!" lAri'i ■'Hs^T'* intpr'.''!- 

Tii*> t l'I" i*!'i" ■•••/'■ >''h i',. -nini i*;-". Il»- ofrsmra- 
r-.-T. iM'i i<«. !'■■""» rlir-Ilc .iTcr'r' .'.,r>r---'c ."hft pò*"- 

1 ■• ■■ • ::-'f.'^>- .-■■|ii.' i -.|i, '.-.i-"!!.»!,, ti r>rjmi 

• !■■'■"■.•'■■ ■ . .--. ri'. I ■'?"■. ■!.! ■:<;., i,:.i ''.MiniH m::; 

■/'■ rt'o ?"'■;!• ' ;l^v-*>^-..-,r' -jT ^i tr itlit/ii .Hi- *• ri**! 'ilif'' 

'!■ - •'. ,'!>- .' ;■>'</;. .•!<■■ ,ill:i -v-.' i<■t.^ ;i Simlaro ''.jO 
-j.i'i -ì'.' 1 " ;:iin < \!.r:''' il. '..r^f'y '.•■! IT "'.t.! Vii 't 'V- 
i'-'Af ■ ;>"r;'.'vi li ■!>i-i rVJii'iM -7 fryf/'if" /-of'' /1mnu>ft- 
ifrf-ifrf" /■' /'"> f '".1 ^'m ii'i'.i iti 'l;ir;t Nfajfiyio, 

^'d'- y^r.''j;v.iliii''n"' ^ ■ .■i';'',';iht il -\in'l;i'w ;i mat;in;i 
*V- tz-ui- ,; i'-*.<i.l/*rit'^ rl<^! ' ' ,T:-i\f£y.ft r\ .(niminisf Ta- 
/l'.n'- nf -['■--i'/;-, i.-i 1 iji;!. ;i-,'-^r!<^.ts.-. ,( r.ti.;,,r'?vntarlo 
[/'■r ■ i./- ■-■ tr. 1/;',::' 

IV".;', .1'./. 'k'i ) ■ '.mur. f -i/Àttrif. li Sin'l.ìf» m' im- 
f'rrrr. '7.1 'il" -iMii" . ;i-i<»^ii/,i '\f\" .i^;^^ ^si-.f ail' F,<'[i- 
1j/>.», .1 r.'.'-:'f', ,,i '.r', ;-,'.r. .''.t' ■_ it ìr.i/Ì;ir.!Ì i" ti': nella 
■•.'-•/■Il :'/ -'.•^'l rn.iri i 

r 'jM .'('M', '.>;-,rri|r,i . l'.'nririr" '11'; 'Ta t^ifjM 
ÌriV-<:i f f,i \ t'\i '/■.}t\ ']' I <■ 'nw .ri' '!i e .-.'/lir-r'- Vfit 'iì- 
'-.\'ii<' j-'-T r\f>r'ii'\' f ari' f.f iii 'r.itrii/i'i;!'- fidile fj'if- 
«ti'irir '1' II' .1' f|tif 'If.tto .jt iM ;,.'' rri,1U\ ;r'r mjiliriT'si 
'(,1 xifnli' !' |.:irf( pf.i |.-,ilj.i' riT' ^hi-ir/i,, i.r''iC'irnn'l''» 
' 'r.:i fji I ',/,rrhn>t' \f fin'- tr.ir'.i/i.-,rii r [.'.s<iil(ilm"nt'; 
' 'iri'fnf I' ,1 l' rniiri' i '•iti' fiij.'rrfi;i'-irriMi?'-, 

S'>l'r;iv'."'f)(ifp ri' I fr.iM' ii)|.'. I 'lolMr'.iii falli di 
tii!i('i'i'(, ^1 / rpi fift-T', filanti" ]'■ '.lìrTii-^KÌotit 'l<rl Con- 



iel:n ,. .miinaK*. . .r--trrnmm.T uìt onte iverp :: -ìuo 

V.- ifp.iTiPnri.. I.immis:*!ir;.i -rmiirTiiniinn n inviro 

-v,r=Tiiit^T-- ' --t:.ir;v'- tiji :nrw> Mn LnhiM:ca- 

iifnt; - lamntM :; t'-TiTt- iltr." mn rrsiurr. :tie "j. 

ii:i nsistpnzA .crhe .i -oi'u'r.i acesse 77//7rv fì-rnpi}- 

.té- -'\ ■.i\<: .ti-ss<' v-mnn omis-se in nuovi, .ncmenio- 

rip - j:.i :;st":-.iin;iti'< i.i ma laiisitia ■-■ntrn.ttUAie 

:;p .r'-^*-n:.i .in imrip .nininzie ler unne a pani. 

^ii- i: "'r'-nrc- lile ■iferre leiia Sru-.eta n iaia 
, iii-i-mtirF- ,.-.1 m lile ;irr.nosie 'iella 'Z. immissione 
■^^ . n -rTi nsi i ii rutir'' ^n-nasts jer 'virte ■ le! la 

loi'ii^t.i. -ss*-rii:ri j!i;rri sti", r.aicaia. ina -«aimente 'ii- 
-r-.ijìsi. r,i- ■ftrr-.iir' >t»r ;"jr'"'i".irirt:- ;i innianare '.e -ii- 
pTcrcnzf- li "'-tiiiie ^i imvrirr' liì in ntesa ìa. tth- 
iiirrf- r. it:o. :.i sottomirsi ul' ipprr.vazione .iei 
|".ir.sti>'!iii 

F. Tii'H -^ife-.M -sserR u:nmenu. perche nt.n in- 
■r-r, r.'::i..r';i Tne ii :.-.nt:niijrr- ^ ■■.■.^L:^rTT^ i :ermine 
> jrr,ti.-he nizi.ite- i^Ia. :cissaia Amministrazinne. 
-he ■ ni^^d it-;Li i^l.immijssii.ne LV(™.-a mc'.",>iti. rutti 
i^À -:emenri ■ne e- iciT.'nrr'.Miii' per .jfri'ntare una 
-i<iinz!"ne. 

|*-i(le luiniii '.' icc.L«a ìi tenjrversazmne ^ rriuc- 
'iinzt* '.le 1.117? -ita srata 'atta ula Saciera. !a -luale 
■".ime WTTinrR la iichiaraio, nun * mai -itala t non 
- T.ntrrira id 'in unii'hevnie ntesa <\\ :utte [e •\ue- 
ìtinni ■■'^r'rrnti :ni \[unii::pii'. Z^sa rum Icsideru di 
mr:jii.i -he ti ^iìminarT? urni - 'iiiaiunuue vraiisa -ii 
:.'intesMi:;. ni pervrhe luaiuniiue s»n::eta 'ihe « rispetti 
ha iìmiuttH' 'ii Trannuiìlita - -iiin .ii interessare t tri- 
■■niniiii ie; -iiiiii niaii. 

SiniTTTu^iamU.ia leil' ispitaiita. ..n^disca i miei di- 
■itint; issrrfpii. /' R.ipf*r:s£ntanrc 

THE C.VÌLL\.H; «"ÌA5 A C.» Ld. 
E. SANNA 

Cjmra. — Fulminalo mi un jiìo elettrico. — Borri 
Oiustipfje. -li anoi jj,. lizzature. recandoj«i al lavoro 
■.■'»niv.i rulminato 'ial nlci ct^'nduciore 'ieil* eletiriciu 
delia r.nmpa}fnia Margara. 

Csule .U m I u \am . — Consi-^lio Comnnaìe. — Nella 
riiiniime 'iei i A^jSti>. 'luesi" Consiglio Cumunale fece 
una cr.nven/iiìne coda Sjinetà del Gaz per estendere 
r ill'iminaz-iiine sulla ^^trada di circonvallazione. 

— Fulminato dalla oirrente elettrica. — Nello 
^whiiimenco calce e cementi della ditta Ang:elo El- 
Uma successe una gravissima disgrazia. L'operaio 
Cappello .^nprelo. d'anni 46. addetto al motore elet- 
trico rhe anima il molino del cemento, mentre at- 
tem'eva al cambio d'una valvola rimase fulminato 
flalJa corrente. 

Ceciu. — Cose del Comune. — Il Consiglio co- 
munale, che da circa sei mesi è ridotto a soli tre- 
consij^'iifri su venti, si adunò per deliberare in me- 
rito ad una (ytnvenzìone di esperimento di iUumi- 
iiaziono luibhlica col si-stema Kilson a petrolio ed 
aria in';mdescenii, I^ convenzione proposta era fatta 
in modo da non pregiudicare per nulla le definitive 
I risoluzioni fiel Comune anche dopo l'esperìmentu ; 



-75 — 



rripftrtrtitimi ■(»|H-ofilun<lo dena w-tiwionr cau- 

I da ^aationi pcntonali, dt'U'c-flisuo nnmcro il«i 

va«6 coniro U pmpttNta Hulln quale la 

wmm «wm meno Li (|ui»ttonc di fìdiirla. 

D iiatlacu « U iàimiU hantui riuuctrtuitu Ir di* 

— /^ tuff ftfUrieo. — A qucsil chiari 

ooa k piiMibile pAilarr di rìMmttn, ma eoa- 

che <b noi il cfwio <IHUi illiimlniuinne è 

Ile cccrmivD. il Municipio deve Innuiere 

■ rituMin dd prczzu. 

I», — Lmre tiettnea. — Finalmente è arrivalo 
mo o... per mrclio dire, la arra in cut pos* ' 
ilxiawniffii circolarr i<rr le noauc strade srnza 
M aiKkrc a luttrTc il misu «u qualche 

Um ci<imi funxìona il nucivi» niolttrc a ki" (Kjvcrn 
« la 1iK« chr »i iiitcnnc e tale da acointrntjiri* pìc- 
\ firiidcfi liei pubblico. 
rfcmwiiii ijilii li vcrifichrninitn niiconi dei lievi 
irÀ cosa t>a.s5«ci;Kit:r)i dipcntlcntc dullu 
óvicÀ tlcU* impunto. 
E* oenc* intanto che il nminre completamente a 
OS «Hirà «fìtldiftfare le csìkciuc del pae«e. 

f fet — CrrnsigUc camnnalt. — Nella &ua ul- 

Bonuia qucBOo CunitÌKt>o comunale rati6ai\'a 

deliberazioni prese d' urtrcn/n lialla (ìttinL-i, 

le quali prÌATlpal mente quella della dcvìnzinnc 

r taapiuuo klrocleurìco da una ì^>nda all' altra 

ftiwir, allo scopo precipuo ili ir(jv;u^'t m.iK);ior 

lào pcf rampltamenio del serbatoio pcrglicvcn- 

fi oaacsion fata. 

ff%MM> — Imtenàio di tn laHMcUate di hencina. — 
D «calo merci della stazione di Porta al Prato, 
■Dvai proccde\-a alla vuotatura di uu corro con- 
cita dieci umnclliite di ttcn/inu. «i incx-ndiù il ti- 
iAa c^ vcmto in una ilamigiiinu, e il fuoco ni 
ipi^o io breve a tutto il serbatoio. Il tappo della 
leiSB fa taaciatn a dieci metri di distanra. e le 
■ae avxtibera subiio i tre carri merci e un cn- 

Gli a|)crti che accudivano al lavoro fecero in 
^» * sahnkTB, meno ano che riptirtò lievi ustioni. 
l/ inom dio alimentato dal vento, stava per pro< 
^■li ad altri ca|ianiioni del deposito, ma fu potuto 
ìverc dai pompieri accorsi con due macchine 
• ■aporc • dal aoldati del genio. 

Sul luoca li recarono le auioriiA. I danni si cal- 
«■Ihbo • aei mila lire ; la causa dell' incendio pare 
A riccroanri in qualche scintilla usciu dal camino 
ncchina. 

— Vmm vittima dtt itkfomo ! — L'operaio 

r Bacrhcriftdo, Bcdci Sante, dì 47 anni, ap- 

al telctnoo per rispondere ail una irhia- 

ft atain Invtstito dalla corrente elettrica prvxloiu 

I ceol a p tt BMemn. fra il filo del telefomi e quello 

Imo* c l cnnca. verificatovi in seguito alla caduta 



ti B«dei e otaco rtkvcacialo al molo, e la MU 
mone sarebbft stata carta incvlubile wnzn il pronto 
accorrere ilei compaKnì di lavcim. 

Il Belici ha riportato ferite al vIjui e alla marto 
«inistrn. jritiflimtr •/unrìdili in 15 (rtorni 

Ul MpiriiiHte d' llIviilMzioH iilli Gallerli il Riiu 

Tra ora aotto un tunnel 

OlMva. — ToKliomo dal Caffaro : 11 35 luxlio 
do|io una colaxiiinc ottìmamcnie aervlla al buffet della 
stazione di Runcu, una citmitiva compoetii dì tei nici, 
induxtriali e di rnpprr»entant) della fetiunfia assistet- 
tero ad un r3i(>rrìmt'nti) ili tltuminazli*nr a lampade 
Kitson nella i£r.iit«lr (futleria .«uccur^^ile ilei <fi<>vi fra 
MifEniincxo e Ronco. 

Lo »co|>o non era i|uello d' Illuminare la ftalleria. 
ma di fornire luce fiMa. inctilurr. coMonte. purtatUe. 
aenza resìdui di combuMiione, alle M|uailrc d'operai 
incaricate dei lavori neceiuari alla manutrnxione della 
galleria e al perMiiule inrnricntu della MnrvTf;IÌanza. 

L' esperimento era «t^ito orilirtnto dall' irte. cav. 
CavcnaRo. un [tenuvcs* [wr adozione, l,"tiKrnnre pritt- 
tnpnlc cn|M> ufficio ilei mantenimento e fMir\'eKlianaa 
Geno^'a I, e su proposta dell' impresa Pietro .Anire- 
lini e C. fomiihcc di materiali alle Ferrovie dello 
Suio, la atfsaa che fece eseguire alcuni mcAi or 
sonii una pruva per la rapida dicinfeiinne deì va;r<mi 
Kacevami (Nirte della comitiva : 1' i<(t>cttorc princit^dc 
ing. Cesare Melloni della seiìonc Genova 1, 1' inft. 
cav. Anioniii Cu<ire della wzione Cìenova II. Ìl kìk. 
ScaniKlia direttore delta Società KitMm col capi ufit* 
Cina Paolo Bisà e Gino Berolsch. il ff. di capo Ma- 
cione di Ronco. xÌKnor Pitto, il ca|Ki sorveffliante 
hìr. G. Travcr»!. il hìr. Pietro An|[clini e i rnp^tre- 
Rcntnnti dei anomali locali e di fuori. 

I convenuti s' inoltrarono su due carrelli motwi 
a braccia nella tfrande g;alleria, di 8^òo metri, della 
quale se ne do\-eva percorrere circa la metà. Il ven> 
tilatore Snixarilo aveva cacciato vìa I resìdui del 
fumo, in m<xl<) da renderne 1* aria rcspinbìliitsima. 
Iji tcmiKrratura sui primi due o trecento metri era 
su ffiden temente fresca, ma inoltrando verao il mcxao 
andò via via crescendo, pur mantenemltui at^wtstanxa 
M>p|>onaliÌle 

Sul primo carrello erano stati coUocad. m sup- 
poni meulliri, le due lampade Kitjuin. Poco dopo 
penetrati nel tunnel si poi^ cnn4.iL<ire 1' ottimo efTelto 
delta luce diffusa dalle •«tes.ir lani)iade. Iji galleria 
dal plano alla volta, man mano che si procede, al 
dÌMÌnKiie\'a (lerfetta monte per un tratto ass^ esteso. 
Da lontanii apparxc ur\ii fioca luce rui<ta»tra indizio 
che lafipb stava una squadra dt manuali inienla in 
qualche la%'on>. Infatti avvicinatici tro\-ammo un 
gruppo di operai lavoranti sul binario al chiarore 
delta luce Weìla, quella attualmente allottata nelle 
gallerie femiviarie jier ri^'hìarare i pumi do\*c ven- 
{!ono e:(eguiti lavori di manutenzione. 

S pot^ subilo subilire un serio coaTraiilo fra la 
luce Weìt» e la luce Kttson. 

La prima data da una Aamma oncillante, sfug- 



-76- 



gente da un tubo, come nelle lampade ad alcool da 
saldatori; ha una tinta rosso-sbiadita, è mobile £ ri- 
schiara una superficie molto limitata. 

La Kitson, facilmente portatile, fissa, del tipo 
della luce solare, si espande vivida su di una super- 
ficie ben più estesa. La lampada collocata a poco 
più di due metri da terra illumina egualmente la 
volta, le pareti e il suolo. Collocate le due lampade 
alla distanza di un centinaio e più di metri 1' una 
dall'altra si ottiene facilmente l'illuminazione di un 
vasto tratto di tunnel in motio da poter rischiarare 
una squadra numerosa di lavoratori. 

Il direttore signor Scaniglia fa os,servare alla co- 
mitiva che ogni lampada Kitson, simile a quelle in 
esperimento, dà luce ininterrotta per 56 ore senza 
bisogno di essere toccata o mossa. E tale luce es- 
sendo data da una speciale volatilizzazione del pe- 
trolio contenuto in un recipiente cilindrico sottoposto 
alla lampada, si può, dopo l'esaurimento, riottenere 
facilmente, perchè dappertutto si trova modo di ac- 
quistare del petrolio. 

Continuando ad inoltrarci nella galleria si ebbe 
modo di poter fare nuovi confronti e nuove espe- 
rienze e sempre se ne ebbero eccellenti risultati, co- 
me poterono constatare gli stessi manuali adetti ai 
lavori neir interno del tunnel. 

Per abbandonare il lunghissimo sotterraneo, che 
mi aveva tanto ricordato una lunga visita nelle tene- 
brose catacombe romane, si decise di uscire per la 
galleria traversale che partendo dal piano centrale 
della galleria sale al piano della stazione di Busalla 
e fa capo alle macchine azionanti 1' aspiratore Sac- 
cardo. 

Le lampade Kitson, sempre splendidissime, dif- 
fondenti con intensità costante tutto intorno la loro 
benefica luce bianca e fissa, furono riportate sui car- 
relli alla stazione di Ronco. 

Noi imprendemmo a salire, illuminati da torcie 
a vento, i seicentodieci gradini che conducono all'a- 
perto presso la stazione ferroviaria di Busalla. Al- 
l'imboccatura la ventilazione fresca e rapida ci parve 
perfino molesta e fu necessario abbottonarci e rial- 
zare il bavero della giacchetta ; ma la fatica del sa- 
lire quel lungo Calvario e' immollò ben presto di 
sudore. Passammo subito ad una temperatura afosa 
umida e calda. Meno male che il compianto inge- 
gnere Saccardo vi aveva fatto costruire scalini como- 
dissimi a salire. 

Come Dio volle, i seicentodieci gradini erano 
finiti. Visitando l'impianto delle macchine par azio- 
nare l'aspiratore del fumo, pensavamo alle avversità 
che ring. Saccardo aveva dovuto vincere per appli- 
care la sua invenzione. 

A Busalla si ripeterono i brindisi augurali del- 
l' egregio ing. Melloni e del collega prof. Pace. 

La prova era finita vittoriosamente. Non ci rimase 
che ritornare in città a constatare da fedeli cronisti 
il fatto, il quale ha splendidamente coronato la fe- 
lice iniziativa dell' impresa che ha proposto 1' espe- 
rimento. 



Gubbio. — Una relazione tecnica dell' ingeg. De 
Andreis - Acqua e luce a Gubbio. — Dopo due anni 
dalla deliberazione consigliare che affidava ad una 
Commissione tecnico -legale presieduta dall'onor. De 
Andreis 1' incarico di riferire sul progetto di condut- 
tura d' acqua potabile presentato dall' ing. Selvelli 
dell' Ufficio tecnico municipale (mettendo questo pro- 
getto in relazione con altri progetti presentati prima. 
e dopo di esso) fu pubblicata in questi giorni la rela- 
zione analitica e diligente. 

La Commissione è stata pienamente nell' ordine 
d' idee dell" ufficio tecnico, sostituendo però nel pro- 
getto un gruppo dì .sorgenti con altro gruppo che 
sembrò ai commissari più idoneo allo scopo. Pare 
però che la convinzione sulla maggiore idoneità sia 
basata sulla interpretazione non esatta del valore di 
alcune misure di portata delle nuove sorgenti ; ed 
è perciò probabile una breve confutazione in propo- 
sito del progettista. 

In ogni modo pare che ci si metta sulla vìa buona 
per la tanto necessaria soluzione del problema del- 
l' acqua potabile. Quanto alla luce... ancora buio 
pesto! — La Commissione aveva pure l'incarico di 
riferire su questa questione ed anzi le erano stati 
sottoposti due diversi progetti, ciascuno dei quali 
comprendeva la soluzione di ambedue i problemi 
collegati dell' acqua e della luce ; ed erano : il pro- 
getto Giamboni (con centrale idroelettrica) ed il pro- 
getto Selvelli (con centrate termoelettrica). 

Il parere dei commissari fu favorevole a questo 
secondo perchè — dice la relazione — « con rispar- 
« mio notevole di capitale d' impianto e con altro 
« ancor più rilevante sulle spese annuali d' esercizio 
« si può avere una soluzione completa e definitiva 
« la quale con maggior semplicità, completa indipen- 
« denza dei servizi e minore spesa, permette dì prov- 
ai vedere bene all'acqua potabile ed all' illuminazione 
« elettrica ». 

Isola del Cantone. — La luce Kitson. — Per espresso^ 
desiderio di parecchi ingegneri e sindaci di vari Co- 
muni i quali intendevano con un esperimento com- 
pleto di pubblica illuminazione constatare ì molte- 
plici vantaggi tecnici e finanziari della nuova luce, 
in conironto degli altri e profittando della festa prin- 
cipale del paese, su proposta della Spett. Impresa 
Pietro Angelini e C. la Società Anonima Ifaliana. 
Kitson provvide domenica sera 12 corr. all'illumina- 
zione dì Isola del Cantone. 

P'urono collocate per la circostanza 7 lampade dì 
looo candele e 5 di 500. 

La principale via del paese cosi illuminata riuscr 
di splendido effetto destando 1' ammirazione non solo- 
dei numerosis.simi invitati ma della colonia dei vil- 
leggianti ed in particolar modo delle signore che 
per l'occasione sfoggiarono le migliori toìtettes bene 
augurando alla Società che loro procurava il mezzo- 
di profittare oltreché dei vantaggi della villeggiatura 
dei comodi di una città illuminata a giorno. 

Oltreché la grande intensità luminosa delle lam- 
pade la praticità dell'impianto, la fissità e il colore 



•i 



- 77 



-Je''a 'ut-r «inii^'liaiili- a (|ur]ta del jwtle, si cniislató 
^ ^r.in*U' •'■inoniia in l'onfroiito «li tiiui i;l> altri si- 
»:— i: iini- t.inu» «lu- il tliroliorc tifila S<K"irtà vt-nne 
W" «<vn<< .kI t'li>j;i vt\ ,1 r.ill»';;raiin.'nii. 

len. — Of-fmiii fulminalii. — La ili«-iutt(.-niic Iwi- 
::cj ' li-'trini (li (.'iLsti-lpIanio filandaia allo suibili- 
sifr.;.. tl.-i trati-Ili Carotti, n<»ti ostarne k- insistenti 
'«j- -r'-.in-la/ioni i|<-llc coin]iaf;nt-, for/iita una finestra 
;■ «• i%.r<.iv.i I-alandosi sul letto [ter andare a (<»'- 
■,i.-T Tili della t-onduttura eiritrira rimanend'tvi 

\n he all.i inaltina aveva provato, ma aveva 
:r -. At ■ '.1 torrente delKilissima. Non si s;i se ahlua 
rpt:.::-* il f.tiio \wt cocciutanK'"*^ " l'cr detcrminato 



< Aosta). — In iHi^uraziotte della luce del- 
>r. j — |><inienica 29 luglio [xitenti lampade clei- 
L- -.- hann>i tEetiato jkt la prima voltji i loro fiisci 
•1. •' -k.T. .1 Iure attraverso al verde piami, fuprandone 
> tTitltre, prima non vinte dai tenui lumicini. 

1 :ni/i.itiva è dovuta al si;;. (ìustavo Christlllin 
«** j. c.»\ . ditti, riiovaiini (ioyct, che alta impetuosa 
.- r-» T-.:» del I.ys chiesero un po' ili forza, commct- 
v.-s-'. • .ù c.iv. Cresta di l'cmt S;ùnt-Martin rìiicarico 
•i -cntr.iire 1' Impianto idroelettrico. 

1 r.i\ Cresta, che jiià hen 14 altri impianti ha 
-■• <» -;.-nie ci.ndotto a termine nella valle d' ,-\osta, 
•..-:;-■}■*-• 1 pienamente al .suo mandato, l'n hreve 
..^-j» una turbina I>c l'rctto e C. di Schio, 
.-.» -lin.imo del Tecnnmasi»» italiano, fornita da 
\ iLi* '(Tf.i. l-iilenilierpa e dri di Torino, il tutto si- 
^rr— :ì*" m una piccola e linda sede, ecco il piccolo 
r—7.nT«-VMl ipj.de il cav. Cresta apprestò i 34 cavalli 
■: :■ --.-.1 neees-tiria e ieri sera «lietle vita a «|unttro 
r-i- :. :.tnip.ide ad arc<) e a circa 400 lampadine. 

I ^T***^ — /,«r*" fUt/rirn. — Proseguono con feb- 
'.*-.- .i::i\ìi.t i lavori tlell' impianto <lella luce elet- 
Tv.x ■.■^■T conto proprio di (jucsto sij;. barone Giu- 
«^ :-.- Lui^i Ik-neventano. 

Tra i*"«chi mesi se ne avrà il collaudo, ed il paese 

* 1.--C' 'ra con quella illuminazitme a petrolio, che 
:»* r.ì-ntc * soKRfita alle leppi del fotometro e qua.si 
t^tKi^ rota al Imio. 

S?:if tasi lunari siamo rischiarati dal fioco lume 
4eli :jna. ma quanilo questa manca £' inutile che 
I — ; ■•ri l'aurora boreale. 

* ««il siamo anc(»ra in un periodo prei.ftorico e così 
0- *arr;n" per 1' avvenire sino ai più tardi nepoti, 
;k~ j:> l«<r);ate eil ai villa>CKÌ lontani dall' industria 

♦ di! cimmercio. 

Bfl^. — /,a grave disgrazia al gazometro dì via 
flvK^mia •- f '1 hraecio frantumato dall' ascensore. — 
N*: C4».>metri> in via Flaminia fin dalle 6 <Iclla 
— c:.7u «■ inci»minciò a iwrtarc nei piani sui»eriori 
_ -art-:inc a mezzo dell' a.-wrensore, per metterlo nelle 
■..ne rt] r*irarnc il paz, nonché il catrame e gli 
&?-. Scrivati. 



l'oco prima ilelle 7 II innnovalc <>uido Rotondi 
d'anni 34, da l'oli, abitanie in via Mecenate 15. 
accompapiiava il iMrbon<' seduto sull' asci-nsorc. 

l'er ÌnavvtTleii/,iap|iopKÌo II braccio .sinistro sulla 
ringhiera dell'ascen-Hore ste.s.«i(>, in niobio che la spalla 
e la parte su|>erìore del braci-ìo rimanevano ne) 
vuoto. 

Il buco |K-r cui passii l'aM'ensiire di restringe al 
piano sui>eriore ove ini tirante di ferro viene rpi,ifii 
a combaciare «"olla rini^liiera «li-l veicolo. 

Rotondi un {xt' assonnniìto niHi vi bado e nel 
miiuienlo in cui 1" ascensore .stava |K-r fermarsi, ri- 
mase preso col braccio fra la ringhiera ed il lirante 
in ferro che plielo frantumo dalla spalla al Koniìto. 

Si acc<irscTo subito (Iella pravissima dispr.i/Ìa l'e- 
lettricista l.uipi Belli e il macchinista l'crdinando 
Calice. 

|)o|M) il primo momento di raccapri<-cio fecero 
riablKi.s.sare 1' a.sren.sore e liberarono il povero nia< 
novale, che era svenuto |ht I' air<H"e dolore prov.ito 
e perdeva .sanpue In quantità dalla spalla e did brac- 
cio a pezzi domle ap)>arivano le .s(?hegpe delle osM 
frani uniate. 

Lo portarono più alla nieplio e lo condussiTo in 
vettura a S. (ìlacomo. 

I dott. Cauli e Di Fabbi riuscirono a richiamarlo 
in vita, ma ritennero il caso di.sjK-rato. 

.■\veva pure i lendini, i muscoli e le arterie la- 
cerati in nnKlo orribile. 

Mentre pli si apprestavano le prime cure. Rotondi 
cblH- la forza <li dichiarare che la dispr.ii'ia dì cui 
era stato vittima si doveva imputare solamente alla 
sua sbadatappìne. 

Si dovrebbe impedire apli ojK-rai di accomp.i- 
pnare il carbone nell' a!*censore che presi-nta simili 
pericoli. 

Marsala. — La nuova illmninazioni- della città. — 
II giorno 7 del mese di marzo. 1907. la città di Mar- 
s;da o sarà illuminata con la nuova luce niucip.diz- 
Ziita, o resterà al buio I sepnando quel piorno la 
scadenza del contratto con l'attuale Società del j:az. 

Allo s<rop<) <Ii provvedere a tenijH». que^t'ammi- 
nistrazitme non ha esitato un istante a che l'enorme 
pratica fosse condotta con .Millecitudine ; e infatti 
essa è stata S)>etliia da circa due mesi alla Commis- 
sione Reale di Rtima. I lavori siirebbero dovuti co- 

I . . . . 

nunciare in aposlo o settembre p. v.: epjiero ppmh-- 

I cullilo il sindaco dott. tliacomo Dell' t>rto. ha in- 
j sislentemcnte sollecitato con numerosi lelcprammi 
: la s|K:dizione di tal pratica di natura addiritliira 
j vitale i>er una città di fti mila abiianiì clic non può 
! certamente jK-r una qualunque formalità bunK-ratica, 
re.stare al buio anche jH-r un'ora sola, il bisupno 
dunque dì provvedere all'istante tla parte della Com- 
missione Reale, è ìmliscutibile. 

— // « keferendum » per la mumicipalizzazionf 
della luce elettrica. — Il giorno ttue del pn»ssimo 
settembre avrà luogo il referendum i^er la munici- 
l>alizzaziune della luce elettrica. 



-78- 



Martina Franca. — Illuminazione elettrica. — Luce, 
luce è il desiderio istintivo e prepotente di ogni in- 
dividuo e anche dei popoli civili. Questo desiderio 
sarà esaudito una buona volta e fra breve tenendo 
conto, s' intende, delle lungaggini indispensabili nel- 
r esplicare ogni pratica che riguardi un pubblico 
servizio. 

II Consiglio in seconda lettura, .si occupò della 
illuminazione elettrica. Il progetto, fruito di pazienti 
studii di ingegneri specialisti e di suggerimenti del 
prof. Arno del politecnico di Milano e dell' inge- 
gner Buonerba di Lecce, e il preventivo corrispon- 
dente già approvati da questa amministrazione sa- 
ranno inviati alle autorità superiori per l' approva- 
zione, dopo della quale la casa Gillieron e Amerein 
di Milano inizierà i lavori d' impianti. L'amministra- 
zione corrisponderà il canone annuo di lire 17.500 
per 30 anni, mentre la casa assuntrice fornisce la 
garanzia di lire 10.000 in cartelle di rendita sino 
alla fine dell' impianto da convertirsi in ipoteca di 
cgual valore sul macchinario al principio dell' e- 
sercizio. 

Messina. — L' illuminazione elettrica del porto. 
— Fra non guari la illuminaziona elettrica dei no- 
stro porto sarà un fatto compiuto. 

I lavori d'impianto sono già incominciati e pro- 
cedono da parte dell' assuntore signor Serravalle con 
molta alacrità. 

— Per la vertenza del Gaz. — Ancora non si 
sa nulla della sentenza degli arbitri sulla grave ver- 
tenza del gaz tra il municipio dì Messina e la So- 
cietà del gaz. 

Secondo informazioni, che si ha ragione di rite- 
nere attendibilissime, passerà ancora molto tempo 
prima che si possa avere t' accennata sentenza. 

Mestre. — Illuminasione pubblica. — Dal i- ago- 
sto, per regolare contratto, 1' illuminazione pubblica 
è assunta dalla Società Adriatica di Elettricità. La 
forza elettrica è provvisoriamente data a mezzo ter- 
mico, sino a che la Società avrà completata la con- 
duttura, da Campalto a Mestre, dell' energia idraulica 
presa dalla grande linea del Cellina ; conduttura che 
sarebbe già ultimata se non era ostacolata dalle esa- 
gerate pretese di compensi e da opposizioni dei pro- 
prietari di terreni e fabbricati lungo la linea e nella 
distribuzione. 

— Per una nuova linea elettrica. — In seguito a 
reclami di molti proprietari, fu tra noi, per incarico 
del Prefetto, un ingegnere del Genio civile onde ve- 
rificare se riescirà veramente pericolosa la nuova 
conduttura elettrica che la Società Adriatica intende 
far correre lungo il soffitto dei nostri portici. 

II rappresentante la Società oppose alle ragioni 
dei reclamanti una legge sulla trasmissibilità a di- 
stanza delle correnti elettriche che permette tale im- 
pianto ; in via subordinata aftermò che, se la loro 
linea verrà ritenuta pericolosa, altrettanto si dovrà 
dire dei fili conducenti corrente di maggior votiagg^io 
ora attraversanti parecchi tratti dei nostri portici. 



Il perito fra giorni riferirà al Prefetto il suo 
giudizio. 

Milano. — Via Palermo invasa dal gaz ammonia- 
cale. — Contiguo all'ex teatro Alhambra, in via Pa- 
lermo, esiste il refrigerante, con fabbrica di ghiac- 
cio, della ditta Gondrand-Mangilli, dove sono occu- 
pati circa 80 operai, che lavorano, per squadre, di 
giorno e di notte, 

Ignorasi per quale causa, è scoppiato improvvi- 
samente uno dei tubi, che diminuiscono !a temperatura 
al refrigerante. Il macchinista e il suo aiutante, che 
si trovavno immediatamente a contatto del tubo e 
che per ciò corsero maggior pericolo, riuscirono a 
fuggire, prima che le potenti esalazioni ammoniacali 
esercitassero i loro effetti. Parimenti, senza subire 
alcun danno, poterono fuggire anche gli altri operai, 
occupali nella fabbrica del ghiaccio. 

Sul luogo accorsero prontamente ì pompieri con 
un carro da campagna, ma, dopo un'ora di assiduo 
lavoro, si riconobbe la necessità della pompa a va- 
pore mercè 1' energia della quale si potè, poco a 
poco, vincere le ammorbanti esalazioni, che s' erano 
sparse nelle vie adiacenti, invadendo le abitazioni 
vicine e determinandone la fuga degli inquilini. 

L'accidente suscitò, com' è naturale, grande cu- 
riosità, di guisa che una folla di persone stazionò a 
lungo, malgrado la necessità di turare il naso per 
respirare. 

Intervennero prontamente il commissario di que- 
stura cav. Cimarelli, guardie di citttà, carabinieri e 
vigili urbani per mantenere l'ordine. 

L' opera dei pompieri è durata fino a tarda ora 
della notte, perchè, riuscendo impossibile avvicinarsi 
al tubo per ripararlo, si dovette attendere la volati- 
lizzazione completa del suo contenuto frammezzo a 
torrenti d' acqua. 

Non si ebbe a deplorare nessuna disgrazia. Ma 
si è dato però un incidente che poteva riuscire 
grave. Nella casa n. 34 in corso Garibaldi, negli 
ammezzati al primo piano che prospettano il cortile 
della fabbrica di ghiaccio, alcune donne, le quali si 
trovavano già coricate, colpite dalle emanazioni am- 
moniacali, sarebbero forse perite se, alcuni carabi- 
nieri presenti sul luogo, messi giustamente in sospetta 
dal silenzio dell' appartamento, non vi fossero saliti 
con scale a mano e non le avessero tratte in salvo- 
ancora in tempo. 

— Scoppio di una caldaia che provoca un incendio, 
— In via Argellati, 46, sorge un laboratorio di di- 
stillazione del catrame, condotto dal sig. Arnaboldi 
Giovanni. Una caldaia contenente pece bollente scop- 
piava con grande fragore, ed il liquido infiammabi- 
lissimo si spargeva nelle camere circostanti, determi- 
nando un incendio. Accorsero prontamente sul luogo 
i pompieri di porta Genova, ì quali riuscirono ad 
isolare il fuoco, evitando così danni maggiori. IL 
danno risentito dall' Arnaboldi è di oltre 500 lire, 
non assicurato. 



- 79 - 



■it ««if uarira eiettrUa. — Alla Eapo- 

' HU. ACiriMlilc uiM ilÌ(^r4/U ilovuui olla 

«teUnau II jntardùmo Maccafcrri Alilo, lu- 

a*- -f! un t*olaliirc ilei Ali dctirici, 

■i :itc il (ilo e ne rircvcttc una tcr- 

•rira, rhr tfl> prodursi' <lìver>c untiimi. Il 

Ma. ilellii Gtunlia medica del i*arci>, prcM6 

Ir ruftr del coao. Onllni^ poM-ta che 

K mvBto ftIÌ'0«|>ciUlc mufc^iore. 

— Mfmr^ per ta (arrente rUtlriea. — Il (riovincUo 
DsrkSr, rhf In territorio di Quarto OifKÌiU'o, 

a pacnr <li MiiuK'rtt. rHftrndo «ntlto «opra una 

t i q tj,t nir ì ftli clrttriri Jid altn tcnsinnc, venne 

da una «carica elettrica e precipito ni suolo, 

Cn^'cnwnio al capo, ha ceiwatn dì vivere 

i«K«iu> alla «txMaa e alta caduu. 

— C«4^'Af diilli (orrrmtf eUtirira. — t,*o}>cniÌn 
Ili L.UÌK1. dì anni 25. nlntanle ìn via Man- 
15. mentre col meuo di una scala stara 

mi alrtine rì]):inixionl nello sta ht li mento 
Miaai e StUx-»tri. perdette ad un tratto 
r «qvSHbno ed eMmdnsi ckIì nflerratn per snsteneTsi 
m Wi dell' wieriria elrttrien. veniv.i Iiaixato ni siintn 
^ «n*«)«exzii dì oltre »et metri. Il <)ÌK];mj:iato riporta 
««riv fcritr tarrm contuse in vnrìe |t«rtì del curpu, 
tetto multiple dllii felceta e la fnittuni delia K|>nllti 
^taBe%~ Fu ciindiitto air4^s|ictlalc maKKiorc, ove [ter 
Il pavicà dd «IO stato venne trattenuto. 

MiMifeeiiai. — ^'N inàdenU in un'offuinn ekt- 
jrxM- — Sumanc alle 5 nello suhilintento iilroelei- 
*>ca Vìiicaaù in Litvcicxio dì C'aerano e precisamettlc 
■cflK «Sur camere di citrico racchiudenti le turbine 
te matam d* acfiua del • Hrrnleltu * fece crollare le 
^■c p«rti latffali, Usciiindo le immani ni<ne al 

ySitamum dMsrazb di perirne ma per un peri^nto 
A cwrem ao etomi. octrorrenii al ri.ttaitro, non |iotrà 
iiM II geacr aU la xrande corrente elettrica che anl- 
fiB aoMi flCabtttmetitì t «junlt si Ktovemnno iittanto 
AA* tIP^t— inferiore e doltii fonai u va|»ore. 

— l.jtt**lrttnfit. — U municìpio avendo constatato 
ckK wfatak lytte le lampade elettriche per riUumìnn- 
9«x- ['«trMica Avcx'ano una intensità dj molto infe- 
rk:n » qisella cunvenuu pose In contra\'\'en/ione alla 
.Aia ^ICM»^ foroitrice. 

Ifavlcrcale CctUoi. — Piga sul torrente CelHna. 
— La ^^K-Li ii.iliAria |«er t' utilìuAxione della inxiA 
«Aeonca nel \>nriii, »ta ora costruendo tioa di^ 
«< jMiiiili Cellina in proesìmità di quel famoso 
y«Mfc ui ferro inutile, che cusiò al Comune circa 
A ante Ucv per il C3i{iriccio della arominisuazione di 

Ls acapo della ccKtnixlone k dt obbligare l'ac- 
^■B a rip wip w e nel versanir sinistro del torrente. 
li maAti. che tn mi|ri di ma/^ra venfca garantita 
r anqpaa mmm per gli edifici del Comune dì Monìafto 
«A Vivaro. 



Mapoi. — f^bmlnata àalUt rarrmMe eteitHr» watntrr 
prfHii/z'a UH bagno. — Il (attorimi Gin\'anni Jluooo 
si rcLVi a Ciré un bonno ndto «oaMlimento Eldorado, 
Ad un certo mfintenu>, per rìixHorsi, «ali mi una 
■c«»i;cltera che ^ |rro«irìnu allo specchio d'A<:gua riscr- 
volo alle donne. Avcmiu perù iwrduto 1" c<|uÌIÌI*rÌo, 
per non cadere dalla scoiiltcni. si attacco ad un filo 
metallicD che serve (>er la conduttura ddta Cfrrrcnle 
elettrica che alimenta Ir lampade od aire m vna 
tcrruu dello suhilimento, ma appena a^nmpfMin 
al fdo, cadde fulminato. 

\jx corrente (mre m «ia ktabiltta in wù^ywu^ a u^n* 
tatto per «[Kistamenio. 

— Vm imgtnte /urta aUa Società del Gas arett' 
Une, — Un furio continuato — a iiuanto riMilta da 
aommarìe ìmlafrinì -- sarrblie stato consumato in 
donno delta società d' ìlluminaxionr n to» acetilene. 

I^ societi anxìdetla coti sede ìn Roma, ha una 
8Ucc\inude in Naftoli, rappresentala dal ù%. M. Zop- 
{te^h, eoo uffici in ^Ha S. Brigida, n. 64. 

1.0 Zop|»et;h avrrtibe notato che in ptoxta il 
carìiuro veniva smerriato a prezzi hasNssimì men- 
tre dalla casa era mcMo in vendita al prcxvo grìuMo 
di commercio, e (lercirt cntlde nel *o»petlti che vi 
fossero delle (ahljrichc clandestine di carburo di calcio. 

Pane le debite verifiche e riscontrato anche che 
nei <tuoi moKazxinì nulla risultava dì sonjicrto, net 
frattempo tf^M «instata che es^emlo sutl Inviau 10 
vatfoni di L^arburo alla auccuntale dì Napoli, tiei 
maK'f itii ne erano entrati appena otto. 

Interro^catu in proptjsìio ìl mas;aiziniere aignor 
de Sante disse che due bollette di svincolo, pei due 
carri tnanranti. avevano la sua firma faUiftcata. 

l>(i|H> questa »co|>i-rta olire irre^foLiriia funmu 
notate e come ultima ratio, il maj^nzainlerc si tese 
Ìrrc|¥.-ribitc. confessando coM lo wììa coljia. 

-- / gasisti zYsm-iatii • Ad eomposismme detta 
trrtrisa. - Finalmente 1' antica questir>ne dei ira- 
zisti vesuviani accenna a risoK'crBi con soddisfuione 
della Società e del pcrsoiuUe. 

Questa aflidòal cav. Rduardo Marino, ni'vocato 
della .Socieii l' incnricu di trattare, a Pariiti, din la 
dlrcrione, per, il ritiro degli articoli die Ìl perso- 
nale si è sempre rifiutato dì acceltare e specialmcolc 
quello del licenzi amento arbitrario. 

I.' a\-\<xraio Marino 0.1I »U€i tatto Ki{Mik certamcnle 
appianare of^ì vertenza, senza ledere gt* tntcreiu 
delle parti e, intanto, i garisti che lianno moairato 
unta «imo nel cav. Eduardo Martino, ila affidargli 
il patrocinio della loro cauMa, quantunque egli ùa 
r avv. delta Sodetà — fiducia della quale egli t 
perfettamente dc|pio — tino al ritorno di luì da 
Parigi sì manterranno nella maiaàma calma, atten- 
dendo con zelo e amore «i K»ro da%-eri. 

E noi ci auguriamo, ansi siamo idcuri che 1* a\'> 
vocaM Marino aaprà comporre la ilannoaa \-ertensa. 

Palemo. — .X'mmv agitasiani operaie a Hattrma. 
— 1 goziiai minacriarono di far sciopera, giacdiò 
la .Società luliana. a\-enie sede a Torino, csHendu 



— 8o 



prossima a consegnare I' azienda al Municipio, non 
ha voluto corrispondere 1' aumento di dieci cente- 
simi sulla paga giornaliera agli operai da motto 
tempo deliberata, rìser\-andosi di dar loro un'inden- 
nità a titolo di buonuscita. 

I gazisti, riunitisi alla Camera del Lavoro, de- 
liberarono di astenersi dal lavoro qualora non si 
ottemperasse dalla Società gli obblighi assunti. 

Recatisi al gazometro fecero sospendere il lavoro 
ai fuochisti, e quindi in massa andarono alla sede 
della Compagnia ad esporre i loro lagni. Gli ammi- 
nistratori si recarono subito dal sindaco e decisero 
di invitare la Società ad adempiere agli impegni presi 
in termine brevissima. 

Gli operai, conosciuta la decisione, ripresero il 
lavoro provvisoriamente. 

Pavia. — La fonderia Neccki in fiamme. — Nella 
fonderia Ambrogio Necchi, si sviluppava un gravis- 
simo incendio. Tosto accorsero i pompieri munici- 
pali e numerosa truppa. 

Sette campate adibite ai lavori di falegname sono 
state distrutte dal fuoco. 

I danni sono rilevantissimi. Già si hanno a la- 
mentare due feriti. S' ignorano le cause dell' in- 
cendio. 

Piacenza. — Due persone fulminate dal telefono f 
— Leggiamo nella Libertà : « Ci si riferisce all' ul- 
tima ora una notizia che non possiamo appurare, e 
che diamo perciò con tutta riser\'a. La fonte infor- 
matrice non è ad ogni modo tale da spacciare ca- 
nards. 

L' ahro ieri, in un paese del lodigiano, raccor- 
dato con Codogno per telefono, due persone stavano 
appunto presso un apparecchio telefonico, comuni- 
cando con Codogno. Infieriva un violento temporale: 
e, d' un tratto, un fulmine seguendo i fili telefonici, 
sarebbe scoppialo, uccidendo sul colpo quelle due 
persone. Esse apparterrebbero alla nostra provincia : 
sarebbero anzi due borgognesi. 

Non sappiamo, per ora, di più >. 

PopolL — L'illuminazione sepolcrale della sta- 
zione. — Questa cittadina, che per opera dei suoi 
amministratori si è tanto avviata verso il progiesso, 
può dirsi orgogliosa di posssedere una luce elettrica, 
sì potente da distinguersi nell' Abruzzo. 

Chi s' incontra di notte in ferrovia da queste 
parti rimane affascinato nel vedere 1' immenso ba- 
gliore che la luce elettrica emana da Popoli ; men- 
tre invece non può nascondere la propria meraviglia 
di fronte allo stato desolante della nostra stazione, 
la quale, essendo appena illuminata dal fioco 
lume di una lanterna a petrolio, sembra un vero 
.sepolcro ! 

Non si comprende come 1' amministrazione fer- 
roviaria delle Meridionali non si .sia mai decisa a 
sostituire con I' illuminazione elettrica la luce fioca 
di quel lumicino, che rappresenta una vera stona- 
tura di fronte al grande chiarore che emanano le 



lampade elettriche, sparse lungo il breve viale che 
dalla stazione conduce a Popoli. 

Ma ora che anche questa linea passerà all' am- 
ministrazione delle ferrovie di Stato, ci auguriamo 
che si vorrà provvedere a tale inconveniente, in 
considerazione anche dell'aumentato traffico di que- 
sta stazione ; assecondando così i giusti desideri di 
questa popolazione e della simpatica colonia dei vil- 
leggianti. 

Resciutta. — Miniera di Resciutta. — Se il lavoro- 
di esportazione del boghead da questa miniera è già 
incominciato, lo si deve al forte volere del signor 
Augusto Mìllosevich, il ben noto nostro fornitore di 
fossile, che venne coadiuvato dal direttore dei lavori, 
ring. Martelli. Sulla resa di questo boghead ci riser- 
viamo esser precisi quando lo avremo esperimentato, 
il che sarà fra breve. 

Rieti. — Luce elettrica. — Il sindaco av\'. Cor- 
belli dette comunicazione al Consiglio Comunale 
della sentenza degli arbitri sulla questione della luce 
elettrica per la quale il Comune dovrà .sborsare una 
metà della somma domandata dalla Società e un ottavo 
delle spese del giudizio. 

Riolo. — I-a luce elettrica. — 11 27 agosto 
la Società Elettrotecnica Emiliana mandò qui il per- 
sonale per eseguire 1' impianto della luce elettrica. 

E' sperabile che i privati cittadini, i proprietari 
di negozi ed anche il proprietario dello stabilimento 
idro-minerale approfitteranno delta buona occasione, 
per avere una più conveniente illuminazione in questo- 
luogo delizioso di cura. 

Rivarolo. — La pubblica ilhtminasione. — Toglia- 
mo dal « Caflfaro » 1 Ci pervengono vibrate lagnanze 
e proteste contro l'autorità comunale, perchè non 
ha ancora provveduto ad illuminare l'abitato di via 
Alessandro Manzoni e di altre località sin' ora total- 
mente... o quasi al buio. 

Avviene perciò, che mentre in omaggio alla legge 
si obbligano i carrettieri a munire di chiaro ì loro- 
veicoli, ed i proprietari di case ad illuminare con- 
venientemente le scale delle abitazioni, il municipio 
viceversa non tiene in alcuna considerazione il desi- 
derio di centinaia e migliaia di contribuenti, che da 
mesi e mesi reclamano indarno un pochino di luce. 

L' assessore Torricella farebbe opera veramente 
utile ad interessarsi di questa pratica che dipende in 
gran parte dal suo dicastero. 

Saacostanzo. — Si è inuaugurato quest' impianto- 
d' illuminazione pubblica e privata ad acetilene ese- 
guito dalla «Società anonima per imprese d' Illumi- 
nazione » di Roma. 

Questo impianto segna la prima applicazione in 
Italia per 1' illuminazione stradale del becco ad in- 
candescenza (sistema Scimeck) del quale si prevede 
fin da ora una rapida diffusione a cagione del suo 
straordinario potere illuminante, per cui uno di que- 
sti becchi che consuma sei centesimi all' ora di gaa- 
dà la stessa luce di una lampada ad arco che costa. 
ogni ora sessanta centesimi di corrente. 



■I WMoam» — M^Hmo a giu povm, — 

% k mmagmnao, con una ceru Kulcniiltà, il molino 
• 0M fmmn ooiCndto dai tÌKiiorì Uffu QuArtaruU 
^ il^BMinn Bottioeltì : tuttn pn>cctlft rcKoUrmentc. 
che r aramtn {«trazione coniunaJr addivrfri 
tirila hìc<- rlmrira ed ar(]ua potahìlr, 
cr«ì !«■ Untv ilrl nuitrire nelle ore not- 
A (iunt il mulino vtrrrik illumtnatn n luce 





— FmimimUo 4aW rturgia elettrica. — 

dette Acciaierìe di Terni ha nel cjintirrc 

un impianto proprio per lo bvÌUi|>ik> 

dettrifsi per uso di iliuminuione, dt 

di AgTiitc dalle gallerie, (ter 1' Azione dei 

ni altro. 

L'ao dei fili eonduemti l'cnerioa ad un vnlan* 

■h ia lUauMi |ten'i «In vario teniiMi. )>ercli6 mule 

m ontabt all' nltexM di un u(»mi> e 1' o- 

inr. rr»t<i C«ccetL» Antonio, di anni 

Tcno la I*ic\*«, ritenendolo innixiia è 

OH^tto xm pfudetitrmrntc, ad aflcrrarlo rc- 

fufaninaio. 

I Ttimptupti «ooo accorai «ollecitamente in kuo 
MMau aia r Afione |iotente delia elctirìcità lo aveva 
fA Dodao. 

7VMdB> — Urna niriosa deiiheraztone tifi 
Camn/fim Ctmttitt*tlf, — L'nrt. 41 del contratto 
A concessione alla Socirfà dei (utz stabilisce; 
• Il Municipio si obblif^a a non colpire 
^i^ca^ n<* imposta comunale, durante 

to COT' - '.-. qualunque materiale neccs- 

alU costruzione e manutenzione delle 
■, alla produzione drl fja/ col carbone 
■iìrc materie, ni colpire dì tasse di oon- 
■ Bè fi fU fiè gli litri prodotti dipendenti 
rJalBilriA dal gu. - 
Sembrerebbe che condizione più espli- 
di cmcsta non si potc^sse trovare : eb- 
àl tonsiiflio Comunale vorrfhbe valersi 
àA dimosto della I.rgL;<* -'3 rinin.iio 1902 
M ■ponn «u tu8« di duìo oonsuno di otn- 
£s: tre per metn enbo. 
Noi siamo certi che la Giunta Provin- 
Ainmmtstrauva non darà il suo bene- 
« tale deliberazione: perchè è ovvio 
<9ie b Società del Gaz ricorrere ai Tribu- 
mb — e quindi cau.sa contro il Comune — 
e spese di avvocati e di lite, e tutto a mag- 
■jkUhtìm di ^Hiaitm che pagai 
Eppoi kì ^rìda contro le Società del Gaz. 
wdonu che cause! 




— / gmsuh iaramtimi. — 1 nazisti prcsentaroDO 
un mcrouriale con cut chÌcdc\-ano un 
nel salario eil uiui riduzione di pre- 
ri* opera. 

L* biprcM ha dirhùkrato in modo ea|>llc>io. che 
a crm if'T*'*^^ a aobirc imposizioni, e che rc«piii- 
ra In Biodo aaaoluto j deaidcniti rspruitì dai fir- 
on dH laanoriale. 

\^mmi. alla decùkme cotnunlcau loro dal direi- 
*. « rvcaroou dall' autorità [Hilitica e comunale 



e brvro I« loro proteate. dlditanudn, dtv wt V Im- 
prcaa. persisteva nella biu dedalocic, a) aareblicro 
memi ìn JKciopcru. 

Mmtibrtinn i|uindi un « ultimatum » al Direttore, 
con coi feccm uftere che ae non ai foaae provve< 
duto adesTuaumente alta loro domanda, «i Mrebhcro 
in ni.iMd fifiiitati di bvururr. 

TcrmlBl laicrcsc. — tirasiittmo im/ortmMi4t a date 
ttetìriHiU. — Nell'olKcìna elettrica della Socìeià 
ìndiiKtrialc. mentre le mnr<-fiine erano [n movimento 
]>rr In nium inazioni- della citta, ai rompeva una cin- 
ghia che teneva l' in^ranagKto dd depttniiorr dd 
(fax. A(>pena rutta la rinichia. U rampana del ga* 
zomrtro «i apriva ^prìtcionando una nifirmr i|uan- 
titA «li acido carhonico. 

Il fuochinta l>i Vittorio cil il mio collcfcn avvi* 
cinatìtt i>cr rimettere a poMo il Ki'^nietro. caddero 
naflaalotì e \-entano in tinve pericolo. Kurono traiti 
fuori dtt tiueir ambiente a\-\*elrnaiii (UH* electridala 
Gorace che a riAchio delln propria vita «trappawa 
quei due dififfrnxintl a aìcura morte. 

I due rutM-hì»tl, in uno atat» veramente urave 
furono tnui|H>ruti all'oopcdale. I medid aperana di 
salvarti. 

Fcmntna Sleale. — /Vr /' impianto della fuet 
eUftriiii, — Nella mia <lcl ConMglio comunale, )l 
Simlaco procedette all' asta, a lldtozionc pri\-ata ed 
a schcilc MrKrete. [*cr 1' apiKilto dell' impianto drlln 
luce elettrica nella nosini città. L'appalto mtò ag- 
giudicato alla «Soneià italiana Lahntc^er di rlcilri* 
i-itn • dì Mtluno yvx L. isiooo e con occettarione di 
lutti kIì olit>li|[hi contenuti nel capitolato d* oneri. 
In seguito a ciò, U Sindaco ha Gatto promoan che 
spinKrni alarremenir le pratiche (»ef la ArmaeTap' 
proviiuonc del contr.itt<>. Il termine Mablliio per 
condurre a termine l'Impianto è di 11 meai dairai»- 
PHn-aziono definitiva del ci>ntrattu medeaìmo. 

TlroH. — Tr^tniasiome per V illmminasi<mr eM- 
tri,,i - C'ilU ir^nNuionr prufMiKla dall' on. Giunta 
municipale c<illa Società delle Forre Idrauliche ai 
rileva che ti Histcma d' illuminailone aarà traalar* 
mato in modo che se anche al aitmcniaaae la au- 
pcrlide stradale ni Imttollaaaero altre lamjiotlc il 
canone ftasatu tli !.. g6no non tiubìri alcun aumento. 
Il comune ettefcuìrA un impianto nnbilr il' illumina- 
zione deitrica delle CascateUe e la Sodcti, inoltrr, 
cooccderA agli operai joo lampade ila $ candcio 
dascuna a cent. 95 al mese per ogni Um|iada. 

La sostituzione o num'O impianto delle lampade 
ad arco per l' illuminaooae dalla dxxk importerà 
L. A500 e L. iooo aaranno aecenarie per ì* eaerd- 
zio annnala. 

TrìalUpolI. ~ iMie elettrica. — Qneet' «BUBil^ 
«trazione lumuoale ha firmato il contratto ron la 
Ditta Piiczo di Genova, per 1' impianto delU lucx 
dcitrìca. Il progetto per il capitolato, compilato dal- 
l' ing. Bonghi e riveduto dall' on. De Andraia. aaà- 
cura una Illuminazione completa. 



az 



Varae. — V» fmlmime im «x tras/órwiaiore del- 
r emergia tkttrùa - Cm taoru». — Durante il lem- 
poraie del io Apnio a Vencjf^ona Inrertore cadde un 
falmioe w^pis an trufonnaiort: dell' encreia detlrica. 
1^ ac ar ieai provocò tm ioccodio nel 1* intemo delta 
cabina e mùie in conmntankrae la linea primaria 
eoo la secofMiarta in modo da £ar passare in quella 
•eoondaria una ctHrenu^ di 3600 votìx invece che 
di Ilo. 

L' eflctio fu grav'tsmnio. Al momenio della .•va- 
lica le lampade » spensero : in alcuni punti i 61i 
comluUori ai Itncro. in altri oomindarono a bruciare 
e scintillare. 

Molte persone avendo toccati jji^Ii interruttori fu- 
IDDO settati a terra e riportaFonf> gravi u.stìonì. 

Nella caia colonica di ceno Guidoni Angelo, di 
anoì 5^, un contadino avverti che un filo a treccia 
paaiando sotto un poninato vicinn ad un fienile si 
era incendiato tnanduuio scintille che avrebbero po- 
tuto prtn'ficare un incendio. Allora con un rastello 
ruppe il filo, ufiii fiorzi^tnc del quale riniase penzo- 
lone, il Guidoni, visto il fil'> caduto volle ^trap|>arlu, 
ma piombò a terra fulminato. 

La morte del Guidoni sembra debba condurre 
ad una inchiesta per staliiltre se lo impianto di Ve- 
nerila era in condizioni normali. 

VeBelrl. — t'n M caso. — Mentre le molteplici 
questioni delta luce elettrica, a quanto sembra. en> 
trano in una £a.<<c risolutiva, il pubblico f^rnsso i^ora 
ancora che la Ditti Cadioln ha Ìl monopolio della 
illuminazione privata, checche in proposito stabili- 
sca la leyKc- 

.N'on t fuor dì luogo un po' di storia. I^ Giunta 
provinciale amministrativa richiamò a suo tempo 
l'attenzione dell' Amminintrazione comunale sull'ar- 
ticolo primo del contratto tra il Comune di Velleiri 
e la Ditta concessionaria della illuminazione elettrica 
del paese, articolo che consacrava un vero e proprio 
monopolio. 

Dalla Giunta d* allora fu presa in scruìIo a ciò 
dna deliberazione d' urgcnr^i con la quale il Co- 
mune ai obbligava di non concedere a chicchessia 
il permeMo di far passare per le vie della citiA i 
fdi aerei e soiicrranci necessari per Ìl trasporlo del- 
l' eiier^ elettrica per la illuminazione dei privali, 
rimanendo a eosìoro la più ampia facoltà di Ultimi' 
ttarc Ir loro ahttazwm rome ad essi semhrassc piii 
oppùrtuTUi. 

Due ex-amministratori, l'avv. Censì e l'avv. Bar- 
betta, che insieme col signor Nanni presero la rife- 
rita delilN;razionc, hanno as.<(unto proprif) in questi 
(riorni la difesa delle rajòoni di parte civile nella 
querela sporta <lnl .scfcrctariri capo, contro il diret- 
tore dell' Incubo, il quale sostiene che non sta re- 
stare ìl fun7.ìon.imento defili uffici comunali. 

Ora gli avvocati che si sono assunti la bega di 
provare il contrario venprono implicìiamcnie ad am- 
toettere che 1' articolo primo del famoso capitolato 
sia Slato compilato proprio secondo i criteri dell'Am- 



ministrazione di cui erano wtagna pars : ìl che in- 
vero farebbe u>rto alla Ujto perspicace intcllÌKcn7.n. 

Venosa. — L' iiluminasiotu elettrica. — 1^ città 
ha veduto finalmente realizzato un desiderio da tanto 
tempo propugnato. La Società Anonima Ligure-Pu- 
gliese per impianti elettrici, ha inauguralo in questi 
giorni rilluminazione pubblica e privata dopo tm pe- 
riodo attivassimo di lavnro durato solo quattro mesi. 

(ìli ingegneri intervenuti accompagnati dall' ing^f 
Wieder direttore dei lavori, visitarono minutamente 
le officine dei motori, la sala degli accumulau'ri. la 
rete di dìstribuziune. il magazzino di deposito ed in 
ogni parte apprezzarono la modernità deì sistemi e 
degli apparecchi adottati. 1 

Vkeaxa. — L' egregio ing. k. Gaudenzì il sim^H 
patico direttore dell' officina a gaz di Vicenza, dopo 
aver rinnovata e<I ampliata quella officina, si ritica^J 
per ragioni di salute a vita privata. ^| 

Nel mandare un affettuoso .<;.ihitn al caro .amico, 
mi auguro che nella tranquillità della famiglia, nella 
quiete della sua villa, abbia a trovare nuova lena 
e ritornare presto nella nostra industria. ^È 

Viterbo. — Fulminato dalla corrento elettrica. — 
.Antonio Pesce di anni 22 da Viterbo, era occupato 
in qualità di facchino di cucina, presso 1* albergo 
Schenardi. ^^ 

Pare che egli insieme con l'altro personale sidi^B 
vertisse spesso a collocare qualche oggetto di ferro 
nel filo elettrico, che dà 1' illuminazione alla cucina, 
per sentirne la scossa. 

Nel fare lo stesso espcrimcnio, di^raziatamente 
rimase fulminato. ^b 

Non si capisce come il Pesce abbia |>otutu tro^^l 
vare in tal modo la morte, non polendo avere un 
filo, per cui passa C elettricità che mciie in aziooa^^ 
una lampada da t6 candele, tale potenzialità ila ful-^| 
minare un individuo, e si dubita che il Pesce fosse 
affetto da qualche vìzio cardiaco, e che la causa della 
morte debbasi attribuire più a questo che olla scossa 
elettrica. 

.Accorsero immediatamente sul posto ìl pretore 
Fcrroluzzi e il delegato Ferrante. 

Il pretore dispose la rimozione e il trasporto delj 
cailaverc alla sala mortuaria dell' ospedale. 



Nuove concessioni - Movimenti Ditte 

BellTino. — La Prefettura di Belluno ha 
concesso alla Ditta De Lago Giuseppe e Ferro 
Giacomo di Belluno di derivare dal torrente! 
Ardo, al n. 286 della mappa di Monte Pe-J 
done, in Comune di Belluno, per I' ìmpiantf>j 
di una ofìicina idro-elettrica nella località' 
« Vial » nel Comune stesso all'oggetto di 
sviluppare una forza media nominale di ca- 
yalli-clinamici 268.80 da utilizzarsi a scopaj 
industriale e di illuminazione. 

iClano — La Società - Forse motrici Ci- 
SMott-Rrettta • Il 3 luglio, nei locali della So-, 



pro«ralr di Elettricità Etiison a Milano 
• ro^li drl notaio dntt. Scrina, e- stata co- 
«■nH la Sooctà Forze tnoinci Cismon-Brcn- 
a^anoaima per anioni col capilalr di lire due 
■i divisti in xcooo azioni da L. aooca- 
aumentabile a del ibcrajc ione del Con- 
a trr roiliont. 
n pf /)io di amminìstrajcìonc 

oo- 
Ì\atégmie: mg. Carlo Esierlc. Ammini- 
irmiorc dcle^tu della Sucicià Kdison. 
h'wcm'prfs. : mg. cav. Giovanni Barbcris, 
della S(K*ifti per Io svi- 
l^>p>i idrauliche in Italia. 

Cvmxtgitrn: ing. Franco Brioschi. ammi- 
■HCnAore delegato dell'Unione elettrotecnica 
— comm. Giuseppe Vnlpi. ammini- 
dctcn^lu della Società Adriatica 




fi» 
dennotì — comm. Tito Braidu. consigliere 

4elc|C 1 SK*ie!à italiana per le Forze 

*4rw]i _ i Veneto — bar. Paolo Casana. 

Stmdan : aw. Giovanni Bianco di Belluno 
— mr. Alfredo Covi — ing. Achille Gaggia. 

/* suppimli: ing. Lon^Iii della Società 
Ediasm — mg. Dris^mUli io! 

Oirtttorr gr*trni/r della Società fu nomì- 
mnato 1* ing. Angelo Forti. 

La Società «i occuperà della costruzione 
di anptanti idroelettrici e si è giù assicurata 
«arie con sul Ci.'^mon e sul Brenta. 

8 primo :>, i cui lavori fumno già 

■wnafì , sarà qnello di Ponte della Serra, che 
potrà fornire 7000 cavalli elettrici che sa- 
fiaoo distnbuit) nella pntvincie di Belluno. 
Viceiua e Padova. 

— /Mnjfrn Wo//. — Il Bilancio di questa 
mie Società per la fabbricazione di 
a 1^ -- bilancio chiuso al 30 giugno 
— offre brillanti risultati. Cosi che 
per l'csercuio scorso non si avrà un 
ftvuictidu mfcrtore al precedente, cioè Li- 
re 30 113 VJ. 

Tadcra — Sociftà aMoninui Nazionalf ptila 
Cmmutmtna Sugmino e prod()tti affini, con sede 
m Okicsanuova. suhtirtuo di Padova per la 
4M9la dj anni ao ed avente Io scopo di uti- 
&nare a vantai^io deiragrir<iltura e dell' ìn- 
àmtT\M le materie estratte dall'espurgo delle 
(^pie e poxzi neri Mittopoiiendule ad un trat- 
di titrrefa/ione e chimico con ag- 
m quanto occorra di altri elementi 

Olire poi alla utilizzazione di dette ma- 
tenr a fine agrano, la Sf>cieti si propone dì 
cttrarre da esse anche ^li elementi utdi alla 
mAbctui chimica come il solfato ammoniaco 
li. 
Re^ta inoltre comprerio nella sua finalità 
iiuiooe dello espurgo delle fogne e 
nen. ed in una parola la intrapresa di 
itto a procurarle diretta- 
icnte la materia pnma pella 
ndittina, e col capiule di 60.000 lire, 
muto da 600 a/ioni di hre 100 ognuna 
HnoacnOc daj &oci, delle quali furono ver- 



nati i tre decimi: elevabile a tire 100.000 no- 
minative tramutnbdi al portatore. 

ti prini' ;!io di cinque membri: ed a 

comporlo ( >< nominati 1 signori Bor- 

gonvnli dott. Pietro, Faotto rav. AnhrUi, Fran- 
ccscato rag. Giovanni» Vccclli mg. Angelo, 
Saravalle Raffaelle. 

Starace Bolla • & C- di Sasiplerdaroaa In mttalH. 
— tjut.>t;i Ditta col 15 :ii;ii>it( p, p. a rogito 
Notaio Aw. Augusto l^rmond nomina a 
pmprin prr>curature generale il Sig. Smotto 
TravtrBO già da sette anni suo ooUaboratort. 

TrevìiO. — La Prefettura di 'rrevis<> ha 
ronress.» al sig. Perale Giniscppe fu Federico 
di aumentare il preesistente salto d'acqua da 
metri 2.05 a metri 3.50 valendosi di tutta 
l'acqua di.sp<mibile del fiume liotteniga - ramo 
delle Convertite - per animare una turbina 
a sistema americano Ilereul con relativi mec- 
canismi interni, in sostituzione del primitivo 
motore idraulico costituito da due ruote ver- 
ticali a palette, il tutto |>er lo sviluppo del- 
l'energia elettrica da trasmettere ai due opi- 
fìci della r>itta l'ommasini, posti, l'uno per 
la fabbricazione delle paste nella Borgata 
Fiera di Treviso e l'altro per la pilatura rtso 
a S. Maria della Rovere. 

71o«ixa — 1-a Prefettura di Vicenza ha 
conrrsx» alla Uilta Peloso l>omcnico fu Paolo 
e ^mpa Giovanni Battista di Luigi dì deri- 
vare acqua dal torrente Poscola in comune 
di Comedo, allo scopo di produrre forza mo- 
trice per animare un molmo da cereali nella 
località Fermi tra Priabona e Cereda. 

7«oa*. — Ij» Prefettura di Verona ha 
concesso all' ing. Stefano De Stefani di Ve- 
rona di derivare del rivo del Vai*» Pissotte 
nel Comune di Ferrara di Montebaldo, litn 
200 d'acqua al minuto secondo da utilizzarsi 
per sviluppo di forza motrice. 



Cronaca industriale del Veneto 

Padova. — // sfft/iao. — Si annuncia che 

il nuuvu stabilimento per la fabbricazióne 
della scia arlitìtiale si inaugurerà alla metà 
circa del venturo settembre. Onnai tutto é 
finito, anche il macchinario è a posto. Lo 
stabilimento sarà illuminato a luce elettrica. 

Per oni verranno assunti soltanto pochi 
operai desiderandosi prima essere bene si- 
curi delle - maestranze •» dalle quali deve di- 
pendere tutto il lavoro. Donne ne verranno 
assunte circa 150. 

Superato il primo periodo, che special- 
mente per le industrie poco conosciute dalla 
mano (Topera, è sempre il più difficile, allora 
x'erranno assunte nello stabilimento circa 250 
donne. 

Pordmont. — Nuove imlnstrù, — Sulla via 
Villanova si sta erigendo, ed ^ quasi ulti- 
mata, un'altra fornace per materiali dì costru- 
zione, di cui era sentito \\ bisogno. Fra giorni 
poi si darà mano ai lavun per una grande 



l- 



officina meccanica con annessa fonderia. Lo 
stabilimento che sarà animato dalla forza e- 
lettrica del Cellina, sorgerà nella località S. 
Giacomo presso la stazione ferroviaria. 

Intanto si va raccogliendo il capitale, in 
azioni, per una grandiosa fabbrica di birra, 
visto che anche le nostre popolazioni vanno 
facendo gran consumo della bionda cervoia. 
Si dice che il Banco A. Ellero e C, siasi 
impegnato di concorrere con loo mila lire. 

Pordenone quindi va sempre più allar- 
gando la sua attività nel campo delle indu- 
strie, e il suo commercio, di conseguenza, 
va assicurandosi una ognor crescente flori- 
dezza. 

Vvrona — // tfam t-letinco a Verona. — 

Il Consiglio Comunale approvò la conces- 
sione alla Società Italo Belga della trasfor- 
mazione e dell'eserrizin del tram cittadino 
che attualmente è trainato da cavalli. La So- 
cietà oltre alla trasformazione delle linee at- 
tuali, dovrà costruire due linee nuove, una 
fin(3 in Borgo Trento passando dal Ponte 
Umberto, S. Tomaso, mercato Isolo e S. Ste* 
fano e l'altra per la Porta S. Zeno. Le linee 
vecchie dovranno avere il doppio binario e 
le nuove saranno ad avere un solo binario 
con scambi sul percorso. Il sistema di tra- 
zione sarà di trolley aereo. 

La durata del contratto <• dì trent'anni. 
L'orano di servizio dal i ' ottobre al 28 feb- 
braio sarà di ore 13 e mezzo e dal i" marzo 
al 30 settembre di oro 15. Ai conduttori .sono 
fissate lire 2.50 giornaliere ed ai biglicttari 
lire 2.45. Ore di lavoro dieci con un giorno 
di riposo o^ni due settimane. Il Comune si 
riserva il diritto di riscatto dopo dieci anni 
ed il diritto di compartecipazione agii utili 
non solo, ma ad una percentuale suH' introito 
lordo. Passati trent'anni tutto l'impianto pas- 
serà in proprietà del Comune senza alcun 
compenso. 

La minoranza socialista, di due consiglieri, 
si astenne dal voto. 

Vleenza — Vn impianto elettrico. — Da 
pochi giorni ha impiantalo fra noi uno ulli- 
cio la Società Adriatica di elettricità di Ve- 
nezia la Quale intende non più tardi di 6 
mesi di distribuire l'energia elettrica nella 
nostra città, utilizzando subito la centrale a 
vapore di Padova. 

In meno di due anni poi il servizio del- 
l'energia sarà fatto direttamente dall'impianto 
idraulico di Cismon, del quale la società 
Adriatica è concessionaria. 

Giorni sono il direttore della Società ing. 
Gaggia, accompagnalo da tre ingegneri, vi- 
sitò la città e paesi vicini informandosi dello 
sviluppo delle industrie ecc. ecc. 

Si dice che la società stessa voglia farsi 
iniziatrice di un grande stabilimento indu- 
striale. 



ACQUeOOTTI 

Albano Laziale. — L 'acqua dette facriate di Nerm 

— Al fu sindaco cav. Fculi dc\'c ta cittatlìnanza «lì 
Albano la Kran'.lc quantità <leir acqua che "ìtrì pos- 
.slede e che lutti apprezz.ino per l'ottima quantità. 

Il contratto d'acquisto però con la casa Orsini, 
ilietle luogo a difetto e si deve alle passale animini- 
Htruziuni se la liancu d' Italia, nuova proprietaria 
degli accennati beni, nun reclamò come propria 
r acqua in parola « ìnRolfò il Comune in una causa 
elle sarebbe potuta riuscire disastrosa. I patii non 
sonu stati ancora stipulati. L'na Commissione com- 
posta del consiifliere pnivinci.ile a\'\*. uff. Cesare 
Paris, deiravv, Pietro Baccelli e dell' ingeg. Zanclii 
ebbe l'incarico dì definire le ultime pratiche, e pre- 
sentò dettagliata relazione. Ma la questione che ri- 
chiedeva Ih miissinia ur^reiiza, fu posta in tacere C(m 
grave danno del Comune e gìusiamente i cittadini 
tutti reclamano una .sollecita deiernìinazìone. 

I,' attuale niac:cTbinari<> è ormai ridotto inservibile 
ed eccessiva mente dispendioso e spesso Albano rima- 
ne senxa acqua. Sostituito da motori elettrici, rad- 
doppiereblie 1' attuale quantità di acqua potabile che 
aggiunta all' altra fuori contralto, permeuerehbc di 
ofìfrirnc buona parte in vendila ai comuni limitrofi, 
alcuni dei quali cercano contrastarla direttamente per 
conto proprio, e il municipio verrebbe a riseniìrc 
vantaggi sentiti dal lato economico. 

Un provvedimento adunque »' impone et! ò a 
sperarsi che non si farà attendere pìii a lungo. 

Ancona. — Togliamo dal]' « Ordine » di Ancona 

— l^' acquedotto atlt frasioni, — Cominciamo da 
questo argomento, come uno dei piti importanti, l'c- 
sauie delle varie questioni delle (|ua!i s' occupò l'Am- 
mini.stTiizione Comunale. 

Come si sa, ta presente amministrazione trovò 
un semplice progetta di tnassiina per somministrare 
alle frazioni del territorio l'acqua del nostro acque- 
dotto. Tale progetto prevedeva una spesa tU sole 
L. 100 mila. L' attuale Ainmini&tru/ione portò tino 
stanziamento u L. 140 mila che sono iccanloaits 
Intatte intangibili. 

Ma per chiarire le cose crediamo utile riferi 
ancora l' ultima relazione della Giunta al Consigli 
Comunale, relazione che fu discussa e che su questo 
punto non trovò al Consigììo alcuna eccezione : 

« I^ Giunta aUuale volle che si facesse un pro- 
getto particolareggiato per iniziare senz'altro i lavori. 

< E cosi il Consiglio pott prendere la delibera 
che pareva definitiva, per ta quale, secondo gli studi 
particolareggiati dell' Dfiicio tecnico, 1' importo del- 
l' opera .<5aliva a lire 140 mila. A costiiuire questa 
somma, in aggiunta alle prima L. 100.000 stanziate, 
si stornavano L, 20000 da! fondo Giacchetti e li- 
re 20000 dal fondo della copertura di Piazza del* 
r Erbe. i 

< Net mentre la delibera del Confàgtio attendeva 
r approvazione esaminammo le modalità del futuro 



it0 

j 



i 



4kI aiuVD icqueilotln : e qucm* «uinir ni 
■^^6 kasHiUBCaiiicntc roti la ìmportniile ()uc*i4Ìnnc- 
Ari tmatan dell' oct^ucdoilu. M prn^cttu Cinclli in 
tat^ ptr coadurrc act]iui alle fìrazìunf, |ir(r\'cdcva che 
rae^BB dov ct CMCrc forniu dall' attuale Società. 
Chi (G «tCHli hanni) addimrMtrAin rhe il prcAcnie 
>*» 4t «tUiuiooc dii Mumc«ino ad Ancona non t 
per iflì \MHÌ ile-11.1 ciitA. e che unl(.t mcnn 
cnodurre U nuova (|Uiintiui di aoiua dn 
f (rmxiooi. Nella cr*ndiziune iraiullorìa per 
la Sncicti r Comune cootrutano, la prima 
l'cMrrcixio dell' acquedotto, il secondo 
iK«^ ^Trainarlo, non « fadU* procedere alla necessaria 
La eo acm zione internile del Koondo tubo di 
clic, conc si H. ofcio arrì^-a saltanti) alla 

« ?i^ vm tacJdtti che il proi^'tto tecnico del nuovo 
•lic frazioni, iwittopostu n competenti con- 
apparve in alctmt Uti insuitiricntc ed ìnc<im- 
^^D. per madn che molirplici ratrionì conaigllarono 

r S traiu infatti di si>endere Mimimi mnsidcre* 
•i^ per un v-en» e reale bisojrn" dcjili abitanti delle 
«asrv frauioni, e non Kircbbr opporiiinu. |>er voler 
far — hittj. noD fare il metclìn che ni |NiHsa. Si i al- 
■na cvaaakSerato «e non conventca ulimenurr l' acque- 
AiOft 4cUe fraiicmi con presa d' acijua indipendente 
4^ ^W^la «JdU citta. Gli studi rrtativì, i quali tcn- 
éami* a rendecc auttmumo il nuovo acquedotiu. sono 
A C** avonaali e presto il CunuKlio sura chiamato 
a àmrr U «w cfuilizto ». 

E fSi «udì ci>ntinuaruiio ulibtdcndo a) sano coti* 

£ un acffuediKtu autunomo. 
1.* aaaeaaore ounle Nappi, 1* ing. Fedcriconi e 
Matteucct «ì recarono innanzi tutto a miMirare 
PisriarrUa constAtantlo la fliia insufKccnza 
r acqavdocto alle fraxìoni. Si accedette 
ptho alla valle detta del l'arailÌAo piwta n le- 
ddla rnuione di Sappanìco ed ivi kÌ conioatù 
tli vane copiusc aorKcnti. 
la portata delle tre sorfcenti principiali, 
romplc«lvo é rìsuluto di litri 4 50 il 
Ne) mentrv la utìliuahìlìti dì qucatc sor* 
ffWM cotA addimostrata, la Giunta ha ordinato 
■ mìM complementari per far si che il pro- 
di acqua atte frazioni diventi preato una realtà 

Certa é e amLimu ritwicrio, i fondi aono C0«* 
phMBaaate a tfcyoatajoae dell* opera deposiuti alla 
Caaa d» RiipaRnio di Milano. 

C tana qtMMto nenia dire che la Irfq^ t j luglio 
tfpf n. J09 aasinmi al nostro Comune un contri - 
tal» «flMiio per un periodo non inferiore a J5 anni 
aÉ «MeaAile a y» dì 1500 lire annue circa. Come 
^i* ai ««de anche questo è un'elemento importante 
^v pB —.rt ■flcrmare che ractjuedotto alle frazioni 
M^ ìb asMÌ hrwc temi» un fatto compiuto. 

ktWB Taccia ^ I lavori per la conduuurn 
MI' acqua potainlr procedono .ilairremenie e presto 
k ■■■» Irvione «ara fornita dell' (^-cnico ck-mctilu, 



a meno che le fatali railld non <i infiltrino uri tuht 
conduiti>ri e ci law-inn all' aM-iutin 

A«to. — L'of^MtMià m PradaxH. — L* ImiKK-* 
tante Invom, tanto diKUiao in molteplici •edute del 
Conai|{lÌo comunale, fra breve aarà condotto a tcir% 
mine. Da anni il vasto territorio di Pradazzi andava 
reclamando ciò c\w itli «{tettava di buon ilirìtto t 
r actjiia potabile, eleraenio di prima nn-r^siti e»i In- 
dispennabile alla tutela dell* ìirienc, 

Dei slKtiorutti feudatari impedirono da prima le» 
sevuzione del lavoro, duvendu 1' acqucd«ituj aitru- 
vcrsiue t loro fondi, coatccht il municipio, a porra 
fine una buona volta alle tante <iue<riiimi fece ccrtsu» 
una nuo\-a «urifcnie. In tuo){t> della * Broda » ufià, 
prestabilita. I£ la ■orgeale fu tro\-ata in Comune di 
Fonte sul ronfine con l'ofrnaao dal pn)pri«tark> Beo* 
leae detto Neri I.'ac<pia 6 eccrlkiitc ed abboslanui 
ablumdunte. 

Affiliato il pmtrctto all'enreino in|r. Gian Galeazzo 
l*a!u|ualini, il lavoro fu assunto dall' impresa Ber- 
nardi-Keginato. 1ji tutiatura ilalla Mir|eente sino al 
ponte In ferro nul torrente Muaon i^trre itui fornii 
l>rivitii, |KJt sulla fttraiU che conduce olla villa del 
co. Falicr e quindi sulla strada omunale sino alla 
località « I jiuru ». 

Il percorso k di drca sei chilometri e la tuba* 
tura in cemento é ad una profonditi media di m^- 
tri 1.30. ».. 

Pradaixl gtKlftì della sospirata acqua entro il ari* 
teml>re. 

Bari. — Prr t' aijtitdotÈo fhighest •• La rtunitmr 
dèi Consiglio li^l Comsorzio. — Il Consijilio di Stato 
ha dato parere favorevole sul riparu), approvato fn& 
dal Consiglio Superiore dei LL. PI' iier il contri- 
buto delle tre provincic di Bari. Fog);ia e l.ecce, 
|icr la spcMH dell' Acquedotto PuglicMc. 

Ora il ministro dei LI.. l'I*. sottoporrJk allaftmia 
reale il decreto che stabilisce tale rep<»no 

Il giorno «9 agosto, a Napoli. preMCtluta dal- 
l'on. Pavoncelti, si riunì il Conniglio dì Amminl* 
sirazione del Consorzio |»er I" .\c«iurdotto Puttlirsc. 
[ler la definitiva approvazione dello Statuto e per 
dctcnuinarc le futuioni e le attribuzi<mi del Cottsnr- 
zio ataaaa. 

\jo Statuto fu già in massima ap|>rovato nelle 
due prime scilute tenute «lai Con!»orzìu. ma il mini- 
suo dei I.L. PP. on. Gianturco, prima di far emet- 
tere il relativo liccreto reale, ha ifrdudi upiKVlarr 
alcune modifiche di forma più che di sosiania. 

La riunione sarA tenuta in Napoli per comoditi 
dell' on. Pavoncelli e degli altri rapprcwntanti delle 
Provincie pugliesi. 

Barleita. — La ^mtstiamt Mt'of^wa. — Toftlìa> 
mo tlal « Corriere delle Puglie • : Data U posi* 
alone topografica delta nostra cìtti^. per cui \'t man- 
canza d' acqua potabile e di conseguenza le din- 
straac vicettdr a cui va soggetta la popolatone, lo 
Amminisirazlotii che si sono succedine fin ocgl. ìm* 
presaionate di lutto ciò, hanno a\'uto di mira Ui ne- 



— 86 — 



cessila di un acquedotto locale : e ciascuna di essa 
Ila studiato 1' arduo ed annoso prohiema. 

Difatti, r Amministrazione di Pietro Cafiero, per 
la prima, studiò il progetto dell' acquedotto del 
■« Leone *, con la massima che 1' acqua paghi l'acqua. 

Successe a quest'Amministrazione quella di Mario 
Soelza, e a sua volta questa studiò un progetto più 
concreto e fattibile : l'Acqueilotto Beynard cioè quello 
che allacciava le sorgenti del Vulture, e che avrebbe 
servito per quasi tutta la provincia barese. 

Quando questo progetto andò a monte per le 
mali arti usate dagli avversarli, sorse il progettino 
Sausse, più eronomico. ma dillìcoltoso, cioè quello 
dell' Ofantino ; ma anche questo aborti. 

Venne la volta dell' aniministiazione Centaro, la 
quale, mentre la Società delle ferrovie, studiava il 
progetto deli' acquedotto ferroviario, facendo venire 
r acqua di Spinazzola, non potè largire neanche im 
tenue concorso finanziano, per ottenere 1' incanala- 
zione di queir acqua in città, stante I' esausto bi- 
lancio. 

Caduta l'Amministrazione Centaro venne su quella 
dei popolari, capitanata dal cav. Milano, la quale, 
compenetrata dal bisogno, si die a tutt' uomo a esco- 
gitare i mezzi per un acquedotto locale. 

Non mancarono in proposito, per mere ragioni 
di partiti, le solite maligne insinuazioni per fare 
abortire anche questo progetto. Ma quell' Ammini- 
strazione non si stette, e non potendo riuscire nella 
prefissasi meta, cercò rimediarvi alla men peggio, 
con l'ottenere dall'amministrazione delle ferrovie 
l'acqua di risulta e così vi stabili una fontanina nel 
piazzale della stazione ferroviaria. 

Un' altra vi fece nei pressi dei giardini pubblici 
per la distribuzione dell' acqua dell' Ofantino ai 
poveri , 

E così fin ora si è trascinato come il fato ha 
voluto. 

Ma non vi è persona che non vegga gì' imba- 
razzi e le difficoltà che ad ogni pie sospinto s' in- 
contrano, specie per la distribuzione per la città del- 
l' acqua dell' Ofantino, con mezzi preadamitici, coi 
fatToti, e la necessità, quindi, di aversi a Barletta 
una diramazione dì acqua potabile. 

E oramai che le ferrovie son passate allo Stato, 
è facile realizzare i desiderata che le passate ammi- 
nistrazioni o non hanno saputo o non hanno voluto 
ottenere. 

Ci conforta però 1' anima affermare che oppor- 
tunamente, nella penultima tornata consigliare co- 
munale, il consigliere Angelo Raffaele Rizzi, perito 
agronomo intavolò la discussione in proposito, di- 
mostrandone efficacemente la necessità ed i vantaggi. 
A questo benefico risveglio rispose il sindaco 
funzionante sig. Luigi Cafiero, dicendo che l' Ammi- 
nistrazione sta già studiando la questione di avan- 
zare domanda allo Stato, che è anche tutote della 
salute pubblica, per ottenere l' allacciamento di altre 
sorgenti alta [>rìncipale che ora fornisce 1' acque- 
dotto ferroviario, e per 1' eventuale ingrandimento 



della tubatura, il Comune, concorrerebbe con una 
quota alle spese occorrenti. 

Noi ci auguriamo che 1' Amministrazione comu- 
nale cerchi ogni mezzo affinchè il sogno vagheggiato 
da tanti anni venga al più presto tradotto in realtà. 

Balme {Piano della Mussa). — Acquedotto e strada 
— Abbiamo avuto la visita del comm. Testerà, del 
prof. Bozzolo, dei dottori Abba e Fossetto, degli 
ingegneri Bisazza e Pepione ed altri incaricati dal 
municipio di Torino di mansioni tecniche, igieniche 
e legali, riflettenu il grandioso acquedotto che vi 
condurrà queste ottime acque. 

La Commissione sarà ricevuta in Balme dal sin- 
daco Caslagneri, che cooperò sempre validamente 
per la riuscita del progetto. 

A giorni saranno iniziati i lavori di una strada 
carrozzabile, larga sette metri, fra Balme e il Piano 
della Mussa, onde poter più agevolmente trasportare 
i materiali occorrenti per le importanti opere d'arte 
(muraglioni, tubature, ecc.) occorrenti all'acquedotto. 

Camogli. — Il 5 Agosto avemmo adunanza del 
Consiglio Comunale. Colla solita mezz'ora di ritardo, 
la seduta fu aperta dal sindaco cav. A. Schiaffino 
alle nove e mezzo. Erano presenti 22 consiglieri. 
Terminata la lettura del verbale dell' adunanza pre- 
cedente, il cons. avv. De Negri muove viva lagnanza 
per la scarsa quantità d' acqua che giornalmente 
viene distribuita alla popolazione. Consiglia al sin- 
daco di multare 1' impresu dell' acquedotto, la quale 
— prima di concedere acqua ad uso industriale — 
dovrebbe provvedere alla cittadinanza la quantità di 
acqua stabilita. 

Castelbellino (Ancona). — L' acquedotto. — Ebbe 
luogo in questo ridente paesello una bella festa per 
inaugurare l'acquedotto e il nuovo vessillo della So- 
cietà Operaia di M. S. 

Castel Gandolfo. — Acqua potabile, — Dall'inge- 
gnere Cesare Tuccimei è stato presentato a quest'uf- 
ficio comunale un importante progetto per la con- 
duttura e il sollevamento delle acque potabili deri- 
vate dalle sorgenti sotto Palazzuolo in prossimità 
della riva del lago nel bosco di proprietà del duca 
Sforza Cesarini. 

Dai rilievi fatti risulta che il quantitativo del- 
l' acqua è di once 26 circa, scaturisce da quattro 
sorgenti tra le rocce di silice entro la percorrenza di 
metri 500. 

Da molli anni il paese agognava l' aumento del- 
l' acqua potabile essendo la quantità attuale deficen- 
tissìma ai bisogni della popolazione specie nella sta- 
gione in cui qui affluiscono i villeggianti, ma i mezzi 
non lo permettevano. Ora però che lo stato finan- 
ziario del Comune è migliore s' impone l'obbligo di 
provvedere. 

L' importante proposta sarà iscrìtta all' ordine del 
giorno del prossimo consiglio per cura de! consigliere 
Marconi. 

Castellamare. — Acqua acidula. — Dopo innu- 
merevoli vicissitudini svoltesi per le vie giudiziarie 



-87 



: A.-r:tr.ir.i«»irjCivt. e i>er Iuiikìi M-TÌc (li anni, final- 
■-'r -i V )Niiui<i cwnipicrL* il risiinanicnti) o>n hi 

- ' ■ .; 'o:^:(-nia/.i<>nc <lr|]c rinomati* .sorbenti dì Acqua 
:..* 'Il |»r"prìcu curmiiialc. 

\ '■ :nl< tk Htilennc- 1' a\'vcnìni('ntn, t-hc jn-r su 

■ f-:::.iiM e lino lU-i jirinripiili fiiiituri ai bem-s^en.- 
r.i. .- v»I if^ii-nico di <|iK'Sta nostra l'ilta. (.'ttl'v 

-. ' l.t :n.iUL;itra/ioii(' ilt'lk' ricostituiti* Tonta nini.- 

■ ;■-• . •■•n 1' inturvnio dt-llf principali not.ihi- 
. — ;■!:. hf n.ip>ilit.in(.-, tk-Ik* autorità locali e no- 
•.: '.: i-linc. 

CtaeylJjao — Inttnno all' acqiutUtto. — Il urinili' 

•- .1.1 di'ir .i(:i|ii.i potatiik* non ù ni- s;irà per ora 

.-•:<hi- '-i troviaiiiii di fronte a (vintinualr 

■ \\ .iN>,t^i;i e di an.ili>i di nìitn risuttalo prò- 

■- iiviimiHi". do]ni hin^o sUkIIo, si i-ra riusciti 
. .-». \.\ t.nH'i M>-pirata afipia nei fondi I*"ahris- 

■-. IMI il l.il'oratorio ^rovcrnativo di Roma ta 
.1 .i\.i wi'piin.ita. Ora si tviituranno nuovi as- 

■ ':i''. «iiia'«i i- iH*rto, avranno i-sito nt'^ativo. 
1 j'uiImU" (K*r la nnstni città ù iiccessiirio w>tln 

'■■unt.i dì vista i- urj;»,- provvederlo. Si dcriila 

.- /:t- i' Atnniinistra/ionc coinunak*. una I tuona 

.4 j^trtari' davatui .ti Consìglio un proj^cltn clic 

■ ■ ■. .-.•Mi nti.- fiiftta liiu* a sin-rpcri di danaro t- tolpi 

- . ■nifuio fr.i I.L piip<il:i7.ionc. 

Cafraaoatau — .Irifiu-ifoUo. — I )onìcnica r 2 

-■ ■ :i\ ■picst'. riddile paese tli iininM^rna, sì eh- 

i''^rt-^i;i.uiu tiii per r inaui^ura/itJnc tlell" ac- 

\ - -r. Il In inaugurato r artpicdotto nella piazKi 

,' '.\F ^. .f^'i- una fontana in mezzo alla (piale 

. .m;ij:i ■:' .f.pia, s' eri,'e una fijjnra tlì donna. 

'.■ ■ ^ -ultore l'irani. 
: .1- ■• .ipplatidilissinio l' avv. cav. I-ui^i Capo- 
.- I " .'.■^^n(<Ì. 

IcM. -- Jnam;uriiziinii- tii un avqurdollo. — Nel 
(i.n"^- di Castelltellino, ebbe luojjo 1' inati;;ii- 
■ •--.- d-ir .i<'i)ui*dnito V della bandiera di quella 
I ■.■ -.i >li M. S. KiuwM completamente la festa per ct»n- 
'- • ti: m-Mlissinu* siK'ietà aderenti e per il pojxilo 
-..•■n III dalk- l'irt-nstanti ville. Il prof, (iaspennii 
■'• ■,;n applaudito discnrs<j improntale) a prìncipi 
■. ■ -'..itnrntf libi-rali e denio<.Tatici e si cbt>c uil'ac- 

j « ri/.t iutusiastica dalla iKipolazione e da^li inter- 

» ,,. ■ 

\r.. '::- li -iindaco cav. l'aolini i.*«l il sepretarin co- 
:-.t -- s;^. IÌ4-llayaniha pronunciarono discorsi che 
, ,.w-.. unanimi applausi. 

': •. jii.i l'e-ta brllissiiiia della civiltà e del pro- 
. ■'j^ ■ 

L«C£C. — L' iinjui-iUnio I.fccese. — fC in corso dì 
'•-w/i-ii*- a I.i-cce un itn|>ortantc impianto |K.-t sol- 
«.".•;i:-> d« 1 Mtitosnolo e per la distribuzione nella 
'-. ;: ai «pia (MiUlbik*. 
1. iTipi.knio viene eseguito e .sjirà esercito i>cr 
;-:-• -onio dalla SiK-ietà accomandÌLi K. (aiar- 
'. \ C ••. pp'ÌH'eitisi;! ne e l'ini;- Oiu8ep|>e IJlKrri. 



I Fin tlal lS<)S la ditta (.'oz/Hifìiianlalì aveva prò- 

)Ki.slo al Ounniic di iurnire la città di l.cice di at- 
ipia potabile cstiatt.i da una falda a<'i|HÌfiTa wtltrr- 
ranea |K.-r|>elua t litrnuia tale da fornire 2\ liln al 
minuto .s<-con<li>. (.On un cDiitratto, C'pri-ss.imcnte 
stipulato col t'"iniin'', -i ruvMine ri»- r iiptra --.i- 
rebbc slata ese;;uita d.illa Diita a spc-i- del Comune 
quando rinvenuta I' .« <i>i.i •■«s.t si fo>.si- diiiio<,trala ri- 
spondente alle < •■nili/i<>ni di buona potabilità, <- pre- 
ci.o.imenie per uii.i somiii.i ^ia l'issat.! di !.. ^'h* -hxi 
paK-ibile in .10 .itiiiiialil.i, 

l-.M-i;uÌto un itnjiianto prowisorlo di soUcv.uii'ii' 
(o, ri.'s;iiiie dfl!" .n-ijua veniva atlidat>> ad una >pe- 
ciale coniiiiissioiii- cIk euncliidiAa ilopo ri-s^unc latto 
suir acqua di-l pozzo sra\ato in rapporto alla qua- 
lità, quainilà. p<rp(tii:tà. per 1' .ippiovaziont- dd 
contratto stipili. ito dal Coiniitic* coli' impn-^i C"<i//a- 
(juardati. la qti.iN- s' iinpi ;;iia\a a '>.<.(riiirc l'im- 
pianto di sollev.iini-nto «■ la rei*- di di-jtribnzione in 
città per 1.1 sonniM sopraindicata. 

l'ero il C'oii'^i'xlio i-oinuiiale iu>n .ici-«'tto tali t on- 
rlu.^ioni, e una niiov.t C oniinissione viiiiva nomili. ita 
coir incarico di es.niiiiiare la «pialità e la (pianiita 
dell' acqua ritraìMIi- d.iH' Impianto. 

l'er 'piesto isaiiu si mostrava evidt nteinciitr m-- 
ccssaiio r esecuzioni- di un altro impianto pro»\i- 
soriii di estrazioni di .icqua. del qiiak- furuno .ni/i 
stabilite le mod.ilii.i. Ma nel frattempo una niio\a 
convenzioni: iimi\i-niva «ol sii:, (iuaniati. a cui poi 
si sostituiva l'a. .1. inaudita K- (iuardati t\ C'.o. pi-r 

' cui questi si as«umo\a ]i(;r proprio loiilo la cosiru> 

' zione e l'esercizio d'Il' .icqiiedotlo, >'lvo rìnihor<io 
da parte del Comune delle mjicsc t;ia vistriinte nei 

! primi impiantì. 

I II prfifjetto di-tuiitivo per 1" olKii-ìna dì esiraziout- 

e sollevamento di 11' atipia e la distribuziune per la 

. città veniva est.>;uito dail' inj;. Liberi. 

U' imi>ìanto. che tra breve entrerà in esercì/m, 
cnni|>renile una ofùrìiia a circa 2 km. «lalla lilla di 
Lc<'ce. iiro^rettiito con due gruppi lertìio-elrltrni, 

! ciascuno atto a i»ii'atii- dal s« itto.<iuo]< 1 i- spinurre in 

I città litri 12 al minino secondo con l.i prc\alenza 
manonictrica di m S;. in miMlo die. l'uii/.ion.indo 
in parallelo ì dui' ^'riippi si possit averi- una pori. ita 
Complessiva di litri Jj al minuto secondo rnn un 
carÌ4-o utile di m. 20 sul piano stradale ik-Ha città 
ed una [K-rdita di caru o sulla con«iotta prinrq.ale 
di circa ni. 15. 

I due Kfuppi termo i-lettrici sudtielti sono costi- 
tuìli da due ntotoii a 'jìaì po\i-ro ilella iKitviizì.iIiià 
nULssima di .^i, c,i\atli con 2ih> |;iri al minuto, die 
mediante cin^hi.i ini ttouo in funzione iliiC alterna- 
tori elettrici irilasì da ^4 Kilowatls con ti5i> y^\\\ a 
250 ViiUs. 

In quadro riuiiisie k correnti >;eniT.ue ila tali 
alternattiri. munito dei^lì apparecchi relativi |H*r la 
manovra e rtnolarizza/ìonv e ila esso partono \2 lìli 
che discendono liini:o una p.irete ilei ]hì/zo e si r- 
vono a porre in fiuizumi iluc gruppi di sollevamento 
dell' acqu.i. colUuati su una volta (<;ettat.i in fondo 



— 88 — 



al pozzo col piano di posa a m. 4.90 sopra il pelo 
dell' acqua. 

Questi due gruppi sono costituiti da motori elet- 
trici a 2400 giri direttamente accoppiati a pompe 
centrifughe speciali per alte pressioni, le cui con- 
dutture di eduzione si riuniscono in una tubazione 
unica del diametro interno di 200 mm., che spinge 
r acqua direttamente in città mediante un percorso 
che per ora si è limitato ad un primo tratto di chilo- 
metri 3,500, cioè fino alla piazza del Castello, nelle 
cui vicinanze venne costruito un serbatoio di carico 
e di distribuzione ai non abbonati. 

Data la conformazione pianeggiante della città 
« la temperatura elevata che si verifica durante l'e- 
state, non si è potuto pensare a costruire un serba- 
toio vero e proprio di immagazzinamento che avrebbe 
richiesto per l'altezza a cui portarlo e per i mezzi 
costruttivi, atti a difendere l'acqua da riscaldamento, 
somme ingenti. 

I-' acqua pertanto per gli impianti privati verrà 
distribuita direttameate dalla tubazione premente che 
parte dalie pompe, munita di frequenti valvole di 
sicurezza. 

11 ramo attualmente in costruzione costituisce un 
tratto dell' anello col quale V attuale impresa Guar- 
dati & Co si propone di cingere la città e dal quale 
partiranno le varie diramazioni per la distribuzione 
interna. 

Il macchinario venne fornito dalla casa Langen 
e Wolf di Milano per la parte relativa ai motori ■ a 
gaz povero ; dalla ditta Gadda & Co di Milano e 
Società Elettrotecnica di Torino, oggi fuse nella ditta 
Unione Elettrotecnica Italiana per la parte relativa 
agli alternatori e motori elettrici : dalla Casa F.lli 
Suitzer di Winterthur per le pompe centrifughe spe- 
ciali ad alta pressione. 

Le tubazioni in ghisa e pezzi speciali relativi 
vennero fomiti dalle Officine di Forlì e vennero 
collocati ad oltre 2 metri di profondità e con ca- 
mera d' aria lasciata da cunicoli a secco. 

L' impiego dell'elettricità per azionare le pompe, 
che devono compiere 2400 giri al minuto, venne 
consigliato dalia considerazione di potere cosi eli- 
minare le cause di inquinamento dell'acqua deri- 
vanti dalle lubrificazioni e dal servizio in generale 
più complicalo delle ordinarie trasmissioni verticali 
per pompe a stantuffo. 

Sulle pareti del pozzo non si ha che il percorso 
di condutture elettriche affidate ad opportuni isola- 
tori. La discesa al piano delle pompe si compie 
mediante rampanti in ferro a gradini costituiti da 
sole pedate lastre di cemento armato e tali rampanti 
si svolgono attorno le pareti del pozzo verticale di 
sezione quadrata di metri 4.70 di lato. 

La temperatura delle acque distribuite in città 
Sarà di circa 18 centigradi essendo la temperatura 
della falda acquifera sotterranea costante intomo ai 
17 centigradi. 

L' importanza dì questa opera è certo grandis- 
sima per la città di Lecce, e lo sarà tanto più se 



verrà a dimostrare che in quella regione esiste una 
buona ed abbondante falda acquifera sotterranea : 
sarà proprio allora il ceso di chiederci se non con- 
venga o per lo meno non conveniva alla provincia 
servirsi di acquedotti locali piuttosto che partecipare 
al consorzio dell' acquedotto pugliese, il quale se- 
condo le ripartizioni delle spese previste del pro- 
getto governativo, espone una quota di L. 3.573.350 
a carico delta sola città di Lecce. 

Messìoa. — Lo sviluppo delle prese d' acqua. — 
Lo sviluppo delle prese d' acqua privata risulta dai 
seguenti dati relativi alle fittanze, che nei vari mesi 
del corrente anno sono state ammesse al godimento 
dell' acqua. 

Gennaio 11, febbraio 16, marzo 88, aprile 281, 
maggio 244, giugno 365, luglio 358. 

In totale 1363 fittanze servite fino a tutto il mese 
scorso. 

Il consumo mìnimo obbligatorio di queste fittanze 
è di me. 270 giornalieri per 3000 me. disponibili per 
servizio privato. 

Finora sono stati collocati 85 contatori con evi- 
dente miglioramento del servizio di distribuzione. 

Proseguendo come in fatto avviene, l'impianto 
di detti apparecchi, si potrà largamente sopperire 
ai bisogni dei 4000 utenti, che finora hanno ri- 
chitsto r acqua e alle ulteriori domande di abbo- 
namento. 

Mestre. — Manca l'acqua. — Nella corte dell'o- 
ste Giurin, vicino alle fornaci Trevisan, ove vivono 
varie famiglie, da molto tempo manca 1' acqua po- 
tabile, quantunque siano stati fatti replicatamente 
lagni al municipio che sempre fece le orecchie da 
mercante. 

Queste famiglie fino ad oggi si sono sempre prov- 
vedute d' acqua in una fontana privata della fornace, 
assai comoda. Ma ora gli attuali proprietari hanno 
proibito a tutti gli estranei di attingervi acqua, e 
così essi sono tutti costretti a servirsi di un unico 
pozzo, ove giace un' acqua fetida e malsana, prove- 
niente dagli scoli dei letamai vicini, e questo si os- 
serva dall' impurità essendo l'acqua giallognola. 

Molti capi di famiglia sono ammalati e qualcuno 
soccombette per malattia infettiva, generata indub- 
biamente dall' insalubrità dell' acqua digerita. 

Ecco la principale causa delle malattìe contagiose, 
che si verificano maggiormente alle Barche. 

A quando il provvedere ? 

Monsaoo. — Un acquedotto che finalmente si farà 
— Il ridente colle dall' aria balsamica ha ìncomin- 
cìato a popolarsi dì distinte famiglie villeggianti. 

L' amministrazione comunale, dopo 20 anni di 
studi e promesse, non si era ancora risoluta per 
1' impianto di un acquedotto reclamato da vera ne- 
cessità. Ora che è presieduta dal sig. Pace Francesco 
si attende alla risoluzione del grave problema e t'im- 
pianto stesso quanto prima sarà un fatto compiuto. 

Egli di certo penserà poi a provvedere al migliore 
servìzio anche della illuminazione pubblica. 



— Aefma. -— La Gìanla comunale 
H^«r6 te cvMcraclonc <U altre fonune dell' nt-quc- 
hi«a itH t localhA in cui si riwantrìno arceMari». 

MMi 4'AltaraM. — Af<fHa polithtU - Fpidrmia 
iA<to^ >«/rifirv — Nel mcir di lumini 190} veniva 
<S«t Canaifflin di Prefctluni di Messina il 
^r iste. Volpe. rrlAtiv-fi all' incanalamento 
I» — gi i u d Prato e lYcstllin per la nomma di li- 
13^40.11. Coa deciiionr della G, P. A. del iH 
pB I90« miiva «uiurìxzain ti mutilo per la «omnia 

Ila tinciRa ammtnìvtraxinnr comunale Turt^no inol- 
ir le (Hiiticiir relativr con i proprietari delle »ar- 
■b p^ un cf>m|*<>nimentu amiclicvtilc sul prcuo. 
I. KÌuvno i'>o5 fu inoltrata la duniaiidn |>er Ìl 
■OBI» delle I.. ii,u>^ii come Mipra. 
t«a prefettura a\'relit« dovuto trasmettere In iiud- 
^ dMfMixU. niuniu del |Ktrere dfl ConiiÌKlIo prov. 
al Ministirro. non pìii Urdì del me«c di 
I» 1905 i^rrlit. tntMrAnio t«le termine. tx^W effetti 
ku* K fetttiroiu iQOo n. 50 e reffolnnienio .ina- 
io lehtiraio 1901 n. 76, non {uieva c%cn^- pìu 
dal MÌni:«terQ. Invece con trremiaRÌb[tc non* 
■«a e««i tTt%Uv-tJV.i di munire la donuuida del 
i« dd Cutui^liu prov. mnìurìo non solo, ma 
cbc e ptb rinviava il 13 It^io 1905, tàat: 
sj XKimt dì ritiinto ni Ministero, ti quale, na- 
■, revpinffevd la domanda in |uiroln. 
■qpiìtu alla leicge 13 lu^liu 1905 num. 399. 
rfipreaentaiii. in iLita 5 ottobre 1905, la do- 
dcl prestito Kiid>lrtt(>. Sono k>^ trascorsi circa 
«a«« Tat e la domandii è ancora iiendente, perché 
I r— itflii prov. sanitario non ha potuto dare il «uo 
pacTT^. 

- A ausa «Sella defìcenzn di acqua e quel {meo 
c^ abbaamo. pef ntluota unchc inquiniita, le febbri 
dattu ocono mcMT di miiKt!Ì"< ^i nono 
in quasi tutte le futnifilic del Comune. 

— i^ ^m^ìùme 4eUf af^ue. — tji (ìiunta 
t' oopiisto di due pompe asinnate da 
^ma^ ^Mlrìct per r atiìnnimemo di acqua dal mare, 
yv ittfearla. in omo di deticcnza dell' acqua di 
Sviaa. ■oaututioe al mtvÌxìu d' inafBamenlo della 

Tab pompe sarebbero roltocate a S. Lucìa, ed 
aa ria CaraocMo. verm Mer^rllina. 

«JoiaBi ddibcraitoDC e «tatù preaa in segidlo a 
^mtrt di ttaa speciale comniÌ<wÌonc tecnica. 

taanin, fra pcMrhi giorni, incominceranno a fun- 
A^^vr tilt* tre pompe, t-be uttirtscninno 1* acqua dal 
SMV. p0 iaafiMnmtn delle vi*? litoranee. 

La GiuBla ha deliberato ['urr .iltri lavori di allae- 
^iMBcaiD «Scile wrgcnlì del Carmìfniano per la «omma 
4 iP» IS nila. 

l^W. — Ar rat^m ptrtaàUr a Capo d' Orìawio. 
— t'aa viviattma affuakme ha «uacttato la incoa- 
«rita «fatibcniKNM del Coruttslio pruWnciule sanità- 
rtBk cba eoo oBcndicaci preteali nstarula l'attuacione 
IHOKcuo per la conduttura dell' acqt» 



potahUe a Capo d* Orlando, Aorente, ma aawtca ta 
frasloiw di queaio comune. 

Una ìmiionentiwtinia dlncMHmxinne, (tunfaMia an- 
che di donne, am b«Mfief«t pvroxae k vie di Cji|n> 
d'Orlando, vivamente protestando. Alle if In (oIU 
invase la «taxìnnc c>)l pr<i[MMitu d' impnlirr U jior- 
teiua del treno e si deve all' intervento di alcuni 
dttaillnl se la folla credette desistere. 

Il sinilaco. in se(cn<i ili protma. ha rasscKnaio 
telejcrafirantenie le tlimtswionì al prefetti, alle dimU- 
sionì del dndacu seguiranno quelle della Giunta. 
Pcrcht Inuinto non »Ì convoca il Cun«i^io .* 

Speriamo che il prefetto vi^kIìu autnrevolmenia 
intervenire, fiiccndo in modo che le IcKÌtlime aspi- 
raxioni di Cnpu d' Orlando stono cauicUte senza ul- 
teriore indugio. 

A Capo d'Orlando inumo {lenlurano il fermento 
e r ntritazione. 

Pieve 4i Ccals. — La futttiow Jetr tufua pota- 
htk. — Ltt ormai vecchia questione dell* acqua po- 
tnhlle. la più viva ed caaenxiale ikt il !'• .Irl 

pacM.', sì dibatte ancora penosamente tr^i < ire 

di chimici e lunKhìHsime Inefhcad pratiche. Rn ila 
qualche anno bk la iicnptTia ili atrunc |N>llr itat%vfv 
di arf)u.i. che si a.vrrìva oltn- <»^ni ilirt buona, in 
promìniiut del fiume Reno, aveva entusìaiunata quo* 
sta |io|Mtl)uionc costretta a servirsi dell'acqua inqui- 
nati! dei p4i£xt loculi. Oi>|>ortun» e bene accetto (torve 
anche r interessamento del Municìpio, a sfiese del 
quale, furono coairuìii alcuni |k>kzì di rinerx-a ondo 
racrofflierc l'acqua cil Iftoinrin dal terreno rlrrostante, 
Intanto il p<of. Braxxola della vostra Università, in- 
caricato (Ktr un ename chimico dell'acqua in que- 
stione, la dichiarava priva di qualsiasi colnnia di 
bacteri ed assolutamente )NiubÌle. Pcrfeiittincnic con- 
trario parve invece il risultato dell' onuliiii chimica 
eseguita neir Istituto Baclcriolofcico di Roma: e «li 
qui muuratmctttc imiKixicnxe della tMifMilanione iKUinze 
firraulc da o^i ceto di cittadini e malamtento ge- 
nerale pel prolunKarsi e l' intricarsi della questione. 

In questi ultimi i^orni pero le cose par\'ero |irefl- 
dcrc una pirata migliore (terclt^ il minlMero dell' In* 
terno per accerurhi da quale motivo in realtà di- 
pendano le enormi differenze dei risultati ottenuti e 
per stabilire in maniera dcfmitiva b potabilità o 
meno tlell' acqua lu reputalo op|Hirtuno che un fun- 
xtonarìo dei laboratori di saimà pubblica in Roma 
ai rechi aopra luofto per procedere alle relative in- 
dagini eil al |)rele\-amenlo di nuovi campioni d'acqua. 

Questo funxionario 4 il dott. Carlo Tìraboschi di 
Roma : na t^H adunque il benvenuto fra noi, nella 
speranza che si dica 1' ultima parT>]a sul vitale arso- 
mento e nell'atoirio che II paese abbia |kresto a go- 
dere dell* incommensurabile beneficio di uo* Mcqu* 
pura e aalutare. R. C. 

Ptomla. — Coiaigtia CammnMlt ed affiM petÈkHt. 
^ Nella seduta straordinanii del 3 Agosto ti sàn- 
dacu riferisce sopra gli studi prelimiiuiri compiuti 
per la conduttura di acqua potabile «la Boblito Ptl- 
Uce di Vtllar PeUlce e sui co mp i o m cari già Miipu- 



90 — 



Iati coi proprietari per effettuare una sufficiente 
captazione d' acqua e stabilire un' adeguata zona di 
protezione. 

Il Consiglio, approvando 1' opera del sindaco e 
della Giunta per avere avviato ad una fase che si 
S])era risolutiva la pratica della dotazione d'acqua 
potabile, dà mandato di fiducia alla Giunta munici- 
pale per la prosecuzione sollecita degli studi e delle 
praticlic, cosi in linea amministrativa come in linea 
tecnica. 

Pisa. — Pozzi artesiani. — L' ufficio tecnico mu- 
nicipale, sotto la direzione immediata dell' ing. Ber- 
nieri, ha istituito delle accurate indagini per deter- 
minare la portata del pozzo artesiano scavato nei 
locali dei nuovi macelli, l resultati sono soddisfa- 
centissiriii, e le acque delle quali potrà disporre il 
Comune per ogni maniera di pubblici servizi che 
provengono dal nuovo pozzo, superano in quantità 
quelle che conduce a Pisa il vecchio acquedotto 
mediceo. Si tratta di oltre dieci litri al secondo, 
ossia di circa 900 m. e, d' acqua al giorno. 

L'acqua è slata riconosciuta potabile; ha, però, 
una temperatura alquanto elevata, 24 gradi, che per 
certi usi è utile e per certi altri sarà facile abbas- 
sare. 

Roma. — Un' inchiesta sulle acque potabili. — È 
stata pubblicala, a cura della Direzione generale dì 
sanità pubblica, un' inchiesta sulle acque potabili 
nei comuni del regno al 31 dicembre 1903. 

L' inrhiesta è contenuta in tre grossi volumi, ed 
è preceduta da una relazione generale del direttore 
generale della sanità on. Santoliquido. 

Da essa si rileva ohe il numero dei comuni prov- 
visti di acquedotto era nell'anno 1903 di 3466. Di 
essi alcuni hanno un solo acquedotto che serve, 
nella massima parte dei casi, alla popolazione del 
capoluogo, mentre quella delle frazioni e dei caso- 
lari sparsi si serve di altri mezzi di rifornimento. 
Altri comuni invece hanno parecchi acquedotti, sia 
nel capoluogo, sia nelle frazioni, cosicché il numero 
totale degli acquedotti esistenti nei 3466 comuni so- 
pracitati è di 5799. 

// numero degli acquedotti. — Dì queste 5799 
acqua condoliate, 1979 furono sottoposte ad analisi 
chimica e 1429 ad analisi batteriologica. Soltanto io 
risultarono non potabili e 678 si giudicarono insuf- 
ficienti ai bisogni delle rispettive popolazioni. 

Dal 1860 a tutto il 1889, cioè nel primo tren- 
tennio della costituzione del regno, si sono costruiti 
102 acquedotti, mentre dal i. gennaio 1889 al 31 
dicembre 1903, cioè in soli 15 anni se ne costrui- 
rono ben 140. 

Altri acquedotti sono in via di costruzione o di 
riforma od in istato di avanzalo progetto : il che 
addimostra — secondo la relazione — che il salu- 
tare movimento per la conquista della buone ed ab- 
bondanti acque potabili segue il suo benefico corso. 

11 materiale adoperato per le costruzione degli 
acquedotti è specialmente il ferro e la ghisa (2049) ; 



seguono poi il cemento e la muratura (1638); ed in 
tuluni comuni piccoli, per acquedotti di poca im- 
portanza, e di breve percorso, è usato pure il piom- 
bo (458). 

Nel 1903 vi erano inoltre 658 comuni forniti di 
pozzi trivellati o tubolari, ed il numero complessivo 
dei pozzi stessi era 2930. 

Pozzi, secchi e pompe. — Il numero dei comuni 
provvisti di pozzi, scavati per uso pubblico era nel 
1903 di 2737. Il numero dei pozzi era di 6025, dei 
quali 1363 si esauriscono in tutto o in parte nef 
tempo della magra. Il mezzo di estrazione dell' ac- 
qua dai pozzi scavati è prevalentemente la secchia 
mobile o fissa. Infatti mentre in 4536 si fa uso della 
secchia, soltanto in 1441 si fa uso di pompe. 

La Lombardia, I' Emilia, il Piemonte, il Veneto, 
parte della To.scana. della Campania e della Sarde- 
gna ne presentano il maggior numero, mentre se ne 
riscontra il numero più esiguo in Basilicata e in 
Calabria, ove I' atlÌngimei\lo alle sorgenti è il mezzo- 
più abituale di provvista dell' acqua. 

L'inchiesta ha rilevato anche l'esistenza di 1420 
cisterne delle quali però solo 398 garantiscono suf- 
ficientemente la purezza dell'acqua, 321 sono for- 
nite di pompa e circa 400 non sono nemmeno mu- 
nite di copertura. 

Le acque sorgive, — Infine, secondo i computi 
della inchiesta, si approvigionerebbe a mezzo di sor- 
genti non condottate, o di fontane, o di acqua, su- 
perficiale una popolazione complessiva di 2.515.935 
abitanti, i quali, per massima parte, rappresentano 
gli aggregali delle frazioni sparse fra i monti e sulle 
alture, se si tratta di acque sorgive, o radunate 
presso i grandi bacini lacuali dell' Italia settentrio- 
nale, sa si tratta di acque superficiali. 

I comuni che si valgono in tutto o in parte di- 
rettamente di tali acque sorgive sono 918 e tra 
questi figurano in prima linea le provincie di Co- 
senza e Catanzaro. 

1 comuni che si valgono delle predette acque 
superficiali sono 175. 

Le spese. — Durante il quinquennio dal i. gen- 
naio 1889 al 31 dicembre 1903 furono spese lire 
122.670.639.66 per migliorare e provvedere le acque, 
il che corrisponde a una quota di lire 3.78 per ogni, 
abitante nella media generale del regno. 

Le spese sostenute dai comuni con mezzi propri 
ascendono a lire 28.825.360.37, quelle sostenute dai 
comuni con mutui colla Cassa Depositi e Prestiti 
ammontano a lire 46.533.007.21, quelle sostenute 
dai comuni con mutui, con altri istituti o con privati 
ammontano a L. 23.712.825.51 e quelle sostenute con 
oblazioni private ovvero a spesa di opere pie o di 
società costruitici ammontano a L. 2.Ì.599.446.58, 

S. Agostlao ferrarese. — L' acqua potabile. — Si 
è fatto un esperimento per usufruire dell' acqua po- 
tabile della conduttura Castel franco- Ferrara. Da una 
breve apertura è uscita zampillante l'acqua della 
quale ha approfittato la popolazione che è grata agii 
interessamenti del sindaco doti. Lodi « della Giunta. 



91 - 



f- . «•ut>it>i icUvrafiito air linprt'sa tlell' iU'<|iif(lutt<> 
jCT r.).. l'uMi ili-tl' ar>(]im. I 

S Cristtea 4' Kt^nmoBtt. -~ Acqua fxiUìhile. ~ ' 

; riin.i mc'iiiiiii<-i-r:iiiiii> i lavori ptT la con- 

' - . ;•_;:■ ,ii-.iu.i |^»lal>ilc. Ci vojjliamo auKurarc 

..;-:^iltali>rì vo^Iiaiin Millcritare i lavori v 

:r-ri.. .(mti- siiliito la tanto ni-»'css:iria r ik-- 



degli Ezzclifll. — L'inauf^urazione del- 

. j. -. ^ .•;■ — I.'(.;n.-ra v veramente Kiainliusi e 
s. - "."i., iili'it.i 1 basti iliri- che un tcr/o «iella po- 
7- ,. -• ira .issiiliit.iiiietite s«-n?.a ac-t|iia e che ]ier 
:r.- -.;r-«:.i il.i\».\a pi-ri'orrere r[tiattni (-tiiloiiietri ili 
*■' " . 

;:t.^i e t.iil.i cnn tiihi Niirtmi, ron In stesso 
r - -.. .^ . ^i^uin.i ileir an|ueiluttn <Ii l'adova. imt 

- . -• I hi:]'' is>.il>ìtf iju.ilsìasi ini|-.iiiiaiiienti>. Per 

• : 1 .:■. -.11.1 e ei"iì-llente. 

; .;■.,. i!.-tt.- si tsleinle |icr otto cliìlometri fon 

■.■ntanii'e ci il lavoro fu csei;iiito ilirelia- 

Tr ■■ ''i! C'"n;iine. |«CT cui (mtenuto i-ssere ronse- 

r- ■■ -r.- tiv.iii fi-i moinir. Con (a meiicsiina spesa, 

-. i^j.r.i -iil'c .jo mila lire, ralrolata nel pro- 

-. j'.tiriiV' aver».- un nuinern «loppio <|i foii- 

-_ - ;-.» t III un.i artistica a jretto liliero nel piazzale 

'.:• -.1, »■ line rhilonietri in piti <li conduttura. 

■. •T'< e -Uto iliretto interamente i\.\\ se^r»'- 

- r -• -ìiiin.ili n-li. Si-Iiastiano Vijjnoli. il «piale 
.; ■-• ■ ■■ iixoli in'«Hlìcaziuni al progetto ilell" ìn- 
.•■_r-' /itiiTtni ili li.issiino, concorilate col nuov«i 

-_ _- --e * 1 "t" «!.il C«iimine. il nol>. Krauf^esco l*a- 

* - i '.|tì*i\ .1- 

Ì«£«lUBa . fi'iffiij fmt.ìhUf. — Il Kcrvi/io «leM.i 

-.---. ..lune ili'ir ac'pia pot.ibili- nel n«istro jiaese 
;- - -■■;■ rv'. iH.i;yi>ir minio |H>ssÌt>Ìle. 1 tilhi <li con- 
• •'!■< > .nt.mo ormai più di trcnt' anni di vita, 
^ - - ^^v-t:i a i;iiiisti ;riornalierÌ, che imjiortano 
s - ^:.!;< 'li distrilm/iiine pvr parc<^-liìc «»re e spesso 
.-r: ■ }-«■: «iorni interi. 

\ '..: t stalo di Cose... che produce inc«>nvenicnii 
i- . . .■.:-ii ! amministrazione de! cominie crede di 

- .-.-. >..n M-mplii'i pallialivi. K' un nmtìnuo ac- 
: — , r-. -il Ih riti e di fablifi, ora (kt incamerare un 
•. .. .;>i.i che -i è lorniiito un nuMto e si disperde. 

-, ■ r -sMiLiF'- una lesi«fne dei tuhì di cimduzione. 

- r : Ulti' .\. ire una ostrii/ione. Tutto cii», men- 

■- .: :-»-:. t un disjw-ndio y^ravissimo [>er le ttmin/e 

■ ■■iMTi'- -l'altra parte non vale i>er nulla a rin- 

t -•: ^'! int'-nVciiienti. ^riiUTliè do|X) pochi ^ritirni 

■ •' c.iii-»'. pii: o meno gravi, tornano atl Ìm|H;dire 

, .r-. il'-ir aC>]Ua. 

' •■■'r.\ .iMieini la intera fanii^flia iitlicialc del 

. - :re:-.r.' rict-vitor*- del renistn», agente delle 

tue:, i runzi<mari insomma, spinti aildirìl- 

•.-, •. i'...\ •*■:•-, ifitTo al sindaco un reclamo collei- 

... . f, ;..H*.in'ltt che, in caso di mancato serio prov- 

- - '•..:•• .t\reMitro scritto ai pnrpri supcri«>ri. chìe- 

<^' • ì aui>-ri/za7Ìone tlcH' abbandon«'> ìmmoiliato 

■5- : T<^id*n/a. 



K' urgente che l' amministra/ionc comunale hi 
occupi con siTieta di pro|Misjtì del problema dcll'c- 
c«>noniia dell' a«-«pia potabile. I-^ occorre un rimcili'» 
radi«-ate, occorre .sostituire alla ormai d«-<Tepitata «««n- 
tluttura, una conduttura nuova e «-.«pace di c«inl«-ncre 
le abbondanti ac«pie ilell.i Cabla. 

VeflOM- — / IttVflti ftfr l' lUijm-tiiitto pui;lìi'!ie prn- 
ffdnufl. — I lavori per l,i i-ompiI.i/ion«- «li-l progetto 
ilelinilivo ileir acipiedotto pugliese pnicrdtino ala«'r«'- 
mente. *_)tii già trovasi un.i secotula s piatirà «l'inge- 
gneri, iHT .studi. ire 1.1 tlirama/ioni- ili I-o>;nia. averulo 
già reilatlo il pro;^etto «lei (ronco principale. gjaccliO 
\'enos;i è il punto on«Ic racipie«lott(i manda una «le- 
riva/ione pir i'iij;gia. 

VcntimlKlIa. I.' animi pnlahUt-. — Con l'emis- 

sione del decreto re,de perveuut«» al (."«unirne, auto- 
rizzante 1' oc<'upa/iotu- «lei terr«'ni necessari per l'im- 
pianto della tub.itura drtrai'ipia potabile, sono tìnal- 
meiile ultimati tutti gli incombenti btiriM'ralici go- 
vernativi. 

Non restano che ad espletarsi al«-uni atti giudi- 
ziari e l'ullimazione delle pratichtr per l'appalto delle 
opere. 

Tulio ora dipende «lalla solleciiuiline dell,i can- 
celleria e dell'ufficio tecnico comunali e. liberi «>rm.ii 
dalle lun^Mggini dell' alta burocr.i/l.i. si, uno certi che 
«jue.sti due iil'tìci d. iranno una tlovella e in:i;;giore 
prova dell.'i l«>ni abnegazione. coui|>iendo in poco 
tempo ijuille pratiche che anctira riin.ingonn pi r 
veder Ko<ldisfaiIo «picslo ardente bisogno e getUT,ile 
desiderio iletla pi»po)a/Ìone. 

Tutto fa i|uinili sperare che ne! vrdgere dell'anno 
venturo anche \'ei]tiniiglia sua abbondantemente 
provvist.i «l'acqua imitabile, primo fattore di un Ik-uc 
inleso progressi) cittadino, 

Vidiciatlco. -- /.' ÌHai/j^uniziOHf litll' at •/itaiotla - 
Il i6 ag'tsto alla presenza de! ministro Kav.i, del 
senatore Righi, del sottoprefett«) X'.ilentini e di m«ilte 
altre autorità fu inaugtirato 1' ac«pieil«itlo, 

M«»lte congratulazioni ricevette l'ing. Melani au- 
tore ile! progetto e ilirettore dei lavori. 



CRONACA GIUDIZIARIA 



L' Ulnitloria per lo scoppio alla fabbrica di retiM 

r.-\ln>\'.\. -- .'sappiamo chi- coniinu,! fìstriilluria 
|M.r lo woppii» avvenuto nello scorso febbraio alli 
fabbrica di reline .^uer in vi.i S. I-'rancisco. 

\'t>rrebber«i le perizie lei-niche stabilire c!ir Io 
scoppio ilei collmlio avvenne in vicinanza di una stuia 
accesa. 

i periti metlici rilasciarono dei certificati, i «juali 
st;»bili.si-ono che alcune «Ielle ragazze dello staluli- 
meiito rimarranno detur|«ite jH-rmanentcmente. 

.Si dice che le operaie si costituiranno parte 
civile. 



— 92 — 



La sentenza arbitrale tra il Municipio 
e la SodetÀ lavorazione carboni fossili 

SAVONA — Venne finalmente pronunziata la sen- 
tenza arbitrale sulla questione insorta tra il nostro 
municipio e la Società per la lavorazione dei carboni 
fossili circa gli arenili occupati dalla ditta F.lli Mi- 
gliardi, ed a proposito di certi sottopassaggi chiesti 
dalla stessa Società attraverso alla rampa di accesso 

al ponte C. Colombo. 

Il collegio degli arbitri, composto dall' avv. P. 

Murialdo per il Comune dì Savona, dall' avv. R. 
Ricci per la Società dei carboni, e dall'ingegnere 
comm. Inglese per terzo arbitro, risolse la questione 
colla massima equità, e colla miglior soddisfazione 
delle parti, ponendo in tal guisa fine ad una tanto 
incresciosa vertenza minacciante inceppare 1' esecu- 
zione di un' opera che interessa assai la cittadinanza 
savonese. 

La questione del dazio sul gaz 

TORINO — La legge sul dazio del gas stabili- 
sce che i Municipi non possano nella tassazione su- 
perare il 20 0|O sul valore del combustibile. 

La questione dibattutasi in Tribunale fra la So- 
cietà Consumatori e la città dì Torino si imperniava 
su questo punto : il valore del gaz deve commisurarsi 
sul suo prezzo mercantile oppure devo aggiungersi 
a questo altresì la tassa governativa? 

La questione ha importanza perchè se non fosse 
computata questa tassa il Municipio non potrebbe 
imporre la tassa di tre centesimi al metro cubo, ma 
soltanto di due centesimi. 

E quando le Società produttrici del gas fossero 
tenute a pagare un centesimo di meno al metro cubo 
i consumatori ne ricaverebbero uguale utile, anzi 
sarebbe ad essi rimborsata quella parte in più che 
avrebbero pagato ingiustamente. 

Questa la sostanza della causa di cui abbiamo 
fatto cenno quando fu discussa in Tribunale, il quale 
ha testé pronunciato sentenza che è contraria alla 
tesi della Società Consumatori (tesi confortata da 
un parere del prof. Loria della nostra Università) di- 
chiarandosi cioè che nel valore del gaz deve impu- 
tarsi la tassa governativa. 

Sappiamo che la Società Consumatori ricorrerà 
in appello da questa sentenza. 

Sentenza arbitrale 

CIVITAVECCHIA — Diamo qualche esatto 
ragguaglio, circa la sentenza arbitrale, testé pubbli- 
cata, nella contesa tra il Comune ed i signori DÌ 
Cola e Di Gennaro, appaltatori per la costruzione 

del nuovo acquedotto. 

Concessione all'impresa di lire 12.50 per me, 
in più, sullo stabilito per la muratura della galleria 
di «Femmina morta»; e lire 2.50 a metro cubo 
per sgombrarvi ÌI materiale esistente. 

Piccolo aumento sulla mercede degli operai per 

ì lavori, concessi in economìa. 

Sospensione dei danni circa la mancanza dei tubi ; 

tale questione sarà rimessa al collaudo dei lavori. 
Respinti ì danni sulla qualità delle materie sca- 
vate nella galleria. 



Respinti i danni a favore degli appaltatori per 
le infiltrazioni del serbatoio. 

Spese dell'arbitraggio a carico delle partì, cia- 
scuno per una metà. 

Non sì può fare un conto esatto, nel momento,- 
della indennità spettante ai Di Cola e Dì Gennaro, 
perchè occorre la cubazione, o misura dei lavori. 

Al Comune non è stata comunicata ancora la 
sentenza, che gli arbìtri hanno depositato nella can- 
celleria della pretura del IL Mandamento in Roma. 

Sono state richieste le copie. Ma il delìberato- 
degli arbitri verrà esaminato dal consulente legale 
del Comune, che stabilirà il da farsi. 
Dopo lo scoppio del gaz 

NOVI LIGURE — In seguito allo scoppio del 
gaz che determinò la rovina della casa colla conse- 
guente morte del Bosìa, impiegato ferroviario, su- 
querela della famiglia s' istituì un procedimento pe- 
nale contro due operai dell' officina del gaz per omi- 
cìdio colposo e contro l'ìng. Sartìrana quale civil- 
mente responsabile. 

L' istruttoria fu condotta con diligenza ed atti- 
vità dal giudice istruttore e dal procuratore del Re- 
e riuscì a stabilire la responsabilità dei tre preve- 
nuti, cosicché tutti furono rinviati al giudizio del 
Tribunale. 

Il dibattimento destava molto interesse in 
questa città perchè gravissimo era stato l'allarme 
dato fra gli utenti del gaz dallo spaventevole scoppio, 
e perchè questa popolazione è unanime nel compian- 
gere la morte del povero Bosìa e nel ritenere che 
il fatto sia dovuto a deplorevole incuria del personale- 
deli' officina. 

La famiglia del Bosìa si é costituita parte civile. 

Il IO agosto ebbe luogo il dibattimento che si 
chiuse con una sentenza dì non luogo a procedere 
e colla assolutoria della ditta Sartìrana e dei suoi 
operai. 

La causa del gaz di Sassari 

SASSARI. — Alla Corte di Appello di Cagliari. 
fu discussa la causa intentata dal comune di Sassari 
contro i fratelli Costa per annullamento dell'appalto- 
del gaz, per pretesa cessione clandestina. Il comune, 
era difeso dall'avv. Pozzi ; ì fratelli Costa dall'avvo- 
cato Mauraleonì dì Sassari e dal prof. Coglìolo di. 
Genova. La Corte ha respìnto la domanda del co- 
mune ed assolto i fratelli Costa. 



Assemblee e costituzioni di Società 

Schio. — Banca Scledense. — A Schio con atto- 
dei notaro Pozza si è sciolta la nuova Banca Scie- 
dense G. Saccardo e C, Società in accomandita, e, 
sorta dall' accordo fra i soci di èssa, i signori fra- 
telti Rossi e la Banca Popolare, di Vicenza, "si è co- 
stituita la nuova Banca Scledense, Società Anonima,, 
col capitale dì 500.000 lire, aumentabile tosto fino 
ad un milione. 

Compongono l'amministrazione ì signori cav. Giu- 
seppe Saccardo, presidente — <- ed i consiglieri conte. 



- 93 — 




Gvfdo Ptnven«, G. B. Purtn. «v. Alnwin- 
c )'»■¥ cnv. Aristide Emilinnì. quoti 
Arnioni di unmìntstnUore deleicalo. 

effenivj t Minori AnK^to Carrmni, 
IjMier e AoRUino Verone» — e mp- 
: i lÈffluti ttw. Vinceniu fontana e Gtuaeppc 



Tartasw — Tra i «iirnori Cays di Picrlas ojnir 
f*Mttav4cÌRf Biorrhciic Atcramu, l'cnm) duttor 
Zarobrlli eav. Andrea, Ccnrc Sonino, 
Ljùuk>, ine- CcTwrc Msrtin-Mnntu, in- 
pj^BRT AovwUi l^ulo, doli. Mario CavalchinJ ed 
«wA A Aiolà Ca\-alciiini vmnc rlsolu. « partire dal 
«S «OBKw> fiMK]Ci"> I* aocictii corrente «otto la ra- 
^■e dati- C Serrino e C. okstitultn il t frcnnaio 
9^0% per bi iH34ilk-TÌii del aiiranie e prcpamzlono di 
ynrfottì dùmici, nomtnnndcmi a liquidatore 1' Inge- 
^■r Ai^KWMo Ijuoln con tutti i (totcri di 1c|[ve. 

^ Venne depcnitata il 3 (riufruu 1906 al notaio 
FtiA fìn.i Caixa una «c-rìttuni pri\*au fatta a l'arìgi 
i IO tmatoC»'* 'V^ mll.! qiialc ni rnstituk KitcìrtÀ fra 
Plooquc Jean e Munchirourl Chailea, avente 
Toriau e |>cf »kk*^^'<> '" sfruttamenti > in lia- 
Aft «in pvixkrttì della OtmixiKnia ptr 1' « Hclaìrngc 
4m vfllcB et la {■bbricntion ttcs complrurs et appa- 
• dì Parigi e la falil>ricnztnnc, se (tccorrc. 
prodoai in conformità dei brevetti e dei 
di taJe cooipagnla, della quale hanno otte- 
«■B D cnmrafci. La aodetà è in nome collettivo 
per il ■iannf J«an Pkxrqur, ircrentc, avente solo la 
fer^M kcìaIc, ed in atxonundita per il Ri|nK>r Mun- 
1« cui r^r^iHinsahilitA sarà [ter rnniteinirnza 
■1 sm> ojnfcri mento alU società. Il «t^nor 
PlnctiiK può dcletture. m>iio la sua re«|>un!mbi- 
ì vuoi poteri od una piutc di questi quale 
ad un terso, nonrliò il diritto dì fimmrc per 
mediante procura speciale o Kt-neralr. I^ 
dHli aocieià r la Kua firma sono : 
pouf r écUÌni}c« àe» vilics, de Parts - 
m riocque et C, accnts ptjur 1' Italie ». il cat»- 
B — -^-^^ * dì L. 100.000. 

VcBBriB. — Con vcrtxile 36 Maggio 1906 depo* 
I te Atti De Temi s8 qui reiciittnito il 30 al nu- 
Et« j§i6 con !.. 7.30 iTnne dalti SocietA Imprese 
PiabbHcfcr e Private Illumtnaiioni a ì'éqx .\rcidrnr 
I aflku. vedente tn Veneiia, autorizxato il solo g^ 
l$0 MV- CìuTip** Silvio Coen a condurre pru\*vi- 
r Axienda. aalvo u riconvocare I' Aasem- 
tmun dt»e laeai per le definitive deliberasioni. 




BlBliIOGHflFIA 

IhM» — // ^n jenuJf errorr ictenlifico éti 
Mwmè» X/X ■ {{jL »uppo*u indì>iruttibiUtÀ della 
frana) -~ Milano • Paolo Carrara Editore 1906 
— Preaan L. 1.50. 



Lt*T. — /.' étieiroft m f fmcmmdesetnfe par k 



gas US apptìtatioms à t ftlmirag* dts l 'ilUs d$t 

Chtmtmt de /er et Het i'^tr^ — 117 f)([um ilan* 
le textc ' ^ — hiria — Pu- 

lilicationi S> . tfvmirpm — 45 

Kue de Chattrui. 

Ecco un Hl»ro veramente utile *u prt i' -.ffirif» 
a ipia che (»rr gli a ptwreerh latori : in i*.i>n ir i«t 
quelli rhe trattano in Kfamle la vendita delle retine. 
.Scritto In modo facile r piano, in jpitaa da rirsrìre 
ÌntellÌKÌbilc a chiunque, <■ deniui di dati proiii-l e tU 
confronti, che data la ridk*ma mania di far rmer- 
gcrc avun(|ue la cond/rrrnxa, >cr^'iri a c^dmare più 
di qualrhc iMillentc s|>lr1to. Richiamo l'atteniiune (n 
ispecie villo studio della Teoria lulf tMraMdfSfrmsa, 
e au tutte le istruzioni praticate, vcnunenie pratiche. 
che da per far allottare la retina, e M-rvinene di 
questa. 

Intefcamnii le tavole alleicatc miI consumo, cotto 
e durata delle retine. Ai Direttori poi di ufficine s 
pu riesce utile anche |Krr le t»truxioni riguanlantt 
r Ulto della retina neirilluminaftime puhhltcn C 

Doti. Haaa Hcyer. - Onida pra/na aita ritrrca tfttOM- 
tilatn-ii dei Complessi .■4fomitt eiistenti neUf wo- 
UcoU dei corpi organici. — Tr.idtixi.iur drl dot- 
tur I.uìkì Maacnrelli. 

1^1 mitilìorr hiblioKrnfìn dì quc«t' nix-ra i Ui pre* 
Eaztonc del prof, Uiitcomo Cianiicìon che ri|>ortinmo: 

L*anulÌ!u urynnica. limitata olla semplice deter- 
minationc dcfcli elementi, t già da tempo dlvennUi 
insufficiente e molto hfteaao apparisce neccsHario dt 
determinare quanti tntivamen te quei complewi ntoniid 
che servono a ca rat ieri zrare Ì coropoati di carbonio. 
In questi ultimi anni, sono «tati perù elaborati in 
proposito diversi metftdl assai appropriati ed eleganti 
ed II prof. Hans Mc>-er di lYiitCa. che cnlk pn^prìe 
ricerche ha cnnlribuiti) efrìcicemente alUt sviluppo di 
questa parte deil' Ululisi orKaiUca, d ha dato anche 
una prcKcvotc ^uida, che riasaume quanto b stato 
fmora com^etcuiio in qucHio rampo di ricerche. Il 
testo del Me>-er ha incontrato il favore dei chimici. 
perche oltre a due edizioni tedesche, ne eltbe anche 
due infcle^. 

lo ho credulo [*eró che la conoscenza pratica di 
questi mctcKli analitici ponesse riuscire utile anche al 
mnttri studenti ili chimica ed ho accolto con fa\'ore 
la proposta dell' Autore di farne una traduzione ita* 
liana. Il iloti. \.\x\^\ Muscardli, che in argomento 
possedeva già imu laripi es|>crienxn. ha accetuto l'in- 
carioo delta preaente \-er»tone e l'ha fatta con molta 
•ccaratccza. 

lo non dubito perctA che il nuovo lesto troverà lieta 
accofclienza m-lle n'*slrr n:uole pratiche di chtmjai e 
potrà riuscire utile tinche ttvli Imltuiriiti 

VooabeUrie Taonloo Stastrato 

nelle sei lingue: Italiana. Francese, Tedcscm, ln||le«e, 
Spatcnola. Russa, sirtema Deinhardi-SchiomaBn, di* 
vite in volumi per o);ni Bininolo ramri della tecnica 
fndtMriale, compilato da IiTKnmcn specialisti dei 
\-ari paesi con la collabnratìn&e di numerooi stabili- 
menti industriali. 



I-a Société Anon^ine des Allumeurs-extinc- 
teurs automatiques a Zurigo (Svizzera) « Ap- 
parecchio elettrico per l'accensione e lo spe- 
gnimento automalico del gaz » rilasciato il rg 
giugno 1906 prolungamento della privativa 
200 167. 



NECROLOGIO 

Le soddisfazioni che si raccolgono nel 
campo di questi nostri studi a che valgono 
se ci vengano a mancare i più cari, fedeli 
amici ? Quegli amici cui ricorre fiducioso 
Tanirno nei momenti tristi? 

Chi non conosce, specialmente in Pie- 
monte, la famìglia De Hartolomeis ? 

Quella famiglia cosi buona, cosi, dirò 
quasi, patriarcale, nei cui seno si trova la 
più cordiale ospitalità : cui si ricorre volen- 
tieri per trovare conforco e consiglio nella 
lotta diurna? É una di quelle famiglie che il 
dolore dovrebbe risparmiare. Ma purtroppo 
il triste fato grava anche su essa fa sua pe- 
sante mano ! 

Non aveva che appena oltrapassato il qua- 
rantesimo anno, aveva appena appena avuta 
la cara soddisfazione di vedere i suoi figli 
Romolo e Renio laureati, e micidiale morbo 
in breve tempo toglieva all'affetto della fa- 
miglia, e degli amici, il 




figlio e fratello di gazisti, che. appena compiuti 
gli studi dell' Istituto teenico di Asti, si era 
arruolato nell'esercito — correva Tanno 1870 
— e ne usciva in breve col grado di uffi- 
ciale, per applicare la propria attività ed in- 
telligenza alt industria del gaz. Coadiuvato 
dai fratelli cav. Giuseppe e rag, Vittorio ini- 
ziò subito la costruzione della officina a gaz 
d'Alba: quindi amministrò anche l'onicina di 
Brà, mentre si costruivano quelle di Racco- 
nigi e Chieri. 



Appassionato cultore e studioso dell* in- 
dustria gaziera fu tra i primi a propugnare 
anche per le piccole oflicine, l'uso dei forni 
a ricuperazione e fu un forte propagandista 
del sistema Kloniir, del quale, anzi, per mol- 
tissimi anni fu il &3I0 rappresentante in Italia. 

Appena compariva nel campo industriale 
gazistico qualche novità, egli dotato come era 
di una genialità non comune, se ne occupava 
subito: fd era ricercato il suo parere dagli 
amici, che ben spesso, a tal uopo, ricorrevano 
a lui. 

Degli affari ebbe una chiara intuizione^ 
era a.ssiduo nel lavoro, e lasciò ai suoi figli, 
un chiaro esempio di rettitudine e di abne- 
gazione ! 

Alla vedova sconsolata sia dì conforto il 
pensiero che i suoi figli Romolo e Remo, se- 
guendo l'esempio del caro defunto faranno 
del loro meglio, affine Le venga mitigato un 
tanto dolorel 

Ai parenti tutti, ma in ispecie al buono 
e caro Vittorio, giunga gradito il pensiero 
affettuoso che a Lui rivolge in questo mo- 
mento, l'amico V. C. 



CITTÀ DI CAGLIARI 

É aperto un concorso per titoli ad un. 
posto di ingegnere di II. classe nell'ufficia 
tecnico Municipale con lo stipendio annuo di 
L. 2500 aumentabile a decimi sessennali, sino- 
allo stipendio della categoria superiore. 

Documenti generali solili e diploma di 
ingegnere civile o industriale. 

Età massima anni trenta. 

Termine utile per la presentazione della 
domanda 30 settembre con*, anno. 

Nomina per un biennio in via di esperi- 
menti! salvi» riconferma. 

Premozioni e condizioni di servizio se- 
condo l'organico apposito, visibile nella Se- 
greteria comunale. 



Jt Disponibili mille quintali ca- 
trame di officina gaz. - Per offerte 
rwoìgersi al!' Ammimstrazione della Rivista. 



Demiiv Pietro, gerente responsabile 



Istituto Vkseto di Arti Grafichi^ - Venezia 



I' Ottobre 1906 



Anno V - N. 51 



TeueroNo 826 



IL GAZ 



Telzpono 820 



«WTA -reCNfCA MENSILE ILLUSTRATA DELL'INDUSTRIA DEL GAZ, DELL' PLnTRiaTÀ. DCOtI 
«OIUEDOm C DELLA MUMCIPALlZZAZlONe IN ITALIA KRiiK«KKKmiimmiiiim«KK 

^^^=: eDiTORE-DiRPTTORE Cap. VITTORIO CALZAVARA =^^==: 



IL XXXV' CONGRESSO 

DEI GAZISTI ITALIAMI IM MILAhO 

1«-I2 Sdteitibre 19M 

Coa quella puntualità, che t inanità nelle 
persone abituati- .1] lavoro, alle ore quattro 
pMB. del IO srttrmbrc, come er;i staliìlitn ncl- 
ronliiìe del ^r^rno, nel Salone del Pulvinare 
»"' ^'— ia (Recinto lììipuìiizionci si riunivano 
^ ■ nti al Congresso, per la discussione, 

au n^uurdi amministrativi, della Società delle 
Qamfervnic fra i G'^/isti d'Italia. 

I prcAcnti erano in numero di cinquanta- 

Vane turono le giustificazioni mandate da 
che per ragioni di servizio, non 
inlervenire : ma con vero dispiacere 

scotica da tutu IVssciua del cav. ufT. Enrico 
Sotfpuio, direttore dcirOllicma Comunale dì 
Tnrslr, perche colpito da gravissimo lutto 
éametìico Uh 

Venne dapurima approvato il Processo 
fmrhmif fiélitt .*ftiutii dell'anno scorso : e quindi 
r [n^i-.rabile segretario, sig. l.aeng, lesse 
.imcnle lutti» il Rfsocouta ftuauziario. 
Ole lu n ' rnente approvato, ma lodato 

per la 1 e regolarità. 

Al Cjiitere7»M> di quest' anno erano stati 
iTiv I tri ;4nche i Ga/isti esteri di passaggio 
wi e specialmente i Congressisti Sviz- 
itr: , • ne avevano avuto la loro riunione a 
Lugano ti 9 e IO settembre: e naturalmente 
a<{o entrare una spesa, alquanto forte, 

per : - 11 con 1 dovuti onori: a tale scopo, 

dupo breve discussione, venne deci:»o di pre- 
^^r ' ' ' -ndo speciale per i Concorsi lire 
dnerr in* T ingegnere I.acombc, a nome 

4db , dichiarò che avrebbe 

«rW- /a, 

' n caldo applauso accoglie la gentile offerta 

( ' &i venne all' insediamento 

ni di ufficio mi obhlìfraroan a crìtlc*r<r 
rnrc uti.i K(rl.i/i--n-.- «lei <iitf. ScisftMo, cii> non 
cte io Mri)> r iliiir I ,1 uiiui diqoiuin. *|uclk> 
Ariorv, cltc 1 ' litui i MI»! amici nel- 

DOw ■ - ^uiu colpito in ima dei 

e cari adcUi . U pcnlila di una fì|Ella die 
E<tt Idotetnva. 

Vo^tta, accntw le mie cnnilogllanxe, eh« aiiDo 
fltvwo flraCBce e acntitc. V. C 



de! presidente annuo, sig. Francesco tng. La- 
combe direttfire generale per 1* Italia ddk 
Union des Gaz. 

Con elegante frase, il sig. I.acombe rin- 
^ra/.ia i presenti dell'onore fattogli di essere 
intervenuti in numero cosi rìlc\'an(e : elogia 
l'operato del sig. Laeng.che tanto curòaffineh* 
il Congresso avesse a riescire. Porta d saluto 
della sua Compagnia ed t dispiacente dover 
comunicare come, causa una malattia, che lo 
obbliga a letto, il sig. aw. Della Porta, prò 
Sindaco di Milano, che ave\*a ufficialmente 
promesso il suo intervento al Congresso, non 
possa intervenire. 

Si pn^cede quindi alla votazione per aeert- 
ta/ione di nuovi »oci alla Società delle Con- 
ferenze dei Gazìsii d'Italia, ed all' unanimità 
ne vennero ammessi, senza discussione dieci- 
nove (Allegat<» IPl. 

Si aceettarom» le dimissioni di sei «oeì 
(Allegato Ith>. 

U sig. I*residentc annuo ricorda con affcl- 
ttiose parole i soci defunti |Allrg. IV"I dei 
quali il Segretario legge i cenni r- ' -Ì. 

Il cav. Berla, direttore della «Co; ..ri 

Gaz di Tonno •, commosso per le espressioni 
gentili del sig. l.aeng, lo ringrazia tn ispecie, 
per ouanto disse del compianto kuo fratello 
mg. Luigi Bcria. 

Si prmrdc alla nomina della Commusione 
di assegnamento dei premi agli operai : e 
que<ita venne composta dei signon : mg. comm. 
Leonida Spreafico. direttore della S4>cietà Ita* 
liana del Gaz dt Torino; ing. A. Pacchioni, 
gerente delhi (filicina di Porta del Popolo di 
Roma, ed ing. Michelangelo Bohm direttore 
della Officina Gaz di S- Celso (Milanuj. 

Sul Proi^ftto dì f*g^ P^f rifoso ftstivOt 
non venne presentata alcuna rriazii>ne oltre 
quella mandata al Governo fAlleg. V*). L'ing. 
Coze ricorda, come ora m Francia, «a in at- 
tività, dal t. del mese questa Legge: e che 
l'industria del Gaz aveva presentalo un Me- 
monale in proposito al Ministero ; che il gt> 
verno non aveva voluto, con tutto ciò, ttaodi- 
ficare la Legge» per cui fra breve sarà tenuta 
a Parigi, una importante assemblea, di tutti i 
ga/isti francesi, per decidere in merito- 

Sul Progfttù ai Ug^ fnt contratto di tttvmro^ 
il sig. comm. Spreafico e l'ing. Pacchioni pre- 
sentano due memorie in merito. Il sig. Pre- 
sidente crede, anche per deficienza di tempo. 



-98- 



che i due proponenti si mettano d'accordo 
per concretare una sola proposta. II che viene 
accettato. 

Sul Progetto di legge stilla Riverificaziotie 
periodica dei misuratori, il sig. Laeng, lesse 
la Petizione dell'Associazione dei gazisti d'I- 
talia (Allegato VP) alla Presidenza della Ca- 
mera dei Deputati. Il sig. Presidente fa un 
elogio e ringraziamento alla Commissione, 
per il lavoro fatto. Egli esprime la perso- 
nale sua opinione, che tale legge non verrà 
votata dal Parlamento Italiano, appunto per 
le grandi considerazioni svolte nella Petizione. 

Sull'assegnamento premi del concorso igo6 
viene accolta la proposta del sig. Presidente 
di leggere e discutere la relazione nella seduta 
antimeridiana dell' ii e. m. 

Per il Concorso del igoj venne nominata 
la Commissione nelle persone del Presidente 
annuo, del segretario sig. Laeng, e dell' ing. 
Chavannes direttore della Compagnia Napo- 
letana del Gaz. 

Alle 7 viene levata la seduta. 



Alle nove precise del giorno susseguente 
(martedì ii) nel Salone della Previdenza (Re- 
cinto dell' Esposizione) si riunivano gli ade- 
renti al Congresso : e guidati dall'ine. Weiss 
direttore della Oflicina Comunale del Gaz di 
Zurigo, intervennero pure molti Congressisti 
gazisti Svizzeri, ai quali si erano aggiunti 
alcuni di Germania accolti da un caloroso 
battimani. 

Ma fra gli intervenuti abbiamo avuto l'o- 
nore di contar anche il sig. ing. A. Coze 
il Presidente della Societé Technique de 
r Industrie du Gaz en France, col simpatico 
segretario gerente ing. G. Payet, il signor 
ing. Enrico Lacaze, direttore generale della 
Compagnia Anonima Continentale già J. Brunt 
& C. ; il sig. G. Chamon, direttore generale 
della Compagnie pour la fabrication des comp- 
teurs et matérial d' usine à gaz, il Deux ex 
tnachina delle più grandi imprese industriali 
di gaz in Francia ed in Italia, una delle più forti 
competenze gazistiche del giorno ; il signor 
P. F3olsius di s' Hertogenbosch (Olanda) diret- 
tore di officine a gaz, redattore-capo del- 
l' Het Gas ; il sig. R. Freeman redattore del 
Journal of Gas Lighting ; l' ing. Geyer di 
Augsburg, nonché vari altri. 

Al tavolo presidenziale prendono il posto 
di onore, dietro invito del presidente annuo, 
i signori : Coze e Weiss, nonché il presidente 
perpetuo sig. Bonn, direttore dell' Officina a 
gaz di Verona, ed il segretario sig. Laeng. 

Il sig. Lacombe apre la seduta con un 
elevato discorso, col quale ha campo di far 
conoscere la sua non comune coltura sulla 
nostra industria. Ringrazia i Congressisti 
esteri intervenuti, e con facile ed elegante 
parola presenta ed elogia i suoi collcghi di 
presidenza sigg. Coze e Weiss. 

Rispondono con pari brio l' ing. Coze e 



ring. Weiss ringraziando pel cortese invito, 
e portando i saluti dei gazisti della Francia 
e Svizzera. 

E comincia il faticoso lavoro del segretario 
sig. Laeng, col leggere la Relazione deUa Com- 
missione per i premi agli operai, che viene 
air unanimità approvata. Vennero conferiti 5 
premi da L. 100 e io da L. 50 cadauno agU 
operai (Alleg. VIP), tenuto conto per tutti del- 
l' anzianità, età e loro capacità. 

Concorso straordinario intemazionale : in- 
detto r anno scorso sui seguenti temi : 

1. Cenno sullo stato attuale della que- 
stione dei forni relativamente alla preferenza 
da darsi sia in linea tecnica, che in linea econo- 
mica, ai sistemi con : a) storte ordinane oriz- 
zontali ; b) storte inclinate ; e) storte verticali, 
tenendo pure conto delle condizioni diverse 
in cui si trovano le officine grandi, piccole, 
medie. 

2. Cenni sulla convenienza economica 
di rivivificare la materia depurante satura in 
situ, per mezzo di ossigeno aspirato negli 
apparecchi di fabbricazione : sul punto da 
preferirsi per tale aspirazione, e sul suo ef- 
fetto sulla qualità del gaz. II tutto illustrato 
da ampi esperimenti pratici eseguiti. 

3. Studio generale dei fenomeni elettro- 
littici sulle condutture metalliche sotterranee, 
prodotti da correnti vagabonde o da fenomeni 
d' induzione in dipendenza di grandi impianti 
elettrici. Mezzi per rimediarvi o ridurli. 

4. Quantunque si richiami specialmente 
r attenzione dei concorrenti sui tre quesiti 
che precedono, tuttavia uno qualunque dei 
premi, potrà essere, a giudizio della Com- 
missione, accordato all'autore di una memoria 
interessante un punto qualsiasi dell'industria 
del gaz. Le comunicazioni di natura princi- 
palmente commerciale non verranno prese in 
considerazione. 

I premi da assegnarsi erano: 
Medaglia d'oro e lire 1000. 
Medaglia d'argento e lire 750 
Medaglia di bronzo e lire 500. 
Il sig. Lacombe è dolente dover constatare, 
come essendovi fra i tecnici italiani di appas- 
sionati cultori nella nostra industria, non vi 
sia stato alcuno, che abbia voluto concorrere 
a tale gara, prega il sig. Laeng di leggere la 
Relazione della Commissione. (Allegato Vili*). 
Tre furono le memorie presentate sotto 
i motti : 

1. u Nella speranza di riuscita ». 

2. « Juvenis Britt ». 

3. « E pur si muove ». 

Il primo svolse il primo tema, sullo stato 
attuale della questione dei forni ; il secondo 
trattò il tema : Suggerimenti intorno alla 
estrazione del catrame dal gaz impuro ; alla 
condensazione di detto gaz e alla sua lava- 
tura, o Scrubbing; il terzo svolse il tema: 
« L' elettrolisi delle condotture metalliche pro- 
dotta dalle correnti vagabonde, provenienti 
dalle reti elettriche. 

Apertasi la discussione, il sig. Michelangelo 



— 99 - 



. Bofcia in «eguiio ad invito del Presidente, 
wnmt il suo parere suilt- Memorie prcsen- 
> CoQCorso. 

•j* accordo colla Commi^one nel ritc- 

T che il valtirc ralarivo delle * Memorie • 

duxi «un'ordine con cui esse vennero 

le, e che cioè la prima « Memoria • 

^dr^ pTu dell.i -e questa più della tcr/a. 

In mrnto -^ uà « Memorìa " osserva 

\< cifre csp<rttc nel loro valure assoluto 

sot«i interesse lucale ; ma anche tc- 

cooto dei Inro valore rcLitivo. in ri- 

fpvdo al eosto delta disiilla/.iont- di una ton- 

wtÈUÈM di fossile, coi diversi sistemi di fttrni, 

car non ponono dare un criterio per la 

«efaa di t!" '""' di forni perchè nella pratica 

(■crcchi < -ti di diverso ordine influii 

■■■B sai cu^io ucl lavoro che viene esr^iito 

■iflr sslc forni. Dichiara però che t' autore 

mtrOM k>dc per aver fatto uno studio molco 

A^j^TiafÉ^ d^Ua materia. 

nda * Memoria • dice che è 
iiucrc-^ante. Non può accettare le pre- 
Hrir autore imjuanloche in argomento 
d ime quello della condensazione 

- .:l- del gaz non si può nulla pre- 
vedere, ma occorre accertare i fatti con accu- 

I m Memoria » non vi è nulla di 

<r -suH'arKomcnto delle correnti vaga- 

•wiino stati fatti studi e pubblicazioni 

I, specialmente in Germania, dove 

t- ai occupa da molto tempo 
: questione. Rileva che nel 
ut'- VI sono parecchie ìnesat- 
. a suo giudizio, la Memoria non 
«rebbe meritevole di premio. 

' " j Giovanni Boella, ispettore tecnico 
- i-U Italiana del Gaz di Torino, os- 
ila prima memoria «i Nella 
la • che l'autore dimenticò 
■'rare la riserva di impianti neccs- 
w f?"ir e non tenne conto della 

^ >rni, in confronto della poten- 

k.^ I.' ^-ionda memoria «Juvenis 

Bna * crede che il tema sìa della massima 
«iportaiua perche pone la scienza {nazistica 
«a di una via nuova e razionale. Osserva 
pcr^ come la Questione della con' >ne 

ff l fìimgn debost seguire una > . > *ne 

aaaoale. e come questa si debba ottenere 
gaa nrtodi e procedimenti probabilmente 
tnnì diversi dagli attuah. e che si scopriranno 
^■iB«i rta dallo studio della massima 

■rodu. della sua aggregazione moleco* 

are. Nota che l' idea della condensazione fra- 
nooat^ .Tiiìir. emerge dalla memoria prcsen- 
ata • che potrù risolvere bene i pn> 

cciu depurazione del gaz e del ricupero 
dei sottoprodotti. Conviene clic i 
éi^iovtivi propiisti dall'autore non danno tutti 
baoA aHidamenta di pratica riescita e si augura 
she questo tema non venga abbandonato, ma 
■ conservi all' ordine del giorno fra i gazisti 



Apprezza e condivide l' opinione espressa 
precpumtemente dall'ine. Bohm in mento alla 
seconda memoria pubblicata, e cioè che al 
giorno d' oggi, senza far delle espcrienxe» 
non si pi»ssa affermare che le previsioni del- 
r autore siano acccttabih scnz' altro. 

Non avendo alcun altro domandata la pa- 
rola, il signor presidente Lacombe apre la 
discussi(me in merito ai premi da conferire. 

Il sig. ing. Bonino e d'opinione che nes- 
suna delle tre memorie sia degna di premio. 

Gh ing. Neef. Camuzzi e Pacchioni sono 
di opinione di re il terzo premio e 

L. 500 alla meni< iita col motto: • Nella 

speranza di riuscita •. 

Dopo breve discussione e fatta la prova 
e controprova, viene accettata tale pru|josta. 

Aperta la scheda si trovò che estensori 
della memoria sono 1 signori Woutcr Cool 
(ingegnere dell* Uflicio Tecnico Comunale di 
Rotterdam) e P. H. llcndriks (ingegnere del 
gaz ed elettricità dell'oflìcina comunale di Kot- 
terdam. 

I.' ing. Rebuffrl è d' opinione che i due 
premi non as.scgnati, vengano stabiliti per il 
concorso dell'anno venturo : ma che tale con- 
corso sia solo nazionale. 

Si oppongono vari oratori a tale proposta, 
e si staoiliscc che rimangano pure per un 
concorso dell'anno venturo, ma che tale con- 
corso sia, come quello di qucst' anno, inter- 
nazionale, e distinto dall' altro, ordinario fra 
i Soci. 

Il cav. Berla che aveva già fatto distribuire 
un elegante opuscolo isulla ^s/isst'a da gas 
ilitumnanit^ (della qualu abbiamo avuto il gen- 
tile consenso di pubblicarla nella nostra Ri- 
vista) legge una sua memoria sulla interpreta- 
zione dat» dalle autoritik competenti in mento 
al costo del gaz e sulla relativa applicazione 
del dazio consumo (Allegalo IX"!. 

II. sig. ing, Lacombe nel ringraziare il cav. 
Beria della importante comunicazione, trova 
modo di ricordare in proposito ai Congres- 
sisti come dovrebbero tutti, nello Assemblee 
annuali, portare a conoscenza della S(H:ieta 
le questioni che involgono le varie officine, 
perchè esse interessano a tutti. 

Il cav. Ercole Zuccoli, direttore dell'ofTicina 
a gax di Cremona, presenta una sua memoria 
colla quale invita l'.AssrH-iazionc del G.tzisti 
Italiani a farsi iniziatrice di una sua proposta 
da presentare alla Commissione reale per la 
municipalizzazione dei pubblici servizi. 

l.a proposta formulata dal cav. Zuccoli 
(Allegato X ) sarebbe che 1 Comuni clic mu- 
nicipali/,zami le oflicine siano obbligati a tenere 
in servizio ti personale dipendente, e che 
venga, sulla pensione, computato il servizio 
prestato sotto le Società esercenti le officine. 

Dopo breve discu.ssione, lenendo presente 
che la Associazione si sente in dovere di 
prestare 1' opera sua anche per questa que- 
stione, SI rimette la proposta alla Commissione 
anteriormente nomin.iia. completandola collo 
stesso Zuccoli. Commissione rh<- rimu»c il 

41 



— lOO — 



giorno susseguente la sua Relazione (Alle- 
gato XI"). 

Vengono proposti due nuovi soci, signori 
Cremonesi direttore dell' Officina di Parma 
ed ing. Lebam, direttore officina gaz, elettricità 
ed acquedotto di Pola. Alla unanimità vennero 
accettati. 

L'ing. Lacombe ha creduto opportuno di 
far estendere una breve relazione su quanto 
riflette la nostra industria e che venne presen- 
tato all'Esposizione di Milano. Prega il segre- 
tario Laeng di leggerla (Allegato XII"). 

È vivamente applaudita. 

Il sig. Lacaze legge una sua memoria 
(Allegato XIII") sulle macchine caricanti De 
Brouwer. Pur questa è ascoltata con atten- 
zione. 

Non essendosi presentate altre comunica- 
zioni, il signor presidente Lacombe dichiara 
chiuso il Congresso, invitando l'assemblea di 
accordarsi per la scelta della città, pel nuovo 
Congresso. 

Air unanimità viene proposta la città di 
Bologna. 

Il sig. ing. Rebuff"el, direttore dell|Offìcina 
Comunale di Bologna, ringrazia 1' assemblea 
dell'onore che vien fatto alla città di Bologna, 
di riunire i gazisti italiani ed esteri a Bolo- 
gna. Crede però suo dovere avvertire, sino 
d'ora, come trattandosi di Officina Comunale, 
egli non possa prendere qualsiasi impegno, 
in merito a ricevimenti, se prima non abbia 
ottenuto l'assenso dell'on. Sindaco di Bologna. 
Svolge questo suo concetto, per spiegare come 
i Congressisti siano abituati a ricevimenti son- 
tuosi, dei quali se ne' ha novella prova, que- 
st'anno, dalla Union des Gaz. 

Sa per pratica quanto i Bolognesi siano 
gentili, e cortesi, e ritiene quindi che anche 
al prossimo Congresso gli intervenuti, sapen- 
dosi bene accolti, saranno numerosi. 

Dopo breve discussione si conviene di 
seguire il sistema dei Congressisti Svizzeri, 
e cioè che ogni aderente al Congresso paghi 
una piccola somma per sopperire alle spese. 

Il sig. Presidente Lacombe ringrazia a 
nome dei presenti il sig. ing. Rebunel, e lo 
acclama quale presidente annuo per la nuova 
Conferenza. 

Il sig. ing. Coze si sente in dovere di rin- 
graziare a nome di tutti l'egregio presidente 
annuo sig. Francesco ing. Lacombe pel modo 
corretto, imparziale e geniale col quale presie- 
dette il Congresso: elogia pure gli intervenuti 
a! Congresso per il lavoro fatto e per le im- 
portanti discussioni avvenute, e manda, a nome 
della Socicté Technique de l' Industrie du Gaz 
en France, un caldo saluto a tutti i gazisti 
italiani. 

Si leva la seduta alle ore 13 circa. 
Alle 16 precise i Congressisti tutti si por- 
tavano a visitare 1' officina del gaz, quella di 
San Celso, ai Bastioni di Porta Lodovica, della 
quale diamo una breve descrizione nell'Al- 
legato XIV". 
Facevano gU onori di casa l'ing. F. Lacombe, 



coadiuvato dall' ingeg. M. Bohm, di questa 
officina. 

Arrivati nella sala dei contatori di fabbri- 
cazione, un ricco e sontuoso rinfresco fu offerto 
dalla Compagnia l'Union des Gaz agli interve- 
nuti : e fra questi, va notato, si trovavano pure 
delle signore, che sfidarono impavide, guidate 
dalla gentile e colta signora Lacombe, il caldo 
delle sale forni ed il pulviscolo dei carboni. 
Fu caro a tutti sentire una così giovane 
e bella signora, parlare con tanta dimesti- 
chezza della nostra industria e spiegarne in 
modo facile, alle visitatrici, tutto l'ingranaggio. 
Alla sera alle ore venti, i Congressisti 
cogli invitati si riunirono al banchetto sociale 
al teatro Eden. 

Un elegante cartoncino, che nella testata 
aveva una Sala forni da gaz, portava il menù: 
Hors d'oeuvre à la Russe 
Consommé Victoria 
Filets de Soles Margherita 
Medaillons de fìlet à la Godard 
Mousse de foies gras 
Truffes à la Piemontaise 
Dindon roti, 
Salade verte 
Glaces à l' orange 
Gateau à 1' Ananas 
Dessert 
Café Liqueurs 
Vini : Soave Cornetti — Chianti Giannini ' 
Bordeaux MoCt et Chandon — White 
Durante il banchetto una scelta orchi 
rallegrava i convitati, ed al dessert una m 
sorpresa : Si alzò il telone del teatrino 
rEaen,ed una coppia di caricaturisti napoletaav^ 
cantò delle canzonette ; quindi i cani ed i gatti^^ 
ammaestrati ; gli acrobati, ed il clou della se-,v 
rata, la magia svelata. 

Ne mancarono i brindisi : per primo l'ù 
F. Lacombe con parola elegante brindava »/ 
nome dell' Associazione dei Gazisti Italiani 
alle belle e gentili signore che vollero onorare 
di loro presenza il banchetto. Ringraziava a 
nome della Union des Gaz gli intervenuti al 
Congresso ed alla visita dell'Officina, ed invi- 
tava a nome della sua Compagnia, i Congres- 
sisti ad una gita, sul Lago Maggiore. 

Il segretario sig. Laeng, a nome degli 
intervenuti, ringraziava la «Union des Gaz • 
per il cortese invito, e rivolgeva uno speciale 
ringraziamento al sig. ing. F. Lacombe, del 
quale non sapeva se più ammirare in lui la 
cortesia dei modi o la brillante parola. 

L' ing. Coze, accolto da fragorosi applausi, 
pronunciava il brindisi, che in originale, pub- 
blichiamo nell'Allegato XV. 

L'ing. Rebuffel, con una verve tutta pari- 
gina, facendosi interprete della signorina Bonn 
(la figlia del presidente perpetuo) che lo aveva 
vis il vis brindava a nome delle signore pre- 
senti, ai convenuti. 

L'ing. Weiss, a nome dei Congressisti 
Svizzeri, brindava ai gazisti italiani invitandoli 
alla loro prossima assemblea, del venturo 
anno. 



— lOI — 



fl CM.1t. F " \ìcr i g37Ì*iti Olendosi, 

btndara agli , e l'Of^lirva 1' i>i-ra><iiinr 

■ njfraaiari? i Conercssisti dcU'onor fatto 
m --^mM oompatnotu Woulcr Coni e P, H. 
Hradnks uni* assrvEnarc a questi dur i] pre- 
■» del Concorso InCernazionAlc. 



Alla mattina drl 12 alle nrc 8*/t i Con- 

BTSaut], at quali si rrano pure uniti i sigg. 

MWin Bodc, seifrctario della Union des Gajc, 

o Blarke. ispettore della Compagnia di 

^-'r^^a, cvn un bel gruppo dì gentili signore. 



si trovarono alla Sta/ionc Centrale, dovT 
gr:i/ie alLi munificenza della Uttiiin cles Gaz, 
era pronto un treno, fomiato di vagoni di 
prima classe, per portarli ad Arona, dove ai 
giunse sulle 10 ',. 

A bordo del piroscafo venne «jfTerto «ubilo 
uno spunlino, con birra e vini bianchi. 

Sccsi all'Isola Borromea, prima di visitare 
r incantevole villa, venne tatto un gruppo 
foto^a/ìco. Visitata la villa, si parti per Fal- 
lanza, dove l'Union det C*az, non contenta 
delle tante gentilezze latte, volle chtudcrc la 
serie, ofTrendo un «onluimo pranzo agli inter- 
venuti. 




XXKV CoNtiKKSMt Gazisti Italiani — Milano 1906 
/sfila ftorromra, ts Settembre r^oó. 



Eld I bnodt&i si susseguirono ai brindisi. 
il massimo buon umore regnò durante 
baarhi Un Ma come ogni salmo termina in 
floria. coftl ogni brindisi terminava con un 
vivo eiofpo e con un sincero ruigra/iamcnto, 
al sig. mg. Francesco Lacumbe, sia come 
pcraooa, sia come Agente generale in Italia 
édb Union dcs Gas. 

ALLEGATO 1" 

Pmemti alla /^n'ma labi/a 

f Afmlfni Krancrvco ~ 3. Anncblcr|ue Paolo — 

% Wèk taf. GiacOMO — 4* Bctìm cav. recf. Gùccmio 

V aMMai Micfattle — 6. Bkvier Prospero — 7. Boelta 

i^ CHovaafld — S. BOhm Inc. Mfehekngdo — 9. 



Bonicelli ìhk- F.nrico — ro. Itoninu inK. Vittorio — 
II. Itonn (({nvAiuii — u. Ilonn ('iituc|ific — 13. 
Brachi cav. Alc a Miwlit» — 14. Camuai log. Carlo — 
1$. Chomord Ackdfo — 16. Chotnon Gabriele — 
17. Chavnnncs ine. Luiiò — iH. Cucchi Alfredo — 
19. Cuffia AueitsUi — 10, I>e nnrtttlninnti mg. Vii* 
Uirlo - 11. I>c Itcmordi Oreste — ti. Larvai ing. 
KuRenki — 35. De Sem» la([. Mania — 34. De 
Wkcarhanver tnic. Gutooe — 15. Finctti Angrlo — 
36. Gcycr inie. Giulio — 37. Hendel Eauwaclr — 
3fl. KroR inff. Ileao' Carlo — 39. Lacombe Inictic- 
Fnwccaco •* 30, Uwaff Federico — 31. Lebretoa 
cav. Emilio — jj. Maraua Ins. Carlo — J13. Mar> 
c^Uo tng. Uortu — J4. Uafgaiy ing. Carlo — jj. 



— 102 — 



Michallct cav. Paolo 36. Neefing. Carlo - 37. 
Oirav Giovanni — 38. Orsini Vincenzo — 39. Pac- 
chioni Ing. Alberto — 40. Pernice Gaetano Maria — 
41. Perouse in^;. Dionigi — 43. Pesce ing. Giuseppe 

— 43. Rcdiio inp. Annibale — 44. Pouchain ing. 
Alfonso — 45. Rebuflfel ìnjj. Francesco — 46. Ruggeri 
cav. Francesco— 47. Serre tli- lìariolomeis Carlo — 
48. Spreafico tng. coroni. Leonida — 49. Taudcvin 
E. P. — 50. Tixi Erminio — 51. \'antlerpol Ìog. A. 

— sa. Weidhaas ing. Amo. 

ALLfiXlATO \V> 
Nuovi Soci ammessi 

I. Brado cav. Luigi, direttore del Gaz, di Oleg- 
gto — 2. Bornhuu£cr Carlo, della ditta FJster & C. . 
Lucerna — 3. Brasseur Edoardo, ingegnere dell'Of- 
ficina del Gaz di Verona — 4. Calvelli ing. Cesare, 
vice direttore della Società Italiana già Siry, Lì?.ars 
& C. di Siry, Chanion & C. Milano — 5. Calsta- 
vara cap. Viltorio, direttore della Rivista « Il Gaz», 
direliore tecnico Società Civile Veneta per l'industria 
del gaz ed elettricità, X'cnczia — 6. Cremonesi rag. 
cav. Casimiro, amministratore dell' officina del Gaz 
di Parma — 7. Oelagénière A. C-, direttore della 
« ComiMgnia per 1' illuminazione delle ciiià » Jean 
Plocque & C. Torino — 8. Diana Giuseppe, impre- 
sario del Gaz di Patazzolo, Chiari — 9. Francie Carlo, 
hulustrialc, Brema — 10. Lacaze Enrico, ammini- 
stratore delegato delta Compagnia Anonima Conti- 
nentale già j. Bruni ik C, Parigi — it. Lebani 
ing. Giuseppe, direttore dell' UfTicina Gaz, Elettricità 
ed Aqucdutto di Pula — 12. Martinaud Ernesto, ing. 
delle Arti e Manifatture, ispettore dì officine (bureau 
Th. Vautier), Lione — 13. Pascal F., direttore della 
Società Anonima Materiali Refrattari, Vado Ligure — 
14. Plocque P.. gerente della ditta « Compagnia per 
r illumimizione della città* Jean Plocque & C, To- 
rino — 15. Renard Ernesto, vice direttore del Gaz 
di Venezia — 16, Tondi geom. Alberto, direttore 
del Gaz di Varese — 17. Vautier Giorgio, ingegnere 
civile, del Bureau Th. Vautier, Lione — 18. Verga 
ing. P., direttore dell' Ofiicina Comunale del Gaz 
e dell'energia elettrica. Como — 19. ZuccoU cav. 
E., direttore del Gaz di Cremona. 

ALLEGATO 111- 
Mori Himissionari regolarmente 

Rougei Paolo, amministratore delegato della Com- 
pagnia An." Cont.'*^ già J. Bruni & C, Parigi — 
Solanges cav. Paolo, già direttore generale delle Offi- 
cine del Gaz di Milano. 

Considerati dimissionari 
per mancanza di notìsie da patvcchi anni 
Beynard Antonino — De Nicolò Gennaro — Groc 
ing. Teofilo — Morchal Alberto. 

ALLEGATO IV» 
Soci defunti 
Hcria ing. cav. Luigi, direttore Società Con»u- 
matort, Torino — Bernhard ing. Alfredo, gerente 



r Opificio del Gaz, Napoli — Guasco cav. Giacomo, 
direliore Società Italiana già Sirj- Lizars & C. di 
Sir>*Chamon & C. Milano — Hémcry ing. Federico, 
ispettore ca[>o della Compagnia Napoletana d'illumi- 
nazione e scaldamento col gaz, Napoli Tosatti 
ing. Giovanni, vice direttore del Gaz di Genova. 

ALLEGATO V. 

PER IL RIPOSO FESTIVO 

Petizione dei Rappresentanti V Industria del Gas in 

Italia a Sua Eccellenza il Ministro di Agricoltura, 

Industria e Commercio — Roma. 

l rappre.'^cn tanti dell' industria del gaz in Italia. 
venuti a conoscenza che 1' E. V. sta raccogliendo Ì 
materiali per servire alb compilazione di un nut 
disegno di legge sul riposo festivo, hanno com| 
dialo in questo memoriale, in nome e per espre^ 
mandato dei loro colleghi, alcune osservazioni sul 
quali si permettono di richiamare l' attenzione del 
V. S. 

L' esperienza dai medesimi acquistata nelle 
tinuc e molteplici necessità dell' industria del 
fanno sperare che queste osservazioni verranno teni 
in quiilchc considerazione nella definitiva compilazic 
di questa legge. 

Anzitutto sono lieti di constatare che 1' idea 
rìpo.io festivo ha fatto in questi ultimi anni rapì 
progressi e non è, come princìpio, più discussa 
alcuno : nfr più si discute .«se spelli allo Stato di in" 
tervenire. Su ciò, sui vantaggi e sulla portata dì 
una tale riforma, tutti i rappresentanti dell'industria 
del gaz sono d'accordo e fanno perciò voti perchè 
il riposo festivo venga sanzionato i>er U-jige. 

Tuttavia essi pensano che una legge generale 
non si possa applicare a tutte le varie manifestazioni 
della attività industriale della nazione, ma sia neces- 
sario di lener presente alcune importanti eccczionì| 

Perchè, come bene si esprimeva 1' E. V. nell 
sua circolare del 4 agoHto 1904. si tratta di materia 
* nella quale è necessaria un' accurata conoscenza dei 
fatti per non dar luogo a provvedimenti legislali^ 
che possano danneggiare le industrie ». 

Ora e indiscutibile che la vita moderna ha delle 
eiMRcnze di fronte alle quali bisogna inchinarsi. 

E come le ferrovie, le poste ed i telegrafi non 
potrebbero essere arrestati ad un tratto, cosi in moke 
industrie una parte del lavoro non potrebbe subire 
arresto, senza andare incontro ad una produzione 
imperfetta, ad un maggior deterioramento degli a.\^- 
parccchì e quindi ad un più alto costo di produzione. 

Di qui la necessità dì determinare per legge le 
eccezioni che sembrano giustificate, senza lasciarle in 
iKilia dei Sindaci, elementi troppo soggetti alle in^ 
fiuenzc politiche ed agli interest locaH. 

* 

m « 

L' Industria del gaz ( 1' industria a fuoco contiti 

per eccellenza e («er questo solo fatto meriterebbe 

già un trattamento speciale. Ma oltre questo carattere 

di indole tecnica, l' industria del gaz ne ha un alt 



-m- 



ti^ pia mtio e ben piti importante («r kH .efTrtti 
gammati tA ^ quello di uddubrr un aen'liiu pulì* 
lAaa cW Don può per raicion« alcuna «Mere In- 

ftr qocAo iSoppio carattere l' iniltuitrla del ru 
Mferouaa «la tutte le altre InduMrle a fuoco conlinun 
« perciò il Icxialatorc dovrelit>e tenerne crjnto In modo 
l«nacolve. 

TkMXc Ir plii imputinnti le^cifllazioai estere ini rì- 
fmmn fawiifO. oonMngodo eccexinni per k> indiiMtrie 
« faoco couintio e In particolare per quelle rcluii\-e 
ai pMbfalid KrvUi. 

Ib AflMrii la legite 16 Kennaiu 1K95 proibisce 
4ffalMiM|«e laviiru industriale nelle dumeniclic iter 
a« «*v * «i applK^ * tutti gli ofKraì di ut{ni Impresa. 
Vi «ooo nuavia due caicsuric di eccezioni : (Or- 
Aaaaca Mhihfirialc di-J 34 npnle 18^5) : unii, appti- 
Ciftii* a tutù t rumi dell' induKtriii, comprende i la- 
«•fi 4t iHiltsia. manutenziune e Korvcf^ltAnza depli 
^ipiaMl. i lavori d* invcnurio, ì lavori urgenti di 
acodeottle. 1 lavori pcrsunuli del pruprie- 
^ell' iiMluacria; l'altra, applìcntiile alle industrie 
quali per mutivi tecnici non 6 poisibile una 
Dcir cscrcixio o una dilazione nel lavoro, 
• ■allr quali 1' cacrdxio domenicale È richiesto dal 
baMjgnt dcUa popolaxiooe o dalle neceasitA del puli- 

HéD* cienoo delle indusiric c^ic fruiscono dcll'ec- 
ooàaae. t indkaUi «t N. 35 la Prodasùmg dei Gùm 
0^uùmmtK * dtl £ttt d'acqua e al N. 39 i'iUumina- 
tàmm pmàétìem. Oltre al pcnonale addetto alta vera e 
ytvprla prtnhukme, purìitcazione e diittrìbudonc del 
0». firaìace deUa eoccciune il pentonalc adibito .il 
IranioiTiii <Scl carbone e «lei calce ni e d.ii forni, quello 
per il rioMirctiio, acarioo e carico dei va^ni In quanto 
àiÈ rtanlo ponaaaTO' derivarne penali. 

Ila QanHili n riposo domcniuile t saiixtonato 
MU G<»rrètifnlmnttx del 30 luglio 1900. In essa n 
yw w iM le aacfac alle eccriìoni, alrunc di imlole ge- 
anrir (avi. 105. cj altre di indole ft|>ccijle (art. 105, e) 
fB^ k fatJaairi» U cui completo o pandale escrdsio 
In domenica o giorni festivi è necessario i>cr saddi- 
Are ì bisofrnì quotidiani della popolaxioneo I bisogni 
^■tfiatmrnig emcrgentt in tati giorni e per queste 
le autorità superiori amministrative [mtmnno 
la deroga alla legge generale. 
Ls oftcinc «Sei gaa entrano appunto nel caso con* 

dall'art, ros. *- 
Netta SptgM la legge 5 marzo 1904. vieta il la- 
to doownicale a tatti gli opcmi, nm non sono 
nd dhrìclo (art. a) « I lavori clic non suno 
■■eraibni <fi inlerruiìone per l'indole dei bisogni 
tm wddisj'ano. per il loro carattere irenico o per ni- 
fionf ifi grave intemoc pubblico o dell'industria » — 
i tnorì di ripanuìone n di nettczxa indis|>enMil>ÌlÌ 
par Boo iotOTooipcrc rem essi le rifM^rarinni settima- 
■tf aecti nabtllmentl induatriali — i lavori urgenti 
M immusii accidentak. 

E Q Ra|p}taaaenio 19 agosto 1904, per'rappHca- 
Aaac dalla detta legge, art. 6 sulle rcceuoni al ripow 



domentcìilc. pone cspMcitAmrnie fra Ir Indoslrte che 
non sono miacottttMlì di interruzione per l'indole dH 
bisogno cui soddis(an«> « Ar agi£i»f per U firodU' 
tiom^ dèi gas e délV tUiirialà per t iUmmmétitme / Jb 
forsa wtotrite ». 

Ndb SvlExcra b legge fctlcmle ajt marto 1N77 
là eccerionr |kt le industrie die csìgtinti un lavitro 
continuo. 

Fino al 14 tfrnmiio iXtj.f. l'industria clic volcv.! 
beneficare dcircc^x-itonc di cunliauitA. doveva fame 
domanda ni Consigliu Fe<leraie ; a partire da qu^ 
st' etMjci suno state dote delle autoruxaiioni gencfall 
a certe industrie. 

Ora, fra le industrie comprese in queste autorla* 
razioni generali, si trovano In prima linea k uffUime 
dtl g9». 

Come si vede in tutte le legislazioni di questi 
Stati le industrie a fuoco Cfintinuo e le industrie che 
devono suddiftfure ad un bisogno pubblico sono eccet- 
tuate dairo!>blÌgo ssaolnto del ripoeo festivo, ma aono 
sottoposte. od un regime particolare che non ne im- 
pedisce, ni introlcb il funtiumunento. 

Ed e appunto ipinrtn rrgrìmc pAnicolarc, die 1 
rnpiirescn tonti dell' industria del gas in Italia, at lu- 
singnnn di vctlrre introdotto nella nuova legge, andie 
per la crjntìidcriizione cbc esso non si upplicheri alla 
totalità, mu soltanio ail una porte tlcl personale delle 
loro aziende. Infatti il lavoro netl' industria del gai 
si divide in tre categorie ; 

a) continuo per la (>roduzione del gu ; 

b) commerciale, per la vendita dei sottoprodotti; 
e) misto, per i servìzi necessari interni delle 

offìeioe e (ler quelli esterni di distribuslone ed uti* 
lizzaziunc del ^[OiX^. 

Appartengonn alla prima categoria ; i fuochisti del 
fornì, i portatori del carlMMic e dd coke, gli jipegni- 
lorì e Immogazztnatori del coke, i macchinisti, ti 
{MTsonale dei dc|>unitori, quello dei regnUlori di 
presMinne ed i capi reparti o capi squadra dd vari 
lavori. 

Il personale neccasariu per la produxiane del gas. 
non può essere tolto dal lavoro, senza arrestare fa 
fabbrìoiziiinc o senza essere «rcKiiiuito da altro per- 
srinate i^rovetto, Mn la produzione del gaz dovendo 
seguire in generale V andamento del consumo, una 
interruzione nello fabbricazione senza una ronvcniente 
rìduiìnne nel consumo 6 perrib impoanbile. 

In Inghilterra, fr vero, per qusnio neasuna legge 
ne farcia obbligo si t lirorso di preferenza all'arreato 
della produzione domenicale |>cr perìo«li di t z a iK ora. 
Ma per questa nazione bisogna tenere presenti alcune 
particolarissime ctindizìoni di btlo. 

Da secoli 1' Inghilterra posoicdc leggi domenicmH 
concernenti anche gli adulti, e tiuetle leggi, pur 
non applicate generalmente, non anno per qursco 
abrogate. Ora r)ue«re leggi applicate rigorosameoie 
per secoli, congiunte al sentimento pn^miduMnle 
religioso degli abitanti, hanno preso tale as c e n dente 
sugli giriti che nessuno la%'nra senta una assoluta 
BeccssìiA. 



— 104 — 



Nei giorni di domenica in Inghilterra, la vita 
commerciale industriale è completamente paralizzata 
e per conseguenza piccolissimo, relativamente agli 
altri giorni, è il consumo domenicale del gaz ; dì 
qui la possibilità per le officine inglesi di poter arre- 
stare per qualche tempo la produzione del gaz. 

Presso di noi, per fermare la iwoduzione della 
domenica o degli altri giorni festivi, occorrerebbe 
immagazzinare nei giorni feriali tutto il gaz ne'::essarÌo 
alla domenica, ciò che implicherebbe triplicare almeno 
la capacità dei gazometri. mentre questi apparecchi 
sono destinati soltanto a regolare il consumo varia- 
bile nelle varie ore del giorno. 

Ma poi r arresto della produzione reca delle spese 
e del pregiudizio : delle spese, perchè sarebbe errore 
credere che si possa ottenere la stessa produzione dì 
sette giorni, in sei o sei giorni e mezzo col mede- 
simo numero di operai ; inoltre occorre il personale 
per V assistenza dei forni e dei relativi focolari, i 
quali consumano del combustibile senza produrre né 
gaz né sottoprodotti ; del pregiudizio, perchè nelle 
ultime ore della distillazione al mattino e nelle prime, 
alla ripresa della fabbricazione, il gaz ha un potere 
illuminante molto basso. 

Né è da dimenticare il diminuito rendimento dei 
forni per dieci o dodici ore almeno dopo la ripresa 
della fabbricazione, e il maggior deperimento al quale 
vanno soggetti i forni lasciati scarichi. 

Nelle officine del gaz, per lavorare bene, tecni- 
camente e razionalmente, e per soddisfare alle esi- 
genze del pubblico ed at patti contrattuali, occorre 
che la produzione del gaz sia continua e perciò non 
sì può assoggettare il personale adetto a questa fab- 
bricazione alla regola generale del riposo festivo, per 
24 e più ore. 

E questo non è neppure necessario tn quanto an- 
che attualmente nelle varie officine della penisola il 
personale dei fornì gode di 12, 18, a 24 ore di ri- 
poso settimanale, secondo il modo col quale si fa il 
cambiamento delle squadre. Né è da dimenticare che 
il lavoro effettivo medio di un fuochista varia da 6 
a 8 ore, sopra 12 ore di orario normale o di pre- 
senza in officina. 

Ma vi è un'altra osservazione importante da fare. 

Il bisogno di operai per la produzione del gaz 
non è costante, ma varia .secondo il consumo ; mi- 
nimo durante 1' estate, può essere di quattro o cinque 
volte maggiore negli ultimi giorni dell' anno. 

Nelle officine del gaz si provvede in parte a questo 
aumento di personale col personale i)rovetto mante- 
nuto nelle officine durante l' estate ; il rimanente 
viene scelto fra gli oijerai esterni che hanno altre 
occupazioni. <Jue.sti operai avventizi, terminato il 
■ lavoro nelle officine tiel gaz. riiìrendono i loro lavori 
interrotti durante 1' inverno (lavori agricoli, edilizi, 
stradali, ecc.) e quindi tornano ad usufruire comple- 
tamente delle loro domeniche. 

Questo personale avventizio dovrebbe solo per 
una piccola parte dell'anno sul>irc una restrizione del 
riposo festivo stabilito dalla legge, ma questa restri- 



zione è compensata ampiamente dalla possibilità dì 
guadagnare in mesi nei quali non avrebbe potuto 
attendere a nessuno dei suoi lavori abituali. 

Differente è il caso per il personale appartenente 
alle altre due categorie, b) e e), al quale (salvo quello 
necessario per il servizio di accensione e .spegnimento 
dei fanali e per le riparazioni urgenti richieste o dal 
servizio della distribuzione o dal servizio della pro- 
duzione del gaz) si potrebbe accordare il rìpo.so fe- 
stivo di 24 ore senza pregiudizio deli' industria e 
del pubblico servizio al quale le officine devono sod- 
disfare. 

* « 
Concludendo : i rappresentanti della industria del 

gaz chiedono che nella relazione di un nuovo dise- 
gno di legge sul riposo festivo : 

a) V obbligo del riposo festivo di 24 ore sia 
limitato al personale addetto alla amministrazione, 
allo smercio dei sottoprodotti ed ai servizi misti ; 

b) che il personale addetto alla fabbricazione 
del gaz, alla sua distribuzione e alla illuminazione 
pubblica non sia soggetto alla prescrizione del riposo 
festivo di 24 ore, bastando quello che già usufruisce 
per il cambio delle squadre. 

e) che egualmente non sìa applicabile la pre- 
scrizione de! riposo festivo al personale necessario 
per i lavori urgenti di carattere accidentale o |>er 
quelli richiesti dai casi di forza maggiore. 

1 rappresentanti dell'industria del gaz si lusingano 
di vedere benevolmente accolti questi voti e queste 
raccomandazioni, di che ringraziano anticipatamente 
Vostra Eccellenza. 

Coi sensi del più distinto .rispetto abbiamo l'o- 
nore di rassegnarci, dì V. E. 

Devotissimi 
Per l'Associazione fra i Gasisti d' Italia 
La Commissione 
lag. Carlo Pouchaln, Presidente 
Ing, Luigi Berla 
lag. Qlovaaal Pérouse 
Federico Laeag 
Ing. Alberto Pacchloal, Estensore 

ALLEGATO VI" 

SULLA RIVCRIFICAZIONE PERIODICA 

dei Misuratori da Gaz 
Onorevole 
Presidenza della Camera dei Deputati 

per la CooiRiissioae Parlameatare per f esame del Di- 
segno di Legge sitila riforma del testo unico di 
Leggi Metriche, apprezzato col R. Decreto 23 
agosto rS^o. 

L' argomentf» che dalla fiducia della Camera è 
affidato all'esame delle SS. VV. è nella sostanza di 
assai maggior rilievo che non appaia, giacché se le 
nuove disposizioni riguardanti i misuratori del gaz 
si upplicasseru, verrebbero indubbiamente a modi- 
ficare le condizioni ilell' industria danneggiandola 
senza Rcarc alcun vantaggio ne presumibile né reale 
ai ciiiisumatori, al cui interesse il disegno di legge 
si all'ernia is|)irato. 



- I05 - 



T l>r-r>iii rhc i !w>ttiis(TÌni r.i|'prrsL'iit.inti <li 

.;<■'; i;a/ <|' iLiHa. n n<»nic ilf^li altri imliciiti 

iJrT-nii. si iKTnifttnno sntlojKirrL- ull'csiime 

^-.u<Iìii<> dclU" SS. \'V. alcune Dsscrva- 

' ~ • ri'i.ut.in>> ili l'upitalr importanza, |kt ite- 

. H' • f- vxit.'i (li nhliandonarc il pro)N>sii<i di 

_ -•■ r"-«!ifii.uioni V dì rettificarne ftltfr. 

I. 

i T^Tr.irianu'nlf a f]itanlr> succede rtm altri stru- 

-•-: :■ nii*.iir.i. il mijitiraiorc dì paz non è druti- 

^.- -rfr-, irt i-iiiitrni|Kirnneamentr nel traffif» piilt- 

! ;r. nitMMTr» indeti-miinato tli pi-rsonc dìviTso. 

- ^ r.ini" .11 r.ipiHirti tra l'uffirina dt-l kì\7. t- un 

:•* rv. .n.dnu-nli- dclrmiìnatn. Infatti i •(,'"' «'■'''■*'• 

■ jii.duiKpir iKunzio ha iin numero limìlalo 

-. 'i iKf misurare la mere*.' venduta, e <-on 

.--'.. «(.ndc a tutti i propri clienti ; le officine del 

ri-* -.\:--r hanno un apparcrchio di misura |k.t eia- 

- ■--. -":• n:<- rhe sjk'sso ne <• anche il proprirtario. 
'^ *_i.-v>j di lx>l](i (KT j>csì e misure risulta jht i 
:-nii t-.i-s* ur.d>ilc. ma non li» ^ \kt il consumo del 
.■^- ^'-i.-»hi- si ripiTcuote su ojtni l'onsumatorc : essa 
.'^r ';uìndi ej;.s<'re ridotta al minimo )>cr c-ia.*M'un 

- - -.:-rc ed rssere in certo qual miKio proi>or/io- 
'..'-1 .i.'.A •pi.intit.'i di merce vemhita. Si calcola che 

■■:-^;in<> nicdiit annuo di cias<'un misuratore di 

. . - .. di 400 nielri culli, os.sia di 2000 nu-tri cuhi 

';-.iin<pu-nitio : la sola tass;i ili !.. 5. — jht la 

.*—'^t rivrrihra/iorie [«rìiKlica obbligatoria di un 

- '.r.t-.ri- tooiddetto da 5 hecclii. che è di quelli 

T- tj^o. verreMw a cosUre un tiuarto di ccnle- 

• — . :<-r metro cubo, ma oille spese accessorie 1' ng- 
i-j"- ■ N-iIirebbe al «loppio, ossia all'aliquota del 2 
: ■ ;- r iCiu<> del prc/zo a cui si vende il fjaz. Io 

■• j'! evidenza riesce enorme. 
II. 
M:^iir.it-iri e^i^iminati a norma del vijjentc rejto- 
.-■-.:.. 1- Mfifìcati e bollati ik.t la prima volta na- 
-.-■.^■•n<> l'utente contro un computo a suo danno, 

• T ■ • nv'iìii slato normale d' un tuie misuratore non 

• — • ni avvenire cambiamenti e fenomeni che po- 

— r- ni- -liticare la misurazione tiel jjaz a sfavore 
'• -Tir.tc. iKiicbé ojrni deiK.'rimento. ojjni f^uasto 
'' f ;kirti da cui di)H-ndono le indicazioni ili misura, 
..-.-■■ sfmf'tr a danno dell'officina. Ciò vale ikt 

• ■•- '. air-tru/ioni di misuratori dì k-t^ ^'"'»i''» '''*"'*■ 

- :■■ rì.ì iof>ttitutto fa in via assoluta |kt Ì mìsu- 
•■ -. '-r^iib-tti «umidi*, nei quali cioè la misura- 
: ■-■.• Ifì :;.i/ avviene (ht mezzo di un tamburo 

• - : rt ;niriM'r*<i parzialmente nell'acqua o in un 

■ ■;':!d<t. Fd fr («ene a notarsi che, se non la 

-. .:.! .ilnu-no 1.1 (;randisstma maggioranza dei mi- 

-:-.: r. (-i»tt:nti in Italia (ter la misurazione del ^az 

." .:i.,!iii e di questo sistema. 

111. 

■«• ' < tri' I* ■ le di>jM>si/ìi mi generalmente vi>;enli 

■■;- ■■•• :.tn:'- .ilN- <iffHÌne che apli utenti in o^ni tcm|Hi 

■ • •:■■ ■!: lar verifu-are l'escuto funzionamento di 

- ••. -Mr.ittirr, •- tale <lirit|o reciproi'n non si può 

::'>.inir< "M tolto dof^* un'eventuale Ìntri>duzÌone 



della rivi-rili<-,i/iont- pt-riiNlica olibli^.iii>tia. |mt( he n^ 
l'utenti-, n^ riiiipr«-s;i |N>s.sono essere iibbli};.iti, in 
seguito all' csct^uita riverilica/ione. a riionoMi-n- a 
f> litui per 5 :inni <kI altro |H-rì<Kli> futuro 1' es;ittez/a 
di un inÌMiialorc, il cui ih-t'-rioraniento può dijK-n- 
di-re da molte]ilici inllueii/e iiiiprcvislr ed impreve- 
dibili, e |HT I<- quali il concetto della )HTÌodicita di 
una riverilica/ione sfuc^e atl o^ni criterio pratico e 
scii-ntitico. 

IV. 

\i\ riverilica/ione oblili^^aloria quinquennale, ol- 
tre a<l una spesa non indifferente, penhé non lìmi- 
tata sititanto ni tliritli di verilìca/ioiie istituiti dalla 
l.ibt-Ihi It allettata al disegno di let;;;c, ma aumentala 
certamente in mo<lo sproporzionato, forse del 100 
per cento, d.illc spese accesMiric, conie costo dei 
lavori neces-siiri [kt rendere iK.vsibile la verìlÌra/ione 
al domicilio dell' utente, perditem|>o ecc., priMluce 
pravi molestie tanto apli al>bon;ili <'he alle ofti<-ine 
pr<Hluttrici. V. ciò nonostante la fatile protncssjì con- 
tenuta nel disegno dì leppe che - pacata la tassii - 
r .\mininìstra7Ìone fuianziaria assuma 1' onon- delle 
siH-se tutte relative alla verificazinne, niacehc è wm- 
plicemente inpeniM) il credere che il controllo efficace 
ili un misuratore possji eseguirsi sempre sul ]kisIo 
ove si tniva che fino atl opjji non fu mai scelto col 
criterio di render iHissihile l' inseninne di im ap|>a- 
reix-hio di controllo, e senza lavori s|K'ciali |ht ini- 
I>edire che l'usti del j;az venpa interrotto. 

Anzitutto biwijrna considerare che cosi come sono 
collocati e ftmz.ionano oppi misuratori e condotture, 
sareblH? pure nec<'s.sirio <» spostare quelli o Mpliare 
queste per effettuare le verificizioni, qualunque sìa 
il nuHlo e.scopitaio dal (ioverno jkt fare tale ope- 
laziiine. K jkt farsi un'idea pratica della pravità et! 
Ìm|M>rtanza di questi) lavon», ba.sti un breve calcolo, 
|K'r detlurne quanti spostamenti o quanti lapli biso- 
pnerebbe esepuire e quale enormità di tenì|M> ìnipie- 
pare. Noi non siamo in prado di fornire una stati- 
stica pri-cì.sìi dei misuratori attualmente esistenti, ma 
se la si vuol desumere in via dì profMirzione da al- 
cuni <lati che si conosi^mo, (Di misuratori in azione 

11) Ui relazione accompapnant*- il dìsepno 4IÌ 
leppe ammette che il numero dei misuratori esistenti 
sia di 4{MMMM>. Ciò pare a.ssol titani ente tn>p|N> |mkx> 
se sì |H.-nsa che la sola Milano ne ha khkmhi, e del 
resti» * in aperto <-ontraslo con allre cifre ri[M>rtate 
nella sit'.ss;! relazione, l'itM- quelle dei misuratori ve- 
rificati nel bienni») lH(, t-<iJ : y'*nt?,, nel biennio njo^- 
1904 : i,-,j_ìoo. 

In' inter|>olairìone empirica apfirossimativa. Im- 
s;ita sul criterio del propiessivo aumento repolare, 
laM'ia supi»orre che i niÌsur.Ui>rÌ verificati dal i«i(i 
a tutto il iij<i> dfVotio su|K'r,irc ì ^iumhhi. \'i M>no 
com]>rese le riverifìca/ioni i-sepiiile nei casi contem- 
plati ilalla leppe attualo, ma il' altra |i;irte mi>llìssimi 
misur.itori colUn'atì prìni.i del iSi^i sonu anoira in 
o)H-r.i. In opni modo l.i divtTi;en/a fr.i i numeri ri- 
portali dalla ret.i/ìoiie pruv-i : o che e tn>p|Mi |»icco|o 
il numero ili iixhhxi :inimesso ^ht i misur.ilori esi- 
stenti, o che pia adesso K- riverifioi/ionì |H'r trasliH'hì. 
riiKir.i/ioiii vcv. .ivveiipono abbastanza di sovente, in 
un ii-rmine iiil'eriou' p. cs. ,1 qutlli» portato il.illa 
lepge sviz/ira. 



— io6 



non possono essere meno di . . . Ciò posto, ripar- 
tendo pure su 5 anni la verificazione di questi mi- 
suratori già esistenti, e calcolando 300 giorni utili 
all'anno per le operazioni, sono . . . operazioni gior- 
naliere che si devono compiere, non nelle officine 
del gaz o in uffici ad hoc destinati, ma nelle case 
dei privati cittadini, colle molestie di spostamento 
(anche di mobili, merci ecc.) e d'interruzione che 
ne conseguono. E ciò per cinque anni di seguito, 
eccettuato solamenfe i giorni festivi, soltanto per ri- 
verificare per la prima volta i misuratori già esistenti ; 
dopo si ricomincerebbe subito il medesimo lavoro da 
capo, aumentato di quello per t misuratori nuovi 
collocati nel quinquennio ! 

V. 

L' industria del gaz ha preso in Italia un grande 
incremento negli ultimi io anni, e il Governo ha 
potuto constatarlo col progressivo e regolare aumento 
del gettito della tassa sul consumo. Il pubblico gode 
in larghissima misura i vantaggi di questo progresso 
colle riduzioni di prezzo avvenute o in vista, colla 
conseguente estensione dell' uso del gaz per gli scopi 
famigliari anche nelle classi popolari e meno abbienti. 
E tali vantaggi si ripercuotono perciò sopra un gran- 
dissimo numero di singoli individui, che li vedreb- 
bero certamente compromessi dall' introduzione di 
una disposizione legislativa la quale venisse a recare 
molestie fiscali ed a portare un nuovo elemento di 
privilegio a favore dell'industria dell'energia elettrica 
esente da simile aggravio per la verificazione dei 
suoi strumenti di misura (che veramente di controllo 
avrebbero assai più bisogno dì quelli per il gaz) e 
che per ciò potrebbe ancora più fortemente esercitare 
la sua formidabile concorrenza a danno non soltanto 
delle officine del gaz, ma anche dì tutti coloro che 
del prodotto dì queste devono o vogliono servirsi. 

VI. 

Cofeli Uffici Metrici attuali non si ha neppur 
ora tutta la rapidità voluta nella verificazione dei 
misuratori ; eppure ora il numero annuale dei misu- 
ratori che devono verificarsi non può essere che il 
5, al massimo il io per cento circa dei preesìstenti. 
Si immagini che cosa succederà quando il lavoro 
aumentasse per il 20 ofo di misuratori soggetti an- 
nualmente alla riverificazione ! Sempre supposto che 
questa fosse introdotta soltanto gradatamente entro 
5 anni, perchè se i misuratori esistenti al momento 
dell'applicazione della legge e vecchi di 5 anni o 
più dovessero presentarsi insieme tutti in una volta, 
il disagio e la confusione prenderebbero delle pro- 
porzioni favolose. 

In ogni modo è impossibile che il servizio della 
riverìficazione quinquennale dei misuratori possa ef- 
fettuarsi senza un grande apparato Inirocratico e senza 
un forte aumento di personale pratico ed esperto, 
tanto per le officine che per gli stessi uffici metrici. 
Le previsioni del disegno di legge per il personale 
dì questi ultimi sono certamente inferiori dì molto 
a ciò che in pratica ri mderebbe necenarìo : non 
si riesce quindi a ' e" * ' * l*titiUlà del disegno 



di legge, poiché nei rapporti dei consumatori non 
risponde alle garanzie che si propone di raggiungere, 
e nei rapporti fiscali il gettilo eventuale sarebbe a 
iosa assorbito dai dispendi che viene a portare con 
sé per la sua esazione, senza recar vantaggio ad al- 
cuno ed anzi molestando e danneggiando tutti. 

VII. 

Anche in Germania è allo studio da parecchi 
anni un disegno di legge sui pesi e sulle misure 
(Neue Maass-und Gewichtsordoung) e dalla dicitura 
ambigua di uno degli articoli (§ 12) era sorto il dub- 
bio che il Consiglio Federale Germanico si riservasse 
d' introdurre 1' obbligo della riverificazione periodica 
dei misuratori del gaz. Se ne preoccuparono le di- 
rezioni di officine ed ì Municipi proprietari dì offi- 
cine a gaz, nonché la stessa Commissione nominata 
dal Reichstag per l'esame del disegno di legge, ed 
il risultato delle pratiche fu che nella seduta della 
Commissione del 19 maggio 1905 il Segretario di 
Stato conte Posadowsky fece la seguente dichiara- 
zione, accolta con soddisfazione da tutte le partì : 

« I Governi Federali non elevano nessuna dif- 
« flcoltà contro l' inserzione della disposizione che 
<Per i misuratori del gaz non è necessaria la riveri- 
« ficaxione. Se in avvenire sì costruissero dei misu- 
« ratori i cui speciali congegni fossero tali da ritenere 
« necessaria la riverificazione periodica, si potrà tor- 
«nare di nuovo sulla quìstione». 

In nessuno dei grandi paesi d' Europa è intro- 
dotto r obbligo della riverificazione periodica dei 
misuratori del gaz. Ne fa eccezione soltanto la Svìz- 
zera che però per i misuratori « umidì » fissa il pe- 
riodo per la riverìficazione a venH anni ed inoltre 
ha tariffe mitissime per la verificazione, p. e. L. 1,25 
per un misuratore da 5 becchi che in Italia paga 
oggi L. 4, e che il nuovo disegno vuol portare a 
L. 5, e L. 5 per un misuratore da 100 becchi che 
oggi in Italia paga L. 80, mentre il disegno di le^e 
vuol portare il diritto per la prima verificazione a 
L. 40 o 50 e quello per la riverificazìone a L. io. 

Vili. 

E del resto la rinuncia alla periodica riverifica- 
zìone allo stato attuale della industria e della tecnica 
non toglie punto che col modificarsi dì questa e 
coir introduzione di nuovi sistemi non si possa ri- 
tornare sull'argomento ed addivenire a nuove dispo- 
sizioni legislative, le quali per natura di cose devono 
seguire il mirabile ed inaspettato sviluppo ed il pro- 
gresso delle industrie e delle scienze, e non mai in- 
cepparlo od arrestarlo con meccanismi burocratici e 
con norme preventive non necessarie. 

Né creda l'on. Commissione che gli scriventi 
nel dettare questi rilievi siano ispirati esclusivamente 
dal sentimento dì tutela dell' industria da essi rap- 
presentata : del proprio interesse è naturale e logico 
che essi cerchino di essere solleciti, e ne hanno tutto 
il diritto come cittadini e come contribuenti. Ma 
essi ne hanno anche il dovere verso ì consumatori 
che nel pagamento del prezzo intendono raccogliere 
il diritto al godimento di tutte quelle comodità cui 



- - t wanpre più atiitiModoIi, «ccctitrttndo 
PHV ' "i chi ronitfcc la COM Tobblifcu (lì 

Sbnvfv eh] U posa Uà tutte le mulrstM che l'uso 
Adla OMdriiiiu pirtrclitK; tur itaw-crc. 

iHetrt. citM-^c- prctnene U'iiwlole irenenile Heacv 

•Ab*' te net |iartk*i>UrÌ che pure non 

«aratiti.; ..- ^:;,4tLmarsi quando, per non crctluU 

i^oMH, il ^at^no divenbae Ickkc-. BaNti al rìKtiardo 
TaaMilaCo dletulo circa il trrmine di decor 
M qiitnqurnntu. quando In phmu vcrìficaxiunc 
ria all'ali» della {Mjim del mÌMirciliirc £ ftULi 
ita. (itima di e anni, dn un'nltni risolare p<-r 
Hpt- -»c ji. e. d<i|>o In ripnniittonc di 

MMc '•> ft «li*wfi«o im l'ofrìrinfl e Tu- 

■ttU -irecchio. ree. In clic 

Km\H . oilÌ;i ntoUcpIicilà cuni- 

fll^M del can powahili. 1 tnuliliU\ pratuM della IcK)^. 
li qHale non «oitcva te tiflirintr djitl.i nr(-c-H>ÌIA di twir- 
%^Cflf 1 con altri meT/i l'atid^tniffilu dei miMiniInrì 
tranrc quelli che dctcrlonindmii Kfcn>-*Tebl>crD n 
•lamn. non |piraittiiH*c atilU ai consunutori. lì 
p H «mirava di inuiìli ltì^{>cndt, e rì rìwii> 
per to Stato in un Inutile tlllrrìarr conjfcgtin 
tiro acnxB crnnpeiiKi matcriiilt rt morali. 
La a lciaa dcccrminajcinnc di un f>crì<Mlu di ve* 
che non riipondc aiI alcun roniTito ili presu- 
■ie vcnfìcarsì ili niiMÌifir;u.iuni oil ^lirraiiiHii 
«urrijprtOi ' nati |»crÌi.Mli e Iti prova prò 

Tao delU utA drl propositi provvedi- 

■CBta «Oc CHgciuc dciln pr.itir.1 

fOCMI UEM ttralL M Bu di Bmeli. Esterna. 

AL^EG.^TO VII" 

Opvnl prcBiad adii i5.' Coafercnu tra QazliiU d'Italia 

Ricevono 1.. ifir, rt.Lsriinn: 



XarN Lutti 
haufrrri Ferdinando 
^bclnuii Cxrto 
thaacoi Lorenao 
VtaacÉanl Giovanni 

Kscerono 
Tcac> 

Gipu» '■ vaco 

ftativcu Ctiu-^cppe 
(«imanni 

Cimeppc 
Fetranb Cn«fe 
CmcDo a*PÌeiro 
SHiaa FtaoccacD 
IngùUi Pmoèo 



ivU. tui >ii l'.M 

ri.tL-cnx.1 64 

Napoli 58 

Milano j9 

IJ VOTIMI 54 

Beriramo 65 
L. 50 ciaacuno: 

Milano 54 

Napoli 57 

Modrna 57 
Palrnno 

Tofifio 60 

AliLano 50 

Anconu 49 

Torino 70 

Caci tari 47 
Palermo 



ALIOiCATO V1U<* 
Mille Menoric prcwatalc al CoacorM 
Noo }Miò dinti ccrtamcaic clic Ìl Concorso straor- 
A nan o iairmAxionalc bandito l' anno Korao dalla 
Socicli delle Confercnic un Goxiati d' Italia, tn ucca- 
tÈoam delta gronde fcua del Li\*ura. a cui sì acdnfrova 
la cteà» che deve accuirlierc la Conrercnut di que- 
K* aaao, abbia dolo un rìsuluto hrilloiilc. 

l^odùari■le aono tute le memorie presentate, e 
tutti i leni pn;)nMti dalla CommÌBsìone trovarono 
cM (Si OTolncaar. mentre un aoln autore, valendnai 
«Uh CmdM dMB vai punto i'^ de) Protn^unnta, ha 
tiAttÉB US afipmenbi di |in>|iria iicelta. Neuuna 
ééta Ite MeoMfie |ircMnut« ai deva con idee e 
li OMl e^tdriuì da midcre Cacita ana 
per aerilo totrinseco. Ciò dia poi al 



dove portìcolarniente e vivamente drpkmiiv, é la 
nmnr^tntit onMtluu di offni luvom Italiano. 

Il (>rimi) dei lemì puhlilicati era 11 aesuentc : 

« Cenno «ullo maio aiiuale della que«IÌone dei 
forni relatfvumeiile alla prercrcnui da dorsi, ala in 
linea Tecnica che in linea Rconomicn. ai ȓjitemi 
con : aj Storte onlinorie orìjcjcontnli ; ij Scorte ìndi* 
nate ; fj Storte venicali, tenendo pure conto delle 
nniditioni diverse in cui «i trovano le OHiHnr Brandt, 
medie, piccole », che fu trattati» ilnlt' autore della 
Memoria, col motto : e Nella «iieranui di rittsciia» ; 
scritUi in tedcwo. mn pruvvrniente ilall' Olanda. A 
nostro avviito l'autore mostra «ti aver («en romprcao 
quanto lo Commissione aveva desideralo, p«ineado 
tale irmn. Ne dà uno rnHIuppo iUMldittracrnte. oin un 
raffronto partirotarcKKinlo dei dlvemi atstemi dì forni 
che oflutl *^ trovano nella grande praticai e dei van- 
Uk- " I NtHitadì Tronttf affli altri, tenendo 

COI" 'I i;nirinM«a delle officine che do- 

vrebbero decidersi od adottarne l'uno o l'altro. 

Naturalmente da un rapporto slmile, baMto in 
parte au latti cunasdotl ed indiscussi, «d io parte «u 
opinioni mollo diffuae ed accreditale, non «1 poteva 
ailcndcre tletlc novilÀ. Ciò che l' autrve Iw voluto 
dare, i Una e»|toiit>Jotic chiara ed a larghi tratti dello 
stato della questione ilei forni, nel perìixlo aliuole, che 
per molti rapporti può consideroni come di traafur- 
mtuione. A nouro avviso vi è rluodto, licnché le 
notizie sui frinii a storte venìcAll aieno molto som- 
marie ed inoimplele. 

Ma di ciò non t dm meravifrlUrti attesa la novhA 

del ftìstemn inaueurato da pochÌMÌmo tempo In un 

numero molto riatrctio di officine 1.' autore acrisse 

la sua Memoria quando non erano ancora conosci utc, 

se non da (Hichi. K* interi-ssanli comunlcniìoni fatte 

nell'ultimo C«>iiKre*(»u dei Oozinti Ctrrmanici a Brema. 

Forse non lutti i dati numerici della Mirmurin saranno 

irrcfutnhih. ma l-ìh non iokIÌc che abbiano valore 

molto importante |kt un uulÌMimu confronto. Deve 

poi considerarsi che 1' Olanda, paese ft cui l'autore 

evìdenletncnie »Ì rirerìsi.-e, à molto pi(i avanti dì noi 

nello aviluf^KJ dell' indu»triu del gox. Motte olhcine 

olandesi, che 1' autore mette fra le officine medie, 

cioè quelle appartenenti a città con piti di lo.ooo 

abitanti ij8 «u 106). pos^uno avvicinarmi alle ofRcinc 

che in Italia servono per una dtià dì una |»opuU> 

xionc mollo m.ifCtHorc: basta dire che l'autore chiama 

« officine più piccole » fm le medie quelle che hanno 

una pruduuunc annua dì 4 milioni di metri cubi 
u meno. 

L' esame delle piante di offìcine alleirate alla Me- 
moria deve per ora CMere fatto sull'orij^nale stcaso 
che é a dlspcadktne dei cons^rcssisti. 

Il secondo tema proposto dalla Comralaaàoae : 

4 Cenni sulla coavenlcnta cooaomlca di rivìficair 
ta materia de|>urante satura fai sltu, per meno di 
oui^no aspirato ne^li apiiorrcchl di Lthhricvlooe i 
■ut ptinio da prrftfirsi (ler tale asptnuionc. r ani sol» 
effieno «ulta r|ualttA del gnx ». 

Il lutto illustrato da ampi esperimenti pratici ese- 
Kuiiì. non fu tratuto da nessuno. 



- io8 — 



Sul terzo tema : 

« Studio generale dei fenomeni elettrol ìttici sulle 
condutture metalliche sotterranee, prodotti da cor- 
renti vagabonde o da fenomeni di induzione in di- 
pendenza di grandi Impianti Elettrici, mezzi per rime- 
diarvi o ridurli » fu presentata una Memoria in fran- 
cese, col motto : « E pur si muove ». 

Tanto la prima parte de! tema, quanto la storia 
dei tentativi e degli studi fatti per trovare dei rimedi 
contro i perniciosi effetti delle correnti vagabonde 
sulle condutture metalliche nel suolo, per gaz e per 
acqua, sono svolte accuratamente. Ma i rimedi a cui 
accenna poi I' autore, fra cui principalmente quello 
che egli afferhia spirare una tranquillità assoluta, 
r adozione, cioè, del doppio trolley — « I' unico 
rimedio efficace e razionale » — non possono esser 
messi in pratica dalle Imprese che posseggono le 
condutture metalliche da proteggersi, dipendendo in- 
vece unicamente dal buon volere delle Compagnie 
di tramways, «delle quali» — come nota l'autore — 
« la maggior parte non cederà se non quando le 
indennità da esse dovute saranno superiori alle spese 
d' impianto e di manutenzione del doppio trolley ». 
Ma per arrivare a questo punto, le Imprese per gaz 
e per acqua (quando non siano municipali) non 
avranno probabilmente altro mezzo che quello di 
intentare dei processi, a meno che una disposizione 
legislativa non risolvesse la questione a loro favore. 
Potrà questa ottenersi ? 

La Commissione avrebbe desiderato qualche ac- 
cenno a rimedi tecnici che le stesse Imprese per gaz 
o per acqua potessero mettere in pratica : sotto questo 
rapporto non vi è nella Memoria che qualche parola 
a riguardo dei consiglio di un ingegnere d'acquedotto, 
«l'adozione, cioè, di canalizzazioni in cemento ar- 
mato ». Esso potrà valere per gli acquedotti, ma anche 
per questi nella maggioranza dei casi il consiglio arri- 
verà troppo tardi. 

La terza Memoria presentata, di soggetto libero, è in 
inglese col motto : « Juvenis Britt », e porta il titolo : 

« Suggerimenti intorno all'estrazione del catrame 
dal gaz impuro, alla condensazione di detto gaz ed 
alla sua lavatura o scrubbing ». 

L' autore dichiara che si tratta di suggerimenti 
che sono il risultato di studio profondo ; però, come 
egli stesso lo dice, le conclusioni a cut è arrivato 
non hanno potuto essere da lui sottomesse alla prova 
pratica. Quest' ultima circostanza toglie certamente 
in parte l' interesse che altrimenti la Memoria pre- 
senta. I suggerimenti sono d'altronde meritevoli della 
discussione che I' autore invita a fare. 

Appare notevole, benché non sia affatto nuova, 
l'applicazione di macchine centrifughe per depurare 
il gaz ; come pure 1' uso di liquidi sotto forma di 
«nebbia artificiale», per ottenere un contatto inli- 
missimo col gaz da depurare. L'autore richiama anche 
i' attenzione sul!' uso che egli crede essere il primo 
a suggerire, cioè, di gaz compresso in forma di getto, 
da servire tanto per estrarre il gaz dalle storte, quanto, 
nello stesso tempo, da mezzo refrigerante. 

Con gentile pensiero 1' autore ricorda due inven- 



zioni italiane, alle quali, in orìgine, si possono ricon- 
durre le idee da lui svolte. 

ALLEGATO IX« 

Memoria letta dal cav. Olacomo ras. Berìa 

INrett. dcHa Socteti AaonlM Couoauiwl Ou 4k Torino 

Credo utile nell'interesse generale dei gazieri, 
quali industriali e contribuenti, di portare a vostra 
conoscenza i' esito, non però ancora definitivo, di 
una lite che la Società Consumatori Gaz ha di re- 
cente iniziato contro ÌI Municìpio di Torino. 

La questione fu già risolta in sede di \.° grado 
dal Tribunale locale ed in senso purtroppo sfavore- 
vole all'assunto della Società. Mail principio sancito 
dal Tribunale di Torino sarebbe, se mantenuto fermo, 
cosi esiziale per le sorti dell' industria gaziera, che 
la Società Consumatori Gaz è decisa a risollevare la 
questione in sede d'appello, colla ferma fiducia, che 
venga riformato dall' autorità superiore. 

È risaputo che il consumo del gaz è gravato da 
due tasse, I' una a favore del Governo, l'altra a fa- 
vore dei Comuni ; che entrambe vengono anticipate 
dal produttore e che di esse la prima è fissa in 2 cent., 
l'altra è variabile, ma che non può mai superare, per il 
preciso disposto dell' articolo 13 della legge 11 aprile 
1897, il 20 p. cento del valore della merce colpita. 

La Società Consumatori Gaz, che è tenuta per il 
suo statuto a vendere il gaz al prezzo di costo, è 
riuscita in questi ultimi anni a diminuire i coefficienti 
di questo prezzo sì da potere abbassare gradatamente, 
nei volgere di 4 anni il prezzo del gaz da t6 a 12 cent. 
Ma nonostante questi ribassi il Municipio di Torino 
ha serbata sempre immutata !a tariflfe, che data da 
parecchi anni, del dazio sul gaz nella somipa davvero 
esorbitante di L. 0.03 per me. Ora se sì computa 
il valore medio del gaz per il triennio antecedente 
al gennaio 1905 sulla piazza dì Torino, per determi- 
nare su dì esso, come prescrive la legge, nella per- 
centuale del 20 per cento il maximum del dazio con- 
sumo, si ha la prova matematica che la tariffa del 
dazio imposto dalla città di Torino sul consumo del 
gaz supera Ìl limite legale. 

E tale esorbitanza fu avvertita da parecchi degli 
stessi utenti, che ne mossero lagnanza sui giornali 
cittadini. 

La Società Consumatori Gaz facendosi portavoce 
di quelle proteste, e allo scopo di eliminare un onere 
tale da inceppare 11 consumo, e per riflesso la pro- 
duzione del gaz, ricorse dapprima in via amministra- 
tiva per ottenere la correzione della suddetta tariffa 
entro i lìmiti legali. Ma tanto il Municìpio dì Torino 
quanto ìl Ministero delle Finanze respinsero i suoi 
ricorsi pel motivo che nella valutazione del valore 
medio del %az si dtbba tener calcolo delta tassa gover- 
trva di 2 cent. 

Fu allora che la Società sì decise dì ricorrere 
all' autorità giudiziaria ; ma prima credè opportuno 
di sottoporre la questione, come quella che coinvolge 
la discussione di principi d' ordine economico e finan- 
ziario, all'alto ed illuminato giudizio d'un illustre 
economista, il prof. Achille Loria. Questi, con un 



109 



'.prm m vtriàmte. tleaumcndu ilal lijini- 
m ah dd uko Io spirito rkll« hrincc, Indor- 
ai datlMBi della idcasii, <l*lla qiwle il l.<vU 
t «aaftro, Doa tritò » iltMppmvim la ded- 
ck« iiHftlificò come l'i^ipHaiitioiie 
IO, ilrl pRndpio UMtmio rivi)' mm 
^ iMt /outf M7^« tma fatta. 
Fort) «fi quoto pareri-, mi \toT\ò la queAìona In- 
ni al TriboMla. UM quatto, rcndcmliMi liirio ad 
ptmmt» dlapnaio ItOanile. rÌK»do e taMuitivn, dellu 
■*. pmr non dÌKnadaoendaoe tutu l'aMurditA, dì6 
immm dia tari dal Mankipio, coaKtobanda nel valore 
1 0w aacbe 1 ■ cam. di taiHi RDvemativn! \ Alla 
■sa ditta l*nc« <K ncrìficò lo q>4rÌto. 
Kqai * aiki oompito qudki di avoliiare una critica 
< di 4|MUa acnmua. Mi terrò pafio di rilevare 
anoroMlUt del suo ragionamento, che halzanu 
asti oedy dei profani e che cozzano col buon 

mt il Tribunale che l'art, u del Retcolamento 
per la riacnaiione ilei dazi di cnnRiimo 17 
iS^, nel fianrc alcune norme jier In deter- 
dri valore delle merci colpite dal daxlo 
a norma e per %\i cflfetti del rìA rìcnnlalo 
i) dcfla lc|cv« Il apriU* 1897, esclude tlal com- 
I di dmo valore 11 «olo ammontare del dazio, e 
qiriadi non accennando ad alcun altro eirmenlo 
ir. vi ri deve intendere incluso l'ummontiire 
I wmm gover na tiva : quasiché una nonnii dì reffo- 
ntfn» aailrht tpitftiàva. dtmùstmtrva, possa con- 
mia di^MMÌxionc itusativa. tttrsìeitaU / 
Diwe ancora il Tribuiuir che In IrKruxionc valore 
■a ^aila kcs* deva imendcrKÌ nel wnmt rhc ha 
ordinario (!). ciò* c»«npfcndprc il quan- 
di «cocta che il aNisumatorv effintivamentc 
per acquifftarr il ipix : e iiuindi a vo- 
e correnti, nel vnlorc omÌ ìnicMt del i^ajc. 
pure comprenderai lo iitr»o daxio comu- 
irte. Ma allora, /vr ^nrtia co^raddisiaM che not ftf*- 
■a*-. dèvcnia fnkpteKubile la dl^pasirionc sovrarìcor* 
é^ dal reicntamento, i-hc motlìficnnilo I.1 p<>rutn 
ddb lane, esclude dal a»nputu del vulurr ild \tni 
f — nnnTB-T del daxio. 

£ per q«e«t motivi che la Socictj. che ho l'onorr 
Adando pure nel parere del sua cnnitii- 
e. ha deHhemio di rloorretv in appello, 
t* autorità loudiuarìn su|>eHc>re vorrà ema- 
■rascnia. b qnale ne pure potrA tornare 
Ite fasiidioaa ai bilanci comunali, gio- 
(fcnerale ók%\\ utenti drl yp^t, nt»n 
la tas^uDone ili qurailo ad un prln- 
fiacale. 

Saftn in tal modo H irindke pocri veramente adem- 
fiir al volu rapfVMo (Ut leirialatorc nella rHuione 
dbe prannlc la lnq{r 3 aprile 1H95. <»ve efffi. conrta- 
■■^ « |iii— iLiadii kIÌ innumeri vuniaRid che l'in- 
daabin did mM- arreca in tinti i rami dHt' ^lt^iL^ 
■!■ lU , eapoae H criterio che la taau sul gai debba 
mlnnri atte minime prnparxionì- 

Salo l« lai caso il giudice poan. e g mnameni c, 



trovar modo di non paralluare gli aiorri ad \ ■crififì 
dcU' ImlustrtAlc compiuti per alkviare, an limili del 
poMÙblle V nell'intereaae gcacrale. i cofdkicnti tiri 
prajuto di costo del gax. 

AIJ.K(;AT0 X" 
Mwirii dri c«T. Brcali ZaccaH 

I.' intefcsse clic 1' Afls<x'ÌaxÌnno dri Oaristl lullanl 
Ita preso i>cr l'intTcnirnto tccnic«i dell* induatrb, 
istituendo premi ai mlK^ori cbc «vulguno i quesiti 
che le sottopone, altamente 1' onora ; iietch* i mÌKlÌo* 
nunentl tecnici prodotti dall' caperienza industriale, 
dalla meccanica, e dalla chimica, aono tali die, senta 
tra«ctimn: un' equa rìmuneraxionc al capitale indù* 
striale, possono raggiunicere il compito economico 
Mxriale di somminlatrare al consumatori gat. per qnal- 
masi UJK». di ottima qualità sntin injni rsppono, da 
non tcmerr con«»rrcii«a per 1" economi.» dnmMttea 
contro altri prodotti che le fanno fronir. 

I^ iiudlo al quale si è apf>lìratJi 1' Ajwjc-iaxtone 
dei Gazistl per dimostrare allo Suto che k imposte 
Mi gas sono enormi e gravitano il solo consumatore, 
mentre 1* indii<ttri)i paga le proprie etl auai fresanti : 
tutto ciò di prova drlln conoscenza amminiktrativa 
deir Assoctarione, la quale ha veduto come non ti» 
possibile che il consumniorr iKiasa aoppurtamc tielle 
altre — quale sarebbe la verifica biennale del con- 
tatori — essendo sufficiente e plb che gravoao U 
20 y» che il consumatore paga Ira Imposta e dayki 
sul valore del gaz che mnsuma. Inoltre non sì com- 
prende conte lo Strno. che hn reso esente d' Imposta 
il gax uMio dalle industrie, (lermctta che i Comuni 
vi applichino il daxio nella strma misura che 1* ap- 
plicano per gli alui usi. Per qtianto i dazi cumuniH 
siano rcenlnti dii leggi proprie e fiiae, tutta l' indu- 
stria la duvreltltcn» omsìdenirr i^on la medcalma bene- 
volenza che le ha usato lo Stato (*). 

1 premi che 1* Assodaxlone ha stabilito a fisvore 
del personale operaio, per (|uelli che sono più dtgni, 
?«ia per capaciti e sia per andduita al lax'oru, danno 
leniva che vuol prendere a cuore gli interessi della 
grande famìglia o|H>raÌa chr> ha bioogno di ensere 
curata e di cercare c<»i meaai posaibili di g iu nge r » 
ad assicurarle tutti quei migliora m enti econon^ ri* 
chiesti dati' equità e dal civile prograaso. 

Fra lune le materie a cui si t applicata 1' AsKk- 
ciatione le sunn sfuggile le cunsrgurnxc che gravitano 
sul personale : o|>eniÌ. impiegati, capi-tvcnid e direi* 
tori, pro\-enÌeniì dalle munioipalitxaiionl delle OC< 
cine. Ole i muntnpi, per ragioni burocratktie, per 
il frequente cambio dì amministrazioni di diventa aspi* 
raxiunc politioi possano <fivenire proficui imiustriali, 

f*) In diverse dtlA d' lulia olire ali* Impania go> 
vcmatJva di centcnmi 2 al m' ai paga ti daàlo oMM- 
naW di ahretuntu. A Cremuoa ad esempio U fai uso 
industriale k venduto da 15 a n centerimì al m" ed 
( tassato da centesimi a dì daxio : mentre il cartioae 
fosaile non paga che U 1.50 «Ila tonnellaia e TKIei* 
Mioo Balli. 



— no — 



è cosa dubbia che sarei per dire si avvicina all'im- 
possibile; mentre potrebbero benìssimo, e con van- 
taggio, divenire venditori del genere di uso comune, 
lasciando all' industria privala il produrlo ; la quale, 
sapendo escogitare ogni mezzo unito alla perseveranza 
ed al lavoro, giunge ad ottenere quella perfezione 
nella produzione che è fomite di prezzi mitissimi che 
pure le lasciano modesto compenso a! capitale impie- 
gato ; così i Comuni, senza nulla arriscliiarc vendendo 
il prodotto ai propri amministrati, potrebbero cavarne 
profitto nonché migliori condizioni ai consumatori 
stessi. 

A noi però non spetta discutere su tale faccenda 
che è di competenza dei padri coscritti comunali ; i 
quali, neir alca delle passioni, pur di fare nuovo, 
trascurano i migliori risultati, attenendosi alla sola 
formula che ad ogni costo debbono essere indipen- 
denti dal capitale industriale che tanto severamente 
giudicano. 

Tralascio quindi e vengo allo scopo che mi sono 
prefisso. 

Municipalizzata un' officina, generalmente il per- 
sonale operaio dipendente dalla Società cessante viene 
semplicemente assunto perchè ancora non si è pen- 
sato a costituirgli quelle garanzie cui ha diritto. 

Gli assuntori, perchè Comuni, cominciano a trat- 
tarlo con alterigia, da sovrani, e pian piano s' im- 
pongono cambiandone le mansioni per protezione o 
preferenza, e per far posto a! nuovo personale per- 
venuto ; in tal modo trascurano il vecchio personale 
che, oltre alla capacità acquisita nel proprio lavoro, 
ha i diritti dell' anzianità di servizio. 

Impiegati poi, più o meno si accettano, ma senza 
impegno : i quali generalmente nella nuova ammini- 
strazione si trovano subito a disagio per gli ordini 
e j contrordini dei comandi di Tizio o di Sempronio 
(i meno dal Direttore) si direbbe facciano apposta 
per stancarli e far posto alle anime loro. Di fatto, 
poveretti, in mezzo a tale confusione diventano son- 
nambuli ; e molti, piuttosto che proseguire in tal 
modo, si licenziano, preferendo perdere i meriti che 
si sono acquistati col lavoro, ed affrontano lo scio- 
glimento del difficile problema di trovare una nuova 
occupazione. 

Pei Capi-tecnici e Direttori non vi è venia. Per 
conservarsi in posto devono affrontare concorsi a cui 
il più delle volte non possono prender parte per limite 
d' età o per restrizioni nella Direzione tecnica im- 
possibili per il buon andamento dell' industria ; con 
scarsi emolumenti in confronto ai meriti e alla capa- 
cità ; il tutto fa si che sentendosi umiliati nella propria 
dignità non concorrono. E così anche a (juesti, molti 
dei quali furono cooperatori intelligenti e indefessi per 
lo sviluppo pres > dall' industria sia dal lato tecnico 
che dall' economico, per cumpen.so non restano che 
i soli acciacchi acquistati nel lavoro continuo e [ler- 
severante a cui si upplicarono. ! loro studi per spe- 
cializzarsi nella materia a cosa avranno approdato? 
a doversi mettere in riga con nuovi concorrenti che, 
digiuni dell'industria, tutto accettano e perciò hanno 



meno pretese ; pure avendo titoli accademici acqui- 
stati col merito o con lo studio. Siccome ogni indu- 
stria ha una scienza propria che bisogna apprendere 
nello sviluppo della medesima, questi dovranno im- 
pararla a spese dei Comuni che li assumono : così i 
più idonei e specialisti rimangono in attesa della poco 
benigna provvidenza che lor faccia trovare altro 
lavoro. 

Per quanto le Società esercenti le Officine del 
Gaz (parlo di quelle ben costituite e riconoscenti al 
proprio personale indistintamente) abbiano già pen- 
sato ai compensi che gli sono dovuti nel caso cessino 
d' esercirle, tuttavia per larghi che siano questi com- 
pensi essendo essi basati sugli anni di lavoro e sui 
servigi prestati, non tutto il personale, al cambio di 
Società, giunge a quel limite che è necssario per 
averne il guadagnato riposo ; e così molti di essi 
sono obbligati a proseguire nel lavoro, che loro do- 
vrebbe venir assicurato dal nuovo industriale con 
tutti i diritti e privilegi precedenti, per poter giun- 
gere al limite necessario ad ottenere il compenso de- 
finitivo loro dovuto. 

Se questi Enti costituiti — che non vogliono tenere 
alcun conto della lotta sostenuta dall' industria dal- 
l' inizio al suo sviluppo — che nulla hanno fatto per 
essa {che con lo studio perseverante ed il lavoro as- 
siduo, azzardando le proprie sostanze, è riuscita a 
splendidi risultati) ; vogliono oggi coglierne comoda- 
mente i benefici, non debbono essere indifferenti 
verso il personale che ne è stato la vita, e lo deb- 
bono accettare senza restrizioni. 

La solerte Associazione dei Gazisti Italiani prenda 
a cuore gl'interessi della propria famiglia; nomini 
una commissione che studi e cerchi di risolvere la 
dolorosa faccenda. 

Veda se, aggiudicando ai Comuni che assumono 
le Officine, i compensi che le Società cessanti asse- 
gnano al proprio personale invece di darli ad esso 
direttamente, possa pretendere e stabilire che detti 
Comuni assumino questo personale con un regola- 
mento generale che assicuri il proseguimento con 
r anzianità di servizio, per ottenere poi il dovutogU 
rimunerato riposo : e non trascuri di applicare la sua 
attenzione altresì sui diritti degli Impiegati, Capi-tec- 
nici e Direttori che, sino ad oggi, in ogni munici- 
palizzazione non godettero alcuna considerazione. 

Compiuto dalla Commissione il difficile lavoro, 
dopo di averlo discusso ed approvato, con la propria 
autorità, lo comunichi alla Commissione Reale per la 
Municipalizzazione dei servizi pubblici, che nella sua 
savia intelligenza e giustizia non potrà a meno dì 
studiarne l'effettuazione nel modo e nella forma (die 
crederà più utile e benefica per tutto il personale 
indistintamente, senza aggravare fuori di misura i 
nuovi industriali. 

Se la Società riuscirà nell'intento, oltre ad essere 
industrialmente tecnica e scientifica, potrà dirsi anche 
benefica, competerà ad essa tutto il merito di essere 
riuscita a farla effettuare. 

Settembre, 1906. 



Il 



ALLEGATO XI* 
Mia Cammàmémm nlU propoiiA Zoccoli 



Miiamo. xj Setiemtbrt ì^oó. 

étMt SMitm dettt Ccm/rmuf fra Gatisti à'tialU 

Lji C oMM Ì w t opc nofliinata (lalla S. V*. I. nunitMÌ 
I i cornate per eaunìoore In « Memoria > dd col- 
■ cwr. Ensle Zoccuti circa I' azione che la no«tn 
dovrebbe ctcrriurc per tutelare in modo 
l« aona dd iwnoruile impiegali ed operai, 
al'lBdaMriM pdvatn del (pit nel caaii ili titu- 
del aervtjclo, prrso in mune In me- 
ivìb 9mm^ e la lecre 29 mArxo 1903 ed II rvfrola- 
M» t« nMn» 1904 suiti ii«Aun7Ìonc direitA dd 
kÉtd Mrvixl ds pane dei Cumuni. Iiu I' anure di 
virr qamto «cipie : 

niBdciamenle CHiriroc il nua voto di plauso olUi 
làidva praM in arpimcnin dal collega cav. Zutrcoli 
MBÒaai di questione umaniuirìache mira ad asai* 
Hrc la aocte dd tanti buoni e feddi impiejratt 
fc soatn induacrk. 

KilKva poi che per rifcuardo osti operai la luro 
•Bìaac anche di fronte ai munirifii è di moUn 
^hjista dopo b orjcanlzzaxinnr delle rispettive 
•Kfaakmt dì daMc. 

Ketfaao crnamcnie Indircai gli impiegati ; ma n 
■■a propoait o conviene osservare die i municìpi 
' S bai andamento ddic aziende tlovrehbero aver 
toTiatHreae di conarnrare in ftrr\-Ì2to il personale 

pmteo. porhé diSidlmentc esaa (loirebbc eaaerv 
rihdiD cciDTcnicnicmcntc. 

te avooodu luuito alla Commìaifone sembra che 
k ■^'■— nei wnao di proteeicere questi impicffati 
MTiÉbCw auciriur efficaria nd cimi ili mr^liftc^iìonc 

attuftle Ic0e e oJl' attuale regulanicntu sulla Mu- 
jylifrtJtooe. il qtHkle ultimo ttpcdatnicntc ina 
waudc in certi tìmtti a tutettre k'ì interessi dd 
wtmaSm delle nxivndc che in qualunque modo vrn- 
IM Midcipalìzxatc 

D*aliroode raaaunikmc dd puhhlin serviti \\,\ 
im «Ili OmbubI può Ausi in due modi : o appli- 
lé» pmnenie e aanpticeraenie la letttre. oppure 
privale. 
primo caso sta al personale stesso di far va- 
f diritti die la legye td ti regolamento gU 

TT?T"f^*" caso la Commissione riconosce van- 
B^oaa di raccoiandire alle Società, che si truvx»- 
"O Nd CBMi di ccdare le proprie uflidne, di com- 
■adcflc nd patii deOa ceanone qudir dtK)>Oftixioni 
t ad dafoli casi varranno a mlvairtiarilare gli In^ 
■■i dd proprio peraonde. 
C con qncato voto h» 1* onore di rassegnare H 
fifcii> ricevuto 



Firmtti 



w> : ftrwMn K. Laooub&. 



Inff. L. Srttiurico 
Ing- M. HOifM 
K. Zrivou 

G. M. I*£KNICK 



AU.f-X.ATO Xll« 

L'INDUSTRIA DEL GAZ 
all'Esposizione di Milano del 1906 

Questa Industria, ciie ogni giorno va a» 
sumcndo unu sviluppi) .sempre più (grande e 
che, .specialmente in questi ultimi tempi, ha 
fatto così Atranrdinari prugrcs&t, non è rap- 
presentata nell'attuale Mostra cosi degna- 
mente come SI niiTiUrcbbc: uifatli, piichi»- 
sime sono le Case che vi hanno partecipato 
e ancora meno &ono i prodotti espo!^. Ciò 
premesso, ecco in breve quanto ivi s'incontra 
e che può offrire aualchc interesse. 

Alla Mostra del Parco, dopo l' incendio 
de! mese scorso, che ha distrutto parte del- 
l'arte decorativa italiana, ove erano esposti 
diversi apparecchi per aso domestico, non t 
rimasta traccia dell Indu^stria del Gaz che al 
Padiglione della Città di Sampicrdarcna. In- 
fatti, colà, la ditu Storact C- Rvlia ci^pone 
alcuni esempi di giunta di tubi di ghisa fatti 
a freddo colta stopp«t di piombo* sistema 
Buehne. in luogo aell' usuale piombo fuso. 
Non esiste realmente fra Ì due Mstrmi grande 
differenza circa la sicure/za e la durata del- 
l' impiumbatura. E' un fatto che nei luoghi 
ove è pericoloso tenere acceso il fuoco per 
la fusione del piombo, o allorquando ven- 
gono eseguite impiombature sm tubi ripieni 
di gaz. l'uso della stoppa di piombo e- indi- 
catibsima. Ma nei casi ordinan, di tubazioni 
eseguile in bianco, e raramente con tempi 
piovosi r uso della stoppa di piombo, a pa- 
rila di risultali, a causa del suo prezzo ele- 
vato, non e sempre conveniente. 

Nel recinto oella Piazza d'Armi il Padi- 
glione ove l'Industria del Gaz è maggiormente 
rappresentata ^ quello della Metrologia. 

La Società Italiana gii Siry Lìttirs 6' C. 
di Siry Chamon ó' C. oltre a una serie di 
contatori ordinari e Duplex espone un mo- 
dello di sifone stradale per la ricerca delle 
fughe nelle tubazioni. L* apparecchio ha la 
forma di un V le cui braccia si piegano oriz- 
zontalmente alla parte supcriore per essere 
raccordate alla tubazione. In una ner\'atura, 
venuta di getto fra le due braccia, sono pra- 
ticati tre fon per il passaggio di altrettante 
canne di ferro, una delle quali centrale che 
scende fino al fondo e serve per pompare 
l'acqua ; le altre due, una a destra e una a 
sinistra della nerbatura, e che servono per 
la presa di Gaz. Immaginando ora che nella 
rete stradale siano distnbuiti diversi sifoni 
di tal natura, per accertarsi se in un deter 
mmato tronco, compreso fra due sifoni, esi- 
stano fughe di gaz si procede cosi : 

> Riempiti d^cqua i due sifoni e assicu- 
ratisi che tutti i rubinetti delle prese di quel 
tratto siano chiusi, si mette in comunicazione 
r entrata di un L;azometrino portatile colla 
parte a monte della tuba/ione e la <in 

M parte da espcrinienlarc a valle __ _ ■ :ie. 
Pot chiuaa la sortita, si apre l'entrata e allora 



— 112 — 



la campana del gasometro, in virtù dei con- 
trappesi di cui è munita, si alza. Quando è 
pieno, si chiude l'entrata e si apre la sortita 
e allora a mezzo di pesi si comprime il gaz 
nel tronco in esame fino alla pressione desi- 
derata. Osservando il movimento del gazo- 
metro si può facilmente rendere conto della 
esistenza o meno di qualche fuga, che però 
una volta trovata occorre meglio localizzare 
col Cloruro di Palladio. 

Ora è chiaro che in installazioni esistenti 
il sistema in questione forse non è sempre il 
caso di adottarlo per la spesa alla quale si 
andrebbe incontro. E trattandosi di impianti 
nuovi può succedere qualche volta di non 
potere, per una ragione qualunque, chiu- 
dere i rubinetti di tutte le prese o per Io 
meno, se anche si può, essere tratti in in- 
ganno se qualcuno non è mantenuto tale per 
tutto il tempo dell'esperimento? 

La ditta Siry Ltzars espone ancora un 
Indicatore Manometrico Registratore, modello 
Couffolenc, il quale funziona a secco a mezzo 
di una membrana elastica metallica soggetta 
alla pressione da registrare. 

Nella Mostra della stessa Ditta figurano 
ancora un Calorimetro Simmance-Abaay e un 
Fotometro Simmance-Abady. 

Nel primo i prodotti della combustione 
del gaz da esperimentare circolano attraverso 
diverse camere anulari, in senso inverso a 
una corrente d'acqua circolante, pure in spazi 
anulari intercalati ai primi ; diversi termome- 
tri opportunamente collocati danno i dati ne- 
cessari per potere, col sussidio della termo- 
dinamica, ottenere il potere calorifico cercato ; 
è apparecchio consigliabile per scopi indu- 
striali. 

La caratteristica del fotometro Simmance- 
Abady sta nel fatto di avere come campo di 
paragone invece di un foglio di carta oleato 
o un pezzo di vetro smerigliato, una specie 
di disco girevole attorno ad un asse orizzon- 
tale, animato da un movimento di rotazione, 
di circa otto giri al minuto secondo. Questo 
disco è fatto o di marmo o di gesso, ed è 
formato dalla riunione di due tronchi di cono, 
a base circolari e elittiche sovrapposte. Il 
piano di base comune, separa il disco in due 
superficie simmetriche, così disposte, che i 
raggi luminosi posti da una stessa parte di 
questo piano, e paralleli all'asse di rotazione, 
illuminano una sola superficie. Allora le sor- 
genti luminose, poste in linea retta e da parti 
opposte, illuminano alternativamente durante 
la rotazione del disco le due faccio. Se le 
due sorgenti luminose non le illuminano 
egualmente, all'occhio dell'osservatore ap- 
pare un fenomeno di scintillio, che scompare 
allorché si è ottenuta l'uguaglianza delle due 
luci, nei qual caso non si vede più che un 
disco di colore uniforme e che sembra fermo. 
Questo fotometro offre il vantaggio di un' os- 
servazione pronta e sicura, facile riuscendo 
anche a chi non abbia l'occhio troppo abi- 
tuato alle esperienze fotometriche. 



Accanto alla Mostra della Società Italiana 
già Siry Lizars <S- C è quella della Compa- 
gnia Anonima Continentale J. Bruni. 

Anche qui si trovano esposti diversi mi- 
suratori, indicatori di pressione ecc. dei soliti 
tipi. Le cose più interessanti di questa Mostra 
sono due modelli delle macchine a caricare 
e scaricare le ritorte, sistema De Brouiver, 

Caratteristica della prima, come oramai 
tutti conoscono, si è quello di cacciare il fos- 
sile nella ritorta per forza centrifuga; carat- 
teristica della seconda è quella di avere V asta 
del poussoir snodato. La loro conformazione 
è tale da occupare poco posto e quindi sono 
di facile applicazione anche in quelle sale di 
forni ove lo spazio, di fronte alla facciata, non 
è troppo abbondante. La macchina a scari- 
care però non è applicabile che a forni aventi 
ritorte a due teste. 

La terza mostra di apparecchi per gaz che 
si trova nel Padiglione della Metrologia è 
quella della ditta Vanderpol Maldant &> Du- 
poy, la quale ha esposto una rampa per la 
prova dei contatori e diversi tipi di contatori. 

Notevole è Ìl modello di un contatore 
Duplex con una nuova disposizione per man- 
tenere automaticamente costante il livello del- 
l' acqua. Al cucchiaio compensatore degli 
altri è sostituito una specie di iniettore a 
gaz : il volante del contatore è munito di 
piccole orecchiette, che allo immergersi nel- 
l'acqua imprigionano una pìccola quantità dì 
gaz, che lasciano sfuggire allorquando arri- 
vano in basso del misuratore. Il gaz che si 
libera viene a raccogliersi in una piccola ca- 
mera finché, raggiunto un certo volume, non 
trovando altra uscita, che quella dell'iniettore 
esce per quello, trascinando con sé una pic- 
cola quantità di acqua, che dal serbatoio di 
riserva caccia nella camera misuratrice. D 
vantaggio principale di questo misuratore 
appare quello di avere ottenuto lo .scopo di 
mantenere il più possibile costante il livello 
dell' acqua nella camera misuratrice, senza il 
concorso di alcun organo meccanico. 

La stessa Ditta espone anche un disposi- 
tivo per contatori a pagamento anticipato. Il 
sistema consiste in un rubinetto a due ma- 
schi coassiali, così disposti che, introducendo 
le monete, uno dei maschi ruota per modo 
di far coincidere i propri orifizi, o porzione 
di essi, a seconda del numero delle monete 
introdotte, con quelle del secondo maschio, 
aprendo così la via al gaz. Il movimento del 
volante trasmesso al secondo maschio fa si, 
che questo, girando, chiuda man mano gli ori- 
fizi aperti prima, finché sia passata la quan- 
tità di gaz corrispondente al numero di mo- 
nete introdotte. L'apparecchio che tra non 
molto verrà messo in commercio anche in 
Italia, dà afiìdamento di avere buona fortuna, 
e noi glielo auguriamo. 

Sempre nel Padiglione della Metrologia 
la ditta Pipersberg H. I. di Ltìttringhausen 
espone diversi contatori a secco ; sui pregi 
o difetti dei quali non è luogo discutere. 



- "3 - 



U Mctmlojfia ed entrando nel 

dell'Arte Decorativa Kranccsc, si 

vedrrc alcuni di^tcgni della Casa 

«Il Panxi indicanti di.sposuioni per la 

me del frax col benzolo, e relativi 

li. e disposizioni pel trattamento 

arquc amoniacalt per la produzione del 

9o <r Ammonio. 

Accamo • questa la Società Francese di 

lioffv e Lare, rappresentata dall' c^rc^in 

r^f Payct, espone diversi radtnton a gaz 

arrechi d'ilhiminiuionc a becco k'rrn, 

.cu* caraneristica consiste nell'aver sosti - 

all' ordinaria rete metallica una spe- 

gnua di mafcgtor durata, formata da una 

striscia metallica, ondulata e ripiegata 

»^ stessa a spirale. 

Nel Padiglione dell* Austria si trova la 
«tra delb Ditta /. Pinfsc/i di Vienna la 
rie olire a un apparecchio registratore au- 
per la misura della percentuale di 
addo carbonico contenuto nei gaz dei foco- 
fan, presenta i tipi dei suoi contatori a secco 
ed a acqua con o senza dispositivo pel pa- 
yiBCOKu anticipato : registratori grafici di 
fRSBone ecc. 

Nel Padiglione dell'Igiene i signori inge- 
gneri MiìTfno tS" fy Antoni presentano alcuni 
aluriferi a gaz alimentati dal loro fornello 
• \ralcano* a ricuperazione: e la ditta Rick- 
wm»d dì Londra i <uoi contatori a secco e 
le sue grandi cucine. 

D «gnor Louis Escoyez espone infine nel 
PMi^lionc del Belgio prodotti refrattari. 

• ile sonu in funzione 
4.^ Itone: acetilene, al- 

ci» :<i (Distillerie Italiane - Milano); 

Ac^ti^v ^v ....^ a petrolio di vari sistemi, 
Kitson* Lux. t \jik Washington », ecc. e infine 
■a inst-)" di illuminazione a %tiz e 

Vipiteno '■s>rf>re Pictet, Un intercs- 

imo impianto nella Galleria del Lavoro 
dell' obsigcno industriale e 
lomisce l'ossigeno ai gazo- 
dai quali, con una tubazione che corre 
yvaQclamentc a quella del ga/, l'ossigeno 
ncDc portalo fino al becco, sostituendo cosi 
faria. Il professore Pictet asserisce di adot- 
tare per illuminazione cosi fatta, becchi e 
rtticcllc di compost/ione sua e tali da resi- 
flere benissimo aì 3000 gradi cui arriva. 
Aggrange ancora che la sua reticella assog- 
gettala a quella temperatura, diventa cosi re- 
■tfenie da non rompersi neppure cadendo 
il saolo, e di avere una aurata di circa 
dorceoio ore. Afferma inoltre di ottenere 
collr awc reticelle, mescolando ossigeno e 
ni io parti uguali, due candele-ure per ogni 
uro di miscuglio e che il prezzo di costo 
dcS'aangeoo è di un centesimo per metro 
cvdxk 

NoBa per ora si può dire siitla utilità in- 
dannaie pratica di questa nuova disposi- 
iTone* 

Degni di nota sono T installazione di un 
di gaz povero, per un motore 



&la produzione 
ana liquida fc 



500 HP alla Stazione Amvi r quella per la 
produzione dell' idrogeno del Parco Acrei>- 
nautico. 

Kd ora prima di lasciare l'argomento di- 
remo (lue parole dell* installazione eseguila 
dalla Compagnia Union tUs Gaa al Parco 
Aereostatico pel gonfiamento dei Palloni col 
gaz illumìnantr. 

li gaz dei Palloni viene fornito dal gazo* 
metro di Porta Magenta per mezzo di una 
tubazione che al principio t di 550 mm. di dia- 
metro noi 450, ea infine di 400, e serve pure 
per la oistribuzionc del gaz in città e per parte 
dei consumatori dell'esposizione. Nel Campo 
Aereonautico entra tin lub<:> di 400 nim. cne 
va man mano restremandnsi fino a 'Joo mm. 
r>ue bocche di presa di 300 mm. e 5 da aoo 
permettono di gonfiare contemporaneamente 
7 palloni, arrivando, nelle ore del ma<csimo 
consumo, a potere erogare 2100 metri rubi 
di gaz all'ora, e nelle altre ore 3700 culla 
pressione di 80 mm. a Porta Magenu e 35 
al Parco Aereonautico. 

L' impianto corrispose felicemente alle 
previsioni fatti* e siamo stati brn lieti di aver 
raccolte le lodi dei diversi areonauti per la 
rapidità colla quale viene loro somministralo 
il gaz. 

Nella presente rassegna può darsi che 
invulnntarmmL-nte abbiamo taciut<i di qual- 
che mostra, magari interessantissima; e di 
ciò ne saremmo assai spiacenti. Ma la scar- 
sità del tempo che abbiamo avuto a nostra 
disposizione ne è stata la sola e vera ra- 
gione. 

U DlrczioiK ài MUano delti Ualei te Q». 

ALI.BGATO xm* 

SULLn MACCHINE DE BROUWER 

MmitIi litti U\ slpor Uei» 

Miei cari Cullcghi, 

Prima di tutto vi ringrazio sinceramente 

di aver voluto ieri, ammettermi fra voi, e 

jxiichò la questione delle storte orizzontali ^ 

in discussione, permettetemi di portare il mio 

' tributo alla clona del sig. t^ Brouwer. 

Siccome la Compagnia Anonima Continen- 
tale è stata la prima a diffondere le idee del 
sig. l>e iJrouwer, per nuaiiio concerne la ma- 
nutenzione meccanica del carbone e del coke 
nelle Officine a Gaz, idee che si possono chia- 
mare geniali, per la loro semplicità, perch* il 
sig. De Rrouwer, avendo fatto gli studi di giù 
risprudenza sembrerebbe non dovesse esser 
attratto per queste questioni tccmche. 

Ma egli fece questo studio di manuten- 
zione meccanica, seguendo un dato or- 
dine di idee, che lo portò, se non a raggiun* 
gere la perfezione, che non esiste in queMo 
DOSSO mondo, ad ottenere un miglioramento 
tale, che lascia sperare nell* avvenire, anche 
per un aumento considerevole nella resa, di 
una industria, un tempo cosi florida* ed ora» 



— 114 — 



che si stanno rinnovando i contratti, così 
battuta. 

Prima di tutto studiò il modo di levare 
rapidamente il coke caldo, spegnendolo col 
suo entraineur; poi essendosi assicurato che 
qualunque sia la quantità di coke contenuta 
in una storta, necessita farla uscire dalla 

f)orta dei forni. Cercò il modo di aumentare 
a carica delle storte sapendo che se le pic- 
cole cariche danno un potere illuminante su- 
periore, le grandi danno una miglior resa 
dal punto di vista del prezzo di vendita del 
metro cubo distillato. Inventò la macchina per 
caricare. Infine perii (/(^/w/a^^ delle storte, molto 
cariche, diventando questo assai difiicile, se 
non impossibile, immaginò la sua macchina 
délutage delle storte ; compiendo cosi quel- 
l'insieme che da parecchi anni ha fatto le 
sue prove in Francia, in Inghilterra ed in 
Germania e che valse al sig. De Brouwer 
una delle più alte ricompense della Società 
Tecnica del Gaz in Francia. 

La Compagnia Anonima Continentale, che 
in Francia ha fatto sui suoi dati gU impianti 
di Lille, Lione, Besan^on, Bordeaux, NTancy, 
Tolosa e Versailles, e che sta costruendo la 
nuova Olìicina di Nizza, aveva perciò tutto 
r interesse di rendersi conto delle speranze 
che r Industria del Gaz poteva fondare 
sulla storta verticale. In seguito al Con- 
gresso dei gazisti, tenuto a Parigi, i gazisti 
francesi, essendo stati invitati a veder fun- 
zionare la storta verticale, detta di Dessau, 
io, inviai il sig. Laurain, il vero apostolo dei 
processi De Brouwer, e che da diversi anni 
tiene i nostri Colleghi francesi al corrente 
di questa interessante questione, io inviai 
dico il sig. Laurain a visitare le storte ver- 
ticali installate neli' ofìicina di Mariendorf. I 
dati che egli portò della sua visita, sono quelli 
pubblicati, ma che egli non potè controllare 
poiché bisognerebbe rimanere almeno 15 gior- 
ni air Officina. 

Si praticò è vero, in sua presenza, il délu- 
tage ad una storta che fu fatto senza difficoltà; 
ma malgrado l'insistenza dei membri presenti 
non si potè ottenere di praticare il délutage 
ad una seconda. Ciò fa supporre che si te- 
meva che un qualcosa di imperfetto non per- 
mettesse la discesa del coke; e se ciò si fosse 
prodotto vi era allora dillicoltà d'introdurre 
una barra di ferro sia per il basso che per 
l'alto della storta. La caduta del coke non 
deve esser prodotta, secondo Dessau, che per 
la sola gravità; ed a ciò sembra che si abbia 
limitato, in questa operazione, il délutage^ e che 
per essere certi di non essere mai arrestati, 
sia opportuno di avere in ogni tempo un aiuto 
in un mezzo meccanico, lo sforzo del quale 
dovrà essere sempre superiore alla resistenza 
che il coke può opporre nella sua discesa. 

La storta inclinata sarebbe piuttosto un 
perfezionamento della storta verticale, poiché 
riesce molto più facile aiutare la discesa del 
coke neir inclinata, che nella storta verticale; 
dal punto di vista delie qualità di gaz e di 



coke, le indicazioni date dagli autori della 
storta verticale, sono inferiori a quelli otte- 
nuti nelle storte orizzontali di 6 metri, cari- 
cate di 550 cg. di carbon fossile, cioè piene. 
Sarebbe pure interessante diffondere le prove 
tentate, circa 25 anni or sono dal sig. Cra- 
ponne, direttore delle Officine di Lione, che 
aveva immaginato delle grandi storte rettan- 
golari, un piccolo forno a coke, della capa- 
cità di una tonnellata circa per storta, ma 
dovette abbandonare l' idea falsa, di un mezzo 
pratico di délutage della storta. 

Oggi che le macchine per il délutage sono 
entrate nella pratica, non vi è nessun dubbio 
che possa riuscire ciò che 25 anni fa si 
arenò. 

ALLEGATO XIV« 

La visita dei Congressisti alla Officina di S. Celso e 

precisamente In quella di |rià recente coslrazlone 

I^ produzione di questa officina è di carca 165000 
metri cubi ai giorno. In essa esistono 6 batterìe dì 
8 forni a 9 ritorte inclinate, di cui 4 batterie vennero 
costrutte dalla Stettinsr Chamotte Fabrik e 2 dalla 
ditta DervaL Due batterie lianno ritorte della lun- 
ghezza <ii metri 4.55 e le altre 4 hanno ritorte di 
metri 6,10. 

Alle batterie di forni è annesso tutto il macchi- 
nario necessario per 11 sollevamento del carbone fossile 
e per la distribuzione, misura e carica nelle ritorte. 

b'n tubo collettore di i metro di diametro porta 
il gaz al gruppo dei condensatori anulari che sono 
disposti in 5 serie da 3 elementi ciascuno. 

Di seguito vengono 4 estrattori sistema Bryan 
Doiikin con macchine a vapore accoppiate. 

Due estrattori sono della potenzialità ciascuno di 
85000 e gli altri dus ciascuno da 50000 metri cubi 

per 24 ore. 

La condensazione è completata da 3 condensa- 
tori Pelouze e da 3 condensatori Cutler a circolazione 

d' acqua. 

Il lavaggio del gaz è fatto mediante tre iat>eurs 
Standard i quali servono a fissare completamente 
r ammoniaca contenuta nel gaz, e per la depurazione 
Kerv{mo 8 casse pensili, con chiusura a s^:.'co. della 
stiperfuTÌe di circa r25 metri quadrati ciascuna. 

.Seguono poi tre contatori di fabbiicazion-j di cui 
duo (le! tip » ordinario f d uno del tipo Duplex, disposti 
in una sala ben ventilala ed illuminata ; n 5ve gazo- 
metri, di cui il maggiore della capacità di 25.000 
metri cubi, servono ad immagazzinare il gaz prodotto, 
il quale viene somministrato alla città attraverso tre 
regolatori di pressione collocati su tubazioni del dia- 
metro di un metro e dì metri 0,60. 

ALLEGATO XV» 

Toast prononcé par mooslenr Cote à AUlan, 
le 11 september 1906 

AfesdaTties , Monsieur le Presidente 

Messieurs et Chers CoUègues, 

Qu' il me soit permis, tout d' abord, de vous 
adresser de sincères remerciemcnts pour V honneur 



- "5- 



-j- %<«!* avM (ait a la Société Tccliniquc dcrindii- 
c" Iti Imju cn KrafiLY. cn tnvitant tuus scs mcmbrcs 
*.\ Rt-jnii*n!t ile vntn.' Ctmfórciicc*. 

t. -.^r^r (lar mes Collcf^cit, cn ma qunlité de Icur 
*■-•■**■ kr.*. <r i'tre auprès de vous l'interprete de 
*-.-» -^itimctiLs de cordiale sympalhic, j'ai regfrctié 
tK -n rtHnx de ne pa« savoir m' exprimer dans ccitc 
V- r ^n^'jc du Dante qtii vnus est ramilicrc. Mais, 
er. -■".•«ailLint rannuain.- lìv notrc Si»cii-lc 'IVclinique, 
*■ r'.r -ir Miitc rasKuré cn y trmivant Ics noms 
: i—!- ,\uì m- maixiurront pxH de nt' exriist:r auprc» 

[►e n-»mhrtiix ^-axiers italìcns compieiit, en effet, 
TMTTTi- n* adhéri'nts. Il n* y a pas Iìl'u de s' cn 
«".w.nfr M r un |K*nse aux relation!) fratcrnelles qui 
« '^\ : n: dan-i V hifttoirc ont cxìsté cntre nos dcux pays. 

C'* re^ations vont dcvcnìr cncore plus suivirs 
ru-'-;::-.' vous avez vaincu les v\l|)«s une tmisiòmc 
» i?. •■: .-rr<- ainsi un ni>uvcl élèmcnt de rappn>chcmcnl. 

Lom-ir. t-n Italie, vuus savez tout faire avi-cart 
rt f'f-S-wi v. i»<>ur venir jusqu'a vous, vous nous 
a\rr ;»r- k virv 1' (KT-'iUtion de travcrscr ile }franiiio.sc,s 

Kn-'-rt- fmer\xillts par le chiirmc de cettc fière 
TU'iT'. ilont k's sitrs ini|>osants se s-mt (k-roulés sous 
>- v<-,]\. nous niius trouvons aujourd' hui a^réablc- 
•^n: •mprt-ssMinnés par la ffràcc de rette fftc du 
T- -i* "U ilt- iiomhrcux pavillon. tlans V'itrc Kx{Mi- 
*.■. TI r<. «Uni .lux élrani^ers les richcsscs varièes 
- ...- InduMncs. 

K' « ». -«"ir. nous somnit-s coinmc trans|M)rtés jKir 
^ •:.i..-ìt.- ri.rdLilité ile votrc aimalile reception. Ce 
va <r<>><v-Ie liit-n, un souvenir inoultliahle quc 
^ .^ :-.m'.mfi;ron-àtousnosOilltj{ufs, lls re^rettent. 
*(TT--fi «".ars. de ne p:i.s ètrc dcs nótres. mai leur 
•■ -trn- rient n" ».-m|»dchL- pas leur pensée de se (wrter 
L. '- i drs Alp-s. 

i - n ni'i 4-ncouraKeni à vous proposer un toast 
> .r " iinìtin toujours plus ótroitc de nos deux 
N«-rf •-■- 

r'-n e •niinunion il* idées avee eux. je lève ninii 
;- -rr ;it>:ir V'>un -iouliaiter le plein Sii.vès dcs travaux 
j- . " l'tiiUn-ncrs. 

N ■ 1- nlan<)UL-rion^ a tous nos devoirit d' iiivité.s 

■■ I tv r'-nuTi-jiins pas d'une luanler*.' tonte |Kir- 

. - rt Miin-ifur I at'omhi* (Mtur 1' aimabki fa^'oii 

:.i yivHr ti s* vfl priKli}»«<^ au l'ip'irsilfs rércptiims 

■ -.- . •:•* av-ms étè 1' objet. 

? . .TA- ì.- bii-nveillanie de madame I.iio>nilK' el des 
,— - - jU! r .i"»sisuii-nt, ont doublt- pour nous 1' in- 
'- t ■;' itiv vi-ite iiuluatrielle, 

.\ : I);;ct'teur ile la Compagnie du Gaz de Milan, 

- j. -i~«- "-ii.ns dans notre pensee tous nos hòtcs et en 

a.- ■.- IT )*-s Attministraieurs et Infcénieurs de 1' L'- 

.:■ - » lA/. 

i_i 'v>.7ì.,-té Tcchnique tient aussi tout s|»éciale- 

-.T.: a dire à Monsieur I^ienj;, le secrétaire de vos 

■_ -■■»r«-niv*. combien elle luì est reconnais.<iantc de 

■ •;:- ;-i jwinc qu* il »' est donnée |K>ur nous reccvoir. 

!. i\ 'lì*- donc. Met Chera CoUègucs de la Soclété 



Technique, A la sante de Madatne et ile M«miiieur 
I^icomlw, A celle des Adminisirateurs et InKénieurs 
de r Union des (ìaz, ainsi qu' a la sante de Madame 
et Monsieur I^enK. et à celle <Ie lous no» ainiablt-s 
hùtes. 

Parta Ufficiala - Concorsi pel 1907 

- Brucia 25 Sittwbri 1906 - 

/ 'rt'x iatis sima Siji nore 

Riservandomi di s|M-dirle, quanto prima il \'»TbaIe 
della .ìS-' Confvren/a t'.-nulasi al 12 corrunie a Mi- 
lano, ini prf}rii) (li farle conos<-ere intanto la ttelitn-- 
ra/ìone presi iti riKuardo al 

CoacofM aonnale fA IM? 

Il medesimo sarà ordinario, a lil>cra scelta ilei 
temi, e aperto esclusivamente fra i sorl delle Omfe- 
rrnzc, a norma del ReBolamenio approvato nella riu- 
nione di Torino del 1902. inserito cunie AlU-jrato 
nei Verbali dcirlt ultimi anni (eoinparirà pure in quello 
pel 19061. 

I.* assemblea ha asse^jnato pure I.ire hkxi jkt t 
premi da statulirsi a norma dell'art. 7 del Rej(ola- 
meni'i, e la C'o-nmissione esiuiiinairire (art. 9^ s;irA 
composta dal Presidente annuo, dal .Segretario della 
Sociel'i e ital signor inj;- I- Chavannes. Direttore 
del (ìaz di Napoli, noniinnto nell' adunanza ilei sih-ì. 
l'cr la spcdiziuiie delle Memorie vvc. entro il i .Mar/o 
1907, sono tla osservarsi in tutto le indica/ioni del 
Ket;olameiito. 

CoBcorw tttriordiaarìo iDteniailoaak del 19M 

Il ter/o premio imeda^jlia di bronzi> e L. 5<k)ì é 
stato luwe^nato. per delibera/.inne dell'assemblea, alla 
Memoria col mollo: A'W/a sf>craH:a di riun'ita sulla 
rpiestione dei forni. Ne .«mo autori i signori : Wouter 
CiK>I. innejjnerc dell' rfticio Tecnico Comunale dì 
Rotterdam; 1*. H. Hendriks, in^re>;iiere dell' ( >ftìcina 
Comunale del (ìaz di Kotlenlam. 

Il primo premio (meilafclia d' <)ro e I., in<»oi ed 
il sccontlo imedajrlia d'argento e !.. 7.>ot nnnesv<-nd(t 
stati a;;);ìui]icati a nessuna delle altre Menutrie pre- 
sentate, it I ir.i e >iiferi'u.-nto è rimanil.itu .tll'aiino 
venturi, a no: m.i del l'ro^ramma ^i.i pubbiie.Uo il 
27 Setti'mt)re U)'>5 e ri|ir<nKitl" ipiì di loinr" nelle 
sue parti essenziali. I.<' Mern<irif tlo\r.iiin-i essm- 
spedite al soiinseriUn pure entf» il 1. Mar/o i<».>7 »■ 
saranno es;iunn.ite da una Commissione ili almeno 
_^ memltri da nominarsi nella Conferenza del i'*<>r. 
};iusta r art. 9 del Keffolamento citato. 

• • 

l'er poter distinituere le Memorie che .si presente- 
ranno al Ctin'-trso sir.iordinarii' internazionale aperto 
a tutti, da quelle presentate al Concorso iirilinario 
aperto ai s«>li soci, queste d»»vranno jHìrtarc I' imli- 
cazione : Conforso ordinario. 

Con iK-rfetta (»s.ser\-anza. 



- ii6 - 



Progrinnii del Concorso straordinirlo internizloRilo 

(rimurvato per l'anno igoy) 



I temi stabiliti sono i seguenti : 

i.o — «Cenni sullo stato attuale delia questione 
dei forni relativamente alla preferenza da darsi, sia 
in linea Tecnica che in linea Elconomìca, ai si- 
stemi con : 

a) Storte ordinarie orizzontali, 

b) Storte inclinate, 
e) Storte verticali, 

tenendo pure conto delle condizioni diverse in cui. 
si trovano le Officine grandi, medie, piccole ». 

2.*' — « Cenni sulla convenienza economica di 
rivivificare la materia depurante satura in siiu, per 
mezzo di ossigeno aspirato negli apparecchi di fab- 
bricazione ; sul punto da preferirsi per tale aspira- 
zione, e sul suo effetto sulla qualità del Gaz ». 

II tutto illustrato da ampi esperimenti pratici 
eseguiti. 

S."» — « Studio generale dei fenomeni elettrotittìci 
sulle condotture metalliche sotterranee, prodotti da 
correnti vagabonde o da fenomeni d' induzione in 
dipendenza di grandi Impianti Elettrici. — Mezzi per 
rimediarvi o ridurli ». 

4.0 — € Quantunque si richiami specialmente l'at- 
tenzione dei concorrenti sui tre quesiti che precedono, , 
tuttavia uno qualunque dei premi potrà essere, a 
giudizio della Commissione, accordato all' autore di 
una memoria interessante un punto qualsiasi dell'In- 
dustria del Gaz. Le comunicazioni di natura princi- 
palmente commerciale non verranno prese in consi- 
derazione ». 

Le memorie presentate al concorso dovranno es- 
sere inedite e stese preferibilmente in lingua italiana 
o francese. 

Pel carattere internazionale del concorso saranno 
però ammesse anche quelle in tedesco ed in inglese. 

Le memorie non devono portare il nome dell'au- 
tore, ma saranno contrassegnate da un motto che 
sarà riprodotto sopra una busta chiusa nella quale 
V autore metterà il suo nome e dichiarerà che la 
memoria o la comunicazione presentata è inedita, e 
si interdirà qualsiasi pubblicazione sul medesimo sog- 
getto durante un anno. 

I manoscritti non saranno restituiti ; essi reste- 
ranno di proprietà della Società la quale avrà il di- 
ritto di pubblicarli nei propri resoconti annuali. 

La Memoria premiata al 35° Congresso 

dei Gazisti Italiani 
tenuto I Milano 10-12 Settembre 1906 



Al tema : 

I. Cenni sullo stato attuale della que- 
stione dei forni relativamente alla preferenza 
da darsi, sia in linea Tecnica che in linea 
Economica, ai sistemi con : 

a) Storte ordinarie orizzontali, 



Dicci delle 
diti magsìo- 
rì huino im- 
pianti dì (U 

d'acquo. 



b) Storte inclinate, 

e) Storte verticali, 
tenendo pure conto delle condizioni diverse 
in cui si trovano le officine grandi, medie, 

piccole. 

MOTTO : " Nelli spennza di rtascHa „ 

Nelle osservazioni sullo stato attuale della 
questioue dei forni deve considerarsi quale 
sistema sia da scegliersi per una determinata 
produzione di gaz, tenendo conto sempre 
delle speciali condizioni locali, come p. e. 
quelle riguardanti le fondamenta, gli ope- 
rai, ecc. 

Nel nostro progetto ci siamo prefìssi 
impianti affatto nuovi, e precisamente quello 
di una città grande, dì una città media e di 
una città piccola, considerando le condizioni 
quali si presentano da noi (*), dove di io6 
officine a gaz soltanto i6 delle piccole sono 
in mano a privati. 

La ripartizione ne è la seguente : 

a) 4 con più di zoo.ooo abitanti 
A) 4 » » » 50.000 » 

f) 38 M n n 10.000 » 
(/) 30 » » M 5.000 » 

e) 30 » mano » 5.000 n / 

Nomineremo perciò a) e b) officine grandi, 
e) e d) officine medie, e) officine piccole, dando 
per a) e b) un progetto con : 
Forni a storte inclinate, 
Forni a storte orizzontali con apparec- 
chi meccanici per carico e scarico. 
Forni a storte verticali. 

Il riscaldamento è il medesimo per tutti 
i sistemi ; almeno per le officine |^randi og- 
gidì non si costruiscono che forni a rigene- 
razione, i cui vantaggi in confronto a forni a 
semi rigenerazione ed a quelli a griglia sono 
sufficientemente noti. E' vero che costano di 
più, ma presentano vantaggi notevoli : nell' e- 
sercizio dei quali nomineremo soltanto: mi- 
nor consumo di combustibile, miglior resa di 
gaz in seguito alla più regolare distribuzione 
del calore, e maggiore durata dei forni. 

Spinti dal bisogno ancora crescente di 
gaz, si cercò negli ultimi anni : 

di produrre maggior quantità di gaz 
sopra aree più ristrette ; 

di ridurre il numero degli operai dei 
forni in seguito all'aumento continuo delle 
mercedi ; 

di rendere più facile il lavoro poco sano 
nel calore e nella polvere del locale dei forni, 
e di rendersi più indipendenti dagli operai. 

Considerando questi punti si sono trovate 
tre soluzioni, cioè : Storte inclinate, esercizio 
a storte orizzontali con macchine, e storte 
verticali. 

Per grandi officine si tratta quindi sol- 
tanto della questione quale di questi tre si- 
stemi sia da preferirsi. 

A schiarimento di quanto siamo per esporre 

(*) L' autore parla dell' Olanda. 



- Ì1-) - 



per ogni sistema un disegno che 
silttizionc e l'area necessaria, mu- 
dai nostro punto di vista, di tee- 
teatrale, i vaniagp ^ K^^ svantaggi in 
feo ci sono noti per la propria nostra 
e nfcrcndiKi ad wipcnoruc proprie. 
rgm cJtf sé riferiscono alla presenif Me- 
nm, sono troppo grandi « complicati ptr 
■V simmipaH). 

I — F«r«i « «lartt incJlBau. 

fai quanto alJo sviluppo di questo sistema 
riferirci alla letteratura ; neil' In- 
^ Murdoch ha fatto esperimenti 
storta inclinata, e /. PrunloH (1818) 
é iatto brevettare il principio di questo 
Dopo il 1884 \Coze) si sono fatti 
li progressi nella prova pratica di aue- 
fafXR. La buona rinomanza Hi cui gooono 
lente £ dovuta sopratutto alta rigenc- 
perch* dopo il perfezionamento del 
aci «neralori si è riusciti a distri- 
hét^ m tmtao uuiforme la temperatura nelle 
sorte lunghe fino a 6 m., e render possibile 
« buon esercizio. Le cifre seguenti danno 
v' idea generale della distribuzione della 
lOBperstura, in una storta inclinata, della lun- 
^ »MM di ^^ tn., al termine di una carica 
S 6 ore, in confronto a quella in una storta 
«montale di 3 m. di lunghezza. 

SiorU i mc li n ate iti 4.J0 m, 

ft i t i iB T un rifili ■frani • lojto— 1030— 1040'C. 
iàmim aupcriorc: 9SS— 9«5— 9*5 *C. 

t^lic laferkice: 880— 885 C. 

Siortt oriatontali di } m. 

^ ,. • 1000— lOJO* - 

nOK aMdtana • porta posteriore : . „ 

* ' 1010— i«o*C. 

^Ètm ma m\t M v : 9R0— 96o*C. 

Questi dati furono ottenuti col pirometro 
ikmitu di Hotborn e Kurlbaum. 

Con una costruzione scrupolosa, nella 
Ottalc devono ìmpii-garsi soltanto materiali 
ai pnnu qualità, non t da temersi una grande 
ione della storta sulla parrtc anteriore 
forni, e con un risraldament<^> fatto a re- 
d'arte le storte si comportano altrettanto 
ehe nei vecchi forni orizzontali ; del 
pMi restano esclusi grandi abbassamenti delle 
tfone tali da compromettere lu scaricamento. 
I grandi vantaggi di questi forni sono : 

a) Mmor costo dtlla mano d'opera. 
Per fare un eonfronto indicheremo il co- 
ito per tonnellata dì carbone distillato, per 
opn «Urina e per i forni orizsontali con 
wrn3ào teto a mano. La capacita dei 15 forni 
e di 173 toooellate di carbone, ossia di 
4^410 me di gaz. Per produrre il medesimo 
tivo oca forni a 6 storte orizzontali 
n. di lunii^hrzza, occrorono, se ogni 
distilla a75 tonn. al giorno in 5 carì- 
Ae gtr 34 ore. e ammessala medesima resa 
di ano ne per tonn. 



.73 xf 



• 230 storte =• Q - »9 forni 

(3 storte per la decarburazione^ 

Il costo del servizio per giorno, ammesse 
le medesime condizioni come per le storte 
inclinate, risulta: 

^ X 3 " 87 «p<^rai dei forni a I„ 30 per 

settimana L. 3610. — , 
cioè per 34 ore . U 372.86 

6 sorveglianti a L. 5 . . • yx — 
5 fuochisti pel generatore 

a L. 4 . . . . » ao. — 
3 operai per la pulitura dei 

tubi ascendenti a L. 4.48 



ossia 436.30 : 173 

lì 



'3-44 

L. 436.30 

L. 3.52 per tonnellata 
di carbone distillato. 

Per ottenere questi dati, furono ammesse 
le condizioni piìi favorevoli. Come dimostra- 
zione servano 1 risultati d' esercizio degli 
ultimi anni, ottenuti con forni orizzontali (di 
cui la metà però era di 7 storte): 

1903 ...» 3.72 ' 

Dal progetto si riconosce che il costo del- 
l' esercizio con forni a storte inclinate ò di 
L. 0.96 per tonnellata, compreso il trasporto 
dei carboni ; il risparmio di mano d'opera, in 
confronto ai forni orizzontali, risulta di: 

-^-6..../,. 

b| Magfriore produzioni di gtm aoprm 
arra ptii ristrtlla. 

Questa condizione ò pure di grande im- 
portanza, sopratutto se si tratta di ricostru- 
zione sullo stesso terreno per aumentare la 
produzione di gaz. 

Anche qui per dimostrare il nostro asserto 
faremo un confronto con i forni orizzontali: 

Area fabbricata ( compreso magazzino 
carboni) per 39 forni orizzontali con 
servizio a mano* 2552 mq. 

Produzione di gaz per mq. e giorno 

48440 

^^^ — IO me. 

aSSa 

Area fabbricata complessiva di 15 forni 
inclinati, 1313 mq. 

Produzione di gaz per mq. e giorno 

48A40 
-*^*^^ - 40 me. 

Risparmio di area complessiva fabbricati 
compresi) di fronte a forni orizzontali 
con magazzini di carbone. 53 */,. 

e) Come lUteriori vantaggi indicheremo 
la mai*tTÌorf indipmdtnza dagli operai, in se- 
guito al numero minore dei medesimi, la 
facile decarburazione dcUe storte, la produ- 
zione dei pezzi più grossi di coke per la 



— 118 



fabbricazione del gaz d' acqua, la minore 
produzione di grafite, ecc. 

Venendo ora agli svantaggi di questo si- 
stema, dobbiamo indicarne i seguenti : 

a ' ) Maggior capitale d' impianto. 

Il maggior capitale d' impianto deve tro- 
vare la sua compensazione nel costo sensi- 
bilmente inferiore del servizio. 

Un confronto del costo dei diversi sistemi 
è dato dalla tabella prima. 

Sulla base di questi dati si può calcolare 
il costo pel locale dei forni, per me. di gaz, 
come segue : 

Fabbricati e fondamenta da ammortiz- 
zarsi in 40 anni. 
Armature e impianto trasporto carboni 
da ammortizzarsi in 20 anni. 
Rinnovamento interno dei forni ogni 1000 
giorni, quindi da ammortizzarsi in 5 anni 
(calcolando in media 200 giorni di esercizio 
air anno). 

Fabbricati, camini, fonda- 
menta ecc., L. 125.600- Annualità al 4 Vo L. 6.346 

Armat.f«^ e imp.t*' trasp.'» 

carboni, L. 209.800 - » » » 15.436 

Rinnovazione interna forni 

15X18.000, L. 270.000- » » » 60.650 



A carico dì ogni anno L. 82.432 

Mercedi in 200 giorni dì esercizio con 

una media di 20 caricatori di storte . » 55-202 

Costo delle riparazioni . . . . » 15.000 



L. 152.634 



Costo del locale dei forni, per 1000 mc.^ 
di gaz, compreso le mercedi : 

^52-634 _ L 1^76 

200 X 173 X 280 ^'' 

Pel confronto serva il medesimo calcolo 
per storte di 3 m. e servizio fatto a mano: 

Fabbricati, camini, fonda- 
menta ecc., L. 104.000 -Annullila al 4 0/" L. 5-254 

Armat." e Ìmp.t° trasp.to 

carboni, L. 103.000 - » » » 7-S8o 

Rinnovazione interna dei 

forni, L. 200.000 - » » » 44.926 



A carico di ogni anno L. 57,760 
Mercedi in 200 giorni d'esercizio . . » 97.600 
Costo delle riparazioni . . » 15.000 



L. 170.360 



Costo del locale dei forni, per 1000 me. 
di gaz, compreso le mercedi : 

^360 j 

200 X 173 X 280 '7-50- 

b ) L' ingombro di materie sporche che si 
producono mentre le storte sono aperte : al 
caricamento per causa dell'immediata com- 
bustione di particelle di carbone, allo scari- 
camento per causa della corrente d'aria pas- 
sante per la la storta, perchè è quasi sempre 
necessario aprire i coperchi superiori per dar. 



aiuto dal di sopra allo scaricamento. La po- 
sizione inclinata delle storte ha per effetto 
una grande produzione di catrame ; a questo 
inconveniente si può rimediare, in parte, pro- 
lungando il tempo della distillazione o man- 
tenendo più calda la parte inferiore delle 
storte, ma le numerose otturazioni di tubi 
ascendenti che ne provvengono, non permet- 
tono quest' alta temperatura al fondo. \J a-. 
spetto dei forni dalla parte dove si scarica 
non è mai bello, perchè i canaletti contengono 
sempre del catrame che durante la discarica 
abbrucia con forte produzione di fuligine. , 
Questo inconveniente del forte fumo si farà 
sentire specialmente se l'officina si trova in ', 
vicinanza di case di abitazione, locchè spesso ; 
sarà il caso col grande estendersi delle città, j 

e') // riempimento irregolare delle storte, - 
Questo inconveniente è di speciale impor- 
tanza per le storte molto lunghe, p. es. quelle 
di 6 m. Molte qualità di carbone presentano 
il fatto che la carica durante la distillazione ■ 
scivola abbasso, producendo minor resa di 

Eaz e rendendo più difficile lo scaricamento, 
'inconveniente è minore per storte più corte, 
f)er cui abbiamo scelte quelle di 4,50 m. di 
unghezza pel nostro progetto. Ma anche con 
tali storte più corte la quantità del carbone 
è in dipendenza dalla qualità, grandezza dei . 
pezzi, umidità, ecc., e le storte nei diversi . : 
piani d' altezza sono riempite differentemente 
m seguito alla differente velocità del carbone; 
a ciò soltanto in parte può rimediare 1' abi- 
lità degli operai. 

Inoltre devono farsi alcune osservazioni 
generali : 

In riguardo alla qualità del gaz non ab- 
biamo potuto constatare alcuna apprezzabile 
differenza in confronto ai forni orizzontali. 
Colla medesima qualità di carbone e sotto le 
stesse condizioni furono levati alcuni cam- 
pioni di gaz ripartiti esattamente sulle 6 ore, 
dai tubi ascendenti dei due sistemi, e i ri- 
sultati medi delle analisi furono : 



Tubo ascendente 
della storia inclinata 



CO, 

Idrocarhuri pesanti 

o, 
oc 

CH, 
H, 



V« 



1.7 
3.7 
o,r 

6,7 volume 
32,- 
52.2 
3.6 



Ha S =; 1, 17 % in voi. 



Tubo ascendente 
della storta orizzontale 

r.7 

0.4 

6,6 
32,8 
50.1 

S.i 

H a S ^^ 1 ,08 l^o in voi. 



L' analisi riesce un po' migliore per la 
storta inclinata, ma il numero dei giorni di 
esercizio delle storte orizzontali era di 8ao, 
quello delle storte inclinate soltanto di 400. 

In quanto al riscaldamento in generale, 
questo è quasi indipendente dalla posizione 
delle storte. Si affermò spesso che tanto per 
i forni inclinati che per i forni verticali il 
riscaldamento risulta più economico che non 
per i forni orizzontali, ma a nostro parere i 
progressi fatti in questo campo sono. da ascri- 



- TI9 — 



pnnctpaliiicnte alLi migliore costrujfìonc 
(vticncorì, e U ({uantità necessaria di 
e pd riscaldamento dipende in massima 
br daUA qualiU del carbone e dulia su- 
delle storte che deve essere rìscal- 



N di' esercizio si richiede in media il 15*., 
del |>eso del rarbonc, sempre supposto chr 
le posizioni dei registri e le conduiuni del 
lira^^io siano regolan. VaJ](anu a dimt>slrarlu 
alcuni dati di un forno in buon funziona- 
mento t 



, GCNEKATOUt 



CO, T.6 
Idrocarborì pciaiHi — 

O. 0.0 

CO 10,8 

CH, O.S 

H, 0.6 

S. 70.S 



GAZ 01 COMBUSTIOMK 

■ Imo ddic MDfte taUbrtari 



16,1 



81.8 



(TIUII'IUUTL'ItA 
M laiMM 



N. 1 ^ nero 
» a s= romo cupo 

» 4 = 890" 
► S — 970" 
ncU'flltcìtui iltllc sione 
= ii«o* 



TtlAOClO 
4'«ema ad 1 



D,0 



Evaponuione d'acqua. 

Vasca dell'acqua (sotto 

la griglia) . -» 34B 1. in 34 ore 

Generatore di vapore 
(pretto il camino) . » ^5 1. in 04 ore 

Assieme 693 1., cioè 

51 • , dW ni^r €uhperato pei nscaldttmeftta 
isciua cenere). 



I generatori di vapore proteggono bene 
le {griglie e facilitano la rimozione delle 
scorie. 

Facendo lavorare un forno senza gene- 
ratore di vaunrc, il consumo d'acqua nella 
vasca sarà il 33*, del coke adoperato pel 
riscaldamenti), ma si ha l' inconveniente che 
la pulitura dalle scorie riesce tnulLu più dif' 
(ìcile. 

fOmtinuaJ 



PARTE TECrilCA 



CANALIZZAZIONE 

fSìmimat'io ptr ii caUoto deìie tubazioni di gas 
t di &c^ia, dei sig. A. GREb(x, ingtgurre 

Togliamo dalla Rivista • Le Gaz ». 
I. 

ShNi tf IH finiti pir la tibizlonl tfi |iz 

Mentre il flusso nei tubi capillari 
pMt essere studiato analiticamente con la 
eoanderazione degli attriti interni del fluido. 
èri quale la velocità diminuisce dal centro alla 
parete del tubo, e, che la formula stabilil4 è 
ngoronuncnte venfìcaU dai risultati d'esperì- 
■enlo» il flusso nei tubi larghi non potè essere 
die l'oggetto di formule empiriche. 

La questione ò, in effetto, assai complessa. 
Koo t possibile assegnare dei movimenti rela- 
tivi ben definiti, alle differenti parti della 
masK» '^ "" liiido movcntesi in grossi tubi, 
eco p ne velocita sopratutto, e, non 

•1 poO ICAcre conto di tutti gli attriti che 
entrare in giuoco. Non si potè inoltre 
che delle rappresentazioni approssi- 
abbastanza grossolane, che non sono 
>di che nei limiti dove esse sono state 
te. 
L'cspenenza ha dimostrato che la resi- 



stenza al flusso e indipendente dalla pressione 
idrostatica ed è propor/iunalr alla densiLi del 
fluido ; che essa ò propurzionale, per delle 
sezioni uguali, all'estensione della superfìcie 
con la quale il liquido tocca il tubo e cne essa 
varia con la velocità. Si ammette, da Coulomb, 
che si possa rappresentare questa ultima va- 
riazione con la Mtmnia di due termini, uno 
semplicemente proporzionale, l'altro propor- 
zionale al quadrato della veltK-ità media. Que- 
st'ultima corrisiHindercbbe al flusso del fluido 
tutto insieme cne fornirebbe la quantità data 
per il flusso reale, con delle velocità ineguali 
ai differenti punti d' una stessa sezione. Per 
i gaz, che sono compressibili, il problema del 
flusso si complica di ouestioni di compressione 
e di termodinamica. Nelle tuba/ioni ordinane, 
si può supporre il f1ussr> isotermico. 
Indichiamo con /'la velocità media, 

• con ti diametro del tubo, 

• con L la sua lunghezza, 

• con S la densità del fluido, 

la perdita di carico II in un tubo rcttihneo 
ed orizzontale ò rappresentata dalla formula: 



(l) 






X L + « (a V f 



i^ è d [ 'o d 

— ali.. ■ ■ 'ne. 

Quanto al consumo 
a D* 



» fa V T 
tubo in 



rapporto\ 



(a) 



Q è evidente: 
+ V o 0,7854 D' V. 



— lao 



Se si trascura il termine V nella (i), Q 
può essere rappresentato sotto la forma : 



Questa è la formula che nel 1827 Aubuis- 
son aveva presentata per le tubazioni di gaz 
illuminante. 

Per il gaz si ha meno dati precisi che per 
l'acqua, tuttavia delle esperienze abbastanza 
numerose sono state eseguite. Da quelle di 
Girard, fra le altre, si ha trovato 845 per il 
coefiiciente k o 0,0000014 per il coefiicente 

1 ILO* 

-^ della relazione H = -^ X -^5 ottenuta 

dalla (3). 

Mayniel si era fermato a 860 per il valore 
di k. Questo coefiiciente stesso è stato rico- 
nosciuto, ulteriormente, troppo debole per 
tubi di ghisa di diametro superiore a m. 0,300. 

Arson ha pubblicato, nel 1867, i risultati 
degli esperimenti fatti alla Compagnia Pari- 
gina del Gaz. Ha fatto risaltare cne il termine 
in V non è trascurabile per i diametri infe- 
riori a m. 0,600, ed ha proposto la formula: 

E' con questa che sono state calcolate le 
tavole pubblicate da Claudel. Q essendo 
espresso"in metri cubi per ora, H era espresso 
in millimetri di altezza d' acqua per metro, L 
in metri e V in per secondo. 

I coefficienti a e b erano variabili con la na- 
tura delle pareti e i diametri, ma costanti, con 
uno stesso tubo, per tutte le velocità fino a 
12 m. al secondo. Si ebbero, con tubazione 
in ghisa, le cifre riunite nel quadro seguente : 



D 


a 


b 


0" 


050 


0,000.702 


0,000.589 





100 


0,000.550 


0,000.475 





150 


0,000.440 


0,000.430 





200 


0,000.330 


0,000.395 





250 


0,000.240 


0,000.360 





300 


0,000.180 


0,000.332 





350 


0,000.125 


0,000.310 





400 


0,000.075 


0,000.280 





500 


0.000.020 


0,000.246 



La densità del gaz a O" e 760 mm. in rap- 
porto all'aria era di 0,41 ; il peso di i me. 
era di conseguenza kg. 0,530. 

Per lo stesso gaz a 12" , le cifre di Claudel 
devono essere moltiplicate per 0,96. 

Si può notare che i coenicienti sono poco 
differenti da quelli di Prony al di là di 
m. 0.500. 



Nel 1876, Monnier ha ripreso nel suo 
ti Aide-memorie pour le calcul des conduites 
de distribuitìon de gaz d'éclairage » la for- 
mula di Aubuisson, perchè a suo credere, il 
grado di esattezza ragg^iunto non giustifica la 
complicazione che cagiona l'uso di formule 
contenenti un termine in V. 



mente 
forma 



L'equazione Q = 1/-^^!=^, adottata eg:ual- 
da Schilling, può mettersi sotto la 



|/ Hiooo = Q |/ 



840 



D' 



(Hiooo: perdita di pressione per chilometro). 

È l'equazione di una retta passante per 

r origine e nella quale Hiooo rappresenta le 

ordinate e Q le ascisse, l^-^— è il coefii- 
ciente angolare della retta o la tangente del- 
l' angolo che la linea forma con l'asse delle 
ascisse. 

Monnier ha costruito così dei quadri gra- 
fici formati da fasci di linee rette che rappre- 
sentano la relazione fra ! Hioo e Q per ogni 

valore di D. 

Per evitare di troppo imbrogliare i trac- 
ciati, ha dovuto portare i risultati su 3 serie 
di 3 quadri con delle scale di ascisse differenti. 
E malgrado ciò, le indicazioni date dalle linee 
che si avvicinano dalla verticale e dall' oriz 
zontale non sono mai molto chiare. 

Noi abbiamo pensato di tradurre la formula 
con un prontuario a coordinate parallele più 
chiaro, più preciso, più facile a consultare e 
meno ingombrante di un prontuario a triplice 
reticella disoplèthes costruito col sistema car- 
tesiano. 

Nella formula di Monnier e di Schilling, 
dove Q è espresso in me. per ora, D in cen- 
timetri, H in millimetri d' acqua ed L in metri, 
il fattore K è= 0,091. 

In Germania, la D. C. G. G. si serve di 
tavole calcolate col mezzo della stessa formula 
d' Aubuisson nella quale K = 1.052, se le di- 
verse quantità sono riportate alle stesse unità 
di qui sotto. 

In Inghilterra, si si serve molto delle tavole 
pubblicate nel 1882, nel « King* s treatise on 
the science and practice of the manufacture 
and distribution of coal gas ». Il coefficiente 
adottato corrisponde a K = 1,12. 

Nelle stesse condizioni, il coefficiente di 
Girard non era, lo si vide, che di 0,845 ^ 
auelìo di Mayniel 0,860. Se si riporta le cifre 
aella tavola di Claudel alla formula di Aubuis- 
son ed alle unità scelte, sì ottengono per K 
i valori raggruppati nel quadro seguente : 



V 


D = 5cm 




D 
Q 

me. 


= IO cm 


K 


D 


= 25 CI 


n. 


D 


= 50 cm. 


Q 


H 


Q 1 H 


Q 


H 


K 


[l> 


riic. 


mm. 




me 














0,254 


1,8 


o.oogi 


1.14 


7.2 


0,0036 


0.4 


46.1 


0.0007 


0.6 


180 


0,0008 


1,20 


3.565 


25,2 


0.4257 


0.69 


100,8 


0, 1696Ì 


0.77 


6^^0.0 


0.0457 


0,93 


2,520 


0,0135 


1,22 


7.130 


150,4 


1,4907 


0,74 


201,7 


0,5777 


0,84 


1260,0 


0, r6,S8 


0,98 


5.040 


0,0540 


1,23 



— tax — 



l^f^'i'^'-imcntr abbiamo rilevato le |ht- 
d. ^u tubazioni abbastanza grosse. 

prrvii: nel rajìpurto Ha) sem- 

ai il Ile datf dalle tavole di 

che iionn state d'altronde trovate assai 
•oirmle in difetto. Conviene anche non 
àarr iroporunza alle differenze sensibili fra 
- " ffwicnli calcolati. 

.\.i abbiamo avuto l'occasione unica di 
potar misurare i consumi e le cadute di pres- 
v^vt^ --"rrupondenti su di una canalizzazione 
ir . ferro dì 74 ;< 8a avente 7 chilo- 

«icin a; hinghezza. Questa tubazione serve, 
come un feeder, ad alimentare, dairuftìcina di 
F. ' r. appartenente al Sig. P. Mallet, i 

ptc, munì di Krirl, Verneuil e Vcrnouillcl, 

pMSBndo per un ^^omctro e per una rete 
fl^v*ÌTTP di cueflicienti calcolati. 

A Fin d'Oise. il gaz e aspirato nei gazo- 
■rtri. attraverso un contatore e con interpo- 
sizione di un antimiisatore, da una pompa a 
rtantufTo a scanneilacura e a doppio effetto. E' 
■nato con una prensione alla partenza evì- 
é ta t emtn te variabile con il consumo. Dedu- 
Booe iiitu del peso fm. 0,100 in altezza di 
aemiaL del ga/ometro posto a Triel, questa 
p- rappresenta la perdita di carico 

otiiA mnne, poiché i posti di riflusso e 
di»rTi\ ■ ij ' sensibilmente allo stesso livello. 
1 lobi (il ^andr lun|;hezza <m. 6.50) sono uniti 
di nanicotti stagnati, avvitati e saldati. Ogni 
50 m.. vennero colloeaD dei collegamenti ad 
aaellì incastrati. La tubazione, che ^ dunque 
particoUrmente liscia, non t interrotta, lungo 
■bJko i] p< t'he da apparecchi di sc- 

Hteament nr i di cui rubinetti, sono 

tatti ad occhio rotondo. 

I pcxzi a gomito, salvo alla partenza» sono 
a grande raggio (più di un metro) (i), 

Q'. 1 rspcrimenti, i di cui risultati 

mno '. sotto, sono stati fatti, non pre- 

amtava la tubazione alcuna ramificazione. Essa 
serve que&t'anno all'alimentazione diretta del 
piccolo villagio di Chantcloup situato sul suo 
percorso* 






r««n m H. Mr«ta 
di a— ut liJMMra la an 



V = V»h>." K ^ «*«- 
cita In neUl deatc »ko- 
pCT mcwmIo telo 



0.0538 
0.0714 

0,1171 

o.aii4 



MOTI 

I-550 
2.536 

4.26J 



E* iodispen&abilc notare che le perdite di 
carico coai rilevate sono tsagtrait, perchè i 



(i) Qnclta tuiMrinne In ferro è (Mista rntro unn 
■Im dcacinBCi ad evitare la niKirine e furtnata di 
» lyipcic di bifune onnpoitu tU pece e ocra per 

(**1 Stocoroc questa canalìasulone non è avo- 
bnpcnnaibile, si prese come consumo la 
■ritnctica fra il voluroo as|Hni(o a Fin d'Oiae 
e a ««hniMt riorvmo a Trìe). 



colpi dello stantuffo, che si manifesuau, soura 
tutto per i piccoli consumi, con delle osciila- 
ziuni dillìciimrnte estinguibili del mant»metro 
a mercurio, portano a grandi (>rrditr di forza 
viva. 

AU' opposto, è da notare che la perdita di 
carico <t, dati gli estremi eguali però, più ele- 
vata nei tubi tu ghisa che nei tubi di ferro 
più lìsci. 

Arson ha trovato, in effetto, che per una 
canalizzazione di o m. 050 : 

a — 0,000703 e ^ — 0,000593 per Ir ghisa. 
n ~ 0,000738 e 6 ^- 0,000345 per il ferro 
bianco. 

l-a Sociale d'EcIairagc, Chauffage et Force 
Motrice, che ha succeduto alla Compagnie 
Parisienne per la distribuzione del gaz nei sob- 
borghi di Parigi, comprime dalla «iua ofiìcina 
di Genncvillicrs per mezzo di " Beales •, con 
una pres.sione iniziale di 65 cm. d'acqua, delle 
quantità di gaz calcolate, si dice, a 5,500 me. 
all'ora su Boulogne e 5000 me, su Alfort- 
ville. La pressione dei gazomrtri telescopici 
di questi due posti varia da 18 a 35 cm. di 
acqua. I^a canalizzazione d' alimentazione in 
ghisa di o m. 600 di diametro ha circa 18 
chilometri da Gennevilliers a Bulogne e 35 
chilometri da Gennevilliers a Alfortvillr. Non 
vi è grande ditrtreri/?a di livello fra i gazonictn 
situati sulle sponde della Sena. 

Quantunque si manchi, lino ad ora, di 
cifre esatte, si può però, a titolo di informa- 
zione, i-alcoUirr dopo questi dati poco precisi 
i\ coefficiente K. 

Si trova 1,3 — 1,3 ammessa la perdita 
dì carico totale ai consumi situati à dì 47 cm. 
di acqua. 

Noi siamo completamente dell'opinione 
del Sig. .Monnier. I dati essenziali dei pro- 
blemi di flusso del gaz : volume da consu- 
marsi, diametro della tubazione, dentiti del 
gaz, ecc., non possono essere conosciuti che 
approssimativamente. Anche, si deve dare la 
preferenza alle formule semplici senza cercare 
un grado di precisione che questi problemi 
non comporuno. 

Noi aobiamo adottato l'equazione d' Au- 
buisson che ò la più usata. 

Noi facciamo puramente e semplicemente 
K — I, perchè risulta dai diversi paragoni 
fatti qui sopra che questo coefficiente offre 
una garanzia pratica soddisfacente, anche per 
tubazioni Icegermenle lorde e. che mette sen* 
sibilmentc «raccordo i diversi autori e i nsul- 
tati delle esperienze recenti che riferiamo. 

Nella nostra formula, Q ~ 1.000 D -'- H 4" 

il consumo Q è espresso in me. per ora, il 
diametro D in cm., la perdita di carico H in 
mm. di colonna d'acqua per metro di lun- 
ghezza di tubo o in m. di colonna d'acqua 
per chilometro di lunghezza di tubo. 



— 122 — 



Dell'influenza dei gazometri 

sulla qualità del gaz che essi contengono 



Comunicazione del Sig. J. Payet 
(Contin. al N. jo) 

II. — Inflnenza del Sole 

i." — Mentre il gazometro è basso 

Il gazometro rappresenta allora un'atmo- 
sfera chiusa. Sotto 1* influenza del sole, il gaz 
tende a dilatarsi, da ciò produzione di vapore 
d* acqua sia a spese della nube di condensa- 
zione, sia a spese dell'acqua della vasca. 

Questa dilatazione non si effettua subito 
che per il gaz situato nel lato toccato dai 
raggi solari. Vi è dunque in quel momento 
un punto caldo ed un punto freddo nell' at- 
mosfera gazosa. Da ciò una corrente di gaz 
che tende a mescolare la massa ed a renderla 
più o meno omogenea secondo la durata del 
riscaldamento dovuto al sole. 

2j novembre. Gli esperimenti del mattino 
presentano delle variazioni di circa 0,5 1. fra 
essi. La media è di 27,3. 

Dopo la prima serie di esperimenti e prima 
della seconda, il sole illumina e riscdda il 
gazometro. 

Gli esperimenti del dopo mezzodì danno 
26,7 ; 26,8 ; 26,7 ; 26,8. 

Dunque : miglioramento ed omogenità. 

20 dicembre. Gli esperimenti non ebbero 
luogo che nel dopo mezzodì a partire dalle 14. 
Il tempo che era sereno e calmo dal mattino 
ha permesso all' influenza del sole di manife- 
starsi da sola; dapprima, il gazometro fermato 
a 6,500 m. a 8 ore del mattino, accusava del 
fatto della dilatazione 6,700 m. a mezzodì. 

Gli esperimenti danno, a parte un solo, 
23,8; 24,0 e 24,1. 

Dunque: omogeneità manifesta. 

21 dicembre. Il tempo rimase coperto du- 
rante gli esperimenti del mattino; che diedero 
come media 25,3 con uno sbalzo di circa i 1. 
fra il primo e 1' ultimo. 

Fra le due serie di esperimenti del mat- 
tino e del dopo mezzodì, il sole splendeva. 
Gli esperimenti del pomeriggio non diedero 
che dei risultati eguali a 24,5; 24,4 e 24,3. 

Dunque : miglioramento ed omogeneità. 

iS gennaio. Il tempo è coperto durante gli 
esperimenti del mattino. 

Diedero come media 24,9 con uno sbalzo 
di 1,5 1. fra il primo e l'ultimo. 

Fra le due serie di esperimenti, il sole 
splendeva. 

Gli esperimenti del pomeriggio diedero 
dei risultati eguali a 24,5 ; 24,6 e 24,7. 

Dunque : miglioramento e omogeneità. 

Questo miglioramento e questa omogeneità 
constatati in ciascuno di questi esempi con- 
fermano il mescolamento del gaz previsto 
dalla teoria e sono in perfetto accordo con le 
ipotesi qui sopra ammesse. 



2.'* — Durante gli esperimenti. 

Dal punto di vista fisico, gli stessi feno- 
meni che precedentemente devono prodursi, 
ma siccome hanno luogo durante gli esperi- 
menti, quest' ultimi permettono di seguirne 
le differenti fasi. 

Così si può verificare che ogni volta che 
il sole risplendeva dal mattino (30 novembre, 
6 dicembre, io dicembre, 12 dicembre, 23 di- 
cembre, IO gennaio; 19 gennaio, 23 gennaio) 
gli esperimenti della prima serie annunciano 
un gaz che si migliora progressivamente nello 
stesso tempo che il gazometro si riscalda. 
Questo fatto è tanto più accentuato, gli sbalzi 
di un' esperienza alla seguente sono tanto più 
notevoli, quanto il gazometro ha subito più 
lungamente o più fortemente, durante il suo 
riempimento, una azione refrigerante qua- 
lunque. 

Notiamo, inoltre, che questa influenza del 
sole può essere ritardata se, al principio del- 
l'apparizione di quest'ultimo, il gazometro, per 
una causa qualunque^ è bagnato. Una parte 
del calore solare serve allora ad asciugare la 
campana prima di riscaldarla. 

Questa influenza complessa del sole si è 
sopratutto manifestata il io gennaio. Ad 8 h. 30 
del mattino, la parte superiore del gazometro 
doveva essere bagnata, perchè si scorgevano 
alcuni piccoh rigagnoli in alto della superficie 
laterale. Del resto, la parte superiore del ga- 
zometro n. 2, visibile perchè era tutto ab- 
bassato, era bagnata. Il sole splendeva. Gli 
esperimenti incominciarono ad ore 8 42'. Il 
primo esperimento, quello che noi almeno 
abbiamo considerato tale, annuncia 28,0; ha 
luogo a ore 8.58'. Il seguente, che \xa. luogo 
a 9 ore e 14', dà 27,6. Poi si ha : 27,6 a ' '9h. 29' ; 
27 a gh. 44' e 26,4 a io ore. II ^az non mi- 
gliora molto in seguito. Avviciniamo questi 
risultati della temperatura del gaz alla sua 
uscita dal gazometro : essa è di 9° 5 a 9h 15* 
e di 13" a IO ore. Il miglioramento del gaz 
coincide bene con il riscaldamento del gazo- 
metro, ciò che concorda assai bene con la 
teoria e le ipotesi ammesse. 

III. — Influenza del vento 

In via generale, il vento ha per effetto di 
raffreddare il gazometro e per conseguenza 
di produrre nell' interno di questo deUe con- 
densazioni analoghe a quelle che abbiamo 
studiato nel caso di una bassa temperatura 
esterna. Questa azione è sopratutto sensibile 
se il gazometro è bagnato; ed è proporzionale 
alla velocità ed alla forza del vento. 

Viene modificata e può essere anche di- 
strutta dalla pioggia che tende a mantenere 
il gazometro ad una temperatura costante. 

Del resto, se la superficie del gazometro, 
sotto l'influenza del vento, è sufficientemente 
raffreddata rispetto alla massa interna più 
calda del gaz, si produce, in seno a quest ul- 
timo, un punto caldo e un punto freddo. 

Da ciò la produzione di una corrente di 



ffU piÉ o meno mpida capace di attivare più 
o Beno 11 raflTrcddanicntu generale e le cun- 
dcA&Anoni. 

1.' — Venio durante il riempimenlo. 

Se il ricmpimrntu del ga/oiiietro ha luogo 
: ifintr una tempera, la nubt' di condcnsa- 
.• ..nr <■! produce come nel coso in cui la tem- 
peratura cKtema tt Htata molto bassa rispetto 
atta Ccmpenitura del gaz che entra nel ga- 



O^i %'olla che questa circostanza si prò- 
du^r ^3 gennaio; j3 gennaio; 13 f;ennaio; 
13 gmnaio: 17 gennaio) gli cspcnmi.nli del 
^■Uino indicavano un impoverimento sensi- 
Wle nel ga2. Questo migliorava appena la 
cpttkn ^ ' irti M riscaldava. 

^v. luegualnuntc d'accordo 

eoo tutte le ipotesi precedentemente ammesse. 

a.* — . IhtrtìHit gli esperimenti. 

I feoomeni 5s)ci più vpra studiati nel caso 
pmcralc devunn produrci ed cssrrc resi sen- 
flbili dagli esperimenti che hanno luogo du- 
mote la loro man ifestiiz ione. 

j/ mav^nxbrt. Lhirantc gli esperimenti del 
Slattino, il sole splende, ma il vento soflia 
nolentemente ad intervalli. 

Gli e*penmcnti che hanno luogo durante 
le miriche danno come risultati : 25.0 e 25,1. 
Qaclli che hanno luogo durante le calme 
teoo 34^: 34.6 e 34.7. 

a dieèmhre. Gli esperimenti del pomeriggio 
danno: 34.7 a 3h. s^' : 24.6 a 4h. 12': 24,6 
a 4h. «7': 35.1 a 411.49'; 25,1 a5h. 5': 24,6 
« 5h. ao e 24^ a sh. 37*. A 4 h. 35' 11 vento 
a&ai debole tino a quell'ora diventa forte e 
la ptoggi ' ! a cadere. Devesi perciò 

pcodunv :<- dapprima un violento 

raffreddamento per efletto del vento o delle 
priiDe gocrie di pioggia ; in seguito un riscal- 
Auaento per la persistenza ui quest'ultima. 
Gli cspcnincnti dimosiranu che il gaz che 
M Mlimia omogeneo si i\ congiunlamenle ai 
(eoocncn tU. suhitajnente impoverito 

|ier migl..>;... .. |kji. 

tiv. - nofigu 
I • ^ Oa tm tempii calmo. 
Itt qucfttu caso, la piogi^ia ha per effetto 
pulijuv progressivamente il gaJtometro, e 
di mantenerlo, se c&sa cade per tempo sufH- 
Die lungo, ad una temperatura co- 



produce dunque : 
ay Ó un riscaldamento sensibile, se il 
(BZDmetro, sotto un' influenza qualunque, è 
ttato violentemente raffreddato. 

f a ras4y iitl 34 navtmòre. La temperatura 
turante il riempimento, era ■ a i'. A 

h 40 incominciani> gli espr ;. Quello 

9 ore, d primo della serie» da 24.2 ; il sc- 
chc ha luogo a 9 h. 2o dA 23^- Verso 
_ di questo esperimento, a 9 h. 30. la 

[ta comincia a cadere in abb^maanza, 

/esperimento »egventc, che ne subisce l'in- 



fluenza, annuncia allora 2^.3 e il gai si man- 
tiene all' incirca su quest ultimo potere. 

// 7v nnvem/ire, la pi"g^ " ' :i gu 

prima dell' incominciare dej;! ti del 

mattino continuò durante la durata di questi, 
che, salvo un 24,6 ed un 24,7 sono tutti eguali 

// if tiieemhre, il tempo era calmo e la 
pioggia cade durante tutta la durata degli 
esperimenti. 

Salvo i due primi che danno 25.0 e 24,0 
tutti gli altri — e sono in numero di cinque — 
danno 24,0 e 34.1. 

L'effetto della pioggia in un tempo calmo 
t dunque, in questo caso, di portare un mi- 
glioramento e dell' omogencUA nel potere illu- 
minante. 

Questi risultati sono conformi alta teoria 
ed alle ipotesi ammesse. 

h) O un raffreddamento se il gaztmietro 
è stato sufiicicntcmcniL- riscaldate! prima del 
comparire della pioggia. 

Questo caso non 51 presentò nel corso 
degli dS[>crimenti. l-i teoria e le ipotesi am- 
messe CI conducono ad ammettere che vi sa- 
rebbe in questo caso: inipuvL*ruin.-nto ed omo- 
geneità. 

a." — // vento .soffia mntlrf piove. 
Vi è allora, in qualche mi»do. lotta tra l'azio- 
ne refrigerante del vento e l'azione di riscalda- 
mento della pioggia. Il risultato finale dipende 
dal valore relativo che possedono o che rag- 
giunge l'abbondanza dell'una e la violenza 
dell'altro. 

In particolare, se U vento soffia gìA al 
momento in cui incomincia a pioverv, le prime 
goccie di pioggia danno lu<^^ a una forte 
evap()r.t/ionc camion. nido un raffreddamento 
accentuato. Se la pioggia finisce per dominare, 
L* un riscaldamento apprezzabile che deve 
prt.Klursi. 

Questo ò esattamente il caso — gìA esa- 
minalo — del 2 dicembre r noi abbiamo visto 
che si era prodotK». quel giorno: impoveri- 
mento quando la pioggia incominciò, poi mi- 
glioramento ed omogeneità. 

22 tk.yi'emòre. Durante gli esperimenti del 
mattino, un ventu forte ha soffiato, ma la piog- 
gia non ha cessato di cadere. La loro media 
ò di a6^. 

La sera, il tempo rimane nuvoloso, ma la 
pioggia non cade : un vento forte soffia come 
\] mattino. La media degli espenmenti dk 27,5. 
9 dicembre. Gli stessi fenomeni atmosfenci 
e nello stesso ordine che il 23 novembre si 
producono. Gli esperimenti del mattino danno 
24,6; quelli del (K^meriggio: 25,7. 

77 dicembre. In questo giorno, al contrario, 
il vento soffia nel mattino ma la pioggia assai 
fine non cade che in pìccolissima quantìt.1. 

Nella sera, la pioggia continua cadere, ma 
il tempo resta calmo. 

Gli esperimenti della sera, che danno 24,0 
in media, sono migliori di quelli del mattino 
che danno la media di 24.^. 

Dunque 1 qualunque riscaldamento pre- 



T24 — 



visto più alto dalla teoria corrisponde in pra- 
tica un miglioramento del gaz e a qualunque 
raffreddamento, un impoverimento. Questi 
fenomeni sono conformi alle ipotesi ammesse. 

V. — Vtrn 

I.* — La fteve è caduta pritna del riempi- 
mettto del gazometro. 

Forma sulla campana una specie di invo- 
lucro refrigerante che conduce e mantiene il 
gaz ad una temperatura assai bassa, è vero, 
ma costante a misura che entra nel gazo- 
metro. Si comprende allora che la quantità 
di vapore di acqua di cui si spoglia, il gaz, per 
condensazione, corrisponde ad una pioggia 
sulVicientemente abbondante per portare, per 
l'ipotesi ammessa, una diminuzione sensibile 
nel potere illuminante. 

2.'* =^ La neve cade, il gazotneiro essendo 
di già riempi/o. 

La condensazione totale di vapore acqueo 
è allora il totale : 

1. Della condensazione dovuta alla dimi- 
nuzione di volume provocata dall'aumento di 
pressione ; 

2. Della condensazione dovuta aJ rafred- 
damcnto. 

Qualche caso non corrisponde ai due casi 
esaminati: essendo la neve caduta in troppo 
piccola quantità durante il periodo in cui gli 
esperimenti ebbero luogo. 

VI. — Variazioni barometriolie 

V H 

La formula :-j—- r- = C** corrispondente 

alle leggi di Mariotte e di Gay-Lussac dimo- 
stra bene che delle variazioni della pressione 
H conducono delle variazioni inverse per U 
volume V e per conseguenza, seconda i casi, 
delle condensazioni o delle produzioni di va- 
pore acqueo nell' interno aella campana del 
gazometro. 

Le variazioni della pressione atmosferica 
sono troppo poco sensioili auando il gaz non 
rimane — come durante gli esperimenti di 
ciascun giorno — che qualche ora solamente 
nel ^ometro. E' dunque impossibile citare 
degh esempi corrispondenti a questa in- 
fluenza. 

CONCLUSIONE 

Delle osservazioni precedenti, risulta che 
un gaz, anche di natura sempre identica, con- 
tenuto nelle stesse condizioni, ma in momenti 
differenti, nello stesso gazometro, (prima, pu- 
lito negli intei-valli), non presenterebbe sem- 
pre le stesse caratteristiche. 

Un gazometro, bene riflettendo, non è una 
atmosfera in contatto con un liquido capace 
di dissoluzioni, di evaporazione, ecc. ; un'at- 
mosfera che non è altro che un miscuglio di 
gaz e di vapori dei quali uno, il vapor 
acqueo, è saturante; un atmosfera sensibile 
di rìscaldaracnU e di raffreddamenti; un'at- 



mosfera, in un moto, paragonabile, per più 
di un punto con l'atmosfera terrestre e dove, 
perciò, devono prodursi, a colpo sicuro: 

r. Delle correnti di gaz ; 

2. Delle condensazioni e, per conse— 1 
guenza, delle formazioni di nubi ; 

3- Delle pioggie. 
Si comprende dunque perfettamente che 
tutti questi fenomeni abbiano la proprietà dì 
modificare la costituzione di questa atmosfera i 
e, perciò, a turbare le caratteristiche del gaz\ 
di cui essa è costituita. 



PARTE INDUSTRIALE 



I BAZISTI D'ITALIA 

Come è detto nella Relazione del XXXV»] 
Congresso dei gazisti d'Italia, quale Presidente' 

f>er Tanno venturo, fu chiamato all'unanimità, 
'ing. Franoosoo Bebnflèl, direttore deirOffìciiia 
Comunale del gaz di Bologna. 

E' quindi non solo un dovere, ma un onore, 
per noi, presentarlo ai giovani gazisti. 



L' ing. Francesco Rebuffel, è fi^Uo del 
compianto Augusto (uno fra i più noti nazisti 
d'Europa, già direttore delle Officine gaz di 
Milano, e ael quale anzi molti ricordano ui- 
cora il geniale apparecchio — conosciuto 
sotto il nome di Èa/fo di Rcbuffel — per 
r accensione dei becchi a gaz nella Galleria 
Vittorio Emanuele di Milano ; uno dei foo- 
datori della Società delle Conferenze Ami- 
chevoli fra i gazisti d* Italia). 

L'ingegnere Francesco, tosto laureatosi a 
Milano, al Politecnico, prestò servizio presso 
la Compagnie des funderies et forgcs de Tcr- 
renoire, Lavoulte et Bessèges; poiché suo 
padre, persona eminentemente pratica, volle 
che prima di iniziarsi alla nostra ii 



- 135 - 



anche per pratica ta metallurgia 

T&T7 enxrò all'Oflìcina del eaz di 
ddu Campania Gìnrt'rina deli' !n~ 
iti Ona, come semplice ingegnere 
quindi gradatamente sali al posto 
irr di quella officina, raggiun^fendu 
di Direttore Generale per la Francia, 
Compagnia Ginevrina. 
Alla fioc del 1890 venne dalla aua Com- 
nomtnato Pirettore generale delle 
d'Italia, e nel 1893 fissava la sua 
V a Bologna, as!&unicndu pure la dire- 
dì questa importante officina : alla quale 
t vivamente affrxionato, al punto che 
lo i] I Luglio iQoo l'uDìcina fu munici- 
ita. riuscì farile al lomincndatorr Dal- 
'Obo — «indaco di Bologna - persuaderlo 
a nmaacre al suo posto. Ed in enetti quando 
«» ha dato tutto »t stesso, affine una affi- 
ena assufgm al posto che le si coroocte. gli 
neioe troppo doloroso, mi^^iunto Io scopo, 
Mandonare il prupno lavoro. 

£ la cittadinanza bolognese ste&sa, c4ie lo 
ebbe tempre a ritenere come un suo concit- 
MdiaOk fu grata all' ing. Kcbuffel di aver ac- 
MttMo r incarico ed applaudiva in Consiglio 
GHinnale al sindaco che lo proponeva a dirct- 
•arr dell'Officina Municipale. 

Scodioso dcUa nostra industria, geniale. 
Afla parola facile ed elegante, sa accapar- 
ranì subito la stima e la fìduria di tutti : ed 
i SMoi operai per 1 primi, ne tessono le lodi. 
E* la pnma volta che 1 gasisti d' Italici 
faranno d loro Congresso in una officina mu- 
■icipaliwata : ed era ouindj, quasi giustifica- 
Me U loro timore che l'ing. Rebuffel non ac- 
cettasse la proposta; ma qiwindo commosso 
per 1* onore che gli veniva fatto, si al/ò a 
nni^raziare l'assemblea, unanime fu l'applauso 
dfee lo salutò ouale Presidente annuo. 

E* ovvio Cile con un uomo che* alla sc- 
neH ciei propositi, sa unire una genia- 
btft non comune, U Congresso dcU'anno 
Tcnturo riuscirà di crrt.. .l..tt,> per le varie 
mmninriTinni tecnich o sappiamo ^ià 

dbe ring. Rebuffel vuoi invitare vari gasisti 
a preaentare memorie tecniche) e dilettevole 
ì lempo, poiché, non per nulla, 



Ed approfittiamo di una bella occasione. 
RT presentare ai lettori l'ing. Afialbala Fiooh!o. 
DireOore dell' Officina Gaz di Biella. 

D 3 dello scorso mese venne nominato. 
mmim frvfrìo di S. M. il Ke, (aiaittrt dtlla 
CsnMM a ftaiùt. 

L'ing. Picchio, che non nasconde ad alcuno 
la sua età, perché nessuno gli darebbe 47 anni 
tonto sembra giovane, nacque a Pouget-Thé 
tàa% ^Nixza» prima quindi della cessione del 
principato alla Fruncix 

Laarealoai al Valentino di l'urino, come 
avile, nel '85. fu chiamato all'Offi- 



cina GaJE di S. Celso (Milano) dall'ine. Charles 
Jones, da dove dovette allontanarsi ooyto qual* 
che tempo, per ragioni di famiglia per recarsi 
ad Olcggio, dove costruì col concorso degh 
ingegneri buccoli e Giana della Sortr/à ffa- 
iiana ptr t'industna tifi (ut:, e diresse poi per 
due anni, V Officina Gaz di Ol^gio. 



Nel 1894 fu chiamato dalla SonVff Gaz «t 
Eattx di Parigi a dirigere 1' OlTicina Gaz di 
Biella, in momenti piuttosto difficili, ed oggi 
va lieto ed orgoglioso degli encomi che la 
sua Oirezione non manca di fargli, per aver 
saputo innalzare r bene Ir sorti, forlemcnle 
compromesse, dal suo prcdeccìtsorc, di quella 
Ofhcina. 

Al cav. Pìcchio, simpatico e caro amico, 
che durante il pranzo, offerto dalla l'nion dea 
Gaz a Pallan/a, seppe ripetutamente farsi ai:* 
plaudirc, congratulazioni affettuose per la 
onorificenza avuta. 



A PROPOSriD 

tfilla Bttovi libbrlu a Mlliio fi rellii %w 



Quel diavolo di Lapa/ù. V ossessione con- 
tinua di tutti i direttori di oOicine a gaz, è 
come r ombra di voi stessi. Ve lo trovate 
sempre di fra i piedi, anche quando viaggiate 
in... incognito. 

Nessuno sapeva che io fossi a Milano, ma 
lui. con quegli occhietti che frugano dapper- 
tutto, mi aveva scovato fuori. 

Sfuggirlo? Eh no! non perche non fosse 
facile, ma perche dopo tutto, * cosi simpatico, 
che non menta gli si usi la benché minima 
scortesia. 

Vedermi, chiamar una carrozza, farmi 
montare, condurmi alla nuova jgrandiosa fab* 
brica della Società Auer. di Pia Torftmm^fìì 
tutto uno. 

E vi andai volentieri, perche cosi ebbi U 

fiiacerc di conoscere un manipolo di bravi e 
orti lavoratori : di quei lavoratori che si oonh 



- 126 — 



prendono subito, ed ai quali si stringe con 
afTctto la mano. 

U signor Edoardo Pfeiffcr, il Presidente 
della Aucr italiana, colla sua faccia bonaria, 
un entusiasta di questa nostra Italia, che egli 
vi decanta in tutti i modi : che vi narla di 
Roma, di Milano, di Padova, di Venezig, 



i^pKi 



"Si 



Infatti dei cartelli a caratteri cubitali, appe- 
na entrati, avvertono corno, per evitare noiosi 
rifiuti, sia proibita rigorosamente la visita dello 
stabilimento. 



I.a fabbrica risponde nella forma più ra-1 
zionale allo scopo pel quale venne costrutiail 
Capace di forte numero di operaie, essa com-) 
prende perfettamente distinti, i vari reparti 
voluti dalla natura dell' Azienda pel suo fun- 
zìi>namcnto più regolare, più sollecito, più 
completo. 

Sugli 800 mq. di terreno, gli ambienti 
elevano ampi, bene arieggiati, giudiziosamente 
illuminati. Accanto alla tessitura, il lavaggio, 
l'asciugamento; quindi i reparti per la cuci- 
tura, per r impregnatura, per la bruciatura, 
per r imbossolatura. Da ultimo i locali pei 
la spedizione e tutti gli ufiici di ^ammini- 
strazione. 



Sala TcuiItKfl icliiir 

come vi fosse nato: che ammira in ispecie 
la fibra milanese per il suo slancio e per la 
sua intraprendenza ; il sig. Alfredo Neri, Ìl 
rigido, impassibile contabile, che stava spie- 
gando, con chiarezza ammirabile, cnme voleva 
e doveva essere tenuta la nuova anuninistra- 
zione ; ed il biondo Ilermaini RubtI. il capo- 
fabbrica, che colla nordica impassibilità stava 
disponendo il suo gabinetto chimico. 

E questi tre tipi, dififerenti l'uno dell'altro, 



(ilininiiniiii 



"'«wifiiSifi 



Satu il' Im^iir^natura (N. 3} 

C'osi vediamo la calzetta che ben bene la* 
vata passa sui telai per l' asciugamento : ri- 
cevere poi le strisele di velo ed il filo d'a- 
sbesto : e cosi preparata arrivare alla sala d»' 



SbIh d' iraiirrifiulHTft (N. i) 

il Lapalù. li ha fusi insieme completandoli 
col suo focoso ardire. 

E fui contento di aver visitata questa gran- 
diosa fabbrica, perchè ò davvero la vera fab- 
brica per la preparazione delle retine per 
l' incandescenza, e che fa onore alla nostra 
Italia. 

Col cortese consenso del sig. Lapalù, ri- 
produco qui alcune delle sale visitate: e dico 
cortese consenso, perchè non è tanto facile 
poterlo ottenere. 



Sfthi di C«4-it»ra 



bagno, per essere tuffata nelle soluzioni dei 
sali lummosi, quindi è diligentemente pressata: 
la floscia retina portata in altra sala subisce la 



- 127 - 



e «otto il iretto della fiamma del 

vcdUmo .!■- forma r dtirr^/a ; 

nfirrddat.. nella sala della col- 

per enstT portata in quella della 

ira. e finalmente in magazzino. 

tulli questi ampi locali trovate curati 

'1 pia piccoli dettagli, aflìne il lavoro 

f^KfDO della Ditta. 

'rocrhò *■ nvvin, rhc se ancor in oggi 
ha sentito il bi&ogno di co.siruire un 
9tahilimrntn nella metropoli che acceO' 
-- rro movimento rommercìalc. 
dc% ' HetA del nroddlti, rh*- dalle 

icine di Knma e di Padova va diffon- 
tiitt.i ritittiii. 



e tirilo. sc|:uirc passo a passo nella 

ne una di quelle retine, che 

ano la nostra industria. Quando 

IO dal bits*»*Jo, noi non ritxirdìamt» più 




il Bravtatara • ltMBp«*«»ov(blVe 

[intrlliKen/e furono sfruttale, quanti 

.irono ! Gettan 
u ^ I lulc sulla storia 

idc*>ccnxa. noi troviamo il lUreeUtix, 



Nel 1826, il Drummond, al quale spetta 
r idtfa madre della inrandevenza, scopre la 
/«re sidtrfiì. Nel 183P abbiamo eli stuai im- 
{Kjrtantissimi del Cruik>hank ; nel i6^8 (oUard 
applica il gaz d' acqua per l' illumma/ionc 
puDblica, ed idea il ditale di platino; ne) 1&49 
troviamo Ir Itwtf-tuif solari del Prankestcin : 



'l'iiiti'ij 
'" '.Jj* 



ed il Roberto Werner, di Lipsia che imbe- 
vendo un tes>suto di velo in una «ftluzionr di 
creta polverizzata e cloruro di sodio, otteneva 
gli stessi risultati del Frankestcin ; nel i86a 
■ la calotta refrattaria degli svizzeri 
i I . i e Willy : e nello stesso anno il New- 
ton, in Inghilterra, idea il beccuccio per por- 
tare lo zirconio all' incandescenfa. 

Nel 1863 Balir e Bunscn riprendono gh 
studi del l^rzcliu» e si applicano all' incan- 



*^\ 



r5. CI avverte come gli o»-iidi di 
U cerio, al contatto di un» lìatnma, 
una luce smagliante 



fida 4' ImlMMolUara • 4) *Ckhctiatim 

descenxa con gli ossidi rari; nel 1867 Tessié 
du Motav e Manwrhal f ' ' . I ' -i 

differenziale; nel 186B \ 

utilizzanti il hcccn bunscn per bruciare una 
miscela di aria e di gaz, s<itto pressione; e 
nel beccuccio, sopra il bunscn. applioina una 
calotta di fili di platino. Nel idra Caron ri- 
prende lo studio del Tessii-. Nel 1878, per le 
modificazioni dell' Edison* si entra nel campo 
delle terre rare. 

Nel 1880 Lewis costruisce un beccuccio 



di forma cilindrica, che porta una retina a 
cono di garza e fili di platino, il tutto posto 
sopra il Dunscn. 



% 






1 


1 

1 




• 

•1 


' m 


m — '^K?^ ^^HB " 



Com[>rcMJDoe dtt lia» 



Nello stesso anno Clamond leva il suo bre- 
vetto pel becco a doppia corrente d' aria ; 



IrohalUxKl ^ ttptdiatatà 



nel i88i, Khotinsky apolica ^li ossidi di terre 
rare, soli od in miscela, per la produzione 



piccola quantità d' iridio ; Stocks William, 
Riwerton (New-Jersey) prende un brevet 
per la sua Termo-caneiela destinata ad aume 
tare la potenza luminosa della fiamma. L'us ^ 
degli ossidi rari quali lo zirconio, e l'impre^ 
gnatura dei tessuti leggeri, per mezzo di so- 
luzioni metalliche sono indicate. Ka stessa ap- 
plicazione cioè delI'Auer. Nel 1883 abbiamo il 
Somzee colla calotta di magnesio perforata ri- 
coperta di zirconio; Fahnehjen, nello stesso 
anno, trova di applicare in grande, negli Siati 
Uniti, la sua pi^na; nel iBQoFahnehjchn perfe- 
ziona questo sistema; e Dcllvik ideala retina 
di alluminio rivestita di sali di cromo; nel 1891 
Haitinger usa l'alluminio e gli ossidi di cromo 
di manganese intimamente mescolati e sot- 
toposti ad alta temperatura; nel 1893 Ilirsh- 
field adopera la cestina foiTnata di solfato 
alluminio e di ossido di cromo. 

Ma sino da! 1885, Carlo Auer von Weisbac 
già allievo di Bunsen, all' Università di Hei 
dclbcrg, aveva levato un brevetto per l'app" 
cazione di un corpo incandescente forma 
colla calcinazione ai un tessuto di cotone 
di lana, impregnato di una soluzione di nitra 
e di acetato, e di una combinazione di ossi 
di lantano, di ossido di ittio e di zirconi 
Nel 1886 aggiunge al suo brevetto 1* ossi 
di thorio (già indicato dal fìergemann si 
dal 1852). t da allora le perfezioni dell'Au 
si susseguono le une alle altre ; ed ora s 
studiando la retina infrangibile, ottenuta anch 
questa vittoria, potremo lottare con maggi 
lena, contro i nostri concorrenti. 



i 



LE STORTE VERTICALI DI DESSAU 



I 



Il nostro confratello inglese, Journal 
Gas Li^fhing pubblicò il 13 marzo una critica 
sull'impianto delle storte verticali di Dessau, 
critica dovuta al sig. Th. Settle, d'Exeter, 
uno dei promotori del sistema delle storte 
verticali, e della quale riproduciamo i punti 
principali. Il sig. Settle infatti, col sig. Padfield, 
fu tra i primi a propugnare il ritorno alla 
storta verticale, usate all'inizio dell'industria 
del gaz illuminante. 

U sistema Settle differisce da quello esami- 
nato a Dessau in ciò. che il carbone non viene 
introdotto, in grande quantità, in una sola 
volta, ma invece ad mtervalli vicini ed a 
piccole quantità. 11 gaz prodotto quindi passa 
per un piccolo strato di carbone e non deve, 
come a Dessau, passare attraverso una gran 
quantità di carbon fossile portato ad un alta 
temperatura. Questa spiegazione era neces- 
saria per ben comprendere l'articolo del si- 
gnor Settle. 



SaU pa le C9|>viktiic 



della incandescenza ; nel 1882 Popp propone 
r uso del cono di platino racchiudente una 



Il sig. Tommaso Settle ammette grande 
interesse alla pubblicazione dei risultali di 
di Dessau, ma questi risultali non hanno 
nulla di definito ; d* altro canto, secondo il 
parere del signor Settle, basato su lunga 



— - »aa — 



e su numerosi esperimenti, il me* 
di lavoro M Detuau non t fondamental- 

articolo spiegherà le cause che 
tasso motivato questa rniica. Dolihiamo do- 
kra che coloro che espenmcntarono il si- 
«OM a DciASu e che tentano ora di sfrut- 
dal punto di vista commerciale, abbiano 
una certa moderazione nelle loro 
ioni, tantn che prr poter ottenere i 
età nect^^ari. per poter stimare il valore di 
fOTftj . bisogna ricorrere a metodi 

iBflHb««m^-iiic- differenti. 

Stt^trjteir € (ap<Mcìth. — Quando si comtn- 
CB a studiare qucNlo argomento si fa subito 
■J t ije la mamcanza di informazioni tanto da 
fcrta- arrestarsi. Ci dissero che la superficie 
ciy c ita per X installa/ione di io storte ver- 
bali a Dessau ( di i6 piedi, io pollici, per 
X\ piedi* 4 pollici, ossia n^ pirdi quadrati e 
At o^aì scorta ha 13,1 piedi di lunghezza. 
perciò le misure della base e della 
? saperiorc della storta. Per conseguenza 
sj può sapere la capacità cubica della 
31. Tuttavia ci dissero che la carica di 
storta è da io a 11 cwt. Prendendo la 
r quantità e ricordando che nei rap- 
paci * scntlo che • le storte sono caricate 
«9Ka ta.<ictarr alcun spa/io libero in alto ■ si 
ha una capaciti dì 24.15 piedi cubi, ammet- 
che il peso del carbone sia di 51 libbre 
cubo. 1^ relazione dice ancora : 
8 cwt. di coke caldo da una sola 
e ciò prova la capacità di 24,21 piedi 
ocrupando il coke i piede cubo ogni 37 
e. Questa particolarità cioè che la storta 
Bpre piena, e che ogni piede cxibo della 
capacità e occupato, ò di grandissimo 
_^_ in per le storte inclinate od orizzontali. 
0—1 miiifii che ra storte producono 170.000 
aeiit cubi di gaz in 34 ore. su uno spazio 

• 3163 piedi quadrati e una media di 11,459 
fK^ nihì 'Il ^az d'un potere di 13,3 randele 
|cr t< .è facile prevedere gli immensi 

1 ui un sistema che darebbe un au- 
di 15 a 20 (su queste cifre) in volume 
r A oo potere illuminante leggermente eie- 
falò. 

Temperatura dette storte. — Le cifre rela- 
tpre alla temperatura sono cosi elevate che 
U prof. Lunge ha detto « che rimase un po' 
■:»MCi.nilo quando conobbe la temperatura 
<^ regnava nella parte inferiore della storta ». 
Tcaieva che ne risultassero due svantaggi: 
I." • cbe le storte durino poco tempo, e 2." 

• cfac il giù ne sia im^k^vcrito ". II dottor 
che la temperatura all' entrata delle 
'' 1.400 gradi centigradi. Ma le cifre 

date dal sig. Koerting provano distintamente 
dbe la temperatura, che il signor Hueb dice 
Uuppo alta, è •ktata sorpassata a Manendorf 
con 1.465 gradi centigradi. 

Ija cmnca dri ttir&one e ta autsfione deila 
^m^trmhtrtu — Eccettuato la amiinuzione di 
lavoro e Pecononiu relativa, non conviene 
lacrodurre in massa il carbone in una storta 



verticale, e ciò è provato sufficientemente dal 
poco potere luminoso ottenuto a Oessau e a 
Maricndorf. Conseguenza diretta b la perdita 
considerevole nel volume e nella qualità del 
^az cagionata dall' aumento di densità del 
carbone introdotto in una sola massa. Il dot- 
tor Bueb dice « che poco dopo il caricamento, 
la pressione nella parte inferiore della storta 
sale a circa 4 '\ pollici, ma che poco dopo 
ritorna alla pressione normale di '/, pollice. 
E' evidente che il dott Bueb si dimentica di 
dare la pressione o il vuoto nel tubo di ascesa, 
ed il sig. T. Settle dopo numerose esperienze 
di caricamento in una sola mas.sa, ha osser- 
vato che c'erano circa 75|io della pressione 
al basso della storta en un leggero vuoto 
nel tubo di ascesa; ed in un altro caso 47iro 
della pressione nel basso della storta con un 
vuoto nella testa. 

K' facile comprendere che lavorando nelle 
condizli^ni del primo caso la metà inferiore 
della storu, almeno, * responsabile della per- 
dita di volume. la metà supcriore della per- 
dita di potere illuminante ; la perdita non i 
dovuta alla decomposizione prodotta dal con- 
tatto con superaci troppo riscaldate. Infatti 
il dottor Bueb dice • che il passaggio di 
uscita è un nncciuolo relativamente freddo 
di carbone • Il ^a2 non può dunque soffrire 
dal suo passaggio in questo nocciuolo di car- 
bone. Ma è difucile comprendere che mentre 
la temperatura del ■ nocciuolo freddo » era 
solamente di 145 gradi centigradi dopo la 
prima ora, la temperatura dei gaz sviluppane 
tisi fosse di 190* centigradi, e che soltanto 
dopo la quarta ora la temperatura del noc- 
ciuolo freddo nell'interno della storta sorpas- 
sava la temperatura dei gaz sviluppatisi fuori 
della storta, cioè 370* centigradi per il • noc- 
ciuolo freddo» e jiS" centigradi per i gaz 
prodotti. E* pure facile comprendere che con 
una temperatura di 1.400 gradi centigradi 
intorno alla storta, e le parti esterne della 
colonna di carbone premente contro le pareti 
della storta esposte a si alta temperatura, la 
trasmissione del calore — ossia 8 pollici in 
un senso e 5 nell'altro — possa solamente 
aumentare fa temperatura del nocciuolo di 
250 gradi centi^raai in 5 ore, Il sig. Tom- 
maso Settle assicura che alla fine della quarta 
ora il calore sarebbe già penetrato nella colon- 
na di carbone per una profondità di k pollici 
da ciascun lato, la storta essendo consioerata 
cnme avente ao pollici per 14 pollici di dia- 
metro. 

Il dottor Bueb dice che « i gaz sviluppati 
durante la carbonizzazione cercano la via dove 
ci sono meno resistenze, e passano cosi nel 
mezzo della storta, in guisa che questo nocciuolo 
di carbone farebbe I ufficio di un passaggio di 
uscita ». Il sigr, T. Settle * d' accordo su que- 
sto punto. A tJceter, è stato ritirato da una 
storta un pezzo di coke, di circa 1.6 piede di 
diametro, di 2.9 piedi di lunghezza, e in mezzo 
del quale c'era un buco quxsi circolare di un 
diametro di 4 polliei. Parecchi ingegneri pos- 



I30 



sono testimoniare di aver veduto questa 
massa di coke. Facendo delle esperienze con 
cariche intere di coke, si trova generalmente 
una colonna di coke avente un foro come è 
detto più sopra. 

Si può dunque da ciò concludere che la 
trasmissione del calore della parete nella di- 
rezione del centro tende a mantenere una 
certa espansione, premendo ÌI coke contro le 
pareti della storta. 

Facendo delle esperienze a Exeter nella 
sola storta che vi è montata, si pulì un mor- 
taio sotto del quale c'era della polvere di 
carbone. Il signor Settle fece gettare questa 
polvere nella storia (circa 7 libbre). Il risul- 
tato fu quasi come lo si aspettava: la repen- 
tina evoluzione de! gaz fu sì grande che tutte 
le chiusure furono arroventate. Si continuò 
r esperienza, a dispetto delle diflicoltà per co- 
noscere il risultato nell'interno della storta. 
Quando la si aprì, la si trovò piena di un 
coke così leggero che somigliava più ad una 
piuma che ad altro. 

Temperatura e potere inuttmiante. — Il 
dottor Bueb nell'impianto di Dessau (1903) 
aveva tre aperture sovrapposte su un lato 
della storta, che servivano per traspor- 
tare il gaz formato, in una camera verticale, 
posta fuori della zona dì riscaldamento di- 
retto. Il dott. Bueb dice « che pensava che 
il gaz dovesse essere levato dalla storta su- 
bito dopo la sua formazione e per il più corto 
cammino, allo scopo di evitare la decompo- 
sizione degli illuminanti ». « La perdita era 
— continua il dott. Bueb — che la storta non 

f)Oteva essere riscaldata che da tre lati so- 
amente ». Chiuse le aperture laterali il dottor 
Bueb ebbe l' idea di far passare il gaz per 
una via più lunga, in mezzo ad una colonna 
densa di carbone, e a traverso un noccìuolo 
relativamente freddo, sopprimendo la sua ca- 
mera di scappamento, che, per servirci di 
una buonissima espressione del prof. Lewes, 
era « la migliore fabbrica di naftalina del 
mondo ». Il sig. T. Settle crede che il cen- 
tro della carica (con cariche intiere» sia il 
passaggio più facile per il gaz in produzione, 
ed è quasi certo che poco o nulla di gaz sale 
fra il coke e la storta. Ciò che accade in una 
storta verticale durante la carbonizzazione è 
^tato molto ben descritto dal prof. Lewes, 
dal sig. Carlo Hurst e da altri. 

Il sig. Ilurst nella sua •■ Tecnologia chi- 
mica volume III. w dice : Al principio della 
carbonizzazione di un carico dì carbone, 
quando la porzione esterna della massa si 
decompone, gli idrocarburi prodotti non do- 
vendo passare attraverso o sopra del coke 
incandescente, scappano dalla storta subendo 
relalivamenti: poche modificazioni. Il putere 
illuminante del gaz è elevato e contiene idro- 
carburi condensati. Mentre la carbonizzazione 
si avanza, la parte esterna della massa si 
converte in coke, la temperatura si eleva e 
si avvicina a quella della storta; i gaz pro- 
dotti nell'interno della massa devono passare 



attraverso una massa di coke incandescente 
che aumenta graduatamente di spessore, 
seguito la decomposizione dei caroun diviei 
sempre più completa. 

Il prof. Lewes dice : - La carbonizzazione 
ideale del carbone consisterebbe nel sotto- 
mettere ciascuna delle sue parti ad una tem- 
peratura assolutamente uniforme e regolata 
m modo che la decomposizione degli idrocar- 
buri nel carbone aumentasse Ì gaz carburati 
del più alto valore illuminante. Se si desidera 
un gaz d'un alto potere calorifico o d'un 
alto potere illuminante si dovrà ricorrere a 
questa maniera. Prima di gazifìcare gli idro- 
carburi conviene principalmente trasp4»rtar]i 
fuori della zona calorifica, il più presto pos- 
sibile, per evitare le azioni secondarie della 
decomposizione o della polimerizzazione che 
li trastormerebbero in gaz meno luminosi o 
meno calorifici, F* evidente che Xumforwità 
d'azione ò la chiave del successo reJla car- 
bonizzazione *>. 

It sig. Butterfield ha pubblicato il risul- 
tato di esperienze nelle quali il potere lumi- 
noso saliva a 17 a 18 candele e discendeva 
a 8 candele: la media era di 14 candele du- 
rante la distillazione. 

Il sig. Blair ha egualmente pubblicato Ì 
risultati di alcune esperienze, nelle quali il 
potere illuminante, durante la prima ora, crh^ 
di 6 candele superiore della media ; la se^| 
conda ora, di una candela; la terza e la quart^^ 
ora, di 4 candele al dì sotto della media otte- 
nuta durante le 4 ore. 

Potere luminoso e trasporto rapida del gi 
— Il signor dott. Bueb dà i nomi di parecc 
carboni inglesi cai quali il signor Settle fece 
delle esperienze e nelle storte orizzontali e 
nelle storte verticali. Si sa che negli impia 
ordinari il potere luminoso del gaz dal 15 
45 minuto può essere di 20 o 21 candel 
anche col gaz estratto dal carb(m fossile di 
Durham ; ma a mano a mano che la decom- 
posizione ha luogo, nell'ultima ora si ha un 
gaz che merita appena d' essere raccolto. 
Prendendo tre dei carboni inglesi nominati 
dal dott. Bueb, e dai quali egli ottiene 11.409 
piedi cubi di gaz di un potere luminoso di 
13,40 candL-k* alla tonnellata, il sig. T. Set ' 
ottenne i seguenti risultati: 

Lavoro ordinario nelle storte orizzontali 



Tiinnell. 



l'ic<lì •.Hill 



CoVe 



t>cr lonncM. Ilhbtt infl. 



CNHlWt« 



N. I. 46 10.537 1.570 14.33 
" 2. 73 10.135 1.554 14.30 

- 3- =7 9-557 1-677 U-oo 

CarboHÌzsazione nelle storte verticali 



rkiii >-tii>i 

|>VT lotiitdUt.i 



Iuoiìdcwo 
13.80 



i^^8 ^*^"'*= cati-ai 



N. I. 13.358 

" 2. 13.192 

" 2. 13191 

• 3- »3-57o 13-5" 

Facendo delle esperienze con i carboi 
suddetti per ottenere un potere luminoso con 



— t3i — 



«■ncfae minori di quelle impiegate general- 
«mtc È» «Ctconero ì seguenti risultati : 
C^rÒcmwvantm* per fiùco/f cariche 

H. 1. ItatefM- hMfaL «IvrMit 7 h. ao.14 rVHWa 

• a. • » • 7 h. 20.64 • 

• I . • • ■ 9 ", 20.J5 " 

• 3. • • • 7 '* 18.89 • 

■ fre prete con la lampada al pcniano 
ai i-iu-coun^ 

Esprritnsf tiri prof. Lrtvts a Exfitr 
Carbone di Camcrton: 13^50 piedi cubi 
di gaz d'un potere luminoso di 14.73 
calcele. 
Lo stcuo carbone llavoro ordinano) 9^03 
piedi cubi di gaz, d'un potere luminoso 
di is candele. 
1 risultati suddetti prcivano il valore della 
tfom verticale a cartcamt*nto continuo, e 
f MttlÉ dì ritirare il %az dalla storta il più 
■MB» pOMtbtIe. La tabella seguente mostra 
■ coinposìxione media di 6 esperienze fatte 
èri prof. Lcwes : 

Idrogeno 52,25 

Idrocftrbun t>on saturi . 3.56 

» ssturi . . 34<oi 

Ossido di carbonio 5.63 

AxoKo 3.8a 

Acido carbonico .... 0.43 
IO o^ 

100. — 

Le analisi sedenti sono quelle del gaz 

"* storta verticale d'Exeter, fatte dal pro- 
Lewea: 

A B 

reno .... 33.57 33.63 
-buri non saturi 3.06 7.00 

• saturi . 60.05 5^-^ 

idu di carbonio 4.02 ^joa 

to«o - , . , — — 

carbonico 0.30 — 

:cno .... — — 

xoo,— loa— 

Le influenze che agiscono sulla decompo- 
mmemc dei gaz. nelle storte orizzontali non 
•OMO aumentate, dopo il signor Settle, unto 
die la si ritenne dov\ita alta radiazione del 
calore attraverso In spazio libero tra la ca- 
nea e la corona della storta. Come pt>ssiamo 
qgdere, da parecchie esperienze, è solamente 
la piccob quantità di gaz, immediatamente in 
contatto col dorv> e le coste della storta, che 
arriva quasi alla stessa temperatura della 
sUMta. 

La trasmissione del calore in una carica 
earbiMie, con storte orizzontali, è lon- 
tana dall'essere eguale e le osservazioni di 
ScttSe hanno provato che la carbonizzazione 
none nella parte superiore ^ rguale ai 35 
dcUo spessore e la carbonizzazione inferiore 

Si crede generalmente che l' impoveri- 
■nito dei gaz s'accentui con la distillazione. 
Si prov<6 d grado di traMUissione del c^Uore 



prendendo una parte del nucleo interno della 
carica di una storta per distdlarlo in un' al- 
tra; il che SI fece, sapendo che il gaz prove- 
niente da una storta, alla quarta ora. per 
esempio, non aveva che un potere luminoso 
di 13 candele, si apri la storta e venne levato 
il grosso della canea ponendolo in una storta 
già riscaldata, dalla quale si ottenne del gaz di 
un potere luminoso da 17 a 17 Vi candele; 
mentre il ga/ (>r»dotii} con lo stesso carbone 
all' intrrno (Ìrll:i carica, attraverso lo strato 
di coke aumentando sempre, non aveva un 
potere luminoso che di 13 candele. 

Diverse esperienze di pa^swgio del gaz 
di diverse specie attraverso coìce riscaltuto 
hanno dato delle perdite di 4 a B candele 
con la stessa of»erazionc, che e quella della 
carbonizzazione del carbone nelle storte orix- 
zontali. 

Con cariche continue, la produzione di gaz 
è quasi costante nelle storte verticali, e varia 
solamente da 18.6 a 134 "... tra la pnma e la 
sesta ora. 

CatratMf td atout ammoniacali. — U ca- 
trame ottenuto a Oessau e di circa 5.6 a 5.8 '/# 
del peso di carbone carbonizzato, e a Maricn* 
dorf, di 4.21 " „. L'esperienza a Kxeter diede 
per risultato la prr>du7Ìone da 4 a 5 galloni 
di catrame per tonnellata di carbone carbo- 
nizzato. Il sig. Norton H. Humphreys, nel suo 
rapporto dice : * Il catrame ii certamente ri- 
dotto a 4 n a 5 galloni per tonnellata, e con 
un maggior numero di esperienze nel lavoro, 
non SI ha alcuna ragione perchè non si possa 
ridurre ancora questa produzione •. 

La quantità media di acqua ammoniacale 
ottenuta (per condensazione solamente) va- 
nava da 10.75 a 15.36 galloni del carbone 
carbonizzato. Senza menomare l'importanza 
dell'ammoniaca, dal punto di vista finanziario, 
si deve però cercare di produrre mag^or 
quantità di gaz. e ciò si otterrà con la distilla- 
zione perfetta del carbone e la produzione com* 
binau di gaz aH'acaua nelle storte verticali. 

Nel mjourttai oj (iav I.i^ìttiHff - del 7 
giugno 1904 pagina 656, il signor C. Lettlc 
pumilio'i un resoconto delle sue esperienze 
sulla fabbricazione del gaz d' acqua nelle 
storte verticali. Da allora numerose espe- 
rienze furono fatte, e combinando la distilla- 
zione del carbone con la produzione di gaz 
d'acqua, si ottenne il 28"» di gaz d'acqua, 
ossia circa 16.435 piedi cubi per tonnellata, 
tonnellata. Servendosi bene acl vapore, e 
impiegandolo in tempo utile, non e* è alcuna 
difficoltà di combinare Questi sistemi. 

Il difetto maggiore aclle storte verticali, 
con il caricamento in una sola volta, e la 
troppo grande pressione sul fondo della storta, 
ed il pericolo di diminuire il potere luminoso 
per eccesso di vuoto, necessario nel tubo di 
ascesa per sormontare la pressione rccrs-"ìiva, 
prodotta nella parte inferiore della storta. 

Tali infennuictil carrispoadono a quoto pubbU- 
oUimo ft psg- 113 e Ietti atl Cosgmto dil OiiIiSt 
d'Italia, III tlfl- Ziaoan. 



— 132 



IL BENZENE (C, HJ 

Il primo prodotto proveniente dalla distil- 
lazione secca del catrame di carbon fossile è 
il Benzene. 

I punti di ebollizione fra ì quali distilla 
il benzene sono tra gli 80" e 180 gradi. 

In questa distillazione noi otteniamo non 
solo il benzene, ma pure dell' acqua ammo- 
niacale. Acque di bassissimo grado in ammo- 
niaca pura non possedendo che un titolo del 
1,2 per mille. 

Queste acque ammoniacali vengono in 
parte utilizzate per la fabbricazione del sol- 
fato di ammonìaca. 

II benzene che si ottiene in questo primo 
frazionamento del catrame è allo stato greg- 
gio, e contiene una forte quantità di naftalina. 

Il benzene così ottenuto viene ridistillato 
ottenendo cosi un secondt» frazionamento e 
comincia in questo secondo frazionamento a 
separarsi di quasi tutta la naftalina avendo 
così un prodotto più chiaro e precisamente 
di un colore giallognolo, mentre il benzene 
greggio ha un cohire rossastro. 

Il benzene dopo la prima rettificazione 
contiene ancora tutte le sue basi, le quali 
vogliono essere asportate per mezzo di una 
epurazione chimica, ossia per mezzo di re- 
golari lavature ad acido solforico e ad idrato 
di soda, con intermedie lavature ad acqua. 

Dopo essere stato convenientemente epu- 
rato chimicamente, si ridistilla il prodotto in 
un apparecchio di rettificazione del tipo Sa- 
valle o Coupier. 

In questa terza ed ultima rettificazione si 
fanno in generale due quote, in base ai di- 
versi punti di ebollizione. 

Il primo frazionamento è tra 1 punti di 
ebollizione di So" ~ 100" e questo è il pro- 
dotto che viene posto in commercio sotto il 
nome di Benzolo, incoloro di odore penetrante 
il quale serve come solvente delle gomme e 
dei grassi e come pure per la fabbricazione 
di certe vernici. 

II secondo frazionamento è formato dai 
prodotti che passano alle temperature ira i 
100* e 170". Detto frazionamento del ben- 
zene viene chiamato benzina solvente. 

La benzina solvente ha gli stessi usi del 
benzolo, gode però la proprietà di avere un 

f)unto di evaporazione minore che non il 
lenzoln e qutsto è di gran vantaggio essen- 
dovene un minore spreco per chi lo usa come 
solvente nelle gomme. 

II benzene nei catrami delle nostre ofii- 
cine a gaz si trova nella percentuale dal 2 
al 2,5 per cento. 

Nel primo frazionamento per eliminare la 
naftalina il prodotto si riduce aella metà circa, 
per modo che riferendoci alla cifra 2 Vi, esso 
sì riduce in seconda distillazione al i "/, e 
questa quota dimmuisce ancora del io Va 
circa nell'epurazione chimica riducendosi così 
a 0.9",, e nell'ultÌDiissima rettificazione la 
sua percentuale è del 0,8 ■*;,, 



Così nel catrame possiamo ritenere chi 
non vi sia di più del 0,6 per cento tra Ben- 
zolo e Benzina solvente. 

Nella cifra 0,8".,, soprascritta noi abbiamo 
in Benzolo 0,2 Vo ^ '" Benzina solvente 0,53' , 
riferendoci sempre al catrame. 

Il Benzolo e la Benzina solvente vanno in 
commercio abusivamente col nome di Ben- 
zina dando origine così ad una confusione 
tra la benzina del catrame e quella derivante 
dai petroli]. 

facilmente si può riconoscere il benzolo 
dalla benzina del petrolio: 

1. Dalle diverse densità; nella benzina 
del petrolio in generale la densità varia tri 
0,700 -i- 0.710 mentre quella proveniente dal] 
catrame varia tra 0.875 -^ 0.885. 

2. La benzina del petrolio non da rea-] 
zioni con l'acido nitrico fumante, mentre ilj 
benzolo da origine a del nitro benzene 0' 
essenza di mirbana di un odore assai aggra-: 
devole di mandorle amare. 

3. Il benzolo è solubile nell'alcool al 
90 "'„ mentre la benzina del petrolio non 
gode questa proprietà. 

GiaHluigi Hicci ' 



Accenditore a spirale conica 
"CON US „ 

In questi ultimi anni furono inventati di- 
versi sistemi di accenditori automatici da gaz 
che, malgrado i miglioramenti portati alla 
loro costruzione, conservano ancora molti 
difetti. M 

Assai di frequente ci si lagna che gli ac-™ 
cenditori non abbiano una durata suflìciente, 
difetto che bisogna attribuire all' insudicia- 
mento della spugna d' accensione e dei fili 
di platino, causa i prodotti della combustione 
del gaz. 

Esistono due generi di apparecchi, lo scopo 
dei quali è di proteggere le spugne di ac- 
censione ed i fili, dai gaz nocivi. 

I primi apparecchi di questo genere ed i 
più conosciuti (quale il sistema Martini) sono — 
disposti in modo che la spugna d'accensioneM 
attaccata ad una lamina di mica oscillante al 
momento dell'accensione, si trovi fuori del- 
l' inlluenza nociva della fiamma. La corrente 

d' aria calda produce questo risultato. 

La fragilità estrema di tutti gli apparec- 
chi a movimento automatico diede l'idea di 
costruire un secondo genere di apparecchio 
protettore, che consiste in una spugna d'ac- 
censione che rimane costantemente al disopra 
della fiamma, ma garantita dagli effetti nocivi 
delle fiamme da lamine di mica forate, in 
forma di rrivrlln, che si trovano poste fra 
la spugna ed il fumivoro. 

II vantaggio apparente che possiede l'ap-^ 
parecchio protettore immobile, e quindi men< 




- '33 — 



ha però minor numero di ìnconvc' 



Udo dei principali svantaf^f^ì consiste nella 

■Aornte protezione della spuf^na dì .-icccn- 
, perche I gaz incandescenti non possono 
fflQ;ìre liberamente, poiché sono intercettati 
■ porte dalla lamina protettrice, arrivano 
pcmA « atterrare la spugna. 

1 gsz in combustione, non potendo libc- 
r^Mflt« fanire vendono ad accumularsi nel 
TtCro della lampada ed esercitano un'influenza 
■Trlr**f sulla namma che non tìA allora lutto 
il «OD pocere illuminante. 

Bisa^pui dunque trovare un nuovo ap- 
pan iiliiii. che riunendo tutti i vanta^^ degli 
ikh accenditori aucomatici. non abbia i loro 
ajowivrnienti. 




n 5i|^. Jacques KeJlermann, di Berlino. doiK» 
parecchi anni dì ricerche, ha infine inimagi- 
aaCo un nuovo apparecchio a cono, in spirale, 
dtt chiamò • Conus ». 

Questo apparecchio sembra possedere i 
f M<a»KÌ che si ha dirittt) ili aspettarsi da un 
aecmoitorc fisso. 

La spagna d'accensione si trova contenuta 
m un cono formato da una spirale di ferro, 
ahbttttarua fìiu alla base, di guisa che l'ap- 




parecchio presenta alla fiamma una superficie 
■olto limiuta. poiché è solunto la punta 
dcO* accenditore che é esposU ai ^az incan- 
fL—p i iti I prodotti della combustione sono 
alfen gettati sui lati dell'apparecchio e la 
fpvpu fti trova completamente protetta. 

Qiteico sistema cosi semplice assicura una 
atmai hiQga durata alla spugna ed ai Hli che 
provocano rarcenatone. 

D potere illuminante delle lampade può 
■ ffiuii yere co5\ tutto U suo sviluppo, poiché 
9 gv non si accumulano nel vetro. I^ retina 
MBflM ha una durata maggiore, perché il 
• Conila* presentando alla namma una su- 
perficie assai poco estesa, non provoca deto- 
li al momento dell' accensione, mentre 
SI pnxlucooo con gli altri apparecchi. 

vantaggio grande che possiede il 
CofNU • consiste nella sua grande resi- 
ai calore ; la punta deir apparecchio 



essendo la sola esposta, le fiamme le più 
forti, prodotte dalle differenze di prensione 
del gaz nel vetro della lampada non possono 
raggiungere l'accenditore tutto intero. 

Per lampade a grande potere illuminante 
e che, per conseguenza, hanno delle tempe* 
ralure assai elevate, l'accenditore • Conus » 
é indispensabile. 

Per la sua forma, il « Conus ■ si adatta 
meravigliosamente alle lampade a becco ro- 
vesciato. 

Nell'occasione di una esposi/ione di appa- 
recchiatori a Berlino. l'accenditore «Conus» 
resistette per i8 giorni ad una forte fiamma 
di cannello ferruminatorio, senza perdere 
alcuna delle sue qualità di accensione. 

All'esposizione tenuta a Vienna sotto gli 
auspici dell' arridnchessjj Maria -Josepha, Uì 
decretato al sig. Keller mann la grande me- 
daglia d'oro e il diploma d'onore per il suo 
accenditore • Conus ». 

I.* accenditore «Conus*, posto solo sul 
vetro della lamp.ida. é rappresentato dalla 
figura n. i. 

Il m Conus », con fumivoro in mica, é rap- 
presenuto dalla figura n. a. 



Movimento personale 

Torino ^'"^ Giovanni fìofiln, l'ispet- 
tore tecnico della bocictà Italiana del Gaz di 
Torino, ha dato le sue dimissioni, per assu- 
mere la gerenza di una costituenda Società 
per la faobrioazione di contatori ed apparec- 
chi a gaz. 

I^ dipartita dell' egregio ing. Roella dal 
ramo della fabbricazume gaz, per passare a 
quello della utili/za/.ione del gaz, é sentita 
con vero dispiacere dai tecnici gazisti, che 
avevano avuto gìA campo di apprezzare il suo 
non comune valore : e che lo riguardavano 
come uno dei più valorosi studiosi della 
nostra industria: però conforta il pensiero, 
il sapere che si é dato ad un' altra branca 
della nostra industria: a quella »enza la quale 
la produzione sarebbe inutile. 

Nel nuovo ramo auguriamo all' pregio 
ingegnere la fortuna che si merita, non solo 
per la sua capacità, ma ben anco per la sua 
bontà. 



XXIII' Riunlofia annuale a Lugano 

dall' h al IO Scllcnbrt 1«0» 

iilli Soditi Silzuri fn Q»Utt iJ Améiittistl 

ORlUNt DEL GIORNO 

ptr ia srdu/tt ifi i)omenira g Setttmbrt nllt 
orr 9 antim. nella sala tUi Ctmsi/^lio Co- 
matnaU. 

1. Apertura della seduta. 

2. Accettazione di nuovi membri, 

3. Elezione di a revisori dei conti. 



- 154- 



4- Resoconto annuale del presidente (signor 
Miesher, dell'officina di Basilea). 

5. Conferimento di diplomi ad operai anziani. 

0. La conduttura di gaz ed acqua della città 
di Lugano (sig. Guidi, Lugano). 

7. Ricerche sui carboni (sig. Ing. Weiss del 

Gnz di Zurigo). 

8. Le acque termali a Baden (Svizzera) e 

nuovo loro assestamento (signor Peter 
delle Opere idrauliche, Zurigo). 

9. Ampliamento e ricostruzione dell'officina 

a gaz della città di Berna (sig. Rothe 
del gaz di Bernai. 

10. L'ampliamento delle condutture d' acqua 

della città di San Gallo {sig. Direttore 
Kilschman, S. Gallo). 

11. Corpi incandescenti per luce di gaz in- 

candescente mediante fili artificiali. 

12. Discussione di questioni tecniche e varie. 

(Referato sopra l' Esposizione di Milano 
e del Sempione). 

13. Resoconto annuale e determinazione della 

quota annuale. 

14. Desie^nazione della località della prossima 

seduta annuale. 

15. Richieste generali. 

// Presidente 

PAOLO MIESCHER 
(Si prega di numeroso intervento). 
PROGRAMMA 



Sabato 8 Settembre 

Ore pom. - dalle 6 alle 9 — Ritiro delle carte 
di intervento all'hotel Rister sul Lago. 

Dalle 9 pom. in poi — Riunione libera al- 
l' hotel Rister. 

Domenica 9 Settembre 

Ani. ore 9 — Seduta plenaria nella sala mu 
nicipale. — Per le signore riunione alle 
9 7i al caffè Jacchini sulla piazza prin- 
cipale. — Gita nei dintorni, in carrozza. 

Pom. ore i — Banchetto al Grand Hotel Me 
tropole. 

Ore 4*lt — Ispezione dell'Officina a gaz. 

Ore j — Passeggiata a Sprengo. - Refezione. 

Ore 8 Va — Concerto della musica munici- 
pale in piazza. 

Lunedi io Settembre 

Ant. ore 9 — Partenza col battello speciale 

per Porlezza, Porto Ceresio e Ponte 

Trezza. 
Ore 12 — Pranzo a Ponte Trezza. 
Pom. ore 2 Vi — Partenza da Ponte Trezza. 
Ore j — Arrivo a Porto Ceresio, coincidenza 

per Milano alle ore 4.10. 
Ore 4 — Arrivo a Lugano ; coincidenza pel 

Gottardo alle ore 4.24. 

Prezzo del biglietto del festeggiamenti 

Signori . L. 18. — 

Signore . L. 15. — 



nUNICIPALIZZAZIONE 



il riscatto delle tranrie di Terino 

il parte MI' AnhistraziMe «niclpile 

Togliamo dalla Rivista « L' Elettricità n : 

Si tratta di una rete moltx> complessa ed 
assai poco razionale, una parte della quale 
è oggi esercita dalla Società Belga-Torinese 
e l'altra dalla Società Alta Italia: il Comune 
di Torino si prepara a riscattare, a quanto 
sembra, precisamente la rete che appartiene 
a questa seconda società, che ha linee meno 
produttive ma il miglior materiale e la mi- 
gliore organizzazione. 

Ricordiamo solo per la migliore intelli- 
l^enza della cosa, come a Torino esisteva in 
tllo tempore una società belga, che aveva 
delle ottime linee, esercite con trazione ani- 
male, sulle quali facevasi un servizio molto 
primitivo e con tariiTe altissime : questa so- 
cietà realizzava auìndì utili lautissimi scon- 
tentando la cittadinanza al di là del vero- 
simile. 

Sorse quindi una società concorrente, 
detta Torinese, che si fece dare linee più a 
meno concorrenti e adottò migliori tariffe, 
biglietti a serie, abbonamenti, e così vìa. Si 
ebbero quindi tariffe più basse su tutte le 
linee, perchè la Belga si affrettò a diminuire 
le proprie per resistere alla cohcorrenza; ma 
si costituì una organizzazione assai irrazio- 
nale di linee, molte delle quali erano veri 
doppioni, con giri viziosi stranissimi, mentre 
grandi plaghe restavano senza servizio. 

Avvicinandosi T esposizione del 1898 la 
Società Alta Italia (esercente una parte del 
servizio linee e forza in concorrenza con la 
Società Piemontese) chiese la concessione di 
altre linee tramviarie a trazione elettrica ; 
così Torino si trovò minacciata di avere un 
triplo servizio tramviario, con un intrico di 
una trentina di linee concorrenti in mano a 
tre diverse società. 

Per fortuna le due preesistenti si fusero^ 
trasformando le proprie reti in servizio unico 
semplificato e razionalato, per quanto possi^ 
bile, sostituendo gradualmente la trazione 
elettrica alla trazione animale, ma la sovrap- 
posizione della rete dell'Alta Italia pegg^iord 
m ogni modo il servizio generale. 

Così Torino, che per la sua dìsposìzicme 
a scacchiera avrebbe potuto avere un servi- 
zio semplice e perfetto a linee ortogonali con 
qualche diagonale si trovò percorsa da linee 
intrecciantisi in ogni senso e serpentinosc; 

Dapprima TAlta Italia adottò un sistema 
misto a filo aereo e accumulatori, come a 
Roma, che diede risultati disastrosi; per ab- 
bandonare gli accumulatori e mettere dap- 
pertutto il filo aereo si addivenne ad una 
convenzione col Municipio per la quale questo 
ebbe una interessenza nell* esercizio. Poiché 
a Torino avevasi allora (contro il parere del 



" »35 - 



'-- ^'-frtbia amta per aniorr della 
bncv ■' I, che indusne il Comune a 

prvacrivc-n- in due %'ir la prrsu sottrrrnnea, 
nBe bticc d«Ua Bclga-rurincse, a cui si ri- 
lanciò m «ef^tto mediante compenso di un 
nfiooe: coad tutti t mali non vennero per 

nSOOBFC i 

Per 6mre diremo che le linee dell'Alta 
lak^ dniMtrose ijuando si facèvs T esercizio 
eoa accoBuiUton, furonu sempre puco pro- 
dotthre per forza di cose, poiché le lince 
mmtt eraao state accapparratc dalla Bcl^a, 
akiBie buone e parccrnir cattive erano in 
■MIO alU Tonncse e per l'Alu Italia non 
cnao nmasti che pochi oshi magri da rosic- 
,-fc ■ .1 *'**^ 

<j le^e deirAltu Italia sono le linee che 
a comune di Turino si prepara a riscattare, 
e In proposta venne poco tempo addietro di- 
«cana dal Consilio che si affrettò ad appro- 
caria. 

L' approvazione unanime, data dal Consi- 
gko comunale, alla pro^xKsta della Giunta dì 
re la rete trarnviana della Società 
Italia mrn poteva che incoraggiare la 
a sollecitare le pratiche gm iniziate 
po' municipalizzare il servizio pubblico ora 
a quella Società. K quindi, sindaco, 
re per i servizi pubblici, e Commis- 
i ciò appositamente costituita, sì accin- 
« studiare, sotto tutti gli aspetti, il pro- 
blema tIeUa nuova municipalizzazione, e in 
pari tempo a trattare con la Pìrezione della 
AJta Italia, per trovare una base equa e con- 
Tenimte per il trapasso al Comune di tutto 
à complicato impianto. Né minor buona vo- 
kaotii venne dimostrata dai direttori dell'Alta 
kaha, per ragioni ovvie. Così fu presto rag- 
pUto l'accordo e si può oggi dire che il 
motratto oon aspetta più che l' approvazione 
^cfioibva del Consiglio comunale e Ir tirme 
49 rappresentanti libali del Comune e della 

In base a questo contratto il Comune 
Ki^flnterebbe luRo il materiale rotabile — 
ao v et t ure circa — della Società ; la rete 
«Tftdale ed i fili aerei ; i fabbricati por le 
tutta l'azienda, in una parola, che. 
appartenendo alla Alta Italia, fn già, fin 
sue orìgini, parte a s^. con un'Ammi- 
UEinnc e un personale suo proprio. D 
pagbcreboe alla Società, per questo 
la somma dì due milioni ed otto- 
iila lire. 

B contralto contempla, naturalmente, an- 
thc la fornitura dell'energia elettrica per 
Fcacrràiot e non soltanto per la rete, com'è 
Ite, ma avuto riguardo al previsto 
che e se Uftrà avere. Questa parte 
4cl eooLratto vorreobe. anzi, a risolvere l'an- 
&Kr che verte fra il Municipio r la Aita 
per i mille cavalli dì forza motrice che 
e in obbli^ di dare al Comune a un 
piCiJ" speriale di favore. 

Net renare di concessione del servi- 

lo ài azione luce e forxa a l'orino da 



parte dell'Alta Italia era assicurato a) Comune 
i) diritto di avere a prezzo di favore l'ener-' 
già rlctinca corrinpondi-ntr alla potrnza dì 
looo IIP da impiegare a scopo di forza mo- 
trice per il Municipio o per la piccola indu- 
stria, e da rirhiedcre entro un certo termine. 
Ora l'Atta Italia sostiene che il termine è 
trascorso, cosa che il Municìpio nega, ìndi 
la causa. 

Regolalo cost il trapasso della proprìetA 
della rete dalla Società al Comune, restava 
da risolvere la questione, non certo facile, 
dell' esercizio della rete stessa. 

Scartata l' idea dì un esercizio diretto in 
.seguito ai propositi manifestati .dal Consiglio, 
si presero in esame le varie proposte fatte 
da Società e da pnvati per l' esercizio indi- 
retto del nuovo servizio municipale, ed anche 
in questa parte rAmmmisi^ji/ionc municipale 
non ebbe ad incontrare grandi dillicoltà; si 
assicura, infatti, che se il Consiglio comunale 
approverà le modalità del contrauo, col pnmo 
Ocnnuio le tramvie della Società Alta Italia 
potranno divenire nuinicipidi ed cs&erc rego- 
larmente esercitate da una Società tedesca o 
da un appaltatore italiano ^sono queste le due 
offerte prese in considerazione), mediante il 
pagamento da parte del Municipiu di tanto 
per vettura-chilometro, seguendo in ciò U 
sano e lodevole esempio dato da Milano. 

Naturalmente, il Nlunicipìu, appena dive- 
nuto padrone della rete, darebbe opera a 
tutti ì prolungamenti delle linee attuah. ed 
alla costruzione delle nuove linee rese ne- 
cessanc dallo sviluppo della magfjior parte 
dei sobborghi di Tonno. 

Per la statistica diremo ancora che la lun* 

fhezza totale complessiva delle 7 linee dei- 
Alta Italia, attualmente in seo'izio, raggiunge 
i 38.B03 metri ; ad esse sono adibite, tra con-, 
dutton e fattorini. a5o [xTMine circa; le vet- 
ture ogni giorno circolanti sono normalmente 
da 6^ a 70. 

Kon si hanno per ora maggiori particolari 
e dati più precisi sopra la condiztom* del tra- 
passo. I^ slampa lm*ale si mostra un p«iro 
dubbiosa perché l'attuale contratto del Mu- 
nicipio con l'Alta Italia sarebbe assai fa* 
vorevole. data l' interessenza assicurata al 
Municipio da quiuido m addivenn)* alln cim- 
vcn/ione per 1 abbandom» degli accumulatori 
e la posa del tìlo aereo. Pare che oggi il 
Comune possa contare sopra un reddito di 
1^ 100.000 annue, e non bastando sì vorrebbe 
trovar modo che l'affare migliorasse ancora. 

Noi troviamo la pretesa non del lutto ^jii- 
stificata poiché quando ad una azienda muni- 
cipale è assicurata una gestione non passiva^ 
se anche non si hanno utili diretti si possono 
avere mille utili indiretti per la • ' 'jnza. 
che hanno ti loro vahjrc. K tnn . cosa 

tanto più strana in quanto è anctir recente la 
eco delle discussioni prò e contro l' impianto 
municipale per luce e per forza, nella quale 
la stessa stampa citi.idina sosteneva i mede- 
HÌmi principi rispetto ad una azienda quasi' 



— 136 — 



certamente passiva, n^la quale si voleva far 
passare ai costituenti tutti quei vantaggi dei 
quali giustamente godono gli utenti di luce 
e forza motrice. 

Bisogna proprio concludere che « mutano 
i saggi a seconda degli eventi i lor consigli •» 
per non dir di peggio I 

Ing. Fumerò. 

Il servizio municipale delle acque a Roma 

L'azienda antonoma 

La Giunta comunale ha sciolto la riserva 
fatta in Consiglio circa il funzionamento del 
servizio delle aca uè potabili, d'inafliamento, ecc. 

A norma dèlia legge sulla municipalizza- 
zione dei pubblici servizi, sarà costruita per 
le acque un'azienda autònoma alla quale pre- 
siederà una commissione di cinque membri 
nominati dal Consiglio comunale fuori del suo 
seno e di un direttore. 

L'azienda avrà facoltà di eseguire i lavori 
necessari per rendere fruttifero il capitale ad 
essa affidato, di fare concessioni e noli di 
acqua, di provvedere al suo aumento, di mo- 
dificarne le condutture, di ordinare il personale 
ed ingegneri di provvedere a tutto ciò che 
può occorrere per il funzionamento del ser- 
vizio. 

Potrà pure contrarre mutui, ma in tal caso 
è necessaria l'autorizzazione e l'intervento 
del Comune. 

Il capitale e I redditi 

Il capitale dell'azienda sarà costituito: 

a) della dotazione del patrimonio acqua 
appartenente al Comune, valutato a circa io 
milioni e costituito da circa 4500 oncie di 
acqua; 

b) delle officine già in funzione a San 
Pietro in Montorio ed in via Flaminia; 

e) di tutta la condottura già esistente, 
sia dalla sorgente a Roma che nell' interno 
della città. 

Inoltre il Comune cederà il reddito deri- 
vante dai diritti patrimoniali sulle acque 
(lire 36,886) e quello delle tasse di manuten- 
zione, ecc. spettanti agii utenti dell' acqua 
Vergine (lire 96,500): complessivamente li- 
^^ I33»386 annue, alle quali vanno aggiunte 
lire 400.000 che il Comune pagherà all'azienda 
per i servizi di acqua occorrenti al Comune 
e cioè fontane pubbliche, inaffiamento, fogne, 
ecc. ecc. 

Tale ultima somma corrisponde a quella 
che finora il Comune ha speso per detto 
servizio, e non costituisce quindi un aggravio 
per il bilancio comunale. In correspettivo di 
tutto ciò, l'azienda dovrà naturalmente assu- 
mersi tutte le spese del servizio. 

Personale dirìgente 

Il personale dirigente il servizio sarà co- 
stituito di un direttore, per il quale si farà 



pubblico concorso nazionale e di tutti quegli 
impiegati tecnici ed amministrativi che la 
Commissione riterrà necessari. 

La nomina del personale normalmente 
spetta alla Commissione, ma all'inizio passe- 
ranno a farne parte tutti gli impiegati attual- 
mente addetti all'ufficio idraulico municipale. 

Ripartizione defli Introiti netti 

Provveduto il pagamento di tutte le spese 
di esercizio, gli introiti netti saranno così 
ripartiti: 

Dieci per cento da dividersi fra i vari 
membri della Commissione amministrativa ; 
due per cento da ripartirsi fra il personale 
come soprassoldo oltre lo stipendio; 88 per 
cento al Comune. 

Sappiamo che la Giunta non sarebbe 
aliena di aumentare la percentuale da ripar- 
tirsi al personale, e crediamo che il Consiglio 
comunale farà cosa saggia elevando la detta 
percentuale ad almeno il 5 per cento. Inte- 
ressare quanto più è possibile il personale 
agli utili dell'azienda, vuol dire assicurarne 
il buon funzionamento e la economia delle 
spese. 

Le acqne di cnl disporrà l'azienda 

Le acque di proprietà del Comune e già 

portate in Roma, sono attualmente tre: 

Acqua di Trevi. . . . oncie 2900 

Acqua Traiana .... » 1000 

Acqua Giulia » 1000 

Totale oncie 4900 
La Società dell'Acqua Marcia dispone di 

sole 4400 oncie, con le quali può disimpegnare 

pressoché tutto il servizio dei privati ed una 

parte di quello pubblico. 

L'acqua Vergine e di Trevi sorge presso 

la tenuta Salone ed il fosso Gottifredi, a 

f)ochi chilometri dalla Porta Maggiore, ed ha 
a temperatura da 14 gradi e mezzo a 14 
gradi e tre quarti. 

La sorgente di Salone scaturisce a m. 24 
sul livello del mare e mercè un acquedotto 
quasi tutto sotterraneo con pendenza dell' i 
a 10.000, è condotta in Roma, ove alla quota 
di m. 22 sgorgano circa 3600 once di acqua 
a temperatura di 15° anche in estate. 

Maggiore però sarebbe la quantità di acqua 
che potrebbe condurvisi. 

L'ufficio idraulico comunale, infatti, ha 
potuto appurare che per insufficienza dell'a- 
cquedotto, circa 300 once si abbandonano allo 
sfioratore di Salone e circa 200 a quello di 
Bocca di Leone. 

È poi notorio che non tutte le sorgive 
sono allacciate e che presso Salone potreb- 
bero con facilità ricuperarsi ben 256 once di 
acqua che ora vanno disperse. 

Dagli studi poi pubblicati dal Ministero di 
agricoltura, industria e commercio sul bacino 
idrografico dei Tevere risulta che altre vene 
vanno disperse nel tratto intercedente tra 
Salone e Gottifredi. Né ciò deve recar me- 
raviglia, ricordando che l'acquedotto è scavato 



- t37 - 



roccu nuda per molti chilometri e senza 
«o. Se in tutto il suo percorso e&»o 
sul letto impermeabilr hiiI quale 
le pozzolane, tnterceturt'bbe lutic 
Ir ac:t|a«, funzionando d» f^allrna di mcroltn; 
■a Ciò accade nel pnroo tronco; poi. abbas- 
«■bAosi ìt pozzolane, le acque sottopassano 

Tttnc queste vene di vera e propria acqua 
Vcripne cnc ora vanno disperse, dovranno 
iBOVcmefUe mente essere allacciate e condotte 
a Roma; ma limitandosi nel primo perìodo 
id uÙhxzMTc l'acqua perduta agli sfioratori ed 
a ncnpcrare soltanto le bt>rgivc disperse a 
Sibnc; la totalità dell'acqua Vcrf^ine condotta 
• R««n« ascenderebbe ad oncic 4350. 

Purtroppo Unta copia di acqua a livello 
saturale non può servire la città alta e nep- 
parc « piani terreni di tutta la città bassa; 
ed m cali condizioni» date le esigenze e le 
afaOttdixu della vita moderna che vuol l'acqua 
a portata di mano sin nei piani più elevati 
dnle abitazioni, è naturale che soltanto in 
■■*'"** parte venga utilizzata per bere. Del 
Rgto t da ricordare che 600 once ne vendono 
ncri6cate alta mostra della fontana di Trevi, 
ed altre 154 circa per mostre di altre fontane. 

Egli t evidente che tanto tesoro non può 
andare più a lungo perduto e che, presto o 
ordì, converrà sostituire a questa eccellente 
acqua Vergine, almeno in parte, altra acqua 
tra le meno potabili. 

Cofnptuta tale sostituzione, quasi tutta 
ftec|iia Vergine che fluisce in Roma potrebbe 
cacre, col consenso dei privati possessori, 
ÌMHlsata mercanicamente e distribuita anche 
^^ nltiini piani delLi città alta. 

Si può adunque con grande approssima- 
laaae istituire il seguente computo: 
Acqua Vergine che attualmente fluisce in 

Roma once 3600 

Acqua Vergine da ricuperarsi dalle 

sorbenti di Salone . . once 250 

Id. dagli sfioratori .... once 500 

Totale once 4350 
1 lavori per 11 ricupero deir.-»cqua che si 
rde alle sorgenti saranno eseguiti dall' a- 
àienda auando sari costituita ; frattanto la 
Olfiri na opportunamente limitato il calcolo 
ddle once disponibili a J900, tenendo anche 
ooOto che una parte appartiene ai privati. 

Att/ua Pao/a * Trajatm. — L'acqua Paola 
ha usa eronzione di 2733 once, delle quali 
^6 circa di proprietà comunale. Kssendo 
uwhlrnti come noo potabile viene usata 
per noatra di fontane, inafTiamento, lav.ig- 
g«^ *.<-r Ciò deriva dal fatto che l'acquedotto 
e V. conduce in Roma actpia prove- 

BKJUC in gran parte d.il la^*^ di Bracciano. 
presa a riva, e naturalmonic inquinata dagli 
9tytU del terreno. 

Fu ga imm;iginalo dì prender l'acqua a 
gran distanza dalla riva nella persuasione di 
trovarla para. Affermano infatti i competenti 
dhc nette acque centrali dei laghi non giunge 



l'inquinamento delle sponde. L'idea, sebbene 
non disprezzabile, richiederebbe lunghi espe- 
rimenti e ripetute analisi, prima ai essere 
incarnata in una concreta proposta. 

Ciò che più importa ^ il lar conoscere come 
l'acquedotto Paolo mescolata alle acque in- 
quinate del lago, convogli ancora acqua pu- 
rissima, sorgente dalle colline vulcaniche che 
circondano il lago, acqua che già condotta 
in Roma dall' imperatore Traiano, fu dagli 
antichi tenuta in gran pregio, perché dotata 
delle stesse ottime qualità dell' acqua Ver- 
gine, anche essa proveniente da terreni vul- 
canici. 

Le cinque sorgenti che riunite costitui- 
scono l'acqua Traìana si trovano nel territori 
di Manziana. Bassano, NHcarello e sono state 
in questi ultimi tempi assai curate dall' Ulficio 
tecnico comunale, tantoché il loro volume 
supera ormai le mille once. 

La temperatura di queste sorgenti t bas- 
sissima e se nell'acquedotto sale a 1^' '/t 
(come risulta da accurate misurazioni dell' U^ 
fìcio tecnico comunale, ciò è dovuto soltanto 
alla improvvida immissione di piccole vene 
termali, eliminate le auali, la temperatura 
dell'acqua Traiana risulta inferiore a quella 
dell* acqua Vergine. 

Convogliare a Roma quest'acqua eccel- 
lente in cond'.ttura forzata ù impresa dì facile 
e pronta attuazione ; ed è da osservare che 
l'acquedotto attutile, liberato tlall'acqua Tra- 
iana potrà condurre altrettanta quantità d'ac' 
qua dal lago, acqua che potrà ottenersi dal 
regio demanio per non depauperare le fon- 
tane pubbliche ed 1 privati utenti. 

Actfua Giuiia. — L'acqua Giulia che sorge 
nei terreni vulcanici a Grottaferrata, ò di 
qualità ecccllcnle, non deposita sedimenti 
calcarei, ed ha la mrdesima temperatura del- 
l'acqua marcia. Il suo volume oscilla, secondo 
diversi autori, dalle 1000 alle laoo once. An- 
ticamente quest'acqua, come la Tepula. giun- 
geva a Roma in acqurdi>tti murati e se ne 
vedono ancora gli specchi sopra la Porla 
Maggiore. Ora invece dà origine alla Marrana 
(fosso dell'acqua Marrana) che giunge a Roma, 
l'attraversa e si scarica nel Tevere. Essa 
muove alcuni opifici e serve ad irrigare pic- 
cole zone di terreni ad acquativi. 

Facile sarebbe convogliare a Roma, mercè 
condotta forzata, questa eccellentissima acqua 
che pel suo elevato livello potrebbe salire ad 
ogni più alto edìfizio della città. Converrebbe 
naturalmente disinteressare gli utenti me- 
diante indennizzi in denaro, o meglio col 
sostituire altra forza motrice od acque non 
potabili a questa saluberrima, che non ò più 
lecito cosi male impiegare. 

ArtfUiì f-'f/iff. — L ' tto Felice ctm- 

duce, o medito, dovrei liirre in Roma 

1169 once delle quali soltanto 114 sono pro- 
prietà ctmiunale ; ma purtroppo per impove- 
rimento delle sorgenti la portala effettiva in 
alcuni anni ^ alqu-inio minore della nominale. 

L'acqua Felice non é potabile e dovrà 



cs-scre quindi utilizzata soltanto per inaflìa- 

mento, ecc. 



I-a Giunta, fon tale atto, dimostra di voler 
cominciare il suo programma di concorrenza 
alle Società monopolizzatrici dei pubblici ser- 
vizi. 

E* opportuno ricordare che per le acque 
esistono due contratti, uno del 186.=, che scade 
nel 1964, l'altro del 1885 che scade nel 1910. 
In forza di quesl' ultimi» contralto Ìl Comune 

Cuò utilizzare anche per uso di acqua pota- 
ile tutte le acque già convogliate in Koma 
alla firma del concordato, ma non può por- 
tarne delle nuove : é invece in sua facoltà di 
far ciò per le acque da utilizzarsi per net- 
tezza o inalìiametito o per uso industriale. 

L'opera della nuova azienda sarà dunque 
suddivisa in due periodi ; quello di pronta 
attuazione, al quale abbiamo largamente ac- 
cennato e quello da attuarsi nel 1910, alla 
scadenza drl contratto di monopolio, per il 
quale già furono fatti diversi importanti studi. 

K' questo il primo esporìmenlo che si fa 
in Roma di un grande servizio municipaliz- 
zato e la forma escogitata sembra dia garan- 
zie di successo. 

Infatti la nuova azienda inizia la sua vita 
in condizioni favorevolissime con un capitale 
rilevante, una rendita fissa di più che mezzo 
milione annuo, due oflicine in funzì<me ed il 
servizio già avviato presso i privati. 

Da parte sua il comune non aumenta in 
alcun modo la spesa sostenuta finora, e mette 
in valore un capitale che finora non rendeva 
quasi nulla. 

Facciamo voti che coloro che saranno chia- 
mati a dirigere la nuova azienda abbiano la 
capacità e la volontà di farla funzionare in 
modo proficuo per la cittadinanza. 

Catania. — Per il pane a Catania - Che 
cosa diverrà il forno niuuidpafe — Mercè la 
preveggenza conciliante del prefetto it tentalo 
sciopero degli operai fornai è abortito ed 
intermediario il prefetto stesso, gli operai si 
vanno rapidamente collocando presso i padroni 
fornai. I quali, edotti dal passato, hanno aperti 
nuovi forni con sistemi moderni, igienici, sod- 
disfacenti. 

D'altra parte il Governo, tenendo ferma 
la liquidazione del panificio municipale or- 
dinata dalla Commissione reale, esaudendo 
quanto é a ragione nei desideri delT autorità 
municipale cioè l'apertura di un forno di 

f}aragone, lo ha consentito, a condizione che 
a produzione non superi i cento quintali e 
si stabilisca il prezzo di affitto di determinati 
locali pel forno, che l'esperimento duri quattro 
mesi e si conformi alla legge sulla municipa- 
lizzazione. I fondi pel funzionamento saranno 
attinti dalla liquidazione del panificio e del 
forno di paragone, che è vigilato da un liqui- 
datore prefettizio. 



La proposta de! Governo è più che equa- 
nime, e il Municipio dovrebbe accoglierla, 
tanto più che mercé essa si torna alla pani- 
ficazione tra padroni e fornai ravvednti, e 
non SI fa desiderare né per qualità, né pei 
quantità il pane al paese. 

— Per l'impianto elettrico a FrancavilJa, 
il tribunale civile ha sentenziato nella contesa 
fra il comune e la impresa Pantane Ladotca 
che spetta al comune il diritto di operare il 
riscatto e quindi è stata ordinala la perizia 
giudiziaria. 

Cerignola. — Iht a referendum n - In seguite 
a viva agitazione promossa dal partito socia- 
lista, il Municipio di Cerignola ha indetto ut 
ri'ferendum sulla convenienza o meno di mu-' 
nicipalizzare il servizio d' illnminazic)ne elet- 
trica pubblica e privata. 

Il referendum ha avuto luogo ed ha dat< 
il seguente risultato: 595 elettori hanno votat< 
per la municipalizzazione, 124 pel ser\'izio ìt 
appalto. 

Ora SI attende quale sarà la decisione della 
Amministrazione cctmunale in seguito a tale 
verdetto. 

Imola. — // risitltaio di un « referendum rj 
— E* terminato lo spoglio delle schede per 
il referendum indetto dall' Amministrazione 
comunale sul nuovo impianto termoelettrico 
annesso airofiicina municipale del gaz. I vo-j 
tanti furono 1383; favorevoli 1397, contrari 8: 
nulli 3. 

All'ultima ora l'Unione commercianti e* 
industriali, nonché il giornale clericale: 
Diario, si proclamarono sostanzialmente contro 
il progettato impianto. 

riarsala. -- // u referendum >* per t' illi4fni-\ 
nazione elettrica a Marsala — Il referendi, 
per r illuminazione elettrica è terminato, rii 
scendo alla quasi unanimità favorevole. 

Votanti 1475, sì 1428, no 45. 

La cittadinanza accoglie festosamente que-J 
sta solenne manifestazione di modernità. 

Palermo. — Consiglio Conmnale - Per la 
municipalizzazione del eaz — Sangiorgi rife- 
risce sul contratto definitivo con la Società 
del gaz per l'acquisto deirusina»>cd espone le 
poche aggiunte. 

Il Consiglio approva. 

— La municipalizsosiofis del gaz — Si 
trovano già presso la Prefettura le obbliga- 
zioni in favore della Società del gaz, che per 
contratto debbono essere originalmente firmate 
dal Prefetto. 

E' stato inviato per l'esame alla Direzione 
generale della Società, l'ultimo contratto ap- 
provato dal Consiglio. La stipulazione dell'atto 
avrà luogo fra giorni. 

Subito dopo si comincieranno le operazioni 
della consegna. 

Torino. — // sendzio delle affissioni mu- 
nicipalizzalù — Il sindaco notifica: ^ 

bai I ottobre 1906 il Municipio di Torino-™ 
assume l'esercizio directo del servizio di tutte 



— T» — 



a anno dell'art. 16 drlla InDTc 
marmo 1903. n. 103. con esplicita dichia- 
sae. M ncntc delia le>;Ke «tiessa e degli 
icoii 3 e 65 del re^oUinento io marzo 1904 
caercìCare il servizio con diritto di priva- 
a. 

U •crvtxio «tesso ^ posto alla dipendenza 
ma del Civico Ufficio di polizia ch«* ne 
PCXA l'UMlaia in vigore nelle forme tracciate 
Rcigolainenin comunale in materia reso 
col citato nianitesto, alle cui dispo- 
si fa col predente espresso richiamo 
per ofni effetto di lc^fji;e. 

Per ap)j eventuale *>chiarìmrnto gli inte- 
nmttà posaono fiu* capo al Civico Ufficio di 

ZiArasO XtMft. — Muniti futi àzoMiotu dtt- 
. 'j foiaòiU. — n Consi^Ho Comunale 
iizK.ua&c ti problema della municipalizzazione 
ddTar^iM potabile: un fatto questo di vitale 
■ieressc, per cui si verrebbe ad eliminare il 
pOMibìie inconveniente di avere l'acqua in- 
qvinaca a causa della conduttura attualmente 
m pessime condizioni. 

Con ciò si axTcbbc anche il benefìcio di 
pMete avere la bellissima acqua in casa 
■rdiwHe un piccolo contnbuto al Comune 
die verrebbe ad alleviare le spese che esso 
fm% per sostenere. Anche questa proposta 
tm votata unanime e fra le grida ed i batti- 
■■u della pi 'le che con interesse 

■He oni del Consiglio Co- 



mmu DEiniiDusTRiii del m 

ED ELETTRICITÀ 

Almia. — Da vari ffìomt >e c«mpaf(nc sovra- 
■ci «MIO percorre da una »>quui)rH ili misuratori. 
{■■fi mina aq[TuuuÌo i punti uve ilovraimo im- 
MOfii i patì per U tnumistìunc dctl' cncripa rlet- 
ca cte da TaggU, 1* impresa N<;ktì cftcUucrà fino 
SvRHH c kw*e a VAfane. 
K* OB* ian irfa udiu che onora l' Iniziativa ed 
kaliuio. Per l' impUtntu ili drtii |wiU m txr- 
ttl adatti per la Ìna*luiniiit drtlc pcrsonv, do- 
vawia cMk Mipponarr dei fili a 15.000 volta. 

L' im^mm !f«icrì * diipoMa a concedere anèhc 
mt Ataaiia «iia qiainfhi di energia ctcttHca ed a 
laHO pnxao, motto inferiore ■ quello (naticato ditlla 
Dlia «Tb* AlasHo Elctricity Suppty Cump. ». pur' 
cM ■■ C«mluiD penanat alle spese per hi deriva- 
mamt ad a(U impianti relathri. 

Maaa l«Mi. - Cm^t tltthiem. — 11 am a l n Hcie 
Rem (ha imw rofa » Il itodaoa «un» sospeiulonc dei 
tof*fl 4tfla )«c* elelirìca. rk-hiMmandn l'oswrvanza 
Atf «MMMto, pr opoocmlo rh« «e il 29 nnvrmbrv* b 
ìmm tArtarta ncm comlnrcrà « funti'inure rcffolnr- 
ÉVaMB. b Scctat* lia winniifiii «Ila mulu di L. 7>4 
MBitfl, Bn» al cfHafilincflto. L'ano del Rìjiì ha ol- 
la inMffale approvasiom. 



BaaaHoli. — TosHìamo dal « Caffaro • : 
A liJJumtMtianf tUttriCitf — Ce 1* avwmno pm 
mem per i primi ili liij:lin, e re Thanno fatta tt.ilr 
tiare dfnruin» «irli (xrhi della im mairi nozione (>rr (ìw 
mcii con impiantì di mentolo, di pali e rrlAlivf fili 
conduilori : ma finora buio petto. Ed i ItoméRo- 
n— tilcai uMcrviini). e ooninriano a maaiJcafT aonra 
mormonuuto •ommeaicamenu! fraal pan> ludnjthtcri- 
air indirìuo om deUa lmpr«)ia ora della AmmiMni- 
Eìonc Coroanalc. Quella Infatti non ha aaorvra nlii- 
mato defioltìvamente il suo compilo: «d II MnnlcIHo 
(l'altra parte, dopo aver appruvoiu in mA»ima l'im- 
pianto fitrAfw) per quanto ai nfcriart* alla iilumin;u:u>fi« 
atradale, ora sì arresta a melA strania su tuia ridicola 
i|uc»ti«mL' di faliw interesse finatuUario. protneodu 
trattative che K^à BÌ mi a priori che non potranno 
fOuneere ad un fine ooncrcto. 

In (iiintto stato eli crtfir-, e primo rbr m pubblici 
monnorii non «ut cedano le |*rpiilc proteste u, quel 
che aarcbt)C |»e};xio, i nuitlcKKi «ari-aatid. ma tfii»^' 
ficati della (mpolazione, noi vogliami) duinandarc ai 
nostrì Ammmi<iiraturi. Comi pcruutc di fare? Coaa 
ai appetta a risolvere una qucHtiune che nmai sta 
(|un<(! {KT dtvrntare una veryuicnttM burlL-ua.* 

— // t'tmiigito CommnaU t ta luft eUttrk^. — 
()|txi si radunò il nonno Consilio Oimmiale per 
l'apenuni della Krwiionc aiitunn.ilr. Fra Ir pmtirhr 
lacrhtr all' ordine del Kiumn di intem««nte vi ti|r«- 
rava per la seconda volta 1' Uli imlnatto na elettrica 
pubblica. 

Data lettura dexli enencfauneati apportali dall'Im- 
presa Sturla e Lavaggi alb ili hrf prima dtimamla. 
si apre ta discu.wiftne. 

Molte quani'i inconriudrnti «ooo le citiacrhere al 
proposito : tantoché il coitaii^iere Benamino finisce 
per suscitare un pandemonio e qualche intcrwjipuione 
per (aUo personale che ni cirnvertc tosto in un omi- 
chcvtklc sorriso non appena il campanello del siodaco 
si fa più sonoro. 

Ristabilita la calma II consigliere Vittorio Roni 
domanda la chiusura. 

Il sindaco allora projMsnc per 1' ultima volto, in 
via di tranaazlone con t' Impresa Middctta, di accor- 
diirle lire dnquccenlo luinuc. impianto r tnanuten- 
ziitne a niriro della siMsa. locuionc per cinque anni 
ed nbeniione dalle tasse ptrr unni due: la proposta 
viene approvata ad unanimità. 

Ne poteva essere altrimenti. Giacché, a quok 
M:r)po procrastinare ancora detta pratica, come avreb- 
Ite votuu» taluno, (ler la irrisoria economia di II* 
rp cento? 

ijk luce omai si Ìmp<}nes'a ni*lle eaigenw di questa 
popohuiune. e se il bilancio, come sì disse, non [m> 
teva sopportare la kpoa di lirr cinquecento ma sol- 
tanto qnellu di lire qoaurorentn. perclié min ripfi 
Ktlnare I tanin rombcinnti r ' 'i (anali a petrolio 

ct%n la flrmplife i«prM di In iiin^ 

Ma però in tal caso, ce lo permettano i nostri 
l«dri coacrilli. perette allettare prima il pubblico ■ 
grandi novità con lu aumaiaraentu fino dalla scotid 



— I4d — 



anno in bilancio di lire trecento per l' impianto 
elettrico ? 

Per buona fortuna il buon senso prevalse sugli 
oppositori presenti o volontariamente assenti. « Et 
lux facta est ». 

Cariai. — ■ Per l' impianto della luce elettrica. — ■ 
Quest' amministrazione comunale, dovendo provve- 
dere di luce elettrica il paese, ha diramato inviti 
alle società assuntrici di presentare le opportune pro- 
poste al riguardo. 

Speriamo che con detta amministrazione la sim- 
patica nostra cittadina venga a dotarsi di detta luce, 
stando all'avanguardia del processo. 

Cfalerì (Torino). — Consiglio Comunale — Presenti 
24 consiglieri, presieduti dal sindaco cav. uff. Fasano, 
si riunì oggi il Consiglio in seconda seduta della tor- 
nata autunnale. 

Era air ordine del giorno la notificazione fatta 
dal signor Vittorio De Bartolomeis, concessionario 
della pubblica illuminazione, di cessione dell' officina 
alla costituenda Società anonima Unione italiana gaz 
ed elettricità, a far tempo dal 16 ottobre p. v., e 
conseguente richiesta al Comune della licenza scritta 
voluta in simili casi per i' art. 4 del capitolato. 

Su proposta del consigliere comm. Radino la se- 
duta venne dichiarata segreta, ed in questa discus- 
sione occupò oltre un'ora e mezzo. Risultò alta fìne 
approvato con forte maggioranza un ordine del giorno 
Sambuy che rinvia ogni deliberazione ad altra adu- 
nanza, nella quale la Giunta farà una relazione 
accompagnata da proposte estendentisi anche alla 
risoluzione delle attuali vertenze coll'impresa gaz. 

In ultimo, dopo breve discussione, si votava per 
un aumento di 56 fanali riconosciuti indispensabili 
per integrare la pubblica illuminazione. 

Comltial. — Pubblica illuminazione. — Da parec- 
chi anni il municipio aveva tentato di trasformare 
l'illuminazione pubblica, sostituendo con l'acetilene 
il vecchio sistema a petrolio. 

Però diverse difficoltà si opponevano all'attuazione 
di tale innovazione, specie d' ordine finanziario, 
giacché il bilancio comunale è abbastanza gravato 
di spese. 

Nello scorso marzo, essendo terminato il contratto 
di appalto, il Municipio volle direttamente ammini- 
strare questo ramo di servizio, dandoci la chiara luce 
ad acetilene, mentre fece pratiche perchè la Prefet- 
tura approvasse il tenue aumento di spesa, nel rela- 
tivo articolo del bilancio. 

Finalmente si ebbe il fatto compiuto, pacche l'ap- 
palto venne definitivamente deliberato a certo Gio- 
vanni Nabbone per L. 1790. 

Foligno. — Impianto idroelettrico. — Presso quella 
R. Soito Prefettura il primo agosto l' ing. Bertuzzi 
Giuseppe firmò, versando 1' importo del canone e 
delle tasse relative, il disciplinare per la concessione 
<lelle forze idrauliche de! fiume Topino. La conces- 
sione è basata sullo studio fatto dall' ing. Bertuzzi e 
non è soggetta a limitazione, per cui sarà possibile 



V istituzione di un impianto idroelettrico capace di 
sviluppare oltre 2000 cavalli. Il canale di derivazione 
si formerebbe a Pieve Fanonica ed Ìl salto delle 
acque (60 metri circa) avverrebbe nelle vicinanze 
della Vescia. 

Qenzano. — L'inaugurazione della luce elettrica a 
Genzano. — Genzano ha festeggiato la patriottica ri- 
correnza de! XX Settembre, con la inaugurazione 
della luce elettrica, impiantata dalla Società Elettrica 
Laziale. 

La città era in festa ed imbandierata. 

Liigo. — La luce elettrica. — La Ditta che ha 
assunto l'impresa della luce elettrica a Lugo rappre- 
sentata dall' ing. Luigi Rossi, ha ormai ultimato il 
suo lavoro e la città al presente trovasi completa- 
mente illuminata a luce elettrica. È da notarsi però 
che il contratto col Municipio veniva fatto in via 
provvisoria e di esperimento, per la durata di un 
anno. 

Marino. — Luce elettrica. — Ogni giorno vieppiù 
sì deplora l'insufficienza di questa luce elettrica che 
ci fa ricordare i lumicini a goccia della ditta Mayrar- 
gues, e tutti si domandano perchè mai il municipio 
non provvede. A proposito, siamo ad agosto e la 
luce ai privati, come la Società aveva promesso?... 
Per ora nulla, né se ne i>arla, sebbene taluno abbia 
già fatto le spese d' impianto. 

Milano. — Gaz che s' incendia — Operai ustionati 
— Nel pomeriggio del 7 settembre alcuni operai ad- 
detti alla tubazione dei gaz in corso Buenos Aires e 
precisamente all' angolo di via San Gregorio, erano 
intenti a mutare alcuni tubi, allorché per causa non 
ancora bene accertata s* infiammò d' improvviso il 
gaz che trovavasì nei tubi. Non vi produsse alcun 
scoppio, ma un' enorme vampata avvolse gli operai 
i quali rimasero più o meno ustionati. 

I lavori in seguito alla disgrazia furono sospesi. 

— Si vocifera che fra un noto proprietario e 
comproprietario di Officine a gaz del Piemonte, ed 
una Società costruttrice di misuratori e materiale di 
officina a gaz di Milano, proprietaria di una nuova 
officina a gaz, sia avvenuto un accordo per una com- 
pleta fusione. La nuova Ditta si costituirebbe con 
forte capitale per rilevare anche altre officine a gaz. 

Nlcosla. — Luce elettrica ed Acquedotto. — Il 
nostro Consiglio Comunale nonìinava 1* ing. Costan- 
tini per redigere il progetto di sistemazione e miglio- 
ramento del corso d' acqua ed opere accessorie e 
r ing. Badenberg per la redazione del progetto di 
illuminazione a luce elettrica. 

Novara. — Vittime della corrente elettrica. — Certo 
Spiro Rigoni, dell' Unione elettrotecnica di Milano, 
venuto a Novara per conto dell' Impresa Conti, pure 
di Milano, per V impianto di un wattometro al nuovo 
stabilimento di tintoria Rotondi e C, riceveva una 
potente scarica elettrica che lo poneva in pericolo 
di vita, o per lo meno di doversi far amputare una 
gamba. Le abili euro del prof. Borella scongiurarono 



tm» « t'aliro, ed II RJKoni, tuttora dcKenie atl'o- 
^hMw a ia vto di irutftgiantr. 

Db OMi aasloffo, nu meno gcaw. è accaduto ■ 
k^ Qì^maad. ifl anni 19. da Milano, come 11 
^paii dlpCDcScntc dell' (Joiune clettroiecnica olavo- 
oac pari* fcnpraa Conti nello «ubilimcnto Rotondi. 
faaa^ iatta» m lavori ad un inierruttore elcarico 
é aadla lanrinne nello mcaso «tnbilimcntu Rotondi, 
iwivf* «w acark-a Hciirict. che gli [ir\Klucvva «oil- 
MW cB prìtDci e arcvndo unnUj al lato destro del 
«às «^ alla mano dcalrm. 

Amth' «icfl &i ricoverato nella sezione del lUittor 
IviOa. odi* oapcdale moKKi^re. La mm guaritone 

Pttmwm. ■^ GU asfissiati di via desi e Maria ai 
isf». — la ima casetta a pUnicrrcno ttita in via 
Gaa « Mafia *l Capa n. la. abiuino i t-oniugi Bel- 
taMe Fcmnocflco di anni 5H traAicanlc e Prcn'vidcnxa 
L* Itmio dì anni 56 con i loro 6Kti Enrico di 31 
mm ooocUen e Rosina dì anni u- 

La Lo Iacono alitfaaj alle ore 5 — per andare 
a asoM — arwfU lUi i^rande malessere cuntrnw- 
SMÉO àa una ìnaopportabile pesantezza alla tetta 
MMIB dM icavm per cadere a terni. 

Avrldnatari al letto del ^^\vi. la \jo Iacono vide 
^m ifseatì raapirava a&nnoflanieate ed avea il viso 
tnpeno di an pallore mnrtale. 

La doma cominciò allora a gridare al soccorso 
tutte le aiK fone si spinse fino alla porta 
apretidola. 
Aecncatro sabho dd vicini. 
FnKunu) D BeHante e la figlia eransi destati, in 
ivte cai pure ad unn strano maleasere. 
Appeaa 1' aria Ri fu rinnovata ìn quella ctaa — 
%Vu dw giaonra inerte e privo di aensi sul let- 
I — apri Kh occhi accusando dei forti dolori al 

In «na ^uroexella il Ikrllante e i suoi rìcovcramno 
ddhi Concezione - dove il dou. Ciri- 
km pronti ed eneri;iche cure. 

S ti a i H w w di un caso di asftasia — jtrtKlotto da 
a %ia di (■• — che attraveno il cesso era penc- 
A neSa caaa del Bdlantc. 

SoBa parete esterna della coni, |iaasava infatti un 
» della oonduttum del ipaz — e nella |utreti: in- 
ma * colKjcabi il emù 

U pu metodo da un ^iixulo foro del tubo pene- 
r od c^no. Invadendo |fti amhicnu della camrtta 
«* la fiaaiiglia Hrllante dormiva. 

RwtL — /Vr ii trasporto del rarècuf ororrrntf 
''t0timà tmmmmaSe. — II R. Commissario Ita dita' 
■o la otanidplo 11 Presidente dHla Coofieratìva 
I kanaiaoli «Iella nostra cìttA, per vedere se sia 
c«r(uirr per via fluviale il trasporto del 
t««e orecrmir all'iifficina cuniunale del sax. circa 
* UMHvHtalr aU'anno. 

Dai caicDfi fiati è rinduiu che coli* auinmrio a 
nffu pracao di trasporto per c«nì tonneliau di 
da Vraesia a P.iv{a. mrebbe di circa > Hit 
a ^aaflo |i«r ferrovia da iìenova. 



Dovendosi (Quindi eaclmlere rattirafflo a cavalli 
il R. Commissario ha iniziate pratiche colla SciciHà 
di Navigazione fluviale di Venezia per vedere se col 
trasporto meccanico, meilUntc convofpli di 6 barconi 
di 100 tonnellate ciascuno, sia poaaibtle oticnere 
un* economia sull' atluolc preno di trasporto dd 
carbone. 

Questi trasporti verrebbero eaecuiti nei mesi di 
aprile, mutnpo. tPuicno< luglio. MCtiembre e novem* 
brv. nei qujili la raivigazione tra Venezia e Pavia può 
compiersi rc|{olannent« aenza che occorrano ipeciall 
opere, e con Ì mezzi di cui attualmente dispone tial- 
tandofti di merce non deftcrtbik e che può aOBira 
ammassata in ifrande quantitA. 

Qualora risultasse la convenienza economica di 
tale trasporta, è intctizione del K. Commlsaario d'i- 
niziare subito ttll opfK'nuni esperimenti prendendo 1 
neccMtari accordi colla onor. Commismone Ammini' 
Klratrice dell' O^icina Comunale. 

nombioo. — /llumiiMsioHt rkttrirm, — £' stato 
approvalo dal Comune di Piombino il progetto per 
r illuminaxione pubblica e privata. La corrente alla 
tensione di jooo volu. sari lomita dalla nuova Cen* 
trale deielì AUi Formi di Ptomhìito ; mentre Ìl Ognune 
provs'cderà a suo conto {tcz traitalivu o licitazione 
privata, all' impianto dei trasformatori, della rete di 
distribuzione e delle lam(>ade pubbliche. 

L* esercizio sarà pure assunto in economia dal 
Comune. 

RMa. — ^ l»t£e tUttriea, — V Initeiriere della 
Società Elettrotecnica Emiliana, ha ktto incomindorv 
i lavoii per la luce elettrica. 

l.'Ammìnjsinuione comunale ha dato tutto 1' op' 
poKKÌ<^ possibile {>er la reaMxiazIone del progetto. E 
siccome la linea sarà prolunghila fìno a Casola \'ul- 
senio passando per l' imporiariic frazione di Rìvols. 
ccwì fiuestn, che fi affatto xprovvixta d' illuminazione 
e che aspettava l'impianto di qualche fanale, avrà 
la luce eleuHca. 

Scaasaae. — /mfnamti di tu e eUtlrica. — tjt ditta 
Scittvi-kici.i.irclli di S. Fiora, la quaW. u»>ufTUendu 
della cascata imponente della Peschiera Slbnta-Cca- 
rìni, ave\'a fatto l'impianto di lut.-e elettrica ae) paeae 
di S. Fiora, foco tempo fa un contratto con i Co* 
munì dì Kuccalbesna e Scanaaao per fòmirh della 
luce. 

Per un percorso di 50 chilometri la cimdunura 
dell' eneriEia elettrica da S. Fiora. KÌunffc a Scannano 
passando per Roecolbcgna. 

I lavori scmu a buon punto e nel mese dì ottobre 
sali fatta 1* inauiturafione, in occasione della qoale 
si preparano irrandi feste. 

Trattandosi di una forza motrice idraulica di 
KTamle imprirtanza la Ditta, impianterà in questo 
|itic«e mulino r ihmIAcìo clectric». 

Serravalk Scrlvto. — tm drmimmtMmé dfl prwam 
det gai. — Nella seduu «lei Cunsif Ilo Comunale del 
zj settembre per la diminuzione del gaz. renne data 
letlfim di una reUiìone della »|>etubìle l>tita a«id- 



t42 — 



rana, la quale dice che, pur non essendovi obbligata 
(come da capitolato) col i. settembre diminuirà il 
gaz di un centesimo e pel i. prossimo gennaio di 
«n altro centesimo per ogni metro cubo. 

■ Spoleto. — Fulminato. — Nelle gallerìe della mi- 
mìera di lignite di Morgnano, l'operaio Coccetta An- 
tonio di anni 20 stringeva, insieme con due compa- 
gni, alcuni vagoncini carichi di minerale. Avendo 
trovato a terra un filo conduttore di energia elettrica, 
che ostruiva il passaggio, lo raccattò con l'intenzione 
di rimetterlo a posto, ma essendo il filo, a caso, 
scoperto, il disgraziato ne rimaneva avvinto e fulmi- 
nato. I compagni Io strapparono a forza, e con grave 
pericolo, dall' abbraccio fatale. Nelle due miniere 
venne sospeso il lavoro in segno di luto. 

Susa. — Fulminato dalla corrente elettrica. — II 
ragazzo dodicenne Paloello Camillo di Venaus, vo- 
lendo impossessarsi di una nidiata, salì sopra uno 
dei pali conduttori della forza elettrica prodotta dalla 
Società del Moncenisio. 

Disgrazia volle che egli toccasse, malgrado l'av- 
vertimento che ogni palo porta, uno dei fili condut- 
tori, e fu sbattuto a terra fulminato. 

Terni. — Impianti elettrici. — Il limitrofo comune 
di Torre Orsina inaugurò il suo impianto elettrico 
per i' illuminazione pubblica e privata. Eseguì i la- 
vori il giovane elettricista Geremei, dell' officina elet- 
trica di Spoleto. 

— Nella seduta del Consiglio comunale si effettuò 
r aggiudicazione dell' impianto elettrico, per 1* illu- 
minazione pubblica e privata, a favore della ditta 
Lo Cacio di Napoli, mentre la gestione si affidò al 
direttore dell' oflìcina elettrica di Spoleto, signor 
Geremei. 

Terranova (Sicilia). — Per l'illumiuazìone elettrica, 
dopo la aggiudicazione fatta alla Casa Lahameyer di 
Milano per quanto riguarda macchine, positura e 
prudente fornitura di fili, colonne, mensole, lam- 
pade, ecc. ecc., si è atteso che il municipio appal- 
tasse le opere murarie per V officina che sorgerà a 
sud della città e altri fabbricati. 

La prima asta rimase deserta; e allora fu neces- 
sità elevare i prezzi unitari e relativamente l'importo 
complessivo, quindi ottenere la approvazione del 
nuovo capitolato da parte delle autorità tutorie. 

Sappiamo ora da fonte attendibile che l'autorità 
tutoria ha approvato le modifiche ; e così è da spet- 
tarsi che subito 1' ammini.strazione comunale indica 
r asta e che 1' asta non resti deserta, per non ve- 
dere procrastinata la data della inaugurazione fra io 
mesi. 

Torino. — Tentato suicidio col ffaz. — Certa Al- 

berone Palmira moglie Teppa, di anni 27, per di- 

•spiaceri di famiglia tentò di suicidarsi in una camera 

del suo alloggio, in corso Brescia n. 19, aprendo 

i rubinetti del gaz e coricandosi quindi sopra un 

sofà. 

Accortasi la di lei madre fece aprire la porta da 

un fabbro, ed entrata trt)v<> la figlia svenuta. 



Accorsa sul posto una guardia municipale le pra- 
ticò la respirazione artificiale, continuata poi dal dott. 
8ig. Arnaud con buon esito. 

Pqpo dopo venne lasciata dal sanitario fuori pe- 
ricolo. 

— Togliamo dalla « Gazzetta del Popolo % : 
Pensiamo all' irwerno ! — Anche quest'anno, come 

già successe qualche anno fa, alcuni incettatori si 
accapararono il « coke » prodotto dai gazometri tori- 
nesi, e, padroni del campo, tentano spingere Ì prezzi 
ad altezze inaudite, procurandosi così facili ma ingordi 
guadagni. 

I Municipi e le Società operaie dovrebbero pen- 
sare a difendere il piccolo consumatore facendo arri- 
vare il « coke » a vagoni da altri centri e-dettaglian- 
dolo a prezzi onesti. 

Basterebbero pochi vagoni per paese a ridurre 
quegli ingordi a più miti consigli. 

Un piccolo consumatore. 

— A proposito del carbone coke. — Riceviamo : 
Leggo sul numero del 3 corr., « Echi cittadini >, 
uno scritto riguardo al carbone coke per riscal- 
damento. 

Se chi lo scrisse avesse prima prese le necessarie 
informazioni, certamente sì sarebbe astenuto anche 
dalle gratuite allusioni cui pose mano. 

1. Le due Società gaz di Torino non fecero e 
non fanno impegni con chicchessia ; Io danno ai loro 
azionisti e consumatori pel solo fabbisogno ; 

2. Forse qualche casa di Genova, Milano o 
Torino avrà (tentato fare forti acquisti, cosa arri- 
schiata quest'anno per i forti prezzi in tutta Europa; 

3. La Francia che spediva il suo coke perchè 
pochissimo in uso finora sul posto, ora non dispone 
più il quantitativo di una volta perchè usato colà ora 
per le loro industrie. 

(Jn piccolo rivenditóre. 

— Auspice la Consumatori Gaz di Torino, non- 
ché vari tecnici, si sta costituendo in questa città 
una forte Società per rilevare la Ditta Agostini Fran- 
cesco esercente rappresentante con deposito dì nnri- 
suratori da gaz ed apparecchi per gas. 

Trevi. — La luce elettrica. — Questo Consiglio 
comunale ad unanimità approvava l'impianto della 
luce elettrica e forza motrice co! comune di Spoleto. 

La cittadinanza festante, plaude ai consiglieri 
tutti. 

Trieste. — Una torpediniera che spezza il cm>o 
della luce elettrica. — Grado è rimasto all' oscuro. 
La torpediniera «Sparviero» della marina A. U., 
entrando in porto, urtò con l'elica nel cavo della 
luce elettrica che attraversa il Canal Grande e, per 
liberarsi la rotta, indietreggiò con forza, spezzandolo. 
Il cavo è stato riaggiustato. 

Udine. — Fulminato dalla corrente elettrica. ~- 
Dulki Svizzera giunse notizia d' una grave disgrazia 
toccata ail un pordenonese, il giovane Giovanni 
■•Schocli fijjjlio del direttore di quel Cotonificio Am- 



m eh* U povero Schoch, occudcmlo «j 

ài wiHoof cecntco in ono ^tabiUtncntn 

per eriure una cwhiu si già alferrato ad 

deiuiea e titt rimaAo fulminalo dalla 

V«Brtri. -^ tmet elfttrica. — Il CimaiKlIn Comu- 

» aifffa** almae «odifiauioni nella tmunilone 

4en> luce eleurìca alla quale al c»nce> 

ift RM«i <b tempo per «iaiemar* drAnltivamonw 

« Hr sooo a HUito dì canone dt ft mesi 

— tmamgurazwne detta luce ttettrica. — 
detta «olcnnitn dHIn Mtulrmn;! deicl! 
AmbcH Teme nAcialincnte inuugurjia rilluniinuiunc 
denrka ddla citti. 

l'ili Ila tCuoco). — Lmet tUUrica. — Fìp dallo 
•oDCso atttuniMi la i-4iitUda luce clcuriui rìxchiarava 
Ib vie di qocsi» h-lllatc^u. La Mulcru: intprcui Ijin- 
tari ara» coalmCto l'impÌAnta in breve tcinpcj. ma 
a&Ka ooo ai potè broc 1' iuaugunulonc, cauiui la 
MV^aoc ifioluau e fu hni^inUnta a tem|K> miuUurc. 

TwM — tj» energia rlef/riem éml Panate a 
Il tuonale sbocca nel Garda vicino a 
uHlixuMo é di drca joo nKiri e la 
panala di 3 metri cutù, (luindi una energia dìspo- 
MftAv di circa la.ooo cavalli nomtnnti. Questa 
«■Mvfai vicna irasporuu medianic corrente irtiasc 
a IJ.000 v<olla a Rovereto e dinturui UcstinaU ad 
tmàmtan atatAìmenti inUu-ttrmli csiBU-ntì e di prus- 
^mm. illliiiiiiiii, nonché la futur.i ferrovia Gurdc- 
aaa. \jk oowìU in tiuciuo impianto è 1' uito dei cavi 
atattW aubaciiuei per t' attraversamento drl Garda. 

La tTMomaione si e8cttui.T:i mrdiantc sci rarri 
^■■amo dd quali contiene una corda di rame della 
■■Ihw di 75 BUBC' * (li Mtt cavi ct>«iiiulfic(inu due 
dmld triinl, csaicuno dei qt^li può truumcttcre 
joao lùkrMin di la.oo» volt. 



ACQUEDOTTI 



A««Ib. -' La fmesrione drlf argiia potaòiU. — 
Afiptmtimxmt con vivo piacere che finalmente al 
OBBMMe dì Avola t «tato occonLitn un mutuo di 330 
«Bb lire per la cYiatruilonc dell' uaiuedoiin : e ri 
■^Mftamn cfcc non aorffami altri Inciampi e che 
4«MUa prima li dia mano ai lavori. 

BcaevcBfa. — /Vr t' aci/mfihtlo. — Ut Commts- 
■MW pranocìal'r ' ' ita nell* ultim» mlnnanna del 

Camégtio. per ;< >:<irn<i al proKcuu inir T ae- 

di Benevento. Ita dato U suo parere fiavo* 
«e. 

V» filtMlinano ai cumpìacc vivamente di qucmo 
I, dw aiiretta b K^uxìonr di un (n'andò pro- 
M d iattmae cutodino. 

BitapA. - To^li^mo dial « Rcvto dc4 Carlino »: 
.ifffmi ^«t-iit m rafp&rt0 aU' igitmc detta citta. 



— Il colonnello l'oalorv d taaacipMi qncaic «ne 
proposte : 

Do parecchio la stampa cittadina e specie ài 
ìtéitQ del Caritno, rileva Dalla dita e nei popcloiÉ 
M>()|iori;hi 1' inronvenitfnle della acarvlti delle pub- 
bliche fnntant'Ile, nttribucndo a tale causa rprinci|)al- 
menlc dicemmo) la esistcasa del tiCu e delle altre 
malattie infettive all' apparalo (pastro-entierjco impo- 
rocche viene usata t'acqua dei puixi inquinata (alla 
vidnaniM delle latrine (ed anche tìn altre canae]. 

lui a coofcrnta di tale ajacrtn kÌovb ricordare 
che il generale Araldi uri detennio iH7$-Ss nel* 
r idea appunto dì e\-ÌlAre I* infcsiune tifoide, mani- 
festato»! in t ' rme aiiribiilti ibi «onltarl mi- 
litari nir in'i ' t ' di-ir itoiua dei |xirii fece 
ri&re t ponzi neri prescrivendo una ^«eciale costru* 
uune Lvmcntixia. Il rrsulUiio di qucata geniale idea 
fu nejtntivji, iK>Ì(-hc il remnit» n4>n ^ atto ad evi- 
lare l' incvm ve niente lamentato. IH ciò si dcducv 
die r acqua ilei pouo a fMica dictanta iblta Uirina 
\*ienc ìnqiitnuta dai incrini potoireoì the rÌMcdunu, 
come quelli tlel tifo, nelle nwterìe e^cremamixie. 

La potioiaaìone delle closai povere. ìgiuira dì 
coffnitioni ademifrdie, allcuau dalla macviorc frc- 
schexxa dell' acqua di poaxo. la preferincc (come oa* 
servava il CarUtii>) alla |KiUbile, che. ««irmlo meno 
fresca, ^, per (ciunu, anche per molti a dtKUuisa 
dalle cose. 

l'er provare che la acaraltA delle fonianotlc aia 

cflettivnmenie la couaa dclln penciMenia del tifo nella 
iHttA lo sì putn't dedurre dalln pianta |op4i>;raltc« di 
Bologna, scgnun(lo%i nell' ufTicio d' ijpcnu del Co- 
munr, con un punto rosso le case colpite doì aud 
di tifo. Se qnrKiì ptmtt ruftuì m m^ " - > nelle 
«me o rìuni dell» cittA. privi delle f^'in ' ucqua 

potabile, si dedurrebbe acevotmunte la cauna del- 
l' tnfcxione e quindi sì pro^-vcderettbe con le ae- 
Kuenti determinazioni : 

i*> Inibire l' uao dell' acqua potabile In quel 
«ervUt pubblici nei quali si può {rrovvedm; ilìver* 
samentc : c<*me n«ririnaninincnto dii K>"r^>nì e delle 
strade pubbliche ila praticani invece con 1' acqua 
corrente ; 

1^ Nelle fontanelle cm»tenU. con «ppAfeccUo 
a pressione, da coHocarst In ciascuna dì cmc, hurU- 
luire r attuale itetto continuo in altro intetmìtlcnlc 
ed a comonco di chi altingr acqua, con riniarmio 
di quella che ora inutilmente va perduta nelle dtia* 
viche. 

Con tali provvedimenti 1' Aniroinlmnuione eoo 
un semplice calcolo aritmetico, itrrmlrnd-. 
inni concerti con la Società dell' .\r<]ii' ;< •- 

tn^be mohiplicarc le fontanelle aaaeirnandti a dar- 
acua indivìduo una dctcmiinata quantità d' acqna 
Twc—ariii «olaroenie fwr rIi usi inirmi, (mtcnclo 
atrvire V acqua dei poni per kII usi cdiemì. R 
qualora la quantità d* acqui |K*t«l)ile. diaponibilr per 
le lònlanine Ioaae inferiore okIì l^i m-c. al KÌorno 
aeceaaarl per le daaii meno afiaie, 1' utfidfi tecnico 
raunÌr)|Kile dovrrbtw studiare, in i-ia«un rione l'ai* 
lacciomcnto delle vene d' ao>]u,a «ordiva citi l'Olii 



— 144 — 



Norton per 1' esclusivo uso della popolazione e con 
r inibizione per gli usi interni dell' acqua dei pozzi. 

G. Pastore 

Tenente colonnello milizia territoriale 



Questa non è la sola lettera che riceviamo in 
proposito dell'acqua potabile. L'argomento interessa 
vivamente : segno questo che i cittadini ne sentono 
tutta r importanza. Le osservazioni del colonnello 
Pastore sono ovvie, ma giuste ; e, senza vanteria, 
possiamo dire che rappresentano una parte di quelle 
fatte in varie occasioni in questo giornale. Causa 
prima del permanere del tifo è ritenuta la poca dif- 
fusione del servizio di acqua potabile, poiché molte, 
troppe case ne sone prive in città, e solamente un 
numero grandemente..., esiguo ne è dotato fuor 
delle mura. E qui ci cade in acconcio di ripetere 
una constatazione altra volta fatta e che viene a 
completare quella del Pastore riguardo ai punti più 
infetti neir interno. Se si segnassero in rosso sulla 
carta topografica nel comune le località del contado 
colpite dal tifo si vedrebbe che sono, relativamente 
alla cifra totale degli abitanti, di molto più nume- 
rosi i focolai del tifo all' esterno delle mura che nel- 
r interno. E questa è veramente la prova documen- 
tale che la causa prima della diffusione del tifo è la 
mancanza dell' acqua potabile nei casali dei sob- 
borghi. 

La prima proposta del colonnello Pastore è 
logica, e va completata con un' altra corrispondente : 
con r istituzione di fontanelle pubbliche nel forese 
per rendere più facile e possibile l' imposizione della 
chiusura di pozzi inquinati. 

Pei servizi d' inafììaniento in città si potrebbe 
tentare appunto V estrazione d' acqua dal sottosuolo 
con pozzi Norton e con trivellazioni d'altro genere. 
A questo scopo dovrebbero moltiplicarsi gli esperi- 
menti non difficili né eccessivamente costosi a 
Bologna, dove esiste anche una reputata ditta per 
la perforazione dei poz/.i rappresentata dall' ing. 
Luigi Baz/anì. 

Come si è trovata acqua buunissinia di sottosuolo 
allo stabilimento ilei tram e al zucclierificiu, in ab- 
bondanza, perché non sarà lecito sperare di trovarne 
anche in altra località specialmente dalla zona nord- 
est fuori e dentro Bologna ? SÌ tenti e quando se 
ne trovasse in copia francherebbe anche la .spesa di 
qualche motorino di sollevamento e di qualche con- 
duttura e depositi speciali. 

Caserta. - /.<? acque del Lete. — L' ing. Mario 
Bonghi, rapjiresentaiite della Società Italo-Svizzera 
concessionaria del Lete, ha preso ^H accordi, nel 
seno della Deputazione provinciale, con 1' ingegnere 
capo della nastra provincia cav. Albini, circa la 
esecuzione dei lavori. La Società, oltre alla deriva- 
zione delle acque per uso d' irrigazione, si propone 
anche di ailoperare per u.so industriale le acque del 
lago sul Malese. 

La riuscita di questa seconda parte del progetto 



va collegata con un futuro sviluppo commerciale ed 
industriale di queste contrade, le quali potranno 
ricavare benefìzi incalcolabili da un avvenire di pro- 
fìcuo lavoro. È quindi sperabile che gli sforzi della 
Italo-Svizzera vengano facilitati e secondati dalla 
Provincia e dai Comuni più da vicino interessati. 

Civitavecchia. — Commissione di visita per i lavori 
dell' acquedotto. — La Commissione per i lavori 
dell' acquedotto, composta dell' assesore Vallarino, 
consigliere Dellementi, ing. comunale Pascoli, aw. 
Bonizzi, notare Carbonara nonché dagli ingegneri 
direttori dei lavori sigg. Sinibaldi e Manassei si è 
recata alle sorgenti già dì proprietà del Principe 
Altieri. 

I^ Commissione per adempiere a! suo mandato 
si è recata prima a Roma ed in ferrovia sino alla 
Manziana e dopo ha dovuto percorrere a cavallo 
9 ore di strade difficili e pericolose. 

L' esito di questa ispezione sarà letta dal sinda- 
co in seduta consigliare. L* idea però di questo so- 
praluogo senza alcun valore giuridico, è sembrata 
poco vantaggiosa. Il comune dovrebbe richiamare 
i direttori al dovere ed esigere 1' esecuzione inte- 
grale dei patti ; oggi, invece, il municipio è co- 
stretto a pagare circa 90 mila lire di lavori fuori 
contratto ed inoltre !' accesso è costato oltre otto- 
cento lire. 

Cotrone. — Furono approvati dal Consiglio co- 
munale, i maggiori lavori d' indole igienica, eseguiti 
nella rete interna dell' acquedotto ; fu approvata la 
convenzione con 1* impresa Meregaglia circa i lavori 
da eseguirsi per 1' adattamento a serbatoio del ci- 
sternone esistente ne! Castello di questa città. 

Firenze. — L' acqua e il conte di Torino. — II 
conte di Torino, che considera Firenze come sua 
patria d'elezione e si interessa di tutto l'andamento 
della città, si è recato a visitare i pozzi dell' Anco- 
rella dai quali Firenze — grazie all' opera del di 
rettore dell' ufficio d' igiene, prof. Gasparini e del 
sindaco — ha l' acqua salubre, gradita ed abbon- 
dante. 

11 principe è sceso nelle camere sotterranee, 
dove hanno sede i motori ed è penetrato nella gal- 
leria esaminando i tubi di aspirazione, nonché tutto 
r impianto provvisorio degli elevatori ; ha voluto 
anche arrampicarsi per le scale di ferro a pinoli dei 
pozzetti a cemento, addossati al gran pozzo. 

Si interessò alla quantità d' acqua che ne esce 
ed alla temperatura e si intrattenne famtgliarmente 
con gli assistenti e gli operai. 

Nessuno era a riceverlo, perché egli non aveva 
avvertito della sua visita. 

Et)he parole di vìvo elogio per Ìl modo nel 
quale Firenze ha saputo risolvere economicamente 
ed i.y;ienica mente il problema importantissimo del- 
l' acqua potabile. 

Fossombrone. — L'acqua potabile a Fossombrone. — 
.Nella prnssitiia seduta consigliare si discuterà 1' af- 
fare <icir acqua potabile, la penuria della quale, in 



- '45 - 



giofvf dì euiioolit cpcctaimrntc. ha (Uln luo- 
■d «a vfvH BMlcntnentu eia {>anc tlcIlM rìtlaili' 
ìm qualt! li fSoataoda • dove «ono antlalì a 
i >oo Uui tT aoi|iiji che, sì iIìrw, toccavano a 
òwiwi afallMUt. «U* cimoi dell' Inautfix'iuionc del- 
* «cT|vedono •- 

impfmmo cbc U CiunU ha qui i^rrunto un [.ru' 
trllD oÈKto ad aotiBiatan!! ta noiv^ntc ddl' Acqua 
SiMlB ; |«t% «ti u che non incontra il fav(»rc della 
ctaMitaAiua. per mi cmao dì incdmiMithitlià mf>rnlc 
fterìbOc ad un «m iumi in funxìone. più che per 
tÈtto Beno bkNivo. 

Commaqnc. pcr6 au di ftitto che l'acqua manca, 
e ciA, hmaiul tirtio. perchè è mal dlstrìbuiw, nei 
che t1 mkki aJcuni ]>rìvilcrf;iiiil che, per loro 
fantMj RpcrpcTTt a ditnno di colum cui. 
per ptmàMkmr cocxalc, oon è dato dì poter inKnn- 
•af« b pwhbUca lede : quindi urge di provvedere 
ìm «|oald>e modo. E U mwlu u parer nostro — 
aiiHii €)i« la rappreaenunxa comunale indicesse 
aa « refirreadan », anche per esìmersi can da ogni 
Rsyoaa^iihiA, a fìoc dì idiKTC dat;)) clcltorl te lono 
pulmti di avere l'acqua Urlla ^urgente di « bella- 
fwdto ». ofipare di quella dell' « Acqua Stint» ». 

flqiHtf. " L'4Kqmmii>Uo tiri t'o/tanp - Ad prima 
imi iKvri tmn^mii. — Tuj;liamu dal Glor- 
r * L' Orm • : L' uflìcio di direzione dei lavori 
la coMninooc dell* ai-tiuedu.tu del Voltano ha 
■BtaUi al Conaorzto la prima relazione sommarla 
della saio di avunuirncnto di dcuì lavurì. 
a ka iWBMdenia del Cunsunuo. al lodevole scopo 
#lnlÌMiiiaiin le popolazioni interessate, 1' ha (aita 
fabòfi^tfv, diranaodola ai Sindaci e ai Cìrcoli. 

La HliiiniKi. che pona la firma tietl' inieecnere 
«vr. I, TedcaoD. Ia*da una Intona impreaoiane. di- 
ia csaa, con dati e bitti, rhr ì lavori 
rcyolonnentc |>er quiiniu celermente e 
lÉa a* ai lupenno te difltcolta del ponte canale sul 
Aib^. l'opera, che tanto prroccupfi le pofiolaiioni 
jalercsaie, aartk finita nel tem|>o previsto. 
I truochl di bvorauione iono tre : 

I. Qudlo dal VolLtnu al Vitto della Monaca. 
ODO db«majtkMie per S. Aniceto e San Biapo, con 
^m pcnscTcnjta di km. 15,540. 

t. ^oello dal Vìjtn della Monaca ad Aragona, 
— dhaiaiÌMie par S. Elioahetta, Radiidali, luppolo. 
Aia paenormua di km. 9.460, 

j. Qoelko da Aragona a Glnccnti, am la dì- 
r— a*ifinì por Comltini. Pono Rint>e(U>ele, con pcf- 
oovTvBxB dì km it.9i&. 

Dei primi du^ tronchi molte i>f>crc di muratura, 
di rtnacimeiMo. di elevBxiune, di imoKsamrntu. di 
■■^yilnnp « trovano al completo, altre sono a 
bann paolo, altre rtmanKono ad rscKuirmì. 

Le lubuUlure. di varti «liamt-irl e prr«MÌonÌ. si 
per la aiOMlma (arte (fìa nllinratc lungo i 
m tlrpr^itate nd luoghi >tjibilili nei tre 

Del icxxu iroaco naoun lavoro di muratum ^ 
«liodaio. perche 1* imprrw» conta ili i-t»n<-«ntrur\) 



tutta la ma anivlti nei mesi da dicembre a manto, 
in cid. |>cT effetto della riKÌdiià del dima nelle con* 
traile Voltano. Ruonanoitc. Pitzo della Mooaca ecc.. 
dovranno i Uvurì eucre ivi «o«pesl. 

Tra il primo ed il fecondo tronco v'* un'opera 
importante d;i ejscjriilrr : Il Ponlf -canale hi) fiume 
riflUni, della luni^hcua compkaslini di m. 104 «in 
tre lud di m. tS dnseunu. 

Costruita la spalla verno S. Biaiplo, era a huon 
punto lo scavo della «palla vento Sant'Angelo. Con 
aiuto dì (ximpa a mano ed a vapore ai progrediva 
nello acavo avanti per la fondazione delle due pile, 
e già una aveva raggiunto la prorondiU dt m. 6 e 
l'altra dì va. ì.y>. Ma il temporale del jy agoaio 
ineroMi'i 1» corrrnlr. e la piena distrusse le paste- 
fcllc. ìnveAl ì dcpvmtt dei materiali, infossò le pompe 
u mano, dannciCK>ù il maccliiiiariu di quelle a va- 
pore e colmò gli scavi ileltc due pile. La tavnraslune 
di scavo sarà ripresa, tosto che urà rì|iarBta la pompa 
a \'apore. ed ove, pel aopnt%'venLra della stagione 
invernate, non potranno eaeguirsi le pile o almeno 
una, i lavori «urunnu ripresi nel proaùmo mese di 
aprile. 

A proposito dì detto Ponte - canale, io nelle 
colonne di questo giornale, e predanmeote nal 
n. JSi del lo oWuhre u. s., d>bi a riiwirlorc il rìu- 
dtjcio di una persona competente, che esaminò a mia 
richiesu il |troxctto relativo. Tale jpudiuo. t bene 
rammentarlo p<T quello che vale, cosi eaprlmevasl : 

< In quanto al passaggio aul Platani lo Reato 
inK< De Angeli» (autore del progctlo) non ha na- 
wHJsto le gravi diflìcoltit che ano presenta, e fra le 
due poasiliiti Miluzioni, cioè o passaggio in gallerìa 
o con un ponte In muratura, egli pare sia ottenuto 
a quest' ultimo mezzo. 

Il pro)£ettista unimctte che il ponte sarebbe imo 
dei pio grandiosi della Sidlla, ed ha pre\'rntìvnlo 
una spesa di U 70.000 circa. Dm ognuno vede che 
un p<-kntc, «pcciaimcnic sul Platani, prcAenterA étOe 
sen-tiMà éifficùUA éi costrusùme. e \kAxì^ einerv Cidi- 
mente os|iosto alle piene del fiume, allo scoppio dd 
tubi pei colpi d' ariete, che (mtrebboro danneggiarlo 
ed anclic distruggerlo, Interrompendo 1* esercizio 
della condotto. 

11 Ponte - eanale si dovrcblK abbandotuire, e ao* 
Btiluirlu con una galleria nubalvca, la quale preaen* 
terebbc maggiori garenxie <lcl ponte. Dì lall gallerìe 
subalvee sì hanno «plenditli e recenti esempì ndl* ac- 
quedotto ili Messina. 

Qucjita incognita, ai finì ddla spesa. 6 dì grande 
importanza ». 

IstradiCtaa. — // Cfinsigtio Comnmmle, — one- 
sto Cottsigliu ctimunolc riunitosi in seiluta Kraordl- 
Ilaria, ha deciso di aifrontarr il problema deQa con- 
duttura dell'acqua poubile, ed ha affidato all' inge- 
gner Inveranli di Aquila l' ìncaricti di re^iìgere ti 
relativo ^trogetto. 

1^ presente opera era della masrfma urgenza. 
perchè la nustm dtudtna* sebbene ricui di aa^ua, 
pure è corirrtta a bere acqua inquinata che è causa 
di nudAUie infettive. 



— 146 — 



Lirl. — Conduttura ds/f acqua potabile. — È 
stata ai>presa con viva soddisfazione la notizia che 
il Censitilo dì Stato, 11 Sezione, dichiarata di pub- 
blica utiliià la conduttura dell'acqua potabile pel no- 
slro Comune. È da sperare che le ultime formalità 
vengfano praticate colla maggiore sollecitudine pos- 
sibile, e che quindi al più presto possiamo avere 
quello di cui difettiamo affatto e che è di assoluta 
e prima ne::essità. 

Lecce. -- Per l' acquedotto Lecrese • L'inaugti- 
razionc. Alla presenza di numeroso di pubblico 
acclamante, è stato inaup^urato il nostro acquedotto. 

Alte 9.30 tra applausi vivissimi da una fontana 
provvisoria in piazza l-ibertini, innaizavasi a tre me- 
tri di altezza una cnlonna d' acqua fresca, limpida, 
edotta dal sottosuolo da potenti motori dalla pro- 
fondità di cinquanta metri. 

Quest' opera, importantissima che se^n^ 'a prima 
tappa verso la rigenerazione igienica della nostra 
città, la prima tra le consorelle pugliesi che usu- 
fruisce d'un dono speciale concessole dalla natura, 
quello di possedere abbondanti e freschissime acque 
nel sottosuolo, si deve a tre persone i cui nomi 
la storia cittadina segnerà indelebilmente ; al con:e 
CoTza che ebbe 1' idea dell' esistenza di una falda 
acquifera nel sottosuolo già affermata da vari scien- 
ziati ; al comm. Pellegrino sindaco del tempo che 
la tradusse in atto, stipulando un contratto ed al 
signor Roberto Guardati, romano — del quale vi ha 
parlato a lungo in brillanti articoli il vostro Mele — 
che con fede di apostolo, con coraggio che ai più 
parve temerità, mise a disposizione dell'ardita ini- 
ziativa, tutti i mezzi finanziari occorrenti per l'attua- 
zione del colossale progetto. 

L' opera nei nove anni che occorsero per essere 
ultimata, subì parecchie vicende. 

I,' impresa Cozza-Guardati nel 1898 si propose di 
dotare la città di un acquedotto, rinvenendo nel 
sottoiiuolo una falda acquifera potabile, perpetua e 
tale da fornire 24 litri al minuto secondo, e, con 
contratto stipulato col comm. Pellegrini), si conveinie 
che l'opera sarebbe stata costrutta con ca[)itali dello 
stesso comune, quando si fosse dimostrato che le 
acque ri.spondcvane» alle condizioni stabilite. 

Scavati du? pozzi verticali nella roccia leccese, 
in un fondo a due chilometri da Lecce, dato dal 
comune all' impresa, una circolare del diametro di 
m. i.io e l'altro a sezione quadrata di m, 4.70 di 
lato, profomli circa 50 metri, le cui basi furono 
messe in comunicazione con una galleria di raccolta 
di circa 60 metri di lunghezza per 3 di larghezza e 
2.50 di altezza, fu rinvenuta dell' acqua limpida, 

potabÌtÌHSÌm;i. 

I.a commissione di collaudo, costituita dal geo- 
logo prof. Taramelli, dall' ing. capo del distretto 
numerario signor Gabet. dal prof. G. Del Torre 
chimico igienista e dal cav. Perrau ingegnere idrau- 
lico, trovò, per gli esperimenti fatti, che l'acqua 
rispondeva alle qualità e ciiiantilà volute dal con- 
tralto. 



In seguito a tale lodo non rimaneva che ese- 
guire r impianto pel sollevamento delle acque in 
città e la rete di conduttura, la cui spesa era stata 
preventivata dall' intelligente ing. Liberi, che aveva 
diretto gli esperimenti in mezzo milione. 

Ma il Consiglio comunale accettava in parte il 
collaudo, domandando nuovi esperimenti per sta- 
bilire meglio la portata delle acque. 

L* impresa però, rimasta impersonata nel solo 
lavoro per 1' uscita del conte Cozza, stanco delle 
tergiversazioni del comune, sfiduciato nelP opera 
dell'amministrazione, per tagliar corto a tutte le noie, 
e mostrandosi anche longanime verso il comune, 
addivenne or sono due anni iid unr. tmnsazione, 
mercè cui si obbliga di dare slla città trenta metri 
cubi di acqua al giorno e percependo per una volta 
tanto L. 25.000, pagabili in cinque esercizi. 

Cosi fu possibile mandare innanzi l'opera con 
sollecitudine, ed ora V officina sorge a due chilo- 
metri da Lecce su progetto dell' ing. Lili:i. Essa 
ha due gruppi termoelettrici, atto ciascuno ad cstrarre 
dal sottosuolo e spingere in città 12 litri al minuto 
secondo, sicché funzionando entrambi, si ha una 
portata complessiva di litri 24 al minuto secondo 
con un carica utile di venti metri sul piano stradale 
ed una perdita di carico sulla condotta principale 
di circa m. 15. 

1 gruppi suddetti sono costituiti da due motori 
a gaz povero, che mettono in funzione due alter- 
natori elettrici ; le cui correnti mettono in funzione 
due gruppi di sollevamento dell'acqua, collocati su 
; volta gettata in fondo al pozzo. 

E Lecce non ha potuto dimenticare chi volle 
la sua rigenerazione e volle dotarla di un' opera di 
incontestato valore, ed acclamando all' ardito inira- 
prenditore, a Roberto Guardati, ha acclamato pure 
vivamente a Giuseppe Pellegrini, al cui nome 1' ac- 
quedotto va legato. 

Livorno. -- (Inn commissione del connine di Li- 
vorno a,s^.^rcdita nel Lucchese. — Dopo varie tergi- 
versazioni degli Alti forni di Piombino, che erano 
in trattative per assum .re la costruzione dell'acque- 
dotto di Pescaglìa, con cui dovevasi alimentare la 
nostra città, la Giunta entrò nel concetto di iissume- 
re direttamente la costruzione dell' acquedotto, e allo 
S':oi)o di accertarsi sulla qualità e sulla quantità del- 
l' accjua, prima di concretare una proposta da pre- 
sentarsi al Consiglio comunale, inviò sul luogo delle 
varie sorgenti, denominate complessivamente col no- 
me di Pescaglia. 

La commissione era composta dell' assessore ai 
lavori pubblici ing. Frullani, dei consiglieri comu- 
nali doti. Vottancoli e Maccario, dell' ing. BadaUmi, 
capo dell' ufiicìo tecnico, e degli ingegneri Padova 
e Longo. 

La commissione fu accolta festosamente dal sin- 
daco di Pescaglia avv. Puccinelli e da altri notabili 
del comune ed esegui le misurazioni delle .sorgenti 
nella valle Campore. 

Finite le misurazioni, allorché la commissione co- 



- T47- 




di LniMBo, MPmi rìMmo hi vm mlRtre. 9 

m prenden II trmo Alla nacione di DIedmn, 

«nli] chikMRMrt ila (V^CAtflU, In pfoMimiU 

ttukme HfiUrtta. f» frnnniit >U una nirlin di 

ilf A luaimri. imo del (fitall ni «pmliftn') 

tetPil avOTiri. dlMT rhe 1* aiport»lonc 
4Mir CiMifinrR avrebbe raoMo danno alla 
4ella Vallr del Scrr-hlo. baModo t* w* 
il w «rroQtl tlad ; dìiM* Hio Livorno do* 
W W Mi i faeqaa altro\*c. « che ri|>nncMe In 
di «vrria dÉJhi Valk rM Comporr : in a^ì 
egli ed il drpotato Croce. venata> di lontano 
Ite, BvrcMKfn dlfcM> le atviur. e che me 
thmmt» ntm avea^ a cadalo, y i rtlnww sanMt mt4a^ 
ai X'wmpt Ma* t fMUErAr «AVv m faretre. 

S ^ tJ l t parok fece eco la Mia dr4 rnnBuHnl 
e flchtamiuil. l.'lnjt- I'«r*ova rcrcA di per- 
la ta&m : m* eirli fU arroltn da fischi ed 
ivoUti, ed uno dei plO esaltati dando uni 
tkfarfiteMle tannala alla cairoxjui esdumò : é Manlio 

n ««nnenio H crltkn aani. r la c«>iamianane, 
p^ «so navur ff«ddo, e per la sua intnr|>idessa 
fai» ntv4«a|E«v k mailnnn dt DieolRm. dove Ir^ 
I ODoiadlnl. ella aarebbaro «mirali anche 
aLwiiawtlimnto della commÌMÌone, ac non vt 
^ fiaar alterno il rapii sinrinne. 

Alla mtloac del Phf^ipkme dove ha wde uno 
iBn dell' on. Croce. I laHnnro*! Moenero ; 
OR ttltìnw, iinnuUiman dinK'Milnutione, In* 
•ptldi tnflwfoai, e minacrie albi commla- 
. e qiialcyaq ardi anche aivirc lo Bportetto 
aoo«i|iajrtiawiiie. aacnira — ■! dloe — cha H 
Croca, tfanqttillitaavtt ì auui colle {Minile : 
Ofm waéntt taf mam lontmm pia. 

ToHMia la comailaakne a IJvomo ed informa- 
«M» Il «Indaco, l aai m - Malenrhlnl, f|ifmii convocava 
4 orvvaaa te Gtuiiu alle fttr 1 1 , t>^r dreiderc w 
tfntjgcec luerela. 



— Vm stgmmk é' aliar m*, — St lurna a 
^■C il «walc d* altanne contro 1' csixirUuiunr delle 
mmn an|uc perchè secondo unn ceru c<>rn»ipun- 
éiaca il aiadaco dì Uvorno, avrebbe dichtamtn ch« 
i y i "t4i«w dclk aci)ue in riurlU riitÀ Mrcbbc per 
aictira e «•jtledtA «kjluiiMnc da una pro- 
a oDOcnta dì oportare te acque dì Pe»Cii|{lia. 
t siumali citttdini Icvanilo la loro voce per 
icrc h) letfikrilia L-iwtrn il nuovo pcrioilo. 



- L* hmugwnsittme érW mìjua dì Se- 
— Tra muaka. luminarle e muri, nbliinmo 
r mimmk inaoirwajcione del chiosco dell' eci|ua 
Aif Strino. 

D rifonr Sottocan apri H rubineilo, ed offrì n 
fT m tn t4rchlerv d' acqua ni S1n<ìarfi mv X'Iin Ra- 
lae». Il quale be\vr alla rcdrnrìnoe if;tcnica c«l alla 
ptwpaiia di Molfrnn. mentre la m urica iniuonnva 
la Htaf^iflcar. Da ana tn*t>ana ImprovvìMln Giuac- 
cflriaA PMI ariolae un innu all' artjua rìccocmtrire 



che la feate 41 ^icfla ■Itomi» dfet Sei», ri* 
Ira treaerall t)f>fttat>al la ttgwa (H M. R. tathrlaal. 
AMaiatevn alU «impatim feaia, olite al Slnd.icr> tutta 
r ammlnliUaaione a molta A>IIm. che vollr «ubitn ona 
una raaaa inrrrdlbilv. bere queir acqaa limpida. 
frrmn e lalmare, 

Napoli. — L' aiquedoU^ fiei Ommmi Trsmìtmì. 
— Si i»oiio riuoìt) orli' ufficio del Comitato regio I 
commiìuari di Oituinno. San Gìuaeppe. Somma. S; 
Gennaro ed t mpprc^entanti del comuni (H Boaco- 
trccaac e Palma Campania per owittuirr il conaonio 
per la conduttura dell' acqua iKitabile In tcfjuìtn alle 
ajfrvolaitinni conaeniiie al primi cinque comuni «trita 
IcKKe del 19 luglio IQ06 a favore dei (bnnrKni^tl 
dal Vesuvio. 

« OH Intervenuti ronvennem di «dottare 11 pro- 
pello rll derivali' >ne dell* ai^qua di Srrìao all' altezca 
della Maxiiine ficrniviarln di CaocrlUi e prepararono 
In ddìbcniMune (ler la coptiiuxiot»e ild ooMauruo a 
per r adattamenio del progetto ivciui» dei tevoii ». 

Peuro. — A^ fuestwtu deif'ae^a fioìaòile. 
Da qualche irnirM> w>n«> ultimali i lavori della cxin- 
duuum «uMidiorm dell' acquu potabile ed è afeala 
imnteflMa 1* acqua aicaaa nel nuuvti tubo. Altre ciafitw 
fontanelle aono tute Minate in locaUdi dlverae della 
dita, permelten^lolu la ma|tKÌ<>re qtHiMllA di acqua. 

Rimane sempre pero da riaohwfv il problaaia 
dell' acquedotto, die aoaicuri alla dtiA noaum una 
quantica d' acqua aulftdente u di qualità miflliore 
dell' attuale. 

Molti aono 1 iirn^citi per 1' jrqunlipttu t< fra dt' 
eaai biaogna acc{flirrc dopo maturo rjuine. nrrie «ari- 
irenae ed oculata aiìlualoDe rmantiarta, qirello rha 
sembri il mif^iorc ed il pili convenfenic. 

Inumo r uthciu tecnico o>munale. KHto La di 
rexione dell' aaaeaiorc |iei lavori puM^lici sta eae- 
gucndu scandagli, amaicgi e lìvelUxioni la ove. do* 
vrehberu coatniire 1 •ibarramcnfì jier aumentare U 
[tortiOit dell' attuale aci)unlotto, Nello «teiwi trm|>o 
si (unno ricerche anche lun^o il rorao del Foglia e 
ncir antico letto del fiume. 

Pieve 41 Ccalo. — /.' aefum ptàM/t. — Il |>re- 
fcito cttn un irlexrainma al nndaco anauitciava uf- 
ficialmente che il laboratorio chimico bacteurokHrtoa 
di Roma rlounoeceva poialUlc 1* acqua dei ihiuI di 
riaerva acavall in un podere dò fnii> Ili Carpi praw» 
il RoQtt. La popplatione ha acmlio con compiaci* 
menm (pieata nolbi* aprrawlu diqMi ciA di avete 
HoUccitaiaenie 11 unto desideralo e necewia ri a aoqiie- 

ilKIO. 

Rapane. ~ /Vr il mmv atftteuMkf. — Ptqrtl 
studi, e dai profrctti che «Ì tctanno Hnltonurdo. e 
logico nrxiiire che fra non molto, aan-nKi inondati 
dalle ncque, di cut divrrae Socìrtdl il contendono IT 
priviUuio di il(»l.nri« RnpaMo. 

Di queaiii riicvcgll't. e di qucur pire, noi tutti 
ci ralleicrìamo, aRamndod una prtmta ed ottima 
riHotuiione. 

Intanto, t bene «1 sappi» che 1* ntXH^UHldBi' 



— 146 — 



strazione, non ha in ciò nessun merito, perchè gli 
studi sono dovuti alla iniziativa privata ; ed il Comune, 
non solo non studiò la pratica riflettente gli acquedotti, 
ma neppure volle dare il suo appoggio morale a 
quel comitato sorto per merito del cav. Andreae, e 
che ottenne il plauso di tutti i cittadini. Soltanto 
ora il Comune usò qualche cortesia alla O. E. G., 
e ciò per la solerzia dell'egregio avvocato Corriani, 
che non trascurò la pratica, a lui affidata. 

Queste cose era necessario far constatare per 
non lasciar usurpare dall' attuale amministrazione 
delle benemerenze che non ha ; e per ricordare gli 
studi dalla cessata amministrazione, risultanti da un 
opuscolo in proposito. 

Roma. — L'acqua Traiana. — Sono terminati 
gli studi intrapresi dal Comune per condurre le looo 
once di acqua Trajana a Roma. 

La quantità non è rilevantissima : in compenso 
però r acqua potrà, mercè la pressione di cui è 
dotata, salire agli ultimi piani delle case più alte 
della città. 

Salerno. — L'acqua potabile a Salerno e paesi 
vicini. — In una sala del nostro palazzo civico ì 
comuni di Salerno, Angri, Pagani e Scafati, rap- 
presentati dai rispettivi sindaci, hanno stipulato con 
la Società italiana per condotte d'acqua, rappre- 
sentata dal sno direttore ing, cav. Francesco Astorri, 
il contratto per la quale i comuni suddetti saranno 
ben presto forniti di abbondantissima e saluberrima 
acqua potabile, che verrà derivata dalle sorgenti 
dell' Ausino. 

L' atto che corona le lunghe e laboriose trat- 
tative intercedute tra le parti, é stato accolto da 
tutti con viva soddisfazione. 

Sanremo. — Un grande acquedotto d' irrigazione 
lulla provincia di Portomaurizio. — Da Sanremo ad 
Oneglia. Un milione e mezzo di spesa. — Confortato 
dall' appoggio e dal consiglio di persone facoltose 
della nostra città, l' ing. Mario Buchini ha redatto, 
prefìggendosi di mandarlo a compimento al più 
presto, un progetto d' un grande acquedotto avente 
per iscopo la irrigazione di molta parte delta pro- 
vincia di Portomaurizio, la quale da questo acque- 
dotto verrà a trarre in poco tempo un utile immenso. 

Il canale d' irrigazione verrà derivato dal fiume 
Argentina, che, quantunque abbia una portata di 
soli circa quattrocento litri d' acqua, si presta ad 
una irrigazione ortiva e floreale di ettari 691.20. 

Siccome la derivazione delie acque del fiume 
Argentina, ad una quota di circa 100 metri sul li- 
vello del mare, avrebbe generato fondate lamentele 
da parte degli utenti che attualmente godono delle 
acque, cosi 1' ing. Duchini pensò alla pompatura 
delle acque alla foce del fiume. 

Mediante cioè 1' installazione presso la foce del 
fiume Argentina di due pompe-turbine Worthington 
direttamente accoppiate ciascuna con un motore 
elettrico a 960 giri e con una forza di 415 cavalli, 
si spingono tutte le acque coliticcie del fiume in 



un' unica condotta del diametro di 600 millimetri 
per mezzo della quale 1' acqua sale in due gruppi 
di serbatoi capaci quelli di levante dì tremila metri 
cubi e quelli di ponente dì 1500. 

Dai serbatoi di ponente si disparte il primo 
ramo dell' acquedotto della lunghezza di circa metri 
51 So verso Sanremo e dai serbatoi di levante si di- 
parte il secondo ramo dell' acquedotto della lun- 
ghezza complessiva di metri 16.300 verso Oneglia. 
Altri rami secondari si dipartono dai due principali. 

11 complesso delle aree irrigabili dall' acquedotto 
è, secondo il progetto, di ettari 2600 circa ed i varii 
comuni cui toccherà tale benefìcio sono : sotto il 
ramo di ponente : Sanremo, Bussana, Taggia ; e 
sotto il ramo di levante : Taggia, Riva Ligure Santo 
Stefano al Mare, Cipressa, Costa Rainerra, San 
Lorenzo al Mare, Poggi, Piani, Portomaurizio e 
Oneglia. 

Il costo totale dell' acquedotto è preventivato 
in un milione e mezzo. 

I comuni interessati dovranno concorrere nella 
spesa con sussidi pecuniari annuali. 

Torino. — La condotta d'acqua potabile muni- 
cipale. — Sono ultimati i lavori di posa dei tubi 
dell'acqua potabile municipale nei seguenti percorsi : 

Dalla Madonna dì Campagna alla Barriera di 
Lanzo ; dalla Barriera di Lanzo alla Barriera di Val- 
docco ; dalla Barriera di I-anzo alla Barriera di 
Milano : dalla Barriera di Lanzo, pel corso Principe 
Oddone, alla piazza Statuto. 

I proprietari dì case e di stabilimenti, che cre- 
dessero di chiedere 1' erogazione dell'acqua potabile 
municipale lungo i percorsi predetti, potranno pre- 
sentarsi al Municipio alla sez. IV dei lavori pubblici 
per gli accordi necessari. 

L' acqua sarà venduta dal Municipio a cente- 
simi 15 al metro cubo ed a centesimi io per gli 
stabilimenti industriali con erogazione limitata nelle 
ore notturne. 

Civitavecchia. Per l'acqua d'Oriolo -- Inter- 
vista con l'ingegnere Zannini. — Togliamo dal Cor- 
riere di Civitavecchia : 

A seguito della mozione del consigliere comunale 
De Clementi abbiamo creduto intervistare l' ingeg. 
Zannini, rappresentante i sigg. Manasse! e Sinibaldì, 
direttori dei lavori dell' acquedotto d' Oriolo per 
conto del Comune di Civitavecchia. 

L' ing. Zannini, per ragioni facili a comprendersi, 
si è mostrato sulle prime riluttante a farsi intervi- 
stare, e si è limitato a darci queste poche risposte, 
che andiamo a pubblicare : 

— Dica, ing. Zannini, come vanno le cose del- 
l' Acquedotto d' Oriolo f 

— Premetta che io non sono addetto ai lavori 
dell'allacciamento delle sorgenti, né a quella della 
galleria di femmina morta; poiché, a tali lavori è 
stalo addetto il collega ingeg. Mariani. Non posso 
quindi pronunziarmi sulla qualità e quantità dell'ac- 
qua e neppure in quanto riguarda la costruzione del 
ponte sul Lenta; che, a mio credere, dovrà soltanto 



- 149 - 



■■rsf.i r non HmtuKtrsi del tuttu. Di (jiianto si è 
.■'.'.■• ì'Ct unto Mlir Acquedotto multe com* risultano 
. r- ni.i .kltrc merìUtno <li cfiserc rettificale. Come 
I ■.•:.-,uv dicevo, (tirÌK" ì lavori del 2. e 3. tronco 
< il-iìia Oallcria di femmina moria HÌno in città. 
Mj h;li arbitri ebbero ad occuparsi di qualche 
••.\:-> •-■;r«»*ttii alla sua giurisdizione? 

>: Oli arbitri sì sono occu|>ati anche della 
£^>T\A l'amtamrlk. ma tali lavori erano stati sottratti 
x.-.\ nii.i vicìlan/a perchè molto vicini alla galleria 
•'^mma morta, E ciò perchè rome la Direzione 
>.ìr-. ..i\->ri di Ruma per rafiìone di distanza ha cie- 
: <:■ .irtidarli all' intc- del i. tronco. 

IVMm» jht»» dire, per amore del vero, che quando 
j-i'wnr'^T.i !f •(ticKtioni fra 1' impresa dei lavori Dì 
•.r- ..ir., r Di Cola e la Direzione dei lavori, ho 
- -.iTo .-•.nii- ntl pnifilo il punto più allo del terreno 
--,» w m. ij sulla galleria, e cretletti proporre che i 
.... r: \eiiis.strii fatti in triocea anziché in gillcrli, 
~:a .É Direzione dei lavori non avvisò opiKirtuno di 
^...■^-•-■■nd.ire il mio consiglio. 

— Ma tutte queste lìti, (>er cui il Comune di 
C:\i:a\t-it-hia è stato conilannato a pagare Ao o 9$ 
milj lire, non avrfbl>ero tK>tuto scongiurarsi? 

— \'eramente io proposi una concilìazitme eco- 
n-.r-i.-a. ma la mìa projMista non trovò alcun valido 
-; i-'Cci" C'>sì per i lavori <lella galleria l*aMlanelle 
a-.r^'- ijimlìrato che oiS4;ienzÌMsanientc un maggior 

rr;i^n>.i sì duvfsse all' impresa dei lavori. 

\: «lira, ing. Zannìni, a quanto ammonta la 
. .:t.i i he gli arbitri hanno deliberato di far slmrsarc 
i. C->riunc di Cìviuvecchia ? 

— Ter ta galleria di Fantancllc 13 mila lire e 
•.^r la galleria di femmina morta, da 60 a 70 mila 
:.T>. . ■.'.tre le siM.'se. vale a dire un totale dì 70080 
Tn:U I:re. N«in conosco però a quanto ammonteranno 
: r*a;:giori im|M>rtì per gli altri lavori dati dal Mu- 
-.:.;p;o in economia presso le sorgenti. 

— Ma dica. ing. iCannini, cosa sono questi tabi 
ul si e occupalo il consigliere comunale signor 

If dementi* 

— fVr la questione dei taM il consigliere I>e 
• irment» ha tutte le ragioni di questo mondo. Però 
;<nma di «ignì alirii bÌ.sognerà correggere una data 
r.'ij 'jualc è caduto il Corriere. 

\^ I*tomhino avrebbe dovuto consegnare i tubi 
:'-. .Ul :j dicenilirc 1905. 

!.. :i» prittt-stato al Municipio sulla condtHta della 
f':.'m'-:Ho. ma (K-T tutta rìs|K}Sta la Piombino non volle 
:^.i c-.rrif.pondcrc con me, ma con gì' ingegneri dì- 
--::--ri : e. questo esempio, venne pure imitato dal 
Mun.cipio di Civitavecchia forse per consiglio di chi 
.'irfc' xmSc U ràiaz-i del cuor di Federifo ! Di guisa 
•.'■X Mollimi e»auturato, non mi sono curato d'altro 
:ht ■;■ applicare a carico Av\\3l Piantino le multe prc- 
'. Ls!'- •!al capitolato che a tutt' oggi ascentlono a 
.re ?4 6<K> ' 

— Con salute ! .Ma Htla, sig. tannini, non è in- 
'.^^z'K£,jt.\'t dalla Commissiime degli arbitri? 

— <jue.<>io fatto non so anch' io come spiegarlo. 



So |KTÒ che in mia vece la Commissione degli ar- 
bìtri ha sentito r ing. ca|H> del Municìpio sig. l'a- 
scoli. \'. ciò mi r parso stranissimo quando il Pascoli 
non ha avuto alcuna ingerenza sui lavori alhdati «lai 
Comune agi' ingegneri Sinibaldì e Manassei da me 
solUmto rappresentati. 

— Ma come Klla può spiegare questo anacroni- 
smo che invece d' interr<)gare Lei si e interrogato 
chi nulla ha mai s;iputo dei lavori dell'Arquedotto? 

— Non è possibile che io iK)s.sa rispondere a ciò 
che io stesso ntm so spiegarmi. Cosi è stato fatto e 
cosi sì l'olle colà doi'e si puote. 

— VA ora, sig. Zannìni, vuole avere la cortesia 
dì spiegarci questa ilìstribuzìone interna dell' acqua 
che taluno ha definito altn sff;reto di Stato ed altri 
definiscono quale vero liiberint" di Arianna ? 

<Juan<lo ir» venni a Civitavetxhia trovai che 
il progetto della distribuzione interna dell' acipia di 
Oriolo difettava dì quah'he requisito tecnico e i>en'ió 
mi accìnsi a studiare un nuovo progetto che feci 
vedere al ff. Assessore stgn<ir Vallarino, e<l il signor 
Vallarino non ha detto che verit-ì : scnonchè Ìl mìo 
progetti» non trovò terreno propizio, [K>ichè sembrò 
a taluno che io volessi as-surgere a maestro della di- 
rezione sui>eriore dei lavori. Ed allora io non ho 
più parlato del mio progetto, che non ho presentato, 
né presenterò giammai ! 

— Ma dica, ingegnere, a quanto ammonterii la 
cifra che si ilice |>otrà ricavarsi ilalle economie dei 
lavori dell' .\cque<lotto ? 

— Nei miei due tronchi credo che si jKitrà avere 
un'economia dalle 30 alle 40 mila lire. Ma nel pri- 
mo tronco non S4) quali economìe potrebbero con- 
seguirsi dopo la decisione degli arbitri. 

— Kd ora dica, a quanto jKitrà ammontare la 
sjtesa |>er l'cM'guìmento del progetto per la distri- 
buzione dell'acqua nell'abitato di Civitavecchia? 

— Una buona distribuzione dell'acqua che cor- 
ris{>unda alle regole dell'arte e nello stesso tem|K> a 
giustizia di tutti gli abitanti, non può costare menu 
di Z50 mila lire. 

— Ma allora dove prentlerà il Comune queste 
250 mila lire e le altre So o 90 mila <Ieir lU'bitraggìo? 

— Ma queste sono domande alle quali ilovrebl>e 
risjKindere l'assessore delle finanze! 

— Ila ragione, ingegnerei Ivi allora vuole dirci 
tleir innesto vegetale ilei tubi vecchi cim ì nuovi? 

— Volentieri. Con tutta cu.si-ienz;i debU) dire che 
i tubi (U-lla vecchia conduttura non simo ailalti né 
|)er |K»rt;ita né per pressione, e come l>en disse l'as- 
ses.sore \'allarìno, simn jmk'o resistenti : i»eri«>losi e 
suscttiibili di future spese se non si |K'nsa a rij^i- 
rar\i da ora. 

— Ma, sig. Zannini. lei In-n comprende come 
noi siamo profani di questi lavori. (Jutndi sì ct>m- 
piacfia tlirci si- unclu.- ptr ì serlKiti>i c'è qualche 
irregoliirit.! ? 

— 11 progetto .Sìnilialdi-Mana.ssei sarebl>e quello 
dì avere ta ritl.i <li Civit.ivec-ehi.i in mezzo .1 due 
serbatoi in comunica/ione l'r,i essi, ma cÌV> jM>rterebl>c 



150- 



una perdita di pressione giacché i! serbatoio vecchio 
è più basso di 38 metri dal nuovo. 

Per r acqua di S. Marinella 

— Ed in ultimo sa qualche cosa. Ella, per il 
nuovo Acquedotto di Santa Marinella ? 

— Fui incaricato di compilare un progetto il cui 
preventivo per l'opere da farsi ascendeva ad una 
spesa di 90 mila lire, ma poi so di un altro progetto 
che alibaiuluna molle opere da me presentate. È 
stato approvato ed ha ridotto la spesa a sole 50 mila 
che io non credo però sulììcienti. 

— Ma si parla di una quantità d'acqua eccedente 
i bisogni di quegli abitanti ? 

— No, la quantità dell'acqua è proporzionata 
anche ai bisogni per l' inaftìamento dei villini. 

— Ma allora avranno sottoscritto i villeggianti un 
compromesso, un contratto d'obbligo? 

Ma queste domande non sono tecniche ! 

— Perdoni, sig. ingegnere, noi giornalisti sof- 
friamo, come le donne, la mania della curiosità. 

— Va bene, ma loro signori avrebbero dovuto 
allora assistere a quello che in Consiglio Comunale 
ebbe a dire il Capitano Villani. E del resto oramai 
e' è un voto per appello nominale. 

Per la fo^atnra dei corsi luridi 

— Ed ora dica, sig. Zannini, non gioverebbe 
pensare a sistemare con la distribuzione interna del- 
l'acqua potabile anche quella della fognatura? 

— Certamente. 1 corsi luridi di Civitavecchia 
sono malandati, molti dovrebbero rifarsi secondo i 
nuovi sistemi d' igiene prescritti dalle leggi sanitarie 
ed il tutto incanalarsi in modo da non far più sboc- 
care nel nostro porto le materie fecali, poiché di- 
versamente con la chiusura della bocca di levante 
del porto di Civitavecchia si avrà da combattere con 
il tifo e le febbri infettive ! 

— Grazie del complimento ! 

— Ed allora, caro ingegnere, ci dica a quanto 
potrà ascendere la spesa per avere a Civitavecchia 
una buona conduttura ? 

— Per riparare tutto, mettendo in armonia i corsi 
luridi, i cessi ed il beneficio dell' acqua d' espurgo, 
occorrerà una spesa di circa 600 mila lire. Però se 
sì vuole poi liberare il nostro porto dalle infezioni, 
occorrerà divergere i corsi luridi e allora occorrerà 
una spesa di circa un milione. 

— Allora bisognerà vincere alla lotterìa di Milano? 

— E forse a quella di Valparaiso ! 

— Ma allora faremo altri mutui con la Cassa.... 

— No. — Basta, un'accademia di scherma. 

— Allora : Toccalo ! 



Assemblee e costituzioni di Società 



Torino — Assemblea generale della Società 
dei Consumatori di gaz-luce. — Ha avuto luogo 
l'assemblea generale degli azionisti della So- 
cietà anonima dei consumatori di gas-luce. 



Erano presenti 121 soci. 

Il presidente conte Corsi di Bosnasco, con 
nobili ed elevate parole, commemora il com- 
pianto direttore della Società, ing. cav. Luigi 
Berla, inviando alla famiglia, che io circon- 
dava di immenso affetto, non solo le condo- 
glianze, ma il rispettoso omaggio ed ossequio 
dell'assemblea; e termina augurandosi che il 
nuovo direttore, rag. cav. Berla, coadiuvato 
dal gerente 'tecnico ing. Bonino, ì quali sotto 
la scuola di lui, si fecero ottimi e prudenti 
amministratori, ne seguiti le tradizioni. 

L'aw. Alloatti con brevi parole s'associa 
all'omaggio ed al ricordo del presidente. 

Vien data lettura della relazione del Con- 
siglio d'amministrazione, la quale incomincia 
ricordando l'opera dell' ing. Luigi Beria. 

Fra le benemerenze dell'estinto ricorda 
che nominato direttore della Sociefà col i. 
gennaio 1899, ne assumeva le redini e con 
un colpo d'occhio sicuro, con geniale sintesi 
tracciava subito la strada da percorrere; e di 
tappa in tappa, compiendo un lavoro immane 
in mezzo aa enormi difficoltà, riordinò in 
breve volgere di tempo la parte amministra- 
tiva sociale, rinnovellò intieramente tutto l'an- 
damento tecnico, portò la Società ad un grado 
di floridezza mai raggiunto, rendendo l'omctna 
la più moderna e Ta più bella che esista, e 
tutto ciò senza mai dimenticare lo scopo finale 
della Società, che è quello di vendere il gaz 
al puro prezzo di costo, ridotto al limite più 
basso possibile. 

E fu suo vanto, mercè l'opera sua inde- 
fessa, ridurre tale prezzo a soli 12 centesimi 
al metro cubo, prezzo minimo mai praticato 
in Italia e che prima di lui mai nessuno 
avrebbe pensato ai poter raggiungere. 

Ammontare ^az venduto. — L' ammon- 
tare complessivo del gaz venduto fu di Li- 
re 2,506,205:23, con una differenza in più 
sull'ammontare di quello dell'esercizio prece- 
dente, di ben Lire 57,468:36. 

« E così, ad onta del nuovo ribasso di i 
centesimo su! prezzo del gaz, da noi praticato 
a partire dal i. luglio 1905, abbiamo avuto 
un notevole aumento nell'importo complessivo 
del gaz venduto, portato dalla cresciuta con- 
sumazione n. 

La relazione parla pure della grave crisi 
subita duranle l'esercizio 1905-1900, crisi che 
fu inacerbita dal disservizio ferroviario. 

Coke. — La scarsità di coke, che nella 
relazione dell'anno scorso già si prevedeva 
si è manifestata in modo sensibilissimo e 
generale. Basti il dire che al 51 ma^^gio u, s. 
si dovette sospendere la stipulazione dei 
contratti estivi, ed al 31 luglio quella dei 
contratti invernali, perchè tutta la quantità 
disponibile era già esaurita. 

Appena la domanda di coke andò accen- 
tuandosi, nell'intento di accontentare il mag- 
gior numero possibile degli utenti, si limitò 
la vendita esclusivamente ad essi, riducendo 
altresì tutte le ordinazioni giornaliere a soli 
due quintali. 



• pi- -' ii't il- per cfiirì nostri consu- 
cht-, CI |>cr ilini(-ntican2a o j»crHi^ 

;nano dtirantr Y inverno di qu:tntiU1 
mfcTÌon; bIIi* 2 tonntllatr (limite minimo da 
KM lUsato per la <^ipiil.izìonp dri rontratti), 
non iMwno ancora potuto Karantir&i laquan- 
b£à loro ocoorrL-nir, abbi:unu liiscuta disp<>- 
nìbik- per tutta la sti^ìonc invernale una 
cuogrua <]uantitj gtornaliera di coke per far 
frrrtite alle loro nchicstc. 

Danntr l'cvrcirio 1905-1906 rammentare 
DODlesaivo del coke venduto fn di !.. 1,352:—. 
XuUpaZiaHlOM. — Su questo punto i 
rdamn »chvono: 

* Per quanto da parte nostra si sta segui- 
talo m porre ojjni impegno per agevolare il 
llToroalla C«>mmissinne incarirata dal Muniei- 
ptf>a rr<1»cf'rr l' inventario del ni»stro impianto 
*,. ''-ggt-' ap marzo 1903 sulla 
it-.. ic, «ic il Municipio di Torino 
con (' one del 13 marzo 1905, si ri- 

Ti. 'Al jf>plicare in nostro eonfrunto, pure 
forti priK-cdecon unak'nte//.'i veramente 
impresnonante. 

n verbale* fu iniziafo il 30 marzo dello 
m€^%o anno e condotto innanzi a sbaUi, !>cnza 
ìdcaCiU di ved ute da pa rt e dei q uatlru 
Qomni^san. fino al 4 maggio del corrente anno 
dal qtial giorno noi non abtuamo più avuta 
aIpMM notizia della precitata Commissione. 

H lavoro stato eseguito nelle 65 sedute 
della Commi^Monc non rappresenta neppure 
d quarto del lavoro com|>le^sivu che rssa 
dovrebbe compiere se intendesse condurre a 
irnmnc l'impegno assunto, del che avvi fon- 
date rafioiu a dubitare* 

Ad ogni modo però, giudicando alla stregua 
4fi qoafiio fu fin qui fatto» noi crediamo che 
ti < ancora passare moltissimi nnm prima 

ch> < nga a capo di qucj>ta voluiniii)).>>a 

pntac^ che. c<kme vi dicemmo lo scorso anno, 
"--^irà di nessuna utilità. 

' M ciò non dubbiamo stupirci perchè qua- 
laa(|uc pratica che si vot^lia tentare per 
(^ mai nessuno avrebbe sperato di |Hiter 
aostra SocieU t strettamente osservante del 
iK> fttatnio e che per suo esclusivo merito 
Il cittadìnanxa fruisce del gaz ad un prezzo 
nsohrerc la cosi detta queMumc del gaz, 
qocsliooe che qui in Tiinno non esiste asso- 
loiaflKfltc, nà in confronto alla nostra Società 
oè in confronto alla cittadinanza* riuscirà 
tcaiHi ri t fiuni accademia e quindi di nessuna 
praticità. 

£ n pare che dopo tutte le inuuli pratiche 
Ertte > rnntro di noi sarebbe pur 

ara e; ..i.i'Urazione comunale ricnno- 

mv9»* 'Ue ciò che é già slato ricono- 

taaào aau intera citcadin^nra. e cioè che la 
prezzo mimmo rhc miaNiasi 
munici|>ale, relativa alla cost 
detta q wBtiu ne del gaz, renderebbe per Tav- 
rtnsTK tmpounbde. 

Pur tropfM> questo leale rici>noM'imenti> 
oc» ou*ln menti sarù diffìcile oltentre. * 



Sfindo. ~ n bilancio al «> ffìugno 1906 
si chiude con un saldo utili di L. ^Rjgr^rj, 
che yli ainmitiistraiori | nodi passare 

a conto nuovo. Detto ■ si pareggia 

nelle cifre di U ^ù^/j^^. 

Le relazioni degù amministratori, dei sin- 
daci e il bilancio sono approvati all'unanimità. 

Si nciininn per acci. r 

Corrado (>>rraaino. vie ; rv 

tura assemblea. 

Si procede quindi alla nomina delle cariche 
sociali. 

Kiescono eletti : a ronsiglieri i signori*. 
Cravetto Tommaso, Uel Tetto cav. Domenico 
e Tavella Felice; a sindaci i signori: Saxer 
Giovanni. Scott Alfonso e liarberis i'aolu; a 
sindaci supplenti i signori: Triozzo Giovanni 
e Della Rocca cav. Andrea. 

Torino. — Venne costituita una Società an. 
per frigorigeni e motori inotofrigi)ri col ca- 
pitale di L. 420,000 in 16.800 azioni da L. 2^ 
cadauna, di cui versati i quattro decimi, ed 
elrvabile ad un milione per semplice delibe- 
razione del Consiglio d'amministrazione. Scopo 
della società è la fabbrica/ionc ed il commer- 
cio di motori a scoppio ed a vapore, la 
fabbricazione ed il commercio di apparecchi 
frigorigeni ed in particolare degli apparecchi 
frigorigeni a cloruro di metile, nonché l'indu- 
stria delle costruzione meccaniche in genere. 
La società potrà prendere parte ad altre 
industrie analoghe od affini. I.a s(M-ietA avrà 
la durata di anni 30 e si occuperà in modo 
il più po'isibilmcntc esclusivo di cf>snnizioni 
suscettibili di essere eseguite a sene, appli- 
cando un sistema speciale economico e di 
precisione. U Consiglio d' ammmistnizione 
venne composto dei signori cav, Francesco 
bocca. Arturo Cinzano. Claretta As^andri mg. 
Luigi, Cornetti Uttortiio, Tnulzi Ouilio; sindaci 
effettivi Astuti rag. Pietro, Chinelli Luciano, 
Weis Carlo ; supplenti OUvieri mg, Lorenzo 
e Ceresa ing. Carlo Angelo. 

— RtìHeUano- Aimtìrtii- Fncrtti fitmilurt 
tOMfiUfc ptr tUtttìcitit, ci$s /(/ i^ntf — Gli 
azionisti di questa accomandita per azioni, che 
ha un capitale di L. 800.00, hanno approvato 
il bilancio .al 30 giugno 1906. |> rcixio 

sociale. 11 30 giugno u. s.. l'a-- . vi46 

l'aumento del capitale sociale, mediante la 
emissione di 16,000 nuove azioni, aumento 
che ser\'l ad acquistare lo stabilimento mec- 
canico e fonderia: Tarizzo. Battueltn e C. di 
Favria Canavesc. L'esercizio 1905-1906 ha 
dato un utile netto di L. 30.165. A far parte 
del comitato di vigilanza nirono eletti 1 si- 
gnori: Augusto Curti. dott. Felice Tappato, 
avv. Dasilio Pecco; a >i' ' " ignori: 

Pcracino trnesto, ing. » ■ . rag. 

Giuseppe Spin.irdi ; ed a sindaci supplenti i 
signori: comm. Camillo Tacconts, Pecco Piero. 

KUuo I>alla Ditta R. Radaelli e C. di 
Milano abbiamo ricevuta la scgutute circ Au< : 



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Venezia I* Novembre 1906 



Anno V - N. 52 



826 



IL GAZ 



Telefono 826 



■VffTA TECNICA MENSILE ILLUSTRATA DELL'INDUSTRIA DEL OAZ, DELL' ELETTRiaTÀ, DEOLI 
tatJiDOm E DELLA MUNICIPALIZZAZIONE IN ITALIA «««kkkrukkkkkkkkhk 

r eniTORE-DiMFrrDWF Cai- VITTOPIO rM7^V^P.\ =^^Z= 

Amonamento Annuo L. 20 ^ Unione Postale L 25 ^ Un numero separato L. 2 



IL XXXV^ CONGRESSO 

DEI GAZISTI ITALIANI IN niLANO 

lt-12 Settembre ÌHb 

Llng Bftbsftl CI prega di rettificare un errore 
Tifi quale starno incorsi involontarinitì/ntf ncWa. 
idùooe della discussione avvenuta m merito 
a BRmi non us^^natì. 

la luogo di « ring. SAbnflbl f tU ptrtre che 
I ém pmm mm assfj^Ma/i l'fHgano stabiliti 
ftr a cotKorso Hfii'amto i'niturOf ma che late 
tmnrm sia natitmaic -. 

andava: «L'bg Sabuflbl non sembragli 
prcfienbile di avere due concorsi nello stesso 
■BBo, e propone che venga annullata la dcli- 
bennooc del giorno precedente, colla quale 
à BMliceva un concorso internazionale deli- 
beralo in questa seduta. « 

I 6AZISTI D'ITALIA 

La So€Ì4ti> per asioni per i'ojfiatta del gas 
é JUamìova. in Auj^xhure. u la Stfcietìì Ano- 
■HM ftr l'Iminstrta del gaz in Aìigshurg, 
hnao, oltre che all'estero, in Italia alcune 
dì officine a gaz, e cioè quelle di 



VaatoYa, di Brescia, di Ancona, tli Foggia. 
^ Rapallo, di Kivarolo Ligure, e quella per 
b Riviera fìenacense a Salò. 



liiri- 



• Il 



r ingcgiii wujlielmo Q«y»r i 

Corona d' Italia e kgl. Kummerzicnrat di ba- 
viera. 

L' ingegnere Guglielmo Geyer, laureatosi 
nel 1863 a Monaco di Baviera, dopo alcuni 
anni di pratica in vari stabilimenti industn.tli, 
cominciò la sua carriera di gazi^ta nrlla grande 
officina L. A. Riedittger: di quel Kiedinger. 
che in pochissimi anni costruì oltre un ccn> 
tìnHÌo (Ti ufficine a gaz in tutta l'Europa me- 
ridionale, dal .Mar Nuru alla Costa Azzurra. 

Nel 1869 r ing. Guglielmo Geyer venne 
in Italia incaricato di costruire l'officina di 
Foggia : quindi balzato in Austria-Ungheria, 
in Russia, in Germania, nella Svizzera, solo 
nel 1875 può trovare un po' di quiete qui da 
noi, essendogli affidata la direzione dell' of- 
ficina di Ancona, ove seppe accapararsi la 
Stima e la fiducia, non solo degli operai, ma 
ben anco della cittadinanza, e delle Autorità 
tutte. Her l'affetto che sentiva per la nostra 
Italia, per aver concorso in moltissime opere 
di beneficenza, Sua Maestà, di moto proprio, 
lo nominava Cavaliere della Corona d'Italia. 

Stette dodici anni fra noi, e cioè fino al 
1887. nella quale epoca venne chiamato a di- 
rettore generale ai quella potente Societi 
di Augsburg. 

E come già l' abbiamo annunciato nel 
N. 43 delia nostra Rivista, S. A. K. il Prin* 
cipe Reggente di Baviera, come onori6ccnza 
di questo CajMj d'anno, lo nominava Kom- 
mcrzienrat. 

Persona oltremodo seria, colta, afTabile, di 
animo veramente buono e gentile, gode non 
solo un'alta reputazione fra i gazisti d'Eu- 
ropa, ma b sommamente caro a tutti i suoi 
dipendenti. 

E tali sue qualità seppe pure instillare 
nel suo giovane figlio, 1' mg. Ciulio Geyer, 
come il padre, pure socio delle Conferenze 
amichevoli fra i Gazisti d' Italia. 



Nobile Iroola cavaliere ZoooolL — Com- 
pletati gh studi fisico-matematici, nel 1871 
inizia la sua carriera di meccanico, nella fon- 
deria di Ancona, e quindi quella di indu- 
striale, come capo-fabbrica nella vetreria an- 
nessa alla fonderia. 



Ma la sua vocazione era per l' industria 
del gaz : e sacrificando 1' utile materiale, nel 
1872 si portava a Genova, dove dalla Uniott 
fies ^iiz, veniva addetto alla pressione nella 
officina del Bisagno. 




NntMle l-jnil« Cav. ZUCCOti 

L' allora direttore, ì! compianto iiig. Nor- 
berto de Mny;et, lu applicava poi, sotto la sua 
direzione, alla posa della nuova tubazione 
che da Sampierdarena, lungo la linea ferro- 
viaria, passando sotto tutte quelle gallerie, sì 
porta a Genova. 

Fu quindi nominato capo-tecnico della 
officina di Sanipierdarena. 

Nel 1878 pabsa direttore della officina gaz 
di Patras^so (Grecia) della quale aveva la con- 
cessione il banchiere Erminio Vogel : una 
officina completamente alibandonala e pas- 
siva. In breve, sotto la sua direzione fu riat 
tata divenendo attiva. Per tredici anni, e cioè 
fino alla fine della concessione, lo Zuccoli ne 
tenne la direzione: e nel frattempo si prestò 
per' fondare una scuola per gli italiani: una 
società di mutuo soccorso ed ottenne da] 
Governo Italiano, che in Patrasso venisse 
Stabilito un Consolato di carriera. 

Nei 189T entrò nella Società Italiana del- 
l' Industria del eaz. sede di MHatw, che gli 
affidava subito la direzione della officina di 
Cremona della quale ii tuttora Direttore. E 
tra un aquarello, ed un album, egli trovò il 
modo di portare questa officina da un con- 
sumo annuo di 75 mila m. e. di gaz ad oltre 
i 2 milioni. 



Ingegnere Carlo Margary. — Laureatosi 
nella sua Torino nel '94 come ingegnere ci- 
vile, nel '95 fa il corso di perfezionamento 
di elettro-tecnica, e subito il compianto ing. 
Luigi Beria, lo volle nel suo stuciio. Occu- 

[)atosi poi per proprio conto in lavori di edi- 
Lzia, idraidica, fondiaria e celerimensura, 



vinse un primo premio al Concorso Omar 
di Novara, ed esegui il canale industriale di 
Chivasso e Montanaro. 

Su cinquantuno concorrenti, nell' ottobre 
del '98, ^ prescelto quale capo Ufficio Tecnico 
del Municipio di Voghera, nella quale città, 
essendosi municipalizzato il servizio gaz, pro- 
gettò e costruì quella nuova officina col ri- 
cambio delle canalizzazioni, nonché la officina 
elettrica: assumendone anche la direzione 
interinale d'esercizio. Progettò l'impianto 




litjtrgncrc Carlo }kliif|{iiiy 



della officina gaz di Piove di Sacco. Dal 1902, 
per pubblico concorso, fu nominato Direttore 
della Azienda autonoma del gaz di Livorno, 
della quale ha tuttora la direzione. 



Erminio TìiÌ. - Entrato nel 1882 al ser- 
vizio ddla / 'nion dts j^az, nella officina di 
Sampierdarena, dapprima come vice ispettore 




Eimlulo TlKl 



della Illuminazione Pubblica, quindi come 
addetto alla Contabilità: nel 1883 Ispettore 



dd icrvuìo lavori ed illumìnaJEÌonc : carica 
die mpn «no al 1889. nel qual anno venne 
yruwKiMO Capo officina. 

Dal maffKto 1891 all'Ottobre 1898 fu Di- 
wiOii c c dcwi officina gai di Girgcnti, in al- 
lom esercita dalla Impresa P. A. Kavicr di 
Palcnna. 

Ncir ottobre 1896 venne nominato, fuori 
otMKorw, Direttore tecnico -amniini<«trHtivo 
4cUa officina Comunale del ^az di l'aduva. 
HmucipalLuatosi m questa cittìk anche I' A- 
qoedoUo, venne formata una sola Azienda 
nz ed acaua. ed essendo che l' ing. Giulio 
OrefBcr, dircllorc dell' acqueditlto. ora più 
aBxiano del Tixi. venne prescelto a dircttore- 
dclla nuova Azienda Ci>munale. 

U Tisi ritorno alla t'nion r/r« ^nts e fu 
destinato all'officina di S. Celsu come vice 
i0^cf Dere Capiv officma : e dal febbraiu 1904 
lime la direzione dcH'oflìcma Gaz di Modena. 



Nato a Roma 
nel '77, entra 



Rag. Oidairo cav. Cmnonflsl 
Del '57. patentato ragioniere 
Drlla^ Amministrazione dello Stabilimento in 
Carpenteria HrarnhiUti e Corttsi di Milano 
tooci SocictA Anonima A. iWambiUa tS- Ci 
ove resta per venti anni dedicandosi partico- 
larmente »lc costruzioni. 



che da oltre venti anni si andava studiando 
per fornire- Parma di ac(|u;t purissima e fre- 
sca. Per quest'opera, che seEno l' ini/io del 
rì&anamentu di Parma, dal ftfinistro di Aicri* 
coltura Industria e Commerci»! venne nomi- 
nato Cavaliere della Corona d' Italia. 

iVrsona attiva rrl intetli^rntr si dette a 
tutt' uomo aliti studio in ispccic del gaz, e vi 
riuscì cosi bene, che ora è tenuto al »U(i giusto 
valore dai colleghi gazisb. 



IL TRASPORTO DEL GAZ 

A DISTANZA 

Duìhì Barlin- MihaliiBcha Vinehlngahan AetJen- 
Ottllltehaft abbiamo paUtlo ottnirrf non saio il 
prnih'-^siy ili pubhlictìrt l' importanir suo stmiio 

sul Trasporto del gas a dltta&za, ma ben anco 
di riportare tutu $ cliché^, rhf ^rtt/i/mrtt/f a 
s peti 9 va. 

Diita l'importanza tUlV ar^omnifa, così poco 
ancor, ucm solo ila itot, ma in auast tutta l Eu- 
ropa, conosciulo, crftliamo di far con talr pufy 
blicazionr cosa veramente tarata ai tjnsistt. 

A ci sia lecito rinjifrasiarr tjui puMdicétmetitt 
oltre la Spettabile Heriin-Anhalii'sche Maschi- 
nenhnu .\. G. della gentilezza fattaci, noneki 
la Spettabile Ditta l^othenbach k C. di Afi- 
lano e l'Egregio fug. Giovanni Hoella di To- 
rino che pur jrentihnente si prestarono perche 
la traduzione italiana avesse ad essere, per 
quanto possibile, ftdtlt interprete delta pubbli- 
castone tedesca. 

I. — lilroduilooe 

Un cambiamento nrirclcttP'.tPcnica ci fu 
present;ttu all'espiisuionr flctlncji di Franco- 
forte nel 1892, colla sua trasmissione di forza 
al^ufen. Questa dimostrava che d'ora innanzi 
era pos&ibdc utilizzare fanlmentr delle forze 
in un luogo anche moltu distante dal sito 
dove esse vengunu trasformate in energia 
elettrica. 



Nel 1896 avendo la Società /n^. E, J^os- 
tetti <^ C. di Como assunta la gestione della 
Ofictaa Gaz di Parma (già esercita dalla 
UfWM dcs Gaz) e conoscetuìo ed apprezzando 
r itcBig enza, l'attività e l'onestà del Cremo- 
mrjii gli offerse la gerenza e direzione di 
eurlU o(5cina« quantunque non si fosse mai 
dedicato all' indu-stria del gaz. K nel giugno 
57, dopo aver fatto pratica per più mesi nella 
(Btrinii di Como, il Cremonesi, • --a- 

■eme ne assunse la dire/it)ne, sin ; • al 

Ft netti. 

iNcl '9B assunse pure la concessione mu- 
ai^ttle dell* Aqucdotto, che costò circa un 
Mone e mezzo, nsolvendo cosi il problema 



>>*Uu=- 



Questa irasmis*- itava grandissime 

speranze credi'iulosi _ uitlu, che si avreb- 
be potuto ormai lavorare sempre con correnti 
elettriche, che sarebbero prodotte in unacen- 
tralc. nel luogo più vantaggioso, e condotte 
radialmente nelle varie regioni. 



_ ,3)S- 



Se anche molti impiantì, causa U fortissioio 
cotto, noo furono e^Je^mù. questo sistema <& 
pnxlBzaooc di cornale, rispondeva, nowlmifr- 
DO troppo ai biso^i economici dell'epoca, 
die aspira alla fHù grande rìanione dei capi- 
tali, onde ridurre k spese d'esercizio, per 
ottenere il ben menuto successo. 

Non potrebbe anche la tecnica del gaz 
prendere una posizione nel problema d<-i tra- 
sporti a distanza, risolto in modo cosi brillante 
oall' elettrotecnica? Non sarebbe possibile la 



r 



trasmissione nel suo campo di questo fertile 
pensiero. 

Per lungo tempo V industria del gaz re- 
stava inerme dì fronte a questi cambiamenti. 

Come si faceva cinquant'anni fa, le officine 
a gaz, davano il loro prodotto, mediante una 
rete di distribuzione più o meno fitta, ai consu- 
matori. Aumentando troppo i\ consumo, si fa- 
ceva una nuova officina per un altro quartiere. 



tarivi dì gaz naturale, si trovava nella posi- 
zione più vsnt^giosa, diventò la patria degli 
ini|itjmi per il tn^>orto del gaz. Questi sì 
sono cob introdotti eoa rapidamente, che in 
poco tempo si ebbe r o degli impianti con pa- 
recchie centinaia di chìlometn di tubazione. 

Sul nostro continente, questo cambiamento 
arrivo soltanlonel 191^ colla messa io opera 
del primo impianto di trasporlo del gaz, su 
più grande scala, cioè la provvista alU valle 
del Reno con gaz dalla Centrale di St. Mar- 
grethen, impianto costruito dai 5ìgg. Rothen- 
bach e C.** di Berna secondo gli studi del 
Sig. A. Rochenbach junior. 

Il bnllanie saccesso che ottenne questo 
primo impianto importante, come pure gli im- 
pianti antecedenti più piccoli di Luebeck-Tra- 
vemQnde e Thonon-Evian costruiti dalla sud- 
detta ditta o sotto la sua direzione, contribuiva 
OK^to allo sviluppo grandissimo che doveva 
prendere in seguito questo sistema dì tra- 
sporto del gaz, come lo dimostrarono nume- 
rosi impiantì che nel fìrattempo furono estuiti 
o prt^ettati in \'arie regioni. 

11. ~ Uee tomUmtmlaB éeffi tepiaati 
per H tnsfotim 4d Gu ia Aacrka 

Negli Stati Uniti del Nord America, causa 
la loro estensione enorme, e l'audacia degli 
abitanti e la grande ricchezza di capitali il 




Oficina Gas di Si. M f frtll m i 

Il guadagno era cosi buono, che si credeva 1 \ancere le 
di non aver bisogno di introdurre delle inno- 
vazioni finché 11 corso trionfale della trasmis- 
sione elettrica di energia obbligò ali'itnìta- 
zione ed a abbandonare le vecchierie. 

L' America che per i suoi grandi quanti- 



distanze non incontrava mai, fin 
dal principio, le apprensioni e gli ostacoli 
come in Europa. 11 petrolio per es. viene, dai 
pozzi di Pensilvania, condotto con lunghissime 
tubazioni fino ai porti e centri industnali della 
costa orientale. 



I 



-15»- 



PitNhiirii riceve il suo f^az naturale dalla 
lloddridffe-County (Wrsi-Virjfinia*. I^ dr- 
Htan/a (• di i6t rliilomrtn. Akron e Danson 
(Ohio) vendono fornite da Beuel-County, a 
341 ('hilom-' 

I tubi a ioperatt, da 50-900 mm. 

di diamotrM, >«iik» di arriaio n di ferro bat- 
tuto con manicotti o con briglie e anelli di 
gomma. 

Ih tutta la regione del ffoz naturale vi 
sono 40,000 chilometri di tubazioni. I^ pres- 
sione e generalmemo niirlla fornita dalla sor- 
(jcnle di gaz. In r|nalcnc luo^o pen"» la pres- 
sione * diminuita in modo da ruhiedere un 
aumento meccanicamente. In generale vi sono 
delle pressioni iniziali da é a d Atm. Nei 
lunghi di distribuzione vi sono disposti dei 



I. n comprimere il gaz a 6S atmosfere 
porta un ifrandissimo lavoro, causando perciò 
grandi spese d' esercizio. 

2. AI prodursi di fughe nella rete o per 
l'alta pressione oppure per rottura di tubi, 
la perdita di gaz è grandissima e la ripara- 
zione è causa di grandi disturbi nella regione 
di consumo. j 

3. In caso di grand» rotture di tubi \fi 
regione di consumo non può essere fornita 
di gaz, CIÒ che effettivamente ha già prodotto 
grandi noie. 

4_ In regioni abitate, le rotttire di tubi 
con gaz ad alla pressione, possono essere 
causa di gravi pericoli per gli abitanti. 

Per le nostre rondizioni per aò, questo 



:? 



f,jr<i'<tc"<> -Il .-'■"■iMmsaJiiiiie • MdliI«loff 



regolatori per »lta pressione congiunti colle 
eventuali condutture a bassa pressione. Per 
alta pressione si adopera tanto regolatori a 
rliiusiira d'nrqiia che regolatori a membrana; 
da noi si possono adopprare regolatori a mem- 
brana poiché nei stessi lunghi vi i- quasi 
«empre la stessa alia pressione. 

La spesa per la costruzione del gazometro 
viene risparmiala, la lunga tubazione ad alta 
precisione servando rome late <* coli' u.sualc 
espansione del gaz a 5 e 3 atmosfere vi è 
nella rete di tubazione suflicientc gaz per 
poter provvedere al crmsumo almeno dì al- 
cune ore, nuche se le pompe venissero a 
mancare 

Tali impianti però hanno quattro difetti 
principali : 



sistema di trasporto del gaz è da considerarsi 
non pratico e troppo costoso nell'esercizio. 

111. — Idee fondamenlaii degli impiantì 
per II trasporto dd gii ia Europa 

Contrariamente agli impianti americani 
con gaz ad alta pressione, si adottarono nel 
primo impianto in Europa, a 5t. Margrethen, 
(Svizzera), gazometri intercalati, (gazometri di 
compensazione). 

Come è detto nella introduzione, questo 
primo impianto fu ideato ed eseguito dai si- 
gnori Rothenbach & C." di Berna. 

Date le circostanze locali, per le quali 
erano sutlicicnti soltanto piccoli impianti, non 
si poteva convenientemente approfittare dei 
principi americani. 



- 159 — 



Dove vi sono dei gazometrì dj coinpensa 
ae, basta aovcntr la-sciarc durante il f^iorno, 
fl pu colla pressione del Razomctro 
pnnopalc, quello cioò, della ollicìna produt- 
mce; poiciié mentre i ^^'^nietri di compcn 
hanno ffencralmonte una pressione 
campana di 80 mm. i gazometri della 



seconda dell'impianto e secondo il consumo di 
gax. Del resto in ogni ca.so si ha scmprr alla 
hne della tubazione, a propria disposizione, 
una riserva di gaz data dai ga/omciri che 
vcneono riempiti. 

rcr queste ragioni non abbiamo in Europa 
neppure un impianto con gaz ad alta pressione. 



»^A. 



Sala ftcìto^lMt 

frincipale, secondo la telescopìzxa- 
anno una pressione molto mag- 
Cìnre. 

Se non fosse sufficiente questa differenza 
di pressione, si adopera per aumentarla una 
pompa speciale |E.stratt<>rc, snlTiatore o com* 
pressore^ 

Tutti e due i tip) si possono adoperare a 



Sì sviluppò invece un altro tipo, cioè rim- 
pianto, senza gazumetri intercalati, in modo, 
che il gaz, viene ai luoghi di eonsnmo, me- 
diante re};(iIator[ di pri*ssione, che dalla più 
alta pressione della tubazione, viene ridotto 

I a quella più bassa, che serve a quella dot 

! per la distribuzione desiderata. 

1 II gaz viene perù, nella OHicina centrale. 



eomprcMO * e qaejoz è U dxfierenza carat- | 
CrrMtica — dm che vince la rtahibatxz dì 
■tcrito pCT' poter dare il gaz nel qoaDtitstnro i 
rkfeieMo. 

Noi diftiftgifiamo dunque i «eguenti «utemì 
di frHport/> dH tC'^: 

>^/ Impiantì crm gazometrì dì compensa- 
zione i ■■ ■ ' I 

!.. nano Mmza aumento meecaiMCO 
di presMooc, cioè solcamo colla preassone dei 
fotzomnn della centrale o approlKnando di 
atfTerenze d'altezza del terreno. 

3." Fonzionano con aumento meccanico 
dì pre«ionr mediante «ofTiatori ecc. 

Bj Impianti Aenza ga^ometh intercalati, 
fdi compensazione^ noi quali le condutture 
di difttnbuzionc vengono congiunte colla tu- 
bazione a pressione mediante r^olatori di 
pressione. 

Cogli impianti A (con gazometri di com- 
penMZionei onde rvntarc trnppri lunghe con 
duciure a baA^a pressione per singoli consu- 
mauiri, vi «ono srivcnte, tra i gazumeth 
in(ercal.i(i« dei piccoli regolatori ad alta prcs- 
nione che danno )1 gaz ai cf>n-*umatori. 

Gli impianti /1 i." rassomigliano as5>oluta- 
monte alte di^poiiziont di una rete di distri- 
buzione ordinaria e non richiedono perciò 
una ulteriore spiegazione. 

(ConlhuiaJ 



L'asfissia da Gaz illuminante 



Come già avevatHo breammcinto nel numero 
prfftuh'titr, ilitUn j^entiìfzzti del sig. C*7. Gia- 
como Sa^. Boria, direttore della Consumatori 
Gii/ di forinit, tihhifimo ottenuto ti p^nnesso 
di ripuIAd irate nella nostra Rivista, ifuesto 
tmJKtrtanliHsimo studio, dovuto alla pernia del- 
l'kgregio dett Pietro Torretta. 

A (fuant/i noi consta r l'unirà OJfirina a 
gaz Italiana, quella dei Con. su ma fori, clte non 
badando a .ipese, prorurii di prm'vedr.re la propria 
azienda di tutto qimnto possa riusrire ai utilità 
prntirn e benessere pel proprio personale. E' 
hen fero, d'altro tanto, rhe essa non deve dare 
per yitafuto, rhe un litnila/issimo utile al proprio 
capitale, animortizzalnle in un lungo perioih, 
§ che quindi, dato l'appoggio fortissimo che 
seppe avere dai propri roncittadini, può darsi 
di anemie soddisfazioni che non a tutti i diret- 
tori di off line gaz è concesso. 

/. //// mento in ogni modo indiscuttihiìe di 
quella IHrezione, alla quale rinnoviamo pubbli- 
camente le nostre rongratulazioui per la felice 
idea, ed Ì nostri ringraziamenti per la cortesia 
usataci. 

Dulia distillazione del carbon fossile si 
ricavano varie sostanze complesse che si pos- 
sono riunire in tre gruppi: 

Solide: r(ike e sfistan/r minerali. 

Liquide : entrarne ed acque ammoniacali. 

^//isou^^f.- costituenti il così detto gaz illu- 

IllKtillUL'. 



hk esso noi dobbiamo a soa volta distin-l 
giMJC tre <pgcig di sastaftze : 

S otfamr* iìfm m i mam fì : b cm eae, toluene ed 
akn carban amwafiri, etìlrtir, propQene e 
traccie A naftalina. 

Smf0ffse ìMim Hlmmàtamiù Birtano. idro|^no. 
fwaidrt di carbooioL 

Sar/miifr Moràv od ttmi»ù : acido carbonico, 
i&io^ciio soUorato, anunooiaca, solfuro di car- 
bomo, cianogeno, azoto ed oss^eno. 

A quali di queste soetanze deve il gaz 
ìUiuninante la sua losstdtl? 

Dalia scoperta di Filippo Leboa (1791». 
passò quasi mtxzo secoki prima che gli igie- 
nisti si occupassero del gaz illuminante. Si è 
nel 1841 che Tourdes in occasione dei casi 
d'asfissia occasionati a Strasburgo dal gaz 
dell' illuminazione, pubblica una relazioue as- 
<ìai importante su questo argomento, ma nella 
quale egli non insiste sulla natura del gaz 
tossico. Poco dopo Devergie attribuisce la 
tossicità del gaz illuminante agli idrocarburi 
ed air idrogeno carbonato. N\'sten lo qualìfica 
di gaz irrespirabile. Tourdes ed Orfìla gli 
attribuiscono un'azione affatto particolare ne- 
gli a%'velenamenti. Dragendorf, Biefel e Polek 
proclamano invece la sua innocuità. Infìnc 
Layel con una serie di esperienze assai dimo- 
strative, mette in causa l'ossido di carbonio, 
esperienze che Bruneau, suo allievo, ha riu- 
nito in una eccellente monografìa. 

Tra tutti i suoi componenti il gaz illumi- 
nante deve adunque la sua tossicità all'ossido 
di carbonio, il quale vi può essere contenuto 
in quantità vanabili. Cosi l'analisi di Bunsen 
dà li 6.64 ' fl, quella di Hempel 1' 8 "/«• quella 
di Heidelberg r8,88", ma si può giungere 
anche al 15-^0 " ,. In genere ^li igienisti am- 
mettono un contenuto di ossido di carbonio 
dal 5 al IO * , e sotto il punto di vista del- 
l' igiene, pretendono appunto che il gaz illu-j 
minante non contenga più del 5-7 V,, e traccici 
di idrogeno solforato e di combinazioni sol-| 
forate in genere. 

Ma, secondo ricerche di Fodor, la dose 
letale del CO à assai più bassa e pare che 
il 0.04 per cento penetri già nel sangue, e 
costituisca un pericolo per la salute. l3'altra 

fiarte in medicina legale si ammette possibile 
a morte per avvelenamento da gaz illumi- 
nante, senza che la sua concentrazione sia. 
tale da provocare esplosioni, tanto che il tro-, 
vare una lampada accesa dove deve essere; 
avvenuto V avvelenamento non lo esclude< 
l Hofmann!. 

Ricordando questi fatti è facile intuire 
quanto grande sia pel lavoratore il pericolo ^ 
che offre l'industria del gaz illuminante. ^É 

L' avvelenamento da ossido di carbonio è"^^ 
stato oggetto di numerosi ed autorevoli studi 
sia per quello che si riferisce alla clinica, sia 

fier quanto riguarda l'igiiMie e la medicina 
egale. Non occorre quindi che descriviamo 
minutamente la fenomenologìa dell' avvelena- 
mento da gaz luce, né che ci fermiamo sulj 



102 



caso di asfissia in un* abitazione privata, per 
dimostrare l:i necessità assoluta tielle onicine 
di fabbricazione di essere provviste di tutti 
i sussidi terapeutici dell' asfissia (i). 

Altre volte il gaz illuminante non agisce 
che dopo un certo tempo ; un operaio lavora 
in un ambiente canon di gaz e dopo un pe- 
riodo di tempo variabile si accascia e stra- 



di operai paragonando nel gergo del me- 
stiere il gaz al vino, forse perchè queste asfis- 
sie hanno ai loro occhi qualcosa di analogo 
air alcoolismo acuto, chiamano l'asfissia una 
ubbriacaiura, ed usano per denotare questi 
asfissiati, che subito sì ristabiliscono, delle frasi 
caratteristiche, prese appunto in imprestito 
dalla terminologia dcll'alcoolismo. 



mazza a terra. I sintomi iniziali sono incerti, 
anche percht* le vittime scami>atc al (>ericolo 

§oco sanno riferire delle sensazioni provate, 
lembra che si manifestino dapprima dei do- 
lori di testa molto forti, vertigini, disturbi 
dell'udito e della vista; poi i movimenti si 
fanno difìicìli, il polso si fa piccolo e frequen- 
tissimo, ed a pt)CO a poco l' indivìduo diviene 
incosciente. Talora l'operaio, sentendosi male, 
corre all'aria aperta; se si trova in una fossa, 
si fa tirar fuori, ed alle prime inspirazioni di 
aria pura 11 quadro supradescritto svanisce. 



mnntnnll dri forni 

Queste asfissie lievi, queste piccole intos- 
sicazioni successive, u]>puru certe intossica- 
zioni tanto leggiere che non danno neppure 
fenomeni manifesti, portano inevitabilmente 
alla forma cronica dell avvelenamento, la quale 
si manifesta generalmente con una semplice 
anemia. Ma in certi casi questa può farsi grave 
e prendere 1' andamento di un'anemia perni- 
ciosa progressiva ; talora invece predominano 
i fatti nervosi (nevralgie, paralisi, vertigini, 
debolezza psichica, ecc.), in modo da simulare 
una paralisi progressiva. 



4 



— 164 — 



forni delle storte e quelli addetti all'allonta- 
namento ed estinzione del coke incandescente 
possono essere soggetti, ma assai raramente, 
a fenomeni di asfissia, ciò può succedere pei 

"1 



1^. 



^ma 



l.HVoru IH itii |tiiit<ii Uli-iatc (Ié u>i );a<otuctro 

fuochisti, specialmente durante l'apertura delle 
storte, la carica e la pulizia dei focolari 
sottostanti ai forni, od anche durante il cari- 



rendcrci conto dei casi di asfissia citati dagli 
autori; vale a dire all'influenza complessa 
della temperatura elevata, della rude fatica 
muscolare, del bagliore dei focolai, della pol- 
vere e del fumo dell'ambiente, del sudore pro- 
fuso e della sete inestinguibile che li travaglia. 

Una classe di operai, poco numerosi, che 
prendono parte alla prima operazione della 
fabbricazione e sono più esposti ai pencoli 
dell' avvelenamento da gaz, sono i pulitori 
delle colonne dei forni, i ^uali stanno in alto 
sopra le batterie dei forni. 

Ma in generale si può dire che nella prima 
operazione 1' avvelenamento nò acuto, ne cro- 
nico, si verifica; nei pulitori delle colonne si 
riscontra una forma cronica leggiera che as- 
sume generalmente i caratteri di un'anemia. 

Epurazioni' fisica. — Durante il secondo 
tempo della fabbricazione, col quale si spoglia 
il gaz delle impurezze che vi si trovano sem- 
plicemente mescolate (catrame ed ammoniaca), 
li pericolo dell'avvelenamento è quasi nullo. 

Il gaz illummante è aspirato dagli estrat- 
tori e spinto nei condensatori a colonne e ad 
acqua, attraversa nei lavatori uno stillicidio 
di acqua fredda che arresta Tanimoniaca, ma 
tutto ciò deve farsi, e si fa effettivamente, 
senza esalazione alcuna di gaz ali' esterno. 

Eburaziottt chimica. — Coli' epurazione 
chimica il gaz viene liberato dagli acidi car-- 
bonico, solfidrico e cianidrico, dal solfuro dì 
carbonio e dall'ammoniaca salificata. In questo 



rulliuik <klU uinpaua di un |[.-uora>t(o 



camento e scaricamento dei forni ; per gli ad- 
detti allo spegnimento, quando gettano 1 acqua 
sul coke vainpante. 

Ma in questi due generi di lavori gli operai 
si trovano esposti aa altre cause che possono 



tempo il gaz attraversa in speciali casse l'os- 
sido di ferro naturale od artificiale (miscela 
di I^aming). Gli operai addetti a questa ope- 
razione, quando sollevano il coperchio delle 
casse, o ne estraggono l' ossido di ferro, 



- i65- 



all'arù la miscela e U rimescolano 
nvìWfìcuia, sono espoMi nd intense folate 
na. e po«cta ad una esalazione IcgjE^icra, 
conCinua, di gaz nocivi; sono queMi cssen- 
ite vapori ammoniacali e di idrocarburi 
lì, che possono dare morl>ose nianife- 
per6 ben diverse dall'avvelenamento 



di mefitismo, nei quali senza voler inda^re 
cogli Autori (Vcrnois) se i fenomeni siano 
dovuti al CO o non piuttosto all' acido car- 
bonico ed air idrogeno solforalo nvollisi net 
terreno, noi abbiamo tutti i caratteri dell' a- 
sfissia del gaz illuminante, che si verifica in 
altri momenti della fabbricazione. 



^iM<, 






Oparmlo di (untli aA tuia 

da gmz luce, e cioè solo tosse spasmodica, 

vomiti, catarro intestinale. 

imtmagassinamtnto. — Questo si compie 
lomaticamente, col raccogliersi del gaz dc- 
irato nei cosi detti gazomctri, enormi cam 

pwie capovolte in un ba^no di acnua, le quali, 

ahhtwandosi, spingono ti gaz nelle tubature 

reno i punti di consumazione. 



bocca 4«IU KTotn iMtMliirm 

Oislribnsìone. — Dai gazometri il gaz passa 
nei regolatori di pressione e poi nella grossa 
conduttura che si dirama per la città. 

Gli operai addetti alla canalizzazione del- 
l' ortìcina e delle strade sono i più esposti al- 
l' avvelcnamentu da gaz, specialmente nei la- 
vori di npuhtura. 

Questi consistono nel mettere allo scoperto 



Fmm aletta In «« 

n perìcolo dell'asfissia esiste in questo 
aabie&Ce in due casi: il primo che succede 
nnMBcnte, ma può dar luogo a fenomeni 
cnvi, accade durante la pulitura e riparazione 
tfcDe campane e dei bacini in cui esse sono 
BBcrse ; il secondo caso, che può verificarsi 
pi6 spesso, ma non causa mai fenomeni im- 
succede durante i lavori nei pozzi 
ai gazomeln. Durante la pulitura dei 
fuometrt e dei bacini si danno dei veri casi 



le fosse in cui passano le più grosse tubature, 
aprire le bocche dei tubi ed asportare da essi 
le nafte ed altri residui dir il gaz. per quanto 
depurato, finisce sempre col depositare. Questi 
resìdui sono staccati dai tubi e portati all'im- 
boccatura per mezzo di un ferro a molteplici 
punte (scovolo^, che si fa passare nei tubi per 
mezzo di corde. 

Neil' istante in cui si toglie la comunica- 
zione tra una determinata zona di canalizza- 



— i66 — 



zìonc ed il deposito centrale, una certa quan- 
tità di gaz non può essere trattenuta in alcjn 




l.nv-i(r> ili iiti.1 l<iv%n 




Eslratiotte delle nnfte evUu bcovuId 

piccoli accidenti tossici, talora ad avvelena- 
menti gravi. 

Pericoli se non uguali, però sempre temi- 
bili, presenta la ricerca delle fughe nel terreno. 



modo e colpisce, come una fdlitla di vento, gli 
operai in pieno viso, dando luogo talora a 



Oltreché all'asfissia brusca, questi operai 
sono esposti ad un avvelenamento cronico, 
che si manifesta in essi con uno stato ane- 
mico abituale, disturbi nervosi e diminuzione 
della capacità sensoria; ma è diflìciie stabilire 
qual parte spetti nella patogenesi di questi 
fenomeni ali alcione del gaz e quale al satur- 
nisnto cronico. 

Riassumendo, adunque diremo che il pe- 
rìcolo dt asfissia da gaz illuminante si verifica 
nelle oflicinc di fabbricazione solo in un ri- 
stretto numero di operai, e più specialmente, 
per ordine di frequenza, nelle seguenti cate- 
gorie : a) operai della canalizzazione e della 
ricerca delle fughe ; b) fuc>chisti, spcgnitori 
del coke e pulitori delle colonne dei forni;' 
cj operai della depurazione. 



(i) Credo Interessarne riporiare da quella mìa 
pubblicazione (in Corriere .Sanitario, anno XV'II. 
n. 3K), la narrazione e descrizione del caso: Il giorno 
10 oUobre 1903, alle ore 11,50. si procedeva nel- 
l'Officina della SocietA Consumatori Gaz all'annuale 
pulimra delle grosse condutture. Già sì approssimava 
]* yra dell' uscita, quando l'operaio Go P. di anni 40, 
posatore dì tubi. VfJle ancora scendere in una fossa 
l>er pulire un lul>o e<l asportare le nafte ed altri pro- 
dotti iuK"iiibr.inti in esso dep<jsiiati. Queste fosse 
sono ricoperte da grandi lastre di pietra ; quella iti 
cui il G. volle calarsi era profonda circa 2 % metri, 
e scoperta solo tu parte, per una larghezza di i me* 
tro circa, 

V.' norma dello stabilimento clie quando l'operaio 
procede a questi lavori, deve jwjrlarc una cinghia 
di ciioii"». a CUT si attacca una robusta fune ; 1' altro 
rapo della fune è tenuto da un operaio che sta al- 
l' aperto. 

Il G. invece, facendo u fidanza della sua lun^ 
pratica di qucslit lavoro e podi pauroso di quello 
ihc- nui chiameremmo /itr:-e azidenumcnfo da g-as 
iUuminatitc e che gli operai de! nicsliere. che lutti 
r hanno privato, chiamano pinoh xfiorttia o Òrz'uta 
di _s'iiz, si cala da solo nella fc»ssa, ch'ali j^iudicava, 
ed era invero, non molto profonda. 

Dal tubo in cui il G. vok-va f;ire pulizia, gemeva 
ctTiamcnic, per quanto fosse chiusa la sua comuni- 
cazione coi jjiwouitftri. del gaz illuminante, il quale 
si era andato raccojjlieiulu nella piccola fossa. Il G, 
tUi[M) pochi istanti non dà più seicnu dì sé, né ri- 
sponde ai compagni che lo chiamano dall' uperio. 
Allora per ipielle follie di altruismo, che, cume os- 
!;er\*a\a recentemente il Risso, sono solo spieghili 
coir incoscienza del perìcolo a cut ci si esjMme, si 
calano successi vani ente nel breve spazio gli operai 
l-e. A., Kc. r., He. G., Ss. 1... le. M., tulli [mi- 
liei di questo genere dì lavori e perciò liitli convinti 
di [Hiicr tstrarre i pre<lrcessnri. Invece essi, appena 
penetrati nel jùccolo ambiente, cadono bocconi gli 
uni su>:li altri senza ]K>ter dar più se^no di sé. 

Ciò succcitevit, come si comprende, in un istante. 
Gli assistenti ai lavori ed il capo-fabbrica devono 
esercitare tutta la loro auiorità perché più nessuno 
scenda nella fossa ; si rimuove subito la seconda la- 
stra di pietra che srrve dì copertura, ed il capo-fub- ^_ 
brica, ccm assistenti ed operai, che si tr(H-ano in gran ^M 
numero presenti, percht era 1" ora di uscita, riescono ^^ 
a trarre fuori ì sei operai e li depongono aLl'aiiertu. 

Trovandomi nello stabilimcuio per la giornaliera 
visita medica, sono chiamato ed accorro, mentre si 
cstraggono i sei asfissiali. ^m 

N'oto subito che la gravità dei siniomi presentati ^M 
dai sei operai è in ragione diretta detla durata della ^ 



-i6j- 



r\ìm ternati, oHÌa del k^x venefico «mot- 
Mm ; fM gnvc di tutti Ìl G<>.. awuii mena Kravì k'ì 
•tol, i ^Hsli rt|>r<rtH)<*nn tlopti (mk-Iiì mlituii i urtiiit. 
Wmaao maportue cun uan barella, di cui la Kalu di 
è pnnrvtsU. il Go. nel padiKlionc Iso- 
4tl flcrYtliu awiiUiiii : lo faccio lil»crnrc dei ve- 
cktt lo Mria|onu al colUi ctl all' iitlume e lo csa- 
» >o—»riaiiicntc. Tcmpt-ratum rettile 35,5 : 
m oiHi^ileCa : {mIm* fitifurme arìttnicri, ciano»!. 
lo Milito la mii>ìnui->nc itnllirinlr, (Mjidiuv-ntu da 
e! '-he htinno frcqucntjito la scuola 

fM ■ -■•» ; ni» il G<>. mm fa akun mii- 

ntB|itnittjrK). S«ifnniini.<itrii intanto nsKtKcno 
di cui avirs'o una rìwrxii di 3^x1 litri nel 
^10 gabioetUi ; t-i>nlinu>r la renpìrazinne nriitU-ialc. 
acEnapacnata da tnuiimi ritmiche sulla lingua, (ri- 
lÉew di (biarcio »ul fmicc, inicziimì eccitanlt. e dc>t>u 
dar oro U Cki. comincia fare le prime inspinucìoni 
Ma per ptico che lo sì IìimtÌ a si-, rìctim- 
iftlnnÌDae «tertiircna e ciantmi : perciò ni cim- 
■ acDni le prceolrnti pmtiche per circa tre 
totale si t praticnU la respirazione artificinle 
a cinque om : «luianie te qnali si simn som- 
1500 litri d) ossiiccnu, e si è tniettnlu 1 (cr- 
■O e S e. e. di (ilio canforato al 30 per cento. 
oiicHonile le condizioni del ixilso, non credo 
lo al procrdcre ad ipodcrmucliMi, per cui ad 
% ounio la sola medica 6 pruvvisLii «lì tre Ik>c- 
f, dì I litro cadauna di .«oluxione risiolo^ica. 
Mon patendoti crasportare il (*<). all' ospedale, 
aeeelfo lo gcoeroe u i «Iferta del [direttore della Sc^cìctA 
41 rioovcrvlo nel ^uo alloK^ìn nella tmUuzina prin- 
c^aia dallo Mabilimcnto. t'ostolo a letto, in una tn- 
vom bcoe oeicaia. si rìescr a fargli dcKlutìrc del 
tana eoo caflè concentrato; t>rnnane tuttavia l'atMi- 
fiiiaor drUo cuaacnza e dei sensi, ancora |m.t circa 
«■e ore Convulsioni, qiecialmenic lo4-alÌZ7jite atc'' 
«li lafc rinf i e «operiorì e<l ul muscoli mimici della 
tona* ciMn|i«ÌoQo mi iniervalli ils.oì;iì frct|uenti ; talora 
i paBBCOtr cerca di f^ttarxi diil letto ctl ò nercaflarin 
tMi te forza dcvli uomini che lo circondano |>cr 
In principio ilclla notte hu vomito, ed 
afioatanauncntr poche feci e circa so e. e- 
m lorimla. ricca di uratj, in cut sì nota Ih 
IO di aRiumina e dì una Mir>tanra riducente 
àt* on tkaiEno cnldn onerale, dopo il quale si 
■o i fatti cxMivuUìvi ; circa ix ore do|>o Ìl kì- 
Q ponente r>:iniincta a d^r sc^no di riprendere 
apre gii occhi, Horrìde alle pcnu^nc rirco- 
«■d. ras oun può snc^kra articolare parola. Alfine. 
ore» 13 ««rr dop» il fattf». il Go. mi ricjnoscc, ed 
• lidMaKB dd prownii ricuce a dire il mio nome. 
però ipotermia (36,5 rettale), |m)Iw» pic- 
^Ì«^7o). tetMleiua «I «i>|»ore. Metlicatii una pie 
fcffte t»ccn>-contnsa che il paziente prc^wnta alla 
■ir ocriiiitalc, la bacìo in custodia a due in- 

U loatrioo sacccmivo gli somminÌKtro ^n ^ammi 

Bo di rìcioo, in «ctruito ni quale lin due Marichc 

Per latta la triornata. dieta lìi)uida, pre- 

Ultea. ti [>ni.iente, gìA abitualmente 

ha aarantu una colorazione terrra. Ne ha 

dai Knve [wricolo corso ; sorride sliipidti- 

ai «ooi com[>oent di lavoro e vorrebbe secn- 

lO icCto. S4 làicna dì malewtere {generale, di do- 

•aaai io varie parti del con>o, e di cefalnl}oa 

MS volar rilierìrr dcttaKliaiamente l'andamento 

iiiaolK, dirb die al tcnnine della M-conda K>'^r- 

r coodUMoI erano notevolmente mielìonite. 

la coarirnM. accnlw con commozione In 

ad i IÌ|cU. venuti dal paese ad auiiilerto ; In 

il pulso, il mpiro. ritornarono alla 



norra.1, etl il paziente coniinnò aolo a lasnanl d) 
mnlcKstere trencrale. dì ronzio dì orecchi, dolori axlt 
arti inferiori ; ultimo sìntomo a «comparire fu la 
cefnUlttia. 

l>opo cinque {pnmi butrìa {1 letto e la reca in 
con\*ale«cmxa ni proprio pnv3U^ ; tl«>|M> dicci ^i^^rni 
riprenilc ti lavoro, enscndo completamente f^uarito. 

Katui tlenunzia di infortunio sul lavon>. [ter in» 
ìf/ntfinfitfiì luuto ttiì Ostilio lii f armonio e ferita lacero- 
cotUU-'ùi alla retfione ix'cipttale, il tìo percii>l la re- 
Ifolnrt- indennità tlalla SK-it-tii av>jcumtrìre. 

Ricorden'i ìnci<letiinltiirnU- che k'i altri nnqucopc* 
ral, in cui 1' jiitossiriizioiie era stata lecffìera, nòlU 
eblicnj a MttTrire dciraccìdcnte. l'sdtì subito dal coma, 
colle prime initpirazioni di aria pura »\ richiamarono 
pnmiiimcnlc alla vita e ripresero rnpitlamcntc ì censi. 
Il ftiorno >rKuenie al siaiiitro, ripresero tutti il lavoro. 

(Continua) 



Lllluminazlone privata e pubblica in Roma 

I 11 204' proposti il CoBsIglli) ConuDili 

(CoatÌHna=. l'ftii n. 50 frag. j<fj 

I 3. — n caatrallo per 1* Itlamlaatloac elettrica 

II primo conlratto che il Municipio di Roma 
stipulava colla An^lo Romana, ptT T illumi- 
nazione eli'tlnca ptirta la data del 7 novem- 
bre 1889. Dalle premesse rilevasi come le 
propuste della SocietA sieno state discusse, 
vagliate, c!»minate non dal solo Consiglio Co- 
munale ma ben anco, e specialmente, da una 
Comminsione di consiglieri, ai canali trnné <i^ 
giunto un eminente nome di scienza, versettts- 
sinio neila materia, U ilg prof coam BtaunUk, 
U quia con apposita rf/(i:ifne dimosttu che li 
progetto delta Stviefà «T» Stlptriort ad Ogttl alt» 
finora eseguito e tentato pel trasporto della 
energia elettrica (vedi opera citata pag. 79), 
In ogni modo il Municipio volle che il Con- 
tratto fosse compilato in modo da non chiù* 
deve la via al Comune per ottenere, anche in 
un pnts>imo afienire, migliori patti sia dalla 
Societii che da altre imbrese. 

L'impianto di Tivoli disponeva, al teiniio 
di questo contratto, dì 2500 tlP nominali. 6 
turbine (con relative dinamo) di 350 HP ef- 
fettivi, ognuna, a correnti alternanti c<m di- 
namo eccitatrici. l,a lunghezza della condot- 
lura era di circa 25 V- chilometri, composta di 
6 fili di nime di andata ed altrettanti di ri- 
torno, e cosi di 324 chilometri di filo di rame 
nudo, di 7 " .„ di diamclni, presentando, fra 
andata e ritorno, una sc/ionc complessiva di 
461.8 mmq. 

Per reggere la conduttura fu prevenlivalo 
usare dei JViiids insulators di porcellana riem- 
piti di un liquido isolatore speciale. La cor- 
rente prodotta a Tivoli aveva la tensione dì 
5100 voits, ed arrivava in Roma alla Torre di 
distribuzione con una tensione di 4080 volL 
Nella Torre veniva trasformata in corrente a 
2000 volt, pari :illa tensione della corrente svi 
luppata dall' Otlit ma dei Cerchi. L'impianto 
della illuminazione pubblica constava di 167 



— i68 — 



lampade elettriche da ia ampérs (delle quali 79 
accest- tutta la notte ed 88 fino a mezzanotte) 
con una spesa annua totale di L. 187806,10 in 
luogo di Mc- 401622,900 di gaz pari a tire 
L. 161815.11 ottenendo cosi un'economia di 
spesa di L. 25990.99. 

Gli articoli principali si riassumono così: 
facoltà nella Società di illuminare i quartieri 
esterni, di rinunciarvi o di smetterla se ap- 
plicata. 

Presso della illuminasione pubblica nei 
quartieri esterni: per Lampade ad incande- 
scenza da 12 candele: ragguagliando ognu- 
na di queste lampade ad una fiamma a gaz 
del consumo normale di litri 167 all' ora, 
al prezzo che il gaz viene pagato dal Muni- 
cipio per illuminazione pubblica. 

Inoltre per manutenzione dei sostegni, ap- 

fiarecchi, ricambio lampade L. 4 all'anno per 
ampada. Costo dell' impianto per lampada, 
pagato dal Comune, non superiore a 1^. 100. 

Presso della illumiììasiime pubblica nell'in- 
terno della città : Colla corrente trasportata 
da Tivoli — con lampade ad arco di 14 am- 
péres — con facoltà al Municipio di collocar- 
ne fino 200 lampade — prezzo L. 0,40 per ora 
e per lampada di 14 candele. 

Ai privati, sui quartieri esterni, la Società 
fornirà 1' energia elettrica al prezzo medesimo 
che a luce eguale potrebbe pretendere per la 
illuminazione a gaz in città. 

Con la corrente trasportata da Tivoli nel- 
r interno della città, i privati pagheranno : 
per ogni fiamma ad incandescenza della forza 
dì 16 candele e per ogni anno L. 60 in rate 
mensili : cambio delle lampade a carico degli 
utenti, che potranno servirsi dell'elettricità 
da un* ora prima che cominci la illuminazione 
pubblica, fino ad un' ora dopo che questa è 
ce.ssata. 

Con la corrente prodotta nella ofTicina 
elettrica presso i Cerchi : per ogni lampada 
Edison ad incandescenza da : 

8 candele e per ogni ora L. 0.04 

10 I» u w n w 0.05 

16 w « (» M w 0.06 

Per magjgiori potenzialità luminose, prezzo 
da convenirsi, 

Per lampada ad arco da 8 aini>éres e per ora L. 0.60 
» • »»»i6> »»»o.Ro 

In questi prezzi è compreso il ricambio 
della lampada ad incandescenza, ed il consu- 
mo dei carboni per quelle ad arco. 

Le condotture per la illuminazione privata 
saranno escliisifatuente sotterranee. La durata 
del contratto sarà di anni cinque, confermata 
di 5 in 5 anni qualora il Municipio non di- 
sdica il contratto sei mesi prima dello spirare 
di ogni periodo quinquennale. A! cessare della 
convenzione il Comune avrà la facoltà di ri- 
levare dalla Società a prezzo di perizia il ma- 
teriale della illuminazione pubblica, per quella 
parte che crederà conveniente acquistare e la 
Società entro due mesi dovrà asportare tutto 
ciò che il Municipio non avrà acquistato. 



Per la illuminazione privata la Società ha 
facoltà di conservare le condotture per un 
ventennio, dalla data di questa convenzione, 
senza che ciò costituisca per essa un privilegio. 
Il Municipio si obbliga di non imporre alcuna 
tassa comunale di produzione e consumo di 
elettricità, né di occupazione di pubblico sot- 
tosuolo. 

Coir art. 25 « il Municipio quante volte 
gli si presentasse, con le debite guarentigie 
di serietà e solvibilità, offerte e propositi di 
altre Ditte, per succedere, a qualsiasi dalle 
scadenze qumquennali, con condizioni più fa- 
vorevoli al Comune, alla Società Angfo Ro- 
mana, nella illuminazione pubblica e privata 
attuata in esecuzione del presente contratto, 
il Comune parteciperà tali proposte alla Anglo 
Romana, la quale a condizioni eguali, avrà il 
diritto di preferenza, da esercitarsi però nel 
termine non maggiore di mesi sei. 

Prima di cominciare la distribuzione del- 
l' energia elettrica per forza motrice, la So- 
cietà dovrà ottenere dal Municipio 1' appro- 
vazione sulla tariffa dei prezzi. 

Tali le condizioni principali del primo 
contratto che consta di 28 articoli, e che venne 
approvato anche dalla Giunta Provinciale Am- 
ministrativa, il 18 ottobre 1889, che, fra le 
altre, aveva la .seguente considerazione: 

« Ritenuto che tenendo conto degli impe- 
" ^ni legali, risultanti dai contratti in vigore, 
" tra il Comune di Roma, e la Società Angio- 
la Romana, una Convenzione fra esso Comune, 
w e la detta Sticieià, era l' unico modo possibile 
» per conseguirsi dal Comune il detto scopo -. 



Coir approssimarsi della scadenza del con- 
tratto 7|i 1198 per l'illuminazione elettrica della 
città, si credette opportuno discutere colla So- 
cietà le varie proposte da essa fatte per la 
rinnovazione del contratto stesso su diverse 
basi e più vanfagi^iose pel Comune, oercandt) 
di conseguire in questa occasione miglioramenti 
anche nelle condizioni dcU' altro contratto vi- 
gente per r illuminazione a gaz. 

A raggiungere detti scopi si addivcm» 
alla stipulazione del compromesso 6 febbraio. 
Detto compromesso fu sottoposto all' esame 
del Consiglio comunale nella seduta del 21 13198 
ed il Consiglio tanto in detta seduta, che 
nelle successive del 24 e 28 stesso mese, ed 
I, 4, 13, 15 e 18 del mese di aprile '98 lo 
esaminò e Io discusse apportandovi radicali 
e sostanziali riforme. ^ 

Comunicate alla Società le varianti appor- " 
tate dal Consiglio, la Società pur accettandone 
gran parte, dichiarò di non poterne accettare 
alcune, che riteneva troppo onerose. 

Fu perciò che nella seduta del 29 aprile 
'98 venne presentato all' esame del Consiglio 
Comunale un nuovo schema di Contratto, 
comprendente i patti modificati dal Consiglio 
stes.so e le varianti che la Società avrebbe 
voluto introdurvi. 



- i69 - 



Trattandoli di Contrattn che vincolava il 
per olire un miìnqucnnio per Tarti- 
149 ora 2i6 della ie^ge comunale e prò* 
TinciAK occorreva il volo favorevole nella 
piti uno dei consiglieri comunali. Pro- 
bi alla votazione non si raggiunse il 
legale di voti favorevoli. 
Aperte*) nuove trattative colla Società si 
Ecrvno concor<lare pil ComOQA plu vantaggioil 
ciie nel 35 maggio 1898 furono ad una- 
approvati dnl Cunhiglio, previa racco- 
Eione fatta di mrglio coorainare l'art, 3 
precedenti articoli. 

Accordatasi dalla Prefettura l' abbrevia- 
<lei termini per la seconda lettura in 
filo, que^o in seduta 30 maggio '96 
approvava lo schema del nuovti Contratto. 
La Giunta Provinciale Amministrativa in 
ai giugno '98 approvò in ogni sua 
il nuovo schema di contratto. 
U R. Prefetto a sua volta, respingendo un 
rieono presentato dall' ing. Carlo Molcschutt 
C3D0Kro le delibera/ioni del Consiglio comunale, 
approvò con decreto motivato in data 38 giu- 
gno '9B ed autorizzò la stipulazione del con- 
tntto, a trattative private con la Anglo Ro- 
mana ' ' , in seduta 22 giugno '98 approvò 
ad Qj lì nuovo contratto, esprimendo 
però ti volo che nell'ultimo comma dell'art, a 
tome meglio chiarito, che la tariffa di favore. 
to— e olita per le opere pie ed istituti soggetti 
afla legge sulle istituzioni pubbliche di bene- 
fieetua, dovesse applicarsi solo nei locali de- 
fCinati a beneficenza. 

L'assemblea conferì al gerente sig. comm. 
C Pouchain i più ampi poteri per addivenire 
ifla attpulazione del contratto. 

D Consiglio comunale ntenuto giusto il 
desiderio espresso dagli azionisti, consenti 
mtSm seduta dei aj giugno '^ che all'ultimo 
oofoma dell'art. 2 fosse insento che la dichia- 
• di favore per le opere pie ed istituti 
Iti alla legge sulle istituzioni pubbliche 
A^Eeneficenza dovesse applicarsi solo nei lo- 
cafi destixuli a beneficenza. 

Ottenuteci tutte le necessarie approvazioni 
ed autorizzazioni volute dalla legge, l'ii lu- 
glio i8gB. funzionando il segretano generale 
3el C* comunale da pubblico notaio si 

addi\'r .1 le parti fMunicinio e Società) 

afa itiputazione del seguente Contratto, che 
nassumtamo : 

Art, I. — Con decorrenza retroattiva dal 
t. higbo 1B9B il prezzo del gaz per 1* illumi- 
Mf inn r sarà per il Comune a cent. 18 — dal 
I. h^io 1903 a cent. 17 — dal 1. luglio 1906 
a ceoC 16 — dal i. luglio 1913 a cent. 15. 

Pel riscaldamento, K>rza motrice o quat- 
maà shro aso ti Comune pagherà il prezzo 
te pnvati. 

Art. a. — Il prezzo del gaz per illumìna- 
none per i privati dal i. luglio 1898 sarA di 
cene 21 — per riscaldamento e forza motrice 
a rent. 16 — dal i. luglio 3908 per illumina- 
a cenL 20 per nscaldamenio a cent. 15 



—dal I. luglio 1918 per illuminazione a cent 19 
per riscaldamrnlo a reni. 14. 

Per le opere od i-ìtituli soggetti alla legge 
sulle istituzioni pubbliche di beneficenza il 
prezzo del gaz nei loeali destinati a benefi- 
cenza sarà uguale a quello stabilito pel Co- 
mune. 

I prezzi sono fìssati stilla base del costo 
del carbone non inferiore a I„ 37 o superiore 
a L. 32 per tonn. in ofTicina a Roma. 

Se al disotto di L. 27 o superiore a L. 32 
sarà diminuito od aumentato dì m« rfMffsimo 
^tr ftir/ro aiho per ogni /;■*■ itr^ in meno od 
in pili di costo del carbone: tenuto conto, in 
caso di miscuglio con altri gaz, della quantità 
di carbone fossile o di coke impiegata nella 
produzione. 

In raso di nuove scoperte di produzione 
di gaz, o dì sue nuove applicazioni, il Comu- 
ne potrà esigerne 1' applicazione e 1* uso, ed 
i prezzi tanto pel Comune che per i prìvati 
verranno ribassati ed aumentati a seconda 
se il costo unitarìo di produzione risultasse 
m.T^giore o minore dell* attuale. Tre arbitri 
decideranno il prezzo. 

E lo stesso dicasi in caso di miscugli di 
gaz ottenuti con altre sostanze che non siano 
il carbon fossile. 

In tal caso il consumo di gaz per fanali |>ub- 
blici — sarà conteggiato come ora per la Auer 
avente un consumo di 140 litri all'ora — e 
quindi per ì nuovi sistemi il costo verrà cai* 
colato in base a tale consumo. 

Se venisse altro sistema di illuminazione 
e ri. scaldamento che non sia il gaz attuale 
oppure quello modificato come sopra, o non sia 
l'illuminazione elettrica, e che valga a produrre 
risultati tecnici ed economici migliori, Ìl Co- 
mune avrà il diritto di adottarlo, tn o^tii frrtipo, 
per il servizio pubblico e privato, in tutto od 
in parte, salvo alla Società il dirìtto di prefe- 
renza a parìtà di condizioni ; escluso ogni altro 
compenso mi indennizzo per qualsiasi titolo. 

" La S«jcietà a\TA fa^oh.i di fabbricare 

• nelle sue otiìrine 11 gas all' àoqu OtftantO 
» (Carburated Water Gas) e mescolarlo al gaz 
» di carbone fossile, lino alla concorrenza del 

• niuptatfta per cento (50 "',. ) piirchò il gaz che 
■ ne risulta abbia gh stessi requisiti di potere 

• illuminante e di punlirazione richiesti dal 
w contratto in vigore, e non sia menomamente 

• dannoso. Nel caso ehe risulti dall' a]iplica- 

• zione di questo gaz una economia nel prezzo 
» di costo di esso, di fronte al gaz di carbone 
» fossile, la Società sarà tenuta a diminuire 
» i prezzi in vigore, tanto prl Comune, quanto 

• per i privati, come ò indicato nel precedente 
» articolo •. 

A modifica e riform.T dell'art, io del con- 
tratto 1881 ed in corropottivo dei nuovi patti 
il Comune proroga per anni diciasette e mezzo 
e cioè fino al 30 giugno 1928 la concessione 
fatta alla Anglo Romana del dirìtto privativo 
di stabilire e conservare le condoiture ed i 
tubi di circolazione, diramazione e sommini- 
strazione del solo gaz idrogeno carburato per 



170 



l'illuminazione e riscaldamento sotto il suolo 
inibhiico delle strade e piazze comunali di 
Ruma. 

Per /' illuminazùmf. fÌHti-kn dal i. luglio 
1898 vendono fìssati i seguenti prezzi : 

Per r illuminazione pubblica ad arco, com- 
preso ricambio carboni ed ogni e qualunque 
altra spesa di esercizio, centesimi trenta per 
lampada - ora da 14 ampéres, o prezzi pro- 
porzionali all' energia consumata da questo 
tipo di lampade, da a])plicarsi per altre lam- 
pade che potessero in seguito essere adottate. 
Dopo cinque e dieci anni il prezzo delle lam- 
pade ad arco da 14 ampéres sarà ribassato a 
oent. 39 e cent. 28 per lampada - ora. Per l'il- 
luminazione ad incandescenza il Comune pa- 
gherà gli stessi prezzi dei privati. 

I privati pagheranno rilluminazione elet- 
trica a cent. 7 r ettowattora (escluso il ricam- 
bio delle lampadine) dal i. luglio 1998: ed al 
primo gennaio 1908 a cent, sei e mezzo : ed 
al primo gennaio 1918 a cent. sei. 

La Società si impegna di fornire gli ap- 
recchi di controllo. Allo scadere del contratto 
la Società ha facoltà di mantenere le condotr 
ture elettriche di sua proprietà esistenti nelle 
strade e piazze di Roma per somministrare 
r illuminazione ai privati per altri quindici 
anni, senza che ciò costituisca per esso un 
privilegio. 

Finché sarà in vigore il presente contratto, 
il Comune non concederà ad altri la facoltà 
di collocare, a scopo di illuminazione, con- 
dotture elcttriclie nelle strade e piazze in cui 
la Società abbia fino ad oggi già impiantata 
la illuminazione pubblica con lampade ad 
arco, se non per attraversare dette strade e 
piazze. 

Resta sempre in facoltà del Comune il 
diritto di esercitare per proprio conio e con 
ogni mezzo che creciesse opportuno, l'illumi 
nazione tanto per uso pubblico quanto per 
uso privato, nelle strade e piazze In cui la 
Società non abbia fino ad oggi impiantata la 
illuminazione pubblica con lampade ad arco, 
senza che perciò la Società possa mai pre- 
tendere compenso od indennità di sorta. 

Resta pure in facoltà del Comune in ogni 
tempo il airitto di riscattare ed esercitare per 
proprio ed esclusivo conto, e con ogni mezzo 
che credesse opportuno, l'illuminazione pub- 
blica salvo corrispondere alla Società un' in- 
dennità da determinarsi da tre periti eri ar- 
bitri. In tal caso cessa ogni privilegio della 
Società. 

Facoltà nel Comune di adottare lampade 
di qualsiasi sistema e consumo, sia maggiore 
che minore dei 14 ampéres ; compensando in 
più o in meno il consumo. 

Diritto esclusivo nella Società di eseguire 
la presa fino al contatore; in facoltà dei pri- 
vati ^li impianti interni, salvo collaudo dei 
lavori eseguiti. 

Per viemmeglio assicurare il .servizio di 
illuminazione elettrica pubblica e privata, la 
Società .si impegna di stabilire una nuova 



trasmissione elettrica fra Tivoli e Roma, chc^ 
dia a Roma non meno dì 1500 IIP ; e ne do- 
vrà seguire una terza o provvedere altra 
forza in modo qualsiasi, non appena tra Co- 
mune e privati saranno collocati V* della forza 
della seconda trasmissione. 

Tale obbligo cesserà se tal caso si verifi- 
casse negli ultimi cinque anni della conces- 
sione, fl 

In corrispettivo dei nuovi patti il Comune" 
proroga per la durata di anni 30 a datare dal 
I, luglio 1895 e cioè sino al 30 giugno 1918 
la concessione di cui il contratto in data 7 
novembre 1889. 

(continua) 



I r 



La Memoria premiata al 35' Congresso 

dei Gazistì Italiani 
tenuto a Milano 10-12 Settembre 1906 

(Continnas., vedi N. sO 

MOTTO : " Nella speranza i\ riuscita 

II. — Forni a Storie -orizzontali 
con macelline per caricare e scaricare 

Un altro perfezionamento da applicarsi 
nel locale dei forni per rendersi più indipen- 
denti agli operai, e per distillare sulla stessa 
area e per ogni uomo impiegato, maggior 
quantità di carbone, e l'esercizio con macchi- 
nario per caricare e scaricare. Il sistema fu 
iniziato imitando il vecchio esercizio fatto a 
mano, col muovere meccanicamente, per lo 
più con apparecchi idraulici, tanto ì ramponi 
per levare il coke che i canali o cucchiai per 
iiilriKlurre il carbone. Nei .sistemi più noti 
che oggi esistono (Arrol-Foulis, West, De 
Brouwer e quello di Parigi) e che possonoJ 
essere presi in considerazione per un grande 
esercizio, il carbone viene per lo più lanciato 
nella storta, in intuiti tale che pel successivo 
e graduale rallentamento della velocità del 
meccanismo la distribuzione del carbone nella 
storta si rende uniforme per tutta la sua 
lunghezza. 

Siccome spesso si verifica Ìl caso che 3| 
batterie di forni a storte orizzontali di 3 m. 
si trovino addossate nello stesso locale, l'ap- 
plicazione delle macchine per caricare e sca- _ 
ricare ha suggerito infine di combinare le ■ 
due storte da 3 m. sostituendole con un'unica 
storta attraversante di 6 m., il che porta con 
sé il vantaggio che tutte le altre dimensioni 
nel locale dei forni runangono invariate. 

In quanto allo scaricamento, si spinge ora 
generalmente il coke fuori dalla storta mvece 
di tirarlo come prima. 

Il processo di distillazione in queste storte 
più lunghe è quindi identico a quello nelle 
storte orizzontali, più piccole ed anche a 
quello nei forni mctinatì : qualità e quantità 



— 171 — 



di (u sono le medesime nei sistemi nominati. 
Cj6 di cui » tratta 6 principalmenie l' econo- 
ma di Humo d'npcfm contrapposta al a spesa 
per macchine e consumo di forza 
; inoltre possono mdicarsi quali van- 
minori : 

minore per la carica, quindi minor 
perdita di gzz ; 



distribuzione più uniforme della carica; 
minor frequenza di guasti alle .storte durante 
il caricamento. 

Per le storte inclinate fu indicata la spesa 
per 1^ forni da 9, compreso fabbricato, ripa- 
razioni, servizio, ecc.» in ciò che iieg^c. 

Diamo Io stesso conteggio per V esercizio 
fatto con macchine: 



Q costo del fabbricato, compreso fondamenta 

Da ammortizzarsi in 40 anni. Annualità al 4 '/« ~ 

AmMtura, impianto pel trasporto dei carboni, ecc. : 

L. 198.200,— in 20 anni. Annualità al 4 '/, 
MacechtAe per caricare e scaricare L. 56.000,— 

m IO anni. Annualità al 4 % =* • 
RioDOvasDento interno dei forni u^ni 1000 ^ 

— 13 X L. 19.000, - = L. 228.000,— 

in 5 anni. Annualità .... 

carico d'ogni anno pel locale dei forni . 
d'opera all'anno per 13 operai in media 
Coato delle riparazioni 

C««40 <^/ fofa/r dfi forni, per 1000 me. di gas. 



L. iao,ooo 



L. 5iAi4t- 

L. 7a764.- 

L. 42-7o6r 
L. 30.000,- 

U 141.470,- 



L. 14.63 



Coofrontando questo risultato col costo 
oooolessivo per 1000 me. di gaz trovato pei 
fenn a storie incUnaie (= L. 15.76) e pei 
lianu a storte orizzontali con servizio fatto a 
■uio i— L. 17^38), si vede che il sistema a 
aorte orizzontali con macchine può dare i 
naakati più econrtmici. Kacciamo però osser- 
VW cbe le macchine cnnsiili'rate nt-l nostro 
protesto »ono molto semplici e costano poco: 
aabiFalnieiite il prezzo dt macchine più com- 
pfecale» come p. e. di quelle con trasporto 
aMORUtìco del carbone (Foutis, West e mac- 
c^0e paritene) è più alto m proporzione, e 
mantr consumano anche maggior quantità di 
tana motrice. 1^ nostra maecnnia ha 2 motori 
& 8 e 4 cavalli, quella di Parigi 3 motori da 
18 e 13 cavalli ; la velocità del carbone nel 
aricaraento è di 600-700 m. al minuto primo. 

InoUrc t d'importanza il genere dei mo- 
tori ; quelli clettnci presentano 1 vantaggi 
■Hgiori. Ma nelle piccole città che nf>n pos- 
mJtoim anci>ra Centrali di energia elettrica 
Taftana del gaz sarebbe costretta a farsi da 
«e la corrente, con aumento considerevole 
Aefia vpe^a, specialmente per piccole otlicine. 
Adoperando mverc apparecchi idraulici, la 
tmotaMA di avere all'oflìcina un compressore 
e pare tin incun veniente. 

Xda nostra esposi/ione della spesa al>- 
!■■■» acm p r e agg^mnto il costo del consumo 
A forza a quello per le riparazioni ; ora lo 



diamo separatamente per l'esercizio con forza 
elettrica : 

Pel trasporto dei carboni e del 
coke occorrono per 1000 lonn. 
30 kilowatt-ore •= L. 48, — 

Pel movimento delle macchine per 
caricare e scaricare per 1000 
tonn. 150 — L. 34, — 

Macchine piccole per caricare, non com- 
plicate, s'impiegano utilmente anche per storte 
orizzontali di 3 m. che presentano inoltre 
anche il vantaggio che la parte posteriore 
della storta si riempie bene di caroone e di- 
minuisce la produzione di grafite. 

Per impianti grandi nuovi però, le storte 
di 3 m. non vengono più prese in conside- 
razione, e sono da preferirsi quelle di 6 m. 
di lunghezza. 

Colle macchine per caricare ò conveniente 
di lavorare con maggior quantità di carbone 
per carica e storta che non col servizio fatto 
a mano. Perciò nel nostro progetto (V. ttìMia) 
per le storte orizzontali di 6 m. furono am- 
messe 4 cariche nelle 34 ore. e 5 cariche 
nelle 34 ore per le storte inclinate e per le 
storte orizzontali di 3 m. con esercizio a mano, 
le cariche essendo più piccole. Il quantitativo 
per m, e per 34 ore nsulterA press* a poco 
uguale. 



Uaa storta orizzontale di 6 m. distilla per m. nelle 34 ore 

• • inclinata di 4,50 m. « » • » 

• • orizzontale di 3 m. ■ • • » 



. .5Xf- 



350 



— 172 — 



Nelle piccole officine a gaz già esistenti 
si adopera talvolta utilmente un canale-cuc- 
chiaio appeso ad una guida (Eitle, Thiele). 
Ciò nel caso quando non si trovano nel locale 
dei forni almeno 3 operai contemporanea- 
mente e quindi non si può caricare nel modo 
solito col cucchiaio. Attaccando questo invece 
alla guida, un solo operaio con un paranco 



può caricare le storte, e questa disposizione 
presenta inoltre il vantaggio che durante il 
caricamento il fondo delle storte non viene 
toccato. 

Non sono a nostra cognizione soluzioni 
pratiche per levare con macchine il coke da 
storte lunghe 3 m. 

(continua) 



FORNO A GAZ 

memento per i calcoli dì combustione per A. BOUVIER 



(Continuazione vedi N. yo) 

IO. — Reazioni di combustione e di riduzione (E) 

I kg. C -I- (16: 12 = 1,333) kg. o = (28: 12 =1 2,333) kg. CO + 4,32 kg. Az circa 
I kg. C -}- {32: 12 = 2,666) kg. o = (44: 12 = 3.676) kg. CO' 4- 8,64 kg. Az. 

o»536 kg. C -f- I me. H-* o.... = i me. CO + i me. H' 

0,536 kg. C + 2 me. H' o.... = I me. CO* + me. H* 

II. — Poteri calorifici 



H (Bruciando in H' o) (E) 

- (S.-CI.-D) 

- (B) 

- (Sch) 

CH* formene, metano /E) 

- (S.-CI.-D) 

- (B) 

C'H* etilene (E) 

- (S.-CI.-D) 

- (B) 

C'H«, propilene (S.-Cl.-D) 

C«H«, benzolo (Sch) 



C bruciando in CO 

C bruciando in CO* 
CO bruciando in CO^ 



S bruciando in S O' 
H*0 



(S.-CL-D) 

(B) 

(E) 

Sch.) 

(B) 

(B) 

(E) 

. . . (S.-C1.-D.) 

(B) 

(E) 

(E) 

(quantità negativa) 



SUPE 

ACQUA CO 


MORE 
NDENSATA 

per me. 


SUPERIORE 
ACQUA EVAPORIZZATA 


per kg. 


per kg. 


per me. 


34.462 


3.087 


29.160 


2.612 


34.200 


if 
3.064 


n 
29.000 


2.607 
2.508 


34.200 


3.060 


28.800 


2.580 


13-344 


9-548 


n 


» 


ff 


» 


n 


8.745 


13-312 


9-525 


11.982 


8.573 


12.072 


15.090 


n 


tr 


9 


n 


» 


14.632 


11.905 


13.862 


11.490 


13-379 


Jf 


n 


» 


21.343 


a 


36.144 


n 


n 


n 


» 


n 


34-650 


9885 


34-543 
1.328 


9.470 


33.090 


2-473 


n 


n 


2-473 


1.327 


n 


it 


2.416 


1.295 


2-473 


Kg. di C 


8.100 


n 


n 


n 


8.080 


» 


n 


» 


n 


3-055 


5.067 


Kg. di C 




8.080 


Kg.diC 


2.435 


» 


n 


j* 


2.403 


3.007 


» 


» 


2.000 


H 


m 


« 


— 3.829 


2.612 


» 


n 



12. — Calore di combustione ad acqua evaporizzata 
(pot. calor. inf.) per molecola di 22-J2 L (S.-Cl. D., p. jj), e combustione 





per molecola 


per me. 


+ 


= H«0 


-f- co« 


I voi. benzolo . 


• 772,4 


34.605 


7,5 voi. 


— 3 


voi 


+ 6 voi. 


propilene , 


• 476,4 


21.343 


4,5 


= 3 




+ 3 


etilene 


. 326,6 


14.632 


3 


= 2 




+ 2 


formene , 


, 192,2 


8.643 


2 


= 2 




+ I 


H . . . 


. 58,2 


2.607 


0,5 


= I 




+ 1 


CO. . . 


. 68,2 


3-055 


0,5 


= I 




+ I 



V . ., 



13- — Aimne temperature dì comhttstione : 



H 

CO 

Gu di carbone fossile .... 

<S.-CI.-D,. p. 19-33) 



componenti 



(S 



(Sch.) 



P.) 



d'IsKaninMiUMM 



1 ■«•t'^'Mm t— « fch > 



600" 



M35' 
'■355' 



. (D.) 
.-Cl-D.) 



Gaz d'acqua * 

Gaz ■ teorico (D) senza le perdite di irraggiamento 

Ga/ Siemens teorico (0} (CO + 2 Az'> 

Gax misto (Dj [JZO + o,33H + 1,33 Az) 



«4- 



Limiti d' esphsibiiiià di diversi gaz, Buntt 18^ (D) 



3.669* 

3.041* 

3.700* 

U950* 

1.700* 

1.889*33.140 

* T TCnpvr VI vf % inn^ 
UmMc H* *Wv*ft« 
<elM d BM. 

. . 3.030* 

. . 1 .500* 

■ - i-7a4' 



Qttantiti mìnima e massima del gaz combustibile, in miscela con T aria 
al volume totale, necessario per produrre una miscela tonante o esplosiva: 



Benzina 

Pcntano 

Benzc^o 

Acetilene 

Etilene 

Metano 

Gaz di carbon fossile . 

Idrogeno 

Ossido di carbonio . . 
Gaz d' acqua (H* + CO) 



(B) 



MINIMA 



65 V 
8 % 

9.5 V. 

ia.5 '/. 



e in 


rapporto 


MASSIMA 


43 


V. 


43 


V, 


6,3 


y. 


40^ 


/. 


"'5 


\ 


J9 




66.3 

74.8 


:;: 


66.5 


V. 



OSSERVAZIONI PRATICHE 
15. — Temperature: 

• U pirometro termoelettrico Le Chatelier ci ha dato dei risultati precisi e concordanti » 
(E, p. 107»: 
tJ«/ Temperatura delle pareti interne di un forno a gaz. Il cocfliciente di conduttibilitA 

di una simile costruzione fra i.ioo" e 150' e C" i^ . ■. (E) 

Va^ Temperatura di uscita dei gaz bruciati dal forno Siemens sotto la storta del ba5i8o, 

prima dell' entrata nei ricuperatori (E) 

ggd^ Temperatura media di uscita del cuke rosso, dalla storta, cio^ temueratura mc*<]ia 
di Ulta storta pnma della slotatura «raggiunge talvolta i.ooo ed ancne 1.050' nella 

storu di mezzo) (E) 

075* Temperatura di uscita dei gaz forno a griglia (E) 

■00" Temperatura uscita dei gaz di soffiatura (D) 

^tf a TOC** Temperatura reale dei gaz uscenti dal gazometro Siemens (E) 

Temperatura di uscita del gaz d* acqua (D) 

— — — delle materie volatili M. V. dalla storta (E) 

Temperatura di uscita dei gaz bruciati dal ricuperatore Siemens .... (E) 

150* Temperatura delle pareti esterne di un forno a gaz - (E) 

15D* Temperatura suITìcicnte per il tiraggio del camino (E) 

x6. — ii forno Siemens, Parigi 

eoo ricuperazione ad inversione, in media distilta : ooo kg. per storta e per giorno di 34 
ore, 6 earicbe, 4 ore di distillazione, carlwn fossile della cla^ N." 3 (classificazione S.-CI.-D); 
flBMMM.- 143 */, di coke. 

Queste spigazioni e quelle che seguono sono estratte dal lavoro di Euchòue. Congresso 
tstcroozionale del Gaz, 1900: » RéacLions thermiques dans la distillation de la houille.DéteT' 
des tcmp^ratures élevóes >. 



— 174 — 



// coke bruciato (14,8 7o) ha, in media da più anni, la composizione seguente (p. 54): 

Aqua igrometrica 6 7o (l'evaporazione ne esigerebbe per kg. di a 

0,06.637 '^io^ = 4°»° CI.) 

Ceneri io */o 

Carbonio C 81,5 7« a 8,080 CI. = 6.585,2 CI. 

H 0,5 Vo " 3446^ = 172,3 

S I Vo » 2.000 = 20 



n 



Az I 7, 

100,0 7„ cioè 6.777,5 CI. 

cioè 83,88 Vp del carbonio. 

17. — // forno Siemens della Compagnie parisienne du gaz (E). I gaz di gazogeno : 

GO' me 6 Vo 

CO 25 7o 751,7 CI. 

H 8 Vo 247 

Az 61 Va _» 

100 7o 998,7 CI. (ad acqua condensata per i 

18. — Volume del gaz di gazogeno a zero gradi e j6o mm. (E) : 

per 100 kg. distiilati . per icg. dì coke bruciato 

Coke bruciato 14,8 kg. . i kg. 

Carbonio 12,062 0,815 

CO* 6 me. = 3,216 kg. C n . » 

Co 25 — =13,4 — n n 

16,616 kg. C " . n 
(piuttosto che 16,628 (E) 
12,062:16,616 = 0,7259, rapporto del C da 100 kg. distillati al C da 100 me. gaz di gazogt 

CO* in volume 6 0,7259 = 4,355 nic. 0,294 ^^^ 

CO — 25 Oj7259 = 18.148 1,226 

H — 8 0,7259 = 5.807 0,392 

Az — ■ 61 0,7259 = 44,28 3,992 

Volume totale di gaz xoo 0,7259 = 72,590 me. 4,904 me. 

19. — Calcolo delle calorie di combustione contenute nei gaz del gazogeno : 

per 100 kg. di carbone distillati per i kg, di coke bruciato 

CO» .... 4,355 me. 0,294 me. 

CO .... 18,148 a 3.007 54.571,04 CI. 1,226 3687 

H 5,807 a 3,087 17.296,09 0,392 1.210 

Az . . . . 44,28 2,992 

72,590 me. 71.867,13 CI. 4,904 me. 4,497 

20. — Calore di riscaldamento degli stessi gaz a 800" (Essi escono dal gazogeno a 7oo''-7; 
una leggiera combustione anticipata dà loro 800" all' entrata del forno. La loro combusti 
è osservata a 800") : 

per 100 kilt^rammi dislilliili per kg. di coke 

CO' .... 4,355 me. a 426 1.855,23 CI. 0,294 me. 1,25 ' 

coi 

H [. . . . 68,235 a 257 16.536,39 4,610 1.184,7 

Az ) 

72,590 me. 19.391,62 ci. 4»904 me. 1,186,02 

21. — Calore totale dei gaz del gazogeno Siemens, per kg. di coke bruciato : 

Calore di combustione, calorie contenute .... 4.897 CI. 

Calore di riscaldamento a 800 1.186,02 CI. = 19,5 y, di A 

Totale A = 6.083,02 CI. 



— Fumi o i^'fiz brucia/i dot fonw Sitmens, Gas di Parigi (E): 



Compcsizinnr- ,i fiocco 

00 ^^8.37^ 

«.Sa " « 

Al 79.ai "/. 



ffO 



non compreso 



per kg. di coke bruciato 



Volume rtalc e calore ili riMuuIilnmcnto 
n 6rto» per iiwi kff. iliktilluti 



33,487 me. 

3.235 

97,000 

9>a95 



8,853 me. e 



a 398 — 6.678.6 CI. 
190 - 434.65 
190 — 18.430,0 



a 741 



6.8B7,59__ 

33,430^4 
2.190,0 CI. 



23. — Gaa iii ^asojfeno dei f<n^ti di Monaco (B. dopo E.): 

t CO' 8.6 V, 

' CO 30.6 V. ^^6 * 618.44 CI. 

Ai 55.8 Vp _ 

100 *\ X. 081 ,49 CI. 
TÌccfaetza dovuta ni riscaldamento dell' aria primaria. 

(cfmHnua) 



PARTe INDUSTRIALe 



SkìcIì Veieta delle Miniere - Veaeiia 
9B|liead Resciatfa 

Questa Miniera ormai è in piena attività 
di hvoro ed il suo prodotto venne già richie- 
do da quelle Oflicinc che conoscono il valore 
di questo Boghead m confronto ai Boghead 
che SI ritiravano, ed in parto anct)ra proven- 
gDOoda|rti altri Stati, in particolare dalla Ger- 
minia. 1 ouali sono motto più schistost. 

Siamo lieti apprendere come l' Italia vada 
•viBColandosi dall estero, per quanto modcsta- 
■orte. anche per tal ramo di Carbone, che 
servp in specialità per arricchimento del gaz. 

Mercato carboni da Gaz 

^^ Rilcvuuno dai ^lornah tecnici inf^Ic^i come 
^BlBdaiiicnlo, non solo di quelli mercati, ma 
beo anco di quegli Americani e Germanici 
lexmno un progrcsiiivo aumento nei prezzi 
da carbone da raz m tutto quest'anno, tanto 
cfee a New CasUe. ove ì* il centro maggiore 
dì vendita, da Bt6 si venne ad ti[3 fob. Si 
Orvdcva che Kalwlimento della tassa dì cspor- 
teboae in Inghilterra avesse a nescire un 
nataCpo per noi in Italia, ma invece si 
ebbe an enetto contrario, e man mano che 
& avvKtna il (icriodo di delta abolizione (la 
^irie avviene appunto oggi) ronstata.si un 
■■wato nei prezzi fnb detcrminati da cause 
dlfcra e , ma che produranno rialzi ancora 
wa^gucKU 1 noli pure hanno un progressivo 
Mnento e da 613 già sono saliti a 7(6 con 
>f—**"— a raggiungere probabilmente il 9. 



Abbiamo constatato come varie fra le 

f>rincipa!i Ofhcinc da gaz ricorrenti al nostro 
'orto, fii sieno già assicurate contratti di 
fornitura per l'anno 1907 a limiti fra le 
L. 24, -- e I,. 34.50 secondo barca o vagone 
Venezia: riteniamo che abbiano veramente 
così tutelato il {uro interesse mentre, anche 
secondo nostre informazioni panirolari. ci 
risultcrrblie che ci>n diflìcoltà nei mesi futun 
si potranno raggiunKcre tiuesti Itiiiiti. 

L'influenza dell'azoto atmosferico 

sulla resa del solfato d' ammoniaca 

Il sig. Leicester Grcville si occupò di 
questa questione nel Journal of Gas /Jt^hfhie. 

Fino ad ora, il soUi cttnrorrenle srrin del 
solfato d'ammoniaca prodotto dalla ofTicina 
a gaz era il nitrato di soda. 

L'a/oto libero non può essere assimilato 
por la via vegetalo, ma solamente in combi- 
nazione con l'ossigeno e l'idrogeno. Sotio la 
prima forma si possiede il prodotto commer- 
ciale del nitrato di soda, e, sotto la ^icconda 
il solfato d'ammoniaca. L'atmosfera offre una 
sorgente perenne di azoto; e se si arriva a 
combinare questo elemento con l'ossigeno o 
con l'idrogeno in minio che possa essere 
assimilato per la via vegetale, ciò sarebbe 
un coltKi disastroso per il solfato d'ammoniaca 
e le industrie affini. 

È doloroso che non si possa ricuperare 
che una minima parte snltant<i del solfato 
d'ammoniaca contenuto nel carbon l'ossile. Il 
professore For^lcr ha trovato che una forte 
proporzione rimane nel coke e che una certa 
parte ù decomposta dallo alte temperature 
delle storte. Qt'anto all'azoto atmosferico^ 



- 176- 



esistono attualmente due metodi diversi per 
produrlo, uno indiretto, l'altro diretto. 

Nel metodo indiretto, il carburo di calcio, 
che è un prodotto risultante dal contatto del 
carbonio con la calce sotto ]' influenza dell'alta 
temperatura dell'arco elettrico in contatto con 
l'azoto per formare del calcio cianamide. La 
reazione è Ca C* 4- N' ^ Ca CN^ + C. 

Il secondo metodo di utilizzazione deU'az()to 
atmosferico è basato sulla combinazione diretta 
con l'ossi^^cnoin certf condizioni, specialmente 
quella consistente nell'esposizione all'alta tem 
peratura dell'arco elettrico. Si produce acido 
nitrico o nitroso, che può essere combinato 
con un alcali, quale la soda o la calce. 



ANALISI DELLE RETICELLE AD INCANDESCENZA 

Si bruciano cinque reticelle nel modo or- 
dinario e quindi rotte in piccoli pezzi : si pe- 
sano e con dell' H' SO' si mettono in capsula 
di platino: si evapora l'acido; si ri]>ete al- 
meno quattro volte questa evaporazione. 

Quando" la massa è raffreddata, si tratta 
con acqua fredda : se del caso, si filtra, ed il 
residuo insolubile è fuso con bisolfato di po- 
tassio : si scioglie in acqua il prodotto della 
fusione che si aggiunge alla soluzione pri- 
mitiva. 

Si precipita con solfuro d' ammonio in 
leggerissimo eccesso; Ìl precipitato, raccolto 
con filtro, è lavato con acqua contenente un 
no* di solfuro d'ammonio ; il filtrato contiene 
la ealce e la magnesia che si possono sepa- 
rare con i metodi ordinari. 

U precipitato contiene gli ossidi idrati di 
cerio, torio, lantanio, zirconio, alluminio, di- 
dimio ed ittrio; si discioglie in HCl diluito, 
si porta la soluzione all'ebullizione, e si ag- 
giunge una soluzione diluita di iposolfito dì 
sodio. Si fa bollire durante un" ora, poi si la- 
scia riposare almeno durante 12 ore; dopo 
di che si filtra : si ha allora un precipitato, A, 
ed un filtrato, /?. 

Precipitato A. Contiene gli ossidi di torio, 
zirconio ed alluminio. Si scioglie in MCI: si 
filtra. Il residuo si fonde con bisolfato di ]>o- 
tassio ; dopo raflTreddamento si scioglie il pro- 
dotto della fusione in acqua fredda; si pre- 
cipita con ammoniaca : si separa per filtrazione 
il precipitato, che si ridiscioglie in HCl: 
quest' ultima soluzione è riunita alla prima. 
Si aggiunge al miscuglio delle due soluzioni 
cloridriche una grande quantità di acido ossa- 
lico: sì [Kirta all'ebullizione durante 5 minuti: 
si lascia riposare 12 ore almeno e si filtra. Il 
precipitato si fava con acqua fredda, si essicca, 
si calcina e pesa come Th O' . Il filtrato è 
trattato con un eccesso di soda caustica, poi 
portato air ebullizionc durante 10 minuti; si 
fil*ra e lava con acqua calda, fi precipitato è 
seccato, calcinato, pesato allo stato Zr O^ . Il 
filtrato, acidulato con HCI, è precipitato con 
l'ammoniaca : si fa bollire, si filtra, si lava e 
si pesa allo stato di Al' O^ . 



rillrato B. Contiene gli ossidi di cerio» 

ittrio, lantanio, didimio ed un po' di torio. Si 
precipita con 1' ammoniaca, si lava il precipi- 
tata nel filtro con acqua fredda; si ridiscio- 
glie in liei e la soluzione si tratta con una 
soluzione diluita di iposolfito di sodio che da 
un precipitato se esiste del torio. Questo pre- 
cipitato, ndisciolto in HCI, <'• aggiimto alla 
soluzione del precipitato A. Il filtrato si pre- 
cipita mediante ammoniaca ; il precipitato, 
riunito su filtro, è lavato con acqua fredda e 
quindi ridisciolto in H' SO' ; si elimina l'ec- 
cesso d' acido con V evaporazione e calcina- 
zione, ed il residuo si scioglie in acqua fredda. 
Questa soluzione è trattata con una soluzione^ 
satura di solfato potassio : ^ 

aj II precipitato, cosi ottenuto, riunito 
su filtro dopo riposo di 4 ore, è lavato con 
soluzione di solfato di potassio, e sciolto in 
HCI diluito; si aggiunge acido ossalico, si 
filtra, si essicca, si calcina, si scioglie in HCI; 
si precipita con soda caustica; si satura di 
cloro gazzoso la soluzione ; si filtra e si lava 
bene: Il precipitato è essiccato, calcinato, e 
pesato come Ce O' : Il filtrato è acidulato 
con HCI; si fa bollire, si precipita con acido 
ossalico, SI filtra ; si lava; si essicca e si cal-^ 
Cina. Il residuo, disciolto in acido nitrico, èV 
diviso in due parti ; in una di esse si ricerca 
il didimio allo spettroscopio (riga nera), D' O' ; 
neir altra si aggiunge acetato d' ammonio e sì 
filtra; il precipitato è trattato con iodo me- 
talJico ; il lantanio dà colorazione bleu, senza 
spettro, L' O' . 

òj Al filtrato separato dal precipitato trafcj 
trato secondo aJ si aggiunge una soluzione 
diluita di soda Caustica: si filtra: il precipitato 
^ lavato, essicato, e pesato allo stato di \' O^ . 



ASSOCIAZIONE GERMANICA 

d3gli ingegneri gazisti ed idraulici 
(Congresso di Brema ital 27 GiugAO al 2 Luglio 130SJ 

Il Congresso fu tenuto sotto la presiden: 
del S. Kòrting. direttore dell' Officina a gaz 
di Hanovre, appartenente alla Compagnia Im- 
periale Continentale. 

Ecco il riassunto delle comunicazioni te( 
niche che furono presentate e discusse ,. 
Schlitte, descrisse l' olficina a gaz di Brema 
della quale' è direttore, poi SOchtung che di- 
rige l'olficina elettrica fece pure la descrizione 
di Questa. 

Il dott. Bueb, di Dessau, fornì ciò che si 
può chiamare « il pezzo di resistenza " del 
Congresso, occupandosi della storta verticale , 
da lui adottata. ^d 

Poiché, questa comnnicazione segue dì^^ 
vicino cuiella fatta sullo stesso soggetto dal 
sig. E. Kòrting all'ultimo Congresso dei ga- 
zisti inglesi, si può dire che si hanno sulla 
storta verticale tutti i ragguagli possibili da 
dare per ora, e siccome si troverà nel lavoro 
del sig. Kòrting che pubblicheremo prossimi 



«77 



tttCà ì dettagli e cifre relative alle rese, 
daiU comunica/ione Buoi) solamente 
le pnodpali cun^idi^razioni sulle quali efi^li si 
fant per proclamare la vittoria <lcila storta dì 
Dbmkl 

Dopo aver futro U sturia delle storte ver 
bcafi e aver dichiarato che coD quelle di 
Oesaau « po«i'»ibilc attenere da loo Cg. di car- 
hooc (osMle da g^z ordinario, una resa di 
35 OK. almeno di un f^a^ di 5.000 calorie dì 
potere calorifìro, .**en/a diminuire la resa né 
B «valiti del coWe, il sig. Bueb, rende conto 
A OBe sene di crspcnmentì fatti a Dessau. 
aoo con carboni inglesi e l' altro con carboni 
lu man ici (New Leverson e Mont Cenis). I 
riMJf n di questi esperimenti s4>no contenuti 
ÌD qvadn e in grafici pubblicati dal Journal 
Jèr Gmshtititchtung, del 30 giugno 1906. 

Si vrde che la di*ttilla2Ìone sì effettua in 
■odo del tutto differente che nelle storte orìz- 
T"**»'* o mclinatc. 

Dapprima si nota che la resa orario in 

Kè più regolare e continua quasi invaria- 
5no alla dìMillazione, mentre che nella 
stolta orizsontale la mageior parte del gaz 
t fVduMuCa nel corso della prima metà della 
durata ui dt-stillazione. 

In questa prinia metà, la storta orizzon- 
tile di!»tilla 63 * « in paragone al 52 "/« della 
Storta verticale). 

Questa rcgularità relativa nella resa in 
fax delia storta verticale si spiega con il fatto 
die la gazeiHcazione degli strati dì carbone 
ddla periferia va progredendo durante tutta 
li dorata della distillazione. Si sa che alla 
■riMiiTìOoe secca il carbone dù prima i suoi 
idrocarburi illuminanti e non cede in seguilo 
cfcc projrc>sivamenie al calore prolungato i 
ni non illuminanti, specialmente l'idrogeno. 
Daaqor nella storta verticale, a misura che 
li cacci fìcajE ione progredisce verso l' interno, 
* produce meno ga2 illuminante, ma il volu- 
■e di iraz pnxlotio per unità di tempo, ri- 
■Mie qua»ì lo stesso che al principio, atteso- 
diè gli strati di carbone della periferia, che 
kano gii ceduto 1 loro componenti illuminanti, 
dMBO ancora grandi quantità di gaz, prìnci- 
prftoenie idrc^cno. 

L'c^uUtezza di quelita ipotesi è confermata 
ditta forte diminuzione del potere illuminante 
del eaz durante il periodo di distillazione 
Ile per r abbassamento del potere 
niarifiro. 

Questa teoria spiega egualmente la più 
fcrte resa in gaz delle storte verticali ; per- 
ite la metà almeno della carica di carbone 
itoade é trasformaLt in coke dopo 406 ore, 
ooè dopo la metà della durata della distilla- 
àooe, Oto questo coke rimane ancora esposto 
d calore durante 406 ore e da sempre del 
^x. principalmente idrogeno. 

Se si la.«cìa.<^sr la stessa quantità di car- 
kaae fossile nella storta orizzontale durante 
i o 13 ore invece di 4 o 6 ore, come attuai- 
■cole. » otterrebbe senza dubbio lo stesso 
maMìmo come resa in gaz per 100 Cg. 



di carbone fossile; ma. dal punto di vista eco- 
nomico, CÌ6 non ò postibilr, perchè, in questo 
caso, le spese di riscaldamento sareobero 
troppo elevate in rapporto al profitto otte- 
nuto. 

Il potere illuminante del gaz raggiunse il 
suo massimo al principio della distillazione 
per diminuire progressivamente fìno alla fine. 

Lo stesso è del potere calorifico e della 
densità del gaz. 

Il sig. Bueb, parlando di distillazione con- 
tinua, non la creac possibile nelle storte com- 
pletamente chiuse, in causa dell'impossibilità 
di stabilire un controllo <£r visti. 

Viene in seguito una comunicazione del 
presidente sulle macchine per cancarc le stor- 
te. L' autore constala che l' introduzione di 
queste macchine in grande numero e di tipi 
molto vari, ha reso Te officine a gaz più in- 
dipendenti dai fuochisti. 

U sig. Lubszinski, direttore dell* oflicina a 
gaz di Crcfcld si occupa poi dello stesso sog- 
getto. Avendo impiegato la macchina per ca- 
ricare del sistema West, l'esperienza Io con- 
dusse alla conclusione che il caricamento mec- 
canico risulta non solo meno costoso del ca- 
ricamento a mano, ma che le rese ottenute 
dal carbone fossile distillato, sono migliori. 

>Ìello stesso modo, il sig. Tasch, di Lich- 
tenberg, che fece una relazione delle sue 
esperienze con il proiettore e lo scaricatore 
di De Brouwcr, constata anche la superiorità 
della macchina sul lavoro fatto a mano. 

Non si poteva guari parlare di macchine 
per caricare senza veder comparire il signor 
Eitle, di Stuttgart, che in una dettagliata 
descrizione, espose le sue costruzioni. 

Il sig. dott. t. Liebenthal, di Berlino, parla 
degli esperimenti fotometrici fatti dallTstituto 
fisico-tecnico di Charloltenbourg, sulle rela- 
zioni fra le intensità della luce della lampada 
Hcfner. la lampada al pentano da 10 candele 
e la lampada Carcel. La conclusione princi- 
pale t elle il campione al [lentano da 10 can- 
dele rappresenta una intensità di 11 candele 
Hefner. 

Il sig. Walter, direttore dell' ofiicina a gaz 
municipale di Vienna, si occupa del • raffmi- 
damcnto delle sbarre delle griglie dei focolai « 
ed espone un modo di re^igerazionc di sua 
invenzione che le farebbe durare più lunga- 
mente. 

Infine il sig. prof. Drehschmidt, di Berlino, 
fece una comunicazione sulla • posizione del- 
l' illuminazione ad incandescenza a gaz ■. In- 
comincia col dichiarare che, fino a quando si 
impiegherà delle fibre di cotone, si avrà delle 
retine difettose. Raccomanda l' impiego di re- 
tine di fibre di seta artificiale, che sono meno 
suscettìbili alle influenze dell' umidità e del 
calore meglio di quelle a base di cotone. 

Ricorda il fatto che le retine durano ge- 
neralmente più a lungo sui becchi rovesciati, 
e passa in rivista numerosi tipi di becchi per 
r illuminazione pubblica. L'autore t assai fa- 
vorevole alla lampada rovesciata Cractzin che 



- 178- 



è stata impiegata con buoni risultati nelle vie 
di Berlino. 

Dopo le comunicazioni tecniche vi fu la 
lettura delle relazioni presentate dalle diverse 
commissioni istituit<- dall' Associazione per Io 
studio di alcuni problemi interessanti. Alcune 
di queste relazioni costituiscono, in efletto, 
dei documenti di un grande valore avendo 
richiesto molte ricerche. 



L'utilizzazione dei detriti 

per la pruduziunc della luce elettrica 

Togliamo dalla " Reime des Èclairagfs : 
Abbiamo parecchie volte studiato questa 
questione che ha già dato luogo a numerosi 
esperimenti in Inghilterra ed in America. 
Apprendiamo ora che la città di Birmingham 
mette in lavoro un distruttore di spazzature 
casalinghe (destructor of refuse », dove il 
calore sviluppato dalla combustione delle 
immondizie serve a produrre della corrente 
elettrica. 

Ma, ciò che vi è di originale in questo 
nuovo distruttore, si è che le ceneri e le 
scorie ritirate dai focolai sono impiegate a 
fare del calcestruzzo, della malta ed a rin- 
forzare le strade. K il casti di ripetere, mo- 
dificandolo un po', il vecchio motto dei filo- 
sofi e dei dotti: « Nulla nasce, nulla si perde, 
tutto si trasformai. 



La veodìta del coke in Germania 

I gazisti germanici hanno fondato, nel 
1904, una Associazione economica delle Of- 
ficine a gaz (Wirthschafliche V^ereinigung 
Deutscher Gaswerke) per assicurare Io smer- 
cio dei loro sottoprodotti ed, in particolare, 
del coke. 

Questa Associazione aggruppa attualmente 
97 Compagnie e, in grazia alla sua propa- 
ganda e ai suoi modi d'azione, à riuscita a 
sviluppare il consumo del coke ed a ottenere 
dei prezzi più rimuneratori di quelli che 
erano praticati all'epoca dell' isolamento delle 
officine. 

Ha un'esportazione di circa del io o[o di 
questo coke all'estero. 

Dal mese di febbraio scorso ha già potuto 
collocare le 217.000 tonnellate di coke, che 
conta di produrre nell'anno. 



Il ceotenario dell' invenzìDoe del gaz 

Sì sa che T invenzione del gaz è attribuita 
sino ad o^ì a tre inventori ; in Francia, a Fi- 
lippo Lebon; in Inghilterra, a W. Murdoch: 
in Olanda, e in certi paesi fiamminghi, a 
Minckeleers. 

L' II luglio scorso è stato festeggiato a 
Heverlé. presso l^ouvain, la commemora- 
zione dell inventore dei gaz illuminante e 
della prima ascensione del pallone gonfiato 
col gaz illuminante di carbone fossile. 



Nei 1781. il duca d'Arenberg avendo as- 
sistito a Parigi, all'ascensione di una mont- 
golfiera, fece chiamare, dicono, al suo ritorno 
al suo castello d' Héverlé, un giovane pro- 
fessore dell* Università di Louvain, Giovanm" 
Minckeleers, e gli suggerì l'idea di trovare 1 
un corpo più leggiero dell'aria calda. È coslfl 
che Minckeleers fu condotto a fare deglf^ 
esperimenti sul carbone fossile dal quale 
estrasse il gaz. Egli gonfiò dei palloni, poi 
se ne servi per illuminare le sue sale dt 
studi, ciò accadeva nel 1785, precedendo cosi 
di un anno lord Dundonald e di tredici anm 
Murdoch al quale si ha, sino ad un'epoca 
recente, attribuito il merito della scoperta. 

Per la festa di Héverlé vi furono parec- 
chie ascensioni di aerostati ed un rallye-bal- 
lon in automobile. 



Descrizione di Nuovi Brevetti 



Bariletto Condensatore Razionale 

J. B. Zeffirino Anthenian - Torino 

Allo scopo di conservare al gaz il m; 
Simo del suo potere illuminante, l'esperienzi 
e lo studio hanno condotto a stabilire le coi 
dizioni pratiche d'una buona condensaziom 

Si sa infatti che bisogna condensare 
caldo la maggior parte del catrame ed evi- 
tare che vi sia contatto tra il gaz ed il pro- 
dotto della condensazione. Quando il contatto 
non può essere evitato esso deve aver luogo 
alla più alta temperatura possibile. Per sod- 
disfare a tjuesta legge, diversi apparecchi 
sono stati immaginati, come: bariletti a scolo 
razionale, falsi bariletti, condensatori a riparo 
ecc. Per buone che sieno queste disposizioni 
non rispondono completamente ai principiì 
stabiliti dalla condensazione a caldo. 

Il falso bariletto che, di tutte le disposi- 
zioni stabilite allo scopo della condensazione 
rapida del catrame sembra la più felice, non 
può dare che dei risultati incompleti, affer- 
mazione risultante da leggi fisiche. E' difatti 
certo che i fluidi liquidi gazosi circolando 
a pieno volume in un condotto orizzontale, 
perfettamente liscio, si trovano nella condi- 
zione di equilibrio quasi perfetto, vale a dire 
che le loro molecole scivolano le une sulle 
altre orizzontalmente non osservando altre 
leggi che quelle della pressione e della gra-^ 
vita. ■ 

Questo è stabilito ed è ben evidente che 
nel falso bariletto, ordinariamente circolare e 
di grande sezione, le molecole gazose vicine 
alle pareti del fondo possono sole depositare 
il loro catrame, il resto, vale a dire la mag- 
gior parte delle molecole, benché subiscano 
l'azione di raffreddamento del mezzo, conti- 
nuano a scolare tenendo in sospensione, allo 
vescicolare, la quasi totalità del catrame. Do- 
podiché, come succede nella più parte dei 



»79 



cai, ar i refrigeranti non sono riparati si 
tfora del catrame in grande quantiU nei sì- 
foBÌ dcUe oflìcinc e nei depuratori, anche 
éapo Otta Coadensa/ione teoricamente stifTi- 

n «bapcMÌtivo del bariletto condensatore, 
óteform. m della presente invcnzinnc. 

ha per i**;..^ ... permettere la condensazione 
ooo^rfvta del catrame appena uscito dal ba- 
nlcM^' detto, a caldo per con- 

•({■c • di que*»t(i dispositivo 

rào^ ur ' aulla molliplìcità dei punti 

A conuiu ..:l.i: alta corrente gazosa. 

Nel disino I qui annesso : 

La Fig. t' à una sezione del i" tipo detto 
a placche. 



disposte a distanza conveniente le une dalle 
altre; queste placche »ono di due qualità che 
s'alternano, le une presentano una sola aper- 
tura, le altre due ; la superfìcie di queste 
ultime ò uguale a quella delle prime, in ma* 
nicra che da lutti i punti dell'apparato la ra- 
pidità di scolo ò costante. 

Queste placche C. che pescano per qualche 
centimetro nel liquido del bariletto, sono di* 
spostL' tra incastri convenientemente praticati 
nelle pareti laterali dello sci mi parti mento B 
e si trovano sospese in questo in modo con* 
veniente, p. esempio : col mezzo d' un orcc 
chione fissato nelle placche ed a cavallo di 
ciascuna incanalatura. 1^ placche sono cosi 
messe a posto, lo scompartimento B è erme 



Figi 



B 



E 



I 



La Fig. 3" è analoga alla precedente e 
•ostra il 3" tipo detto a bacchette. 

La Fi^. 3* rappresenta, a piccola scala, 
J dt^Mtstlivu di aistrìbuzione per bariletto 
CBodeniatore di batteria ; costruito in ghisa 
^ lamiiHi di ferro, l'apparecchio è diviso in 
scompartimenti A e B per mezzo di una 
toi^itudinale arrestantesi a qualche 
dal fondo : questi scompartimenti, come 
lo moatn la Fig. 3, comunicano assieme per 
dtOc tnboblure e vani convenienti. Lo scom- 
partimentu A costituisce il bariletto propna- 
BcA&D detto o camera dei pescatori e quello 
8 serve di condensatore. Nel tipo rappresen- 
tato dalla Fif;. i questo scompartimento B 
comporta internamente una serie di placche 
verticali C messe ad ostacolo del gaz in muto, 



ticamente chiuso per mezzo d'un coperchio 
convenientemente avvitato. L'azione che si 
produce quando il gaz uscendo dalla camera 
dei pescatori A, passa nel condensatore B. à 
facile a comprenacre. 

Lo scolo dei fluidi gazzosi è contrastato 
dalla serie delle placche C uve i pieni delle 
une corrispondono ai vuoti delle altre, deter- 
minando così una grande superficie di con- 
densazione in uno spazio ridotto e obbligante 
il catrame in sospensione a depositarsi sopra 
le dette placche a scorrere cosi naturalmente 
nel liquioo del bariletto d'onde C fatto uscire 
in modo razionale. 

Nel dispositivo rappresentato dalla Fig. a 
le placche C sono sostituite da dgie o bac- 
chette, in alto e in basso perforate^ disposte 



— tao — 



A scacchiera ed in numero conveniente. In 
questo tipo la condensazione si effettua nella 
stessa maniera che nel tipo precedente of- 
frendo nell'insieme più vantaggi che il primo 
perchè esso presenta al gaz una più grande 
superficie di contatto e di condensazione, l' in- 
terno stesso delle bacchette o tubi essendo 



Nei medesimo ordine di idee resta eri- 
dente che per le officine disponenti già di 
un impianto dì bariletto semplice; perfetta- 
mente disposto, rimpianto d'un appamxhio 
composto d*un solo scompartimento conden- 
satore B è perfettamente pos^I:^ e suffi- 
ciente. 




utilizzati. Questi due tipi di bariletto conden- 
satore razionale comportano dei pescatori a 
svasamento nella loro parte esterna, disposi- 
zione della più alta importanza, permettente 
d'isolare le colonne montanti applicando un 
corpo sferico E nell'apertura tronco-conica 
dei pescatori. L'invenzione, ben s'intende, 
non è strettamente limitata alla costruzione 



Rtassunfo. 

Questa invenzione è costituita da: 
Un dispositivo di bariletto condensatore 
razionale avente per iscopo di permettere la 
condensazione completa del catrame appena 
uscito dal bariletto, propriamente detto, ca- 
ratterizzata da un bariletto diviso in due 
scompartimenti dei quali uno costituisce il 




particolare rappresentata, specialmente per 
quanto concerne la superfìcie destinata a ser- 
vire di contrasto alla corrente gazzosa, questa 
può essere modificata e di sezione appropriata 
alla superficie di condensazione da ottenere. 



bariletto propriamente detto o camera dei 
pescatori, e l'altro serve da condensatore. 
{Questo essendo costituito da una serie di 
placche o di bacchette perforate, destinate a 
servire di ostacolo alla corrente gazosa). 



— iBi — 



pvsettntt II a«tciilt innento della resa di 
M tii % ulto stBssfl tenpo rliltillca- 
Ém Mrtn ti iitOMtin delle laterie depuranti 

■Il IMN I (12. 

/. 3. Zaffirina Auihtman - Torino 

Qnest' invenzione concerne un processo 
penactScncc un aumcntu considerevole della 
rea in f^ nella fabbricazione del gaz di li- 
Bolncc nello btcsau tempo che la rivivifica- 



(T 



H~ 



D 



B 



1 risultaci di queste operazioni successive 
hanno come effetto di aumentare la resa in 
i^az in proporzioni che vanno dal laalao*. 
(iella resa ordinaria e ciò scn^a menomamente 
nuocere al motore illuminante. 

1/ introauifionc e la dosatura dell* aria 
hanno luogo in un modo semplicissimo: Un 
contatore a gaz ordinario di sutlicienie cali- 
hro t intercalato sopra una pre&a d'aria, esso 
comporta un rubinetto a quadrante che per- 
metter di regolare dopo una serie di osser- 
vazioni il volume d'aria introdotto; dopo il 
suo passaggio nel contatore l'aria è diretta 
in un apparecchio a compartimenti, detto sa- 
turatore, il quale riceVe u catrame in fabbri- 
cazione dopo il suo passaggio preventivo m 
una tinozza ordinaria di decantazione. Questo 
catrame in circolazione continua nel saturato- 
re è spinto ad una temperatura conveniente 
in moao da subire una srmidistillazione, che 
ha per iscopo di sbarazzarlo degli idrocarburi 



M K Q 



P^ 



illuminanti che entrano nella sua composizione. 
Occorre però riscaldare ad una temperatura 
inferiore a 200 centigradi per impedire la 
formazione nel saturatore ai coke viscoso, 
tanto più facile a prodursi in quanto la cir- 
colazione del catrame in quell'apparecchio i 
interrotta. 



Fig.2. 



Ky 



B 



r\ 



v^ 



K_.^ 



fl 



-D 



ziooe continua ed automatica delle materie 
deponustì (ossidi) nelle officine a gaz. 

Questo processo consiste cscnzialmentc : 
!• Ncir introduzione di una certa propor- 
zioae d'mria nel gaz in fabbricazione. 

sr Nella ricuperazione degli idrocarburi 
flHBÙnnti esistenti nei catrami colla messa 
Ib ^■*r^F**** nel modo voluto dell'aria col ca- 

3» Con* arricchimento col benzolo od altra 
ncca in idrocarburi del gaz prodotto. 



Cosi l'aria passando dal contatore al sa- 
turatore SI arricchisce naturalmente dc^li 
idrocarbun illuminanti sviluppati dal catrame 
riscaldato in modo che il saturatore essendo 
in comunicazione costante col bariletto, per 
mezzo di un tubo speciale che conduce l'afia.' 
quest'aria già arricchita di idrocarburi nel 
saturatore completa la sua saturazi<ine al 
contatto degli idrocarburi illuminanti in so- 
spensione nel bariletto. £ evidente che la 
circolazione d'aria nel contatore e nel satu- 



l82 



ratore è determinata dalla depressione causata 
dall'estrattore sul bariletto. 

Le saturazioni successive di cui abbiamo 
ora parlato, sono compiute coli' introduzione 
a mezzo di un apparecchio distributore con- 
tagoccie collocato sul percorso del gaz e dopo 
l'estrattore, di una piccola quantità di ben- 
zolo od altra materia ricca in idrocarburi, per 
ogni metro cubo di gaz fabbricato. La Fi- 
gura I del disegno 2 qui unito, rappresenta 
schematicamente un impianto che traduce 
l'invenzione nella pratica. 

A Indica il contatore colla presa d'aria. 

B È il saturatore nel quale l'aria è messa 
in contatto col catrame ; questo apparecchio 
è un apparecchio a ostacoli, la Fig. 2 lo rap- 
presenta in sezione orizzontalo. Quest'ap- 
parecchio «Saturatore» che può d'altronde 
subire variarti convenienti, riceve il catrame 
da un recipiente C a mezzo di un tubo D, 
r uscita del catrame dal saturatore ha luogo 
dal tubo E. Il saturatore è riscaldato da un 
apparecchio F o meglio ancora dal calore 
dei forni. L'aria che esce dal contatore va 
col tubo C al saturatore B e da oucsto col 
mezzo del tubo H al bariletto I ; la tinozza 
di decantazione C riceve il catrame dal ba- 
riletto I dal tubo J, lo scolo delle acque 
fuori della tinozza C ha luogo dal tubo K- 
Dal bariletto il gaz va agli apparecchi di de- 
purazione fisica indicati in L, f>t»i all' estrat- 
tore indicato in M, esso riceve poi un' ag- 
fiunta di benzolo da un apparecchio distri- 
utore contagoccie indicato in N poi passo 
ai depuratori e di li ai gazomctri. Questo 
impianto è indicato, bene inteso, a titolo 
puramente schematico e come esempio, e può 
essere realizzato con tutte le varianti modi- 
ficazioni compatibili coi caratteri esenziali del 
processo, oggetto dell'invenzione. Lo scopo 
dell'aggiunta di benzolo è sopratutto corret- 
tiva in materia di potere illuminante, ma esso 
procura un altro vantaggio giù conosciuto, 
quello della denaftalizzazione, la condensa- 
zione troppo facile della naftalina nei condotti 
essendo, come si sa, un'inconveniente consi- 
derevole. 

Inlroducendo nel gaz una certa propor- 
zione d'aria, come si è detto sopra, questaria 
come lo mostra l'abbozzo d'impianto ge- 
nerale, dovendo passare col gaz nei depura- 
tori, si ottiene facilmente la riviviHcazione con- 
tìnua ed automatica degli ossidi di epurazione 
ciò che è una rimarcabilissima consrgm-nza 
del processo. In effetto i precessi attualmente 
in uso pt^r la rivivilìcazione degli ossidi impie- 
gati nell'epurazione chimica elei gaz d'illumi- 
nazione consistono, sia a esporre in strati 
sottili all' aria atmosferica queste materie 
epuranti, sia lasciando V aria a^ire in sifu, 
vale a dire nei depuratori stessi. Questi due 
sistemi hanno per grave conseguenza di por- 
tare a spese considerevoli, sia per le spese 
di mano il' opera eU^vate di forza motrice, 
per gli importanti impianti complementari 
che danno occasione a dei periodi d' arresto 



(durante i quali si trova immobilizzato il 
capitale rappresentante il valore delle ma- 
terie epuranti e dei depuratori fuori servizio) 
sia che possono, inoltre, essere causa d' in- 
cendi in seguito a riscaldamenti esagerati. 
Coir introduzione d'aria, di cui sopra, si evi- 
tano questi gravi inconvenienti, la rivivifica- 
zione difatti, in seguito al passaggio nei de- 
puratori della quantità d'aria conveniente per 
questo, si effettua simultaneamente colla 
depurazione, evitando l'arresto del depuratori 
fino al momento del completo esaurimento 
della materia depurante, con riserva estrema 
di due o tre rivivificazioni fuori tinozza prima 
dei completo esaurimento. 

Questo sistema jicrmcttc d'introdurre poco 
a poco la proporzione d'aria necessaria ad una 
buona rivivihcazione negli apparecchi stessi; 
questa ri vivificazione è dunque, comesi disse, 
realizzata in corso di lavoro di cui testifica 
d'altra parte la temperatura media della ma- 
teria contenuta nei depuratori. In quanto con- 
cerne la rivivificazionc allo scopo di annichi- 
lire r inconveniente della secchezza e per 
conseguenza indurimento della materia incon- 
veniente che nuoce alla potenza della sua 
azione, conviene inumidire di tanto in tanto 
questa materia depurante, sia inailiandola dopo 
il sollevamento aei coperchi dei depuratori 
sia, ciò che è preferibile, più semplice, più 
economico e migliore sopra tutti i punti di 
vista, iniettando del vapore acqueo per il 
fondo dei depuratori. È doveroso ricordare 
che, per ottenere il maximun di eflTeito utile 
è preferibile: 

i" Di operare sopra gli ossidi naturali di^ 
composizione omogenea e di una perfett 
porosità. 

2' Oi regolare il movimento del gaz 
depuratori in mf)do di non oltrepassare 
velocità di 5 millimetri per .secondo. 

Riassunfo. 

Quest' invenzione consiste in : 

Un processo permettente nelle officine a 
gaz illuminante un considerevole aumento 
nella fabbricazione del ^a.z di litantrace e 
nello stesso tempo la rivivificazioue continua 
ed automatica delle materie depuranti (ossidi), 
processo che consiste esenzialmente nell' in- 
troduzione d'una certa proporzione d'aria 
nel gaz in fabbricazione, nella ricuperazione 
degli idrocarburi illuminanti esistenti nei ca- 
trami, por la messa in contatto conveniente 
di quest'aria con questi catrami, arricchimento 
del gaz fabbricato di una materia ricca 
idrocarburi, quale il benzolo. 



L'Incenerimento delle Immondfzie nelle città 

Questo soggetto è stato trattato dal Sig. 
dottor Clemens DOrr, di Charlotte nbourg, 
nell'ultima riunione dei gazisti delle provincie 
del Baltico. 

Dopo aver fatto risaltare le considerazioni 



— i83 — 



ed economiche che sono in favore 
iocrnenmrnCo delle im mondizie invece 
:ancarle tutte semphccmente in un lu<^o 
vtalu. l'autore richiama l'attenzione su 
fe SOCcma di forno a combustione continua 
ionutr con una debole eccedenza di aria 
nza ^i^lia che hi impiega da qualche 
t. a btoTo di prova in Germania elove ha 
dei buoni nsultali. Questo sistema è 
Ito al l>On'-Srhuppmann. In rit"! che con- 
e l'economia e passibile ottenere i Cg. 
Kpore per i Cg. di materie incenerite. 
IdUc piccole città dove i servizi del gaz 
lfaKt)ua e deirrlettricilà sono nella fites>^ 
Bw rsatore cunsi|t[]ìa di agg^iun^ere a una 
deste oflìcine la distruzione delle immon- 



■ IL GAZ IN AMERICA 

■eltamo dalla Rivista « I^ Gaz •• : 
BSibley. nello Stato dì Indiana, con voto 

■ unanime, venne decisa l' illuminazione 
tz di questa città. 

>ntDquarantaiiettc donne hanno preso 
e al referendum e hanno unanimamente 
lao un voto favorevole. Le spese verranno 
irt !'• di azi(mi. 

i '. niset*t). un'inchiesta 

latro che accadevano delle cose molto 
folarì. per non dire pegRio. Sembra che 
i numero di negozianti abbiano trovalo il 
o di roH'tumare il ^az senza pagarlo. 
M rr-*lo, r«inicina elettrica usa gli stessi 
)c K'iulo la corrente a condi- 

i i..-j^- i slessa caiogoria di consu- 

nì. l^ città di Richmond (Indiana) che 
istmi lofficina e l'ha esercitata per di- 
ì annk, si decise di venderla ad una 
!csa privata. Qui l'amministrazione aveva 
) il fax a buon prezzo, ma non pagava 
eresse dei capitali che aveva chiesti in 
tifo per la costruzione dell'oflìcina. I 
libuenti, che enino anche i soltosoritlori 
lo trovalo la combinazione piuttosto cattiva 
uno finito col dirsi che era meglio riscuo- 
i propri capitali e indirizzarsi ad una 
privata. 

Il £12 ii Illa pressione i Berliis 

fmtnut/ o/ Gas LighttHf; pubblica alcuni 
itigli dal Sig. K K^rting. di Berlino 
"ibuzione di gaz ad alta pressione 
•r^hi di Sleglitz e Wilmersdorf dalla 
di Mariendorf che ne f* lontana 15 
jmetri. 

t:»^uitn all'enorme aumento della pop(> 
■ in questi distretti serviti dalla torn- 
ita Imperiale Germanica, bisognava po&arc 
to una nuova conduttura da gaz di g^rande 
srtTT»; invece si preferì di non toccare 
Mttura ed instalhire una condut' 

_^ - - ad altapressioneche ilatroflicina 

JB di Marìendorf si porta al centro di 



ciascun sobborgo. Il ^^z è pompato ad una 
pressione primitiva di circa 27 chilogrammi 
per centimetro quadrato ed t ricondotto alla 
pressione di ciKà ordinaria dalle stazioni re- 
golatrici sparse in ciascun distretto. 

La condotta ad alta prensione, di una 
lunghezza totale in linea retta di 9 chilometri 
ha un diametro di 43 pollici; essa ha due 
diramazioni di 18 e di 36 pollici. 

L'impianto per la compressione stabilito 
all'olbcina a gaz di Marìendorf comprende 
due soffiatorì Root azionati da macchine a 
vapore. 

L'autore spera di poter presto dire se 
data questa lunga conduttura stretta e ad 
alta pressione, vi fu maggior perdita di gaz 
e maggior perdita di pressione per unitù di 
lunghezza di condottura che con la pressione 
ordinaria in condotture di diametro maggiore. 




BOICOTAGGIO DEL GAZ 

In seguito ad uno sciopero degli operai 
dei tramways della città di Vervier», nei Bel- 
gio, nel quale sciopero non ebbero sod- 
disfazione, fu deciso dai sindacati operai che 
i tramways fossero boicottali. Si aveva gii 
incominciato col boicottare i commercianti che 
si servivano del tram, i viaggiatori di com- 
mercio, i mercanti di burro e di uova, che sì 
sapeva che si servivano di questo mezzo di 
trasporto. K, perche gli operai trasportanti 
dei fardelli pesanti ed ingombranti non aves- 
sero a soffrire da questo stato di cose, l'Asso- 
ciazione dei carrettieri e conduttori di cavalli, 
ad unanimitA decise di trasportare sui veicoli 
condotti dai propri membri 1 carichi di coloro 
che si rifiutavano di prendere il tram. 

Nella stessa citlA, la Società del Gaz fu 
pure vittima di un boicotaggìo identico. Gli 
accenditori di fanali in isciojwro, non avendo 
oilennlo soddisfazione, hanno richiesto l' ap- 
poggi*^ della popolazione operaia, e onesta, 
faccndusi solidale cogli scioperanti, na de- 
cìso di non fare acquisti nei negozi che si 
servono ancora del gaz. 

L'aspetto delle vie diventa alla sera dei 
più bizzarri: le vetrine illuminate in modo 
assai originale. lampade a petrolio di tutti i 
modelli, senza dimenticare la modesta Quin- 
qucl fumosa, sono generalmente impiegale. 
Un tabaccaio fa uso di candele : più lungi, 
un orologiaio illumina In sua mostra con una 
ghirlanda di candele: un ebanista illumina 
n suo magazzino con lanterne alla veneziana. 
Altri hanno un' illuminazione mista, lampade 
a petrolio e candele ; alcuni negozianti non 
illumin.mn le loro mostre. 

L'asoetto di que.stc vie b dei più comici. 
Una folla numerosa di curiosi si affretta 
nelle vie, attratta dal nuovo spettacolo. 

In diversi stabilimenti, vennero affissi degli 
avvisi listati in nero, sui quali e scritto in 
lettere rosse : ■ Il gaz è morto. 11 suo sep- 
pellimento sarà annunciato prossimamente ». 



i84 — 



IL RISCALDAMENTO COL COKE 

Neil' ultimo rapporto presentato all'Asso- 
ciazione germanica degli ingegneri gazìsti 
dalla sua commissione di riscaldamento, si 
legge che quest' ultima ha proceduto ad una 
inchiesta presso i fabbricanti di apparecchi 
di ricaldamento sul valore del coke di gaz 
in paragone agli altri combustibili. Si trat- 
tava dei fabbricanti dei grandi apparecchi 
usati per il riscaldamento centrale. 

Dalle 80 risposte ricevute ai questionari 
inviati, risulta che le principali qualità do- 
mandate al coke sono : minima resa in cenere 
ed in materie schìstose, in modo da lasciare 
il meno possibile di scorie ; che sia ben cri- 
vellato e rotto in pezzi convenienti (da i a 
3 pollici secondo le dimensioni del fornello) ; 
che sia esente da polvere, da sottili parti- 
celle, e da materie estranee ; che sia duro il 
più possibile ed immagazzinato in luogo 
asciutto. 



Da quanto è possìbile giudicare dalle ri- 
sposte, le Qualità dei cokes di gaz variano 
considerevolmente dal punto di vista della 
loro convenienza alla combustione in certi 
apparecchi a riscaldamento centrale. Si è ge- 
neralmente soddisfatti del coke dei carboni 
inglesi, ed anche di quelli provenienti dai 
carboni della Ruhr e dalla Slesia. Le opinioni 
differiscono sul coke della Sarre che lascia 
molte scorie. I cokes della Sassonia e della 
Boemia danno cattivi risultati, lasciano molto 
residuo di natura vitrosa; variano come qualità 
ed attaccano le piastre dei forni. 

Alcuni fabbricanti dicono che un apparec- 
chio destinato a consumare coke di gaz, 
deve essere munito di una grande tramoggia 
di caricamento e possedere una superfìcie di 
griglia più estesa che non uno che brucia 
coke di forni ; abbisogna anche, secondo al- 
cuni, un dispositivo speciale, per attizzare il 
fuoco. La maggior parte dei fabbricanti rac- 
comanda forni di ghisa con griglie raffred- 
date dall' acqua. 



Sviluppo della distribuzione del gaz 

coi contatori a pagamento anticipato all'officina municipale del gaz di Berlino nel 1905. 

I contatori a pagamento anticipato erano al primo gennaio 1906 26.509 ; mentre erano 
21.401 al primo gennaio 1905. Questi contatori sono aumentati come si vede di 5.108 
in un anno ; e solo nell' ultimo trimestre di 2.188 (dal i'' ottobre al 31 dicembre 1905). 

L'incasso di questi contatori fu: 



M P Q 1 






1905 


1904 
M. 


P. 


Aumento nel 1905 




Marchi 


Pf. 


M. P. 




116.925 


12 


85103 


46 


31.821 


1 

66 


Febbraio 










113455 


94 


78.841 


36 


34.614 


58 


Marzo . 










160.265 


97 


122.950 


IO 


37-315 


87 


Aprile . 










78.164 


68 


63-733 


83 


14.430 


85 


Maggio 










78.996 


58 


58.789 


6t 


20.206 


97 ' 


Giugno 










112.360 


82 


90.726 


69 


21.634 


13 


Luglio . 










84.418 


56 


57.008 


70 


27.409 


86 


Agosto 










123.204 


40 


82.715 


93 


40.488 


41 


Settembre 








153 160 


95 


126.786 


18 


26.374 


77 


Ottobre . 








143-552 


20 


88.868 


73 


54.683 


47 


Novembre 








156.426 


77 


125.845 


58 


30-581 


19 


Dicembre 










191.768 


63 


169.721 


50 


22.047 


13 


T 


OTALI 


1. 512.700 


62 


1.151.091 


73 


361.608 


89 




10.210.72c 


) 


7.769.86C 


} 


2.440.860 



- «85- 



Mrdia di consumo di gaz per mese e per contatore 



MESI 


1905 


19< 


34 

em te Mita 






M. 




Marzo 

Maggio 

Settembre .... 
Novembre .... 


7 09 
5 80 
5 55 
4 48 
4 64 
4 ao 

4 77 

5 48 

6 68 

6 37 

6 46 

7 60 


10 25 
8 40 

8 " 

6 45 
6 70 

6 08 

6 90 

7 94 

9 68 

9 33 
9 36 

11 01 


6 71 
6 35 

5 53 
4 83 

4 64 

3 80 

4 46 

5 06 

5 47 

6 05 

6 83 
6 54 


IO IO 

9 60 

8 30 

7 30 
7 • 

5 75 

6 75 

7 60 

8 35 

9 IO 
IO 35 

9 90 




Media anntute in m. 
tn metri cubi 


69 12 


100 » 


66 24 


1 
100 « 1 




466 


447 { 





La media di consumo nei contatori a pagamento anticipato ò aumentata net 1905 di 
m me. &u1U media dell' anno 1004. Il minimo di 35 me. per mese prr marchi 3,70 riscosso 
^Mo il contratto, fu dunque oftrepas.sato in modo costante, mensilmente, nell'anno scorso. 

Il primo gennaio 1906 e* erano In servizio 188.393 rontatori a gaz ordmari contro 17x836 
il primo eennaio 1905, con un aumento cioù di I5.567 contaton sul 1905; quelito aumento 
lolo per I ultimo trimestre fu di 6.085. 

L'aumento dei contatori in servizio (ordinari e a pagamento anticipato) nell'anno fu 
éuMque di 5-1084-15.567, ossia un totale di 20.375; nell'ultimo trimestre soltanto l'au- 
EKnto fu di 2.188 + 6.085 contatori ossia 8.273 ; questo aumento di contatori in attiviU* 
■eU'ulumo trimestre, rappresenta il 41 ",. dell'aumento totale dell'anno. 



Tba Malta & Med. Gas Comp. Ltd 

Dal resoconto presentato a^^li azionisti di 
està Compagnia, che in Italia esercisce le 
ione di Marida e Trapani, togliamo quanto 
rifensre a qurslc. 

Riguardo a Afarsa/a non vi è nulla da 
Are Xe vendite di gaz dimostrano una piccola 
e. Col prossimo anno cessa la 
di esercizio. Non fu mai un affare 
ma ora che la popolazione si era 
al gaz, sarebbe stalo conveniente 
ttU Sociccà avere una ulteriore concessione. 

Ma a Marala si untole la luce elettrica e 

«e l'abbiano. 

Trmfam consumò 136 tonn. di fossile di 
Mft dell'anno preredente, dando nel consumo 
iti gax una vendita in più del 3i|2 0|0. È 
unora pendente la pratica per la cessione 



dell'oflicina al Municipio, il quale voleva dettar 
legge. Ma la Società valendosi dell'opera 
del sig. ing. Lucifero, e dell'avvocato De Colo 
Prato, lo seppe condurre alla ragione. At- 
tende la Stkcietà ora le nuove proposte del 
Municipio. 



nUNICIPALIZZAZIONe 

Municipalizzazione o proprietà privata 

tfe|li inriastt tfell'^qu potabile 

Togliamo dalla It^afrr atui Gas JittHéw di 
Chicago : 

Deve la cittA stessa possedere il suo ac<)ue> 
dotto o deve essere esercitato da una Soadà 



— i86 — 



privata? è una domanda che vien fatta spesso 
specialmente nelle città di provincia. 

Il sentimento crescente per le città di pos- 
sedere ed esercitare i loro servizi pubblici, 
come acquedotti, gaz, luce elettrica e tramvie 
ha fatto che parecchie si siano messe in que- 
ste amministrazioni senza pensare all'econo- 
mia, o alla convenienza di tale direzione. 

È ben noto che in molte città, il loro eser- 
cizio è cercato, e controllato a beneficio dei 
politicanti, senza riguardo al costo per il con- 
tribuente. 

Quando un acquedotto è esercitato da una 
Compagnia Io è sulle stesse basi di ogni altro 
affare e si pretende che dia una percentuale 
di profitto ragionevole sul costo. 

Quando è esercitato dalla città stessa, si 
suppone che renda un appropriato beneficio 
per pagare gli interessi sul mutuo, provvedere 
alle riparazioni, al deprezzamento, e ad un 
fondo per futuri ampliamenti ed ammortizza- 
mento del mutuo, lasciando il profitto netto 
ai cittadini sotto la veste di riduzione del costo 
dell' acqua. 

In un gran numero di eittà non si tien 
conto dell'acqua usata negli edifici pubblici, 
per protezione dal fuoco, nei parchi e fogna- 
tura ed il consumatore paga un prezzo per la 
sua acqua sufficiente per tutte queste altre 
spese aggiunte. 

Se la città dovesse pagare nel dipartimento 
delle acque una somma appropriata per la 
protezione dal fuoco, basata sul numero degli 
idranti, e per tutta 1' acqua usata negli edifici 
pubblici, parchi, fontane e fogne, questo di- 
partimento sarebbe condotto sulla stessa base 
di una società, meno il profitto netto. Se 
r amministrazione potesse essere condotta in 
modo così conservativo ed economico come 
una Società, allora il pubblico avrebbe l'acqua 
al prezzo di costo e risparmierebbe il profitto 
netto. 

In una tavola preparata dal sig. dott. R. 
Guian di 122 città, 82 delle quali hanno la 
municipalizzazione e 40 la proprietà privata 
figurano i seguenti prezzi : 

Il costo medio per una casa di 6 camere 
coir impianto per uso domestico è di dollari 
5.98 per anno, se municipio; se monopolio è 
di dollari 6.72, ottenendosi così 74 cent, per 
ognuna in favore delle officine municipali. 

La media per una casa di 6 camere con 
closet, bagno, lavatoio, e 30 piedi di prato è: 
colla municipalizzazione dollari 16,75, colla 
proprietà privata dollari 20.84 > ^"^ differenza 
quindi media in favore della municipalizza- 
zione di dollari 4.09 per servizio e per anno. 

Questo, a parità di altre condizioni, mo- 
strerebbe il profitto netto per le compagnie 
private. 

Questo senza considerare il fatto che la 
maggior parte di queste officine che forni- 
scono acqua filtrata sono di proprietà privata 
e che hanno 1' obbligo di consegnare acqua 
buona e per conseguenza di costo maggiore 
che in molte delle più grandi officine muni- 



cipali che pompano direttamente dai fiumi 
dai laghi. 

Quindi la vera differenza nel costo del- 
l' acqua è molto minore : inoltre dobbiamo 
considerare che gli impianti privati devono 
basare i loro prezzi in modo che il reddito 
deve pagare gli interessi sul costo di costru- 
zione, esercizio, riparazioni, ed un fondo morto 
per pagamento dei mutui, mentre molti impianti 
municipali, nell'assestamento dei prezzi, non 
prevedono per interessi sul costo, tasse od 
una riserva per pagamento dei mutui, dipen- 
dendo da una tassa generale per queste voci 
se il reddito dal consumatore dovesse essere 
insufficiente dopo pagato esercizio e ripa- 
razioni. 

Non v' è dubbio che con i tanti vantaggi 
goduti da un impianto municipale, come tassi 
d' interesse minori sui mutui, esenzioni da 
tasse e, in qualche città una tassa per la pro- 
prietà non migliorata, con una direzione egual- 
mente accurata ed economica, sotto impiegati 
esperimentati, si debba fornire l'acqua ad un 
tasso inferiore a quello di una compagnia 
privata. 

Ma con impianti municipaH sotto una di- 
rezione politicante, dove gli impiegati sono 
scelti secondo la loro influenza pohtica e sono 
soggetti ad esser cambiati con ogni nuova 
amministrazione municipale, dove uomini fe- 
deli ed esperimentati devono lasciare il posto 
a pupilli politici od a favoriti senza riguardo 
air idoneità, non è meraviglia che la munici- 
palizzazione dell'acqua, del gaz o della luce 
elettrica, come di ogni altro servizio pubblico, 
diventi un fardello costoso al contribuente e 
che la proprietà rapidamente sia deprezzata 
nel suo valore. 

Per giustizia verso il dipartimento del- 
l' acqua, ogni citta dovrebbe fare che in tah 
dipartimenti fosse pagato un giusto prezzo 

Cer r acqua fornita per protezione dal fuoco, 
asata sul numero di idranti in servizio, per 
tutta l'acqua usata nelle scuole pubbliche ed 
edifici pubblici, parchi, fontane, fogne, inaffia- 
mento stradale e per tutti gli usi pubblici. 

Allora il dipartimento delle acque sarebbe 
accreditato per il servizio reso e la direzione 
conoscerebbe come ripartire il costo al con- 
sumato